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Tutti gli articoli con tag silvio berlusconi

Maria De Filippi, tra Le Figaro e la Rodotà

pubblicato da Lord Lucas

maria de filippiDopo quasi vent’anni di ininterrotta militanza catodica, Maria De Filippi continua a far parlare di sè, nel bene o nel male. Una settimana fa, ad esempio, Maria Laura Rodotà su Corriere titolava “La passione liquida al tempo della De Filippi” per parafrasare gli inciuci mediatici della campionessa Federica Pellegrini:

“La defilippizzazione dei rapporti umani avviene, come molte altre cose, a nostra insaputa. Riproduciamo, senza accorgercene, comportamenti e codici comunicativi della cultura egemone; o meglio, delle tivù che bombardano (per fortuna ora meno) la popolazione; e delle loro varie sinergie multimediali. I risultati sono onnipresenti e desolanti: discussioni tra amici e colleghi che sembrano tele-risse (da Ballarò a, si diceva, Uomini e donne di Maria De Filippi)”.

In compenso, l’inarrestabile successo di Maria supera i confini italiani. La sua storia televisiva è sbarcata nientemeno che sulle colonne di Le Figaro, monumentale quotidiano francese. A quale altro personaggio italiano sarà toccata la stessa sorte?

Il giornalista Richard Heuzé la definisce “la regina della tv italiana, sia produttrice che conduttrice delle quattro trasmissioni di intrattenimento del gruppo Berlusconi che sbancano l’Auditel, format di culto tv, preparati con una tale cura da rasentare lo stacanovismo”.

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Berlusconi e le interviste multiple ai Tg. Verso l'archiviazione

pubblicato da Malaparte

Silvio Berlusconi e Augusto Minzolini

Secondo l’Ansa, l’indagine per abuso d’ufficio nei confronti di Silvio Berlusconi, Augusto Minzolini (direttore del Tg1) e Mario De Scalzi (direttore pro-tempore del Tg2 all’epoca dei fatti) andrebbe verso l’archiviazione.

Per rinfrescarvi la memoria, si tratta del fascicolo aperto dalla Procura di Roma dopo che i radicali Bonino e Cappato presentarono denuncia, relativamente alla sovraesposizione di Silvio Berlusconi, intervistato da cinque telegiornali su sei con modalità analoghe lo scorso 20 maggio, quando si consumavano gli ultimi scampoli delle elezioni comunali, con i ballottaggi.

I radicali denunciarono, fra l’altro, che

gli interventi di Berlusconi nei tg siano, per temi trattati, scenografia con tanto di simbolo elettorale alle spalle e montaggio del registrato, dei veri e propri spot elettorali assolutamente vietati nei notiziari.

Questa parte dell’inchiesta riguarda la Rai, per la quale Garimberti chiese riequilibrio e la Lei (probabilmente) si infuriò. L’AgCom rilevò l’irregolarità e multò.
Sotto il profilo penale, però, pare che, secondo i magistrati di Roma, non ci siano elementi per proseguire nelle indagini.

Per quanto riguarda i Tg Mediaset, indaga la procura di Milano.

Silvio Berlusconi indagato per le pressioni contro Annozero

pubblicato da Malaparte

Silvio Berlusconi indagato

Il premier Silvio Berlusconi è indagato per abuso d’ufficio, così come l’ex commissario AgCom Giancarlo Innocenzi e l’ex d.g. Rai Mauro Masi. Il tutto in seguito alle pressioni che Berlusconi avrebbe esercitato nel 2009 affinché venisse sospeso Annozero, la trasmissione di Michele Santoro.

Il Tribunale dei Ministri ha restituito il fascicolo alla Procura di Roma, dopo essersi espresso sostenendo che nella condotta di Berlusconi non si configurino né la concussione ai danni di Innocenzi né le minacce all’AgCom. Ma è invece configurabile l’ipotesi di abuso d’ufficio per i tre indagati.

