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Tutti gli articoli con tag sabina guzzanti

I fratelli Guzzanti di nuovo insieme su La 7

pubblicato da Gabriele Capasso


Proprio qualche giorno fa, nel presentare The Show Must go off, scrivevo:

L’impressione è che The Show Must Go Off sia “Parla con me” ma come l’avrebbe veramente voluto Serena Dandini, nel formato del “varietà”, in prima serata, con un cast delineato sul modello degli ultimi grandi show di satira e comicità scomparsi dal palinsesto Rai sin dai tempi del compianto Ottavo Nano. Certo, mancano “i Guzzanti” (Sabina, Corrado e Caterina), ma i tempi sono cambiati.

Bene, devo smentire quel “i tempi sono cambiati” perché oggi Caterina Guzzanti a margine della presentazione del suo nuovo programma su RaiTre (Nanuk - Prove d’avventura) ha raccontato ai giornalisti che la sorella Sabina è già al lavoro per scrivere i testi della sua nuova trasmissione di satira per La 7 che dovrebbe partire a marzo. Lei ci sarà, ma si spera accetti anche Corrado:

Saranno otto o dieci puntate. Sarà un varietà satirico. Io parteciperò a tutte le puntate, credo facendo dei personaggi. In genere funziona che Sabina pensa e poi mi chiede “Lo vuoi fare tu? Altrimenti lo faccio io”. Il tutto sarà molto corale, con ospiti, credo. Ancora non si sa nulla. Io e Sabina speriamo che ci sarà anche Corrado. La satira è molto faticosa da fare. Io un pochino mi sono stufata. Mi sembra non sia più una cosa solo per chi la sa fare, ma che ormai fanno un po’ tutti, forse abbassando un po’ canoni e livelli. Ma chi sono io per dirlo?

Sarà realmente possibile? Corrado non ha un accordo con Sky? La speranza è che, anche fosse, non sia in esclusiva: sarebbe davvero un evento riavere i tre Guzzanti insieme in un’unica trasmissione e segnerebbe il ritorno in grande stile della migliore satira televisiva prodotta nel nostro paese sparita dagli schermi per volontà dei lacchè ansiosi di assecondare l’ex Premier (senza che “l’altra parte” fosse poi così dispiaciuta).

Foto | © TM News

Sabina Guzzanti arriva a La7

pubblicato da Malaparte

Sabina Guzzanti avra' un suo show su La7

Lo aveva anticipato Paolo Ruffini, ora c’è l’ufficialità: Sabina Guzzanti approda a La7.

L’attrice e regista avrà un suo show in prime time a partire dalla primavera del 2012.

Il programma andrà in onda il mercoledì sera e si occuperà di attualità e satira: per ora non ci è dato sapere altro.

Continua, dunque, la campagna acquisti di La7 e di Telecom Italia Media. Qualche anno fa (era il 17 luglio 2008) la rete annunciò che si stava lavorando alla possibilità di un accordo con Corrado, che poi però, nel tempo, ha preferito SKY.

Recentemente protagonista di una singolare polemica a distanza con Fiorello via Twitter, cui poi è seguito uno scambio di opinioni altrettanto singolare con la giornalista Concita De Gregorio (sempre attraverso il social network), la Guzzanti è una dei tanti tele-personaggi che fa un uso sostanzioso del web, dal blog a twitter, appunto. Sarà interessante capire se ci sarà spazio per l’interattività con il mondo online che va tanto di moda, o se il programma si manterrà su binari più tradizionali.

Sul suo blog, la Guzzanti parla del suo programma in un post dal titolo Uno, due, tre stella (sarà anche il titolo dello show?) e, ironicamente racconta delle trattative con La7 che si sarebbero prolungate a causa di un quarto fratello Guzzanti, né maschio né femmina. Ecco quel che scrive l’attrice:

il quarto elemento, che ancora non compare nemmeno su wikipedia, prima di decidersi al debutto si era dedicato/a alla tipografia/o. i fratelli più noti avevano sempre rispettato il suo silenzio o forse come sostengono i più maliziosi è subentrata una rivalità. Ma quando lo/a potremo conoscere? ebbene questo quarto guzzanti ha appena firmato un contratto con la7. l’emittente televisiva prima di fare questo passo ha richiesto una sofisticatissima verifica del dna di cui i nostri commissariati erano sprovvisti (neutrini). il test pertanto è stato effettuato negli stati uniti. poi verificata in germania la guzzantità dell’individuo, la7 ha preteso che l’artista si impegnasse ad assumere posizioni controcorrente, nel timore che quest’ultimo si potesse assopire nella pax montiana. queste le ragioni fondamentali della lunghezza della trattativa durata più di sette mesi.

