
Il papà della tv commerciale che si sottrae a un’ospitata sulla sua rete ammiraglia dal Direttore delle sue testate Mondadori. E’ quanto trapela ancora una volta dal sito Oggi.it, questa volta ripreso anche da Dagospia a tutta homepage:
Doveva essere il piatto forte della seconda puntata di Kalispèra, la trasmissione di Alfonso Signorini. E invece s’è rivelata una gatta da pelare. Pare che Silvio Berlusconi avesse confermato la sua presenza per esibirsi al pianoforte. Ma di fronte al 12 per cento di share della prima puntata ci avrebbe ripensato. Chissà se la visita domenicale di Signorini lo ha convinto…
Lo stesso Silvio Berlusconi ha rilasciato un’intervista esclusiva al settimanale Chi proprio questa settimana, eppure ciò non è bastato per farsi convincere ad andare venerdì sera in diretta su Canale5, tra Pamela Prati e un Beh va beh. Quando si tratta di flop televisivi, l’imprenditore Fininvest che è nel Cavaliere ha abbastanza fiuto per schivarli, evitando di compromettere ulteriormente la sua immagine pubblica.
Ora non resta che capire il menu della seconda puntata di Kalispéra, che la sera del 23 dicembre non potrà neanche più giovarsi degli ospiti in promozione.

Per essere uno che non se ne occupa ha le idee piuttosto chiare. Silvio Berlusconi torna a parlare delle frequenze del digitale terrestre, o meglio dell’asta che il governo Monti sta “studiando” dopo aver bloccato il beauty contest che ne avrebbe previsto l’assegnazione gratuita con Rai e Mediaset in prima fila per aggiungere banda a quella già disponibile. Il responso è sempre lo stesso: l’azienda di famiglia non parteciperebbe, non c’è interesse:
Io sono fuori, ma non ne ho parlato nemmeno una volta con qualcuno a Mediaset o in Rai. Sky ha detto di non essere interessata, prevedo quindi non ci sia nessuno che possa portare dei fondi importanti. Le frequenze non sono un bene che ha mercato. In tutta Europa è così, non sono sottoposte a pagamento.
Sul fatto che in tutta Europa non siano state sottoposte a pagamento non ci piove, lo abbiamo spiegato qualche giorno fa nel dettaglio, ma l’impressione che Berlusconi bluffi sulle reali intenzioni di Mediaset c’è. Certo il gruppo di Cologno Monzese potrebbe non partecipare, ma si tratterebbe in caso di un problema di liquidità perché ottenere spazio per un nuovo Mux farebbe piacere eccome a Mediaset. Premium, l’offerta pay, ha sempre bisogno di spazio per implementare nuovi canali e tanto per essere chiari il gruppo ha già utilizzato quelle frequenze in via “sperimentale” diffondendo le versioni HD dei due generalisti Canale 5 e Italia 1. Quando la procedura del beauty contest è stata avviata (ormai mesi fa) ha reso libere quelle frequenze.

Dopo il flop della prima puntata di Kalispéra la seconda potrebbe riservare un grande colpo di scena. Sul sito Oggi.it è appena uscita un’indiscrezione clamorosa, che pure andrebbe presa con le pinze visto il conflitto di interessi tra Rcs (che pubblica tra gli altri il settimanale Oggi) e Mondadori (casa editrice di Sorrisi e Canzoni Tv e Chi, diretti dal conduttore dello show Alfonso Signorini):
Stando ai rumors che girano insistenti nei corridoi Mediaset, per la seconda puntata è atteso un super ospite: nientemeno che Silvio Berlusconi in persona. Così potrà (forse) rintuzzare ciò che disse l’anno scorso Ruby proprio a Kalispera!
Ricordiamo che sempre l’anno scorso, in differita, l’ex premier intervenne telefonicamente durante la trasmissione. Dopo aver mostrato una foto di Massimo D’Alema a Saint Moritz, Signorini chiedeva all’allora presidente del Consiglio se i comunisti esistono ancora e se hanno la barca e il maglione di cachemire. Così rispondeva Berlusconi:
Continua a leggere: E se Silvio Berlusconi dicesse Kalispéra in diretta?

