Aspettando il vincitore, la serata finale del Festival di Sanremo 2009 comincia qui.
Inizio spettacolare, come al solito. Questa volta, il film di turno è Billy Elliot, colonna sonora Il canto dei cigni, e poi è la volta dell’annunciato omaggio alla danza classica, sulla quale si ironizza elegantemente, grazie a Giuseppe Picone e Caroline Rice, e palloni sul palco, ché l’italianità, quella difesa e elogiata da Bonolis, si consuma anche sul campo da calcio (ma l’Inter, squadra cara a Paolino, ha vinto, ahimé, nuovamente grazie a un palese fallo di mano del suo campione Adriano).
20:53: come d’abitudine, Paolo Bonolis fomenta galleria e platea, cosa buona e giusta, ricorda il perverso meccanismo del televoto e poi annuncia Arisa, che finalmente ha occasione dei presentarsi sul palco dell’Ariston infagottata nel suo vestitino anni ‘30 a un’orario decente. In prima serata. E sarà gagliarda, nella sua Sincerità. Un riff facilmente memorizzabile e fischiettabile, uno swing piacevole - che ricorda un po’ Neffa - una voce piacevole, una cantante-personaggio. Un ritorno al passato che rende tutto piacevole e ai limiti del tormentone.
L’unica cosa difficile è immaginarsi quale altra cosa potrà cantare Arisa, da oggi in poi. Bisognerà ascoltare l’album al più presto. Di seguito, le sue dichiarazioni di ieri, poche ore prima della vittoria (i video che vi proponiamo sono tratti dallo speciale Sanremo di Dada, realizzati da iK Produzioni
21:02: al telefono c’è Antonella Clerici. Questa mattina è nata la piccola Mael, Bonolis l’avrebbe voluta avere, come quattro anni fa, sul palco dell’Ariston - la Clerici, non Mael -, ma la maternità ha reso la cosa impossibile. E così, parte la telefonata. Sarà contento, il direttore Fabrizio Del Noce, che alla Clerici toglierà La Prova del Cuoco.
21:03: Paolo Bonolis cerca di invitare il pubblico a valutare le partiture, la canzone. Ma servirà, questo invito a non lasciarsi contagiare dalla partigianeria? In proposito, ecco che il sorteggio del notaio per l’uscita dei cantanti in gara premia Sal Da Vinci, che si esibisce per primo. Ripescato, primo sul palco, neo-melodico urlatore napoletano con testo di Gigi D’Alessio. Gli ingredienti per arrivare in zona podio, signori miei, ci sono tutti. Peccato che non ci sia anche l’originalità della canzone, che sembra uno scarto di quelle di D’Alessio. Detto tutto.
21:10: Paolo Belli e Pupo, probabilmente, sono riusciti a far desiderare ardentemente a Youssou Ndour di andarsene via dall’Italia al più presto. O perlomeno, di lasciare Sanremo dignitosamente.
Subito dopo l’improbabile trio, ecco uno dei momenti destinati a fare la storia di questo Festival di Sanremo.

