
Il prequel di “Spartacus: Blood and Sand”, sei puntate che verranno girate in Australia da agosto ed andranno in onda su Starz a gennaio col titolo “Spartacus: Gods of the Arena”, sfrutterà in parte il cast della serie originale, ma avrà al suo interno anche dei nuovi personaggi. Questi saranno interpretati da Dustin Clare, Jaime Murray e Marisa Ramirez.
Dustin Clare è pressochè sconosciuto in America, ma non in Australia, da dove proviene. Vincitore di un Logie Awards, l’equivalente australiano dell’Emmy, è comparso in serie come “Underbelly: A Tale of Two Cities” e “Le sorelle Mcleod”, dove interpretava Riley. Lui sarà il protagonista del prequel, ovvero Gannicus, il primo gladiatore campione di Capua.
Jaime Murray (al centro nella foto, l’abbiamo vista nel ruolo di Lila nella seconda stagione di “Dexter”) sarà invece Gaia, un’amica di Lucretia (Lucy Lawless) ed arrampicatrice sociale di Capua. La Ramirez, infine, sarà una schiava le cui relazioni si intrecceranno con altri protagonisti. Nella serie vedremo, oltre alla Lawless, anche John Hannah (Batiatus), Peter Mensah (Oenomaus) e Manu Bennett (Crixus).

Qualche giorno fa abbiamo parlato dei successi di Starz, e di come la rete stia puntando in alto. Ora, invece, parliamo di due serie che non hanno avuto il successo sperato dalla rete, e che sono state cancellate, ovvero “Party Down” e “Gravity”.
“Party Down” è stata scritta da Rob Thomas, creatore di “Veronica Mars”, Paul Rudd (autore ed attore: tra i suoi ruoli ricordiamo quello del marito di Phoebe in “Friends”), John Enbom e Dan Etheridge. La serie ruota attorno ad un gruppo di persone che lavorano per un’agenzia di catering a Los Angeles. Gli eventi a cui partecipano fanno da sfondo alla loro vita privata.
La serie, giunta alla seconda stagione, non ha mai avuto grandi ascolti: a questo si aggiunga l’abbandono della serie da parte di Jane Lynch, Sue Sylvester di “Glee”, che nella prima stagione era nel cast col ruolo di Costantine (nella seconda è apparsa solo nell’ultimo episodio), e di Adam Scott, che sarà in “Park and recreation”.

Dopo quasi un anno di lavoro, arriva finalmente in tv la miniserie che racconterà il best seller di Ken Follet “I pilastri della Terra”. Prodotto dalla Tandem Communications, con la Muse Entertainment e la Scott Free Films, le otto puntate girate tra Austria ed Ungheria e dirette da Sergio Mimica-Gezzan andranno in onda su Starz dal 23 luglio.
Un grande sforzo, quella delle rete, per portare in tv una storia epica, che attraversa cinquant’anni di Medioevo, dall’affondamento della nave White Ship (quella su cui morì il figlio del Re Enrico I) fino all’assassinio di Thomas Becket, nel XII secolo. La storia in tv cercherà di essere più fedele possibile all’originale, tant’è che troveremo tutti i personaggi principali del romanzo.
Vedremo così il costruttore Tom (Rufus Sewell, protagonista di “Eleventh Hour”), modesto muratore da cui parte la storia, i suoi figli Alfred (Liam Garrigan) e Martha (Emily Holt), che nella strada per la sopravvivenza in un periodo di crisi per il popolo intero incontreranno Ellen (Natalia Woerner), che avrà una relazione con Tom.
I pilastri della Terra, la miniserie

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Il presidente di Starz, Chris Albrecht, ha le idee chiare: insidiare il dominio delle due reti via cavo per eccellenza, Hbo e Showtime, per quanto riguarda successo e qualità. E così, dopo aver lanciato “Spartacus: Blood and Sand”, aver annunciato serie come “Camelot” ed aver acquistato i diritti di “Torchwood”, ecco arrivare prossimamente sulla rete il remake di una serie australiana, “Underbelly”.
