Homer é un tipo famoso si sa, ma che addirittura fosse il numero uno della tv e del cinema é un grande traguardo raggiunto dal capofamiglia dei Simpson. Il mangiatore di ciambelle Homer Simpson é il miglior personaggio del cinema e della tv creato negli ultimi 20 anni, secondo la classifica stilata da Entertainment Weekly in occasione del ventesimo anniversario della rivista statunitense.
Il personaggio “in giallo” batte l’apprendista maghetto Harry Potter (secondo) e la cacciatrice di vampiri Buffy (al terzo posto). Il creatore della serie, Matt Groening, ha sempre detto che milioni di persone si sarebbero identificate facilmente con Homer. E questa é ancora una volta la conferma che aveva ragione. La serie televisiva statunitense trasmessa in 90 paesi, e giunta alla sua ventunesima stagione, continua a mietere successi nonstante abbia ormai una veneranda età.
“La gente si immedesima in Homer, perché segretamente tutti desiderano cose che non possono ammettere”, afferma il creatore della serie Matt Groening. “Homer si lancia in tutto quello che gli passa per la testa…questo è ciò che piace al pubblico”.
Non possiamo che essere d’accordo. La lista dei personaggi é stata pubblicata nel numero della rivista di lunedì scorso in base ad un’ inchiesta fatta tra gli americani. A fare compagnia a Homer, c’è anche un altro personaggio animato, la spugna Spongebob che occupa la decima posizione.
[via ToonZone]
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Tra i naufraghi dell’ultima edizione dell’Isola dei Famosi è comparso a sorpresa anche Domenico Nesci, il bergamasco che ha conquistato l’America grazie agli show di Mtv. A TvBlog il protagonista di “That’s Amore”, quarto classificato al reality di Simona Ventura, racconta lo strano percorso della sua vita dalle lezioni di recitazione in un teatro di Bergamo a condurre uno show in Times Square davanti ad un milione di persone con la possibilità ora di riuscire a produrre un film sulla sua vita.
Cosa ti ha portato questa partecipazione all’Isola?
“L’isola è stata il mezzo che mi ha permesso di arrivare non solo alle teenager che guardano Mtv ma di farmi arrivare anche alle mamme e nonne che ora mi fermano per strada. Penso che ci siano davvero un bel po’ di nonne spinte perché tutte quelle che sto beccando io anche se in versione soft o con doppi sensi scherzano su certi temi. In Italia abbiamo molte nonne che sono meno nonne del previsto.”
Come sei arrivato tra il gruppo di naufraghi del reality di Raidue?
“Un produttore con cui avevo lavorato un bel po’ di tempo fa per Mtv mi disse che secondo lui sarei andato molto bene a far l’Isola. Da lì iniziò tutto, i primi contatti con Magnolia e dopo un po’ di telefonate e incontri mi hanno buttato sull’isola.”
Come hai conquistato Simona Ventura?
“Essendo una persona così bella, vera e genuina va molto d’accordo con le persone simili. Credo di essere genuino come lei. Non forse così bello ma genuino sì. Credo di averla conquistata così anche essendo diretto e sincero.”
Prima dello sbarco in America avevi già provato a diventare attore?
Prendete un telefilm di successo, riscrivetelo e fatene un format da reality. Ecco la ricetta di The real L Word, il reality che si ispira a L Word in onda dal 20 giugno negli Stati Uniti sul canale Showtime. Lo vogliamo chiamare spin-off? Qualunque cosa sia promette di essere uno show pepato come le protagoniste scelte per animarlo e che si presentano dopo il salto nel video del promo.
L’idea della trasformazione in reality è della stessa autrice Ilene Chaiken che ha selezionato 6 ragazze, ovviamente lesbiche tra i 27 e i 37 anni, definite “di alto profilo”, che provengono da diverse esperienze professionali (nella foto da sinistra le protagoniste: Tracy, Whitney, Nikki, Rose, Mikey and Jill). Ci sono la scrittrice, la gallerista o la manager ad esempio, che vivranno nella realtà le loro avventure amorose.