Per la prima volta nella sua vita, Maria De Filippi, dopo una breve gag di intrattenimento allo stato puro, con la voice over della popolare conduttrice a imperversare nello studio, senza che lei esca, per la paura di quella benedetta scala, dopo una colonna sonora sbagliata, ecco che con Berry White la De Filippi si palesa. E manifesta il desiderio di fare esclusivamente la valletta. Così, il suo primo ingresso in Rai viene sfruttato per farle annunciare una telepromozione.
Ore 21:23: Franco Schipani è in collegamento da New York, con gli italiani all’estero che commentano il Festival, che quest’anno - musica a parte - è decisamente internazional-popolare.m Momento un po’ autocelebrativo di cui forse si poteva fare a meno. Spunta Jovanotti, cui hanno detto che il livello musicale è molto alto. Forse il fuso orario ha fatto confondere qualcuno.
Ore 21:29: terzo a esibirsi, Povia. Una madre che vuole troppo bene, una separazione, un gay convertito, cose così, messe insieme come nel riassunto di un Bignami di un esame preparato male a Psicologia. Andavo con gli uomini per non tradire mia madre è un verso che dovrebbe essere messo al bando. Gli ansimi della corista Monia Russo hanno un ché di erotico - così come il suo abbigliamento serale -. Il punto è che il ritornello è ammiccante. Quindi, magari qualcuno ci casca. il cartello di questa sera, Ognuno difende la sua verità, è un inno al relativismo che non ha nulla a che vedere con la canzone.
21:34: Maria rientra. Stesso vestitino, ha facoltà di entrare dal retropalco risparmiandosi i sedici gradini della scaletta. E annuncia Patty Pravo, E io verrò un giorno là. E il primo annuncio ufficiale di Maria De Filippi in RAI è impeccabile, persino troppo didascalico.
Impeccabile come riesce a essere la Pravo, che, come aveva promesso, questa sera, finalmente contiene le stecche e interpreta come non l’abbiamo vista fare in questo festival, fino a stasera.
21:40: ritmo frenetico, festival veloce, musica al centro di tutto, come ci piacerebbe vedere spesso. Francesco Renga, tocca a lui e al suo Uomo senza età: la prende altissima, altissima e mostra quanto possa essere un virtuoso della voce. Di seguito, ecco un estratto delle sue dichiarazioni di ieri in conferenza stampa.
Comunque vada, per esecuzione e qualità del pezzo, Francesco Renga è il mio vincitore del Festival.
Luca Laurenti ha diritto al suo momento di gloria e canta Sogni d’oro, una lullaby (anche detta ninnananna) che però ci fa un po’ rimpiangere il Laurenti esecutore di cover. Eppure, Luca resta l’uomo che si trasforma in cigno quando canta, e quando parla torna brutto anatroccolo. Dedica al figlio Andrea, e a tutti i bimbi del mondo.
Ore 21:57: David gandy è il modello della serata, per la gioia delle signore e delle fanciulle. E Bonolis può sfoggiare nuovamente il suo anglo maccheronismo che qui amiamo.
Ore 22:01 è il momento di Marco Carta, che entra fra gli applausi dell’Ariston, visibilmente stanco. Di seguito, le dichiarazioni che ha rilasciato oggi.
Roco e aiutato dai coristi che pompano come non mai, si esibisce comunque contro la febbre, sciolto e a proprio agio. Sorride e ci crede, ed è, decisamente, il favorito per la vittoria finale.

22:09 tocca all’altro ripescato, Albano (magari apriamogli il microfono). Altro urlatore ancora in gara grazie al televoto, fa la stessa canzone da dieci anni e francamente, lasciatecelo dire, non se ne può davvero più. Anche dell’amore non corrisposto. Che, facciamocene una ragione, non è amore.
22:14: Maria di bianco vestita torna in scena per un nuovo annuncio. Ma non ha la cartelletta, che - rima baciata Arisa-style - non fa più valletta. Nuova gag, con un Paolo Bonolis che mostra tutta la propria autoironia, e una De Filippi particolarmente divertita. E piumosa. Che annuncia Marco Masini: entra sulle note di T’innamorerai e si prepara a cantare L’Italia. E la cartelletta sostituisce il gobbo elettronico con successo.
Di tutta la canzone di Masini, mi resta un curioso interrogativo, che magari qualche lettore potrà risolvere, illuminandomi. Perché Marco se la prende con Dino Zoff? (è un paese l’Italia / che resta tra i pali / come Zoff).
Maria, raddolcita e sorridente, ci ha preso gusto e rimane accanto a Bonolis: ora annuncia Fausto Leali, che canta i figli che vanno di fretta e che non danno retta. Tematica che francamente, come al primo ascolto, mi pare un po’ stantia. Del resto, di figli parlò già con Anna Oxa, vincendo. E la voce non è più quella di un tempo. Gli urli - già, urlatore anche lui - sono rochi e poco gradevoli.
Altro discorso per Biancaneve di Alexia e Lavezzi. Perché Alexia, la voce ce l’ha eccome, anche in questa sua versione post-punk-atomica. Lavezzi non regge il confronto, ma se non altro è divertito. E la canzone è financo piacevole: a renderla tale, il controcanto e la grinta di Alexia. Una donna che con la voce può fare tutto quello che vuole.
Anche loro sono stati annunciati dalla De Filippi: qualcuno aveva creduto veramente che quest’occasione televisiva sarebbe stata sprecata con le solite quattro uscite striminzite? 
Encomiabile il ritmo per compattare tutti e dieci - si sono già esibiti, straordinario - i finalisti entro le 22:30. Chapeau e nuova nota di merito per Paolo Bonolis.