Ogni volta che leggo, su TvBlog, qualcuno che scrive «Basta con la politica» mi interrogo. Mi interrogo perché, se non è una battuta ma una constatazione fatta in maniera realistica, una vera lamentela, allora c’è qualcosa che non quadra. E per spiegare cosa non quadri ci vuole un po’ di tempo. Dunque, cominciamo dalla fine. Quella presunta. Ieri sera, La7 ha mandato in onda, dopo un’interminabile introduzione a cura di Enrico Mentana che ha suscitato anche lamentele da parte di telespettatori - e che fa riflettere su una cosa sola: per vocazione, Mentana dovrebbe davvero aprire e dirigere una all news. Lo saprebbe fare benissimo e farebbe una seria concorrenza a RaiNews e SkyTg24 - Videocracy, film documentario di Eric Gandini. Il film-evento era stato previsto da tempo, con una lungimiranza che ha quasi del profetico, visto che è andato in onda nel giorno in cui è finito il Governo Berlusconi ed è iniziato il Governo Monti (passatemi la semplificazione). Nel giorno in cui Silvio Berlusconi ha registrato il suo ennesimo videomessaggio, molto lontano dagli esordi, per ars oratoria e capacità affabulatoria: era palesemente il videomessaggio di un personaggio in forte crisi, oltreché politica anche personale, nonostante il contenuto del discorso. E non temete: qui non si intende affatto cedere alla retorica della pietas. Anzi. Chi ha visto Videocracy sa, una volta di più, quale sia il potere della tv. Anche se non mi sembra il lavoro più riuscito di Gandini (consiglio la visione di Surplus: Terrorized into Being Consumers), il film racconta bene il modo in cui la televisione condiziona.
E allora, quando si stigmatizza la presenza di post politici su TvBlog - sarebbe più corretto dire che ci sono post su come la tv e la politica interagiscono, e che contengono anche le opinioni di chi li scrive - forse occorrerebbe farsi un’altra domanda, prima. La domanda è: perché ci sono, questi post? La risposta sarebbe: perché siamo in Italia oggi. La politica dentro la tv è iniziata con la lottizzazione della Rai. E’ proseguita con l’impero mediatico di Silvio Berlusconi, uomo che ha controllato, per un certo periodo, direttamente o indirettamente, l’andamento di 6 televisioni: le tre commerciali come proprietario, le tre pubbliche come Presidente del Consiglio. Nel controllo delle tre pubbliche, qualcosa gli è andata bene, qualcosa no. Ma di sicuro la Rai faticherà a riprendersi da un’operazione di progressivo e inesorabile smantellamento.
E’ iniziato tutto con un videomessaggio in tv. E la cosa è andata avanti per diciotto anni. E prosegue ancora. Perché TvBlog parla anche di politica? Perché la politica ha invaso la tv. Perché anche scegliere un palinsesto, scegliere se premiare e privilegiare solo l’intrattenimento leggero, scegliere che tipo di intrattenimento privilegiare, scegliere che immagine offrire in televisione delle donne (ha un bel dire, Ricci, che la velina è una parodia. Chi ci crede più?), degli immigrati, dei gay, delle minoranze etniche, linguistiche, sessuali, politiche, è politica.
Questo era Mike Bongiorno a La ruota della fortuna. Poi c’era una risposta in una giovanissima Ambra che diceva a Non è la Rai, ingiustamente rivalutato, che il Padreterno tiene per Berlusconi, Satana tiene per Occhetto. C’era un Raimondo Vianello che a Pressing faceva dichiarazione di voto per Berlusconi a una svaporata Antonella Elia. E ancora.
Probabilmente non occorre aggiungere altro. In questo clima, iniziato in una maniera subdola, la tv proseguiva la sua deriva. E la politica la permeava. La utilizzava per creare consenso, per uniformare il pensiero. Contestualmente, però, la tv modificava la politica: i politici diventavano protagonisti di dibattiti, di telerisse, di quiz, di spettacoli, di varietà. Il confine fra lo show e la politica si azzerava in una brodaglia indistinguibile.
Continua a leggere: La Tv in bianco o nero - Due linee narrative e i non allineati. Una fine lontana

Manca poco più di una settimana alla partenza dell’attesissimo show di Fiorello che segna il grande ritorno dello showman siciliano su RaiUno. Su “Il più grande spettacolo dopo il weekend“, questo il titolo arcinoto, fioccano tante indiscrezioni. L’ultima arriva oggi dal programma Domenica In… L’Arena, il talk condotto da Massimo Giletti secondo cui Silvio Berlusconi sarebbe tra gli ospiti alla prima puntata.
