
Le avventure di Sanctuary (gallery), la serie TV scritta e prodotta da Damian Kindler (Stargate SG-1, Stargate Atlantis), ritornano da questa sera su Sci Fi (Steel – Premium Gallery sul DTT). I 13 episodi della seconda stagione saranno in onda a partire dalle ore 21.50, e a seguire ogni venerdì alle 21.00 con un doppio episodio. Rivedremo quindi la dottoressa Helen Magnus (Amanda Tapping) e il suo team, gestori del “Santuario”, rifugio di creature soprannaturali, esseri mostruosi provenienti da tutto il mondo che se non fossero catturati sarebbero un pericolo per tutti gli esseri umani.
Nella seconda stagione la dottoresssa Magnus è ancora a capo del Sanctuary, ma drammatiche vicende metteranno a rischio la sua leadership. Entra a far parte del cast Agam Darshi nel ruolo di Kate Freelander, una giovane avventuriera che si unirà al gruppo di ricercatori. Interessanti guest star in questa stagione soprattutto per gli appassionati di Sci Fi: farà infatti la sua apparizione nell’episodio 9 Penance Michael Shanks, già compagno di avventure di Amanda Tapping in Stargate SG-1.
Nata in Canada come serie per il web nel 2007, dato l’enorme successo della versione internet è stata trasformata in una serie per la TV. Nominata per il Primetime Emmy Award nel 2009, ha debuttato nella versione televisiva il 3 ottobre 2008 negli Stati Uniti con la prima stagione composta da 13 episodi e da allora ne sono state ordinate due nuove stagioni. Creata da Damian Kindler (lo stesso autore di Stargate SG-1), e diretta e co-prodotta da Martin Wood, Sanctuary è andata in onda su Sci Fi Channel in America e distribuita attraverso la rete internet. La serie è stata girata quasi interamente su green screen, usando set virtuali ed effetti speciali.

Rai4 inaugura un’interessante spazio dedicato all’animazione giapponese in versione integrale, senza tagli o censure. E parte con due serie mecha dal 24 settembre in seconda serata, che sembrerebbero entusiasmanti.
Del capolavoro prodotto dalla Sunrise Code Geass: Lelouch of the Rebellion ne avevamo già parlato. Concepito per un pubblico di teenager anche grazie all’inconfondibile character design del gruppo Clamp, Code Geass piacerà anche a un occhio più adulto e smaliziato per via delle tematiche legate alla contemporaneità e alla personalità dei protagonisti.
Sfondamento dei cieli – Gurren Lagann (Tengen Toppa Gurren Lagann) é invece, una serie di 27 episodi realizzata nel 2007 dallo studio Gainax -noto per le serie cult come Il mistero della pietra azzurra e Neon Genesis Evangelion. Scorrendo le immagini di qualche video su you tube, l’anime mi ha colpito per gli insoliti disegni e le gag divertenti. Mix di umorismo, azione e sentimenti condita di situazioni assurde ed estreme -come i robot di grandezza sempre più gigantesca e improbabile-, tratta di tematiche come amicizia, amore, morte ed evoluzione.
In un futuro molto lontano Simon e Kamina vivovo nel sottosuolo, a Jiiha, controllati dall’anziano del villaggio, senza alcun contatto con il mondo in superficie. Un giorno Simon, che fa lo scavatore, trova un dispositivo luminoso a forma di trivella, proprio quando la pace del villaggio viene interrotta da un enorme e mostruoso robot che inizia a distruggere il villaggio. I ragazzi con l’aiuto di Yoko, una ragazza combattente che conosce bene la lotta in superficie con i GunMen, scopriranno che la trivella è in realtà la chiave per attivare un piccolo robot -Kamina gli darà il nome di Gurren- che viene ritrovato nel sottosuolo. Simon riuscirà ad attivarlo, pilotarlo e sconfiggere il mecha nemico. E questo è solo il principio. Vi segnalo, dopo il salto, la parte clou del primo episodio sottotitolato nel momento in cui Gurren viene risvegliato. Sono rimasta con il fiato sospeso per un bel po’.