Festival di Sanremo: è la volta della quarta e penultima puntata. Paolo Bonolis presenta i 12 artisti di fama rimasti in gara, che si esibiscono accompagnati da ospiti speciali. I brani vengono votati con il televoto (e una giuria formata dai direttori d’orchestra). I primi 10 partecipano alla serata finale di domani. Le 10 canzoni delle Proposte vengono votate da una giuria di giornalisti, da una di rappresentanti delle radio e con il televoto. Ed è subito proclamata la vincitrice.
Ad aprire la serata saranno il soprano Dimitra Theodossiou ed il tenore Gianluca Terranova nel segno dell’amore per la lirica divenuto cifra stilistica dell’intero Festival. Ospiti internazionali saranno il fondatore di Playboy Hugh Hefner che porterà con sé le sue Conigliette ed il ballerino Daniel Ezralow (noto al grande pubblico come speciale coreografo di Amici). Il modello e volto di All Music Ivan Olita sarà invece l’incarnazione della bellezza maschile, finalmente tutta italiana e parlante.
Ogni Big, infatti, si esibirà in questo terzo appuntamento della 59esima edizione del Festival di Sanremo con un ospite d’eccezione.
Marco Carta con i Tazenda. Dolcenera con Syria. I Gemelli Diversi con la BMB Marching Band. Fausto Leali con Fabrizio Moro che sul palco dell’Ariston ha visto nascere la sua fortuna.
Patty Pravo con musicisti statunitensi Todd Rundgren, Nathan East e Dave Weckl. Il trio Pupo-Belli- Youssou N’Dour con Gianni Morandi. Alexia e Mario Lavezzi con Teo Teocoli. Francesco Renga con Daniela Dessì. Marco Masini con la compositrice belga Lara Fabian con Francesco Benigno. Povia con il disegnatore Alessandro Matta. Ripescati grazie al televoto: Al Bano Carrisi con l’attore Michele Placido, Sal Da Vinci con l’autore della sua canzone Gigi D’Alessio.

21.09 Apertura, come annunciato, prima ispirata dal mitico Federico Fellini e poi all’insegna della grande lirica. Benvenuti a una nuova serata di estasi musicale regalataci dal babelico Bonolis, che ha dimostrato di padroneggiare i più svariati linguaggi della comunicazione e dello spettacolo di qualità. Da Memory a We are the Champions: a coreografare ed esibirsi è il grande Daniel Ezralow, che ha vera fama internazionale (altro che Amici): è lui ad aver costruito il mitico Across dei Universe, film con la colonna sonora dei Beatles. Da notare il look più casual di Bonolis, previsto per questa serata di consacrazione del “giovane” vincitore.

21.15 Bonolis annuncia i codici per i Big che concorrono alla gara. Due verranno fatti fuori e non arriveranno a domani.

21.19 Solo posti in piedi sul palco dell’Ariston. Al trio dei patetici Pupo Belli e N’Dour ci mancava solo Gianni Morandi (storico amico e creditore del prossimo conduttore dei Raccomandati). All’oratorio apprezzeranno di sicuro. NON LI SALVO e come voto do un 4. Più che ‘Si può dare di più’ non potevamo vederci più?

21.28 Patty Pravo continua a stonare e deludere, con la differenza che musicisti internazionali della portata di Todd Rundgren, Nathan East e Dave Wecklper devono prestarsi a questa lagna tremenda. Voto 4.5 (la ragazza del Piper non doveva farci questo).

21.36 Bonolis e Laurenti questa sera hanno il tipico spirito godereccio di chi va a putt… ehm a conigliette. Sulle note di Like a Virgin, fin troppo vestite, arrivano le playboncine… E che bocconcine. Si chiamano Sarah Nile, Micol Ronchi e Cristina De Pin ma per ora non conta: neanche le microfonano. C’è qualche intoppo con l’audio e Bonolis ne approfitta per scherzarci su con la solita ironia da vero professionista. Poi dà alla moglie della miglior coniglietta che ci sia: mai complimento fu più sexy.

