Per le coppie televisive non è sempre amore a prima vista. In un’intervista di copertina su Vanity Fair Sabrina Ferilli vuota il sacco sul suo nuovo sodalizio professionale con Gabriel Garko. Come annunciato i due saranno i bollenti protagonisti del nuovo giallo di Canale 5, Caldo criminale. E l’attrice fa una rivelazione inizialmente choc, per poi correggere il tiro:
“E’ un rapporto partito in salita, mi è stato subito antipatico. Difficile digerire che, in costume da bagno, lui avesse l’addome a tartaruga e io la ‘panzetta’: si è subito scusato. Non pensate però che Gabriel sia solamente bello come il sole. E’ un fiore di professionista: arriva sempre per primo sulla scena, preparatissimo, con tutte le battute già pronte. Se contasse solo l’estetica, in tv trasmetterebbero opere di Michelangelo e Raffaello. Ma il successo di pubblico è frutto di tante cose. Gabriel è un bello che si muove con la modestia e la semplicità di un parcheggiatore di piazza Navona, è un ragazzo benestante che non sfoggia, anzi va in giro quasi ramingo. Mi piace”.
E quanto alla presunta rivalità con Belen Rodriguez, che si dice dovesse sostituirla in Natale a Beverly Hills al cinema?
“Non credo dovesse prendere il mio posto. Magari mi potessi ancora scambiare con le ventenni. Comunque, io faccio il tifo per Belen. E’ una donna intelligente, che non si fa piegare dalla apparenze e non cerca facili e ipocriti passaggi”.
Diciamolo pure: l’esperimento teatral-musical-cabarettistico di Fiorello su SkyUno ha funzionatino, niente di più e niente di meno. Numeri importanti, sicuramente, ma non dovuti alla qualità del contenuto offerto, quanto piuttosto alla novità di tutta la cosa. Lo spettacolo romano dello showman siciliano è stato un espediente divertente ma di certo non qualcosa destinato a cambiare il mondo della televisione, così come ci avevano fatto credere. Perciò Sky ha deciso di riprovarci: format simile, investimento analogo, cambia il padrone di casa. Stavolta sarà Lucio Dalla, cantante, artista, poliforme ingegno e uomo di grande sagacia televisiva. La durata sarà sempre di una mezz’ora, minuto più minuto meno: l’ultima volta per il cantante in televisione risale a sette anni fa quando, per la Rai, scrisse e condusse La Bella e la Besthia, accompagnato da Sabrina Ferilli. Così lo stesso Dalla, a proposito della nuova avventura satellitare, al settimanale “Tv, Sorrisi e Canzoni”:
“Ho accettato perché solo su Sky avrà il tempo e lo spazio che voglio. Su Sky non hanno i Porta a Porta e i Ballarò, quello che vado a fare è uno show che sarà come un incontro tutto intorno alla mia musica”.
L’artista ha firmato per dodici puntate da 25 minuti ciascuna: tutte saranno trasmesse da SkyUno.
I migliori anni avrà ben DUE puntate in più rispetto a quelle previste. Il varietà revival di Carlo Conti, che è leader al venerdì sera con una media di cinque milioni e mezzo di telespettatori e il 25% di share, ha ottenuto una promozione con i fiocchi. Ad anticiparlo il conduttore a Tv Oggi, che svela un’altra importante notizia che lo riguarda:
“Il programma va bene, nonostante la controprogrammazione e la gran diversità di proposte. Tra l’altro sono previste altre sette puntate e finirò a metà dicembre. Per questo non condurrò più la festa-evento dell’ultimo dell’anno”.
Chissà chi sarà a sostituirlo alla guida dell’Anno che verrà, a cui il conduttore rinuncia per sovraesposizione (come ha rinunciato l’anno scorso ai Raccomandati)…
Conti ribadisce che il segreto del successo de I migliori anni sta nella memoria, più che nella nostalgia. E si appresta ad ospitarvi venerdì prossimo, 30 ottobre, un’ospite di eccezione che vi sveliamo in anteprima: Sabrina Ferilli.