Va detto che la voce sul Presidente del Consiglio da Fiorello gira da alcuni giorni nei corridoi e negli ambienti Rai ma secondo quanto risulta a TvBlog ci sentiamo di smentirla. Così come pare improbabile che possa esserci Mina in persona in studio come aveva alluso il giornalista Bagnasco sul suo blog. In attesa di conoscere qualcosa di più in occasione della conferenza stampa, possiamo al momento confermare gli ospiti ufficiali delle quattro puntate: Michael Bublè, il gruppo dei Coldplay, Jovanotti, Giorgia, i Negramaro e il tennista Novak Djokovic. Ancora in forse Lady Gaga, Jim Carrey e Joaquin Cortés, resta in corso la trattativa con Lady Gaga mentre sono in forse Jim Carrey e Joaquin Cortés. E’ prevista anche la partecipazione di Laura Pausini, ma solo dopo l’esclusiva di Chiambretti Muzik Show e dopo l’ospitata a C’è Posta per Te.
Intanto Fiorello è intervenuto oggi da Giletti di fatto smentendo quanto poco prima era stato affermato nel talk. Niente politica, viva il varieta’, ha detto, aggiungendo che “se puntassi tutto sulla satira politica arriverei ultimo“…

Dopo il voto di fiducia di ieri, con una maggioranza risicata di 316 voti alla Camera - cui sono seguite nuove nomine in seno al Governo - Berlusconi torna in tv. Già dal primo servizio che precede l’intervista raccontando l’esito del voto di ieri si capisce che il presidente del consiglio sta rischiando di cascare in una trappola mortale: la questione della fiducia diventa tutta una questione di “cabala“. Eh già, perché anche l’ultima volta che il governo aveva rischiato di andare sotto in parlamento era il 14 del mese, in quel caso però era dicembre. Il giornalista di Studio Aperto fa notare la coincidenza, roba forte alla quale prossimamente Mistero dedicherà un servizio: “Qual è la correlazione fra le scie chimiche e il numero 14?”
Per l’occasione Monica Gasparini lascia spazio al direttore Giovanni Toti, fondamentale perché il più adatto a porre domande ficcanti al nostro presidente del consiglio. L’intervista è telefonica, il che consente alla redazione di Studio Aperto di preparare un collage di fotografia agiografiche del premier risalenti ad una 15ina di anni fa. La prima domanda del direttore è devastante per Berlusconi, in evidente difficoltà come capita all’allenatore del Milan intervistato da Milan Channel:
“Il governo ha incassato la fiducia, come commenta questo risultato?”
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Era lunedì 29 gennaio 2007. Silvio Berlusconi si presentava all’una del mattino alla cena di gala per la penultima edizione andata in onda dei Telegatti. Il Cavaliere svolazzava di tavolo in tavolo, in una delle sue ultime apparizioni “aziendaliste”, ma anche nel primo grande ritorno post-depressione elettorale (così la definì lui stesso). Citando Repubblica, si era illuminato al tavolo del Bagaglino, dov’erano seduti il pigmalione Pier Francesco Pingitore, Leo Gullotta e, soprattutto, le tre primedonne Pamela Prati, Valeria Marini e Aida Yespica.
Quest’ultima, che ritroveremo presto nel cast di Sognando Hollywood su RaiUno, condotto da Mara Venier, gli aveva detto: “Presidente, con lei andrei su un’isola deserta”. E il premier ribatteva: “Io con te andrei ovunque”.
Può considerarsi l’antefatto di Vallettopoli, con l’ex moglie del Premier, Veronica Lario, che mandò subito dopo una lettera a Repubblica di cui riportiamo a seguire uno stralcio:
“Scrivo per esprimere la mia reazione alle affermazioni svolte da mio marito nel corso della cena di gala che ha seguito la consegna dei Telegatti, dove, rivolgendosi ad alcune delle signore presenti, si è lasciato andare a considerazioni per me inaccettabili: ‘Se non fossi già sposato la sposerei subito’ (tale affermazione era rivolta a Mara Carfagna, prima che diventasse Ministro per le pari opportunità, ndr), ‘Con te andrei ovunque’. Sono affermazioni che interpreto come lesive della mia dignità, affermazioni che per l´età, il ruolo politico e sociale, il contesto familiare della persona da cui provengono, non possono essere ridotte a scherzose esternazioni. A mio marito ed all´uomo pubblico chiedo quindi pubbliche scuse”.