Dice che i lettori de IlSole24Ore hanno scelto X Factor, come loro programma preferito, anziché Sanremo. Allora mi sono messo lì a pensare, occhieggiando il Festival forse migliore degli ultimi trent’anni: c’è un comune denominatore tra le due trasmissioni, al di là della musica e del marchio Rai?
Prime cose che mi sono venute in mente: Sanremo tiene i quattrini e gli effetti speciali, X Factor, che certo povero non è, punta sui cantanti gggiovani che fanno presa sul pubblico. Sanremo si è acchiappato il conduttore con le palle più cubiche d’Italia, X Factor c’ha il meccanismo dei tre giudici incazzati che funziona anche più delle Conigliette di Playboy. E poi? Mi sono spremuto le meningi e ho capito che un paragone, sebbene difficile e strumentale, forse potrebbe azzardarsi. Se non altro perché, volendo proprio tirare la corda intorno al sacco, a mio parere sono soltanto due gli elementi di raccordo che stanno decretando il successo dell’uno e dell’altro e questi due elementi sono il talento delle nuove proposte e la sincerità della confezione televisiva.
X Factor è un programma “sincero”, in cui succede quello che deve succedere senza il filtro dello spettacolo pecoreccio, come, per esempio, avviene in Amici. X Factor non nutre velleità pedagogiche, non ha “maestri”, ha agenti discografici; non porta sul palco Platinette varie o De Filippi, nani da circo e mangiatori di fuoco; X Factor inizia con una canzone e finisce con una canzone. Al massimo si concede il lusso di un superospite alla settimana, lunedì ci sarà la Pausini, una che con Sanremo, guarda caso, ha molto da spartire; per il resto niente concessioni alle distrazioni, nessun ammiccamento alle esigenze di share. Almeno apparentemente ma è ciò che conta. Ci sono i ragazzi sul palco, che devono cantare, e tanto succede. I giovani cantano. Punto e basta. Uno dopo l’altro, divisi in due manches, introdotti dal rispettivo “allenatore” e fatti seguire da un breve dibattito, questo sì, ogni tanto farcito di appuntiti litigi. Non a caso, alla luce di tutto questo, X Factor, contrapposto ad Amici, perde inesorabilmente la gara dell’audience. E’ normale. Perfino il “daytime”, in X Factor, è sincero: dura una manciata di minuti durante i quali si vedono, ancora una volta, i ragazzi cantare, i ragazzi provare, i ragazzi suonare. Fine. Altro non c’è. L’originalità assoluta di X Factor sta lì, nella sincerità.

Perdonate il francesismo, ma Bonolis è un fottuto genio dell’intrattenimento pop. E lo dico con il modo di dire di un rocker, perché Bonolis, probabilmente, è anche rock. Nella serata in cui, nonostante i ritardi, si consuma uno degli atti più belli di omaggio alla musica nostrana, c’è però anche spazio per la gara. E quindi, parliamone subito.
Il televoto ripesca Al Bano e Sal Da Vinci. A dimostrazione del fatto che il televoto è femminile, over 45, del centrosud. Questa la gara, di cui bisognava rendere conto. Per il resto, c’è di che dissertare, e nonostante l’ora vale la pena di farlo.
Mi prendo una licenza, nel titolo di questo post, licenza che deriva in realtà da uno scambio di chat con uno dei redattori di TvBlog, nel commentare questa terza serata del Festival. Il genio pop di Bonolis, che si merita l’appellativo di cui sopra, in segno di omaggio, è tale da riuscire a piazzare sul palco dell’Ariston, con la scusa dei padrini per le nuove proposte, gente del calibro di Ornella Vanoni, Lucio Dalla, Riccardo Cocciante, Battaglia-Fornaciari-Vandelli, Gino Paoli, Pino Daniele, Riccardo Cocciante. Tutti nella stessa serata. Tutti, in qualche modo, anche se indirettamente, in gara. Gente che a Sanremo, diversamente, ci sarebbe venuta forse per fare un giro al casinò o un bagno in riviera.
Ma, e qui viene il genio maledetto, della gara questa sera importava ben poco, diciamocelo. Tant’è che i big sono stati relegati all’ultima interminabile mezz’ora, e per il resto, spazio alle esibizioni dei big ospiti, che si sono divertiti e hanno fatto divertire il pubblico in sala e a casa, omaggiando, sì, la musica nostrana. Quella che dovrebbe essere al centro di una kermesse come quella sanremese.
Festival di Sanremo: terza puntata all’appello condotta da Paolo Bonolis con la partecipazione di Luca Laurenti, l’attrice Gabriella Pession e il modello Thyago Alves. Giovanni Allevi apre questa serata sulle note del celebre tema composto da Ennio Morricone per il film “Il Pianista sull’Oceano” di Peppino Tornatore, per poi eseguire ‘Pianokarate’, una delle sue composizioni più virtuosistiche e sperimentali:
“E’ il brano più antisanremese che si possa immaginare, dove esprimo tutta la mia rabbia e la mia libertà di artista. Quanto alle canzoni in gara al Festival ho bisogno di piu’ tempo perche’ ho un approccio analitico alla musica. Ma ci sono delle cose che mi hanno già colpito. Per esempio l’arrangiamento della canzone di Marco Carta”.