Detti televisivi

pubblicato da Massy


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@sarofiorello vs. @SabinaGuzzanti su Twitter - Lei: «Noiosissimo» Lui: «Mi fai tristezza! Rosica»

pubblicato da Malaparte



C’è da dar conto di un velocissimo tweet-fight. Ma prima facciamo tabula rasa: a me non piace il Grande Fratello. Non mi piace La vita in diretta né Pomeriggio Cinque né Uomini e donne. Non mi piace più Unomattina. Non mi piace Servizio pubblico mentre mi piaceva Santoro dieci anni fa e prima. Mi piace Report e mi piace Presa diretta. Non mi piace Matrix, né La Versione di Banfi. Mi piace abbastanza il TgLa7, mi piaciucchia X Factor, detesto il cooking in tv ma mi piace MasterChef. Non mi piace Terranova. Mi piace The Walking Dead. Mi piaceva molto Lost agli esordi, come Prison Break. Mi piace The Big Bang Theory. Mi piace Corrado Guzzanti. Mi piaceva Che tempo che fa, ora mi piace molto meno. Crozza a tratti mi fa sorridere a tratti no, i grandi comici americani mi fanno ridere tantissimo e mi fa ridere Rocco Tanica, ma proprio tanto, e non sono stato pagato né sono amico né ricevo favori né pressioni da uffici stampa per dire tutto questo. Anzi. Infine, tutto quello che mi piace o non mi piace, essendo relativo a gusti e a concetti che riguardano il mio concetto di bello, è suscettibile di variazioni non essendo un testo sacro a cui ho giurato fedeltà eterna. Se Corrado Guzzanti pigliasse una toppa, lo direi. Ah. Mi piace molto più Corrado delle due sorelle, anche se la migliore imitazione che io abbia mai visto fare di Berlusconi l’ha fatta in mia presenza Guzzanti padre, per ragioni troppo lunghe da spiegare.

Non mi è piaciuto #ilpiùgrandespettacolodopoilweekend.

La premessa dovrebbe essere tale da porre fine alle obiezioni più incredibili giunte in questi giorni: da chi minaccia di non leggere più TvBlog a chi dice che i blog che criticano non hanno rispetto per i 10 milioni di Fiorello. A tutti risponderei, senza tanti giri di parole:

Aò, nun m’èppiaciuto. Statece. Puòccapità

In fondo, non sono che un tale che scrive su un blog. Un blog molto seguito, certo. Ma la mia resta l’opinione di uno che scribacchia per mestiere e, sempre per mestiere, invece di leggere molto di più guarda la tv molto più di quanto la guarderebbe se gli fosse consentito scegliere e basta, ma amandola pure, come mezzo in sé, pensate un po’. Ci sono cose che mi piacciono, altre no. Sono opinioni, e le esprimo senza rosicare, senza voler qualcosa in cambio se non quel che mi è dovuto per il mio lavoro.

Tutto ciò per dar conto brevemente di quel che è accaduto su Twitter. Perché durante #ilpiùgrandespettacolodopoilweekend si twittava tutti e una dei pochi “vip” che ha detto qualcosa di negativo sullo show è stata proprio Sabina Guzzanti. Che ha scritto lunedì sera: «Ogni tanto passo su Fiorello, noiosissimo».
Fiorello non ci sta e, prima che vada in onda la puntata di Tv Talk in cui risponde alle critiche, ha scritto a Sabina Guzzanti: «@SabinaGuzzanti ciao rosiconaaaaa!!! Pensa che una volta mi facevi ridere adesso mi fai tristezza! #rosica»

Naturalmente, su Twitter ci si divide e c’è chi dà ragione all’uno, chi dà ragione all’altra.

