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Tutti gli articoli con tag rupert murdoch

Endemol: Time Warner insiste, Mediaset sta per essere estromessa

pubblicato da Gabriele Capasso


Time Warner non molla. Dopo l’offerta da 1 miliardo di dollari “cash”, rispedita al mittente, si sta riorganizzando per proporre una somma ancora superiore (fino ad un miliardo e mezzo) per rilevare la società di produzione Endemol. Per recuperare questa somma la Warner è pronta a coinvolgere, attraverso la Alessandro Proto Consulting, il multimiliardario americano Donald Trump. In atto c’è anche il tentativo di coinvolgere Rupert Murdoch e la sua News Corp nella cordata.

In tutto questo Mediaset, che detiene il 33% della società insieme a Goldman Sachs e al fondo Cyrte che include il fondatore John De Mol, rischia seriamente di venire estromessa non avendo i capitali (e l’intenzione) per rispondere ad un’offerta del genere. Il termine per ristrutturare il debito è scaduto e i maggiori creditori hanno concesso altri due mesi di tempo proprio in considerazione dell’interesse di Time Warner.

Intanto per rientrare dei 2.8 miliardi di dollari che dovrebbero ottenere da Endemol hanno convertito il debito in azioni, sfilando di fatto il controllo dalle mani dei precedenti soci, compreso il gruppo italiano. Se nulla cambierà nei prossimi 60 giorni è inevitabile che Mediaset esca da Endemol e riassuma la più comoda posizione di “creditrice” non avendo i mezzi di pareggiare l’offerta da 1,5 miliardi che le banche pretendono per sfilarsi a loro volta.

Roberto Formigoni shock: "Meglio vendere la Rai". A Murdoch?

pubblicato da Malaparte

Roberto Formigoni shock: "Meglio vendere la Rai". A Murdoch

Roberto Formigoni propone di vendere la Rai. Magari a Murdoch.

Non l’ha proprio mandata giù, la manovra che si è consolidata nel decreto anticrisi 2011: aveva esternato già nel corso della conferenza stampa di Regioni, Province, Comuni.

E, al di là delle critiche politiche, questa è la parte “televisiva” dell’intervista che il Governatore della Regione Lombardia ha rilasciato a Repubblica:

Dobbiamo adottare da subito dei tagli allo Stato, mi pare che i ministri siano stati molto indulgenti con se stessi e abbiano chiesto molto di più agli altri. Ma soprattutto invoco di essere coerenti: dobbiamo mettere in vendita la RAI, le Poste e parte del patrimonio immobiliare pubblico. Liberarci di asset pubblici, trasformare in realtù la nostra idea di fondo che è meno Stato e più societù, questo vuol dire rispettare l’identità del nostro partito. Oggi una Rai pubblica non ha più senso: messa sul mercato, è un’azienda che troverebbe acquirenti al volo - faccio un nome a caso, Murdoch - e che potrebbe rendere tra i 4 e i 5 miliardi di euro. Vedo solo vantaggi: via il canone, stop alle polemiche con i Santoro e i Floris…

La giornalista che firma l’intervista fa notare a Formigoni come il terreno sia piuttosto delicato, in Italia. C’è di mezzo un signore che si chiama Berlusconi, c’è di mezzo un conflitto di interessi. Ma Formigoni è sicuro che la sua idea sia vincente:

Per Berlusconi potrebbe essere l’occasione per dimostrare che se ne frega del conflitto di interessi e che è un grande statista che vuole il bene del Paese

Speciale Tg5 e Sky Tg 24 live l'audizione di Murdoch sullo scandalo tabloid

pubblicato da Gabriele Capasso


In questi minuti sta andando in onda, in contemporanea su Canale 5 e su Sky Tg 24 (Canale Eventi 504), l’audizione in Commissione Media, Cultura e Sport alla Camera dei Comuni di Londra di Rupert Murdoch, del figlio James e di Rebekah Brooks. Il tema sarà naturalmente lo scandalo tabloid, quello impropriamente definito “scandalo intercettazioni”, che ha travolto il popolarissimo News of the World costretto a chiudere dall’ondata d’indignazione seguita alle indagini e agli arresti effettuati da Scotland Yard.