Questa sera si esibiranno tutti i giovani, accompagnati dai propri mentori, e i sei eliminati tra cui ne verranno ripescati due dal televoto. Iva Zanicchi, Afterhours, Tricarico, Nicky Nicolai e Stefano di Battista, Al Bano, Sal Da Vinci: chi volete salvare? Buon Festival a tutti!

21.05 Con la magia della Leggenda del Pianista sull’Oceano di Tornatore, film capolavoro tratto dal monologo Novecento di Baricco, si apre il Sanremo di Bonolis dove la musica la fa davvero da padrona. Alla tastiera, in apertura, un magistrale Giovanni Allevi. Arriva il conduttore e dà il benvenuto per questa terza puntata, ancora all’insegna dell’eccellenza. Bonolis mette le mani avanti: questa sera sarà un happening all’insegna di qualche imperfezione. In soldoni non c’è stato molto tempo per provare. Ma l’entusiasmo e il calore sono ancora lampanti, come pure la solita retorica un po’ forzatella (per quanto impeccabile) del conduttore.

21.13 E’ doveroso l’omaggio ad inizio puntata all’attore Oreste Lionello, che proprio oggi è venuto a mancare.

21.16 Aprono Filippo Perbellini e Riccardo Cocciante. Suo modello in tutto e per tutto, dalla chioma alle corde vocali. Una canzone che non decolla mai, stantia e ripetitiva e troppo esasperatamente cocciantiana nello stile. Voto: 6. Bonolis intanto celebra la storia dell’artista veterano all’insegna di amarcord ed evergreen a cappella: bella liturgia. Ecco il trucchetto di Bonolis: con l’alibi del supporto il mentore si prende la scena e diventa superospite. Morale della favola: questa sera si chiude a notte fonda e i veri protagonisti sono i miti non in gara. Cocciante si esibisce in un brano-chicca del suo repertorio, molto intenso ma un po’ “fuori traccia”: Quando finisce un amore. Quando nasce ce l’ha già raccontato Anna Oxa. Riappare il figlioccio ad applaudire come un figurante qualsiasi. Bonolis ci ha fregato anche stavolta.

21.30 E’ arrivata all’Ariston la signora Leonida. Chi ha pettinato Gabriella Pession venga licenziato subito!!! Più spigliata che incantevole, va detto. Fa un po’ la Veronica Pivetti dell’annata di Raimondo.

21.35 Pino Daniele, con un pizzetto da camionista, accompagna l’elegante Silvia Aprile. Se non avesse quella voce la farebbe sfigurare in quanto a “presenza”. La solita tiritera sulla forza delle donne: la canzone è troppo banale e non fa onore all’artista. 6.5, giusto per la fiducia sul suo X Factor. Bonolis liquida l’Aprile perché sta per avere un orgasmo al pensiero di avere il suo idolo accanto. Lui canta Quando quando e io dico… tu dimmi quando quando avrai le palle per metterti in gioco… in gara? Ovviamente che sia un grande artista non si discute. Lui parla della città di Napoli, che gli sta sicuramente più a cuore della sua pupilla. Per lui Napule è: non è ingiusto che a lui tocchi il bis perché il conduttore ha un debole?

21.51 Un sempre più intenso Luca Laurenti ci delizia con l’interpretazione di My Way. Sta affrontando le canzoni più difficili di questo Festival e non prende mai una stecca: dategli un Premio, così gli passa la voglia di fare la bavosa. Simpatica gag. Bonolis: “Lei questa musica come la sente?”. Laurenti: “Con la cuffia”.
Prosegue la collaborazione con lo Speciale Sanremo di Dada: oggi la troupe ha incontrato nuovamente Marco Carta, che commenta brevemente la sua performanche di ieri nel video che vedete: la pressione dei favori dei pronostici sembra non turbarlo minimamente.
In grande spolvero anche i Gemelli Diversi (l’intervista dopo il salto), che hanno passato indenni anche questa tornata di eliminazioni e arriveranno dunque a esibirsi nella serata di venerdì, quella dedicata ai “duetti” per i big. Thema accoglie la troupe sfoggiando una maglietta AC/DC che riscuote il consenso di tutti.
Nello speciale Sanremo di Dada - e sul canale YouTube - potete vedere anche altre interviste ai Gemelli Diversi e a Marco Carta, a Silvia Aprile, Iskra e Filippo Perbellini, Irene Fornaciari e Sal Da Vinci, e Arisa, che ieri sera si è esibita molto tardi ma sembra aver riscosso grande successo, almeno a giudicare dai numeri che fa sul web (anche la sua intervista potete vederla dopo il salto).
Continua a leggere: Speciale Sanremo 2009 - Gemelli Diversi, Marco Carta, Iskra, Arisa

