
Il processo per l’omicidio di Sarah Scazzi ha una rilevanza pubblica ed è giusto che i cittadini possano seguire il dibattimento. Sono queste, sommariamente, le motivazioni che ieri hanno spinto la Corte d’Assise di Taranto ad ammettere in aula le telecamere per seguire tutte le fasi del processo. Ma non tutte le testate avranno il diritto di riprendere: niente fotografi, solo una trentina di giornalisti e le telecamere della trasmissione di Rai3 Un giorno in pretura, da cui le altre emittenti potranno prendere le immagini.
Inoltre, ci saranno delle ulteriori restrizioni: le riprese non potranno essere mandate in onda prima della fine del processo (e chissà per quanto tempo si protrarrà) e non potranno contenere i volti degli imputati - Cosima Serrano, Sabrina Misseri, Carmine Misseri, Antonio Colazzo e Cosima Prudenzano -, nonché di testimoni e consulenti che ne abbiano fatta esplicita richiesta.
Il caso di cronaca nera più “mediatico” che si sia mai visto, quindi, dà un parziale stop alla fame di conoscenza della tv. Chi si aspettava di vedere da subito le immagini di Sabrina Misseri dimagrita, o gli sguardi tra madre e figlia, e tra Michele Misseri e le donne della sua famiglia, dovrà rassegnarsi.

Michele Misseri in esclusiva a Porta a Porta, si legge in un comunicato stampa diramato dalla Rai. Un comunicato che sembra una barzelletta: quale sarebbe l’esclusiva, visto che Michele Misseri è in onda a tutte le ore e su tutte le reti (domenica era collegato in diretta con Domenica Cinque, tanto per dirne una)? Riportiamo interamente il comunicato:
A Porta a Porta, in onda mercoledì 19 ottobre dalle 23.15 su Rai1, Michele Misseri, lo zio di Sarah Scazzi, la quindicenne di Avetrana (Ta) scomparsa il 26 agosto e ritrovata morta in una cisterna, racconterà in esclusiva la sua verità. Nella trasmissione condotta da Bruno Vespa, inoltre, gli ultimi sviluppi del processo
Attenzione, cari lettori, perché Misseri racconterà la sua verità. Che abbia aspettato l’intervista di Bruno Vespa per raccontare come sono andate veramente le cose? Che da un anno a questa parte si sia inventato versioni su versioni in attesa che Bruneo (cit. da Dagospia) lo volesse come ospite nella sua trasmissione?
Perdonerete l’ironia, ma l’ennesima ospitata di Misseri ha gettato la sottoscritta nello sconforto. Uno sconforto derivato da mesi di cronaca nera continua e da un servizio pubblico sempre più scarso. Mi chiedo come sia possibile che le nostre reti facciano a gara per avere in studio o in collegamento un uomo che da mesi si proclama colpevole di omicidio; una persona che per rendere credibile ciò che dice, mima le circostanze dell’assassinio di una ragazzina, raccontandone i particolari più macabri.
Continua a leggere: Michele Misseri anche a Porta a porta. E' ora di dire basta!

Quarto Grado sta per riaprire i battenti. La data è quella di venerdì 9 settembre 2011, in prima serata su Rete4, ancora una volta con la conduzione di Salvo Sottile. Parliamo di uno dei programmi che, nella recente storia della tv, ha fatto più discutere pubblico e critica; una trasmissione che, grazie ad un tempismo “perfetto”, ha approfittato dell’interesse mediatico verso i recenti fatti di cronaca nera, assecondando la morbosità degli spettatori e facendo impennare i propri ascolti, inizialmente scarsi.
Quarto Grado, programma a cura di Siria Magri, scritto da Salvo Sottile e Sabrina Scampini, ricomincia esattamente dal punto in cui si era interrotto: con un’intervista esclusiva - stando a quanto si legge su un comunicato diramato ieri - a Michele Misseri, che ha mostrato per la prima volta l’altarino costruito in memoria della nipote, Sarah Scazzi, proprio nel garage dove la ragazzina sarebbe stata uccisa.