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Emilio Fede: delirio contro Roberto Saviano

pubblicato da Gabriele Capasso


Nuovo exploit non richiesto del direttore del Tg4 Emilio Fede. Principale obiettivo della confusa invettiva di Fede è Sabina Guzzanti, autrice del film Draquila, che ha spinto il ministro Bondi a disertare il Festival del Cinema di Cannes. Nei 2 minuti dell’edizione di ieri del Tg4 riservati al balbettante punto di vista di Fede finisce inspiegabilmente anche Roberto Saviano, scrittore ed autore di Gomorra.

Secondo il direttore “ci sono due polemiche“, una sarebbe quella legata al film della Guzzanti e l’altra a Saviano. Il concetto di “attualità” non è ben presente a Fede visto che il confronto fra Silvio Berlusconi (di questo stiamo parlando), che aveva accusato Saviano di “fare pubblicità alla Mafia”, e l’autore di Gomorra risale ad un mese fa.

Queste le parole di Fede:

In questi giorni anche per quanto riguarda Roberto Saviano, che ormai sempre lui, la camorra… Per carità, ma non è lui che ha scoperto la camorra, non è lui il solo che l’ha denunciata, ci sono registi autorevoli, ci sono magistrati che l’hanno combattuta e sono morti, lui è superprotetto, e giustamente dev’essere sempre protetto però, come dire, non se ne può più di sentire che lui è l’eroe, qualcuno gli ha offerto pure la cittadinanza onoraria, di che cosa non si capisce. Certo ha scritto dei libri contro la camorra, ma lo ha fatto tanta altra gente, senza fare clamore, senza andare sulle prime pagine, senza rompere… scusate, volevo dire senza disturbare la riflessione della gente che ha capito bene. Un paese come il nostro è contro la malavita organizzata.

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Rai per una notte - Santoro: "Raggiunti i 50 mila sottoscrittori"

pubblicato da Gabriele Capasso


Aggiornamento:

Anche La7.it, il portale de La7, trasmetterà Rai per una notte in streaming. Una decisione un po’ a metà, sarebbe stato certamente più rilevante se avesse deciso di trasmettere l’evento in tv come fanno altri network dell’emittenza privata.

Obiettivo raggiunto: a 48 ore dall’evento in programma al Paladozza di Bologna Michele Santoro ha annunciato di aver raggiunto la soglia delle 50 mila sottoscrizioni da 2.5 euro necessarie a recuperare i costi di Rai per una notte. L’happening anti-censura, che sarà trasmesso in tv da Current, SkyTg24, Rai News 24, YouDemTv oltre che da una lunga serie di reti locali ed in streaming su internet anche qui su TvBlog, si preannuncia un successo.

Decine di adesioni, ultima quella di Roberto Benigni che ha registrato uno “spot” per il programma, il palasport bolognese stracolmo dopo la distribuzione dei 5000 inviti bruciati in poche ore domenica scorsa, uno spiegamento fra tv e internet da “reti unificate” che vede esclusi soltanto, per ovvie ragioni, i canali generalisti: questa la sfida lanciata dalla FNSI e dall’Usigrai per protestare contro la censura, ormai consumatasi, di tutti i programmi d’informazione della Rai.

Rai per una notte, come sottolinea lo stesso Santoro nell’annunciare il raggiungimento dell’obiettivo, punta a diventare un evento di aggregazione, da seguire anche attraverso maxischermi nelle piazze e punti d’ascolto che si stanno attivando in tutta la penisola.

Cari amici,
alla mezzanotte di ieri abbiamo finalmente raggiunto il nostro obiettivo: 50 mila sottoscrittori hanno dato il loro contributo per dar vita a Raiperunanotte.
Sono felice e vi abbraccio tutti!
Da questo momento vi chiedo di non versare più denaro riservandolo per le prossime iniziative.
Continuate invece a organizzare punti d’ascolto collettivi piccoli o grandi ovunque sia possibile.

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Aldo Busi e l'offesa al Papa "gay represso": l'Udc chiede l'intervento della Vigilanza Rai

pubblicato da Gabriele Capasso


L’uscita di scena di Aldo Busi da L’Isola dei Famosi 7 è stata burrascosa, esattamente come il copione prevedeva. Forse gli autori e la Ventura speravano di trattenerlo in Nicaragua ancora qualche settimana, ma sono stati costretti a raccogliere il picco di share dell’inevitabile sfogo dello scrittore già ieri sera. Poco male, per loro. La rabbia di Busi, come dettagliatamente ricostruito dal nostro Lord Lucas, ha travolto un po’ tutti: Berlusconi, la credibilità del reality, la “rifatta” Mara Venier e il Papa Benedetto XVI.

