Sabato 20 marzo è il giorno della grande finalissima de Io Canto, talent show dedicato ai bambini e condotto con la consueta pulizia da Gerry Scotti. Lo stesso conduttore ha rivelato a Tv, Sorrisi e Canzoni, in edicola domani, il destino del format che è destinato a perdurare in casa Mediaset. Cominciato in sordina, con le accuse di essere un clone di Ti lascio una canzone, la trasmissione si è ritagliata mano a mano uno spazio importante, fino a trovare una vera e propria collocazione nell’immaginario del telespettatore medio con alcuni bambini diventati già autentiche pop star, Cristian Imparato su tutti che può vantare su Facebook un fan club che fa concorrenza a quello di Mauro Marin.
“Abbiamo già fatto i provini per l’anno prossimo. Stiamo studiando la formula di ‘Io canto 2′ con delle variazioni e delle novità. Andremo in onda nei primi giorni del 2011″.
Buone notizie per gli appassionati.
Meno per Antonella Clerici, conduttrice di quel Ti lascio una canzone di cui abbiamo già detto. Proprio a lei Gerry scotti si rivolge respingendo ogni accusa:
“Io sono in buona fede. Queste cose possono capitare. Tutti i quiz con le quattro risposte sono figli del Milionario. Così tutti i programmi in cui cantano i bambini sono figli dello Zecchino d’Oro. Nel nostro show c’è la bellezza di uno studio allestito ad hoc, un’orchestra di primissima qualità, uno dei più bravi registi (Roberto Cenci) e uno dei presentatori più provati… Gerry Scotti”.

Lorenzo Crespi ha smesso di allenarsi. A comunicarlo, con una certa apprensione, la sua partner di ballo Natalia Titova durante La Vita in Diretta. Stando a quest’ultima l’attore si sarebbe rifiutato di entrare in sala prove per tutta la settimana, confermando le tensioni mai sopite con la produzione.
A occuparsi ampiamente del caso è stato il buon Malaparte, che ha spezzato giustamente una lancia a favore della buona fede di Crespi, nonché del suo non volersi piegare alle logiche televisive. L’attore si è, infatti, scagliato contro gli autori - nel bel mezzo della puntata di sabato scorso - perché avrebbero frainteso il suo pensiero, assemblando dichiarazioni da lui rilasciate in un montato fuorviante. A quel punto Milly Carlucci è intervenuta con la sua consueta diplomazia, scusandosi a nome della produzione per aver urtato la sua sensibilità e promettendo la pubblicazione integrale dell’intervista online.
E promessa è stata mantenuta. Il contenuto delle dichiarazioni di Crespi, recuperabile sul sito ufficiale della trasmissione, è il seguente:
“Che ballo con la testa l’ha detto solo una persona in giuria su nove milioni di ascolto che faccio per ogni fiction. Dire di me, mente e anima, è perché non c’è gara di ballo e non si sa più a cosa attaccarsi. Io sono un caro amico di Raz. Lo conosco da dodici anni. Lo rispetto e lo stimo, ma non c’è sfida nel ballo tra noi. Lo dico col cuore. Ci può essere sfida di simpatia, ma io sono un professionista, non mi vedrete mai saltare sui mobili della giuria. Entro, ballo, sono quello che sono nel bene e nel male. Libertà totale. Rispetto la mia ballerina come se fosse la cosa più importante che ho. Ma non vedo la sfida tra me e Raz nel ballo, non perché io sia più bravo degli altri, ma perché sono onesto. Non sono costruito, non dico quello che mi devono dire gli altri. Non mi va di perdere per agevolare gli altri, perché è già combinato. Voglio sfidare lealmente. Son venuto qua per ballare, voglio uscire qui con tante ore di lezioni e poter entrare in teatro per due ore e renderlo magico. Immagino lo spettacolo teatrale che potremmo fare io e Natalia. E’ come se facessimo già un filmetto di tre minuti, visto che percepisco già la reazione del pubblico. Se tutto deve essere falsato per rendere felici gli altri non mi va. Se devo sottopormi a certe figure ed è tutto stabilito non ci sto”.