Dopo settimane di silenzio - o quasi - sui recenti delitti che hanno colpito il nostro paese, è il programma Videonews quindi a dare il via a quella che sarà sicuramentela moda televisiva della stagione 2011/2012 (come lo era stata per la stagione scorsa): la cronaca nera approfondita e dettagliata a tutte le ore del giorno.
C’è da augurarsi che, a parte i casi già noti di Melania Rea, Yara Gambirasio e della già citata Sarah Scazzi, i potenziali assassini tengano a bada il loro istinto omicida e non diano nuovi argomenti su cui discutere a chi è pronto a beneficiarne.

Michele Misseri, lo zio di Sarah Scazzi appena uscito di prigione in seguito all’arresto per l’omicidio di Avetrana, parla in esclusiva a Matrix. Dopo oltre 230 giorni di reclusione, in seguito alla nuova ordinanza che ha portato in carcere Cosima e ha aggravato la posizione della figlia Sabrina, lo zio della piccola di Avetrana si è accusato dell’omicidio di Avetrana rammaricandosi e piangendo (sempre guardando le telecamere come suo solito) che “gli innocenti siano in carcere“.
La giornalista Ilaria Cavo ha intervistato Misseri nella casa dove è barricato da ieri dopo la scarcerazione. L’uomo ha ribadito di essere lui il colpevole, di aver agito da solo e che sia Sabrina che Cosima non c’entrano niente. Un caso quello di Avetrana che in questi mesi ha scosso l’intera opinione pubblica, su cui tutte le televisioni hanno costruito trasmissioni chilometriche che hanno toccato ascolti record. Avevamo parlato di questa vicenda il giorno in cui Chi l’ha visto? fu teatro della scoperta del ritrovamento del cadavere e successivamente con un pianto-farsa di Sabrina Misseri la domenica pomeriggio. Oggi, anche se l’argomento è indubbiamente tragico, ne torniamo a trattare poichè giornalisticamente si tratta di uno scoop.
Quanti avrebbero fatto carte false in questi mesi per intervistare l’uomo che si è accusato dell’omicidio della piccola Sarah e poi ha ritrattato più volte e quanti in questi giorni a venire magari si presenteranno a lui, che non disdegna di apparire (come ricordato anche dalla giornalista Corbi de “La Stampa” presente ieri durante l’intervista) per averlo ‘ospite’ nella propria trasmissione? Si poteva evitare? Certo, come si potevano evitare ore e ore di trasmissioni, dirette quotidiane di oltre tre ore, programmi di prima serata incentrati su questo. Ma siccome esiste una domanda e un’offerta, se questo triste spettacolo è divenuto un caso mediatico (ricorderete la gente che si fermava davanti alla villetta dei Misseri per fotografarsi), è proprio per la morbosità che ha saputo cogliere nel pubblico italiano. E seppur ci sono molti dubbi sull’ennesima confessione di Misseri, anche stasera siamo certi che Matrix toccherà ascolti record. Ed ecco in poche parole cosa ha detto Michele Misseri ad Ilaria Cavo.
Continua a leggere: Michele Misseri, zio di Sarah Scazzi a Matrix

Mauro Masi invita i direttori di rete a vigilare sui contenuti dei loro programmi. Obiettivo? Evitare l’accanimento sui casi di cronaca, con particolare riferimento alla consueta invasione di trasmissioni sull’omicidio di Yara Gambirasio, ritornate in voga dopo il ritrovamento del cadavere della ragazza.
Masi ha chiesto una maggiore attenzione ai contenuti del Codice Tv e Minori che suggerisce prudenza specialmente ai programmi in fascia protetta quando trattano tematiche che possono, naturalmente, urtare la suscettibilità dei telespettatori più giovani. I contenitori pomeridiani come Pomeriggio sul due o La Vita in diretta si sono buttati a capo fitto sul caso Yara con la stessa morbosità già verificata dopo l’omicidio di Sarah Scazzi e difficilmente cambierà qualcosa in assenza di una concreta presa di posizione del direttore generale.