La giuria demoscopica del Festival di Sanremo ha decretato i tre esclusi della seconda serata: sono Sal Da Vinci, Al Bano e Niki Nikolai & Stefano Di Battista, questi tre artisti dovranno contendersi i due “ripescaggi” insieme a Tricarico, Afterhours e Iva Zanicchi eliminati ieri. Il meccanismo voluto da Bonolis sembra funzionare, i 6 che hanno patito il giudizio della giuria presente all’Ariston avranno la possibilità di rientrare appellandosi al “popolo” attraverso il televoto nella puntata di domani, fair enough.
Dopo gli ascolti piuttosto confortanti dell’esordio (ma era difficilissimo fare peggio di Baudo e non c’era controprogrammazione Mediaset), e giudizi della critica sulla confezione del Festival più che lusinghieri, Bonolis si conferma anche in questa serata. Il Festival scorre piuttosto rapido, gli intermezzi non sono mai noiosi e stravince l’idea di portare la coppia con Laurenti alla ribalta su RaiUno.
Personalmente non sono fra quelli che si sarebbe stracciato le vesti dopo un flop di Sanremo ed un suo conseguente ridimensionamento televisivo, inutile negarlo, ma questo Bonolis II sorprende in positivo. L’istrionica capacità del conduttore si unisce a qualche licenza rispetto all’impostazione classica del Festival, per una volta le canzoni suonano, pur se non originalissime, quantomeno ben equilibrate in un mix sapiente.

Mentre Max Giusti apre gli ultimi pacchi di Affari Tuoi, o meglio “li scavicchia” (cit.) per poi aprirli, siamo pronti per seguire la seconda serata del Festival di Sanremo chiamata a replicare il successo negli ascolti di ieri, stasera però Mediaset non ci va morbida e propone il talent Amici. Bonolis saprà difendersi dalla sua futura ospite? (Fotogallery della seconda puntata)
21.08 - Altra partenza anomala, spezzone di Amadeus, il film di Milos Forman dell’84 che racconta la vita di uno dei geni della storia della musica: Wolfgang Amadeus Mozart. Le immagini del film, con Salieri che cerca di seguire la dettatura del Requiem di un Mozart malato. Sfuma la sequenza del film e si entra nel teatro Ariston, arrangiamento rock che diventa un omaggio ai Pink Floyd. Azzeccatissimo, chissà cosa ne penserebbero però i due giganti Mozart e Pink Floyd di ritrovarsi proiettati sullo stesso palco di Povia e dei Gemelli Diversi.
Bonolis entra in scena e difende la Zanicchi, in qualche modo “vittima” del monologo di Benigni. Roberto scherzava, ma può aver avuto un effetto nocivo sul giudizio della giuria demoscopica, il conduttore “non vuole influenzare nessuno”, però lo fa. Giustamente.
Partono le 13 esibizioni della serata, con Alexia e Mario Lavezzi. Il duetto anomalo funziona, il pezzo è scritto con Mogol e riesce ad esaltare le cose migliori dei due interpreti. Il conduttore spiega il senso della giuria demoscopica in sala per stilare questa classifica: “con il televoto i cantanti che si esibiscono dopo hanno a disposizione un pubblico minore…la gente va a letto“. Ecco, magari si potrebbe farlo durare meno, no?
Entra Eleonora Abbagnato, la ballerina italiana che ricopre il ruolo della “bella” di serata. Dall’Opéra di Parigi arriva e ringrazia Bonolis per aver confessato che il suo accento francese “lo attizza”. Complimenti allo spirito d’adattamento.
21.30 - Riecco Povia, il pubblico in sala gradisce in maniera “anomala” con tanto di battimano sulla strofa “rappata”. La canzone è bruttina, il testo di una banalità irritante, manca solo che Luca amasse i fiori e i fiorai quando era adolescente. Lui raccoglie l’applauso anticipato e abbandona il palco lasciando al suo posto il cartello “Nessuno ha sempre ragione”. Le polemiche gli stanno montando la testa.
Al Bano è uguale a se stesso, ma stavolta appare particolarmente “confuso”, urla con sforamenti nella lirica messe lì un po’ a caso. C’è a chi piace. Bonolis è letteralmente osannato da tutto il teatro Ariston, con i giurati in galleria a fare gli ultras, non sarà un po’ presto? Arriva anche il momento di Luca Laurenti che abbandona nuovamente il suo consueto farsetto da vittima di Bonolis per cantare New York, New York di Frank Sinatra. Furbescamente modera l’assolo finale, troppo difficile. Altro super applauso, potrebbe diventare fastidioso alla lunga.