L’abitudine di reperire illegalmente informazioni accedendo da remoto alle segreterie telefoniche di personaggi famosi o di persone dei loro entourage (è sufficiente scoprire un codice numerico per farlo) si è rivelata un’autentica catastrofe per il giornale di Murdoch. Dopo anni di scoop sensazionali e sensazionalistici il News of the World è stato travolto da uno scandalo che coinvolge anche il primo ministro Cameron che aveva affidato il ruolo di portavoce all’ex direttore del tabloid Andy Coulson. Ieri è stato trovato morto Sean Hoare, la prima “gola profonda” dello scandalo, e si allunga la lista di persone influenti coinvolte che hanno deciso di dimettersi.

Sky Tg 24 non poteva certamente esimersi, pur trovandosi nella paradossale posizione di dover dare pubblicità ai serissimi guai del suo editore. Appare curioso che il Tg5, anche se in un periodo estivo con i palinsesti zeppi di repliche, decida di realizzare uno speciale per una notizia di respiro “internazionale” che ha poco di italiano se si esclude il fatto che il tycoon Murdoch opera nel nostro paese attraverso Sky Italia in diretta concorrenza con Mediaset. Sarò maligno, ma questa improvvisa voglia di coprire in diretta l’evento mi sembra parte di un tentativo (comunque legittimo) di contribuire a demolire l’immagine di un rivale.

Come ci segnalano la decisione di mandare in onda lo Speciale ha anche determinato un cambiamento significativo ed inusuale nel palinsesto con una seconda puntata, non prevista, di Centovetrine (programma fortissimo negli ascolti del primo pomeriggio). Questa puntata andrà in onda in replica domani così da mantenere il sincronismo con la replica odierna prevista su La5 e con l’episodio clou finale prima della pausa estiva del 5 agosto.

Sky Italia - Tom Mockridge promosso a News International dopo lo scandalo

pubblicato da Gabriele Capasso

Tom Mockridge lascia Sky Italia
Rupert Murdoch si affida a Tom Mockridge per provare ad uscire dalla bufera che sta investendo la sua News Corp dopo lo scandalo e la conseguente chiusura del tabloid inglese News of the World. Due giorni fa la mossa di rinunciare all’offerta d’acquisto di un’ulteriore quota di partecipazione in BSkyB, oggi quella di promuovere l’amministratore delegato di Sky Italia all’identico ruolo in News International.

Mockridge, alla guida della pay tv italiana sin dal 2003, è considerato l’uomo giusto, il volto “pulito”, in grado di dare nuova credibilità all’azienda dopo le dimissioni di Rebekah Brooks. Il figlio di Rupert, James Murdoch, l’ha definito “la persona giusta per garantire un futuro migliore” alla divisione informazione di News Corp. L’ormai ex AD di Sky Italia è anche un membro del Cda di BSkyB e un membro del Supervisory Board di Sky Deutschland.

Venendo alle cose di “casa nostra” Laura Cioli e Domenico Labianca, già attualmente strettissimi collaboratori di Mockridge, assumono la carica vacante di CEO ad interim in attesa di una nuova nomina. Basterà per placare lo scandalo “intercettazioni” (in realtà si trattava di accessi abusivi alle segreterie telefoniche) che ha rovinato i piani di Murdoch in Gran Bretagna?

Murdoch "rinuncia" a BSKYB

pubblicato da Malaparte

Rupert Murdoch

Travolto dagli scandali che riguardano il defunto News of The World, Rupert Murdoch rinuncia alla scalata a BSkyB, piattaforma satellitare britannica di cui Murdoch è già azionista.

Avrebbe voluto controllarne la maggioranza, ma ha dovuto cedere alle pressioni in Regno Unito. Chase Carey, il presidente di News Corporation, la società di Murdoch, ha espresso la sua opinione in un laconico comunicato:

Ritenevamo che la proposta di acquisizione di BSkyB da parte di News Corporation sarebbe stata un beneficio per entrambe le società, ma è diventato chiaro che è troppo difficile progredire in questo clima.

D’altro canto il “clima” (che non è certo piovuto dall’alto) era già reso torrido dal fatto che il Governo britannico avrebbe dovuto pronunciarsi a proposito della scalata di Murdoch. E infatti, secondo la BBC Downing Street ha prontamente accolto con favore la decisione della News Corporation di gettare la spugna.