I gravi fatti di cronaca che riguardano minori sono il “pane” di queste trasmissioni che registrano picchi di ascolti e d’interesse ogni qual volta raccontano i presunti retroscena di queste vicende. Il teatrino che prevede la presenza in studio del criminologo e dello psichiatra di turno è un format troppo attraente per gli autori di programmi a metà fra un malinteso concetto d’informazione e un’avvilente tipologia d’intrattenimento: il macabro è una tentazione difficile da controllare.
Aggiornamento: Fabrizio Corona smentisce. No, non sarebbe stato frainteso. Ma secondo la sua versione la signora Concetta gli avrebbe addirittura offerto il caffé.
Non ce l’ha fatta, a reggere il periodaccio. La compagna Belen Rodriguez mattatrice, da Sanremo ad Amici. L’ex moglie Nina Moric all’Isola dei Famosi. Lui nominato solo per questioni che non lo riguardano direttamente, si trova a vivere di luce riflessa. E’ chiaro che dovesse per forza inventarsi qualcosa.
E così, Fabrizio Corona ha pensato bene di introdursi in casa Scazzi, ad Avetrana. In cerca di qualche scatto fotografico. O forse in cerca di altre chiacchiere, che però avessero proprio lui come protagonista, non le sue donne.
Secondo la ricostruzione, Corona sarebbe entrato da una finestra e avrebbe spaventato la mamma di Sarah Scazzi, la 15 uccisa il 26 agosto scorso, il cui nome non riesce a sparire dai programmi di infotainment, che marciano sul caso da oltre 6 mesi.
Secondo i legali di Concetta Scazzi, la signora era sola in casa e si è spaventata, è rimasta pietrificata non appena si è accorta della presenza dell’uomo, che non ha riconosciuto subito, nella sua abitazione.
In quel momento ha suonato alla porta una giornalista di una tv nazionale che ha visto e riconosciuto Corona. Questi ha quindi deciso di allontanarsi da casa Scazzi. La giornalista era Filomena Rorro, della trasmissione Quarto grado, che sul caso Scazzi non molla.
E poi, i legali di Concetta Scazzi ci vanno giù pesantissimi.

Il punto di forza degli ultimi mesi di Rete4 è sicuramente a sorpresa “Quarto Grado“: il programma firmato dalla testata Mediaset Videonews condotto da Salvo Sottile con Sabrina Scampini, che ha portato più volte la propria rete vicina agli ascolti delle ammiraglie e che sta sicuramente in questa stagione televisiva conoscendo una inaspettata nuova seconda vita.
Alla vigilia dell’esordio il direttore generale dell’informazione Mediaset, Mauro Crippa, chiariva la mission del programma:
“In Quarto Grado non saremo citofonisti, non produrremo forzature né fuoripista di cronaca strapagando protagonisti che nella vita hanno l’unico merito di aver ucciso, strangolato o simili. Se domani dovessimo vedere Omar sulle reti di Stato lo denunceremmo: non entreremo nel mercato della testimonianza a pagamento e denunceremmo chiunque dovesse, invece, profittarne.”
Con queste premesse “Quarto Grado” arriva in palinsesto con una prima stagione di 13 puntate lo scorso marzo ondeggiando intorno ad una media del 7%. Un risultato in sordina sufficiente per metter in cantiere un nuovo ciclo di puntate partito il 5 settembre sempre nella collocazione originaria della domenica in prima serata. Alla ripartenza lo share si abbassa nelle prime puntate però poco sopra al 4% di share fino all’inizio del giallo di Sarah Scazzi che segna per “Quarto Grado”, il 10 ottobre, la vera svolta Auditel.
Dopo il salto l’andamento Auditel completo di tutte le puntate di “Quarto Grado” e l’identikit del telespettatore con una galleria di foto dei protagonisti della trasmissione:
Continua a leggere: Analisi Auditel - La seconda vita di Quarto Grado

Da una parte abbiamo Avetrana; dall’altra Brembate di Sopra. Da una parte abbiamo Sabrina Misseri, Michele Misseri, Ivano Russo, Valentina, Cosima, Concetta, persone che abbiamo visto mille volte in tv, volti familiari come quelli dei nostri vicini di casa (o ancor di più); dall’altra abbiamo una famiglia distrutta dal dolore che non si è mai fatta vedere, che non concede interviste, che chiede di essere lasciata in pace nella speranza di ritrovare viva la propria figlia.
