Continua ad essere un successo “The Walking Dead”: il secondo episodio della serie, andato in onda domenica su Amc, è stato visto da 4,7 milioni di telespettatori (3,3 tra i 18 ed i 49 anni). Il calo rispetto alla prima puntata (5,3 milioni) c’è stato, così come in Italia, dove su Fox “Una via d’uscita” è stato visto da quasi 230 mila persone (la settimana scorsa erano 360 mila), ma il telefilm si mantiene su numeri molto alti.
Tant’è che, inevitabilmente, è arrivata dalla rete la conferma di una seconda stagione dello show, che sarà composta da tredici episodi (e non da sei come la prima stagione). Già nei mesi scorsi era circolata la voce di un rinnovo: la stessa rete aveva lanciato un concorso che vedeva come premio la partecipazione alle riprese dei nuovi episodi nei “panni” dello zombie, mentre Frank Darabont aveva accennato alla probabilità che la serie sarebbe tornata in tv:
“Se ci fosse una seconda stagione, cosa che credo accadrà… Ci aspetteremo tredici episodi. Ora saprei davvero da dove partire.”
“Nessun altra serie su una rete via cavo ha attirato così tanti telespettatori tra i 18 ed i 49 anni come ‘The Walking Dead’ “, ha detto Charlie Collier, presidente del network. “Questo riafferma la voglia dei telespettatori di tv di qualità su un canale via cavo. Siamo orgogliosi di riportare ‘The Walking Dead’ in tv ancora, in tutto il mondo”.
Con 14 milioni di copie vendute, poteva “I Pilastri della Terra” non diventare una miniserie tv? Ovviamente no, e quest’estate Starz ha mandato in onda 8 episodi tratti dal libro di Ken Follett, che arrivano in Italia da stasera alle 21 su Sky Cinema 1 HD (con due episodi a settimana).
Il progetto è imponente: 40 milioni di dollari il costo della serie, realizzata in Austria ed Ungheria da Ridley e Tony Scott, che racconta i 50 anni in cui si sviluppa la vicenda (dall’affondamento della “White Ship”, la nave in cui morì l’erede al trono inglese, fino all’assassinio di Thomas Becket) e che ha come protagonista il costruttore Tom (Rufus Sewell, “Eleventh Hour”) ed il suo sogno di costruire una cattedrale, sogno che si scontrerà con l’Inghilterra del XII secolo.
I personaggi sono gli stessi del libro: vedremo i figli di Tom, Alfred (Liam Garrigan) e Martha (Emily Holt), Ellen (Natalia Woerner), donna accusata di stregoneria ma che sarà difesa dal protagonista, William Hamleigh (Robert Bathurst), che aspira a diventare sceriffo di Shiring. Ed ancora il priore Philip (Matthew Macfadyen), il vescovo Waleran Bigod (Ian McShane, “Deadwood”), personaggio ambizioso, il Conte Bartolomeo (Donald Sutherland) e sua figlia Aliena (Hayley Atwell), promessa sposa di William, nonostante la sua contrarietà.
Continua a leggere: I Pilastri della Terra: dal libro alla serie tv, da stasera su Sky Cinema
Questa non è televisione, è cinema: così ci si potrebbe esprimere dopo la visione del primo episodio di “The Pacific”, la miniserie evento in 10 puntate trasmessa da Hbo e che arriva da noi da stasera, alle 21, su Sky Cinema 1 ed 1 HD, con due episodi a settimana.
Basta conoscere i nomi di c’è dietro questo progetto per farsi un’idea di quello di cui stiamo parlando: Steven Spielberg e Tom Hanks, che tornano a produrre una serie bellica dieci anni dopo “Band of Brothers”, di cui però “The Pacific” non è il seguito. Questi episodi, infatti, si focalizzano sugli eventi della Seconda Guerra Mondiale, ed in particolare su quelli che hanno coinvolto il fronte orientale, con la guerra tra americani e giapponesi.
Una storia poco conosciuta, ma che ha comunque lasciato il segno nei fatti del ventesimo secolo, tanto da meritare tutta l’attenzione dei due produttori, che hanno deciso di lavorare alla serie dopo aver letto le memorie di due soldati, Eugene B. Sledge e Robert Leckie, che sono diventanti anche protagonisti della serie.
