
Prosegue l’avventura televisiva di Un due tre stella, la cui formula a metà tra occupazione e sperimentazione è sempre più convincente (e si conferma trending topic su Twitter, dove è un piccolo rito alternativo al calcio ogni mercoledì sera).
Sabina Guzzanti ha trovato un bel mix tra satira e denuncia sociale, toccando temi che i più blasonati programmi di approfondimento spesso trascurano in prima serata. Questa sera è la volta del degrado dell’istruzione, tra la minaccia di nuovi aumenti alle tasse universitarie, gli scarsi investimenti alla ricerca e la linea per ora inerte del nuovo ministro Profumo sul precariato post-laurea.
Con rvm statistici ed esperti in studio la Guzzanti tocca un problema tangibile del nostro Paese, il difficile collocamento dei giovani laureati nel mondo del lavoro. In studio si sentono dichiarazioni importanti, come “in Italia si è creato l’equivoco che possano lavorare solo i laureati in economia e ingegneria, cosa che non avviene in altri Paesi”, oppure “per un Paese è importante coinvolgere i giovani, che non sono né tutti bamboccioni né tutti imprenditori”.
Qualcuno dirà che è la solita retorica da autogestione, invece a lanciarsi in quest’ultimo monito è il sindaco 35enne di Cagliari, Massimo Zedda. Uno orgoglioso di avercela fatta, che condivide il suo prezioso concetto di cultura:
Continua a leggere: Un due tre stella docet: "L'istruzione serve a capire quando si viene fregati"

Dall’intervista di Repubblica di oggi a Giovanni Stella, ad di TiMedia editore di La7, si imparano due cose. La prima è che a invocare un cambiamento del sistema Auditel può essere un influente imprenditore, con dati molto circostanziati alla mano. La seconda è che, guarda caso, chi invoca i cambiamenti è lo stesso che si trova in un momento di difficoltà, dopo quegli stessi trionfalismi sul boom di Mentana che hanno favorito l’ampia campagna acquisti del canale.
Sembra di rileggere la favola della volpe e l’uva di Milly Carlucci, che dopo aver ostentato per anni gli ascolti di Ballando, nell’anno in cui ha perso la sfida con Italia’s got talent, ritiene “un’aberrazione italiana dare tanto valore all’Auditel, che misura solo una piccola parte della popolazione”. Chissà perché una come Maria De Filippi, che ha costruito la sua intoccabilità sui dati Auditel spesso a discapito della qualità, non perseguirà mai una battaglia simile.
Ma torniamo a La7. La stessa rete al centro di una massiccia campagna pubblicitaria in stile HBO con claim come “Esclusivamente per tutti” e “Per chi non guarda solo la tv”, ora non ci sta a essere conteggiata dai parametri di rilevamento tradizionali:
“La7 viene misurata male dall’Auditel, mentre Rai e Mediaset, in maggioranza nel cda, hanno un vantaggio strutturale. Non a caso anche Sky ha un contenzioso con Auditel”.
E rientra anche la variabile Berlusconi nell’autogiustificazione di Stella:

Sabina Guzzanti torna in onda su La 7 con il suo Un Due Tre Stella anche questo mercoledì. Ospiti della trasmissione, che affronterà con il consueto mix di satira e seriose interviste il tema del “Lavoro, il conduttore de l’Infedele Gad Lerner (la scorsa settimana presente attraverso l’imitazione di Neri Marcorè), il magistrato Raffaele Guariniello (noto per essere fra i protagonisti del processo Thyssen Krupp a Torino) e Antonio De Luca, operaio metalmeccanico, sindacalista Fiom nello stabilimento Fiat di Pomigliano.
Non mancherà l’incursione di due colleghi comici della Guzzanti, Rosalia Porcaro e Max Tortora. Sabina tornerà a proporre i suoi personaggi: Barbara Palombelli e Emma Marcegaglia, novità della scorsa settimana, ma ci sarà anche un inedito Giorgio Napolitano che desta molta curiosità.