Un discorso esemplare, a cui tuttavia corrisponde una reazione da “superuomo” che non si può trascurare, a maggior ragione vista la sua minaccia di abbandono del programma (sarà vera o a sua volta pilotata per creare attese nella puntata di sabato prossimo?).
Innanzitutto, a proposito della dichiarazione megalomane con cui Crespi esordisce, non tutte le sue fiction hanno fatto il record di ascolti. Ad esempio una delle ultime andate in onda, la miniserie Vita da paparazzo, è stata un tale flop (3.339.000 spettatori, 13,93%) da finire retrocessa da Canale 5 su Rete 4. E forse è anche per questo che Crespi si ricicla a Ballando, forse perché la sua carriera non andava proprio come sperava.
Ascolti a parte, che Lorenzo Crespi “si trascini dietro, ormai da tempo, la fama di attore capriccioso, difficile e violento” lo scriveva nel 2007 la giornalista Tiziana Lupi, sul Sorrisi e Canzoni Tv. Fu quest’ultima, parlando di “ennesimo stop della sua carriera” a intervistare l’attore dopo la notizia clamorosa del suo abbandono di Gente di mare 2, nel bel mezzo della lavorazione. La motivazione ufficiale addotta da Crespi, allora, fu la seguente:

Povia è un genio del marketing. La parola che viene in mente, in realtà, sarebbe simpaticamente un’altra, non ce ne voglia il cantante dei piccioni e dei bambini, ma la eviteremo per onor di eleganza. Quando manca ormai poco al Festival di Sanremo 2010, la sessantesima storica edizione, si può già dire che l’argomento del giorno sia la canzone su Eluana Englaro dello stesso Povia. Tra accuse di plagio, dubbi, spiegazioni, conferenze stampa, pubblicità e quant’altro, la canzone suddetta ha già vinto, in qualche modo, la kermesse canora per antonomasia. In queste ore Povia ha deciso di rivelare, con una tempistica degna di uno scacchiere russo, un’altra, l’ennesima, curiosità sul suo pezzo. Il tutto in un’intervista a Tv, Sorrisi e Canzoni:
“Ho il permesso del papà di Eluana, Beppino Englaro. Ho cercato il numero di telefono, l’ho chiamato, ci ho parlato, poi sono andato a Lecco per incontrarlo e non ha nemmeno voluto sentire la canzone. Mi ha detto: ‘Io non blocco gli artisti, vai pure avanti’. Mi è sembrata una persona corretta, rispettosa del lavoro degli altri. E se mi avesse chiesto di lasciar perdere avrei lasciato perdere”.
Intanto dal titolo della canzone è sparita la parola Eluana. Ora resta semplicemente un laconico La Verità a lasciar intendere le motivazioni del testo:
“Furbo io? E allora quelli che scrivono canzoni d’amore per essere sicuri di andare in classifica?. L’idea di scrivere una canzone su Eluana è nata perché ho due figlie piccole: è un caso che mi ha sconvolto. Mi sono fatto delle domande come padre e come persona. Non riuscivo a far finta di niente. Forse qualcuno pensava che fosse una canzone da Comunione e Liberazione. Spero che non sia un problema, perché comunque è un inno alla vita. La ragazza dice: ‘Ora posso amare, ora posso correre e giocare’. Il Premio della Critica? So già chi lo vincerà: Morgan. Che forse, finalmente, presenterà un brano inedito…”.
Arrivano i primi nomi maschili del prossimo cast ufficiale dell’Isola dei Famosi: a Pamela Prati, Claudia Galanti, Loredana Lecciso e Sandra Milo, già confermate, potrebbero aggiungersi ad ore il figlio del chitarrista dei Pooh Dodi Battaglia, Daniele, attualmente noto conduttore radiofonico e inviato di X Factor, e l’ex calciatore del Milan Ruud Gullit. E’ soprattutto quest’ultimo a incuriosire: l’indiscrezione arriva dal numero di Tv, Sorrisi e Canzoni in edicola oggi e gode dei crismi della concretezza.