Era facilmente preconizzabile, comunque questa sera, venerdì 30 aprile, alle ore 21, su Sky Cinema Mania, andrà in onda in anteprima il documentario di Erik Gandini Videocracy che Rai e Mediaset non hanno avuto il coraggio e la faccia di trasmettere.
Evento speciale nel 2009 durante la 66/a Mostra Internazionale d’arte Cinematografica di Venezia (perché anche la mostra del Cinema di Venezia NON ebbe il coraggio e la faccia di trasmetterlo), il film offre uno spunto di riflessione sul potere del mezzo televisivo e l’influenza che questo ha avuto negli ultimi trent’anni d’Italia. Al centro di tale documento tre personaggi fondamentali: Fabrizio Corona, Lele Mora e Silvio Berlusconi.
Un giudizio di merito personale: ho trovato Videocracy un documentario scialbo e inconcludente. Non arriva da nessuna parte e non penetra affatto il significato. Non è tagliente ed è, a mio avviso, eccessivamente di parte. Alla fine della storia, si limita a una sequenza di “blob” di Berlusconi e il taglio adoperato per disegnare il profilo di alcuni personaggi (Lele Mora su tutti) mi è parso eccessivamente pretestuoso. In ogni caso è giusto e doveroso parlarne, perché proprio quella che a mio parere è la sua inefficacia tematica costituisce la più grande sconfitta per la tv di Stato e quella privata: non trasmettere qualcosa a priori soltanto perché potrebbe essere sconveniente farlo e non gradito agli uomini di potere, semmai senza nemmeno aver visionato prima il lavoro: questo è qualcosa di talmente antico e medievale da rasentare l’idiozia. Foss’anche solo per questo, è giusto questa sera farsi un’idea propria sintonizzandosi su Sky.
Una celebrazione necessaria e fondamentale, oggi 29 aprile, a trent’anni esatti dalla scomparsa del maestro del brivido Alfred Hitchcock. Ci pensa Sky Cinema Classic che ha deciso di tributare al regista un’intera serata dedicata ai suoi film più famosi e non: si parte alle ore 21 con Notorius (con Cary Grant e Ingrid Bergman…) e, a seguire, alle 22.50, L’uomo che sapeva troppo (meno conosciuto ma bellissimo, almeno a parere del sottoscritto, con Leslie Banks e Peter Lorre: una pellicola addirittura del 1934).
Da segnalare anche che, ogni sera, sempre per quanto riguarda questa importante commemorazione, alle 20,25 su Studio Universal per tutto il mese va in onda la serie di telefilm, Alfred Hitchcock presents, che costitui il suo esordio televisivo, qualcosa che segnò profondamente le culture degli spettatori di allora e di oggi e che diede il “la”, probabilmente, a molte delle serie tv con cui i grandi network ci avrebbero poi viziati negli anni a venire.

Sta prendendo forma il programma dell’ottavo Telefilm Festival a Milano (Spazio Apollo Cinema) dal 7 al 9 maggio. A breve, dicono gli organizzatori, verranno comunicati tutti i titoli che saranno proiettate nelle sale (oltre agli ospiti, tra cui Zachary Levi e Morena Baccarin), ma qualche conferma è già giunta nelle scorse ore.
Se siete ansiosi di vedere i nuovi episodi di “Glee” (Fox - Sky ha appena finito di trasmettere le prime tredici puntate), la vostra curiosità sarà soddisfatta, dal momento che il Tff 2010 proporrà in anteprima proprio i nuovi episodi della seconda parte della prima stagione dello show di Ryan Murphy, in onda ora in America.
Ma non solo: oltre al già annunciato “The Protectors”, al Telefilm Festival arrivano altre tre interessanti anteprime. Parliamo dell’atteso “The Pacific” e dei britannici “Dr. Who” e “Paradox”.