Ora la palla passa ai pm romani: si può procedere al deposito degli atti e quindi alla richiesta di rinvio a giudizio, oppure formalizzare la richiesta di archiviazione.
Secondo l’avvocato del premier Niccolò Ghedini la Procura di Roma archivierà, visto che

il Tribunale dei Ministri ha già archiviato tutte le accuse originariamente mosse proprio al Presidente Berlusconi.

D’altra opinione Carlo Verna, segretario nazionale dell’Usigrai, che chiarisce, con le sue dichiarazioni, che la questione-Santoro non è chiusa e che prefigura una questione molto più ampia. Infatti, Verna vede in questa indagine

una sorta di possibile processo al sistema del conflitto di interessi, che sta strangolando la Rai e la democrazia. Laddove possibile l’Usigrai chiederà la costituzione di parte civile. Ma mentre la giustizia farà il suo corso, occorreranno comportamenti limpidi dei vertici aziendali ai quali fin d’ora facciamo sapere che l’Usigrai non sottoscriverà la transazione con cui si accompagna Michele Santoro alla porta.

Pier Silvio Berlusconi: "Volevo Floris, a Mediaset manca un Ballarò"

pubblicato da Gabriele Capasso


Pier Silvio Berlusconi è “deluso” dalla conclusione dell’accordo fra Giovanni Floris e la Rai. Il vicepresidente di Mediaset rivela a Repubblica che il giornalista e conduttore di Ballarò era nel suo mirino. Obiettivo? Portarlo a Cologno Monzese per dargli la conduzione di un programma d’informazione in prima serata, programma che “manca” nei palinsesti Mediaset, probabilmente proprio quello che il direttore di Retequattro, Giuseppe Feyles, immagina per la sua rete.

Mi ero mosso, ne avevo già parlato in azienda, avevo previsto la cosa, il come e il quando. Avrei portato Giovanni Floris a Mediaset. A noi manca un programma di approfondimento in prima serata. Un programma come Ballarò. E’ perfetto. E’ un esempio di grande correttezza. Usa toni pacati e ospita sempre le diverse posizioni in campo. Eravamo tutti d’accordo.

Pier Silvio è sicuro che nemmeno Silvio avrebbe avuto nulla da ridire, nonostante i rapporti fra Floris e il nostro premier non sia stati sempre sereni e pacati:

Il mio interesse per Floris non era una mossa contro mio padre. Nessun riposizionamento. Non ho parlato con mio padre di questa idea. Ma lui sa come lavoriamo in azienda e quali sono i criteri delle nostre decisioni, gli interessi dell’azienda vengono discussi e decisi in azienda, non fuori. Non mi sarei stupito se avesse dato il suo via libera. Perché lui ha sempre approvato le decisioni che puntano a valorizzare e acquisire le risorse del mercato.

Discorso diverso se si parla di Michele Santoro, per lui non c’è spazio in Mediaset:

Santoro ormai è un politico. E vado al di là delle motivazioni ideologiche. Il mio approccio è quello di un dirigente che fa la televisione commerciale. Con Santoro siamo su un altro piano. Siamo sul piano della politica.

Dani Samvis: "Voglio fare la giornalista, ma a Mediaset quanta concorrenza"

pubblicato da Lord Lucas

dani samvisDi Dani Samvis avevamo già parlato, visto il suo esordio come meteorina nella stagione tv appena terminata. Ora conosciamo un po’ meglio il suo “curriculum”. 26 anni, modella brasiliana, vive in Italia dal 2005. Oltre al Tg4, in cui ha condotto il meteo per quattro mesi, ha recitato a Centovetrine e ha conquistato la fascia di Miss Sudamerica nel 2008.

Diva e donna l’ha appena paparazzata in compagnia di Paolo Berlusconi sulla spiaggia di Forte dei Marmi, lasciando alludere a del tenero tra i due. A riprendere il gossip Vanity Fair, con un’intervista a tutto tondo alla Samvis che “non può dire che sono fidanzati per poteri più forti di lei”.