Niki Nikolai con Stefano Di Battista, la canzone di “Lorenzo Cherubini” risulta molesta con la sua forzata solarità, peccato per il musicista vero con Di Battista. Innocua, non pare in grado di andare lontano, né al Festival né nelle classifiche. Sal Da Vinci, la “tassa” che il Festival deve pagare alla musica neomelodica campana, servirà ma non è certamente un valore aggiunto.

Perché negarlo? Fin da quand’ero bambino, l’uscita di Tv Sorrisi e Canzoni la settimana precedente al Festival di Sanremo - che seguiremo, ovviamente, di concerto con i colleghi di Soundsblog - era un piccolo evento: la curiosità di leggere i testi, magari - ma decisamente meno forte - la curiosità di leggere qualche dichiarazione da parte dei cantanti. Anche oggi, dunque, si consuma quel rito.
E permettetemi di farvi sorridere, il verso che voglio citare in apertura di questo editoriale settimanale è quello della canzone di Iva Zanicchi, Ti voglio senza amore: fai quello che ti piace, però non finire presto. Sì, avete capito bene: si parla proprio di quello, di sesso. E non c’è niente di male, anche se il verso lo citiamo col sorriso perché ci immaginiamo donne che si accompagnano a presunti grandi amatori ad annuire, a questa dichiarazione zanicchiana. Questi sono i veri problemi della vita.
Non certo come Marco Masini, che se la prende con L’Italia - ah, quante volte lo si fa anche qui - e apre con un perentorio E’ un Paese l’Italia dove tutto va male. Ma niente paura, il finale è quasi consolatorio: si chiude con storia d’amore. E poi. E poi c’è il luogocomunismo del trio Pupo-Belli-N’Dour, il finto maledettismo dei Gemelli Diversi, la scontata dichiarazione d’amore di Marco Carta, le fragole di Tricarico (ma quelle di Sally, santocielo, erano meglio), e il dilegua o notte di Renga che omaggia Pavarotti, e l’amore ovviamente abbandonato di Patty Pravo e il sole che cita De André di Nicky Nicolai e Stefano Di Battista (testo di Jovanotti), di nuovo amore (unico) per Dolcenera e quella che non te la dà per Sal Da Vinci. Scontri generazionali per Fausto Leali (ma non ci avevano già provato i Facchinettis’?). E poi l’amore - e daje - di Al Bano e l’amore - favolistico - di Alexia col big boss Mario Lavezzi.
Il testo che mi sembra, a naso, più interessante, è quello degli Afterhours, vera anomalia di questo Festival. Per le nuove proposte, be’, ne parliamo più in là.
Come dite? Vorreste conoscere il testo della canzone di Povia che ha suscitato tanto scalpore prima ancora di essere reso noto, se non altro per il titolo Luca era gay, e per certe dichiarazioni del cantante - nonché per le prese di posizione sulla fiducia da parte dell’Arcigay? Be’, non vi è dato saperlo, perché Povia ha deciso di non farlo pubblicare.
Continua a leggere: Editoriale - Aspettando il Festival di Sanremo ecco i testi
Il Concerto dell’Epifania 2009 è ormai da cinque anni attivo e operativo nel suo tradizionale appuntamento su Raiuno per un evento che conta nel totale ben 14 edizioni e una splendida orchestra di 60 musicisti (Orchestra di Santa Chiara) affidata al Maestro Renato Serio, quest’anno nella splendida cornice dell’Auditorium Scarlatti di Napoli. Nella visione di questo spettacolo che nulla ha da riportare se non la conduzione di Lorena “entusiasmo cattolico” Bianchetti e le più o meno grandi voci che hanno dato lustro (facciamo piacevolezza) all’evento, c’è l’uomo che cambia tutto e istiga la riflessione.
Curiosa, in una lista di invitati annunciati totalmente femminile, la chiusura dell’evento da parte del non atteso Sal Da Vinci (all’anagrafe Salvatore Sorrentino), artista partenopeo che guadagna il palco di Sanremo quest’anno da big senza particolari successi discografici in Italia, dopo aver però bazzicato per mesi e mesi in Rai in qualsiasi location possibile: “50 Canzonissime“, “Napoli prima e dopo“, “Volami nel cuore” come ospite fisso, recentemente “Domenica in“, il concerto dell’Epifania e poi dritto dritto tra le braccia di Bonolis.
Per non parlare dell’ospitata in diretta su Sky Sport 1 dedicata al felice ritorno del Napoli in Serie A, dove il presentatore dell’evento Alessandro Siani alla domanda rivolta a Gigi D’Alessio “Ci sono qui due amici tuoi..?” (c’è anche Gigi Finizio) risponde sommessamente “No, sono figli di Napoli”. Insomma, Sal Da Vinci sarà (lo è no?) un grande cantante, un grande attore di musical vicino al genere della sceneggiata napoletana, sarà riconoscibile anche all’estero: tanto di guadagnato. Ma una cosa è piuttosto evidente: prima del grande lancio addosso alla vetrina di Sanremo 2009, in Rai ha fatto un tour promozionale televisivo di se stesso senza eguali.
La naturale conseguenza di una carriera ricca di successi, o la lenta cottura di un piatto imposto?