La sesta stagione di The L Word si è conclusa lo scorso marzo su Showtime e l’impressione è che sia sopraggiunta una certa stanchezza nella scrittura degli episodi. Dunque nell’attesa di programmarne di nuovi perché non sfruttare l’estate per movimentare il mondo delle lesbiche con storie vere in grado magari di ispirarne di nuove?
Continua a leggere: Usa, L Word diventa reality: "The real L Word" in onda su Showtime
UPDATE:
Il video della conferenza stampa tenuta da Tiziana Ferrario e Paolo DI Giannantonio. Gli altri video sul sito di RsF.
Nella giornata mondiale dedicata alla libertà di stampa, voluta dall’Unesco, la sezione italiana di Reporters sans Frontières si è riunita a L’Aquila, in Piazza Duomo per una conferenza stampa sull’attuale situazione in Italia. Presenti i giornalisti del Tg1 Tiziana Ferrario, membro del direttivo di RsF e Paolo di Giannantonio che con Piero Damosso sono stati epurati per non aver sostenuto con la loro firma su una lettera il direttore Augusto Minzolini e la sua linea editoriale che di fatto strumentalizza la liberà di opinione dei giornalisti.
Ha detto Domenico Affinito , vicepresidente italiano di RsF:
L’aria che si respira al giornale della prima rete della Rai, da qualche tempo a questa parte, è quella dell’epurazione. La sensazione è che il direttore stia colpendo quelli che non hanno firmato il documento in suo favore e che stia, invece, promuovendo chi lo ha firmato. Il clima interno è molto teso, conseguente all’annullamento del confronto redazionale nella composizione quotidiana del giornale che viene ormai realizzato con direttive precise dall’alto che non lasciano spazio al alcuna autonomia intellettuale ai giornalisti.
L’Italia, intanto finisce al 49esimo posto della classifica della Libertà di stampa dietro tutti gli Stati europei e gli Stati Uniti e il “bollettino di guerra” nel mondo quest’anno è peggiorato:
* 76 Giornalisti uccisi (+21% rispetto al 2008)
* 33 Giornalisti rapiti
* 573 Giornalisti arrestati
* 1456 Giornalisti aggrediti o minacciati
* 570 Media censurati
* 157 Giornalisti fuggiti dal loro paese
* 1 Blogger morto in prigione
* 151 Blogger o cyber-dissidenti arrestati
* 61 Blogger aggrediti
* 60 Paesi colpiti dalla censura di internet
[Via | Abruzzo24ore]
Curioso aspetto di una notizia che avevamo già dato: la televisione farà rivivere Jacqueline Kennedy in una mini serie americana. Il volto della moglie del trentacinquesimo presidente degli Stati Uniti sarà quello di Katie Holmes, moglie, a sua volta, di un altro ameriano importante, vale a dire Tom Cruise. La serie, come appunto già scritto da Tvblog qualche mese fa, si intitolerà The Kennedys e sarà trasmessa nel 2011. Alla produzione un mostro nel suo genere, quel Joel Surnow che, dopo aver lasciato 24, è tornato alle miniserie televisive. Il nome dell’attrice lo ha rivelato la rivista People. Al fianco della Holmes ci sara’ Greg Kinnear nei panni di John F. Kennedy. Tom Wilkinson sara’Joe Kennedy e Barry Pepper vestira’ i panni di Robert Kennedy. La mini-serie durera’ 8 ore e sara’ trasmessa da History Channel.
George Clooney val bene una fiction. Siccome a pensar male si fa peccato ma quasi sempre si azzecca, non può non venire in mente un sottile filo rosso tra l’improvviso successo di Elisabetta Canalis negli Stati Uniti e la sua storia d’amore e di sesso con il bell’attore hollywoodiano. E’ notizia di UsMagazine che l’ex Velina di Antonio Ricci esordirà sulla tv americana nella terza stagione della serie Leverage del canale Usa TNT. L’iter della notizia glamour americana lo conosciamo, è sempre lo stesso. Lancio bomba e poi una fonte esterna, rigorosamente anonima, che riporta, che dice, che suggerisce. Anche in questo caso la rivista fa riferimento a una fantomatica amica di Elisabetta la quale avrebbe detto che la show girl è “molto eccitata per questo ruolo e per l’esordio in una tv americana”. La serie racconta di un gruppo di truffatori professionisti capeggiati da un ex investigatore assicurativo interpretato da Timothy Hutton.
