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Nicola Savino su TvBlog: "La Ventura mi dà il pane, che male c'è?"

pubblicato da Lord Lucas

nicola savino scorieNicola Savino ci è bravo o ci fa? Sempre più elementi ci fanno optare per la prima opzione. Stiamo parlando di una delle più brillanti nuove leve della televisione di stato, un mattatore “eternamente” in prestito che quando appare su RaiDue pare sempre di passaggio, quasi senza fissa dimora. Eppure è stato paragonato da Roberto Levi de Il Giornale a Renzo Arbore, per la comune capacità di sintetizzare “forme”, quelle delle sempreverdi ragazze Coccodè, e contenuti (va detto che quelli di Scorie di anno in anno si stanno decisamente elevando).

Nonostante sia un talento di così belle speranze, Savino non si vergogna di ammetterlo: senza l’influente patronato di Simona Ventura non sarebbe arrivato dov’è. E si racconta a ruota libera su TvBlog spaziando dal flop di Soirée al rapporto con Teo Mammucari, a cui i nostri lettori lo hanno preferito in una “sfida impossibile”. Da notare la sua onestà e autoironia in tutta l’intervista.

Ti faccio subito una domanda a bruciapelo. Che ne è stato di Scorie versione DopoFestival di cui si parlava tanto? Non voleva Bonolis o non ve la siete sentita voi?

“Scorie è un programma che dà il meglio di se in diretta subito dopo un grande evento. In questo senso le nostre puntate migliori sono state quelle dopo gli europei lo scorso giugno. Sarebbe stato bello poter fare il DopoFestival: verso novembre si progettava di fare 5 seconde serate ma non se ne è fatto più nulla. Mi sembra lecito che l’azienda pianifichi per la settimana di Sanremo non solo il palinsesto di una rete, ma di tutte e tre. Niente “longa manu” e niente imposizioni dall’alto. E, col senno di poi, chi aveva il tempo di prepararle ’ste 5 puntate con questi ritmi?”.

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Nicola Savino e le sue Scorie dell'Isola dei Famosi 5

pubblicato da Gabriele Capasso

Alla faccia del “divieto assoluto di contaminare tutto il palinsesto di RaiDue e di RaiUno e un recinto invalicabile di dieci prime serate condite dalla striscia giornaliera” imposto dal Consiglio d’Amministrazione Rai, Nicola Savino si prepara per il suo programma “Scorie dell’Isola dei Famosi“.

Il DJ più televisivo d’italia è pronto ad una nuova sfida dopo la bocciatura dell’auditel (ma non della critica) del suo ultimo programma tv per Raidue Soirée.
In un’intervista rilasciata a Libero (il quotidiano) fornisce i primi dettagli di questo nuovo format:

Sarà completamente in diretta e punterà per il 60% su filmati e materiali d’archivio inediti. Realizzeremo anche dei surreali casting in previsione dell’Isola 2008. Poi molto dipenderà da quanto accade a Hounduras… Perché, per usare una metafora, “Scorie dell’isola dei famosi” vivrà del cadavere della puntata appena consumata dagli spettatori […] Il mio non sarà un salotto critico ma un gruppo di ascolto, chiamato a ironizzare sulle avventure dei naufraghi […] il nostro è un programma comico, Cercheremo di fare il nostro meglio… diciamo che se riusciremo a essere divertenti 1/5 di quanto lo è Mai dire Grande Fratello, avremo fatto centro.

Un mix di ambizione e di umiltà, il tentativo di allontare tutte le perplessità preventive e la prova di un rapporto “speciale” fra lui e il Direttore di Raidue Marano. Ulteriore conferma è la genesi di Scorie dell’Isola dei Famosi, raccontata dallo stesso Savino:

Il titolo riprende il nome di un progetto più ampio, “Scorie”, promosso dal direttore di RaiDue Marano: un programma sui materiali inediti targati Rai. Se “Scorie dell’Isola dei famosi” andrà bene, in primavera debutterà “Scorie”


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Estate in tv 2007: la replica batte l'effetto novità