Gerry Scotti parla, finalmente, del suo nuovo progetto - e di molte altre cose - a Sorrisi. Il popolare conduttore, come annunciato, dopo l’addio - o forse l’arrivederci alla Corrida prepara la nuova edizione de Il Milionario ma soprattutto il nuovo talent show sfornato da Maria De Filippi, la versione italiana di America’s Got Talent - per capirci, anche se lo saprete già, il talent che in Inghilterra ha sfornato il fenomeno-anatroccolo Susan Boyle. Ecco parte dell’intervista.
Il format, di grande successo in Inghilterra e Stati Uniti, me l’avevano messo sotto il naso tante volte. Ora è arrivato il momento, grazie anche a Maria De Filippi, che però resterà dietro le quinte […] Il mio programma non si sovrapporrà ad Amici e X Factor che coinvolgono una base di artisti molto piccola: solo cantanti e ballerini molto giovani. Ad Amici se hai 38 anni sei un nonno. Da noi potrà candidarsi chiunque abbia un talento, anche se ha 99 anni. Maria De Filippi mi ha detto di avvertire questo ostacolo, nel suo programma […] Quanto alla giuria ho già in mente i nomi che vorrei: Renato Zero, Sabrina Ferilli e un attore di teatro di alto livello per sparigliare. Gabriele Lavia, magari.
Così, i talent italiani diventeranno tre, e questo si propone di essere, nonostante le dichiarazioni di Scotti, un serio avversario per Amici e X Factor, se non altro dal punto di vista dell’immagine. Per quanto riguarda il nome, ecco il toto-titolo: tre ipotesi. Italy’s Got Talent, Italiani di talento o Gerry Scotti Talent Show (ipotesi, quest’ultima, che piace al conduttore perché la vede come una sorta di marchio di garanzia, un modo per dire: ‘qui raccomandati non ce ne sono’.
Va bene, in confronto alle star americane, facciamo ridere i polli. Abbiamo visto quanto i vari protagonisti delle serie tv a stelle e strisce riescano a percepire di cachet per ciascuna puntata. In Italia le cose vanno un tantino più al ribasso, ma comunque ci si difende niente male. Tv Sorrisi e Canzoni ha stilato una classifica, grazie alle rivelazioni di agenti, produttori e responsabili, dei più pagati della nostra televisione. Al primo posto assoluto figura il signor Luca Zingaretti, volto del Commissario Montalbano, una delle fiction di punta della Rai. A ruota Raoul Bova, Sabrina Ferilli, Lino Banfi e Claudio Amendola. Rivela Carlo Degli Esposti, produttore de “Il Commissario Montalbano”:
“Zingaretti prende tra i 200 e 300 mila euro a film. Un compenso quasi inferiore ad altri se si considera quanto renda Montalbano: a livello pubblicitario tra messe in onda e repliche la Rai ha guadagnato 150 milioni di euro. E poi ci sono anche attori italiani che costano più di lui”.
Interviene l’agente Giancarlo De Simone:
“In generale nel fissare i cachet degli attori vige la regola di mercato: quanto più mi fai incassare in termini di ascolti e pubblicità tanto più ti pago. Discorso diverso per la lunga serialità: un attore medio è pagato sui 50 o 60 mila euro a puntata”.
Arriva da fine ottobre, a conclusione del reality vip condotto da Paola Perego come anticipato da Share nel suo post sulla presentazione dei palinsesti Mediaset, la nuova fiction in quattro puntate Due imbroglioni…e mezzo inpterpretata da Sabina Ferilli, Claudio Bisio e il piccolo Gianluca Grecchi. La produzione è di Fulvio e Paola Lucisano e la regia è di Franco Amurri. Le quattro puntate nascono da un film mandato in onda nel 2007 e la storia raccontata dalla fiction parte proprio dal finale lasciato due anni fa: i due truffatori dal cuore d’oro Gina e Lello trovanoinella macchina che avevano rubato, Nino, un bambino che non si lascia intimorire dai due ma che anzi mette in campo per salvare il matrimonio dei genitori.
La fiction promette Bisio è davvero divertente grazie anche al particolare feeling che si è instaurato con la Ferilli. Dice al settimanale Oggi (Nr.29):
Era pur sempre un rischio: io maschio-pelato-milanese, lei donna-proecace-romana, non era detto che gli ingredienti si amalgamassero così bene. E invece già dopo mezz’ora che ci siamo conosciuti, c’era un feeling totale. Sabrina mi ha subito “regalato” una battuta che sul copione era assegnata a alei: “Questa è più giusta per te”, mi ha detto. Sembra una sciocchezza. ma non sono tatnti gli attori così generosi.