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Interessi

pubblicato da Massy


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Murdoch chiude "News of the world" - Studio aperto a raffica, SKY Tg24 buca (per un po')

pubblicato da Malaparte

Murdoch chiude "News of the world"

Scandalo per Rupert Murdoch e famiglia. Il figlio del tycoon dell’editoria ha deciso di chiudere il giornale News of the World: domenica uscirà l’ultimo numero, dopo 160 anni di attività.

L’annuncio lo ha dato proprio James Murdoch - ieri lo citavamo per un ipotetico interessamento per La7 -, che ha dichiarato:

Dopo aver consultato i colleghi più anziani, ho deciso che dobbiamo prendere una decisione riguardo al giornale. Quella di domenica sarà l’ultima edizione del News of the World. Tutti gli spazi pubblicitari dell’ultima edizione saranno donati a quegli enti benefici che vorranno far conoscere le loro buone azioni ai nostri milioni di lettori. Inoltre, ho deciso che tutte le entrate dalla vendita dell’ultimo numero del News of the World saranno devolute in beneficenza

Interessante notare che, per quanto riguarda il trattamento della notizia da parte delle televisioni italiane, Studio Aperto, per ovvie ragioni, ha fatto una serie di servizi sull’argomento. Al momento, invece - per ragioni altrettanto ovvie? - SkyTg24 buca la notizia (che fa la sua comparsa solo sul sito, con un bel po’ di ritardo), poi la inserisce, finalmente, nei titoli e nelle notizie dell’edizione delle 19.

Ma cos’è successo al popolarissimo giornale britannico? Be’, c’è uno scandalo di mezzo e si parla di svariati arresti imminenti fra giornalisti e forse anche altri personaggi. Perché di mezzo c’è, Andrew Coulson ex-vice-direttore del News of the World, nonché spin doctor del premier britannico Cameron. In sostanza, ci sarebbe stata un’organizzazione per intercettare illegalmente i telefonini di attori, calciatori, membri della famiglia reale, Vip della politica e dello spettacolo, allo scopo di consentire scoop al giornale di Murdoch. Non solo: questo meccanismo, a volte, sarebbe stato utilizzato per depistare le indagini in svariati casi di cronaca, per ricattare, per ordire campagne di fango mediatico, per ottenere obiettivi economici e politici. Insomma, uno scandalo colossale. Repubblica parla di una sorta di struttura delta all’anglosassone.

La decisione dei Murdoch è storica. Anche perché ci sono in ballo interessi televisivi, quindi economici, quasi fondamentali per il gruppo Murdoch.

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La7 interessa ai Murdoch. Il titolo vola in borsa

pubblicato da Malaparte

Rupert e James Murdoch interessati a La7

I Murdoch sarebbero interessati a La7.

L’indiscrezione è arrivata oggi da parte de Il Sole 24 Ore. Come effetto immediato, il titolo in borsa di TI Media ha fatto un balzo dell’8,15%.

Secondo il quotidiano di economia, non c’è identità di vedute, in casa Murdoch, a proposito di La7. Papà Rupert ritiene che la cifra da mettere in campo per accontentare Telecom Italia Media non sarebbe proporzionale ai vantaggi.
Di tutt’altro avviso il figlio, James Murdoch (Presidente di Sky Italia, che a maggio, al convegno dell’Osservatorio Permanente Giovani Editori, aveva duramente criticato il sistema televisivo italiano e la sua mancanza di concorrenza.

Così, Murdoch figlio vorrebbe che la News Corporation si espandesse sul mercato terrestre italiano, considerato il fatto che Telecom Italia Media è in vendita: c’è un mandato a Mediobanca per la ricerca di un nuovo azionista di maggioranza o di un partner. Solo che Telecom Italia vuole almeno 400 milioni di euro per le reti televisive.

Se l’indiscrezione dovesse confermarsi, la lotta fra i Murdoch e Silvio Berlusconi potrebbe farsi ancor più serrata. Per il momento, a trarne benefici è, per l’appunto, il titolo delle azioni di TI Media. Non resta che aspettare, per capire quale sarà lo scenario prossimo venturo del “terzo polo” televisivo italiano.

Sky UK: per averne il 100% Murdoch scorpora Sky News

pubblicato da Gabriele Capasso


La notizia arriva dall’Inghilterra, ma ha un riflesso diretto anche nella nostra attualità. Mentre in Italia ci si allarma per la mancata proroga del divieto per gli operatori della tv di possedere quotidiani, nel Regno Unito Rupert Murdoch subisce il diktat del governo Cameron: se vuoi il 100% di Sky UK devi mollare “Sky News“. Come noto Murdoch, attraverso la sua News Corp, controlla l’omologo inglese del nostro Sky Italia, vale a dire la British Sky Broadcasting, ma possiede soltanto il 39% delle azioni.

