
Probabilmente e’ stato gia’ acquistato da Mediaset ma di sicuro ancora non si e’ visto in onda in Italia. La terza stagione e’ invece partita da poco negli Stati Uniti ed ha attirato l’attenzione dei media e di molte star che non vedono l’ora di prestare il proprio volto come special guest di questo telefilm. I numeri, a livello di ascolti, possono di certo crescere ma vale la pena approfondire un fenomeno che e’ riuscito dal 2006 in una delle imprese piu’ difficili ovvero far parlare la televisione di se stessa in modo ironico e scanzonato.
30 Rock (indirizzo del Rockefeller Center a New York dove hanno sede gli studi televisivi della NBC) e’ la storia di uno show televisivo (finto) chiamato inizialmente The Girlie Show, (TGS) e in onda - dichiaratamente- su NBC. Lo spettacolo e’ in apparenza cugino molto stretto del SNL (Saturday Night Live) e al comando di una bizzarra squadra di autori si trova Liz (Elizabeth) Lemon, il capo-comico, interpretata magistralmente da Tina Fey che e’ anche creatrice dello show nonche’ veterana del SNL. Con lei lavorano Pete (Scott Adsit, il produttore), Frank (Judah Friedlander, scrittore nerd con occhialoni, basettoni e cappelli allucinanti) e l’amica di sempre, Jenna (Jane Krakowski, protagonista dello show). Tra i personaggi di contorno il mitico ed educatissimo Kenneth (Jack McBrayer, che ama la televisione fino al midollo ma di lavoro fa la guida dello studios tour della NBC: personaggio questo che esiste davvero), Toofer (Keith Powell, autore laureato ad Harvard) e la bella centralinista Cerie (Katrina Bowden).
La vita della crew e’ destinata a cambiare per sempre da quando al comando del network arriva Jack Donaghy (Alec Baldwin), ex manager della General Electrics (GE) che - evidentemente con un accordo di product placement - ricopre bizzarramente il doppio ruolo di uomo del network e manager della GE, divisione forni. Il palazzo dove si trova la NBC, 30 Rock appunto, e’ tra l’altro veramente di proprieta’ della GE. Jack, grande esperto di marketing, ritiene che allo show televisivo di Lemon manchi qualcosa, ecco perche’ dalla prima puntata “costringe” Liz ad inserire nel cast la celebrita’ di serie B, nonche’ completamente svitata, Tracy Jordan (Tracy Morgan).
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Vi eravamo debitori delle strenne natalizie di Italia1 e Rete4 (dal 21 dicembre al 10 gennaio), dopo aver parlato di quelle dell’ammiraglia Mediaset, particolari per la presenza quasi esclusiva di film. Non è così invece per le due sorelle minori, che continueranno ad offrire un palinsesto più “normale”.
Partiamo da Italia1. Dal lunedì al venerdì, ogni mattina la giornata inizierà con un telefilm del ciclo Romantico mattino e, alle 7.30, con i cartoni di Caffelatte. Proseguirà poi con un film di animazione (sit-com per il 7-8-9 gennaio) e film family. Spazio poi al tg di Studio aperto e Studio sport, al consueto orario, e successivamente ai cartoon. Alle 15 continueranno le repliche di Paso Adelante, poi il telefilm Zack e Cody (alle 16), e di nuovo cartoon con Bim bum bam alle 16.45. Questo, tranne che per i giorni 24, 25, 26 dicembre e 6 gennaio, dove andranno in onda dei film. Dopo l’appuntamento con Studio aperto delle 18.30, al via le repliche di Camera Café, Love Bugs 3 e poi, alle 20.30, un nuovo gioco (con Enrico Papi?). Anche questi appuntamenti subiranno uno stop il 24-25-26 e 31 dicembre e 6 gennaio.
Passiamo alla prima e seconda serata: il lunedì proseguirà il triplo appuntamento telefilmico in prima tv con Terminator: TSCC, Bionic Woman e Journeyman; il martedì uno speciale con Teo Mammucari e (in replica?) Quello che le donne non dicono; mercoledì altra prima tv con il telefilm Merlin a cui seguirà un film; giovedì un episodio della serie tv Vous les femmes (prima tv), seguito da Buona la prima (alle 21.45), Superciro (alle 22.45) e Pokermania (alle 23.45); venerdì appuntamento con CSI Miami e Standoff in prima tv.