Vedremo anche il personaggio che più sta raccogliendo consensi sul web, Vicky, l’attivista di “Casapau” interpretata da Caterina Guzzanti, Nino Frassica nei panni del direttore del fantomatico settimanale “Antiprimi” e del Mago Acirfass e i due volti nuovi scovati da Sabina: Edoardo Ferrario con le sue “interpretazioni” dei servizi dei TG (settimana scorsa memorabile su Studio Aperto) e Saverio Raimondo e il suo “italiofobo”. La (lunghissima) scaletta della trasmissione includerà anche la quarta puntata de “La Banca della Magliana” interpretata dagli attori di Romanzo Criminale.
Appuntamento alle 21.10 su La 7.

Intervistata da Vanity Fair (n. 11 del 21 marzo 2012) per la storia di copertina, la cantante prende una posizione coraggiosa contro il sistema e rivendica la sua indipendenza:
“Io non sono figlia di Maria. Io non sono neanche amica di Maria, non ho santi in paradiso né politici a cui sto simpatica, eppure mi pare che ce la stia facendo. Ho campato anni e anni con 600 euro al mese, mi sono fatta fregare da tutti i manager che ho avuto, ma adesso ho i soldi sufficienti per fare un mutuo e comprarmi un bilocale a Milano”.
Dopo nove anni, Sabina Guzzanti ritorna in televisione con la prima puntata di Un due tre Stella. Si comincia con un monologo dell’attrice, su un albero - una specie di citazione al “barone rampante” di calviniana memoria -, con una sorta di “dove eravamo rimasti”? A nove anni fa, e si parlava della legge Gasparri (la stessa con la quale, salvo modifiche dell’ultim’ora, verrà nominato il prossimo cda Rai, per inciso). La Guzzanti commenta il suo contratto “con libertà assoluta” come un contratto che tutela “i diritti umani”, anche se
«Stella, l’amministratore delegato di La7 ha detti “niente vorgarità”. E’ una brava persona, lo chiamano “er canaro”».
La Guzzanti fa una specie di “riassunto delle puntate precedenti”: c’è spazio, ovviamente, per Berlusconi. Poi un rap italico, e si ritorna al monologo, che si occupa della sentenza Dell’Utri annullata, della prescrizione di Berlusconi nel processo Mills e poi, finalmente, del presente. In un filmato, la Guzzanti-Monti dialoga con una voce con forte accento napoletano.
Nel dialogo fra i due si coglie, fra l’altro, un riferimento a quello che da queste parti abbiamo chiamato il “format Monti”
«Ed è veramente convinto che non devo andare in televisione?»
«No. Devi dire che non ci vuoi andare, ma poi ci vai. L’importante è che non ti fai fare le domande dai giornalisti, tanto non ci so’ abituati».
Al rientro in studio è il momento della citazione per il Teatro Valle occupato e per gli ospiti in studio, fra cui Guido (libraio e occupante del Cinema Palazzo), Francesco Raparelli, Ugo Mattei, l’economista Andrea Fumagalli (allievo di Monti), Giulietto Chiesa, Stefania, che fa l’assicuratrice, 23 anni. Poi arriva anche Nino Frassica, con le anticipazioni dei palinsesti:
Su Canale 5 parte un nuovo reality, la Fogna. Presenta Federica Panicucci. A seguire, la Gialappa’s conduce “Mai dire Fogna”
Frassica anticipa anche gli ospiti e le tematiche: un drogato di spalle, 15 omicidi su Rai1, 18 su Canale5 e via dicendo, in un allegro massacro di tutto quel che, abitualmente, si vede in onda.

Nel nuovo promo di Un due tre Stella, il suo nuovo varietà in onda dal 14 marzo su La7, Sabina Guzzanti questa volta imita Moana Pozzi. Dopo aver impersonato l’ex presidente della Rai Lucia Annunziata e la giornalista e moglie di Francesco Rutelli Barbara Palombelli, la Guzzanti riporta alla mente con una parodia esilarante il mito di Moana per lanciare il suo nuovo show sulla rete di Telecom Italia Media.
Nel promo, in onda da stasera (visibile dopo il salto), Sabina Guzzanti nei panni della celebre pornostar cita a modo suo tutti i programmi della rete, da “L’Infedele”, a “Otto e Mezzo” a “Le Invasioni Barbariche” mentre si dondola nel cielo su un’altalena creando un’immagine eterea ma allo stesso tempo maliziosa.