Proseguendo nella lettura si scopre innanzitutto che, grazie al suo agente Lele Mora, Dani ha appena ricevuto una proposta per un programma su Rete 4 e per un secondo programma su un’altra rete Mediaset. Tutto ciò nonostante il suo nome sia comparso nell’elenco delle ragazze che partecipavano alle feste di Arcore:

“Speriamo di lavorare di più a Mediaset… anche perché la concorrenza è spietata. Non ho mai chiesto aiuto a Paolo Berlusconi. Tutti i lavori che ho fatto li ho ottenuti grazie ai miei sforzi. Devo anche mantenere la mia famiglia in Brasile (…) A Paolo semplicemente piacciono le belle donne. Che ci posso fare? Sono nata così: bambolina. E lui non sarà Gabriel Garko, ma ha il suo fascino. Mi ha colpito la sua simpatia. Io ho sempre avuto uomini più grandi. Va bene, lo ammetto: il potere ha un po’ di fascino. Paolo mi ha regalato un orologio con la sua faccia nel quadrante, che ridere”.

Dani Samvis meteorina del Tg4Dani Samvis meteorina del Tg4Dani Samvis meteorina del Tg4Dani Samvis meteorina del Tg4Dani Samvis meteorina del Tg4

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Cda Rai diviso: la rivincita di Manuela Arcuri su Belen?

pubblicato da Lord Lucas

arcuri ferro tette

A gettar luce sul baillamme che sta imperversando quest’oggi sulla Rai è Oggi.it, chiarendo che l’ipotetico mandante della linea-anti Presta di Lorenza Lei potrebbe essere Silvio Berlusconi. A quanto pare l’influente agente avrebbe trovato nel premier un nemico dal Festival di Sanremo 2011 (al di là del fatto - ricordiamolo - che Presta è stato consulente di tutte le trattative di Santoro, oltre a rappresentare Benigni):

“Lorenza ama il low profile, le buone maniere, e detesta i tipi come Presta, che tendono a essere per lei tipi troppo sicuri di se stessi. Ricorda molto bene, Lorenza, anche l’arrabbiatura di Silvio Berlusconi di fronte al rifiuto del manager, in tempi sanremesi, di far salire sul palco dell’Ariston una fanciulla molto cara al presidente. Presta preferì Belén, si rivelò un successo ma questo non bastò per spegnere il dissapore. Non è solo vulgata infatti che il premier avesse perso le staffe confidando ai suoi fedeli collaboratori «che non l’avrebbe dimenticato» e che sapeva bene che «’anello debole per Presta si chiama Perego”.

Oggi non fa nomi ma proviamo a farli noi, rimettendoci semplicemente alle cronache. L’accreditata “fanciulla” non dovrebbe esser altro che Manuela Arcuri, l’unica che fu effettivamente spodestata - a un passo dalla conferma - da Belen al Festival. Allora se ne parlò tanto sui giornali, quando campeggiava l’ipotesi di una co-conduzione Vespa, Baudo, Arcuri e Canalis. Allora va detto che tutti esultarono per il prevalere dell’alternativa di Presta, che offriva un cast decisamente più appetibile, Morandi e Luca e Paolo su tutti.

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Tutti contro uno

pubblicato da Massy


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Berlusconi attacca le tv. Annozero "Micidiale"

pubblicato da Malaparte

Silvio Berlusconi contro Annozero

Silvio Berlusconi accusa il colpo della sconfitta alle elezioni amministrative e poi va al contrattacco, individuando il suo nemico - paradossalmente, penserà qualcuno - nella televisione.

Ho tutte le tv contro tranne Mediaset. Una straordinaria tengalia dei media, tutta la stampa e i giornali.

Questa la visione del premier, che poi rincara la dose, difendendo il suo marchio e attaccando il servizio pubblico - che pure, fra le altre cose, lo ha visto più volte “in campo”, da vespa a una sovraesposizione di Tg.

Il gruppo Mediaset si è astenuto da trasmissioni politiche, mentre la Rai ha messo in campo dieci trasmissioni che non si sono fermate durante i ballottaggi.

Una visione personale, che, a chi guarda la televisione, probabilmente avrà il sapore di un qualcosa che non risponde alla realtà.

Quindi, l’ennesimo attacco a Michele Santoro e al suo programma, che il premier individua come “nemico numero uno”, visto che lo cita apertamente.