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Forse il nome non è ancora noto al grande pubblico italiano ma negli Stati Uniti sono in molti ad apprezzarla e TvGuide, l’equivalente americano di Tv Sorrisi e Canzoni le ha dedicato la prima pagina la scorsa settimana. Vale la pena comprendere meglio questo travolgente fenomeno televisivo (e non) che -visto e valutato di persona- è davvero un talento. Anche perche’ la sua ascesa ha molto a che vedere con le elezioni americane e in particolare con Sarah Palin.
Tina Fey (vero nome Elizabeth Stamatina Fey) nasce nel 1970. E’ una scrittrice e un’attrice che guadagna popolarita’ partecipando dal 1997 al 2006 allo show Saturday Night Live (SNL), in onda su NBC e considerato una vera e propria istituzione qui. Approfondiremo meglio il contenuto dello show, ma comunque gli ingredienti principali sono sketch che fanno la parodia di personaggi, situazioni o programmi famosi. Nel 2006, dopo essere diventata la prima donna capo-autore dello show lascia il SNL per dedicarsi a una serie da lei ideata e prodotta che si chiama 30 Rock, in onda sulla stessa rete e di cui vi raccontero’ tra pochi giorni. Il nome viene dall’indirizzo della sede NBC di New York al numero 30 di Rockefeller Plaza dove tra l’altro viene girato il SNL. Questa serie costituita da episodi della durata di 20 minuti netti ciascuno deve molto all’esperienza di Tina al SNL e racconta le vicende della produzione di un programma televisivo molto simile al SNL in cui Tina interpreta Liz Lemon, head writer. Con lei, nel cast, Alec Baldwin (Emmy 2008 come miglior attore protagonista in una serie comedy per questo ruolo) che interpreta il responsabile del network Jack Donaghy.
In clima di elezioni il SNL da’ il meglio di se’ e Tina Fey ha accettato di ritornare per un paio di puntate speciali collocate strategicamente da NBC in prima serata nello slot che verra’ poi occupato da 30 Rock (21.30 - 22, preceduto da The Office) per interpretare la parodia di Sarah Palin, candidata come vice-presenidente per i Repubblicani alle elezioni presidenziali. Successo clamoroso: ratings in aumento del 50% per il programma e record assoluto di ascolti (un risultato cosi’ non si vedeva da 14 anni). Una puntata speciale di SNL dedicata alle elezioni e’ andata in onda proprio ieri sera negli Stati Uniti, su NBC. Perfettamente somigliante, Tina ha interpretato brevi sketch satirici poi ripresi da tutti i network americani e visionati su YouTube in una quantita’ che Variety definisce essere superiore a 40 milioni. NBC.com ha inoltre toccato il proprio record di video piu’ visti con circa 5,7 milioni di visite in una settimana. Un ottimo risultato che ha visto protagonista la stessa Palin, incontrata faccia a faccia dalla Fey durante lo speciale SNL in onda il 18 ottobre, anche se i critici pensano che sia stata una mossa della Palin per disarmare Tina nelle sue intenzioni di minare la credibilita’ della candidata repubblicana.
Di seguito una sintesi video delle migliori battute dello sketch di Tina Fey/Sarah Palin, in compagnia dell’imitazione di Hillary Clinton:


Se comico è ciò che provoca l’atto del ridere e la commedia (anche quella televisiva) è un genere che coinvolge soprattutto l’emotività positiva, Saturday Night Live è la miglior dimostrazione per attori, autori e stimatori tutti, che “far ridere” è il suo diametrale contrario.
Ospiti di quarta mano, il ragazzo ciccione che finge di essere un attore porno, una coppietta al ristorante etnico, una bambina indemoniata dal gattino Virgola, scene interpretate da attori più o meno preparati che dovrebbero rifiutare categoricamente di dover recitare dei testi così ignobili. Nessuna idea, una scrittura che verrebbe totalmente superata anche da un oratorio di provincia, una mezza risata tirata via con le unghie dopo 38 minuti all’interno di un incubo fatto tv. In diretta, per giunta, come a voler mettere il deodorante sopra la puzza dei piedi non lavati.
Cosa si prova vedendo Saturday Night Live di Italia Uno in terza serata? Angoscia. Porta a porta ha un senso dell’ironia antipaticamente spiccato, Mentana ha un verve che ti può persino divertire. Perché un team di attori (comici o meno) che da anni si preparano a tale obiettivo sono così urticanti e le improvvisate Iaia De Rose e le Cinema 2 riescono persino a dare un minimo e vago senso ad una porzione di quegli sketch? Ha senso pagare il trio Enzo Salvi, Eva Henger e Mariano D’Angelo per una gag (?) poliziesca che atrofizza ogni recettore emotivo?