La migliore serie televisiva “criminale” italiana (e non solo, a mio modesto parere) sta per tornare sugli schermi. Pochi mesi, novembre per l’esattezza, e la storia, liberamente ispirata alle vicende della Banda della Magliana, tornerà sui piccoli schermi per la griffe di Sky Cinema. Prodotta da Cattleya e diretta dal bravissimo Stefano Sollima, la serie Romanzo Criminale ha ammaliato tantissimi spettatori nel corso della prima stagione, grazie soprattutto a una sceneggiatura strepitosa, a una recitazione sorprendente e una caratterizzazione di Roma e della romanità a dir poco perfetta. Commenta Giancarlo De Cataldo, autore dell’omonimo libro che ha dato il via alla celebrazione narrativa della criminalità:
“In Romanzo criminale 2 ci saranno sorprese: racconteremo gli anni ‘80, recuperando parti del romanzo ma anche fatti veri per descrivere il rapporto perverso che si creò tra la banda della Magliana e i terroristi e i pezzi deviati dello stato. Tutta la nuova serie avrà come tema ‘Chi ha ucciso il libanese?’ e la risposta non sarà scontata. Romanzo Criminale viene dopo 20-30 anni di cattiva tv, una narcosi inaudita che fa brillare fiction di coraggio come questa”.
Un commento anche del regista Sollima:
“E’ chiaro che l’empatia si può generare nello spettatore, ma prima o poi entra in conflitto con quello che fanno. E a chi già nella prima serie mi chiedeva del fascino di criminali esaltati, rispondo ‘aspetta di vedere tutta la serie’. Per noi infatti Romanzo Criminale 2 è il secondo tempo della prima serie: se prima erano simpatici, caciaroni e facevano cose bizzarre, ora mettono paura”.
Nella retorica generale populista all’acqua di mimose che sta imperversando il day after il trionfo agli Oscar di Kathryn Bigelow - con tutta la manfrina della donna e dell’otto marzo - riportiamo soprattutto un dato che farà felice gli appassionati di cinema e di televisione: Sky, infatti, dopo aver assicurato ai propri abbonati la messa in onda di Lost e Flash Forward sottotitolati in lingua originale a tempo di record, domani sera, martedì 9 marzo, su SkyCinema 1 e 1 HD (e in replica a marzo e aprile su SkyCinema Max), dopo averlo tramesso durante la scorsa stagione cinematografica, riproporrà il film in questione, The Hurt Locker, autentico dominatore della notte degli Academy Awards con sei statuette vinte. Tanto per ricordarci che la regista Bigelow è un’ottima regista in quanto tale, e non solo perché donna. Per tutto quanto il resto, naturalmente, relativo agli Oscar e ai film premiati, potete rifarvi ai puntualissimi colleghi di Cineblog.




Moana, la miniserie di SKY dedicata alla dea del porno, icona dell’Italia anni ‘80, va in onda questa sera, martedì 1 dicembre e domani sera, mercoledì 2 dicembre in prime time, alle ore 21 su SKY Cinema e SKY Cinema HD.
Tutto è vietato, ma in realtà tutto è possibile. Questa la citazione di Moana che ispira la miniserie, prodotta da SKY Cinema con Polivideo. Nei panni della pornostar, come è noto, Violante Placido, diretta da Alfredo Peyretti e con Fausto Paravidino (nei panni di Riccardo Schicchi), Michele Venitucci (Antonio Di Ciesco, il marito di Moana), Giorgia Wurth (Cicciolina), Elena Bouryka (Baby Moana), Giuseppe Soleri (il truccatore Mario/Maddalena).
Dopo il salto, i primi dieci minuti della miniserie, che si preannuncia tanto interessante quanto erotica.








Non è da tutti i giorni, purtroppo, ricevere dei complimenti all’estero per una produzione televisiva tutta italiana. Vale doppio, quindi, la notizia che “Romanzo Criminale- la serie” , trasmessa in Francia da poche settimane su Canal+, non solo sta ottenendo buoni ascolti, ma anche la stampa d’oltralpe è rimasta incantata dalla serie tratta dal film di Michele Placido.
Se sul fronte televisivo gli ascolti sono in aumento puntata dopo puntata, è sorprendente leggere come i giornalisti francesi abbiano definito la serie di Sky Cinema e Cattleya “l’evento tv dell’estate 2009”.