Continua a leggere: Gurren Lagann e Code Geass: Lelouch of the Rebellion, dal 24 settembre su Rai4
Per coloro che attendono con ansia l’arrivo di Code Geass: Lelouch of the Rebellion (Kodo Giasu: Hangyaku no Rurushu), in onda a settembre senza censure e in seconda serata su Rai4, la Dynit ha finalmente diffuso il trailer del sicuramente entusiasmante anime prodotto da Sunrise e diretta da Goro Taniguchi. La Dynit ha infatti recentemente acquisito le due stagioni (25 episodi ciascuna) di Code Geass.
La storia ha inizio con l’impero di Britannia che nel 2010 invade il Giappone usando giganteschi robot chiamati Knightmare Frames. Il Giappone è ora rinominato come Area 11. Lelouch Lamperouge, figlio dell’imperatore di Britannia, che ha vissuto ai tempi del Giappone, aveva promesso al suo amico giapponese Suzaku Kururugi di distruggere la Britannia. Ma un giorno, durante un attacco dei ribelli Eleven (ex-giapponesi) incontra una misteriosa ragazza dai capelli verd chiamata C.C. che gli trasmette il Geass, un potere soprannaturale (il potere del Re) che gli permette di dominare la volontà degli uomini. Il potere del Geass è rappresentato da un simbolo a forma di uccello che emette una luce rossa quando è attivo. Il Geass è una sorta di patto fra un immortale e un essere umano che riceve un potere unico. Si manifesta in un occhio e se utilizzato di continuo aumenta il potere, fino al momento che diventa incontrollabile e si allarga ad entrambi gli occhi. Il nuovo essere immortale receve il potere che lo rende immune dal Geass e capace di fare nuovi patti con altri, mentre chi assegna quel potere smette, da quel momento, di essere immortale.
Guidando i ribelli alla vittoria, Lelouch che odia e vuole distruggere la Britannia cambia la sua identità in Zero e incontra il suo vecchio amico Suzaku, arruolatosi nell’impero di Britannia e quindi ora suo nemico. Lelouch freddo e geniale diventerà il leader del gruppo di ribelli da lui organizzato chiamato l’Ordine dei Cavalieri Neri. Dal canto suo Suzaku, invece, si muoverà seguendo la via più pacifica cercando di cambiare il mondo dall’interno dell’impero britannico.
La nota interressante è che nel corso della serie non c’è una linea di demarcazione netta tra il bene e il male nell’azione e nei comportamenti dei protagonisti. La figura del diciassettenne Lelouch è emblematica: personaggio controverso, intelligente e freddo stratega che utilizza qualsiasi mezzo o persona per raggiungere la vittoria. D’altra parte il suo obiettivo è impadronirsi del mondo per distruggerlo e ricrearlo. Ma alla fine anche lui sentirà il peso e le conseguenze tragiche del conflitto.
Per gli amanti della fantascienza ai quali piace sconfinare nel comico demenziale, arrivano, in prima tv su Steel (Mediaset Premium Gallery), la seconda e terza stagione di Tripping the Rift (Viaggiando nello spazio).
Il cartoon narra le avventure della scalmanata ciurma guidata dal Capitano Chode, in viaggio con la navicella Jupiter 42. La serie va in onda tutti i giorni, sempre nella striscia notturna dedicata a Sci Fi intorno alle 2 del mattino. La seconda stagione parte il 14 marzo, la terza il 27 marzo.
La serie, in animazione CGI, creata nel 2004 da Chuck Austen e Chris Moeller é tratta da un film nato per il web. Questo cartoon strampalato e politicamente scorretto (meno hard del film originale) fa la parodia di note serie di fantascienza come Star Trek (l’astronave sembra la USS Voyager) e fa riferimenti a Star Wars (come quando iutilizzano le spade laser o anche solo per i soldati del nemico, molto simili ai bianchi soldati imperiali).
Tripping the Rift racconta le avventure di cinque personaggi strampalati che compongono l’equipaggio dell’astronave Jupiter 42 che lavorano e si divertono più che farsi coinvolgere nella guerra della galassia. L’astronave é controllata da una A.I. di nome Spaceship Bob che soffre di crisi neurotiche.
Continua a leggere: Tripping the Rift (seconda e terza stagione) su Steel
Per chi ama le serie tv ma anche il backstage ed i retroscena dei protagonisti, l’appuntamento che propone Sci Fi -visibile su Steel di Mediaset Premium Gallery- sarà imperdibile.
