
Domenica 18 aprile su Italia 1 come vi abbiamo anticipato prenderà il via l’attesa seconda edizione del reality-comedy show La Pupa e il Secchione. Con il sottotitolo ‘Il Ritorno’, il programma, in onda per 8 settimane sulla rete diretta da Luca Tiraboschi in prima serata sarà condotto da Enrico Papi e Paola Barale. Il settimanale Tv Oggi in edicola anticipa in un’intervista al capo progetto Simona Ercolani (autrice anche tra l’altro di Chi l’ha visto?, Stranamore, La Talpa) alcune novità del programma, divenuto un piccolo cult nel suo genere, da cui molti reality hanno attinto.
Tra le anticipazioni, annuncia la presenza di un secchione inventore e di un indice atletico in progressione, ossia un sistema che settimanalmente verificherà i progressi dei protagonisti del comedy show. Sì, perchè i Secchioni quest’anno non saranno solo intellettualmente molto preparati ma dovranno anche acquisire una certa prestanza fisica e dal loro canto anche le Pupe dovranno studiare sui libri e dedicarsi anche ad esperimenti scientifici.
Il programma andrà in onda dal Palastudio di Cinecittà che ha ospitato il Grande Fratello e grazie a questa location più ampia rispetto alla prima edizione sarà dotato di un vero e proprio laboratorio. Il tutto per sbeffeggiare in qualche modo i talent show che oggi “vanno molto di moda“, afferma.
Come avevamo anticipato qualche settimana fa, questa sera in prima serata su Italia1 debutterà Wild - Oltrenatura, programma che racconterà il fascino ed il brivido che chiunque può provare di fronte alla potenza selvaggia della natura. Alla conduzione troviamo la giovane Fiammetta Cicogna (gallery di foto), che come tutti ormai saprete è stata la protagonista della campagna estiva Tim. Wild - Oltrenatura è un programma scritto da Simona Ercolani con Andrea Felici.
Saranno quattro in totale gli appuntamenti con la trasmissione. Verrà mostrato cosa accade quando l’uomo di oggi si confronta con la natura nelle sue manifestazioni più potenti ed indomabili. Una natura che assume forme diverse e spettacolari non sempre benigne ricordandoci che anche noi siamo sue creature e dobbiamo tenere conto delle sue leggi. I filmati presentano con immagini straordinarie l’essenza della sopravvivenza grazie all’apporto di storie vere realizzate con contributi originali o ricostruzioni ed alle testimonianze di esperti in materia come zoologi, geologi e scienziati.
Con Wild - Oltrenatura il telespettatore si troverà proiettato nella natura selvaggia in cui la posta in palio è la sopravvivenza. In questa realtà, l’uomo è solo una delle tante creature del pianeta che lotta per salvarsi utilizzando tutte le sue capacità, coraggio, forza d’animo e soprattutto intelligenza. Il programma, inoltre, mostrerà in esclusiva i contributi video della serie televisiva Man vs Wild dell’avventuriero britannico Edward Michael Grylls, soprannominato Bear, un esperto di tecniche di sopravvivenza conosciuto anche da noi per i suoi reality non proprio veritieri. Ma grande avventuriero resta.



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Di questi tempi non possiamo proprio esimerci dal parlare di Elena Di Cioccio, che si avvia a diventare una delle novità più chiacchierate della prossima stagione tv. Oltre alla conduzione di Scorie, vi anticipiamo l’ennesima trasmissione televisiva in serbo per lei. Al termine della prossima settimana girerà, infatti, a Roma il numero zero di un nuovo format autoprodotto da Simona Ercolani, con la regia di Duccio Forzano, che sarà presto in vendita nel mercato italiano e internazionale.
Il titolo definitivo è Scambia che ti passa (formato in 30′) e sarà un game incentrato sull’arte del baratto, che in tempi di svalutazione monetaria acquisterebbe un suo fascino di ritorno.
Prendete un gioco itinerante che coniughi ritmo e verve alla Cash Taxi di SkyUno e una goliardia vecchio stile, alla Jocelyn. Otterrete il concept di questo show, che vedrà in ogni puntata due concorrenti sfidarsi tra loro a colpi di merci di scambio, anziché di denaro. All’inizio della puntata dispongono di un oggetto simbolico, forse una spilla feticcio, simbolo del baratto.