Sabrina Ferilli, invece definisce il suo lavoro, una vera novità per la Tv italiana:
Ogni puntata è una storia a sè: sono quattro episodi con una regia dinamica di Franco Amurri. E sopratutto c’è un ragazzino, Nino, interpretato da Gianluca Grecchi che è tutto tranne che un angioletto. Anzi, è una vera e propria carogna e io e Claudio siamo le sue vittime. Questa per la fiction italiana è una vera novità.
La svolta delle fiction-commedia brillante, Sabrina Ferilli l’ha già intrapresa da qualche tempo. Lo scorso anno, sempre su Canale5 andò in onda Anna e i 5, chje arrivò a battere in ascolti Carramba della Carrà, in cui interpretava una spogliarellista di notte e tata di giorno che dopo aver scaricato un maldestro Roul Cremona, finiva tra le braccia del principe azzurro, Pierre Cosso.
E dopo le riprese la Ferilli ha già programmato di passare una settimana in vacanza con il suo compagno di fiction:
Perché io senza Bisio nun ce so’ stà, mi manca.
Segno dei tempi vuole che, nella serata conclusiva del Roma Fiction Fest, in cui verrà tributato un meritato premio alla carriera a Virna Lisi, a essere consacrati migliori attori dell’anno, a insindacabile giudizio dei lettori di Sorrisi, siano Alessandra Mastronardi e Gabriel Garko. Un verdetto figlio dei tempi, ormai alla mercé dell’acritico fanatismo, che getta fango sul sacro fuoco della recitazione. Dinanzi alla premiazione di due volti-feticcio della fiction di massa, c’è da stupirsi da parte degli stessi diretti interessati, con un atteggiamento che alterna modestia a seria consapevolezza dei propri limiti artistici (tanto è la popolarità che conta).
Prendete Gabriel Garko, uno che recita da anni in esclusiva per i prodotti Janus, di cui rappresenta a pieno il trionfo delle apparenze. E’ grazie alle sue “performances” in Io ti assolvo e Il sangue e la rosa che l’attore è considerato addirittura “il migliore”, migliore dei Tirabassi, dei Flaherty o dei protagonisti di serie di qualità come Squadra antimafia:
“Ero molto perplesso sull’accettare il ruolo di un sacerdote, temevo di essere poco credibile. E Nel Sangue e la rosa ho fatto molto fatica a recitare con un forte accento romanesco”.
Poco credibile, appunto, nonché ridicolo nel tentativo vernacolare e restio ad ammettere che, grazie a quella faccia d’angelo, può permettersi di tutto. Altra miracolata della serialità italiana Alessandra Mastronardi, ormai diventata una vera e propria eroina (nel senso cocainomane del termine) per gli adolescenti. Lei sa di dovere tutto ai Cesaroni, in primis il potersi permettere di recitare biascicando e con un’espressività monolitica. Tant’è che ha subito reagito così alla bella notizia:
“Miglior attrice io? Giuro, sono rimasta di stucco. Non me lo aspettavo”.
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Belen Rodriguez si è ritrovata improvvisamente senza la possibilità di abbuffarsi col cinepanettone, e dopo le varie ipotesi che sono state fatte a proposito di questo film mancato, che ormai sembrava sicuro, è lei stessa a spiegarsi: di fatto, le avrebbero proposto di recitare nella parte dell’amante del personaggio interpretato da De Sica. Un dejavù. La parte della moglie del popolare attore andrà invece - si mormora - a Sabrina Ferilli. A completare il quadretto ci sarà anche Michelle Hunziker.
Ma Belen non ha accettato e ha detto a Libero:
Sinceramente non mi sembrava più il caso d’interpretare, un’altra volta, il ruolo dell’amante di De Sica. Se recito, adesso, preferisco puntare su parti impegnate
Una parte impegnata che le sarebbe stata assicurata da Mediaset per un nuovo progetto di fiction. Che importa, dunque, se il cinema - panettonesco, sia chiaro - salta? C’è la tv a celebrare i fasti e le forme di Belen (a meno che non si voglia credere che il successo del finale con tuffo di Sarabanda sia dovuta alla sua bravura come showgirl), che si permette anche una battuta velenosetta.