Il ruolo della Canalis sarà quello di un agente segreto internazionale. Insomma, credibile come una banconota da 2 euro. Il tramite, perché l’affare andasse in porto, guarda caso, sarebbe stato Richard Kind, intimo amico di George Clooney, già comparso nella stessa serie durante la seconda stagione. Riferisce ancora UsMagazine: “Lui le ha assicurato che lavorare in Leverage è stata un’esperienza fantastica”.


It’s always sunny in Philadelphia (C’è sempre il sole a Philadelphia) è una vincente serie tv che ha debuttato in Italia il 28 settembre dello scorso anno sul canale FX del pacchetto Sky per tre stagioni. Da circa un mese, sempre su FX, è in onda la quarta stagione: la caratteristica, al di là dei temi parecchio politically scorrect trattati, è la presenza del mitico Danny De Vito (entrato a far parte della serie regolare a partire dalla seconda stagione nel ruolo di Frank Reynolds). Bene, i miracoli della fiction applicata al tubo catodico faranno in modo che in una di queste prossime puntate (prevista per Natale negli Stati Uniti), l’attore comparirà addirittura… nudo. De Vito spunterà fuori da un divano durante una festa e lo farà senza vestiti addosso, facendo scappare tutti i presenti.
“All’inizio volevo che fosse davvero una scena sconcertante, ma quando mi sono trovato nudo davanti a cento comparse mi sono sentito come un maiale pronto per essere cotto. Il primo ciak è stato un po’ strano…”.
Da sempre, Danny De Vito è abituato a giocare col proprio corpo, non certamente adamantino nelle fattezze e nelle proporzioni: nudo, però, non l’avevamo ancora mai visto. Da ricordare, tra le curiosità, che l’inconfondibile voce italiana del divo è affidata alle prodezze del doppiatore Giorgio Lopez, fratello del più noto Massimo.
E così, persino Barack Obama si scagliò contro la televisione che parlava male di lui. Succede che anche i premi Nobel per la Pace, nel loro piccolo, s’arrabbino. Così il presidente eletto degli Stati Uniti d’America ha deciso di dichiarare guerra aperta alla Fox, l’emittente televisiva del signor Murdoch che da sempre gli va contro: “La tratteremo come un avversario politico”, così Anita Dunn, direttore della Comunicazione della Casa Bianca. Il canale ha più volte, anche quando Barack era “solo” un senatore, dato contro alla politica dell’attuale presidente, soffiando sul fuoco delle più tipiche polemiche repubblicane.
“Stanno portando avanti una vera e propria guerra contro Obama e la Casa Bianca e non abbiamo bisogno di fingere quando diciamo che si tratta di un notiziario che non si comporta bene”.
Giusto in questi giorni, all’indomani della bocciatura di Chicago come sede dei giochi Olimpici del 2016 (a favore del Brasile), la Fox si era scagliata nuovamente contro Obama: “Si è comportato più da sindaco di Chicago che da presidente degli Stati Uniti”, era stata l’accusa testuale.
Avevamo già parlato, alcune settimane fa, della maratona televisiva di Barack Obama, in riferimento soprattutto alla battaglia sulla sanità (andata poi a finire non benissimo per il presidente afro-americano, anche se la strada è ancora lunga), da cui erano stati estromessi proprio i canali Fox. Vedremo se Obama riuscirà a compiere un altro miracolo mediatico o se cederà anche lui alla scorciatoia della rabbia e della censura.