Poi la gara si suddividerà in tre manches, la prima fatta di baratti liberi in base a vestiti o oggetti di cui i contendenti effettivamente dispongono. Segue la prova dei baratti con limitazione, in stile Indovina chi: si può barattare soltanto con la persona, per fare un esempio a caso, che ha i capelli rossi.
Dieci anni e non sentirli. Era il 1999, quando nacque Sfide, il marchio di RaiTre chiamato a trattare il calcio in una veste giornalistica. Da calciofilo, il programma è diventato via via sportivo a tutto tondo, consacrando i più grandi Fenomeni del panorama italiano e internazionale sulle note del mitico pezzo Heroes di David Bowie. E martedì 14 luglio sbarca eccezionalmente in prima serata con una puntata interamente dedicata a Valentino Rossi.
La nuova edizione di Sfide incomincia questa sera in seconda serata, a partire dalle 23.30, in una versione estiva a metà tra le consuete puntate monografiche e una gustosa novità in tempi di maturità: “i saggi brevi”. Si tratta di puntate in cui storie esemplari di uomini e donne illumineranno temi dello sport, che in fin dei conti sono anche i temi delle nostre vite. Un modo nuovo, dunque, per scavare oltre il personaggio e fare della sua storia un exemplum, un “topos” in cui identificarsi.
Le nuove storie di sport di RaiTre prendono avvio dalla stretta attualità. Proprio in questi giorni sei atleti iraniani hanno dimostrato al mondo intero il coraggio delle proprie idee, indossando durante una partita dei braccialetti verdi, in segno di appoggio al movimento anti-governativo di Mir-Hossein Mousavi durante la partita contro la Corea del Sud, valida per le qualificazioni mondiali. Hanno sfidato il potere e potrebbero avere gravi ripercussioni sulle loro vite. Ripercussioni che invece ha vissuto in prima persona la pallavolista cubana Tay Aguero, che fuggita da Cuba per poter giocare liberamente in Italia, non è potuta tornare in patria per assistere la madre sul letto di morte.
Il coraggio nello sport è una qualità indispensabile: per vincere, per accettare la sconfitta, per non arrendersi mai. Spesso però capita che il coraggio di un atleta travalichi i confini del campo di gara e diventi qualcosa di più grande, qualcosa che si mescola con la voglia di libertà di un popolo, con la “storia” di un paese. Sfide dedica la sua prima puntata ad alcune storie dove questo coraggio e quest’impellente necessità di essere liberi diventano la luce che guida alcuni atleti a compiere imprese incredibili anche al di là dello sport.

Nella notte di Italia 1 un programma ha catalizzato l’attenzione di chi vi scrive. Un programma di cui poco si è parlato in Internet ma che ha tutti i connotati per attrarre la vostra attenzione. Parliamo di “Passion“, in onda all’una e mezza di ieri 19 dicembre e che da palinsesto non si ripeterà la prossima settimana. Un esperimento one shot? Una replica di qualcosa che era già stato trasmesso in passato? Sta di fatto che è il primo caso (che chi vi scrive conosca) di racconto erotico, con ricostruzione video, per sole donne.
A presentarlo è la sexy giornalista Rachele Restivo, ex La7, che insieme a Simona Ercolani (Sfide, La Pupa e il secchione, La Fattoria, La Talpa, Il cielo e la terra) e Ade Capone (sceneggiatore celebre nel mondo dei fumetti, lavora per Quello che le donne non dicono) hanno scritto il testo di questo romanzato racconto di vita sessuale, proposto come testimonianza reale dalla stessa attrice che poi vediamo coinvolta nella ricostruzione dei fatti.
Ad accompagnare le sinuose parole di Rachele (a titolo generale, del tipo “attento a ciò che desideri, perché potresti ottenerlo”) e della donna protagonista della storia (a titolo molto specifico) immagini finemente erotiche. Non si vede un seno scoperto, solo l’ombra o i particolari più eccitanti come muscoli, gambe, occhi e forse qualche gluteo della coppia coinvolta nel vortice di passione. Tutto molto sexy.