Il rapporto tra L’Isola e gli sportivi, soprattutto i calciatori, è noto e consolidato (senza contare quell’altro, di rapporto, anch’esso fortemente oliato tra Simona Ventura e gli stessi atleti del pallone, Bettarini su tutti), basti ricordare i vari Schillaci, Cabrini, Stefano Tacconi e Francesco Coco che, con alterne (s)fortune hanno calcato le calde spiagge lontane. Finora il binomio atleta-resistenza fisica non ha funzionato granché: nessuno di questi si è fatto mai troppa strada nell’ambito del programma (il massimo l’ha ottenuto Schillaci nella seconda edizione, piazzandosi terzo: Claudio Chiappucci, giunto secondo nella quarta edizione - dietro Luca Calvani - è appartenuto al mondo del ciclismo, non del calcio): vedremo se le treccine di Gullit, ormai scomparse da tempo, lo aiuteranno nell’impresa.

I Muse sconfessano Simona Ventura. Ricordate il pasticciaccio brutto di Quelli che il Calcio dello scorso 20 settembre, quando la conduttrice non si accorse minimamente dello scambio di ruoli tra Matt Bellamy e Dominic Award? Simona rivelò che trattavasi di una divertente messa in scena, coordinata prima della diretta: in realtà, a distanza di un paio di mesi, sono gli stessi artisti britannici a spiegare che quello fu un semplice e brillante stratagemma per affrontare con ironia la forzatura del playback imposto dalla struttura del programma. Ha raccontato Howard a Tv, Sorrisi e Canzoni in edicola oggi:
“Volevamo far ridere il pubblico. Il playback viene bene solo se non lo prendi sul serio. Sembri un idiota se cerchi di mimare esattamente la musica. Volevamo prendere in giro noi stessi, non fare uno scherzo alla conduttrice. So che la Ventura poi ha detto che ci eravamo messi d’accordo con lei, ma non è vero. Lei non ci ha proprio riconosciuti…”.
Intanto nella puntata di domenica scorsa di Quelli che il Calcio, i geniali Elio e le Storie Tese hanno scimmiottato meravigliosamente la stessa Ventura, comportandosi esattamente come i Muse (della cosa hanno già parlato i colleghi di Soundsblog). Faso si è sistemato alla batteria, Elio al piano (senza mai suonarlo…), Cesareo al basso, alla chitarra si è messo Rocco Tanica e alla voce (voce in playback di Elio) Christian Meyer, il quale, attenzione, ha indossato anche una maglietta recante il nome dei Muse. Al termine dell’esibizione, che vi proponiamo dopo il salto, la Ventura ha scherzato con loro, dimostrando di aver capito il riferimento, rifiutandosi però di entrare troppo nel merito della questione e passando subito all’intervista di rito.
Continua a leggere: I Muse sconfessano la Ventura. Elio e le Storie Tese la prendono in giro
Diciamolo pure: l’esperimento teatral-musical-cabarettistico di Fiorello su SkyUno ha funzionatino, niente di più e niente di meno. Numeri importanti, sicuramente, ma non dovuti alla qualità del contenuto offerto, quanto piuttosto alla novità di tutta la cosa. Lo spettacolo romano dello showman siciliano è stato un espediente divertente ma di certo non qualcosa destinato a cambiare il mondo della televisione, così come ci avevano fatto credere. Perciò Sky ha deciso di riprovarci: format simile, investimento analogo, cambia il padrone di casa. Stavolta sarà Lucio Dalla, cantante, artista, poliforme ingegno e uomo di grande sagacia televisiva. La durata sarà sempre di una mezz’ora, minuto più minuto meno: l’ultima volta per il cantante in televisione risale a sette anni fa quando, per la Rai, scrisse e condusse La Bella e la Besthia, accompagnato da Sabrina Ferilli. Così lo stesso Dalla, a proposito della nuova avventura satellitare, al settimanale “Tv, Sorrisi e Canzoni”:
“Ho accettato perché solo su Sky avrà il tempo e lo spazio che voglio. Su Sky non hanno i Porta a Porta e i Ballarò, quello che vado a fare è uno show che sarà come un incontro tutto intorno alla mia musica”.
L’artista ha firmato per dodici puntate da 25 minuti ciascuna: tutte saranno trasmesse da SkyUno.