Continua a leggere: Belen Rodriguez non va al cinema - Niente Natale a Beverly Hills
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Sei gennaio. Data che ci consegna l’ennesimo epilogo di quello che fino a pochi anni fa era uno degli eventi televisivi dell’anno: la chiusura della trasmissione televisiva abbinata alla lotteria italia. Casella che negli anni sessanta e settanta era occupata da Canzonissima, negli anni ’80 dai memorabili “Fantastico” di Baudo e Celentano. Passando poi negli anni ’90 con gli “Scommettiamo che…” condotti da Fabrizio Frizzi e Milly Carlucci, fino agli anni 2000 con le varie edizioni di “Carramba” condotte da Raffaella Carrà. E quest’anno il direttore di RaiUno Fabrizio Del Noce ha deciso di affidarsi ancora una volta alla grande professionista emiliana ed al suo Carramba per risollevare le sorti di un appuntamento che nel corso del tempo ha perso mordente, ed il cui destino appare davvero difficile, ogni anno di più.
Nelle curve dell’audience minuto per minuto relative alla puntata finale di ieri sera, che pubblichiamo subito dopo il salto, c’è ancora la fotografia dell’evento: picco di 9.046.000 telespettatori alle 21:48 durante l’esibizione canora di Raffaella con Sabrina Ferilli. Ma anche l’indiscutibile calo successivo fino ai 4 milioni scarsi finali. Nel complesso ottimi numeri certo, ma anche una tendenza piuttosto chiara abbinata anche alla media di tutte le puntate, che non cancella, anzi per certi versi fortifica, un risultato di audience alla fine dei conti buono, abbinato anche all’incremento della vendita dei biglietti rispetto all’anno passato.
Un’edizione però quella di quest’anno, mi si passi il termine, quasi di emergenza, con l’impressione di una conduttrice che abbia accettato più per una voglia di riabbracciare il proprio pubblico, che per una sua reale convinzione progettuale. Ed a questo proposito faccio mio il ragionamento di un nostro lettore: “gianco” che commentando questo articolo di recensione alla puntata finale di “Carramba che fortuna” di Lord Lucas ha cosi, a mio giudizio, intelligentemente chiosato:

Mettete all’Epifania l’ultimo tradizionale appuntamento con Carramba che fortuna, quello più atteso e importante di tutti. Raffaella Carrà ha resistito stoicamente per quattro lunghi mesi, alla conduzione di uno show che pure non voleva presentare. Ha inaugurato la stagione con un’aria tremolante e fortemente scettica, per poi farsi confortare dal buon riscontro dei dati auditel, spesso brillanti, a volte in calo ma mai vicini al temuto flop. Qui la si è sostenuta a spada tratta, visto che anni di professionalità e carisma non li si può cinicamente sottovalutare. Chi scrive ci ha messo pure la faccia, scegliendo l’ottima intesa tra la conduttrice e il suo ospite Flavio Insinna come momento di tv da salvare, raro momento di varietà-verità in un intrattenimento sempre più ipocrita.
Al gran finale, però, è successo qualcosa di indifendibile, che non possiamo ignorare vista la nostra imparzialità quando si tratta di criticare la prestazione, e non il personaggio o la trasmissione per partito preso. Ecco, se parliamo di resa questa sera la Raffa nazionale si merita una bella insufficienza. E lei stessa sarebbe concorde con noi, visto che in preda a un esame di coscienza ha ammesso di non averne pigliata una giusta. Doveva essere uno specialone pieno di vip senza carrambate e invece le brutte sorprese sono arrivate da lei (e chi per lei).
Partiamo da Sabrina Ferilli, seconda vip in scaletta nel nutrito carrozzone di contributors della serata, tanto interminabili quanto mal sfruttati. Una battuta e via, giocata sui soliti cliches di stima e amicizia con la Carrà, senza nulla di nuovo da raccontare. Ma soprattutto l’imbarazzo più totale quando la conduttrice, fidandosi di un autore che meriterebbe il licenziamento in tronco, le dice di aver letto che a giugno proverà ad avere un bambino.