Nemmeno la Premiata Ditta in prima serata era riuscita ad arrivare a tanto. Per tirare lo sciacquone, il tasto è sulla destra.

Da questa sera alle ore 23.55 torna su Italia1 il Saturday night live - perché non Tuesday? - con il primo appuntamento della nuova stagione. Lo show più trasgressivo, irriverente, anarchico e politicamente scorretto della storia mondiale (vero, almeno per quanto riguarda la versione americana). Nuove gag e situazioni paradossali vedranno coinvolti i comici del cast: Andrea Santanastaso, Davide Paniate, Andrea Pellizzari e Iaia De Rose. A loro il compito di coinvolgere l’ospite settimanale in sketch al limite del verosimile. Padrino d’eccezione che terrà a battesimo la prima puntata del Saturday night live sarà Massimiliano Varrese, che sfodererà tutta la sua arte comica interagendo con il ricco cast di questa nuova stagione. Nel corso della puntata interverrà anche un altro ospite a sorpresa.
Il SNL si contraddistingue da varietà esclusivamente comici per lo stile dell’ umorismo rappresentato, per il gusto goliardico dello sberleffo, per l’amore della parodia e per l’imparzialità politica dello show che colpisce tutti, da destra a sinistra, senza pietà e senza rispetto. In questo modo si pone come un programma sempre all’opposizione, creativamente e giocosamente anarchico. Il SNL from Milano cerca di riprendere lo stile allegro e dissacrante dell’edizione USA, ma con un sapore tutto italiano. Un cast di giovani comici, un team di nuovi autori, un nuovo studio e grandi ospiti internazionali per uno scatenato comedy show in diretta, incentrato sull’attualità col famoso Weekend Update e condito da sketch ironici, scatenati, irriverenti.
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Le nomination per i prossimi Emmy Awards sono uscite da poco, e nelle prossime settimane l’attesa per quest’evento salirà senz’altro. Per iniziare a “tastare” il territorio, cercando di capire quali potrebbero essere le serie vincitrici quest’anno, possiamo dare un’occhiata ad un altro premio, sempre americano, assegnato sabato scorso.
Questa volta a decretare le migliori serie dell’anno è stata la critica televisiva statunitense, che si riunisce ogni anno per consegnare i Tca Awards, i premi, appunto, della Television Critics Association. A fare incetta di premi è stata la nuova “Mad Men”, che è anche tra le favorite per gli Emmy, per i quali ha ottenuto ben 16 nomination. Seguono la sit-com “30 rock” ed un riconoscimento speciale a “The wire”, per il suo impatto sulla cultura contemporanea.
“Mad Men” (da noi in onda su Cult, canale 142 di Sky), lo ricordiamo, racconta gioie e dolori di un gruppo di pubblicitari newyorchesi degli anni ‘60 -soprannominati “Mad” perché le maggiori agenzie si trovavano a Madison Avenue-, capitanati da Don Draper (Jon Hamm), tanto affascinante quanto enigmatico uomo dalle sfumature tutte da scoprire. Dopo il salto, l’elenco delle categorie ed i vincitori.
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Da quando Chris Rock ha deciso di produrre “Everybody hates Chris” (in onda prima su Upn e ora su The Cw), sit-com ispirata alla sua infanzia, le sue quotazioni sono nettamente salite.
Non che prima non fosse uno stimato attore, anzi, già allora era paragonato ad Eddie Murphy (di cui è considerato l’erede), e la popolarità l’aveva già raggiunta grazie alle sue interpretazioni al “Saturday night live”, vera istituzione comica in America.
Ma con questa sit-com, dicevo, ha portato in tv qualcosa di nuovo, più che nella forma (a parte le molte scene in esterni e l’assenza delle risate preregistrate, tipica nel genere), nei contenuti.
La storia è delle più semplici: il comico è la voce narrante delle vicende che lo vedono protagonista all’età di 13 anni, quando si trasferisce con la famiglia in un quartiere poco raccomandabile di New York ed i genitori vollero che avesse un’istruzione migliore possibile (almeno nelle loro capacità economiche), iscrivendolo alla Corleone Junior High School, di cui divenne l’unico ragazzo di colore.