Il pontefice è stato coinvolto da Busi in riferimento all’omofobia, senza grossa originalità indicata come la tendenza tipica degli “omosessuali repressi“. In modo decisamente più edulcorato, ma in diretta su RaiDue, il suo affondo ha ricordato il celebre intervento di Sabina Guzzanti durante la manifestazione dell’8 Luglio 2008 quando, sul palco di Piazza Navona, l’attrice augurò al Papa omofobo il dantesco contrappasso di finire all’inferno tormentato da “diavoli gay”. In quell’occasione la Guzzanti si guadagnò l’accusa di “vilipendio ad un capo di stato estero” prima che il ministro Alfano la graziasse stabilendo il non luogo a procedere.

Lorenzo Cesa, segretario dell’Udc, ha chiesto l’intervento della Vigilanza Rai su L’Isola dei Famosi:

La maggioranza, in Commissione di Vigilanza e nel Cda Rai, ha fatto di tutto in questi giorni per imbavagliare i talk show e perché in tv venissero bandite la politica e le critiche al governo. È singolare che altrettanto zelo non venga dimostrato nel controllo dei contenuti di altri programmi del servizio pubblico. Da Busi è stata dileggiata senza ritegno davanti a milioni di telespettatori la guida spirituale dei cattolici nel mondo. L’azienda e la Vigilanza tolgano il paraocchi e guardino cosa succede negli altri programmi.

L’Isola dei Famosi 2010 - quarta puntata del 17 marzo 2010

L'Isola dei Famosi 2010 - quarta puntata del 17 marzo 2010L'Isola dei Famosi 2010 - quarta puntata del 17 marzo 2010L'Isola dei Famosi 2010 - quarta puntata del 17 marzo 2010L'Isola dei Famosi 2010 - quarta puntata del 17 marzo 2010

Buon compleanno RaiTre: Telekabul compie trent'anni

pubblicato da Stefano Sgambati

Buon compleanno RaiTre: la più giovane delle reti Rai nasceva precisamente il 15 dicembre del 1979: alle 18.30 la “terza rete” cominciava le sue trasmissioni con il Tg3 che proprio oggi, per l’occasione, festeggia con un restyling quasi completo del sito. Sulla bocca della cronaca pubblica nelle ultime settimane per l’immotivato avvicendamento al vertice Ruffini-Di Bella, RaiTre è stato sicuramente il canale più anticonformista della tv di Stato: in molti ricorderanno che con Sandro Curzi alla direzione, il “terzo” telegiornale interpretò per primo i malumori e le insofferenze verso la cosiddetta Prima Repubblica e che, per questo, fu soprannominato dagli avversari politici “Telekabul”, dalla capitale dell’Afghanistan occupata dall’Urss negli anni Settanta. Un modo di fare che il più delle volte è stato tacciato d’essere eccessivamente di parte da coloro i quali non capivano e tuttora non capiscono che un punto di vista forte, preciso ma critico e libero è l’unico modo per fare informazione pulita.

Sul sito del Tg3 è possibile, oggi, consultare le edizioni storiche con le notizie più importanti di questi ultimi tre decenni d’Italia. Sul sito Rai.tv, analogamente, oltre 800 clip saranno caricate con lo stesso scopo. Tra i servizi più importanti quelli dell’11 settembre 2001, quelli del marzo 2003, con le immagini in diretta da Baghdad, fino al primo Tg della terza rete Rai andato in onda alle 19 del 15 dicembre 1979. RaiTre ha avuto il merito di lanciare programmi capaci di diventare un vero e proprio marchio televisivo: pensiamo a La tv della ragazze, lo straordinario Un giorno in pretura, Chi l’ha visto?, Mi manda Lubrano (poi diventato Mi Manda Raitre), Quelli che il calcio, Samarcanda (oggi Annozero), unitamente a volti talmente caratteristici da risultare oggi vere e proprie icone: Fabio Fazio, Michele Santoro, Piero Chiambretti, Serena Dandini, Aldo Biscardi, Corrado e Sabina Guzzanti. Nota di ricordo a parte merita certamente il signor Ghezzi e la creatura impazzita Blob. Tutti programmi rivoluzionari, almeno nelle prime edizioni, che sono stati capaci, tutti, di cambiare il modo di fare e percepire la televisione.