In mezzo abbiamo le trasmissioni tv, che da mesi campano su queste vicende. E tra le tante, abbiamo Quarto Grado, la trasmissione di Salvo Sottile che per la dodicesima - o più…abbiamo perso il conto - settimana consecutiva si dedica allo stesso caso, divisa tra dei protagonisti che (ahiloro!) non si vogliono esporre e altri che invece chiedono ancora attenzione. Se fosse per Brembate di Sopra, non si “mangerebbe” poi molto, ma per fortuna c’è Avetrana che continua a dare soddisfazioni.
Soddisfazioni ne dà soprattutto la protagonista indiscussa di questa vicenda, Sabrina Misseri, che per paura di essere dimenticata dal “suo” pubblico, scrive una lettera alla trasmissione di Sottile. Una manna, quando si stava intravedendo all’orizzonte il pericolo di dover cambiare argomento.
Sabrina respinge ogni accusa e ringrazia per “la solidarietà televisiva” che sta ricevendo, come potete leggere nella lettera integrale dopo il salto. Per i protagonisti del caso Scazzi la tv quindi continua ad avere un ruolo fondamentale. Ma per fortuna non è così per tutti, Brembate insegna.
Più volte su queste pagine abbiamo criticato l’eccessiva attenzione dedicata dalla tv al caso della morte di Sarah Scazzi, con addirittura 3 trasmissioni in contemporanea, sulle reti della tv generalista, ad occuparsi degli ultimi sviluppi e a discutere su tempi e modi dell’omicidio. Ma c’è un programma a cui vogliamo dare una specialissima “menzione di disonore”, ed è Quarto Grado, la trasmissione di Rete4 condotto da Salvo Sottile.
Le vicende di Avetrana sono state veramente una manna per Sottile e compagni. Un talk show di approfondimento che per settimane ha navigato nel mare del semi-disinteresse generale e che a causa di una “botta di culo” - perdonate il francesismo -, ossia l’arresto in diretta della cugina, ha capito che solo parlando di Sarah Scazzi, Michele e Sabrina Misseri e tutti gli altri personaggi coinvolti in questa squallida vicenda, poteva farsi notare dal grande pubblico.
Sono i numeri a parlare: domenica 3 ottobre il programma si portava a casa soltanto 1,2 milioni di spettatori, share 4,72%, ovvero la metà di una qualsiasi centesima replica di un film di Bud Spencer o di Don Camillo. La settimana precedente aveva fatto il record stagionale, con 1.764 milioni e il 7,18% di share. Poco, no? Eppure con la Scazzi tutto cambia: il 10 ottobre arriva a quasi 3 milioni e non molla più l’argomento, cambiando anche collocazione.
Continua a leggere: Caso Scazzi: a gongolare più di tutti è Quarto Grado

Qualche giorno fa ho pubblicato una critica piuttosto dura a un video che è stato mandato in onda nel corso de L’Arena (gallery d’immagini), in cui alcuni attori ricostruivano l’interrogatorio di Michele Misseri, zio di Sarah Scazzi, in una delle versioni che ha fornito agli inquirenti. Il pezzo non era critico solo nei confronti del segmento di Domenica In condotto da Massimo Giletti, ma era un pretesto per segnalare, una volta di più, quanto sia morboso questo interesse della televisione per un caso di cronaca.
Giletti ha risposto, in quest’intervista, alle critiche, in un modo che posso anche trovare parzialmente condivisibile.
Ma allora, lancio una piccola provocazione a Massimo, a Barbara D’Urso, a tutti coloro che, nell’infotainment, si occupano anche di cronaca.
Perché non provare a interessare il pubblico ad altre vicende?
Facciamo un esempio? Nella notte del 6 settembre 2010 Angelo Vassallo, 57enne sindaco di Pollica, viene assassinato con 9 colpi di pistola.
Continua a leggere: Cari Giletti, D'Urso & Co. Parliamo di Vassallo invece che di Sarah Scazzi?