La serie, in onda su Nine Network (da noi è stata trasmessa da Fx e Rai4), ha battuto ogni record per un programma non sportivo in patria, aggiudicandosi buone critiche e grande popolarità. Merito della crudezza dello show ma anche della vicinanza della storia con gli eventi realmente accaduti in tre città australiane.
“Underbelly” è stata costruita, infatti, prendendo spunto da tre storie realmente accadute, una diversa dall’altra, ambientate in tre diversi periodi storici: la prima stagione narra della Guerra di mafia di Melbourne, avvenuta tra il 1995 ed il 2004; la seconda (col sottotitolo “A Tale of Two Cities”) ci porta tra le organizzazioni criminali di Griffith negli anni ‘70; la terza (”The Golden Mile”), è ambientata a Sydney -in particolare nella zona di King Cross- negli anni ‘80.
Sembrava tutto perduto per la versione americana di “Torchwood”, la serie britannica che conta fino ad oggi tre stagioni ed un notevole successo in patria, quando la Fox rinunciò a produrre un remake americano dello show. A risollevarne le sorti ci ha però pensato la rete via cavo Starz (la stessa di “Spartacus: Blood and sand”, per intenderci), che ha deciso di realizzare una stagione di 10 episodi del telefilm, che andranno in onda la prossima estate.
Prodotta da Starz, BBC Cymru Wales and BBC Worldwide, che si occuperà anche della distribuzione, lo show sarà trasmesso sia in America che in Gran Bretagna, su Bbc One. La curiosità di questo remake sta nel fatto che alcuni protagonisti della versione originale torneranno a vestire i panni in cui li abbiamo conosciuti.
Ecco che, allora, John Barrowman (foto, visto nella sesta stagione di “Desperate Housewives”) sarà ancora il Capitano Jack Harkness, mentre Eve Myles darà di nuovo volto a Gwen. Starz ha annunciato che a loro si aggiungeranno nuovi personaggi, il cui casting deve ancora essere effettuato.
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E’ stato annunciato ieri, da Starz, il cast della nuova serie “Camelot”, le cui riprese cominceranno questo mese. 10 episodi, in onda il prossimo anno, che avranno tra i protagonisti un volto visto di recente in un’altra serie televisiva, ovvero Joseph Fiennes.
Noto anche come protagonista di “Shakespeare in Love”, Fiennes è stato in questa stagione al centro della discussa “FlashForward”, da poco cancellata dalla Abc ed in cui interpretava l’agente dell’Fbi Mark Benford. In “Camelot” il suo ruolo sarà quello di Merlino, a fianco di Artù, interpretato da Jamie Campbell Bower (visto nel remake de “Il Prigioniero”).
Altro volto noto che sarà presente nella serie è Eva Green, attrice divenuta famosa grazie a “The Dreamers” e “Casino Royale”, vista anche ne “La bussola d’oro”. La Green, al suo primo ruolo televisivo, interpreterà la fata Morgana. A loro si aggiunge Tamsin Egerton nel ruolo di Ginevra.
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Dei bei colpi si scena si sono succeduti nelle scorse ore per quanto riguarda quattro telefilm. Iniziamo con “Army Wives”, la cui quarta stagione sta andando in onda in America. Lifetime ha infatti deciso di creare uno spin-off della serie, che avrà come protagonista il personaggio di Pamela (Brigid Brannagh), ex poliziotto che tornerà a lavorare a Charleston.
Dietro al progetto, Bruce Zimmerman e T.D. Mitchell, autori anche della serie originale, così come Abc Studios e Mark Gordon Co. produrranno la serie, di cui ancora non si sa la messa in onda.
I fan di “Spartacus: Blood and Sand” possono invece stare tranquilli: la serie tornerà il prossimo anno, ma in una versione prequel, che però avrà al suo interno quasi tutti i personaggi visti nella prima stagione, intepretati tra gli altri da John Hannah e Lucy Lawless. La malattia di Andy Whitfield non gli avrebbe permesso di prendere parte alle riprese della seconda stagione dello show, così Starz ha deciso di sfruttare lo staff per realizzare sei episodi di un prequel.