Alla vigilia della fine di un altro reality che ha appassionato l’Italia, ma senza la pretesa di cambiare il Paese, analizziamo, per la prima volta in modo più compiuto, il contributo di Paola Perego al suo successo. Sulla carta la conduttrice pare una presenza invisibile, impalpabile, in una parola succedanea.
Fu lei a salvare La Talpa dal vero flop, quello della conduzione di Amanda Lear su RaiDue a cui è fortunatamente subentrata. E in molti programmi della sua carriera, che spazia prolifica dalla tv di stato a quella commerciale, è arrivata sostituendo qualcuno, senza mai fallire né eccellere. La sua stessa conduzione di Al Posto tuo, al posto della storica Alda D’Eusanio, è l’essenza dell’identità di Paola Perego, che un giorno ha preso il posto di Maurizio Costanzo nella domenica pomeriggio e un altro giorno ancora potrà fare Il Grande Fratello.
Il vero punto della questione è: se lo merita o no? Anche in questo caso la critica ci aiuta poco, non dedicandole mai un paginone nel bene o nel male. L’ottimo Paolo Martini scrive sulla Stampa di defilippizzazione delle principali conduttrici in circolazione, citando anche la nostra Paola che imporrebbe di citare il suo programma come La Talpa di Paola Perego tutto attaccato, un po’ come gli Amici di Maria. Sarà del tutto vero? Ancora una volta i fatti ci mostrano una conduttrice che non fa mistero di farsi scrivere il copione da Simona Ercolani, che ammette di essere perduta senza il suo valido gruppo di lavoro (con Cesare Lanza in testa) e che non maltratta mai i suoi collaboratori a differenza di qualche urlatrice della concorrenza.
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“Il cielo e la terra” di Raitre, nella sua nuova serie che ha avuto inizio proprio ieri sera in seconda serata alle 23.45, è una delle più alte espressioni televisive del talk. Un programma solo apparentemente “religioso”, questo, dove sei rappresentati di confessioni diverse dibattono su temi chiave legati al significato della vita sulla Terra. Una trasmissione che non univoca e dai toni “volemose bene” come “A Sua immagine” di Raiuno e decisamente più alta rispetto al conosciuto e vellutato “Senso della vita” di Bonolis.
Il presentatore è Giorgio Zanchini, giornalista Radio Rai che mette in imbarazzo per capacità di mediazione, un uomo che nel 2007 ha scritto un libro dal titolo “Quale cultura per quale mercato. Le pagine culturali italiane e anglosassoni tra mercato e gerarchie”, parole che rendono sommariamente l’idea del livello intellettivo del soggetto. Zanchini si destreggia tra le domande di tutti noi con grande capacità di sintesi e chiarezza. Ieri sera è stato affrontato egregiamente il tema della felicità, mentre nei prossimi tre speciali si discuterà di aldilà, male e anima. Gli stessi temi di “Uomini e Donne”, per intenderci.
Per stemperare il rischio di una deriva troppo elitaria-culturale, il programma propone interventi esterni della gente comune. Nel caso specifico di questo inizio di serie, il luogo oggetto di attenzione è stato un reparto maternità ospedaliero, il posto più consono per parlare di felicità in modo semplice e umano. Quando si punta tanto sul contenuto si ha sempre paura che l’estetica non ne possa godere per scarsità di mezzi, e invece no. Lo studio, moderno ed essenziale, valorizza il prodotto a tal punto da far risultare la complessità degli interventi più godibile, il ragionamento notturno più piacevole. E le inquadrature ai suoi protagonisti anche leggermente affascinante.
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Qualcuno forse non se n’è reso conto, ma “Sfide“, il programma di Raitre di Simona Ercolani che racconta il cuore del calcio e dei suoi protagonisti, è arrivato alla decima serie. Come non accade alla maggior parte dei programmi longevi nella storia della tv, “Sfide” oggi ha cambiato formato e contenuti.
Nuova sigla, nuova grafica, un team di film maker che apre la strada alle nuove generazioni e 13 puntate dove il vecchio rotocalco di seconda serata dai toni più variegati è stato trasformato in catodico romanzo monografico. Quindi singoli ritratti appassionati di uomini di sport, ma non solo. Dopo la prima puntata andata in onda giovedì scorso alle 23.40 dedicata a Gennaro Gattuso, la prossima sarà incentrata sull’annata 2007 della Ferrari in Formula 1, la terza dedicata invece a Zinedine Zidane e la quarta alle moto Ducati.