E così, nonostante il condivisibile richiamo dell’AgCom, intervenuto duramente a proposito dell’atteggiamento mantenuto dai programmi televisivi nel racconto di questo tragico fatto di cronaca, lo sciacallaggio mediatico sul caso Sarah Scazzi prosegue. Nell’infotainment, ovviamente, che cerca in ogni modo di sostituirsi ai canali “ufficiali” di informazione e approfondimento, e che continua a gonfiare una storia che, in questo lungo weekend vede ancora una volta l’affluenza del “turismo sciacallo” ad Avetrana.
A Domenica Cinque - analizzata, nel suo frullatore di contenuti, da Lord Lucas - parla il fratello di Sarah, non prima di aver sentito la testimonianza di Pietro Iurlaro, Consigliere regionale della Regione Puglia che, in tv, racconta di essere stato in carcere , Consigliere regionale della regione Puglia, che racconta di essere stato in carcere e di aver parlato con Sabrina e Michele Misseri. Questo il racconto dell’incontro:
Ho chiesto a Sabrina e Michele Misseri come stessero, se avessero ricevuto minacce, ma devo ammettere che non li ho trovati particolarmente disperati. Mi hanno detto di essere sereni, addirittura Sabrina mi ha detto che pensava che sarebbe stata peggio di come invece sta adesso. Mi ha detto anche che viene trattata benissimo e riesce a riposare abbastanza.
Continua a leggere: Sarah Scazzi - Il fratello a Domenica Cinque
UPDATE: Sono tornati i dibattiti che generano forti conflitti sull’omosessualità, viste la presenza di posizioni totalmente divergenti sul tema (dopo il sindaco tacciato di omofobia, ci mancava il coordinatore della Militia Christi). Dopo tante puntate di qualità, salvo poi il caso Scazzi a tutto campo, la d’Urso ha nuovamente ceduto, domenica 31 ottobre 2010, al trash.
Barbara è stata anche oggi maestra di astuto sfruttamento dell’ospite a scopi scandalistici. Prima invita Claudio Scazzi, con l’alibi di ferro di dare visibilità al canile che avrebbe voluto la piccola Sarah, elevata a paladina degli animali (ora ci chiedono soldi persino per sovvenzionare il brand Avetrana).
Peccato che, un minuto dopo, lo incalzi sui rapporti privati con la sorella, meritandosi un suo doveroso rimbrotto contro lo sciacallaggio dei giornalisti. Qualcuno gli avrà insegnato a dire, però, che fanno sempre più schifo gli altri e non quelli che ti ospitano, perché poi subito il ragazzo tenta (o è costretto?) a fare un distinguo tra questa trasmissione e le altre.
Il fratello della Scazzi si è lamentato di un vero e proprio ricatto, con cui le televisioni hanno sfruttato l’iniziale apertura ai media della sua famiglia come merce di scambio per calpestarne la privacy. La d’Urso gli ha fatto credere di rispettarne l’opinione, salvo poi scagliargli contro i suoi opinionisti perché si è sottratto alle confidenze esclusive. Da una parte, lei aveva annunciato la sua presenza come quella di un superospite a tutti gli effetti, dall’altra il ragazzo non è nuovo allo sgarbo in diretta.
Non che dall’altra parte Giletti sia meglio: dopo una parentesi autolegittimante, dedicata all’artista Milva, ha avuto l’esclusiva di una lettera della sorella Valentina. L’Arena è diventata, dunque, l’ambasciator che non porta pena vista la precisazione del conduttore: qui non si sta facendo morbosità o strumentalizzazione come si legge o si vede in giro. Vai a capire chi lo sta sfruttando questo caso… ci manca solo che il criminale sia Chi l’ha visto?.
Interviene l’Agcom sul caso Sarah Scazzi e sulle modalità con cui lo stesso è stato trattato dalla televisione. E’ il presidente Corrado Calabrò a scrivere in una nota che invia al Comitato per l’applicazione del codice di autoregolamentazione in materia di rappresentazione di vicende giudiziarie nelle trasmissioni televisive:
Lo spazio che gli organi di informazione hanno dedicato al delitto di Avetrana ha suscitato polemiche che impongono una seria riflessione sulla trasposizione mediatica dei fatti tragici e delittuosi, sulla diffusione di indiscrezioni e illazioni che pongono sotto novi aspetti il problema della tutela della dignità umana e della protezione dei minori.