Parliamoci chiaro: è evidente che Zelig sia, ormai, una vera e propria istituzione della tv italiana. Saprete tutti, probabilmente, il nome del programma deriva da quello di un celebre locale di cabaret milanese che, a sua volta, cita l’ancor più celebre film di Woody Allen, un magistrale mockumentary.
Mentre scrivo, è in onda l’ultima puntata di questa stagione di Zelig, per l’appunto. Vanessa Incontrada e Claudio Bisio si esibiscono in un medley jovanottiano con la band di Roy Paci, medley da varietà che ovviamente lancia il grande ospite, Jovanotti (in promozione, ovviamente), appunto. Dopo la gag con Sabrina Ferilli, Claudiana e Valeriana. Sospiro. Fortunatamente, poi parte Checcho Zalone.

Update 23:36: eccolo, Gioele Dix. Che mi faceva tanto ridere. Ma tanto. Era il 1988. Era Cocco, su Rai Due. Vent’anni fa. Lanciò il suo automobilista, sempre e costantemente ‘zzato come una bestia. Vent’anni fa. Lo amo ancora. Per amarcord.
Ecco. Nel vederlo, questo Zelig, mi pareva giusto scriverne, e condividere queste mie riflessioni, già iniziate da queste parti. Zelig è nato nel 1997 ed è andato in onda su Italia1 fino al 2003. Dal 2003 a oggi, è in onda su Canale5.
Zelig ha sfornato grandi nomi della comicità, e vanta grandi autori.
Continua a leggere: Zelig - Il vecchio, il nuovo e le risate
Questa sera alle ore 21.10 va in onda su Canale 5, come avevamo già accennato nel nostro consueto Cosa Vedrai, l’undicesima e ultima puntata di Zelig. Ma non sarà una serata qualunque, al contrario sarà l’epilogo di un’edizione particolarmente brillante e fortunata. Claudio Bisio e Vanessa Incontrada presenteranno la carrellata di comici e una serie di guest star importanti. Si comincia con Aldo, Giovanni e Giacomo. Il trio più famoso d’Italia torna sul palco dello Zelig dopo 11 anni di assenza. Un evento festeggiato con uno dei loro cavalli di battaglia, lo sketch degli uomini della preistoria.
Tra i ritorni anche quello di Jovanotti, impegnato in un duetto romantico con Vanessa sulle note del brano “A te”, eseguito al pianoforte da Bisio. E in coppia con Checco Zalone, questa volta per un’esibizione autoironica. Un debutto assoluto, invece, è quello di Sabrina Ferilli. L’attrice, in perfetto stile zelighiano, vestirà i panni della mamma coatta di Valeriana (Valeria), una delle due pretendenti del tronista Claudiano (Claudio Bisio) insieme a Katiana (Katia).
Tra i comici dell’ultima puntata si esibiranno inoltre: Marco Marzocca nei panni del filippino Ariel, Enrico Bertolino, Enrico Brignano, Teresa Mannino, Leonardo Manera, Gioele Dix, Claudia Penoni e Diego Parassole. E ancora, il gruppo dei Maniko Sport, il trio de La Ricotta e Padre Donovan. Mentre tutto quello che non si vedrà in onda e le curiosità di questa puntata saranno raccontate nel backstage fotografico esclusivo del settimanale Tv Sorrisi e canzoni, in edicola proprio oggi.
Continua a leggere: Aldo, Giovanni e Giacomo tornano a Zelig per l'ultimo appuntamento stagionale
Montalbano ricomincia domenica. Anna e i cinque è appena finito, con successo.
Montalbano è un prodotto nostrano, ritenuto dai più molto più che dignitoso, oltre a essere tratto dai libri di un ottimo scrittore nostrano e di successo. Cosa auspicabile, in un sistema produttivo in salute e funzionale.
Anna e i cinque è, invece, un riadattamento di un format straniero - e daje - ritenuto dalla critica decisamente vecchio, a tratti inguardabile.
Montalbano è stato sempre trasmesso con buoni ascolti, ed è appena stato venduto alla BBC, che proporrà le prime due puntate-test con tanto di sottotitoli. Questa, a giudizio di chi scrive, è una buona notizia per la fiction italiana.

