Sarà sicuramente uno degli eventi televisivi dell’anno: il 23 maggio, alle 21 americane, la Abc manderà in onda le ultime due ore di “Lost”, chiudendo il cerchio di una storia i cui misteri sono in cerca di una soluzione da sei anni. E proprio in virtù del potenziale boom che potrebbero ottenere in termini di ascolti gli episodi finali, circolano in rete le prime indiscrezioni circa i possibili costi di uno spot trasmesso durante quella sera.
Quanto potrebbe costare una pubblicità all’interno dell’ultimo episodio di “Lost”? Gli investitori, attraverso il sito Advertising Age, sostengono che la Abc potrebbe arrivare a chiedere ben 900 mila dollari per trenta secondi di spot, con oscillazioni che vanno dagli 850 mila ai 950 mila.
Una cifra vertiginosa, soprattutto se confrontata con i prezzi che sono stati annunciati, sempre per “Lost”, durante gli upfront dell’anno scorso, quando uno spazio pubblicitario costava circa 213 mila dollari. Sebbene la Abc non abbia confermato, è molto probabile che la cifra sia comunque più alta del normale, cosa che fa entrare il finale di “Lost”, ancora prima della sua messa in onda, nell’olimpo delle serie più costose (per i pubblicitari) della storia.
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Se negli anni ‘90 Jerry Seinfeld era al top per quanto riguarda le sit-com -il suo “Seinfeld” vanta ancora oggi un’enorme popolarità, tanto da essere in cima alla classifica dei migliori cento episodi della storia della tv, di cui parleremo nel dettaglio nei prossimi giorni-, ora prova a tornare nell’Olimpo del piccolo schermo sotto forma di produttore, come vi avevamo già accennato.
Saranno lui ed Ellen Rakietan (produttrice di un altro successo americano, ovvero l’ “Oprah Winfrey Show”), infatti, a realizzare un nuovo reality/comedy show per la Nbc, che si sta già rivelando uno dei più attesi della prossima stagione, ovvero “The Marriage Ref”.
In onda da marzo 2010 -subito dopo le olimpiadi invernali-, lo show prevede sei puntate della durata di un’ora ciascuna, nella quale una coppia di coniugi in crisi cercherà di risolvere i propri diverbi grazie all’aiuto non di un “qualsiasi” consulente matrimoniale, ma di una star dello spettacolo (proveniente dal mondo del cinema, della tv o dello sport) che giudicherà marito e moglie per decidere chi dei due debba avere ragione. “Vedo il matrimonio come un grande pianeta comico popolato da tantissime persone, quindi saranno in molti ad identificarsi”, ha detto Seinfeld. “Non è uno show terapeutico, è uno show comico. Dopo nove anni di matrimonio ho scoperto che il potenziale comico di questo argomento è davvero altissimo”.
Assieme a “Seinfeld”, “Tutti amano Raymond” è l’altra grande sit-com americana che in Italia è praticamente passata inosservata. Campione d’ascolti in patria (l’ultima puntata dell’ultima stagione, nel 2005, ha registrato 32 milioni di telespettatori), da noi è andata in onda nelle mattine di Canale5 fino a qualche anno fa.
Tralasciamo i motivi di questa scelta: a volte le necessità di palinsesto vogliono che un buon prodotto non si faccia conoscere (ma noi confidiamo nello spazio che Italia1 sta riservando alle sit-com, pur sempre di mattina, per una seconda chance), altre sono semplicemente decisioni azzardate. La notizia, comunque, è che l’attore/autore Ray Romano sta lavorando ad una nuova sit-com, per la Tnt. Il titolo dovrebbe essere “Men of a certain age”, scritto, oltre che da Romano, anche da Mike Roice e Rory Rosegarten, produttori di “Tutti amano Raymond” e da Cary Hoffman.
Fedele al suo detto “scrivi ciò di cui sai, e scrivi ciò per cui piangi”, anche questa sit-com, come la precendente, prenderà spunto dalla vita vissuta dell’attore e dalle persone che lo circondano. In questo caso, i protagonisti saranno tre amici sulla quarantina in preda alla classica crisi di mezza età che cercheranno di non far spegnere i propri sogni che ancora non si sono realizzati, come quello del protagonista Joe (Romano) di diventare un professionista del golf.
A sentire Michael Wright, a capo dei programmi della rete, quello che è stato scritto fino ad adesso è molto rispettoso della realtà e molto divertente. Inoltre, ha anticipato che lo show non andrà in onda prima del 2009, e potrebbe partire nell’estate del prossimo anno. Intanto, dopo il salto eccovi la famiglia Barone alle prese con la lingua italiana:
Nel nostro paese la sit-com “mito” degli anni ‘90 negli Stati Uniti non ha mai avuto un grande seguito e nessuna delle reti generaliste, che avrebbero potuto farla conoscere, ha mai creduto di poterla esportare con successo. Stiamo parlando di Seinfeld, la serie tv interpretata da Jerry Seinfeld, che nei panni di una versione romanzata di se stesso racconta la vita di un comico single a New York. Negli Stati Uniti Seinfeld ha ottenuto, fra le terza e la nona stagione, ascolti impressionanti, dominando i ratings Nielsen insieme ad ER.
L’ultimo episodio, andato in onda il 14 Maggio del 1998 sulla NBC, ha raccolto qualcosa come 75 mln di telespettatori con il 58% di share. Per darvi un termine di paragone la Series Finale di Friends raggiunse “solo” i 52 mln e 43% di share. La decisione di chiudere Seinfeld dopo 9 stagioni fu dello stesso autore ed interprete, ovviamente contro il parere del network che arrivò ad offrirgli 5 mln di dollari ad episodio per convincerlo a continuare. La sua rinuncia di una cifra tanto elevata finì nel Guinness dei Primati.
Venendo all’attualità, qualche giorno fa Jerry Seinfeld è stato ospite al celeberrimo talk show della CNN, il Larry King Live, nel quale ha offerto un’esibizione notevole del suo carattere permaloso e poco conciliante. Durante l’intervista il famoso giornalista gli pone una domanda, decisamente non brillante, ma che appare vagamente retorica e non certo con scopi informativi: “Lo show non venne cancellato, giusto? Fosti tu a cancellarlo.”
La reazione dell’attore è verbalmente violenta ad insultante. Seinfeld aggredisce Larry King alzando la voce e rivolgendogli domande come: “Questa è ancora la CNN? Lei sa chi sono io?“.
Una performance imbarazzante che King non riesce a contenere nemmeno scusandosi.
In Italia la deferenza dell’intervistatore per l’intervistato è nota, spesso eccessiva, in America hanno evidentemente un tipo di problema opposto.
Dopo il continua il video dello scatto d’ira di Seinfeld al Larry King Live.