A dirlo, per esempio, il prestigio “Le Figaro”, che ricorda come “Romanzo criminale” non sia “né americana, né francese, né inglese, bensì italiana”, mentre “Le Monde” riconosce che “sono pochissime le serie televisive europee belle e meritevoli di essere segnalate”, inserendo la nostra tra queste.
Continua a leggere: Romanzo Criminale è un successo anche in Francia
Forse Violante Placido si è già pentita di aver accettato il progetto “Moana”, film tv di prossima programmazione su Sky Cinema: le voci, i sussurri, i gossip, le foto piccanti, l’avvicendamento alla regia, le parole di troppo. C’è tutto perché un’attrice comunque coscienziosa e dal cognome ingombrante come Violante, possa legittimamente proiettarsi già a un futuro prossimo professionalmente meno “chiacchierato”.
“Il mio sogno nel cassetto, anche prima di fare Moana Pozzi, è sempre stato quello di interpretare Patti Pravo. Ho una passione per lei: è stata una grande interprete, trasformista, una personalità eccezionale. Anche se lei ancora fa musica, la sua carriera è ancora aperta e forse non è il momento di fare un film su di lei…”.
Le prime immagini di “Moana”, sono state proiettate al Roma Fiction Fest, in programmazione in questi giorni nella Capitale. Violante Palcido, in un’intervista postata su Youtube da Cinemotore, parla della sua passione più grande:
“Recitare è una sfida, una scoperta di me stessa attraverso dei personaggi. Si lavora attraverso un meccanismo, attraverso tante persone: ci sono tante cose che devono funzionare. La vivo come una forma creativa, espressiva e meravigliosa, ma è più un lavoro, mentre la musica è qualcosa che posso creare anche a casa, sul letto, con la chitarra. Mi rilassa ed è come una terapia personale che può non sfociare in un discorso di lavoro”.
Sky spinge l’HD, la grande barriera tecnologica che terrà sempre e comunque a “distanza di sicurezza” (dal punto di vista tecnologico) il suo competitor più pericoloso, quel Mediaset Premium che per trasmettere in alta definizione un paio di partite a settimana dovrà spegnere tutti gli altri canali per un paio d’ore. Ve l’avevamo annunciato, ve ne sarete accorti dal bombardamento pubblicitario, protagonista Gianluca Vialli che decanta le meraviglie dell’alta definizione.
Erano attesi inizialmente in due tranche, la prima il 20 luglio, la seconda il 15 agosto, ma Sky ha deciso di accelerare le tappe proponendo sin dal 1 luglio i suoi due canali più importanti per telefilm e serie tv, Fox e Fox Crime, nella loro versione HD. Il risultato, giudizio da cliente, è ottimo. Certo saranno rimasti un po’ perplessi quelli che si aspettavano una programmazione “tutta HD“, ma comprensibilmente i programmi che sfruttano la tecnologia a disposizione sono solo quelli prodotti in HD, difficile per intenderci pretendere l’alta definizione su una replica de L’Ispettore Derrick.
Intanto Sky, almeno per il momento, ha proposto tutte le serie più recenti nel formato HD, e stasera tocca all’attesissimo Lost. Da evidenziare la presenza del nuovo formato anche per le produzioni targate Sky come Non Pensarci - La Serie, decisamente una bella sorpresa. Gli abbonati non dotati di un televisore HD continuano a vedere i due canali nella versione SD alle numerazioni 150 e 154.
Ha detto Roberto Saviano, del pugilato, che è uno sport che ti insegna a guardarti allo specchio. E’ una grande verità, questa del papà di Gomorra, per altro grande appassionato di Noble Art e autore di un bel reportage su L’Espresso dedicato a “Tatanka”, cioè Clemente Russo, pugile di Marcianise che si è fatto ben valere alle ultime Olimpiadi di Pechino (e a La Talpa…). La boxe è anche una delle manifestazioni più celebrate dal cinema e dalla televisione, vuoi per la retorica della disciplina, vuoi per la gigantesca istanza estetica.