Venerdì su Starz è terminata la prima stagione di “Spartacus: Blood and Sand”, serie che nel corso delle settimane ha aumentato il suo pubblico e che, ancora prima della sua messa in onda, era stata confermata per la prossima stagione. Con la notizia del cancro diagnosticato al protagonista Andy Whitfield, però, le riprese dei nuovi episodi slittano a data da destinarsi.
A confermarlo la sceneggiatrice Maurissa Tancharoe, nella sua pagina Twitter: “La seconda stagione è ferma per via dei problemi di salute di Andy Whitfield”. Che fare, allora, nel caso le cure all’attore si dovessero prolungare oltre i termini per mandare in onda lo show a gennaio? L’idea che al momento circola ai piani alti del network sarebbe quello di realizzare un prequel della serie.
Il set della prima stagione potrebbe così essere riutilizzato, e l’attesa del pubblico per le nuove puntate verrebbe colmata con una storia che ci aiuterebbe a capire meglio il passato del protagonista. Non resterebbe altro, dunque, che trovare un nuovo cast (o almeno un nuovo protagonista: ancora non si sa se e come potrebbero far parte dell’idea gli altri attori della serie, come Lucy Lawless) ed una sceneggiatura valida, che sarebbe comunque scritta dagli stessi autori dello show originale.
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E’ un’impresa ardua, che però sicuramente interesserà milioni di persone affascinante dalla leggenda di Re Artù. Starz ha deciso di dare il via alla produzione di “Camelot”, serie in dieci episodi che andrà in onda nella prima metà del 2011.
I nomi dietro questo progetto sono importanti: il premio Oscar per “The departed” Graham King produrrà la serie, insieme ai creatori di “The Tudors” Morgan O’Sullivan e Michael Hirst, mentre a scriverla ci sarà Chris Chibnall (“Torchwood”). Del cast non si sa ancora nulla, ma le riprese sono fissate a partire dal prossimo giugno in Irlanda, dove tra l’altro si gira anche “Games of Thrones” (futura serie di Hbo), oltre alla stessa saga di Enrico VIII.
“La storia di Artù non è storia, è mitologia”, ha detto il presidente di Starz Chris Albrecht (foto), “e Camelot non è un luogo, ma un’idea di speranza che è risuonata in diversi tempi lungo la storia. Sarà una serie tv ad alto intrattenimento ed originale, che si inserirà perfettamente nel nostro palinsesto” (che ha, tra le altre serie, anche “Spartacus: blood and sand”).
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Un’altra volta la malattia arriva sul set di una serie televisiva: dopo Michael C. Hall, che ha annunciato di avere il cancro ma di essere sulla via della guarigione, ora anche “Spartacus: Blood and Sand” deve vedersela con i problemi di salute del protagonista, in questo caso Andy Whitfield.
Australiano, 36enne, a Whitfield è stato diagnosticato un linfoma non Hodgkin, tumore maligno che attacca i linfonodi. Per permettere all’attore di ricevere le migliori cure il prima possibile, la produzione della serie, che va in onda sul canale via cavo Starz, è stato interrotta fino a data da destinarsi.
“Sto ricevendo cure eccellenti”, ha detto Whitfield, “e mi sento forte, positivo e determinato, con un esercito di persone che mi supportano”. Il cancro di Whitfield è stato definito facilmente curabile, motivo per cui la conferma della seconda stagione della serie non dovrebbe subire modifiche.

Prendete un po’ di sesso, sangue e di “Gladiatore”. Moltiplicate tutto per…“300″. Ecco che otterrete la formula alla base di “Spartacus: blood and sand”, il nuovo telefilm storico che Starz manderà in onda dal 22 gennaio e di cui online circolano già i preair dei primi due episodi (dopo il salto il trailer).
Sembra che Steven S. DeKnight, Sam Raimi e Robert Tapert, alcuni dei creatori e produttori della serie, abbiano preferito giocare delle carte già viste dal pubblico cinematografico, proponendo una storia che, almeno in ciò che s’è visto in rete, offre davvero poco di nuovo. La novità, semmai, sta nel fatto che l’uso di così tanti effetti speciali sia tutto a favore di una serie televisiva, su cui il network crede così tanto al punto da rinnovarla già per una seconda stagione.