Il venerdì, infatti, dalle 22:25 è possibile assistere a “Heroes Unmasked”, degli speciali dedicati ad “Heroes”, di cui verrà trasmessa la prima stagione sempre il venerdì, alle 21. “Unmasked” è composto da 20 episodi, della durata di 15 minuti ciascuno (più due speciali di un’ora).
Oltre ad interviste esclusive agli attori protagonisti (tra cui Milo Ventimiglia, Hayden Panettiere e Masi Oka) ed al creatore della serie Tim Kring, verranno soddisfatte anche molte curiosità circa la realizzazione degli effetti speciali, le scenografie, i costumi, la regia e tutto quello che solitamente si cela dietro al successo di una serie.
Un modo in più, oltre alle graphic novel online ed al blog di Hiro, per entrare nel mondo delle “persone normali con abilità straordinarie” che hanno conquistato il mondo, e magari carpire qualche segreto ed anticipazione sulle future avventure. A questo proposito, sempre Steel trasmetterà ad aprile gli undici episodi della seconda stagione, che compone il Volume 2, intitolato “Generazioni”, che Italia1 dovrebbe mandare in onda il prossimo autunno, in seconda serata.
Visto che parliamo di serie tv sci-fi, pare giusto segnalare una new entry nella produzione di lunga serialità americana, segnalata dai nuovissimi arrivati, i colleghi di Comicsblog. Si tratta di Painkiller Jane, ovviamente basata su una serie a fumetti (creata da Jimmy Palmiotti e Joe Quesada). Anche qui c’è un precedente, un film del 2005. Nella serie, Kristanna Loken (vecchia conoscenza cinefila - Terminator 3: Rise of the Machines) è la protagonista femminile, Jane Vasko, un’agente della DEA assunta da un’agenzia governativa (segreta, ovviamente), per le sue abilità investigative ma anche per un suo superpotere: Jane è virtualmente indistruttibile, visto che guarisce rapidissimamente da qualsiasi ferita.
Nell’universo-blog l’ha segnalata anche Andrea Beggi, che la definisce
50% Alias, 50% Heroes.
In America siamo al quarto episodio di questa prima stagione. I risultati sono interessanti, ma prima di fare un bilancio occorre aspettare un po’: gli episodi di questa prima stagione sono 22. Nessuna notizia, invece, per quanto riguarda i diritti di un’eventuale messa in onda in Italia.
Quello che vedete a lato è il countdown (catturato nel momento in cui ho iniziato a scrivere questo post) che separa gli spettatori britannici dal prossimo episodio di Doctor Who, il settimo della terza stagione in onda in questo 2007 - la quarta, già confermata, è prevista per il 2008 -. Si tratta, in realtà, della terza stagione “moderna”, visto che di serie, il Doctor Who ne ha già collezionate ben 26, dal 1963 al 1989. Riuscitissimo esempio di science fiction britannica - anche se non ha mai avuto un grande successo nel nostro Paese -, ha avuto l’onore di diventare anche un film per la tv nel 1996. Si parla di viaggi nel tempo - erano avanti, gli inglesi -, compiuti da un misterioso viaggiatore chiamato “the Doctor”, che risolve problemi e ripara torti sparsi in giro per la storia (vi ricorda, per caso, il concept del bellissimo Quantum Leap?).
Come riporta wikipedia, si tratta della più lunga serie tv di fantascienza che sia mai stata realizzata, e il suo ritorno in grande stile negli ultimi anni dimostra come sia diventata parte integrante della cultura pop britannica. A causa della sua longevità, ben dieci attori diversi hanno interpretato il protagonista della serie. L’ultimo di essi è David Tennant (già visto in un episodio di Harry Potter), il primo, quello storico, William Hartnell (morto nel 1975).
I colleghi di Soundsblog hanno scovato per voi la sigla originale del Doctor Who, che potete divertirvi a remixare online.
Segue un delizioso filmato d’epoca tratto da un episodio del 1965 dal titolo The Chase. In esso si vedono the Doctor, Ian, Barbara e Vicki mentre guardano nel “Time/Space Visualizer” i Beatles che suonano Ticket to Ride. Scusate se è poco.