Immancabile, come ogni estate, le anticipazioni sulle nuove puntate di “Dexter” che, quest’anno, tornerà in onda su Showtime con la sesta stagione il 2 ottobre, un po’ in ritardo rispetto agli anni precedenti (dopo il salto potete vedere il trailer appena rilasciato, sulle note della cover di “Personal Jesus” di Marilyn Manson). Un’attesa che sarà ripagata ai fan dello show, secondo Sara Colleton, produttrice esecutiva della serie, che ha anticipato a TvLine le novità che attendono il protagonista interpretato da Michael C. Hall.
-Attenzione: spoiler sulla sesta stagione (non proseguite se non avete visto la quinta)-
La Colleton rivela che assisteremo ad un salto temporale rispetto al finale dell’ultima puntata trasmessa: vedremo i protagonisti un anno dopo, alcuni alle prese con la stessa situazione di prima, altri con delle novità. A cominciare dallo stesso Dexter:
“Dexter è tornato, e vuole ancora giocare (ride). Nell’ultima scena della quinta stagione Dexter faceva qualcosa di raro per uno show: rompere la quarta parete. Ha guardato la telecamera ed ha detto ‘I desideri sono per i bambini’. Così, siamo andati avanti di un anno ed ora c’è un Dexter che ha superato la morta di Rita e la mancanza di Lumen. Ha realizzato che il suo desidero di fondere le sue vite non si avvererà, così ha deciso di diverle in compartimenti. Per lui non va bene una relazione intima, così sta cercando di chiudere quella parte di sè stesso, perchè ciò che è giusto per lui non lo porterà da nessuna parte. Lui resta al centro della vicenda, in ogni senso”.
Dopo le numerose personalità di “Italia’s got talent”, stanotte alle 00:30 Canale 5 propone quelle di Tara, protagonista della nuova serie “United States of Tara”. Lo show, la cui prima stagione è composta da dodici episodi (trasmessi due per sabato) ha alle spalle due firme importanti.
Da una parte c’è Diablo Cody, autrice di “Juno”, film diventato una rivelazione in poco tempo e che la ha fatto guadagnare un Oscar, che qui si cimenta con la televisione, portando ancora una volta il suo sguardo curioso in un mondo poco conosciuto, quello delle persone affette dal Disturbo Dissociativo di Identità.
Dall’altra, c’è Steven Spielberg, che con la sua Dreamworks ha deciso di produrre la serie, in onda in America su Showtime e con protagonista una bravissima Toni Collette, candidata al premio Oscar per “Il sesto senso” e vincitrice di un Emmy Awards come Miglior attrice protagonista di comedy proprio per il ruolo di Tara.
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I verdetti degli upfront della scorsa settimana non sono gli unici di questo periodo relativi ai rinnovi ed alle cancellazioni delle serie televisive americane. Ecco che, poco fa, Showtime ha deciso di rinnovare “Nurse Jackie”, mentre “United States of Tara” è stato cancellato. Entrambe le serie sono arrivate alla terza stagione.
Vedremo, quindi, una quarta stagione della dark comedy con Edie Falco, vincitrice di un Emmy Award lo scorso anno proprio per il ruolo dell’infermiera tanto brava nel suo lavoro quanto dipendente dalle medicine, che assume per tenere a bada lo stress della doppia vita che si è creata, tra lavoro e famiglia.
La serie, in onda attualmente in America, ha una media di 762.000 telespettatori, che diventano 2,8 milioni settimanali se si aggiungono Dvr e le repliche. Numeri non esaltanti, ed in calo rispetto alle prime due stagioni, ma che hanno convinto la rete. Diversamente, invece, è accaduto per “United States of Tara”, la serie scritta da Diablo Cody e prodotta dalla Dreamworks di Steven Spielberg.
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Erano tra le nuove serie più attese di questa primavera, e non hanno deluso nè il pubblico nè le reti che le trasmettono. Parliamo di “The Borgias” e “Game of Thrones”, di cui rispettivamente Showtime ed Hbo hanno deciso un rinnovo per una seconda stagione. Se per “The Borgias” si sa già che gli episodi realizzati saranno dieci, c’è ancora mistero su quanti saranno quelli nuovi di “Game of Thrones”.
La serie di Showtime, ambientata nel Rinascimento italiano e che segue i complotti, i segreti e gli affari della famiglia Borgia, ha debuttato con un doppio episodio il 3 aprile con 1,06 milioni di telespettatori, la premiere più seguita per una serie tv drama del canale via cavo da sette anni (in totale, considerando tutte le piattaforme multimediali del canale, la puntata è stata vista da 3,7 milioni di persone). Quattro anni fa, l’altra serie storica del canale, “The Tudors”, fu vista, comprese le repliche, da 1,3 milioni di telespettatori.
Sebbene la terza puntata, spostata in palinsesto di un’ora rispetto alla settimana precedente, sia calata a 680 mila telespettatori, la rete dà fiducia allo show. In effetti, Showtime aveva già ordinato delle sceneggiature aggiuntive, a cui ora ne seguiranno altre per la seconda stagione. “La storia di una famiglia papale del quindicesimo secondo scritta con abilità da Neil Jordan ha da subito provocato dipendenza”, ha commentato David Nevins, presidente del network. “Il fatto che questo show rientri senza problemi tra i nostri prodotti di qualità è un tributo alle sue qualità di autore ed al suo straordinario cast guidato da Jeremy Irons (interpreta Papa Alessandro VI, ndr)”.
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Questa settimana sono arrivate notizie sui rinnovi di ben quattro serie televisive. Cominciamo dalla più recente, dal momento che nelle scorse ore la Cbs ha annunciato che “How I Met Your Mother” andrà in onda per almeno altre due stagioni, arrivando quindi a quota otto anni di trasmissione. Lo show, che di recente Italia 1 ha collocato al pomeriggio, continua ad ottenere importanti ascolti in America, oltre che ottime critiche.
La sit-com, dopo una quinta stagione un po’ sottotono, è tornata a far divertire con episodi che il pubblico ha dimostrato di apprezzare, così come sono state gradite le numerose guest star presenti in questa stagione: a partire da Jennifer Morrison, passando per Kyle MacLachlan, Jorge Garcia, Katy Perry e John Lithgow (questo, in realtà, deve ancora comparire).
Non ci è dato sapere se l’ottava stagione sarà l’ultima. A quanto pare, però, quella sarà la stagione d’addio per Jason Segel, che ha annunciato di voler lasciare la serie proprio tra due anni. Altri due rinnovi, invece, riguardano Showtime, che ha deciso di realizzare nuove puntate di “Shameless” e di “Episodes”.
Raven Symone e Kristen Bell sono pronte per tornare in tv: le due attrice sono infatti al lavoro per due serie di Abc Family e Showtime. La Symone, che ricordiamo nel ruolo di Olivia ne “I Robinson” e della protagonista di “Raven”, sarà interprete di “The Great State of Georgia”, dieci episodi voluti da Abc Family.
L’attrice sarà Georgia, un’esuberante artista del Sud degli Stati Uniti, che insieme all’amica nerd Jo (Majandra Delfino) cercherà di raggiungere il successo a New York. Il pilot è scritto da Jennifer Weiner (”In Her Shoes-Se fossi lei”) e Jeff Greenstein (”Desperate Housewives”).
Abc Family ha ordinato anche altre due serie: “Nine Lives of Chloe King”, tratta dai romanzi di Celia Thomson e con al centro Chloe (Skyler Samuels), ragazza dotata di superpoteri che viene presa di mira da un personaggio misterioso, e “Switched at Birth”, che riprende il tema degli scambi di bambini raccontando la storia di due ragazze -una delle quali ha perso l’udito per via di una malattia- cresciute una nella famiglia dell’altra, ovvero (e guardacaso) una ricca ed una povera.
Sarebbe dovuta andare in onda in primavera su History Channel “The Kennedys”, miniserie in otto puntate sviluppata da Joel Surnow, co-creatore di “24″ e che aveva nel cast Greg Kinnear (John F. Kennedy), Katie Holmes (Jackie Kennedy), Barry Pepper (Robert F. Kennedy) e Tom Wilkinson (Joe Kennedy). Sarebbe dovuta, dal momento che il canale ha deciso di non trasmettere la serie da molti già considerata “evento”.
“Subito dopo la conclusione della produzione di The Kennedys, la rete ha deciso di non trasmettere la miniserie”, viene detto in un comunicato. “Sebbene sia girato e recitato con altissima qualità, dopo aver visto il prodotto nella sua totalità, siamo giunti a conclusione che quest’interpretazione drammatica dei fatti non si adatti al brand History”.
Il motivo della rinuncia, dunque, sarebbe nell’eccessiva drammatizzazione dei fatti, che renderebbe la serie poco adatta ad un canale i cui prodotti puntano al massimo dell’attendibilità (anche se gli inserzionisti non hanno mai avanzato problemi a riguardo). Prodotta da Asylum Entertainment e Muse Entertainment e scritta da Stephen Kronish, “The Kennedys” (che sarebbe stata la serie più costosa mai realizzata dal canale) aveva già avuto problemi in passato, quando Surnow entrò nel progetto (dopo il salto, il trailer della serie).
Continua a leggere: The Kennedys "non adatto" per History Channel (video). In onda su Showtime?
Domenica notte si è conclusa la quinta stagione di “Dexter”: altre dodici puntate ricche di tensione e con la capacità di catturare il telespettatore come poche altre serie sanno fare. Non vi sveliamo nulla, ma vi basti sapere che anche questa stagione ha regalato alla serie numeri molti alti: l’ultima puntata è stata vista da 2,5 milioni di telespettatori (il finale shock della quarta stagione era stato visto da 2,57 milioni di persone), diventati 2,9 con la replica delle 23 (l’anno scorso erano 3,1 milioni).
Un ottimo risulato, considerando che sulla Nbc la domenica va in onda il football, che cattura milioni di telespettatori, forse proprio quelli che, poi, vanno a cercare gli episodi di “Dexter” nelle repliche e nelle modalità on demand. E considerato anche questo aspetto, la quinta stagione della serie di Showtime ha raccolto una media settimanale di oltre 5 milioni di persone.
Il tutto grazie anche all’entrata nel cast di personaggi come Julia Stiles, Jonny Lee Miller e Peter Weller, che hanno contribuito a tenere alta la qualità del cast. Una sesta stagione è stata confermata, ed andrà in onda a settembre in America. Protagonisti, ancora, saranno Michael C. Hall e Jennifer Carpenter che, proprio nelle ore successive al finale di “Dexter”, hanno annunciato il loro divorzio alla stampa.
Due ritorni importanti sono stati annunciati nelle scorse ore: uno è quello di Mandy Patikin, che non si vede in tv dal 2007, quando abbandonò il set di “Criminal Minds” accusando i produttori di inserire troppa violenza negli episodi; l’altro è quello di Larry Hagman, l’indimenticabile J.R. di “Dallas”.
Patikin torna su Showtime, per cui aveva recitato in “Dead like me”. A lui va un ruolo nella serie “Homeland”, prodotta da Howard Gordon ed Alex Gansa. La serie racconta del ritorno a casa di Scott Brody, prigioniero di guerra rimasto 10 anni in Iraq. Claire Danes sarà Carrie Anderson, agente della Cia che sospetta che Brody possa progettare un attentato terroristico.
Patikin, invece, sarà Saul Berenson, superiore di Carrie nonchè personaggio intelligente e saggio, di cui la protagonista cercherà sempre il parere sulle sue azioni. Larry Hagman, invece, torna in tv con un ruolo tutto nuovo, per “Desperate Housewives”.
Continua a leggere: Mandy Patikin e Larry Hagman tornano in tv, in Homeland e Desperate Housewives
Chiude alla grande “The Walking Dead”, la serie di Amc che fin dalla prima puntata ha registrato alti ascolti: l’ultimo episodio, andato in onda domenica, è stato visto da più di 6 milioni di persone, l’ascolto più alto mai registrato per una serie su una tv via cavo basic. Se alla messa in onda delle 22 si aggiungono quella delle 23 e dell’una di notte, il numero sale a 8,1 milioni di telespettatori.
In particolare, nella fascia 18-49 anni erano in 4 milioni, mentre 3,5 in quella 25-54 anni. La media della prima stagione è stata di 3,5 milioni. Un successo su ogni aspetto, che la rete spera di bissare con la seconda stagione della serie, che dovrebbe andare in onda il prossimo autunno. Un altro successo degli ultimi giorni è stato l’episodio della quinta stagione di “Psych” dedicato a “Twin Peaks”.
“Dual Spires” ha visto come guest star, tra gli altri, Sheryl Lee (ed in molti si saranno commossi nel vederla togliere il telo di plastica che avvolge la vittima del caso di puntata, foto), Sherilyn Fenn, Dana Ashbrook, Catherine Coulson e Ray Wise. Il risultato è stato buono: 3,5 milioni di telespettatori hanno seguito l’episodio, in linea coi numeri della serie.

Matt LeBlanc, che tutti conosciamo come Joey di “Friends”, deve avere molta autoironia per aver accettato di far parte di “Episodes”, curiosa comedy della Bbc e di Showtime che debutterà in America il 9 gennaio. La serie, infatti, non è altro che una presa in giro dello show business americano e di chi ci vive, attori compresi.
La comedy è stata creata da David Crane, co-creatore proprio di “Friends”, e da Jeffrey Klarik. Nei sette episodi della prima stagione (di cui dopo il salto potete vedere il trailer) seguiremo le avventure di una coppia di autori britannici (Stephen Mangan e Tamsin Greig), molto popolari in patria grazie ad uno show di successo, che gli americani vogliono adattare alla loro tv.
Inizia così un percorso di compromessi, rinunce ed imbarazzi per i due inglesi marito e moglie, che troveranno sulla strada anche l’ex Friend, nella parte di…sè stesso. LeBlanc sarà infatti l’attore che i produttori del remake vorranno come personaggio della nuova serie, sostituendo così l’interprete della serie originale, giudicato “non adatto” al pubblico americano.
Continua a leggere: Episodes, il trailer del ritorno in tv di Matt LeBlanc (video)
La Fox cerca di trovare nuovi cartoni da collocare nella sua domenica dedicata al genere. In attesa di “Bob’s Burgers”, che debutterà in midseason, la rete ha ordinato sei episodi di “Napoleon Dynamite” e sette di “Allen Gregory”.
“Napoleon Dynamite” è tratto dall’omonimo film del 2004, in cui un bizzarro adolescente se la deve vedere con il liceo e con la vita in Idaho. A dare la voce al protagonista Jon Heder, interprete di Napoleon anche nella pellicola. Jared Hess, regista del film, e Jerusha Hess stanno lavorando alla serie, con Mike Scully, produttore de “I Simpson”.
“Allen Gregory” è invece scritto da Jonah Hill, con Andrew Mogel e Jarrad Paul (”Yes, man”). La storia è quella di un bambino di sette anni famoso in tutto il mondo che si ritrova a dover frequentare una classe di ragazzi “comuni”. Tnt, invece, punta sul noir-mistery “Hollywood & Vine”, il cui pilot è scritto da Daniel Pyne (”Ogni maledetta domenica”).

Usa Network mette al sicuro le sue serie di successo, e rinnova “Psych”, “Royal Pains” e “White Collar”. I tre show, d’altra parte, hanno dimostrato anche nelle ultime puntate trasmesse di essere molto apprezzate dal pubblico, motivo per cui il network non ha intenzione di lasciarsele scappare.
“Psych” avrà quindi una sesta stagione da sedici episodi (la seconda parte della quinta stagione, finora vista da una media di 2,3 milioni di persone, andrà in onda a novembre), “Royal Pains” (la cui media di quest’anno è stata di 3,5 milioni di telespettatori) arriverà a tre stagioni, con un ordine che varia dai sedici ai diciotto episodi, mentre per “White Collar” ci sarà una terza stagione da sedici puntate.
“E’ la meravigliosa conferma che gli show stanno funzionando”, ha detto il presidente della programmazione di Usa Network, Jeff Wachtel, che ha aggiunto a proposito della propria programmazione originale “ai nostri albori, era vista come facoltativa. Non lo è più, ma non è neanche un imperativo riempire ogni fascia oraria. Siamo ancora capaci di essere più artigianali, non siamo al punto di dire ‘Oh mio Dio, ci serve un blocco comedy per il lunedì sera’”.
“Mad Men” inizia ad avere dei figliocci? Potrebbe essere così, visto che la Abc ha ordinato l’episodio pilota di una serie ambientata negli anni ‘60 e che avrà al centro la celebre compagnia aerea Pan American, nata nel 1927, fallita nel 1991, ma che proprio negli anni del boom economico divenne famosissima.
Questo grazie anche alle hostess della compagnia aerea, “donne molto interessanti in un periodo in cui molte cose stavano succedendo, in particolare per le donne del Paese”, ha detto Zack Van Amburg, a capo della Sony Tv Production (che produrrà l’episodio), aggiungendo l’importanza della Pan Am nel “diffondere la cultura americana ed importare il mondo”.
Alla serie stanno lavorando Jack Orman (“Er”) e Thomas Schlamme (”West Wing”). Novità anche per SyFy, che ha ordinato l’episodio pilota di una serie tratta dal fumetto “Metadocs”, scritto da Joe Dunn e Rod Espinoza.
I produttori di “24″, Howard Gordon (foto) ed Alex Gansa, sono al lavoro su “Homeland”, nuova serie di cui a breve potrebbe essere ordinato il pilot da Showtime. Ad annunciarlo è David Nevins, presidente del network. La serie si ispirerà all’israeliano “Prisoners of War” ed ha come protagonista un soldato americano, creduto morto da 10 anni.
Il suo ritrovamento porta però dei dubbi tra gli americani, che non sanno se fidarsi della sua storia o pensare che faccia parte di una cellula terroristica pronta ad un attacco. Il ritorno a casa del soldato, quindi, non sarà semplice. La serie dovrebbe essere composta da 13 episodi, uno dei motivi per cui Gordon ha pensato subito ad un rete via cavo piuttosto che ad una generalista per la sua trasmissione:
“Sembra il giusto canovaccio per questa storia. Proporre la serie per un’intera stagione (24 episodi, ndr), l’avrebbe sovraccaricata. 24 ogni tanto sembrava perdere potenza per via della sua presunzione. Quando parli di cospirazioni abbastanza profonde, hai bisogno di una lunghezza della storia che le reti via cavo ti permettono di renderla massiccia. Se hai un attacco terroristico ogni settimana, diventa monotono e sciocco”.