La serie s’ispira -un po’ troppo- ai due film prima citati: dal capolavoro di Ridley Scott prende la storia, adattandola a quella del trace Spartaco -disertore delle truppe romane che per vendetta finisce schiavo e costretto a combattere per salvarsi e ricongiursi alla moglie-, mentre il film tratto dalla graphic novel di Frank Miller fornisce ampi spunti per gli effetti speciali, soprattutto quelli relativi ai momenti di lotta nell’arena, con tanto di slow motion per il sangue che sgorga dalle ferite dei combattenti.
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Succede che una serie televisiva come “Southland” venga rinnovata e poi cancellata prima che la seconda stagione vada in onda, ma può anche accadere il contrario. Starz ha infatti deciso di ordinare una seconda stagione del drama storico “Spartacus: blood and sand”, il cui esordio americano è atteso per il prossimo 22 gennaio (qui il trailer).
Con il via libera dato dalla rete via cavo, i produttori esecutivi Rob Tapert, Sam Raimi, Joshua Donen e Steven S. DeKnight possono così mettersi al lavoro per la produzione di tredici nuovi episodi, le cui riprese partiranno in Nuova Zelanda già nei primi mesi del 2010. La storia dello schiavo Spartaco, quindi, avrà un’evoluzione con la seconda stagione, che secondo i rumors dovrebbe intitolarsi “Spartacus: Vengeance”.
Ricordiamo che Andy Whitfield (foto) sarà il protagonista, un uomo che, cercando di tornare a casa dalla moglie, finire per essere acquistato come schiavo e poi come gladiatore dalla perfida Lucrezia (Lucy Lawless) e da suo marito Batiatus (John Hannah), a capo di una vera e propria scuola di guerrieri capitanata da Doctore (Peter Mensah). Il tutto, accompagnato da effetti speciali e riprese che cercheranno di portare in tv lo stesso clima de “Il Gladiatore” e di “300″. Ma c’è dell’altro.

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Prendete una storia di complotti e onore, come in “Roma”, aggiungetele un po’ di cruda violenza e scene alla “300″ ed infine datele il suggestivo sfondo visto ne “Il Gladiatore”: questo sembra essere, almeno stando alle prime visioni, l’idea alla base della nuova serie di Starz, ovvero “Spartacus: blood and sand”.
Come potete vedere nel trailer dopo il salto (decisamente accattivante, bisogna ammetterlo), nei 10 episodi previsti a partire da gennaio 2010 l’azione e le scene di sangue non mancano. Questo vuole essere, per il network, uno dei punti di forza dello show, come ha detto al Comic Con lo sceneggiatore Steven S. DeKnight, che ha sottolineato come la rete voglia con questo telefilm oltrepassare il limite di ciò che si è visto finora in tv:
“Il network ha voluto che ci spingessimo oltre i limiti. Ci sono state delle volte che Starz ci ha detto: andate un po’ più oltre, vi diremo noi quando avrete superato il confine”. E, a giudicare dalle prime immagini, pare che questo confine sia stato messo ben lontano da quanto siamo abituati a vedere.

Bella, forte e coraggiosa: Xena -o meglio, la “principessa guerriera”- era comparsa all’interno di “Hercules”, riscuotendo così tanto successo che si aggiudicò una serie tutta sua, con protagonista Lucy Lawless per sei stagioni (dal 1995 al 2001).
Dopo, alcune comparse in altre serie tv, come “Battlestar Galactica” (col ruolo di D’anna Biers), “X-Files”, “Due uomini e mezzo”, ed anche in alcuni film, tra cui “Spiderman” e “Boogeyman”. Ma di ruoli importanti tanto quanto quello che le diede la popolarità 14 anni fa, niente.
Fino ad ora, forse: la Lawless sta per tornare in tv in un progetto tanto ambizioso quanto affascinate, a cui vi avevamo già accennato: trattasi di “Spartacus: Blood and Sand”, che la rete Starz sta realizzando proprio da questo mese e con l’intenzione di mandare in onda da gennaio 2010.
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