Ogni film-documentario ha una chiara suddivisione in capitoli, dove le interviste al personaggio di turno si alternano a testimonianze di amici, parenti e persone professionalmente vicine ai protagonisti, con tanti filmati nuovi e di repertorio Rai, spesso sorprendenti (come la dentatura disordinata di Gattuso in gioventù, tanto per dirne una). Uno dei pregi di questa trasmissione, senza pretese di originalità strutturale, si basa sugli ottimi contenuti presentati, evitando di cadere in facili banalità.
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Il numero zero, per definizione dell’Enciclopedia della televisione, è:
“la prima puntata di una serie o puntata di prova di una produzione, utilizzata per testare il gradimento del pubblico e per decidere la più opportuna collocazione del programma nel palinsesto. La produzione del numero zero (in gergo anche pilot) tutela inoltre i diritti dell’autore della trasmissione, a cui, proprio in virtù del numero zero, viene riconosciuta la paternità dell’idea originale. Nel 1996 è stato organizzato il primo Festival del Numero zero, occasione di incontro e di scambio di idee tra gli operatori del settore”.
Le vacanze natalizie appena concluse si sono rivelate un terreno fertile per la sperimentazione di format stranieri. Mai come nelle ultime settimane abbiamo visto in palinsesto un così gran numero di puntate pilota. E’ avvenuto, insomma, lo sdoganamento del testing a telecamere spente, che vede il pubblico sempre più sovrano nel decretare il successo di un prodotto. Una sola serata ne decide le sorti, senza alcuna possibilità di appello. Prima di lasciarvi a un articolo speciale, in cui ripercorriamo dati d’ascolto e valutazioni sulle singole trasmissioni, lasciamo a voi decidere quali promuovere e quali bocciare (se non volete farvi condizionare potete non proseguire la lettura).
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Se Carlo Conti è il conduttore più “sfruttato” da RaiUno, il corrispettivo della rete giovane Mediaset si chiama Enrico Papi. Dopo il ritorno su Italia1 con La pupa e il secchione, Papi viene utilizzato da Tiraboschi per quasi tutti i nuovi programma da “testare”. Stasera sarà la volta di Batti le bionde, nuovo game show che andrà in onda in prima serata.
Batti le bionde è un programma di Fatma Ruffini, scritto da Simona Ercolani, Angelo Mandelli, Davide Cottini, Antonio Vicaretti con Claudio Moretti e Carolina Guidotti e tratto dal format olandese Beat the blondes. Un concorrente, rigorosamente di sesso maschile, dovrà dimostrare di poter battere attraverso una serie di domande le 50 bionde pronte a capovolgere lo stereotipo secondo il quale l’intelligenza non va d’accordo con la bellezza. Tanto per fare un paragone, una sorta di 1 contro 100 - in questo caso, contro 50 - dove il singolo dovrà battere il gruppo.
Anche la formula ricorda di molto il gioco condotto da Amadeus. Sarà diviso in due round: nel primo il concorrente sfiderà una fila alla volta (delle 7 totali) scegliendo le domande tra varie categorie disponibili. Se risponderà correttamente, il montepremi aumenterà in rapporto al numero di donne che rispondono in modo inesatto. La cinquantesima bionda sarà affrontata in un faccia a faccia: l’eventuale risposta sbagliata della ragazza gli farà raddoppiare il premio fino a quel momento accumulato, purché anche il concorrente abbia risposto in modo corretto. Le ragazze che avranno dato risposte errate nella prima manche venrranno eliminate; coloro che invece avranno risposto correttamente torneranno in gioco nella seconda.
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La coincidenza ha voluto che la fiction in onda stasera e domani in prima serata su Raiuno dal titolo “Liberi di giocare” tratti un tema più che attuale: il calcio pulito, opposto a quello che è stato coinvolto nei tragici fatti della settimana appena trascorsa, iniziati proprio sette giorni fa con la scomparsa del giovane tifoso Gabriele Sandri.