Michele Santoro chiede aiuto al popolo del web: "Diffondete gli spot di Annozero". E a Vespa manda a dire che...

pubblicato da Marina

Diffondi gli spot di annozero Michele Santoro prosegue la sua battaglia per Annozero, una trasmissione ancora in bilico nel palinsesto di RaiDue e il campo di battaglia si sposta sul web e dall’angolo Vaf (valutazioni a freddo) risponde alla provocazione di Bruno Vespa su Panorama:

“In Francia e in Spagna il servizio pubblico è di strettissima osservanza governativa. Non credo che da quelle parti un Michele Santoro potrebbe esistere, come non potrebbe esistere in Germania o in Gran Bretagna”. Giusto. Non si capisce per quale disguido tecnico Bruno Vespa non vada ancora in onda in quei paesi in mondovisione.

I video degli spot sono in rete su youtube e Michele Santoro chiede ancora l’aiuto di tutti (un primo appello fu lanciato lo scorso 9 settembre) e scrive:

Cari amici, sono Michele Santoro e ho bisogno del vostro aiuto. Mancano pochi giorni alla partenza e la televisione continua a non informare il pubblico sulla data d’inizio di Annozero. Perciò vi chiedo di inviare a tutti i vostri amici e contatti su Internet gli spot che abbiamo preparato a questo scopo e che non vengono trasmessi.

Dopo il salto il nostro contributo a Annozero con i due video degli spot.

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Sabina Guzzanti e il suo Berlusconi su YouTube

pubblicato da Malaparte

Sabina Guzzanti


Sabina Guzzanti era tornata in televisione il 30 ottobre 2008 a Annozero, e il suo ritorno aveva suscitato un congruo numero di polemiche preventive e consuntive. E anche una certa critica che avevamo stigmatizzato (perché non si trattava di critica ai contenuti ma di una critica preventiva fatta senza nemmeno vedere integralmente la trasmissione).

Fra i pezzi che aveva preparato, la Guzzanti, ce n’era uno che Annozero scelse di non mandare in onda: è, obiettivamente, velenoso, e rappresenta, in qualche modo, la visione secondo la Guzzanti del premier alle prese con immaginarie fantasie sessuali. Il che potrebbe fare anche sorridere vista la quantità di scritti, carta e considerazioni che sono state fatte in seguito, dal caso Noemi Letizia in avanti, veline (rigorosamente con la “v” minuscola) incluse.

Ignorata, in quella sua specifica rappresentazione di qualche mese fa, da Annozero, che pure mandò in onda altri brevi filmati che ritraevano la Guzzanti versione premier con corona d’alloro in testa, ecco che la comica, dichiarando scientemente: Lo faccio per guastare il G8, mette quel video su YouTube. E per rovinarlo meglio, questo G8 che appare già destinato a suscitare notevoli polemiche (dalla Maddalena a L’Aquila, con tanto di piani B e C pronti all’uopo), lo sottotitola anche in inglese. Lo si può vedere dopo il salto.

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Chi si ricorda di Luttazzi? Il Times lo incorona in un lungo articolo: "Dopo di lui niente più satira nella tv italiana"

pubblicato da Stefano Sgambati

Daniele LuttazziCiò che la televisione italiana mastica e sputa, i media esteri rilanciano. Un certo signor Daniele Luttazzi, fino a otto anni fa, rappresentava uno dei volti giovani più interessanti del tubo catodico nostrano: uno stile satirico di stampo americano da noi completamente inesistente, fino al suo approdo tramite la geniale intuizione della Gialappa’s Band e poi per meriti esclusivamente propri, quando decise di importare in Italia il format del talk show notturno. La sua trasmissione “Satyricon”, trasmessa da RaiDue fino al 2001, nonostante punte d’ascolto mostruose per un prodotto simile - parliamo di 7 milioni e mezzo di spettatori - venne comunque soppressa per decisione del Cda l’anno successivo. Ricordiamo il disclaimer che anticipava ogni puntata:

Il programma che sta per andare in onda contiene fellatio, cunnilingus, masturbazione, feci, urina, sadomasochismo, Bruno Vespa e qualsiasi altra cosa la fetida mente di Daniele Luttazzi abbia fermentato in quest’ultimo periodo. Il suo linguaggio esplicito è fatto apposta per turbare gli imbecilli. A tutti gli altri, buon divertimento.

