Su Raiuno, torna Ho sposato uno sbirro 2.
Su Raidue, replica di Ncis: Los Angeles e Numb3rs in prima tv.
Ospite di Kilimangiaro è Annalisa Minetti, ma si parlerà anche di Egitto, Australia, delle isole di Mauritius e Rodriguez e di Inghilterra.
Su Canale 5, Lo show dei record.

Su Raiuno, le repliche di Ho sposato uno sbirro 2.
Su Raidue, una replica di Ncis: Los Angeles ed in prima tv Numb3rs.
Arriva, su Raitre, Il Caimano, film di Nanni Moretti che racconta l’ascesa di Berlusconi. Sarà proiettato a Pontida?
Altra replica su Canale 5: Lo show dei record.
Torna la “Serata Doc” su Italia 1. Dal 5 giugno, infatti, la rete propone una nuova serata interamente dedicata ai medical drama, capeggiata ancora una volta da “Dr. House”, in onda con gli episodi rimanenti della settima stagione, seguiti dalla seconda stagione di “Royal Pains” ed, infine, dalla novità “Miami Medical”. Il tutto a partire dalle 21:25, ogni domenica.
Dopo la proposta invernale, con “Dr. House”, “Grey’s anatomy 6″ e “Nip/Tuck” (quest’ultimo subito sospeso per bassi ascolti, salvo poi essere trasmesso in questo periodo dopo “Plastik”), Italia 1 ripropone una serata tutta dedicata al genere telefilmico più prolifico degli ultimi anni. Ecco che, allora, come promesso dal direttore di rete Luca Tiraboschi (che in una nostra intervista aveva parlato di “corsa” per concludere i doppiaggi), vedremo a poche settimane di distanza dalla messa in onda americana i sette episodi conclusivi della serie della Fox.
In onda dalle 21:25, vedremo quindi la conclusione di una stagione che ha ancora una volta tenuto davanti allo schermo milioni di telespettatori e che si prepara al gran finale, in America, di lunedì prossimo, episodio che segnerà anche l’uscita di scena, almeno come regular, di Lisa Edelstein nei panni della Dr.sa Cuddy, dal momento che l’attrice non ha rinnovato il contratto per l’ottava ed ultima stagione.
Continua a leggere: Dr. House 7, Royal Pains 2 e Miami Medical dal 5 giugno su Italia 1
“Fringe” regge, anche se cala, nel primo venerdì di concorrenza con un nuovo episodio di “Supernatural”: la prima è stata vista da 4,2 milioni di telespettatori (1.7 rat. 18-49 anni), la seconda da 2,2 milioni (1.0 rat.). Bene il ritorno di “Smallville”, con 2,3 milioni di persone (1.0 rat.), mentre “The Defenders”, nella nuova collocazione, scende a 8,6 milioni di telespettatori (1.3 rat.).
Continua il successo di “Human Target”, visto da 9,3 milioni di persone (2.7 rat.), così come sale “Cougar Town”, seguito da 6,6 milioni di telespettatori (2.7 rat.). Si trattava dell’ultima puntata prima della pausa di dieci settimane, durante la quale andrà in onda “Mr. Sunshine”.
Giovedì, ancora successo per “The Big Bang Theory” -in un episodio con un breve ma spassoso omaggio a Bollywood-, con 13,8 milioni di telespettatori (4.3 rat.), mentre “Bones” scende a 10,1 milioni (3.4 rat.), dopo il boom della settimana scorsa, reggendo il confronto con “Csi”, che ha raccolto, nell’episodio che ha visto il cameo di William Petersen, 13,8 milioni di persone (3.0 rat.) ed il ritorno di “Grey’s anatomy”, che ottiene 11,1 milioni di telespettatori (4.2 rat.). Nell’episodio, oltre a comparire L. Scott Caldwell da “Lost”, si è assistito all’esperimento che vede protagonista il personaggio della Bailey che, da questa settimana, invia durante la puntata stessa dei tweets che si possono leggere sul suo account ufficiale. Dopo il salto, la classifica completa e le serie via cavo.