pubblicato da Lord Lucas

estate in tv 2007 repliche

Non c’è niente da fare: la replica d’estate tira sempre. Soprattutto se, nella programmazione in corso, è il frutto di una studiata strategia di palinsesto. A dispetto delle sterili polemiche sulla ripetitività della stagione estiva, il refrain seriale sta funzionando con una sua logicità e competitività. Lo dimostra una domenica sera scoppiettante, dove a dividersi le pur laute briciole dell’audience vacanziera sono due prodotti dal sicuro appeal familiare come Don Matteo e Il Ciclone in famiglia (a dispetto dei film ansiogeni-anonimi di Canale5). Due fiction di target diverso, ma al contempo dalla fidelizzazione assicurata. Quante volte, nel corso dell’anno, abbiamo inseguito questa o quella serie televisiva made in Italy per poi rinunciare definitivamente all’impresa? Perché, se Don Matteo si scontrava con il Grande Fratello, c’è chi giocoforza tendeva a optare per uno show in diretta, rimandando la visione della fiction senza tempo o perdendosi per strada qualche puntata. E, dunque, quale miglior occasione del ripasso estivo, per rimettersi in carreggiata con l’arrivo delle nuove puntate in autunno?
In fondo, la bella stagione è di per sé un momento di catarsi, di punto della situazione. All’ossessione del nuovo preferiamo le certezze di un porto sicuro, che conosciamo e troviamo rassicurante. Spesso ci si accosta al tubo catodico per pigrizia o puro gusto revivalistico scacciapensieri, senza quella smania critica ed esigente che ci affligge nel resto dell’anno
E’ questo un altro motivo per cui le repliche dei Cesaroni impazzano al giovedì sera. Perché a settembre scorso partirono col botto, per poi subire variazioni pazzesche (prima per arginare la falla lasciata da Unan1mous il venerdì sera, poi per sopperire al flop di Fattore C alla domenica). Una fiction che era riuscita a posizionarsi bene al giovedì, serata difficile dominata dal reality-rivelazione La Pupa e il Secchione nonchè dal varietà-evento di Gianni Morandi, fu malauguratamente mandata allo sbaraglio di domenica sera, serata da sempre ostile al pubblico giovanile ed ad appannaggio dei polpettoni Rai.
Dunque, è giusto che il servizio pubblico estivo faccia anche questo, sopperire all’affollamento di controprogrammazione invernale per far ritrovare a ciascuno la propria serie preferita, che sia una replica o un primo assaggio per chi si fosse perso il precedente passaggio. E aggiungiamo, con la stessa dignità data alle repliche dei telefilm americani che ci piace rivedere all’infinito (citofonare Beverly Hills 90210).
Ma quest’estate ha visto anche un fior fior di programmi nuovi di zecca, all’insegna della sperimentazione e dell’apertura per ferie. Eppure, tra una vasta scelta, c’è stato il posto per un unico grande trionfo: quello dei Soliti ignoti di Fabrizio Frizzi.
Se il passatempo degli italiani, fino all’anno scorso, erano le Veline o la Cultura Moderna di Ricci, la Rai ha pensato di scendere in campo minando l’unica grande certezza dell’estate di Canale5: l’access prime time.

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Ma Soirée è davvero in diretta?

pubblicato da Lord Lucas

soiree raidueUna delle cose più brutte che si possano fare in tv è annunciare di essere in diretta e smentirsi da soli in modo piuttosto maldestro. Si dà il caso, infatti, che una serie di elementi faccia pensare che Soirée, programma di intrattenimento live del preserale estivo, sia scandalosamente registrato.
Innanzitutto, non si possono mandare sms per interagire con i conduttori (a differenza di Matinée). Poi molti ospiti intervenuti in mattinata si palesano anche alle sette di sera e questo dà da pensare, visto che anche il vip più fedele ed entusiasta non resta ostaggio di uno studio televisivo - peraltro così claustrofobico - per un’intera giornata. Ma la conferma a ogni sospetto arriva dalla puntata di stasera.
Antonio Caprarica, brillante giornalista dalla personalità affabile, gioca con Nicola Savino che, visto il suo ultimo libro frutto delle recenti trasferte parigine, gli chiede un parere sul bacio alla francese. A questo punto l’ospite si tradisce e domanda a che ora andrà in onda questa roba. Il conduttore tenta di salvare il salvabile rispondendo che sta andando in onda proprio in quel momento (ma non c’è niente da ridere).
Soprattutto se ci si mette lo stesso Savino, qualche puntata prima, raccontando con savoir fair di essere tornato a Milano la sera precedente. Ma come, un presentatore che finisce di lavorare alle otto fa la trasferta Roma-Milano come se nulla fosse? A meno che non abbia un aereo privato rischia di far notte… E i telespettatori, con questi mezzucci poco ortodossi, sono a maggior ragione istigati a negarti la propria fiducia. Tanto vale ci sono le repliche dell’Eredità.

La tv che si ascolta (perché non si può vedere)

pubblicato da Lord Lucas

matinee soiree raidueL’ennesima prodezza sperimentale targata Raidue è partita nel peggiore dei modi. Non si può parlare di novità, visto che ad aprire le danze lo scorso anno fu una coppia anomala e originale come Max Giusti e Sabrina Nobile. Eppure il pacchetto Matinée-Soirée, che porta il marchio di Marco Giusti, nasceva con un pizzico di ambizione: risollevare una tv comatosa in periodo vacanziero.
Per ora, più che un rialzo, si è avuto un clamoroso ribasso, visto che il 2.86% di share in fascia preserale fa rimpiangere persino Wild West.
Il quadro clinico della tv che si ascolta, insomma, resta preoccupante perché c’è qualcosa che ha rivoltato i piani: l’avvento catodico di Viva Radiodue. Se un programma radiofonico come quello di Fiorello, che da solo canta imita e conduce, va in onda nella stessa settimana in prime time su Raisat Extra, non si vede perché si debba guardare Matinée e Soirée, pur con tutta la buona volontà tv-addicted di questo mondo.
E, soprattutto, non si comprende l’utilità del bis serale, in concomitanza con due quiz che si mantengono saldi in access prime time continuando a dividersi la fetta di ascolti (e lasciando dunque a Raidue le briciole).
Questi due cambiamenti di fondo fanno sì che non soltanto la proposta televisiva di Marano vada contro una solida offerta di intrattenimento, ma che non si regga il confronto con modelli decisamente più abili nella gestione della formula.
Perché Matinèe e Soirèe sono cazzeggio allo stato brado e si reggono su un’organizzazione talmente dissestata da far diventare allergici alla parola improvvisazione. Il rischio che diventi un alibi per scrollarsi di dosso da ogni responsabilità autoriale, infatti, è dietro l’angolo e non basta uno stacchetto forzato o un videoclip d’annata per stemperare l’ansia di resistere fino alla fine. La mancanza di contenuti, infatti, fa trapelare un senso di scetticismo generale, che tramuta un esperimento di diretta estivo in uno squallido surrogato del gioco aperitivo. Ma parliamo nello specifico dei conduttori, sottratti al giro dei soliti noti e scelti dall’entourage radical-snob diviso tra radio e spettacolo.

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