Di fatto è dal 2002 che Luttazzi non può più fare programmi in Rai per volere dell’allora neo Premier Silvio Berlusconi, il quale, dopo le polemiche per un’intervista dello stesso autore satirico a Marco Travaglio, lo mise in cima a una sorta di lista di proscrizione insieme ad Enzo Biagi e Michele Santoro. E’ storia: ognuno può farsi la propria idea.

Intervistato al tempo da Curzio Maltese, Luttazzi parlò così a proposito della puntata incriminata:

“Ma che cosa ho fatto in fondo? Ho fatto qualche domanda. In una democrazia le domande sui personaggi pubblici sono lecite. Siamo in democrazia, no? Lo ripeto soprattutto per quelli che da giovedì mi controllano il telefono”.

Oggi Luttazzi non esiste più in Italia, almeno televisivamente parlando. Chi vuole godere del suo genio deve sborsare fior di quattrini e correre in teatro; il britannico Times lo ha intervistato, dandogli grande spazio in un articolo intitolato “Comedian Daniele Luttazzi accuses Silvio Berlusconi of media censorship” (”Il comico Daniele Luttazzi accusa Silvio Berlusconi di censura mediatica”). Vale la pena ripercorrere alcuni stralci di tale contributo, soprattutto quelli che riguardano la televisione:

Nella sua prima intervista ad un giornale britannico, Luttazzi ha accusato il miliardario 72enne di aver orchestrato una campagna di tacitazione per evitare che giornalisti e comici esprimano anche il minimo accenno di dissenso in televisione. “Io lo chiamo fascismo ‘Lite’” ha detto al Times Luttazzi, 48 anni. […]
In un paese con molti talkshow politici in onda in prima serata, Luttazzi era insolito per il suo stile deliberatamente provocatorio. Si è guadagnato una solida reputazione per le sue battute di cattivo gusto e la sua propensione a sfidare tabù religiosi, sessuali e politici che i suoi rivali tradizionali non avrebbero osato toccare.

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Annozero: i tre momenti chiave della puntata in video

pubblicato da Gabriele Capasso


Nella puntata di Annozero andata in onda ieri sera su RaiDue dopo la bufera legata alla sospensione di Vauro e alla richiesta di una correzione di rotta fatta recapitare dai vertici dell’azienda, sono stati tre i momenti più significativi. Michele Santoro è apparso decisamente poco propenso a venire incontro al Dg Mauro Masi. In apertura, prima ancora di affidare la parola a Marco Travaglio, Santoro ha duramente attaccato media e politici che hanno invocato la censura contro Vauro, ma soprattutto ha completamente ignorato la parte di critica che Masi aveva mosso alla trasmissione e non al vignettista.

Travaglio sembra più sensibile alla questione “riequilibrio” e costruisce una contrapposizione indiretta fra il modo in cui la puntata contestata di Annozero ha raccontato la gestione dell’emergenza terremoto e le citazioni di articoli di giornali che esaltano in maniera apologetica l’operato del Governo e della Protezione Civile. Da consumato attore (sic) Travaglio altera la sua voce. Il tono da cinegiornale di regime rende ancora più farseschi i brani degli articoli de La Stampa e de Il Giornale.

Santoro difende Vauro e Travaglio attacca la stampa

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Santoro sfida la Rai: Vauro non c'è, le sue vignette sì

pubblicato da Gabriele Capasso


Michele Santoro sfida la Rai. Il conduttore di Annozero era atteso al varco dopo il provvedimento del Presidente della Rai che aveva imposto un “riequilibro” dell’informazione sulla gestione del post terremoto e la sospensione di Vauro per via delle sue vignette, una in particolare “sull’aumento della cubatura per i cimiteri“. L’ironia, amara, che metteva in ridicolo gli annunci di aumenti di cubature che si sarebbero resi possibili grazie al Piano Casa in via di definizione da parte del Governo, non era stata apprezzata.