L’intenzione del magnate australiano è quella di salire al 100% da molto tempo, ma la condizione postagli dall’Autorità inglese per le comunicazioni, la Ofcom, prevede che la testata giornalistica Sky News venga scorporata dall’azienda e non sia sotto il diretto controllo della News Corp.

L’intenzione è quella di garantire l’indipendenza di un organo d’informazione di importanza cruciale, vero concorrente della BBC, da un imprenditore che detiene già la proprietà di tabloid e quotidiani: il Sun, il Times, il Sunday Times e il News of the World. In Inghilterra, dove la concentrazione dei media è certamente meno allarmante che in Italia, non si ritiene concepibile che il soggetto che controlla uno dei canali tv d’informazione più importante del paese sia contemporaneamente il proprietario di alcuni quotidiani. Puro buonsenso.

DTT: Sky smentisce l'accordo con L'Espresso per il Multiplex

pubblicato da Gabriele Capasso


Sky Italia smentisce l’articolo pubblicato oggi su Il Corriere della Sera che dava già per concluso un accordo con il gruppo editoriale L’Espresso per la cessione del multiplex digitale che ospita sulle sue frequenze il canale Cielo. Secondo il quotidiano milanese il gruppo di Murdoch, non appena decaduti gli obblighi antitrust con l’Unione Europea, avrebbe rilevato il Mux di De Benedetti per portare i suoi canali sul digitale terrestre, in prospettiva anche con un’offerta pay tv.

Il comunicato stampa di smentita viaggia fra il serio e il faceto. Al suo interno, per smentire le tesi de Il Corriere, interviene Ugo La Talpa in persona, tanto per sottolineare che a Sky sono molto affezionati al personaggio bocciato dal Gran Giurì della pubblicità un paio di giorni fa.

Anche solo ipotizzare che Sky intenda “trasmettere in digitale (si suppone terrestre) la pay per view” vuol dire infatti non tenere presente come funziona l’offerta di Sky Italia che è caratterizzata da oltre 190 canali criptati, di cui 36 in Alta Definizione - presto saranno oltre 50 - funzionalità avanzate come quelle garantite dal decoder MySky e molto molto altro.

Questa ipotesi dunque non è solo falsa ma - lo sottolinea Ugo in persona: “è tecnicamente impossibile!”.

Ciononostante, poiché questa non è la prima volta che “fonti anonime” suggeriscono “retroscena” fantatecnologici è utile ribadire che su questi temi sarebbe necessario – oggi come domani – conoscere almeno le basi di come funziona la televisione digitale, la disponibilità di banda sul DTT, il consumo di banda di canali in HD.

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In Gran Bretagna, tutti contro Rupert Murdoch

pubblicato da Malaparte


Rupert Murdoch tenta la scalata al pacchetto azionario di Sky Britain. Il che ha provocato una vera e propria mobilitazione degli editori britannici, decisamente preoccupati dalla quantità di potere mediatico che l’imprenditore, editore, produttore televisivo di origini australiane potrebbe acquisire nel Regno Unito.

Murdoch, infatti, controlla anche il Sun e il Times (il 37% dell’editoria britannica). Se al quadro si aggiunge il fatto che la televisione di stato britannica sta per subire - ma era cosa nota da tempo - pesantissimi tagli, si capisce facilmente la ragione delle preoccupazioni dei colleghi e concorrenti di Murdoch.

L’offerta è di quelle importanti: 9 miliardi di euro per acquisire il 61% di Sky Britain. Ora si attendono semplicemente decisioni politiche a proposito della liceità dell’operazione.

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Murdoch fa causa a Skype: diffida per l'uso del nome

pubblicato da Gabriele Capasso


La News Corporation di Rupert Murdoch ha diffidato Skype, popolarissimo software per il Voip, per l’uso del nome, troppo simile a quello di Sky, marchio europeo delle pay tv che fanno parte del gruppo del tycoon australiano. La vicenda è stata svelata, in maniera indiretta, dalla società proprietaria di Skype che ha intenzione di quotarsi prossimamente al Nasdaq.