Se è vero che ormai esiste un calcio fatto di interessi extra-agonistici, di tifosi che poi si rivelano delinquenti, di trasmissioni sportive che danno sempre più spazio alla parola aggressiva che ad una lucida analisi, e in generale di un sistema che ha perso i fondamentali che ogni sport dovrebbe avere (ovvero la cosiddetta “sana competizione”, limitata al campo da gioco), è anche vero che c’è un calcio che viene giocato per il semplice gusto di giocare, appunto, risaltandone le caratteristiche di aggregazione e di educazione al rispetto delle regole.
Sembra essere questo il messaggio che il regista della fiction Francesco Micciche’ ha voluto trasmettere, prendendo spunto da una storia vera, da lui già trattata quando era alla regia del programma “Sfide” di Simona Ercolani. La storia in questione risale al 2002, quando la squadra composta dai detenuti del Carcere di Opera di Milano, dopo essere stata ufficialmente riconosciuta dalla Federazione Italiana Calcio, riesce a vincere il campionato di terza categoria. Una storia di calcio ma anche di umanità, che mostrava come la volontà, il desiderio di rifarsi una vita e l’amore per lo sport non si erano perduti del tutto.
La trama del film-tv prende spunto proprio da questa vicenda per sviluppare non solo, però, una storia che ruota attorno al difficile tema delle carceri e della riabilitazione dei detenuti, ma anche storie di vita vissuta di personaggi che devono fare i conti col proprio passato.
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Ce la farà, Maria De Filippi, a risollevare le claudicanti sorti di Uno, due, tre Stalla!, in odor di flop nonostante l’arringa difensiva di Barbara D’Urso?
Come abbiamo annunciato, la De Filippi subentra con ruolo autoriale alla Ercolani, che ha lasciato la produzione. Ma ci tiene a fare alcune precisazioni, quella che per Mediaset è, indiscutibilmente, una gallina dalle uova d’oro. A TgCom, la De Filippi dice:
Semplicemente Marco e Paolo Bassetti della Endemol, miei amici da tempo, mi hanno chiesto ieri, senza alcuna ufficialità, che cosa penso del programma, come lo farei, come lo strutturerei, vista la difficoltà in cui si sono trovati anche per l’addio della Ercolani. Ovviamente sono abituata a fare i miei programmi, che conduco. Non ho l’uovo di Colombo, nè sono in grado trasformare programmi altrui in corsa facendo salire i dati di ascolto. I miei consigli, solo di buon senso, possono essere giusti come sbagliati: sta alla Endemol e alla conduttrice Barbara D’Urso decidere se e come applicarli
Una partecipazione amichevole, dunque, quella di Maria De Filippi. Che non ha alcuna ufficialità ne forma contrattuale, ma che comunque serve - perlomeno - a far parlare di un programma nato male, partito peggio e già spostato dopo due puntate.
Non avrà la bacchetta magica, Maria. Ma qui siamo pronti a scommettere che qualcuno in più lo guarderà, questo programma, se non altro per vedere se qualcosa cambierà.
Massimo Donelli, direttore di Canale 5, aveva così frenato le critiche e i disfattisti verso Uno due tre stalla!, cercando di evitare bruschi allarmismi:
“Lasciamola andare in onda, state tranquilli… Endemol (la società produttrice ndr) sta facendo alcune riunioni per apportare delle modifiche, ma non è che se uno si alza la mattina e dice che chiude, significa che sia così. Lo spostamento al mercoledì? Era previsto già alla partenza”.
Eppure, c’è una grossa novita all’orizzonte, di quelle clamorose. Il capoprogetto Simona Ercolani, reduce dai fasti mediatici de La pupa e il secchione, è stata letteralmente fatta fuori dal team autorale. Come riportato stamane da Dagospia, alla presentazione della scaletta per la prossima puntata il direttore Massimo Donelli e il producer Paolo Bassetti hanno osato bocciare il lavoro della Ercolani. La soluzione trovata al rischio di flop su tutta la linea è delle più drastiche: fuori la focosa Ercolani, dentro – come autrice – la De Filippi, affiancata dalla fidata Sabina Gregoretti.
Chi l’avrebbe mai detto che Mediaset avesse così investito su questo programma da non ammettere alcun segno di cedimento e ricorrere ancora una volta a Santa Maria per risollevare le proprie sorti?