In aggiunta a ciò, i legali dei due indagati sono stati ascoltati dal Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Taranto, per avere chiarimenti sul loro comportamento professionale. Nel mirino dell’Ordine, i loro comportamenti durante le trasmissioni televisive, con accuse reciproche, e le loro partecipazioni alle trasmissioni stesse che (lo ha dichiarato Daniele Galoppa, l’avvocato di Michele Misseri, lo zio di Sarah) sarebbero avvenute, a volte, a pagamento.
Continua a leggere: Caso Sarah Scazzi - Agcom: basta spettacolarizzazione in tv
Quante cose ci sarebbero da dire sul caso di Sarah Scazzi. Un giallo che sembra essere stato partorito da una mente “geniale” e che, televisivamente parlando, ha arricchito cani e porci. Qualcuno si starà augurando che, una volta diminuita l’attenzione degli spettatori sulla morte della piccola Sarah, arrivi un altro dramma simile a monopolizzare l’attenzione del pubblico. Con un paio di gialli del genere l’anno, i vari Bruno Vespa, Alessio Vinci, Barbara D’Urso, Lamberto Sposini (con la bella statuina Mara Venier, disoccupata o quasi) ecc., camperebbero per l’intera stagione televisiva.
Non vogliamo fare di tutta l’erba un fascio, sia chiaro. Su Sarah Scazzi è stato fatto anche del buon giornalismo, con inchieste interessanti e originali, oltre ad interviste che hanno “soddisfatto” il voyeurismo degli spettatori, ma a forza di spremere, si sa, il succo finisce. E a due mesi dalla scomparsa della ragazza, salvo novità eclatanti nei prossimi giorni, tutto ciò che c’era da dire è stato detto; tutto ciò che c’era da mostrare è stato mostrato.
Ma il circo mediatico non si ferma e continuano ad essere decine di ore quelle dedicate ogni giorno dalla tv al giallo di Avetrana. Le interviste riciclate (causa esaurimento degli argomenti) sono all’ordine del giorno. Pur di fare qualche scoop, vengono chiamati a “testimoniare” ex compagni di scuola o amici d’infanzia di vittima e carnefici, che probabilmente non avevano più rapporti con loro da anni e che non sanno dire altro - in un italiano spesso stentato - che “Sono sbalordito. Non ci credo ancora“.
Continua a leggere: Avetrana, caso Scazzi: via le tv da casa Misseri. Ma il sipario non cala ancora

Sarah Scazzi - L’Arena e la ricostruzione dell’interrogatorio di Michele Misseri




Domenica 24 ottobre 2010. A L’Arena, segmento di Domenica In condotto da Massimo Giletti, ecco uno dei più bassi momenti televisivi che si ricordino. Che fa il paio con tutte le trasmissioni di infotainment che si siano occupate del caso Sarah Scazzi, sia ben chiaro. Di assolti in questa faccenda ce ne sono ben pochi, in tv.
Ricostruito con attori che recitano (gallery di immagini), va in onda in esclusiva per gli spettatori del pomeriggio di RaiUno l’interrogatorio di Michele Misseri, lo zio di Sarah e padre di Sabrina. E’ la sua seconda deposizione, e la ricostruzione riguarda dunque il momento in cui Misseri ritratta la sua prima versione.
Momento basso, dicevo. Che si aggiunge a plastici, Tg che violentano il senso etico del giornalista e sbattono microfoni in faccia come se fossero fiorellini, insomma, uno sciacallaggio mediatico straordinario su questo triste caso di cronaca, dieci volte più virulento del caso-Franzoni.
Ovvero, la società dello spettacolo in cui, ancora una volta, la rappresentazione supera la realtà dei fatti e diventa più importante dei fatti stessi. Se non avete visto il video e volete giudicare voi stessi, eccolo, dopo il salto.




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