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Minzolini e De Scalzi indagati con Berlusconi per abuso d'ufficio

pubblicato da Gabriele Capasso


Dopo la denuncia dei Radicali per le interviste a reti unificate di Silvio Berlusconi la Procura di Roma ha iscritto nel registro degli indagati il premier e i due direttori di Tg1 e Tg2, Augusto Minzolini e Mario De Scalzi, per il reato di abuso di ufficio. La denuncia era stata presentata da Emma Bonino e Marco Cappato per la natura degli interventi di Berlusconi nei telegiornali.

La contestazione parte non solo dalla messa in onda, ma soprattutto dai temi trattati (tutti o quasi sugli imminenti ballottaggi delle amministrative) e “sulla scenografia con tanto di simbolo elettorale alle spalle dei veri e propri spot elettorali assolutamente vietati nei notiziari“.

Per lo stesso reato era stata presentata denuncia alla Procura di Milano che dovrà valutare la posizione di Emilio Fede, direttore del Tg4, Clemente Mimun direttore del Tg5 e di Giovanni Toti alla guida di Studio Aperto. Si resta in attesa di una decisione in merito da parte degli uffici milanesi. Bisogna ricordare che la messa in onda delle interviste ha già portato alla sanzione da parte dell’AgCom che aveva punito in particolar modo il Tg1 e il Tg4 in quanto recidivi a comportamenti in aperta violazione della Par Condicio.

Berlusconi senza freni a Porta a porta

pubblicato da Malaparte

Silvio Berlusconi a Porta a porta

Silvio Berlusconi incendia verbalmente il salotto di Porta a porta prima ancora della messa in onda. Dalla puntata del programma di Bruno Vespa, ovviamente registrata, trapelano le dichiarazioni del Presidente del consiglio, ospite in studio. Dichiarazioni destinate a far discutere e, verosimilmente, a far prendere una deriva preoccupante alla parte televisiva - e non solo? - della campagna elettorale in vista dei ballottaggi.

Per prima cosa, Berlusconi ha lamentato una sorta di campagna di disinformazione, come se i media fossero tutti contro di lui:

Contro di noi è stato messo a segno un blocco mediatico terrificante

ha dichiarato il premier, accusando fra i giornali il Corriere della sera e fra le televisioni, La7 e SKY (senza soffermarsi minimamente sulla rilevanza in termini d’ascolto dell’emittente in chiaro e della piattaforma satellitare) per poi affondare anche sulla RAI che pagata con i nostri soldi starebbe con la sinistra. Dimenticandosi, evidentemente, che Porta a porta è in onda proprio sulla RAI, che ospita, naturalmente, anche il Tg1 di Augusto Minzolini e gli editoriali di Giuliano Ferrara, per esempio. E dimenticandosi Mediaset.
A proposito della RAI, Berlusconi ha così commentato la sanzione dell’AgCom per le sue interviste ai Tg:

Non credo che pagherete. E’ una follia perché c’è un sistema folle che si chiama par condicio, una norma liberticida dove il partito dell’1% deve avere lo stesso spazio di un partito che ha il 30%. Non succede in nessuna parte al mondo.

Eppure, le norme ci sono. E l’AgCom è un organismo super partes.

Poi, il premier si è dedicato nettamente alla campagna elettorale, nonostante, appunto, il regime di par condicio. Attaccando duramente i candidati Pisapia e De Magistris e persino i loro elettori.

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Berlusconi nei TG: multe dall'AgCom

pubblicato da Gabriele Capasso

Multa AgCom per i tg dopo le interviste di Berlusconi
L’AgCom multa i cinque telegiornali che venerdì scorso hanno mandato in onda le altrettante interviste a Silvio Berlusconi. L’autorità per le comunicazioni non ha gradito la sovraesposizione mediatica del premier, impegnato in dichiarazioni che contenevano diretti riferimenti alla campagna elettorale per i ballottaggi delle amministrative a Milano e Napoli, e ha stabilito sanzioni economiche per tutti i telegiornali che hanno offerto lo spazio nelle loro edizioni serali a Berlusconi: Tg1, Tg2, Tg4, Tg5 e Studio Aperto.