Questa sera Sky Cinema dedica a tutti gli appassionati uno speciale molto interessante interamente dedicato al pugilato. Il campione del mondo dei pesi medi Marvin Halger sarà il narratore d’eccezione de “Il cinema sul ring” in onda a partire dalle 23.30 su Sky Cinema Mania. L’appuntamento sarà incentrato sulle storie, le sconfitte e le grandi vittorie dei campioni più rinomati: “Ci sono incontri di boxe che per la loro intensità sono diventati leggendari e sono stati raccontati in grandi film. Il cinema è sempre stato affascinato dalle motivazioni che spingono due uomini a scontrarsi sul ring. L’incontro è il momento più atteso, l’esplosione dell’azione”, commenta lo stesso Halger. Il documentario si avvarrà dei protagonisti di entrambe le discipline, quella atletica e quella cinematografica: George Foreman, Nino Benvenuti, Sylvester Stallone e altri si daranno il cambio sul “ring” ideale di Sky.
Tutto ciò sara’ preceduto dal primo capitolo della saga di Rocky, probabilmente il film sul pugilato più bello della storia del cinema. Tutti e cinque film con Stallone protagonista andranno in onda da stasera 1 luglio e per ogni mercoledi’ alle 21, sempre su SKY Cinema Mania. Buon divertimento e niente colpi bassi.
I commissari vanno per la maggiore, in televisione. Sono passati i secoli da quel Commissario Rocca, interpretato da Gigi Proietti, che diede il “la” ai grandi numeri e al grande successo di questa tipologia di dramma da piccolo schermo. Ne arriva un altro, svedese e tutto satellitare, previsto in tre puntate da 90 minuti su SkyCinema1 a partire dal prossimo 14 giugno: “Il Commissario Wallander”, miniserie tratta dai romanzi dello scrittore Nenning Mankell, bestseller assoluti nel mondo. Ambientato nella cittadina scandinava di Ystad, le tre puntate (“La falsa pista”, “Muro di fuoco” e “Delitto di mezza estate”), avranno come interprete principale l’attore di Belfast Kenneth Branagh, che si è subito detto entusiasta:
“La cosa più difficile è stata calarmi in un personaggio di cui ero già accanito lettore”.
Anche l’autore dei libri Mankell si è detto molto fiducioso della resa:
“Ho visto la serie e mi è piaciuta molto. Autori e attori hanno saputo mantenere il calore e l’umanità dei miei personaggi, regalando comunque allo spettatore qualcosa di straordinariamente nuovo”.
Parole che lasciano ben sperare. L’attore protagonista sarà, tra le altre cose, ospite del Roma Fiction Fest il prossimo 10 luglio dove ritirerà il premio alla Carriera subito dopo la proiezione del terzo episodio della serie.
A due settimane dalla fine delle riprese della fiction dedicata a Moana Pozzi prodotta da SKY Cinema e Polivideo, si apre un battibecco tra Violante Placido, la protagonista della serie, che interpreta proprio Moana Pozzi e il regista Alfredo Peyretti che senza mezzi termini ha detto: ” Questa serie vi farà arrapare”. Violante disgustata ha risposto:
Piantiamola con questa parola, che altrimenti si perde il senso di quello che abbiamo fatto.
Gli scatti rubati qualche settimana fa da Vanity Fair Italia sul set di Moana hanno mostrato la somiglianza incredibile tra Violante Placido e Moana Pozzi e tra Giorgia Wurth che interpreta Cicciolina, ma la Placido tiene a far sapere che non ha inteso imitare ma interpretare il ruolo della pornodiva:
Certo, ho studiato il suo modo di parlare e di muoversi cercando di ricrearlo. Ma noi raccontiamo anche la Moana privata, che nessuno ha mai visto. E lì che ho dato carattere al mio personaggio, una donna dalle grandi fragilità e dalle grandi solitudini, disposta a pagare prezzi alti per essere quello che voleva.
Ma la fiction, anche se la Placido non vuole che sia definita arrapante nel timore che ne sia sminuita la forza recitativa, contiene scene molto forti che ripercorrono la vita di Moana che si svolgeva nella Villa superlussuosa sulla Cassia, oggi ricostruita a Monte Mario e i set dei film porno e ne ha girati 64. Per la Placido è stata una sfida girarli: