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Tutti gli articoli con tag sergio zavoli

RAI - Garimberti contro Minzolini: «Deve imparare a tacere»

pubblicato da Malaparte

Non ci si racconti di una Rai senza problemi, o di una Rai che li sta risolvendo. La tensione e i botta e risposta di questi giorni sono la dimostrazione che la situazione è tesissima e che i protagonisti della scena del settimo piano (e corollari) del servizio pubblico patiscono la tensione. Non si spiegano altrimenti, se non con il fatto che la pazienza abbia un limite, le dichiarazioni di Paolo Garimberti, normalmente anche troppo pacato.

Dopo il teatrino di ieri, con Minzolini che accusa Zavoli di parzialità, arriva infatti il duro commento del presidente della Rai, che si trova a Torino per il Prix Italia e che per una volta non ha avuto mezze misure:

Ho trovato le parole di Minzolini nei confronti del presidente Zavoli inaccettabili. Minzolini deve imparare a tacere quando è il momento. Non si attaccano le istituzioni che hanno diritto, soprattutto se si tratta della commissione di Vigilanza, a fare i rilievi critici. Noi dobbiamo rispondere ma dobbiamo farlo con i fatti o comunque in modo educato

E Minzolini, ha imparato a tacere?

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RAI - Lei, Zavoli, Minzolini, Dandini e il Tg1. Un teatrino

pubblicato da Malaparte

Minzolini Zavoli

Trapela di tutto, dall’audizione in commissione di vigilanza del d.g. Rai Lorenza Lei. La cosa più incredibile è la marcia indietro su Serena Dandini che, secondo il d.g., può tornare a fare Parla con me con risorse interne.

Su Parla con me il problema non è con Fandango, è capire se il soggetto che conduce il programma sia fungibile o meno. Dandini, per quanto mi riguarda, può continuare a condurre il programma. Facciamo un contratto di scrittura ed è fatta. Non credo sia difficile fare questo programma in Rai, siamo bravi.

Tutte le fuoriuscite dal servizio pubblico (Ruffini, Santoro e da ultima la Dandini, ammesso che la conduttrice non decida di accettare questo cambio di rotta, sono, secondo la Lei, scelte personali. Influenzate o meno da condizioni al contorno, non ci è dato saperlo.

Zavoli, Minzolini e il Tg1

Sergio Zavoli ha posto l’attenzione sulla questione del Tg1, dopo che il cdr aveva di fatto sfiduciato il direttore Augusto Minzolini. La Lei ha ammesso la flessione degli ascolti, ma ha anche detto che

intendiamo aspettare le prossime settimane, poi faremo le valutazioni del caso […] è mia intenzione attendere le prime quattro-cinque settimane di questa garanzia

Dal canto suo, il presidente della Commissione di Vigilanza, Zavoli, ha picchiato duro sul Tg1:

L’opinione pubblica è sempre più unanime nel criticare l’atteggiamento del Tg1 che pervicacemente continua a produrre i motivi del discredito professionale e politico che non giova al prestigio del servizio pubblico.

Minzolini ha ribattuto per le rime, in un teatrino davvero surreale.

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RAI - Salvi i talk show in campagna elettorale

pubblicato da Malaparte

Sergio Zavoli

I talk show di approfondimento politico non verranno sospesi durante la campagna elettorale che precederà le consultazioni amministrative. E non verranno sottoposti al formato “tribuna elettorale”, quindi non saranno costretti a ospitare tutti i canditati alle elezioni.

La commissione di Vigilanza ha approvato - con il solo voto contrario del radicale in quota Pd Marco Beltrandi, le cui posizioni appaiono sempre più oscure - il testo del regolamento sulla par condicio, modificando l’art.8 e, di fatto, salvaguardando la libertà editoriale di Annozero, Porta a porta, Ballarò, L’ultima parola.

A vigilare su questo andamento delle votazioni, ci ha pensato Sergio Zavoli, che ha prima bloccato gli emendamenti-bavaglio, poi mediato fra le posizioni dei consiglieri in quota Pdl e di quelli in quota Pd e lasciando che sull’art. 8 si mantenessero i riferimenti al rispetto dei criteri di imparzialità, pluralismo e completezza.

Scongiurato, dunque, il rischio che si riproponesse la stessa situazione dello scorso anno, con la sospensione dei programmi di informazione.

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Zavoli boccia l'alternanza dei conduttori

pubblicato da Gabriele Capasso


Sergio Zavoli, presidente della commissione di Vigilanza Rai, interviene nel dibattito suscitato dalla proposta del senatore Butti che contiene, fra le altre, la misura che vorrebbe “l’alternanza” dei conduttori per depotenziare Annozero e Ballarò. Il “bavaglio soft”. L’intervento di Zavoli si è reso necessario dopo che alcuni organi d’informazione avevano lasciato intendere che questa proposta incontrasse il favore del presidente della Vigilanza Rai:

Nel mio ruolo e nella mia responsabilità di presidente di garanzia ho dato atto al relatore di maggioranza, senatore Butti, di aver fatto dei passi avanti, apportando alcune modifiche significative nella stesura del suo ultimo testo rispetto a quello originario. Nondimeno mantengo parere fortemente negativo su altri punti, compresa la questione della cosiddetta alternanza. Quindi nessun ‘cedimento’ da parte mia. Ma credo che la proposta sia emendabile, dal momento che lo stesso relatore di maggioranza si è dichiarato disponibile a confrontarsi per ulteriori interventi sul testo. Soluzione auspicabile anche da parte di chi teme che l’approvazione dell’Atto possa produrre forti difficoltà gestionali per la Rai a vantaggio della concorrenza.

Zavoli insiste sul punto che, per quanto l’attuale atto d’indirizzo del relatore Butti contenga elementi che possono essere soggetti a critiche, il lavoro della commissione non deve fermarsi:

Ho infine sollecitato maggioranza e opposizione a esercitare il diritto-dovere di emendamenti e integrazioni sui due testi presentati al fine di giungere a un documento condiviso, come più volte unanimemente auspicato da tutti i Gruppi della Commissione, cui il Parlamento affida il compito di agire nell’interesse del servizio pubblico e del Paese. La rinuncia a questo adempimento segnalerebbe una volontà che prescinde dal dovuto perseguimento di tale obiettivo.

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Lettera dei consiglieri di minoranza a Zavoli:"In Rai il rischio di una crisi irreversibile"

pubblicato da Marina

Crisi in Rai

Si profila aria di crisi in Rai. A scatenarla potrebbe essere la lettera inviata dai consiglieri di minoranza a Sergio Zavoli presidente della Commissione Parlamentare di Vigilanza.

Scrivono nella loro missiva Rodolfo De Laurentiis, Nino Rizzo Nervo e Giorgio Van Straten:

Caro Presidente, siamo molto preoccupati per lo stato di salute della Rai e la situazione è arrivata ad un punto tale che non possiamo limitare solo alla nostra attività in consiglio di amministrazione l’azione di controllo, vigilanza e di denuncia. Il servizio pubblico è un patrimonio dell’intero paese e per difenderlo è venuto il tempo di rendere tutti consapevoli che rischia una crisi irreversibile.

Il problema sembra essere la gestione Masi. Qualche giorno fa il direttore generale della Rai aveva presentato un progetto di rientro del debito dell’azienda di Stato. Ma i conti sono in rosso: il passivo in bilancio ammonterebbe a 130milioni di euro, mentre l’intera voragine è di 650milioni di euro. Poi c’è il grattacapo su Ingrid Muccitelli, sollevato da Il Fatto quotidiano a cui Masi ha annunciato querela; il pacchetto nomine congelato; il referendum per sfiduciare Masi annunciato dall’USIGRai; il Cda rimandato al 4 novembre; Paolo Garimberti minaccia le dimissioni: insomma in viale Mazzini tira aria di tempesta.

Dopo il salto continua il resto della missiva dei consiglieri Rai.

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Sergio Zavoli demolisce la Rai: "La credibilità del servizio pubblico è crollata"

pubblicato da Stefano Sgambati

Sergio Zavoli demolisce la Rai: "La credibilità del servizio pubblico è crollata"La commissione di Vigilanza Rai, nella persona del presidente Sergio Zavoli, non è mai stata così severa. Un vero e proprio j’accuse, quello mosso dal giornalista e senatore del PD ai danni di Viale Mazzini che non potrà rimanere inascoltato:

“In Rai c’era e c’è un problema di fondo: l’assenza, o l’imperfezione, o il rifiuto della regola. La quale viene prima del consenso. Per tirar fuori la politica dalla Rai - s’intende dall’occupazione dell’azienda - occorre cominciare da una Rai che voglia tirarsi fuori da una sua ormai insostenibile, paradossale contraddizione. Questa è radicata nella più comoda e reciproca delle garanzie: il compromesso - poco nobile intellettualmente, culturalmente, aziendalmente - rinnovabile a ogni cambio di governo attraverso il citatissimo spoil system, ma soprattutto quella ingegneria combinatoria che si chiama “lottizzazione”, la più pigra e matematica delle soluzioni adottate con il consenso dell’azienda. Il pluralismo non è una somma di “legittime faziosità”. Perciò la storia e il prestigio della Rai meritano un colpo d’ala anche al suo interno. Comunque, il primo passo spetta alla politica. Dovrà opporsi all’idea ormai invalsa di un’azienda che non rispecchi i principi dell’autonomia e della responsabilità, della competenza e della qualità”.

Così il responsabile della Vigilanza della tv di Stato a Repubblica. Duro anche in merito alla questione Ruffini, con il collocamento dell’ex direttore di RaiTre al vertice di Rai Educational e Rai Premium:

“La sua è una vicenda che nessuna grande organizzazione imprenditoriale può permettersi: ciò che è successo si sottrae a valutazioni di principio, men che meno manageriali. E’ la licenza di un’azienda che sta smarrendo una sua autonoma facoltà critica”.

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Rai, in arrivo le dirette del 93°Giro d'Italia e le gare saranno anche sul web

pubblicato da Marina

Il Giro d'Italia inizia l 8 maggio Ritorna il Giro d’Italia il prossimo 8 maggio e la Rai mette a disposizione tre canali: Rai3, RaiSport1 e RaiSport2, mentre il “Processo alla tappa”, ideato da Sergio Zavoli, sarà condotto da Alessandra De Stefano con Gianni Mura a focalizzare il punto della giornata di gara. A sostenere le dirette dalle 9 del mattino all’una di notte 159 uomini, 4 elicotteri, 26 automezzi, un aereo ponte, 22 telecamere, una regia mobile. Le ore di trasmissione passano da 42 alle 88 di quest’anno. La sigla, per il quinto anno consecutivo è stata composta e sarà cantata da Paolo Belli che quest’anno conduce anche una sua trasmissione “Tutti al Giro”su RadioUno .

Novità anche sul web: tra qualche giorno sarà inaugurato il nuovo portale dedicato al Giro d’Italia. Sarà in cinque lingue e conterrà non solo tutte le informazioni sulle tappe, ma anche video e filmati delle varie gare, con interviste in esclusiva. Insomma, sebbene non sia chiaro se le gare saranno in streaming di certo è stato costruito come una sorta di tv per chi non riesce a seguire il Giro attraverso i canali televisivi.

Le telecronache invece, saranno a cura di Davide Cassani e Francesco Pancani al debutto. In moto a seguire le corse Andrea De Luca e Paolo Savoldelli. Per Radio Rai l’evento sarà seguito da Antonello Orlando, Giovanni Scaramuzzino e Massimo Ghirotto, ex corridore padovano degli anni Novanta, 4° al Mondiale di Agrigento 1994.

Lo sforzo per seguire l’evento sportivo, che quest’anno parte da Amsterdam, è notevole e il palinsesto è stato costruito per assicurare una copertura totale delle gare e del dopo gare: alle 9,00 ci sarà il Tg Sport su RaiSport Più che dal 9 maggio propone in replica la tappa del giorno precedente; segue alle 12, 25 la trasmissione “Si gira” condotta da Marino Bartoletti e Arianna Secondini, una sorta di cartolina che traccia le attrazioni turistiche e le specialità enogastronomiche della città sede della tappa; “Anteprima Giro” inizia alle 14,00 mentre alle 17,00 va in onda sia su RaiTre, sia su RaiSportPiù “Processo alla tappa”; alle 23,00 “TGiro” con Alessandro Fabretti seguito da “Giro Notte” con Davide Novelli che riassume tutti gli eventi della giornata, trasmissione destinata agli insonni e ai nottambuli poiché inizia all’incirca all’1 di notte su RaiTre.

Dopo il salto i video di presentazione delle tappe.

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La valigia blu di Facebook contro Minzolini e i partiti in RAI - Si replica il 6 maggio

pubblicato da Malaparte


Non si placa, l’onda anomala nata da Facebook contro il direttore del Tg1 Augusto Minzolini. Così, dopo l’assalto alla pagina Facebook del Tg1, dalla pagina La dignità dei giornalisti e il rispetto dei cittadini si genera la protesta, che si manifesta nella vita reale con un primo sit in avanti ai cancelli di Viale Mazzini, sabato 10 aprile.

Le ragioni della protesta? Sempre le solite: Augusto Minzolini nel suo editoriale del Tg1 sul caso Mills ha parlato di assoluzione anziché di prescrizione. Gli si chiede di rettificare. Perché le parole sono importanti e concetti come assoluzione e prescrizione non possono in alcun modo essere resi sinonimi.

Il sottoscritto resta convinto, insieme a tutti coloro che aderiscono a La valigia blu, che la protesta sia sacrosanta. E condivide almeno due degli slogan più gettonati nel sit-in: Prescrizione non è assoluzione e Fuori i partiti dalla RAI. Arianna Ciccone, che ha fondato il gruppo su Facebook, rilancia: Il sei maggio alle 18 sarò di nuovo avanti alla RAI. 200mila cittadini esigono una risposta. Ma Arianna non è tenera nemmeno con il PD, non fa sconti a nessuno. Perché - ed è bene che sia chiaro - questa è una protesta per un giornalismo libero e non schiavo. Libero da qualsiasi influenza partitica.

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Zavoli: "Il CdA RAI ripristini i talk show" - Garimberti: "La Vigilanza faccia la sua parte"

pubblicato da Malaparte


Il bavaglio all’informazione divide anche chi la pensa allo stesso modo sul tema. La posizione di Zavoli e di Garimberti è analoga: “I talk show devono tornare”. Solo che l’uno auspica l’intervento dell’altro. Ne dà conto e ragione Repubblica, noi cerchiamo di riportare le posizioni delle due alte cariche e poi di riassumere la situazione.

Ecco Zavoli, presidente della Commissione di Vigilanza:

Oggi tocca al Cda della Rai che ha il prestigio, il senno e il dovere di fare, con i suoi margini d’autonomia, la prima mossa, ripristinando i programmi di approfondimento. Tra errori veri e finti, tra diritti calpestati e declamati si è perduta gran parte del tempo che spettava al Paese per misurarsi con le proprie idee sulle prossime elezioni.

Ribatte il Presidente della RAI Paolo Garimberti, favorevole, ovviamente, alla rimessa in onda dei programmi di approfondimento:

Alla luce della sentenza del Tar, delle decisioni dell’Agcom, delle dichiarazioni del Presidente Calabrò e della disparità di condizioni tra Rai e emittenti private, la Vigilanza avrebbe dovuto e potuto fare la sua parte: convocarsi urgentemente, come ha fatto il Cda Rai, per modificare il regolamento applicativo della Par Condicio.

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Par condicio nei talk show: resta la norma del radicale Beltrandi. La maggioranza ha posto il veto alle modifiche

pubblicato da Stefano Sgambati

Par condicio nei talk show: resta la norma del radicale Beltrandi. La maggioranza ha posto il veto alle modificheIl tanto criticato regolamento sulla par condicio, varato dalla Vigilanza Rai, non cambia. Ricordiamo in una riga: una norma del Radicale Marco Beltrandi impone agli approfondimenti e ai talk show (quindi, in buona sostanza, a qualsiasi cosa abbia uno studio televisivo) determinate regole sulla comunicazione politica fattivamente impossibilitanti alla messa in onda della trasmissione stessa (pensiamo ad Annozero che non può parlare di politica: una manna per molti, certo, ma volendo sollevare di un minimo il ragionamento oltra la soglia delle capre e delle vacche, si può dire che questa cosa qui sia censura, fine del discorso).

La maggioranza, nella bicamerale, ha posto il veto a modifiche del testo: “La mediazione è fallita, non per colpa della Vigilanza, ma per responsabilità che sono al di fuori di questa commissione”. Questo il commento del presidente della bicamerale, Sergio Zavoli.

Il capogruppo del Pdl in Vigilanza, Alessio Butti, ha così spiegato la mancata modifica:

”Non ci sono le condizioni per rivedere il regolamento, che è stato votato e ampiamente discusso. Certi conduttori Rai ne fanno di tutti i colori. Stiamo parlando di un regolamento utile per dare la massima informazione all’opinione pubblica. E non si chiude nessun tipo di trasmissione di approfondimento, anzi si ampia l’offerta formativa”.

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Tutti contro la Par Condicio che blocca l'informazione

pubblicato da Gabriele Capasso


Un coro unanime, tutti contro il nuovo regolamento di applicazione della par condicio che prevede la sospensione e il vero e proprio esproprio degli spazi d’approfondimento della Rai in vista delle elezioni amministrative del 28 e 29 marzo. Annozero, Porta a Porta e Ballarò accantonati per un mese intero, al loro posto un’abbuffata di Tribune Elettorali. Questa la proposta del Radicale Marco Beltranti, accettata e condivisa con entusiasmo dal centrodestra fra le proteste del PD.

Anche Silvio Berlusconi, che sulla questione parla di “dovuto rispetto di fronte ad una decisione del Parlamento” e bolla come “trasmissioni-pollaio” Annozero e Ballarò, critica la legge sulla par condicio e sostiene la necessità di abolirla “reintroducendo quella norma che stabilisce presenze televisive proporzionali ai voti“. Intanto si schierano i tre conduttori della trasmissioni costrette alla sospensione.

Santoro definisce “un abuso di potere privo di alcun fondamento legale” il regolamento, Floris affonda sottolineando la non competenza del Parlamento sulla questione: “i parlamentari hanno compiti ben più alti e importanti. Non è d’altronde compito di un giornalista parlare di argomenti stabiliti a prescindere, con interlocutori decisi da altri“. Bruno Vespa si lancia in un distinguo fra la sua trasmissione “sempre rispettosa della par condicio” e le altre “a cui è stato concesso il diritto di scorreria”, ma “pur con questa premessa trovo molto grave l’azzeramento dei programmi informativi prima delle elezioni e spero che ci possano essere degli spazi di mediazione“.

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Sergio Zavoli - Una lettera per chiedere imparzialità in RAI

pubblicato da Malaparte

Sergio Zavoli - Una lettera per chiedere imparzialità

Si avvicinano le Elezioni Regionali 2010, si avvicina, per la tv, la par condicio. E così, Sergio Zavoli scrive al dg. della RAI Masi, affinché si mantenga l’equilibrio politico in televisione.

Nella circostanza pare utile ribadire la raccomandazione all’azienda di vigilare perché in questa fase - prima dell’entrata in vigore, 45 giorni prima, della disciplina per la comunicazione politica nei periodi elettorali - venga assicurato il dovuto equilibrio nell’assegnazione degli spazi tra diversi schieramenti e candidati. In questo senso ho già scritto una lettera al prof. Mauro Masi, direttore generale della Rai.

Nella fattispecie, poi, Zavoli parla di un’idea della Annunziata (che è nell’occhio del ciclone in questi giorni, ma ha reagito con veemenza: ne daremo conto a breve), che vorrebbe dedicare spazio alle Regionali. Sarebbe bello, diciamocelo, vedere politici parlare, per una volta di politica. Non in talk, non in programmi di infotainment, ma in una tribuna politica seria. E’ ancora possibile?

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Crisi Rai - Sergio Zavoli contro l'auditel: "Urge tornare a una qualità da servizio pubblico"

pubblicato da Stefano Sgambati

Crisi Rai - Sergio Zavoli contro l'auditel: "Urge tornare alla qualità da servizio pubblico"Sergio Zavoli insiste. Il presidente della Commissione parlamentare per la vigilanza dei servizi radiotelevisivi torna a parlare di qualità, una specie di parolaccia se pronunciata in seno a fatti televisivi italiani, soprattutto relativamente alla Rai. Secondo Zavoli “il più grande laboratorio culturale del Paese ha abbandonato da anni lo spirito di servizio pubblico”. La polemica si è innescata nell’ambito del tre seminari organizzati in questi giorni dalla Commissione parlamentare per la vigilanza dei servizi radiotelevisivi, alla presenza dei conduttori Pippo Baudo e Maurizio Costanzo, dell’autore televisivo Carlo Freccero, del vice direttore della Rai Giancarlo Leone e del critico e storico della televisione Aldo Grasso, oltre che naturalmente dello stesso presidente.

”Non la faremmo franca se negassimo alla Rai di essere il più grande laboratorio culturale e civile del Paese. Ma ho qualche resistenza a credere che ciò si esprima pienamente secondo lo spirito e la modalità di un ’servizio pubblico’; e parrebbe dunque lecito domandarsi perché la politica non lascia a un’azienda di tanta rilevanza un’autonomia che, fatte salve le premesse isituzionali e statutarie, sia libera di gestire la sua sfera imprenditoriale e pienamente responsabile del problema non solo di tutelare, ma anche di produrre, cultura e civismo. Non penso affatto a una tv virtuosa ma mi domando come agire perché siano salvaguardate le ricchezze di cui s’imprime un patrimonio identitario che coinvolge l’intera comunità”.

RaiUno, il direttore Mazza spera di vincere le sfide auditel. Zavoli lo striglia:"La tv di Stato deve essere di qualità"

pubblicato da Marina

Novità nel palinseto di raiuno 2009-10 Basta programmi caciareschi, basta volgarità in Tv. Sono le promesse di Mauro Mazza direttore di RaiUno all’indomani dell’audizione in commissione di vigilanza Rai. Ha detto Mazza:

Nei prossimi mesi da parte mia c’è la volontà di portare su Raiuno alcuni appuntamenti di grande rilievo, come quello con le commedie del grande teatro italiano prodotte, riproposte e adattate ex novo in prima serata.

Ma non solo teatro: Mazza intende proporre argomenti patriottici quali le celebrazioni per il 150esimo anniversario dell’Unità d’Italia:

L’intenzione è che l’intera stagione tv 2010-1011 possa essere permeata dalla storica ricorrenza del 150esimo anniversario dell’Unità d’Italia abbiamo a riguardo avviato progetti d’approfondimento storico-culturale ma anche programmi di intrattenimento e film per la tv realizzati per questa ricorrenza. Abbiamo realizzato ad hoc un rotocalco che ci guiderà alla conoscenza e alla valorizzazione delle diverse realtà del nostro paese, ogni sabato pomeriggio da una località diversa.

Questione Grande Fratello. Mazza ammette che è meglio non iniziare nessuna rincorsa, tanto la battaglia è persa in partenza:

Non rincorriamo il Grande fratello perchè non ce la facciamo. La contro-programmazione di Raiuno sarà fatta di fiction di largo interesse come quelle già andate in onda su De Gasperi, Di Vittorio e Perlasca, che presto saranno accompagnati da altre figure. Nelle prossime settimane, a parte il domenicale con Gianni Morandi per un mese, il lunedì, giorno della messa in onda del Grande fratello su Canale 5, sarà coperto da fiction e film, con la possibilità di raddoppiare l’appuntamento col ‘Medico in famiglia.

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Il Caso Minzolini approda al CDA - Garimberti contro il direttore del TG1: "Non è imparziale"

pubblicato da Gabriele Capasso


Non si spengono le polemiche dopo la scelta del Direttore del Tg1 Augusto Minzolini di dedicare un editoriale all’interno dell’edizione serale di sabato scorso sulla manifestazione per la libertà di stampa indetta dall’FNSI. Non è piaciuto il suo commento, secondo molti assolutamente inusuale per un Tg “istituzionale” come quello della rete uno, che ha bollato l’iniziativa come “incomprensibile“.

La scelta è stata criticata sia da Sergio Zavoli, presidente della Vigilanza Rai, sia dal presidente Garimberti che ha inviato una lettera al dg Masi perché il caso venga affrontato nel CDA di giovedì prossimo. La discesa in campo di Minzolini a commento della manifestazione è ancora meno comprensibile (questa sì) dell’ormai celeberrimo intervento dopo la sistematica cancellazione della notizia dello scandalo Tarantini-Escort da parte del Tg1. In quel caso, quantomeno, Minzolini aveva tutto il diritto di sentirsi chiamato in causa.

Stavolta invece? Difficile capire, a meno che non si voglia pensare ad un lungo codone di paglia. D’altra parte basta vedere come è stata trattata la notizia della pubblicazione delle motivazioni sulla sentenza Lodo Mondadori che stabilisce nella misura (incredibile) di 750 milioni di euro il risarcimento che la Fininvest dovrebbe rifondere alla Cir di De Benedetti per la sentenza comprata da Cesare Previti con “la corresponsabilità” di Silvio Berlusconi.

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