Continua a leggere: L'Ercolani via dalla Stalla, entra la De Filippi (autrice)
Alla luce di una simpatica provocazione ricevuta via commenti, non posso non segnalarvi un interessante articolo pubblicato su Panorama di questa settimana. Protagoniste le menti catodiche, che reggono le fila della macchina televisiva con il loro cruciale apporto “autorale”.
Chi inventa i programmi della tv è nella borsa valori dell’Auditel, che vede il rialzo delle proprie azioni se i programmi di cui cura la produzione sono graditi al pubblico.
Peccato che non sempre il genio creativo venga valorizzato e spesso e volentieri si tramuti in manovalanza intellettuale…
Il minimo garantito (quasi una paga sindacale) parte da 1.000 euro a puntata per autori bravi ma senza ascendente televisivo. Sale a 4-6 mila euro se hanno un passato di prestigio. Nel caso di una grande prima serata su una rete ammiraglia e di una comprovata reputazione alle spalle, il compenso arriva fino a 10 o 15 mila euro a puntata, cifre lorde a cui vanno aggiunti i proventi della Siae.
In occasione di eventi speciali e del Festival di Sanremo le trattative sono riservate e i cachet più consistenti.
In programmi sovraffollati di firme i compensi si mantengono su livelli medio-bassi, come a Domenica in con i suoi 13 autori.
Ogni artista reclama il proprio e i produttori si contendono i migliori sulla piazza (dopotutto, è lo showbusiness, bellezza).
Due sono considerati, attualmente, i più appetibili sul mercato: Giampiero Solari, nuovo astro della scuderia Bibi Ballandi, autore di Panariello e Fiorello, e il deus ex machina della domenica televisiva Cesare Lanza, che scrive anche i testi per Il Senso della vita e rappresenta da anni proprietà semi-esclusiva di Paolo Bonolis (sono diversi i conduttori che creano una personale équipe pronta a seguirli nelle loro trasmigrazioni televisive, mentre altri come Pippo Baudo e Simona Ventura impongono per contratto di avere diretta voce in capitolo sui propri testi).
Il contenitore domenicale è un esempio di forte sodalizio tra conduttori e autori. Pippo Baudo si fida ciecamente dello storico Ugo Porcelli, la giovane Lorena Bianchetti di Marco Zavattini e Massimo Giletti di Fabio Buttarelli.
Ma non sono solo i presentatori ad aver bisogno di un supporto autorale.
Carlo Taranto della Gialappa’s band precisa:
“Tutti i nostri comici lavorano in coppia con autori di riferimento, compresi Caterina Guzzanti e il mago Forest. Noi tre della Gialappa’s, con Walter Fontana ed Enzo Santin siamo il gruppo storico e i supervisori di tutte le battute”.
Continua a leggere: Autori, geni creativi o manovalanza intellettuale?
Girano voci frammentarie e alquanto nebulose sulla prossima edizione de La Fattoria, ma una cosa è certa: il reality di Barbara D’Urso tornerà sugli schermi nel 2007.
La vera novità sta nel fatto che i casting… sono aperti alla gente comune.
Ecco il testo dell’annuncio di Canale5:
“se sei un agricoltore, un pastore o un bracciante agricolo ed hai un’età compresa tra i venti e i quaranta anni contatta la redazione all’indirizzo email: info@greed.it.
Verremo da te per un provino gratuito e senza impegno, potresti essere tu il nuovo concorrente e vincere un ricchissimo premio che ti cambierà la vita”.
Stando a un’agenzia reperibile online - in realtà piuttosto defilata - il regista dovrebbe fare un’incursione nel Salento tra martedì e mercoledì della prossima settimana.
Cercando di riunire i cocci, La Fattoria, da sempre targata Endemol, potrebbe essersi affidata alla Greed per una co-produzione. Nella società in questione, infatti, lavora Fabrizio Rondolino, che proprio di recente è stato nominato press- agent di Piersilvio Berlusconi e arruolato nell’ufficio stampa Mediaset.
Il giornalista e autore in questione è reduce dalla produzione de La Pupa e il secchione e sta lavorando alla versione italiana di Miss Ability, sempre con la Greed. Al suo fianco troviamo l’inseparabile Simona Ercolani, compagna di lavoro ma anche nella vita, che infatti sarà impegnata come autrice de La Fattoria 4.
Quando si dice, una coppia una garanzia, alla cui firma autorale nei palinsesti a venire dovremo abituarci…