Dopo il grande successo di Italialand di Maurizio Crozza, cresce l’attesa per questo nuovo varietà satirico che spera di ottenere ascolti superiori alla media di rete, che andrà in onda da mercoledì 14 marzo in prima serata su La7.
Continua a leggere: Sabina Guzzanti nel nuovo promo imita Moana
Sabina Guzzanti sta per approdare su La7 con il nuovo programma del quale vi abbiamo parlato a più riprese, il cui titolo dovrebbe essere Un due tre Stella (o 1, 2, 3, Stella, oppure unduetrestella. Speriamo di scoprirlo al più presto). Nel primo promo, andato in onda in due diverse versione, la Guzzanti imitava Lucia Annunziata; nel nuovo, in onda da pochi giorni (anch’esso in due diverse versioni), si cimenta nella storica parodia di Barbara Palombelli, “donna, opinionista e madre“.
Nella versione che vi proponiamo, la Guzzanti-Palombelli parla del recente intervento di Adriano Celentano al Festival di Sanremo 2012:
Voglio dire qualcosa anch’io su Celentano. E’ vero Celentano è sempre Celentano, però qualche volta esagera, soprattutto quando ha parlato dell’aldilà, descrivendo l’Inferno e il Paradiso, proprio come se fossero Inferno e Paradiso, così…con questo giudizio tranchant tu sei buono tu sei cattivo, che non credo che sia una situazione così tranchant…pare sia il Fatto quotidiano nell’aldilà
Nel promo si vede la data definitiva di inizio dello show: 14 marzo. L’incognita, oltre all’esatto titolo del programma, rimane l’ascolto, visto il periodo non proprio roseo delle prime serate de La7. Il giorno della settimana - il mercoledì - per ora pare essere adatto, almeno sulla carta, ma non è detto che i palinsesti ballerini delle reti generaliste non piazzino a sorpresa qualche pezzo da 90 che può far crollare la Guzzanti con tutto il cucuzzaro.

Sabina Guzzanti e La7 centellinano le informazioni a proposito del nuovo programma che la comica proporrà a partire da marzo. Dopo il primo promo, nei panni di Lucia Annunziata, ecco il video del secondo.
In uno studio radiofonico, la Guzzanti propone la parodia di Barbara Palombelli.
«Potrei diventare di sinistra», dice la Palombelli-Guzzanti »nel momento in cui si è capito che il capitalismo ha fallito, però non so da che parte cominciare. Per fortuna una mia amica mi ha suggerito questo farmaco, del tutto naturale, che, se ingerito la mattina e la sera ti trasforma nell’arco di 30-60 giorni»
E aggiunge che, seguendola su La7, potremo assistere a questo nuovo volto - che non conosce nemmeno lei - di «una donna, giornalista e madre di sinistra».
Sono soltanto promo, è evidente. Ma è altrettanto evidente che dalla Guzzanti e dal suo progetto satirico - peraltro totalmente libero, viste le clausole che ha strappato al cda di La7 - ci si debba aspettare molto, molto di più.
Continua a leggere: La7 - Sabina Guzzanti nel secondo promo è Barbara Palombelli (Video)

Proprio qualche giorno fa, nel presentare The Show Must go off, scrivevo:
L’impressione è che The Show Must Go Off sia “Parla con me” ma come l’avrebbe veramente voluto Serena Dandini, nel formato del “varietà”, in prima serata, con un cast delineato sul modello degli ultimi grandi show di satira e comicità scomparsi dal palinsesto Rai sin dai tempi del compianto Ottavo Nano. Certo, mancano “i Guzzanti” (Sabina, Corrado e Caterina), ma i tempi sono cambiati.
Bene, devo smentire quel “i tempi sono cambiati” perché oggi Caterina Guzzanti a margine della presentazione del suo nuovo programma su RaiTre (Nanuk - Prove d’avventura) ha raccontato ai giornalisti che la sorella Sabina è già al lavoro per scrivere i testi della sua nuova trasmissione di satira per La 7 che dovrebbe partire a marzo. Lei ci sarà, ma si spera accetti anche Corrado:
Saranno otto o dieci puntate. Sarà un varietà satirico. Io parteciperò a tutte le puntate, credo facendo dei personaggi. In genere funziona che Sabina pensa e poi mi chiede “Lo vuoi fare tu? Altrimenti lo faccio io”. Il tutto sarà molto corale, con ospiti, credo. Ancora non si sa nulla. Io e Sabina speriamo che ci sarà anche Corrado. La satira è molto faticosa da fare. Io un pochino mi sono stufata. Mi sembra non sia più una cosa solo per chi la sa fare, ma che ormai fanno un po’ tutti, forse abbassando un po’ canoni e livelli. Ma chi sono io per dirlo?
Sarà realmente possibile? Corrado non ha un accordo con Sky? La speranza è che, anche fosse, non sia in esclusiva: sarebbe davvero un evento riavere i tre Guzzanti insieme in un’unica trasmissione e segnerebbe il ritorno in grande stile della migliore satira televisiva prodotta nel nostro paese sparita dagli schermi per volontà dei lacchè ansiosi di assecondare l’ex Premier (senza che “l’altra parte” fosse poi così dispiaciuta).
Foto | © TM News

Lo aveva anticipato Paolo Ruffini, ora c’è l’ufficialità: Sabina Guzzanti approda a La7.
L’attrice e regista avrà un suo show in prime time a partire dalla primavera del 2012.
Il programma andrà in onda il mercoledì sera e si occuperà di attualità e satira: per ora non ci è dato sapere altro.
Continua, dunque, la campagna acquisti di La7 e di Telecom Italia Media. Qualche anno fa (era il 17 luglio 2008) la rete annunciò che si stava lavorando alla possibilità di un accordo con Corrado, che poi però, nel tempo, ha preferito SKY.
Recentemente protagonista di una singolare polemica a distanza con Fiorello via Twitter, cui poi è seguito uno scambio di opinioni altrettanto singolare con la giornalista Concita De Gregorio (sempre attraverso il social network), la Guzzanti è una dei tanti tele-personaggi che fa un uso sostanzioso del web, dal blog a twitter, appunto. Sarà interessante capire se ci sarà spazio per l’interattività con il mondo online che va tanto di moda, o se il programma si manterrà su binari più tradizionali.
Sul suo blog, la Guzzanti parla del suo programma in un post dal titolo Uno, due, tre stella (sarà anche il titolo dello show?) e, ironicamente racconta delle trattative con La7 che si sarebbero prolungate a causa di un quarto fratello Guzzanti, né maschio né femmina. Ecco quel che scrive l’attrice:
il quarto elemento, che ancora non compare nemmeno su wikipedia, prima di decidersi al debutto si era dedicato/a alla tipografia/o. i fratelli più noti avevano sempre rispettato il suo silenzio o forse come sostengono i più maliziosi è subentrata una rivalità. Ma quando lo/a potremo conoscere? ebbene questo quarto guzzanti ha appena firmato un contratto con la7. l’emittente televisiva prima di fare questo passo ha richiesto una sofisticatissima verifica del dna di cui i nostri commissariati erano sprovvisti (neutrini). il test pertanto è stato effettuato negli stati uniti. poi verificata in germania la guzzantità dell’individuo, la7 ha preteso che l’artista si impegnasse ad assumere posizioni controcorrente, nel timore che quest’ultimo si potesse assopire nella pax montiana. queste le ragioni fondamentali della lunghezza della trattativa durata più di sette mesi.


C’è da dar conto di un velocissimo tweet-fight. Ma prima facciamo tabula rasa: a me non piace il Grande Fratello. Non mi piace La vita in diretta né Pomeriggio Cinque né Uomini e donne. Non mi piace più Unomattina. Non mi piace Servizio pubblico mentre mi piaceva Santoro dieci anni fa e prima. Mi piace Report e mi piace Presa diretta. Non mi piace Matrix, né La Versione di Banfi. Mi piace abbastanza il TgLa7, mi piaciucchia X Factor, detesto il cooking in tv ma mi piace MasterChef. Non mi piace Terranova. Mi piace The Walking Dead. Mi piaceva molto Lost agli esordi, come Prison Break. Mi piace The Big Bang Theory. Mi piace Corrado Guzzanti. Mi piaceva Che tempo che fa, ora mi piace molto meno. Crozza a tratti mi fa sorridere a tratti no, i grandi comici americani mi fanno ridere tantissimo e mi fa ridere Rocco Tanica, ma proprio tanto, e non sono stato pagato né sono amico né ricevo favori né pressioni da uffici stampa per dire tutto questo. Anzi. Infine, tutto quello che mi piace o non mi piace, essendo relativo a gusti e a concetti che riguardano il mio concetto di bello, è suscettibile di variazioni non essendo un testo sacro a cui ho giurato fedeltà eterna. Se Corrado Guzzanti pigliasse una toppa, lo direi. Ah. Mi piace molto più Corrado delle due sorelle, anche se la migliore imitazione che io abbia mai visto fare di Berlusconi l’ha fatta in mia presenza Guzzanti padre, per ragioni troppo lunghe da spiegare.
Non mi è piaciuto #ilpiùgrandespettacolodopoilweekend.
La premessa dovrebbe essere tale da porre fine alle obiezioni più incredibili giunte in questi giorni: da chi minaccia di non leggere più TvBlog a chi dice che i blog che criticano non hanno rispetto per i 10 milioni di Fiorello. A tutti risponderei, senza tanti giri di parole:
Aò, nun m’èppiaciuto. Statece. Puòccapità
In fondo, non sono che un tale che scrive su un blog. Un blog molto seguito, certo. Ma la mia resta l’opinione di uno che scribacchia per mestiere e, sempre per mestiere, invece di leggere molto di più guarda la tv molto più di quanto la guarderebbe se gli fosse consentito scegliere e basta, ma amandola pure, come mezzo in sé, pensate un po’. Ci sono cose che mi piacciono, altre no. Sono opinioni, e le esprimo senza rosicare, senza voler qualcosa in cambio se non quel che mi è dovuto per il mio lavoro.
Tutto ciò per dar conto brevemente di quel che è accaduto su Twitter. Perché durante #ilpiùgrandespettacolodopoilweekend si twittava tutti e una dei pochi “vip” che ha detto qualcosa di negativo sullo show è stata proprio Sabina Guzzanti. Che ha scritto lunedì sera: «Ogni tanto passo su Fiorello, noiosissimo».
Fiorello non ci sta e, prima che vada in onda la puntata di Tv Talk in cui risponde alle critiche, ha scritto a Sabina Guzzanti: «@SabinaGuzzanti ciao rosiconaaaaa!!! Pensa che una volta mi facevi ridere adesso mi fai tristezza! #rosica»
Naturalmente, su Twitter ci si divide e c’è chi dà ragione all’uno, chi dà ragione all’altra.

Nuovo exploit non richiesto del direttore del Tg4 Emilio Fede. Principale obiettivo della confusa invettiva di Fede è Sabina Guzzanti, autrice del film Draquila, che ha spinto il ministro Bondi a disertare il Festival del Cinema di Cannes. Nei 2 minuti dell’edizione di ieri del Tg4 riservati al balbettante punto di vista di Fede finisce inspiegabilmente anche Roberto Saviano, scrittore ed autore di Gomorra.
Secondo il direttore “ci sono due polemiche“, una sarebbe quella legata al film della Guzzanti e l’altra a Saviano. Il concetto di “attualità” non è ben presente a Fede visto che il confronto fra Silvio Berlusconi (di questo stiamo parlando), che aveva accusato Saviano di “fare pubblicità alla Mafia”, e l’autore di Gomorra risale ad un mese fa.
Queste le parole di Fede:
In questi giorni anche per quanto riguarda Roberto Saviano, che ormai sempre lui, la camorra… Per carità, ma non è lui che ha scoperto la camorra, non è lui il solo che l’ha denunciata, ci sono registi autorevoli, ci sono magistrati che l’hanno combattuta e sono morti, lui è superprotetto, e giustamente dev’essere sempre protetto però, come dire, non se ne può più di sentire che lui è l’eroe, qualcuno gli ha offerto pure la cittadinanza onoraria, di che cosa non si capisce. Certo ha scritto dei libri contro la camorra, ma lo ha fatto tanta altra gente, senza fare clamore, senza andare sulle prime pagine, senza rompere… scusate, volevo dire senza disturbare la riflessione della gente che ha capito bene. Un paese come il nostro è contro la malavita organizzata.