Bene, Santoro non ha alcuna intenzione di abbandonare Vauro. Già nell’introduzione ha chiaramente fatto capire che la sua assenza in studio era da motivare con un viaggio a San Pietroburgo, ma “Annozero e Vauro sono due entità inseparabili” per cui dalla prossima settimana è da considerarsi ovvio, almeno secondo il conduttore, il suo ritorno. Le parole dell’ex eurodeputato sono ricolme di sarcasmo, ma individuano un argomento efficacissimo per replicare alla richiesta di censura per Vauro da parte di quotidiani come Il Giornale e uomini politici come Gianfranco Fini e il Ministro Calderoli.

Santoro ricorda la campagna, più che condivisibile seppure condotta da questi soggetti con metodi che hanno portato sull’orlo di uno scontro di civiltà, per la difesa delle vignette sull’Islam pubblicate in Danimarca nel 2006. La satira sul Piano Casa e su Berlusconi in relazione al terremoto è inaccettabile e le vignette sull’Islam vanno pubblicate liberamente? Bella contraddizione.

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Annozero sul piede di guerra, stasera puntata in trincea?

pubblicato da Gabriele Capasso


Stasera prima puntata di Annozero dopo la tempesta che ha determinato la sospensione di Vauro e l’indicazione dal Dg della Rai Mauro Masi che chiede un “riequilibro” alla trasmissione di Michele Santoro. I nostri colleghi di PolisBlog la seguiranno in diretta e vi consigliamo di dare un’occhiata, si tratterà sicuramente di una puntata atipica che rischia di rivelarsi esplosiva. Di certo gli occhi saranno tutti puntati sulla risposta di Santoro, ancor di più sull’ospite fisso Sabina Guzzanti che prenderà idealmente il posto di Vauro e preannuncia “battaglia” dopo la cacciata dell’amico vignettista.

Caccia all’abusivo” è il titolo scelto dalla redazione, tema naturalmente ancora l’Abruzzo con la gestione di questo post terremoto, ma l’occhio di Annozero sarà puntato anche sui guasti tutti italici che hanno aggravato il bilancio del sisma con crolli e un numero impressionante di abitazioni che dai primi controlli stanno risultando inagibili. Ospiti in studio Niccolò Ghedini del Popolo della libertà, Antonio Di Pietro per L’Italia dei valori, il giornalista del Sole24Ore Mariano Maugeri e il Capo della Sala Italia della Protezione Civile Titti Postiglione.

Con queste premesse sembra difficile realizzare il “riequilibro” chiesto dall’azienda, ancora più difficile appare in considerazione del fatto che da un’attenta analisi della trasmissione della settimana scorsa, che tante polemiche ha generato e da parte di molta della politica italiana è stata definita “indecente“, non appare chiaro quali siano gli elementi interni ai servizi filmati che andrebbero riequilibrati.

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Sabina Guzzanti imita l'Annunziata ad Annozero

pubblicato da kaos

TvBlog Awards 2009

Sabina Guzzanti torna a imitare Lucia Annunziata. Annozero, che ha visto due settimane fa l’abbandono dello studio della giornalista di “In Mezz’ora” accusando Michele Santoro di aver impostato la trasmissione in modo troppo filo-palestinese.

L’occasione è ghiotta e rieccola, dopo l’intervento nelle vesti di Silvio Berlusconi, a parlare di “baletti” e di “bianco e nero”, legata con le corde alla sedia “per non avere la tentazione di scappare via”. Vediamoci questi due video, più satirici che comici, pubblicati alcune ore fa su Youtube. Annozero, non ce la stiamo a raccontare, cavalca la polemica e lo “scandalo” con una furbizia notevole.

Proprio il 16 gennaio, il giorno dopo il colpo di scena della fuga dallo studio, Sabina Guzzanti sul suo blog dedica un articolo dedicato ai massacri a Gaza di Uri Avnery, pubblicato sul Manifesto “A Lucia”, mentre il Corriere della Sera avrebbe fatto passare una sua dichiarazione di sostegno a Santoro riportandola come se fosse quasi il suo esatto contrario:

“La reazione di Santoro e’ stata troppo emotiva, anche se comunque non mi unisco al coro delle condanne”.

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