Le scuse di Silvio arrivarono, ma da lì a breve la Lario - visto il precipitare degli eventi - chiese il divorzio, coniando l’emblematica espressione “ciarpame senza pudore” e accanendosi contro i messaggi culturali del Bagaglino stesso: “Con questo clima da Bagaglino, con le battute e le barzellette, si è un po’ imbastardito il discorso sulla presenza femminile in politica”.
Perdonateci questo lungo preambolo. Ora arriva la notizia, riportata da Marco Molendini del Messaggero senza tutte le dovute premesse: dopo 46 anni di ininterrotta attività teatrale, e la soppressione in tv nel 2009, chiude il Bagaglino.
Continua a leggere: Chiude il Bagaglino, croce e delizia di Silvio Berlusconi

Le intercettazioni telefoniche tra Silvio Berlusconi e Gianpaolo Tarantini apriranno, domani, la nuova edizione di Striscia la notizia (la 24esima), che vedrà ancora una volta al timone gli storici volti di Ezio Greggio ed Enzo Iacchetti. Il primo tapiro d’oro della stagione va infatti a Manuela Arcuri, coinvolta a sorpresa nell’inchiesta della procura di Bari sulle escort che l’imprenditore barese avrebbe portato nelle residenza del premier.
Le intercettazioni su Manuelona nazionale sono sicuramente tra le più “gustose”. Stando alle ricostruzioni, infatti, la Arcuri sarebbe stata disposta a concedersi a Berlusconi in cambio di alcuni favori per il fratello (che da qualche anno, guarda caso, è entrato nel mondo dello spettacolo come attore di fiction). E’ quello che emerge dalle chiacchierate telefoniche tra Berlusconi e Tarantini e tra quest’ultimo e Francesca Lana, amica della Arcuri, che avrebbe cercato di convincerla ad accettare lo “scambio”.
Valerio Staffelli ha raggiunto l’attrice sul lungomare di Napoli e le ha consegnato un tapiro d’oro in versione “cammellata” (in una delle intercettazioni si parla di un “cammello” per definire il favore chiesto dalla Arcuri al premier). L’inviato ha cercato in tutti i modi di “estorcerle” alcune dichiarazioni, ma se i suoi tentativi siano andati a buon fine, non è stato ancora reso noto. Striscia in ogni caso parte con un argomento che potrebbe farle fare il botto, vista la curiosità degli italiani verso questo genere di “gossip” e visto che in questo periodo la Arcuri è in onda proprio su Canale5 con Sangue Caldo.
Manuela Arcuri fu intervistata dalle Iene, per la precisione dal Trio Medusa in una specie di gioco chiamato Passaparolaccia che proprio non è piaciuto a Silvio Berlusconi: in sostanza, la Arcuri era chiamata a esprimere i propri giudizi sulle prestazioni sessuali di una serie di personaggi che le erano stati attribuiti come flirt.
E’ (anche) questo, quel che esce su tutti i giornali a proposito della Arcuri e che vale la pena di ricordare per rinfrescar la memoria anche a quel Verissimo che invece parla di tutt’altro. Dunque, dall’enormità di intercettazioni che riguardano Silvio Berlusconi risulta che l’imprenditore (e presunto ricattatore) Gianpaolo Tarantini avrebbe voluto far prostituire con il premier sia Manuela Arcuri sia Francesca Lana. E risulta anche, a differenza di quanto sarebbe emerso in un primo momento, che la Arcuri sarebbe stata disposta a concedersi, dopo aver verificato alcune cose. Repubblica ricostruisce il tutto così.
Il 28 gennaio 2009, la Arcuri sarebbe stata preoccupata per un casting del fratello e avrebbe confidato a Tarantini la sua intenzione a chiamare Berlusconi per accennare la cosa. Dopo averlo sentito, richiama Tarantini e gli dice:
che se il presidente le avesse fatto il favore richiesto sarebbe stato da lei ben ricompensato” alludendo - annota la Guardia di finanza - “alla prestazione sessuale richiesta”.
Continua a leggere: Manuela Arcuri, Silvio Berlusconi e l'intervista alle Iene

Roberto Formigoni propone di vendere la Rai. Magari a Murdoch.