Anna e i cinque ha battuto Carramba. Questo, ovvero il nudo dato dell’ascolto rilevato con l’Auditel - insieme al fatto che si è trattato di una delle poche vittorie stagionali di Mediaset contro la RAI nel prime time - è sufficiente per far dire che potrebbe esserci un sequel. Anna e i cinque 2. Che si legge Anna e i cinque due, con la solita, ridicola progressione numerica dei titoli italici, che in questo caso diventa ancor più ridicola. Questa, a giudizio di chi scrive, non è una buona notizia per la fiction italiana (Qui la mia recensione ai tempi del Roma Fiction Fest. Questa invece la recensione positiva di Lord Lucas. A riprova che su TvBlog possono coabitare pareri differenti)
Massimo Giletti, in un’intervista a Vero di questa settimana, sentenzia a ruota libera. La sua vera amica, con cui in passato ha avuto un breve flirt, è la Clerici a cui vuole un bene incredibile. Nel corso degli anni, invece, lo ha sorpreso positivamente Simona Ventura, sulla cui Isola lui ha detto peste e corna. Lei, però, gli è stata vicino comunque in un momento delicato della sua vita grazie alla sua grande umanità. La stima di Giletti va anche alla De Filippi, di cui dice di condividere lo stile “di sottrazione” perché lui, come lei, non va sempre alla ricerca della telecamera (siamo sicuri?). Ovviamente colei che ritiene la migliore, giusto per darsi un tono, è la Gabanelli con Report.
Chi l’avrebbe detto, però, che proprio un aziendalista compassato come lui sparasse a zero su due varietà di grande successo Rai (forse perché non è stato invitato)?
“Ci sono programmi che attualmente non mi dicono un granché. Uno di Carlo Conti e l’altro di Antonella Clerici. Premesso che ci troviamo di fronte a due bravissimi professionisti, quello che contesto è la formula del programma improntato sulla nostalgia, sui temi del ricordo. Possibile che dobbiamo pescare nel passato ed emozionarci ancora perché oggi non ci sono cose più belle? Quello che dispiace è che è finito il varietà… Nel mio caso credo che la gente percepisca che non sono mediato. Cerco di proporre un programma di qualità. Io ho un passato da giornalista e credo che il background che mi porto dietro sia un valore aggiunto alla mia professione”.
Sulla commedia in tv ci sono due scuole di pensiero. Quella di chi “per carità, vivaddio c’è Distretto di Polizia”. E quella di chi va pazzo per I Cesaroni. Anna e i Cinque (in onda questa sera e domani su Canale 5) si pone in una posizione difficilmente catalogabile. Di comicità all’italiana ne ha ben poca e difende con più orgoglio la matrice d’importazione. In una Milano rarefatta, elevata a scenario di fiaba, prende vita la prima rincorsa italica alla romantic comedy anglo-americana (anche se il format è bizzarramente spagnolo). Dopotutto, se Pretty Woman e Mary Poppins fanno il tutto esaurito all’ennesimo passaggio, perché non provarci anche noi?
Da un punto di vista strettamente tecnico l’esito è indubbiamente grossolano, come rilevò Malaparte nell’anteprima. A contribuire all’effetto bolla di sapone è un’effetto di dissolvenza cromatica, a cui si aggiunge un missaggio audio infelice. Molte le scene ridoppiate, scarso il ritmo narrativo. Ed è davvero un peccato, perché personalmente - dopo che a Tv Talk l’hanno tacciata di inattendibilità e tutti i critici l’hanno massacrata - mi sento di spezzare una lancia a suo favore. Anna e i Cinque sconta il titolo di apripista di un genere meno facile del previsto. Non ha, infatti, nulla a che vedere con le miniserie buoniste di RaiUno e cerca un proprio filone sentimentale tutto giocato sull’ironia della protagonista.
Non poteva che essere Sabrina Ferilli la doppia anima di questa serie: da una parte sex-symbol mozzafiato, dall’altra donna angelica da non lasciarsi scappare in una Milano tutta presa dagli affari e dal cinismo. Pur con qualche indulgenza di troppo alla burinità, riesce ancora una volta a incarnare il valore del calore umano e della semplicità senza sfociare nella retorica. Non fa sganasciare come La Tata dell’omonima sitcom né ti elargisce pedagogia moderna come Tata Lucia. A una come lei, semplicemente, ti ci affezioni subito, senza riserve.