Fiorello o Paolo Bonolis al fianco di Antonella Clerici nella prossima edizione del Festival di Sanremo? Forse nessuno, forse tutti e due. Di sicuro c’è che il primo sta trattando con la Rai e il secondo è fortemente corteggiato. E’ la stessa “Antonellina” a dirlo chiaro e tondo dalle pagine di “Tv, Sorrisi e Canzoni” in edicola domani: “Se Paolo aspetta solo l’invito per venire, ebbene questo è l’invito”. Detto fatto, ora tocca al conduttore e al suo manager stabilire definitivamente il contatto e presentarsi sul palco dell’Ariston, scenario a cui è brillantemente abituato.
“Il mio Sanremo è nato sotto una buona stella. Piano piano tutto prende forma e ci sono congiunture favorevoli, incastri che funzionano, persone che aderiscono. Leggo sui giornali che Fiorello è possibilista, Bonolis aspetta solo l’invito per venire. Approfitto di quest’intervista per invitarlo pubblicamente. Sapere che colleghi illustri, i grandi della tv, possano pensare di salire su quel palco con me mi riempie di gioia. Riguardo agli ospiti, su una cosa non transigo: dovranno avere il desiderio di mettersi in gioco e partecipare a una festa. Non voglio i grandissimi nomi che vengono solo perché li abbiamo pagati. Il mio sarà un Sanremo di tutti: non sarà un Festival incentrato su di me. Sono la padrona di casa, certo, ma le porte sono spalancate agli amici”.
Molti aficionados, del Festival e della Clerici, anche su queste pagine, hanno manifestato la preoccupazione di una eccessiva “fumettizzazione” di Sanremo. La Clerici ci ha abituati alle tinte pastello, morbide e ovattate, delle sue trasmissioni: un format che, a quanto dicono i numeri, prima ha funzionato alla grande, infine ha cominciato a stufare. Antonella prende subito le difese:
“Nella vita mi vesto con sobrietà, ma in tv mi piace l’eccesso. Certo, dovrò tenere conto che sarà il mio Sanremo da mamma. Non vorrei che mia figlia crescendo possa dirmi: ‘Sembravi una meringa’”.
Gli spot postumi di Mike Bongiorno (ne avevamo parlato qui) sono piaciuti al grande pubblico televisivo. Secondo un sondaggio promosso da Tv, Sorrisi e Canzoni, il ricordo del più noto presentatore televisivo italiano, recentemente scomparso, promosso da Infostrada con il beneplacito della stessa famiglia Bongiorno, ha attecchito nelle coscienze e nella sensibilità dello spettatore medio. Oltre il 54,9%, infatti, ha approvato la messa in onda postuma degli spot in questione. Il sondaggio è stato curato dalla società di ricerca S&G Kaleidos tra i lettori del settimanale. Per il 34,4 si tratta di “un modo per rendergli omaggio”; il 20,5 lo trova giusto perché “è il suo ultimo lavoro”, mentre contrario risulta essere il 45,1% dei lettori, che parla di mera “questione economica” (il 29,9%) oppure di “cattivo gusto” (il 15,2%).
Ricordiamo che la campagna pubblicitaria vede in un episodio Bongiorno in smoking nero che, con una musica anni ‘30, saluta il pubblico con il canonico “Allegria!”. Quindi si rivolge all’occhio della telecamera dicendo: “Vi chiederete, ma non c’è Fiorello?”. A questo punto Fiorello entra in scena e porta un caffè spiegando “Tu mi hai detto, giriamo fra un’ora!”. E Fiorello conclude, rivolgendosi a Bongiorno, dicendo: “E’ un monumento nazionale della tv, è protetto”. Nel secondo episodio Fiorello è sul set e a sorpresa entra in scena il primogenito di Bongiorno Leonardo che recita: “Papà dice che ci vuole un giovane per parlare di Internet, e tu sei troppo vecchio”. Fiorello allora chiede chi sia il regista e Bongiorno, da dietro la macchina da presa risponde “Io, perché?”.