Ben 10, il piccolo eroe idolo dei bambini e ragazzi continua la sua ascesa nella lista dei personaggi a cartoon più amati. Il ragazzino è il personaggio dotato di Ominitrix, quel misterioso dispositivo estraterrestre dall’aspetto di un orologio che può trasformarlo in creature aliene. Mentre i fan di Italia 1 attendono la prima serie statunitense di Ben 10 sulla rete Mediaset, a partire dal 14 settembre alle 17.15, è appena partita su Cartoon Network la seconda stagione dal titolo Ben 10 Forza Aliena.
Gli episodi in prima tv vanno in onda tutti i giorni alle 19.10. Se vi sono sfuggiti i primi episodi, dal lunedi al venerdí alle 7.50 (anche se è un po’ prestino) potete recuperare e seguire le repliche.
Questa volta Ben Tennyson è un adolescente, pronto a trasformarsi in nuovissimi alieni. Il cartone, record di ascolti negli Stati Uniti, ha tutte le caratteristiche per essere un punto di riferimento tra i giovani telespettatori: azione, alieni sempre piú potenti, una dose di umorismo, i primi amori e, cosa più importante, un giovane eroe in cui identificarsi. Oltre a un serie di gadget, giocattoli e merchandising collegati al cartone che hanno contribuito a trasformare il ragazzino in un fenomeno di massa. La serie, produzione originale dei Cartoon Network Studios, nasce dalla collaborazione di un gruppo di artisti chiamati Man of Action (Joe Casey, Joe Kelly, Duncan Rouleau, Steve Seagle).
Continua a leggere: Ben 10 Forza Aliena: la serie inedita in prima tv su Cartoon Network
Interessante progetto della Bbc. Il colosso britannico ha messo in produzione una nuova fiction che sicuramente vedremo anche in Italia: si tratta di una sceneggiatura originale basata sulla crisi economica che ha portato al collasso della banca d’affari Lehman Brothers il 15 settembre 2008, con tutte le conseguenze che sappiamo per i lavoratori finanziari degli Stati Uniti. Il film per la tv si intitolerà, prosaicamente, “The last days of Lehman Brothers”: la sceneggiatura è stata affidata a Craig Warner. Nel cast anche il grande James Cromwell, che qualcuno potrà piacevolmente ricordare - tra le altre cose - per aver interpretato meravigliosamente il capitano Dudley Smith in “L.A. Confidential”. Presente anche Corey Johnson (”The Bourne Ultimatum”).
La CBS sta avanti. Tra i suoi giornalisti figura questo Damon Waver, autore di interviste diventate ormai celeberrime negli Stati Uniti. Il giornalista va ad incalzare su temi scottanti personaggi di spicco dello sport, della televisione e della politica, con una caratteristica anagrafica a dir poco sconcertante: ha 11 anni. L’ultimo lavoro di Damon è stato realizzato alla Casa Bianca, con un’intervista perfetta al presidente Barack Obama. Il ragazzino si è presentato indossando un adattissimo completo, prendendosi anche i complimenti del numero uno americano. I due si sono poi sistemati uno di fronte all’altro e l’intervista ha avuto inizio.
Il presidente è stato interrogato su temi scottanti, come l’educazione e le mense scolastiche, e altri meno impegnativi come lo sport, in particolare il basket. L’intervista è durata 10 minuti ed è stata ripresa, oltre che dalla Cbs, naturalmente, anche dalle telecamere private della Casa Bianca. Un altro elemento di grande interesse è che è stato lo stesso 11enne ad organizzare l’incontro, prendendosi la briga di telefonare ai vari uffici stampa e concretizzare la cosa.
Il video completo vale proprio la pena di essere visto. Un giornalismo diverso, leggero, sebbene sincero e approfondito, può essere realizzato con teorie e tecniche originali e interessanti. Basta volerlo fare. Dopo il salto, vi basterà cliccare su play.
Su RaiUno: Confederations Cup. Stati Uniti-Italia: gli azzurri di Lippi tornano in campo per l’ultima volta da campioni del mondo prima del nuovo Mondiale. Con un solo obiettivo: vincere questa prima gara e metterla in saccoccia a Barack Obama nell’unico campo in cui possiamo dirci superiori agli americani.