La necessità di conoscere (ed evitare) i rischi che comportano certi quartieri cittadini diventano utili in Chris quando si trova ad affrontare Joey Caruso (Travis T. Flory), il bulletto della scuola che aspetta un suo passo falso per dimostrargli la propria superiorità.
L’unico vero amico di Chris è un nerd di nome Greg (Vincent Martella), che cerca attraverso le mode di diventare più popolare e di conquistare la stima degli studenti più grandi.
Il Saturday Night Live (NBC) è uno degli show più seguiti d’America, probabilmente più famosi nel mondo. Giunto alla sua trentaduesima stagione, di recente ha creato, fra i suoi recurring characters, il personaggio di Vinny Vedecci, che conduce un talk show all’italiana: La rivista della televisione.
Vinny è arrogante, arraffone, piacione, con la sigaretta perennemente accesa, vestito quasi da gangster, pettinato alla Mastroianni. Fa il giornalista televisivo e ha una curiosa pretesa: parla solo italiano, e in italiano vuole intervistare i suoi ospiti più famosi (tutti rigorosamente di madrelingua anglofona).
Si tratta di un’ironia per nulla nascosta nei confronti di un certo modo, tutto nostro, di far televisione e di far giornalismo. Il Tg3 ha appena dedicato un servizio alla cosa, con toni non molto accomodanti: evidentemente da più parti non si è gradito questo attacco all’italianità.
Francamente, non condivido l’indignazione, soprattutto nei confronti di uno show che in Italia - ahimé! - non potrebbe mai andare in onda. Uno show che ha generato la bella - e defunta - Studio 60 on the Sunset Strip e che viene da sempre classificato come vietato ai 14, per linguaggio esplicito o offensivo (dare un’occhiata a Studio 60 è utile per capire cosa sia offensivo per gli americani), e che brilla per sagacia e intelligenza.
Di seguito, vediamo insieme l’imitazione del giornalista italiano che ci regala il SNL, con l’intervista a Zach Braff. Sì, l’avrete riconosciuto: è J.D. di Scrubs.
Continua a leggere: Vinny Vedecci - La rivista della televisione
Ieri sera è andata in onda la prima puntata della versione italiana del Saturday Night Live. La domanda, come avrete letto già dal titolo, è: il risultato poteva essere peggiore di questo?
Vi rispondo subito: no. Questo SNL è quanto di più brutto si sia visto sul nostro schermo negli ultimi anni. Battute pietose, comici inguardabili, presentatore…beh, sarebbe come sparare sulla croce rossa. Una scelta autoriale, quella di Raoul Bova alla conduzione della prima puntata, che lasciava perplessi i lettori già prima di vedere lo show. La puntata ha confermato che non si trattava di sospetti (negativi) infondati e l’attore è risultato impacciato e inadattissimo al ruolo comico che questo spettacolo imponeva.
L’unica nota positiva dell’esperimento poteva essere Lucio Gardin, un comico non molto conosciuto (purtroppo) a livello nazionale, ma con una verve unica. Se solo fosse stato impiegato in modo diverso…
Titolo: Saturday Night Live arriva a Milano
Sottotitolo: Format Usa su Italia 1, primo ospite Raul Bova
Testo dell’articolo: Arriva in Italia, e piu’ precisamente su Raiuno, lo storico programma Usa, Saturday Night Live Show.
Non più tardi di ieri mattina, secondo l’Ansa anche L’isola dei famosi era trasmessa da RaiUno e la notizia è stata corretta solo in serata.
Questo comunque mi dà la possibilità di dare qualche informazione sulla tanto attesa versione italiana del Saturday Night Live, che debutterà domani sera (11 novembre) a mezzanotte su Italia1.
La versione americana sarà “imitata” fedelmente, o almeno queste sono le intenzioni degli autori. Un folto cast di comici esordienti parteciperà al programma ed animerà con una satira pungente la nottata. Il presentatore invece, personaggio del mondo dello spettacolo che avrà il compito anche di interagire coi comici, varierà di puntata in puntata e per l’esordio sarà Raoul Bova. Non mancherà l’intrattenimento musicale: per la prima serata sono state scelte Le vibrazioni.
Chissà se vedremo uscire dal programma gente del calibro di John Belushi, Eddy Murphy, Ben Stiller o Chris Rock (solo per citarne alcuni). Io non sono particolarmente fiduciosa, perché spesso siamo dei “maghi” nel rovinare i format e in questo caso non si tratta di un format “a caso”. Spero di potermi ricredere.