Continua a leggere: Emilio Fede: delirio contro Roberto Saviano
Aggiornamento:
Anche La7.it, il portale de La7, trasmetterà Rai per una notte in streaming. Una decisione un po’ a metà, sarebbe stato certamente più rilevante se avesse deciso di trasmettere l’evento in tv come fanno altri network dell’emittenza privata.
Obiettivo raggiunto: a 48 ore dall’evento in programma al Paladozza di Bologna Michele Santoro ha annunciato di aver raggiunto la soglia delle 50 mila sottoscrizioni da 2.5 euro necessarie a recuperare i costi di Rai per una notte. L’happening anti-censura, che sarà trasmesso in tv da Current, SkyTg24, Rai News 24, YouDemTv oltre che da una lunga serie di reti locali ed in streaming su internet anche qui su TvBlog, si preannuncia un successo.
Decine di adesioni, ultima quella di Roberto Benigni che ha registrato uno “spot” per il programma, il palasport bolognese stracolmo dopo la distribuzione dei 5000 inviti bruciati in poche ore domenica scorsa, uno spiegamento fra tv e internet da “reti unificate” che vede esclusi soltanto, per ovvie ragioni, i canali generalisti: questa la sfida lanciata dalla FNSI e dall’Usigrai per protestare contro la censura, ormai consumatasi, di tutti i programmi d’informazione della Rai.
Rai per una notte, come sottolinea lo stesso Santoro nell’annunciare il raggiungimento dell’obiettivo, punta a diventare un evento di aggregazione, da seguire anche attraverso maxischermi nelle piazze e punti d’ascolto che si stanno attivando in tutta la penisola.
Cari amici,
alla mezzanotte di ieri abbiamo finalmente raggiunto il nostro obiettivo: 50 mila sottoscrittori hanno dato il loro contributo per dar vita a Raiperunanotte.
Sono felice e vi abbraccio tutti!
Da questo momento vi chiedo di non versare più denaro riservandolo per le prossime iniziative.
Continuate invece a organizzare punti d’ascolto collettivi piccoli o grandi ovunque sia possibile.
Continua a leggere: Rai per una notte - Santoro: "Raggiunti i 50 mila sottoscrittori"

L’uscita di scena di Aldo Busi da L’Isola dei Famosi 7 è stata burrascosa, esattamente come il copione prevedeva. Forse gli autori e la Ventura speravano di trattenerlo in Nicaragua ancora qualche settimana, ma sono stati costretti a raccogliere il picco di share dell’inevitabile sfogo dello scrittore già ieri sera. Poco male, per loro. La rabbia di Busi, come dettagliatamente ricostruito dal nostro Lord Lucas, ha travolto un po’ tutti: Berlusconi, la credibilità del reality, la “rifatta” Mara Venier e il Papa Benedetto XVI.
Il pontefice è stato coinvolto da Busi in riferimento all’omofobia, senza grossa originalità indicata come la tendenza tipica degli “omosessuali repressi“. In modo decisamente più edulcorato, ma in diretta su RaiDue, il suo affondo ha ricordato il celebre intervento di Sabina Guzzanti durante la manifestazione dell’8 Luglio 2008 quando, sul palco di Piazza Navona, l’attrice augurò al Papa omofobo il dantesco contrappasso di finire all’inferno tormentato da “diavoli gay”. In quell’occasione la Guzzanti si guadagnò l’accusa di “vilipendio ad un capo di stato estero” prima che il ministro Alfano la graziasse stabilendo il non luogo a procedere.
Lorenzo Cesa, segretario dell’Udc, ha chiesto l’intervento della Vigilanza Rai su L’Isola dei Famosi:
La maggioranza, in Commissione di Vigilanza e nel Cda Rai, ha fatto di tutto in questi giorni per imbavagliare i talk show e perché in tv venissero bandite la politica e le critiche al governo. È singolare che altrettanto zelo non venga dimostrato nel controllo dei contenuti di altri programmi del servizio pubblico. Da Busi è stata dileggiata senza ritegno davanti a milioni di telespettatori la guida spirituale dei cattolici nel mondo. L’azienda e la Vigilanza tolgano il paraocchi e guardino cosa succede negli altri programmi.