Usa Network mette al sicuro le sue serie di successo, e rinnova “Psych”, “Royal Pains” e “White Collar”. I tre show, d’altra parte, hanno dimostrato anche nelle ultime puntate trasmesse di essere molto apprezzate dal pubblico, motivo per cui il network non ha intenzione di lasciarsele scappare.
“Psych” avrà quindi una sesta stagione da sedici episodi (la seconda parte della quinta stagione, finora vista da una media di 2,3 milioni di persone, andrà in onda a novembre), “Royal Pains” (la cui media di quest’anno è stata di 3,5 milioni di telespettatori) arriverà a tre stagioni, con un ordine che varia dai sedici ai diciotto episodi, mentre per “White Collar” ci sarà una terza stagione da sedici puntate.
“E’ la meravigliosa conferma che gli show stanno funzionando”, ha detto il presidente della programmazione di Usa Network, Jeff Wachtel, che ha aggiunto a proposito della propria programmazione originale “ai nostri albori, era vista come facoltativa. Non lo è più, ma non è neanche un imperativo riempire ogni fascia oraria. Siamo ancora capaci di essere più artigianali, non siamo al punto di dire ‘Oh mio Dio, ci serve un blocco comedy per il lunedì sera’”.

Su Raiuno, il Premio internazionale Rodolfo Valentino, condotto da Carlo Conti e Claudia Gerini. Claudio Baglioni sarà premiato per la musica, mentre per la carriera Meryl Streep ed Andy Garcìa. Della serie “attori italiani, tiè!”
Raidue ancora alle prese con Numb3rs. I conti facciamoli fare a loro, che è meglio.
Su Raitre, Il nome della rosa. Un giallo sullo sfondo di un’abbazia. E dire che, quando si tratta di assassini, l’abito non fa il monaco in questo caso serve a poco.
Su Canale 5, Indovina chi sposa mia figlia. Lino Banfi per un film tedesco: c’avranno capito qualcosa del suo pugliese stretto?

Ne conosciamo tanti, ormai, di medical drama. Cosa ha di nuovo “Royal Pains”, che parte stasera alle 22:25 su Italia 1, dopo un altro telefilm del genere molto più famoso, ovvero “Dr. House” (che torna con gli episodi inediti della sesta stagione)? Oltre ad un’ambientazione inedita per uno show simile, possiamo dire una maggiore componente comedy rispetto ad altre serie.
Sia chiaro, non siamo ai livelli comici di “Scrubs”, ma la serie creata da Andrew Lenchewski e John P. Rogers prende una piega un po’ meno drama, per concentrarsi, oltre che ai casi di puntata, sulla nuova vita del protagonista Hank (Mark Feuerstein), che dopo aver deciso di mettere in secondo piano un ricco paziente, finanziatore dell’ospedale in cui lavora, a favore di un ragazzo in condizioni più critiche, viene licenziato.
La situazione non viene presa bene dalla sua ragazza, che lo lascia in tronco. Ecco che Hank si trova ad un punto buio della sua vita, avendo perso tutto ciò che gli dava sicurezza. Sarà il fratello Evan (Paulo Costanzo) a ridargli fiducia, grazie ad una semplice festa negli Hamptons -dove i ricchi newyorchesi passano le vacanze-, che segnerà la sua svolta.
Continua a leggere: Royal Pains, il medical dramedy su Italia 1 da stasera

Tre personaggi dello spettacolo hanno fatto parlare di sè nelle scorse ore per alcune notizie che li riguardano. Trattasi di Henry Winkler, Sheryl Crow e Julie Benz, che compariranno (o estenderanno la loro presenza) in altrettante serie tv.
Iniziamo da Winkler, passato alla storia della tv grazie al personaggio di Fonzie in “Happy Days”. L’attore non ha mai abbandonato il piccolo schermo, comparendo qua e là in alcuni show (uno tra tutti: “Arrested Development”). Il suo prossimo lavoro sarà per “Royal Pains”, la serie di Usa Network che quest’estate tornerà con la seconda stagione.
-Attenzione: spoiler-
Winkler, che vedremo dal primo episodio, sarà il padre del protagonista Hank (Mark Feuerstein) e di suo fratello Evan (Paulo Costanzo), con i quali cercherà di riallacciare un rapporto inesistente da anni, anche se i veri motivi della sua presenza saranno oscuri. Novità anche per “Cougar Town”.