Sono stati resi noti poco fa i nomi dei cantanti in gara al prossimo Festival di Sanremo, l’edizione numero 59 per la precisione, che vedrà la sapiente guida di Paolo Bonolis (coadiuvato da Gianmarco Mazzi). Parecchie le conferme tra i nomi che giravano in queste ultime settimane ed una grossa novità: il numero di partecipanti alla categoria degli Artisti non è 15 come precedentemente annunciato, ma 16, mentre le 10 Proposte 2009 da 8 sono state portate a 10. Per questo motivo, nella serata di venerdì 20 febbraio verranno eliminati 2 artisti della categoria Artisti anziché 1. Ricordiamo che la nuova edizione sarà in onda dal 17 al 21 febbraio 2009.
Come avrete modo di vedere, sono molti i concorrenti provenienti dai nostri talent show - Marco Carta, Silvia Aprile e Karima Ammar - così come sono molti anche i “figli di”: Irene, figlia di Zucchero Fornaciari e Chiara Canzian, un’altra figlia dei Pooh (di Red Canzian, naturalmente).
Ecco tutti i nomi:
AFTERHOURS, Il paese è reale
AL BANO, L’amore è sempre amore
ALEXIA feat. Mario Lavezzi, Biancaneve
MARCO CARTA, Dentro ad ogni brivido
DOLCENERA, Il mio amore unico
GEMELLI DIVERSI, Vivi per un miracolo
FAUSTO LEALI, Una piccola parte di te
MARCO MASINI, L’Italia
NICKY NICOLAI & STEFANO DI BATTISTA, Più sole
PATTY PRAVO, E io verrò un giorno là
POVIA, Luca era gay
PUPO – BELLI – YOUSSOU’N DOUR, L’opportunità
FRANCESCO RENGA, L’uomo senza età
SAL DA VINCI, Non riesco a farti innamorare
TRICARICO, Il bosco delle fragole
IVA ZANICCHI, Ti voglio senza amore

Il gobbo elettronico presenta per la seconda volta “Napoli Prima e Dopo” in prima serata su Raiuno, evento giunto ieri 25 luglio alla sua 26esima edizione, in collaborazione con un’elegantissima Caterina Balivo di oro vestita.
Ospiti della serata fatta di musica e grandi interpretazioni: Albano, Mariano Apicella, la presentatrice dell’evento per cinque anni Luisa Corna, Nino D’Angelo, un smascellato e in vena di onori di carriera non troppo ufficializzati Peppino di Capri, i prezzemolini Giò Di Tonno e Lola Ponce in una ottima interpretazione di “Cu Mme”, un’insostituibile e giovanilissima Gloriana, ambasciatrice della canzone napoletana nel mondo che ha assistito e umiliato con la sua presenza scenica teatrale la povera conduttrice senza margini di crescita Balivo.
Ancora: l’emergente Sal da Vinci, Francesco Merola, da Sanremo Mietta e Amedeo Minghi, un ridivivo Pupo cantante, una modestissima per professione Katia Ricciarelli, Antonello Rondi, Angelica Siepe, una di nuovo ingrassata (o era il vestito?) Manuela Villa e la sempre adatta Iva Zanicchi.