Nella relazione sull’offerta pubblica d’acquisto della società è obbligatorio elencare tutte le pendenze giudiziarie e fra queste è spuntata proprio la diffida di News Corp sulla questione del nome. Non è il primo tentativo di Murdoch per mantenere l’esclusiva sul nome “Sky” contro Skype: già in passato la divisione inglese di News Corp, BSkyB ha provato (senza successo) nei tribunali di Svizzera, Turchia e Brasile a chiedere i diritti per l’uso del nome. Ora lo “squalo” australiano punta ad avere successo nei tribunali della comunità europea.

Digitale terrestre: arriva il sì a Sky

pubblicato da Stefano Sgambati

Digitale terrestre: arriva il sì a SkyRupert Murdoch potrà trasmettere in Italia sul digitale terrestre. E’ quanto sostiene una fonte Reuters in merito alla querelle legata al gruppo Sky e alla possibilità affiancarsi a Mediaset in un mercato di cui non disponeva minimamente fino ad ora. La Commissione Europa starebbe dunque per concedere il via libera all’acquisto di frequenze. Si chiude così un caso che aveva appassionato i fruitori italiani del mezzo televisivo in questi ultimi mesi. Questo il testo del comunicato Reuters:

“La Commissione consentirà a News Corp di presentare offerte per una frequenza in digitale e utilizzarla per trasmissioni in chiaro”.

Secondo le precedenti regole, il gruppo News Corp di Murdoch non avrebbe potuto operare al di fuori del mercato satellitare per questioni legate all’antitrust fino alla fine del 2011. Il magnate australiano ha richiesto una modifica sostanziale di tale regolamento alla luce degli sviluppi di mercato e al criterio di concorrenza.

Sky Italia in perdita. E Lucio Dalla affossa SkyUno

pubblicato da Lord Lucas

lucio dalla sky Vista la specificità di argomenti prettamente economici, su cui è bene però fare dovere di cronaca anche su un blog di tv, riportiamo testualmente dal Sole 24 ore:

Nel secondo trimestre dell’anno fiscale 2010 Sky Italia ha fatto segnare perdite operative per 30 milioni di dollari, a fronte dell’utile di 10 milioni registrato nel corrispondente periodo dello scorso anno. È quanto emerge dai dati dalla conference call della società News Corp per quanto riguarda l’Italia (…) Alla fine del trimestre la base clienti è di 4,74 milioni, in calo di 63.000 unità rispetto ai tre mesi precedenti, dal momento che i 150.000 nuovi clienti sono stati più che controbilanciati dalle disdette.

Rupert Murdoch, presidente e ceo di News Corporation, rassicura:

“Sky Italia sta fronteggiando un difficilissimo contesto economico, ma siamo entusiasti circa il potenziale di questo business data l’alta qualità dei nostri servizi e la bassa penetrazione della tv a pagamento in Italia”.

Quello che preme più fare, a un blog come il nostro, è un bilancio sui contenuti, a partire dalla deludente programmazione di SkyUno, rete che si preannunciava la risposta satellitare alle generaliste. Dopo gli acquisti boom del lancio nell’aprile 2009, che facevano presagire il trasloco di massa dei big su Sky, il canale ha via via disatteso le aspettative iniziali.

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Sky Deutschland è sempre più di News Corp

pubblicato da Gabriele Capasso


NewsCorp punta sempre più forte su Sky Deutschland. La società del tycoon Rupert Murdoch aumenta la sua quota nell’azionariato di “Sky Germania” passando dall’attuale 39.6% al 45.4% con un investimento di 120 milioni di euro che accrescono ulteriormente il forte impegno nella pay tv satellitare tedesca.

C’è ottimismo per le prospettive future di Sky Deutschland, anche se i conti dell’ex Premiere sono tuttora in rosso e il numero di abbonati (circa 2.5 mln fra Austria e Germania) è assolutamente insoddisfacente. NewsCorp ha intenzione, dopo il cambio di marchio che ha allineato la piattaforma alla Sky Uk e a Sky Italia di investire ancora molto.

Questi investimenti, che hanno già portato un aumento quantificabile in 350 mila abbonati in pochi mesi, dovrebbero andare a ricalcare ciò che si sta facendo anche nel nostro paese con l’esclusiva per il calcio della Premier League Inglese e la crescita numerica e qualitativa dei canali che trasmettono in Alta Definizione.

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