Avere una seconda opportunità in quello che si sa fare meglio: ciò che desideriamo a volte tutti diventa realtà per Hank Lawson, protagonista di “Royal Pains”, serie che ha debuttato da soli tre mesi su Usa Network e che arriva in Italia da stasera alle 21 su Joi.
Incontriamo il protagonista (interpretato da Mark Feuerstein, “3 libbre”) quando ancora è uno stimato chirurgo di un pronto soccorso di New York. La vita gli sorride: successo nel lavoro, buoni amici e una donna pronto a sposare lo rendono felice. I guai cominciano quando un ricco paziente sotto le sue cure, finanziatore dell’ ospedale, muore mentre Hank si sta dedicando ad un ragazzo collassato di fronte a lui durante una partita di basket. La direzione ospedaliera non può accettare un “simile comportamento”, ed Hank viene licenziato in tronco.
Lasciato inoltre dalla sua ragazza, per Hank la possibilità di ricominciare arriva dal fratello -festaiolo- Evan (Paulo Costanzo, “Joey”), che lo invita ad una festa negli Hamptons, dove i ricchi newyorchesi passano le loro vacanze di lusso. Qui il destino fa il suo lavoro, ed una serie di eventi porteranno il protagonista a guadagnarsi la fiducia di un ricco uomo d’affari di nome Boris (Campbell Scott), che lo inviterà a passare l’estate nella sua depandance e a dedicarsi alle emergenze dei suoi vicini di casa, diventando così un “medico a servizio” di quella gente il cui potere gli è costato il primo lavoro.

Continua a leggere: Royal Pains: il dottore a servizio che alleggerisce il medical arriva su Joi

Con il secondo episodio della prima stagione di Royal Pains, andato in onda questa settimana, la fisionomia di questa nuova serie medica comincia a definirsi meglio. Con tutta sincerità, soprattutto alla luce delle piccole o grandi innovazioni di stile e contenuto apportate al genere della serie medica, sempre in questi giorni, da Nurse Jackie, Royal Pains sembra essere decisamente più sbilanciato dalla parte dei luoghi comuni.
Si tratta della storia di un ex medico ospedaliero, Hank Lawson, che ha perso il lavoro a causa di una decisione difficile, che causa la morte di una ragazza durante un intervento che salva la vita a un ragazzo, ma condanna alla morte un grosso finanziatore dell’ospedale. Hank trascorre mesi di crisi e di sfiducia, fino a che, durante il party giusto agli Hamptons, non salva la vita a una modella, che gli apre le porte della buona società e dei suoi tanti acciacchi, fisici e morali, biologici o meno. In breve diventa il medico di famiglia, e qualche volta proprio “in famiglia”, della New York che conta.
D’accordo tutti sul fatto che House ci ha fin troppo abituato alla figura di un medico egotico e un po’ cinico nei confronti dei pazienti (salvo variazioni sul tema, che lo rendono delizioso). Ma ha senso nel 2009 mostrarci, da parte di Royal Pains, un medico semplicemente perfetto, accorto ai problemi dei malati, neanche un poco provolone con le infermiere; educato, competente, insomma un medico “who cares”?
Se, in aggiunta a questo, l’altro tema conduttore della serie è una sottaciuta ma continua denuncia di malasanità (con il nostro continuo sottotitolo: “vedessero come stiamo messi noi!”) forse la nuova serie con il pur bravo Mark Feuerstein può contare su pochi elementi per sfondare, soprattutto con un’eventuale distribuzione italiana.