Non l’ha proprio mandata giù, la manovra che si è consolidata nel decreto anticrisi 2011: aveva esternato già nel corso della conferenza stampa di Regioni, Province, Comuni.
E, al di là delle critiche politiche, questa è la parte “televisiva” dell’intervista che il Governatore della Regione Lombardia ha rilasciato a Repubblica:
Dobbiamo adottare da subito dei tagli allo Stato, mi pare che i ministri siano stati molto indulgenti con se stessi e abbiano chiesto molto di più agli altri. Ma soprattutto invoco di essere coerenti: dobbiamo mettere in vendita la RAI, le Poste e parte del patrimonio immobiliare pubblico. Liberarci di asset pubblici, trasformare in realtù la nostra idea di fondo che è meno Stato e più societù, questo vuol dire rispettare l’identità del nostro partito. Oggi una Rai pubblica non ha più senso: messa sul mercato, è un’azienda che troverebbe acquirenti al volo - faccio un nome a caso, Murdoch - e che potrebbe rendere tra i 4 e i 5 miliardi di euro. Vedo solo vantaggi: via il canone, stop alle polemiche con i Santoro e i Floris…
La giornalista che firma l’intervista fa notare a Formigoni come il terreno sia piuttosto delicato, in Italia. C’è di mezzo un signore che si chiama Berlusconi, c’è di mezzo un conflitto di interessi. Ma Formigoni è sicuro che la sua idea sia vincente:
Per Berlusconi potrebbe essere l’occasione per dimostrare che se ne frega del conflitto di interessi e che è un grande statista che vuole il bene del Paese
Dopo quasi vent’anni di ininterrotta militanza catodica, Maria De Filippi continua a far parlare di sè, nel bene o nel male. Una settimana fa, ad esempio, Maria Laura Rodotà su Corriere titolava “La passione liquida al tempo della De Filippi” per parafrasare gli inciuci mediatici della campionessa Federica Pellegrini:
“La defilippizzazione dei rapporti umani avviene, come molte altre cose, a nostra insaputa. Riproduciamo, senza accorgercene, comportamenti e codici comunicativi della cultura egemone; o meglio, delle tivù che bombardano (per fortuna ora meno) la popolazione; e delle loro varie sinergie multimediali. I risultati sono onnipresenti e desolanti: discussioni tra amici e colleghi che sembrano tele-risse (da Ballarò a, si diceva, Uomini e donne di Maria De Filippi)”.
In compenso, l’inarrestabile successo di Maria supera i confini italiani. La sua storia televisiva è sbarcata nientemeno che sulle colonne di Le Figaro, monumentale quotidiano francese. A quale altro personaggio italiano sarà toccata la stessa sorte?
Il giornalista Richard Heuzé la definisce “la regina della tv italiana, sia produttrice che conduttrice delle quattro trasmissioni di intrattenimento del gruppo Berlusconi che sbancano l’Auditel, format di culto tv, preparati con una tale cura da rasentare lo stacanovismo”.
Continua a leggere: Maria De Filippi, tra Le Figaro e la Rodotà

Secondo l’Ansa, l’indagine per abuso d’ufficio nei confronti di Silvio Berlusconi, Augusto Minzolini (direttore del Tg1) e Mario De Scalzi (direttore pro-tempore del Tg2 all’epoca dei fatti) andrebbe verso l’archiviazione.
Per rinfrescarvi la memoria, si tratta del fascicolo aperto dalla Procura di Roma dopo che i radicali Bonino e Cappato presentarono denuncia, relativamente alla sovraesposizione di Silvio Berlusconi, intervistato da cinque telegiornali su sei con modalità analoghe lo scorso 20 maggio, quando si consumavano gli ultimi scampoli delle elezioni comunali, con i ballottaggi.
I radicali denunciarono, fra l’altro, che
gli interventi di Berlusconi nei tg siano, per temi trattati, scenografia con tanto di simbolo elettorale alle spalle e montaggio del registrato, dei veri e propri spot elettorali assolutamente vietati nei notiziari.
Questa parte dell’inchiesta riguarda la Rai, per la quale Garimberti chiese riequilibrio e la Lei (probabilmente) si infuriò. L’AgCom rilevò l’irregolarità e multò.
Sotto il profilo penale, però, pare che, secondo i magistrati di Roma, non ci siano elementi per proseguire nelle indagini.
Per quanto riguarda i Tg Mediaset, indaga la procura di Milano.