Su RaiDue Ghost Whisperer: telefilm che senza la presenza di Jennifer Love Hewitt non avrebbe alcuna ragione di essere seguito.
Su RaiTre Lontano dal paradiso: bella prova attoriale per Julianne Moore e Dennis Quaid in un dramma ambientato nell’America puritana di fine anni Cinquanta.
Su Canale5 Sabrina: remake del capolavoro di Wilder firmato da Sidney Pollack. Probabilmente l’alternativa migliore qualora non doveste gradire le stantìe convocazioni di Lippi su RaiUno.
Su Italia1 Wind Music Award: Vanessa Incontrada presenta e premia una parata di star della musica di cui si poteva fare a meno. Sullo stesso palco gente come Biagio Antonacci, Tiziano Ferro, Giusy Ferreri, Alessandra Amoroso, Marco Carta: consigliatissimo qualora doveste infliggere a qualche vostro nemico giurato la “cura Ludovico”.
Su Rete4 Segreti: telefilm che da domani non si vedrà MAI PIU’ nel Lazio, causa temibilissimo switch over.
Continua a leggere: Fantashare e Cosa vedrai? Prime time del 15 giugno 2009
Ironia della morte, verrebbe da dire con un brivido. Ti fai vedere in lungo e in largo per il mondo - da Signor Nessuno che eri - ed eccolo là che ti scappano via dal cervello un paio di rotelle e, come niente, ti ritrovi sottosopra. E’ successo alla cantante scozzese di Britain’s Got Talent Susan Boyle, ormai lo sanno anche le zanzare, è successo anche ad altri. In forma anche ben peggiore, anzi irrimediabile. E’ quanto emerge da un interessante articolo di TheWrap.com, sito Web di Los Angeles che, un po’ come noi di TvBlog, si occupa di fatti relativi alla televisione: secondo l’inchiesta curata da Frank Feldinger e Tina McGilton, almeno 11 partecipanti ai più svariati Reality Show in giro per il mondo si sono tolti la vita in seguito all’eliminazione o alla vincita dei rispettivi programmi per motivi immediatamente riconducibili alla grande notorietà improvvisamente conseguita.
L’articolo prende il “la” con il ricordo di Paula Goodsped, suicidatasi davanti alla casa di Paula Abdul, giudice di “American Idol”, dopo essere stata eliminata dalle selezioni del programma. La donna fu ritrovata in macchina, uccisa da un’overdose di droghe. Quindi prosegue:
“Le vittime sono tanto diversificate quanto insospettabili: un vice procuratore distrettuale, un padre single, un giovane pugile. […] Il fenomeno non è limitato solo agli Stati Uniti. L’indagine di TheWrap.com ha riscontrato suicidi e tentati suicidi tra concorrenti in India, in Inghilterra e in Svezia. Certamente, molte di queste persone avevano problemi precedenti, che potrebbero averli portati ad una vera e propria ossessione nei confronti della fama. Tuttavia gli psicologi hanno scoperto che molti dei concorrenti di show quali “Survivor” e “Grande Fratello” - persino quelli che hanno vinto - hanno sofferto di severi e duraturi traumi psicologici”.
Il pezzo seguita, poi, con l’elenco di queste sfortunate persone. Ne citiamo solo alcune (in parentesi il nome del Reality Show cui hanno preso parte): per conoscere anche gli altri, naturalmente, vi rimandiamo al pezzo originale:
Najai Turpun (”The Contender”): pugile di 23 anni, sparatosi in testa poche settimane dopo essere stato scelto per il programma dedicato ad atleti della sua disciplina: in palio un milione di dollari. Il suo allenatore, Perry Custus, ha dichiarato: “Aveva troppe cose per la testa”. Il giovane aveva appena firmato un contratto che gli impediva di salire sul ring fino a gara conclusa e la cosa lo stava turbando molto, anche perché l’emittente continuava a rinviare la messa in onda della prima puntata.