Escluse naturalmente le uniche due testate generaliste a non essersi prestate: il Tg3 e il Tg La 7 di Enrico Mentana.
Ai tg di Minzolini (che avrebbe già raccolto le critiche del nuovo DG Lorenza Lei) e Fede sono stati comminate multe maggiorate fino alla somma di 258.230 euro, il massimo previsto per legge, in quanto entrambi recidivi: “L’Autorità ribadisce che vige il dovere di equilibrio e completezza di informazione fino alla conclusione della campagna elettorale con i ballottaggi in corso“. Non è bastato dunque l’espediente di utilizzare cinque “interviste” al posto dei videomessaggi già vietati dall’AgCom il 12 aprile scorso.

Immediata la reazione di Mediaset che in uno scarno comunicato ha annunciato ricorso contro la decisione:

Mediaset è allibita per le sanzioni decise oggi dall’Agcom contro le quali ricorrerà immediatamente al TAR. Con questa decisione l’Autority impedisce di fatto alle televisioni di fare il proprio mestiere di informazione e in questo modo diventa parte anziché arbitro, come la legge vorrebbe, del confronto politico.

Voi cosa ne pensate?

Bilanciamento

pubblicato da Massy


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Silvio Berlusconi all'attacco: cinque interviste per cinque Tg

pubblicato da Malaparte

Silvio Berlusconi all'attacco dei Tg

Silvio Berlusconi prepara il suo grande ritorno televisivo dopo la prima fase della tornata elettorale che ha visto, fra le altre cose, il sorprendente risultato a Milano, con Pisapia che sopravanza la Moratti portandola al ballottaggio. Dopo giorni di silenzio, è un rientro in pieno stile-premier.

Nel pomeriggio, Berlusconi registrerà non una, non due ma ben cinque interviste che andranno in onda in altrettanti telegiornali: Tg1, Tg2, Tg4, Tg5 e Studio Aperto.

La strategia di occupazione degli spazi televisivi dei Tg, peraltro, realizzata in questo modo, bypassa anche il tentativo dell’AgCom di stoppare i videomessaggi: trattandosi di cinque interviste diverse, non si configura il rischio, almeno formale, del videomessaggio.

Il premier sarà dunque in onda in tutte le edizioni serali dei principali tg. Tranne, guarda un po’, TgLa7 e Tg3. Come faranno, Enrico Mentana e Bianca Berlinguer? E come faranno tutti coloro che gridano allo scandalo per la tv di sinistra? E l’AgCom, beffata per l’ennesima volta? Per saperlo, non resta che sintonizzarci sulle surreali vicende politico-televisive di questo Paese tragicamente buffo.

One Man Show

pubblicato da Massy


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AgCom - "Obiettiva sovraesposizione" di Berlusconi nei tg. Richiami a Ferrara e Annunziata

pubblicato da Malaparte

Silvio Berlusconi AgCom

C’è troppo Silvio Berlusconi nei Tg. E’ la conclusione dell’Autorità garante per le comunicazioni. Dopo aver esaminato i dati del monitoraggio sul pluralismo politico, l’AgCom ha riscontrato un’obiettiva sovraesposizione del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.

L’ente di controllo ha anche

riscontrato che nel tempo di parola (criterio prevalente di verifica) si nota ancora un qualche squilibrio, nonostante nell’ultima settimana siano stati sensibilmente riequilibrati sbilanciamenti precedenti.

Sul tempo di notizia, invece, l’AgCom chiede ai media di prestare

maggiore attenzione alla rappresentazione equilibrata di tutti i punti di vista, specialmente fra le opinioni delle forze politiche di maggioranza e quelle di opposizione. Nel tempo di notizia vi è un’obiettiva sovraesposizione del Presidente del Consiglio, il quale, oltre tutto, è direttamente parte nelle elezioni amministrative in quanto capolista a Milano.

Infine, due richiami alla Rai. Uno per Qui Radio Londra del 19 aprile (Ferrara chiese l’intervento di Napolitano contro alcuni magistrati accusati di eversione). L’altro per Potere del 18 aprile, condotto da Lucia Annunziata.