Si parla del nulla, beninteso, perciò ci andiamo volentieri a nozze. Maria José Lopez, la prima non-valletta della televisione italiana - una che è riuscita in un sol colpo a presentarsi in studio a Controcampo, annunciare la fine di un amore con un calciatore e semi-denudarsi (“Con un po’ di premeditazione”, ammette adesso) per dovere di auditel - sbugiarda Mediaset. Il nulla, appunto: l’apologia del niente. Una tizia bionda, brava a fare pochissime cose, fatta eccezione per l’acconciarsi strepitosamente bene i boccoli, unita a una rock star del pallone, di cui si parla per due settimane consecutive a tutte l’ore, grazie a - o per colpa di - un capezzolo ribelle. Certo, quando stanno così le cose verrebbe voglia di ricacciarsi dentro tutti i ringraziamenti fatti in questi giorni a Mike: la televisione commerciale, signori miei, certe volte non è poi questa gran cosa.
Com’è e come non è, la signorina Lopez ha voluto significare a Tv, Sorrisi e Canzoni la propria dipartita catodica, smentendo l’ex datore di lavoro che aveva addotto “motivi sentimentali” e rincarando la dose sul perbenismo italiota:
“Non ho lasciato Controcampo per motivi di cuore come dicono a Mediaset. L’allontanamento dal programma è una questione che ancora devo capire, ma smentisco che c’entrino questioni sentimentali. Ora tornerò a vivere in Cile. Possiedo una catena di ristoranti e riesco a mantenermi senza lavorare nella tv italiana”.
Sembra quindi avvalorata l’ipotesi che il Capezzolo della Discordia sia effettivamente alla base dell’epurazione. Svela la bionda:
“C’era un po’ di premeditazione ma mi sembra di non aver ucciso nessuno. Nemmeno in Cile sono così morbosi”.
La signorina ha già capito l’Italia: il paese dove si fanno le ronde contro gli immigrati ma si fa vincere un rumeno al Grande Fratello; il paese dove non esistono infrastrutture per disabili ma si premia il cantante cieco; il paese dove si respingono gli stranieri ma si esalta la Miss Italia nera; il paese dove si avvalora il falso in bilancio ma si condanna un capezzolo.
Anche Rita Dalla Chiesa, nel suo piccolo, s’arrabbia. Per carità: le dimensioni della sua creatura, Forum, hanno raggiunto metrature faraoniche, visto il riscontro spaziale trovato dalla storica trasmissione di Canale5 (e Rete4). La conduttrice, però, ha avuto da ridire - sulle pagine di Tv, Sorrisi e Canzoni - per il trattamento ricevuto:
“A volte facciamo share di 30-32% su Canale 5, siamo secondi solo al Grande Fratello. Il fatto che Forum vada in onda su due reti è una cosa unica; al massimo si ricordano trasmissioni spostate da una rete all’altra. Con Mediaset ho ottimi rapporti ma mi hanno amareggiata gli spot ‘Ci siamo’ del digitale terrestre, quelli con tanti personaggi. Forum non c’era, non sono stata chiamata. E forse avevamo più titoli di altri. Pazienza…”.
Questa scelta, effettivamente poco logica dell’azienda del Biscione, si sposa forse con una dinamica di valutazione dell’audience altamente selettiva: il pubblico medio di Forum non è un pubblico commercialmente rilevante? Si tratta di un pubblico che non compra? Che non spende? Sul quale non attecchiscono gli spot televisivi? Difficile da credere, se è vero com’è vero che a seguire il Tribunale catodico più famoso d’Italia sono soprattutto casalinghe e pensionati. Lo sfogo della Dalla Chiesa prosegue:
“Poco prima dell’estate si è parlato molto di una mia presenza con Forum all’interno della nuova ‘Domenica Cinque’ della D’Urso, e poi non ne ho saputo più niente. Strano e poi guardando in tv il programma della Clerici ‘Ti lascio una canzone’, con i bimbi cantanti, sono sobbalzata sulla sedia. Era identico al mio ‘Canzoni sotto l’albero’, di qualche anno fa. Onestamente, credevo che Mediaset facesse una causa, ma niente. Ho sempre taciuto per l’amicizia che mi lega ad Antonella”.