Kelly McGee (”Extreme Makover”): la ragazza si è suicidata dopo che la sorella si è vista annullare le operazioni plastiche promesse dal programma, per una mancata coincidenza di date tra l’inizio dello show e le tempistiche ospedaliere di ricovero. Non è stata dunque lei a partecipare al reality in questione ma ne ha certamente subìto le più drastiche conseguenze emotive.
James Terril (”Supernanny”): ragazzo padre che si è tolto la vita dopo essere apparso in una serie tv il cui scopo è di aiutare i genitori alle prese con figli ribelli.
Simon Foster (”Wife Swap”): concorrente del nostro “Cambio moglie”, l’uomo ha perduto la moglie, il lavoro, la casa e infine la vita dopo la sua apparizione nel programma. La coppia era stata selezionata per la particolarità di mantenere dichiarate relazioni extraconiugali al di fuori dell’ambiente domestico. Un amico di famiglia ha dichiarato: “Lo show ha messo un enorme tensione addosso a Simon. Dopo non è stato più lo stesso”. Subito dopo la fine delle riprese la moglie dell’uomo si è trasferita con la sua compagna lesbica, portandosi dietro i due figli: il capo lo ha licenziato e da lì ha anche perduto l’abitazione.
Jo O’Meara (”Celebrity Big Brother”): la donna non è morta, ma ha provato a togliersi la vita dopo essere stata accusata dagli altri concorrenti dello show di essere una violenta e una razzista.

Vale la pena dire ancora qualcosa a proposito di Susan Boyle, il brutto anatroccolo dalle uova d’oro che ha entusiasmato il Regno Unito e tutto il mondo grazie alle sue esibizioni angeliche a “Britain’s Got Talent”. Ricoverata per un collasso nervoso subito dopo il secondo posto ottenuto alla finalissima, la donna non smette di far parlare di sé. Secondo quanto riferisce Rockol.com, uno dei giudici, Piers Morgan, ha spiegato al”Daily Mirror” il malessere dell’artista, disoccupata al momento della prima esibizione:
“Susan è totalmente, completamente spossata. Credo che abbia trovato sconvolgenti queste ultime sette settimane. Adesso è in un posto dove può trovare un po’ di pace e di tranquillità per farsi finalmente qualche dormita. Deve anche mangiare in maniera appropriata. Deve lasciarsi dietro quello che nella sua vita è stato un periodo incredibile. Ho parlato con lei e non mi sembra che abbia avuto un esaurimento. L’ho vista prima che andasse in scena in finale, non aveva mangiato e non aveva dormito. Credo che quando questo momento sarà passato, non si metterà a fare la vita di prima. Sono sicuro che, entro quattro o cinque mesi, farà un album che andrà al numero uno”.
Nel frattempo del fenomeno Susan Boyle si è occupato anche il New York Times in un fondo firmato da Brian Stelter. Il giornalista del prestigiosissimo quotidiano americano ha criticato la capacità dei produttori del programma di monetizzare efficacemente il successo planetario della donna, fatto di quasi 200 milioni di visualizzazioni su YouTube:
“Fino a ora, il suo successo sul Web ha portato pochi soldi ai produttori del programma o alle emittenti che lo distribuivano. La FremantleMedia Enterprises, la società di produzione che possiede i diritti digitali internazionali del talent show, ha inserito delle clip su YouTube subito dopo l’esordio della signora Boyle, ma questi video non sembrano aver generato nessun guadagno pubblicitario per la società. I video più popolari con la Boyle non erano le versioni ufficiali, ma piuttosto le copie del programma televisivo inserite dai singoli utenti. Il caso riflette l’incapacità dei grandi media di massimizzare i profitti dall’enorme pubblico di Internet che sembra arrivare dal nulla. In pratica la complessità normativa della tv sta arginando le potenzialità di Internet. Britain’s Got Talent è una produzione condivisa da tre aziende e distribuita da una quarta, ITV, il che rende difficile capire chi di esse possa reclamare un video come proprio”.