
Parlare dello stato della fiction italiana non è facile. E non perchè non si sappia da dove partire per elogiarne caratteristiche e pregi, piuttosto il contrario. La fiction italiana, negli ultimi anni, si è trovata a doversi confrontare con le produzioni statunitensi, inglesi e francesi, cercando un proprio posto nel mondo che, però, non è ancora stato trovato.
Perchè? Numerosi sono i fattori che ci portano a questa conclusione. Presi singolarmente, sembrano solo dei difetti il cui aggiustamento potrebbe richiedere poco sforzo, ma presi tutti insieme ci presentano un quadro dalle molteplici problematiche, la cui risoluzione non si può considerare nè immediata ma neanche impossibile.
Serve un po’ di umiltà, ovviamente, nel riconoscere i propri limiti; ma anche consapevolezza degli errori che sono stati commessi in passato e che, invece di non essere ripetuti, sono diventati la norma. Ma noi avviciniamoci a questo quadro, ed osserviamo i singoli tratti che compongono, a nostro dire, l’attuale stato della fiction italiana.

Ve l’avevamo anticipato in anteprima, ora è ufficiale: Fabrizio Moro è l’ennesimo personaggio tv atipico prestato alla conduzione. A quanto pare va di moda l’artista-messaggero, che prende in consegna un format nelle sue corde a prescindere dalla sua esperienza col piccolo schermo.
Da mercoledì 28 settembre su RaiDue, alle 22.30 circa, andrà in onda Sbarre, programma sui detenuti che - sulla carta - sembrerebbe un clone di Altrove di Maurizio Costanzo (pur uno dei primi sostenitori dello stesso Moro), in onda su Italia1 nel 2006 in seconda serata.
Moro esterna le sue sensazioni del pre-debutto a Vanity Fair, mostrandosi molto duro con i suoi fan, che non avrebbero apprezzato la sua scelta artistica:
“Il 29 settembre ho un forum con loro, che in parte mi hanno già criticato: per loro non dovevo fare tv. Ragazzi, non rompetemi i coglioni. E’ un bel progetto: almeno voi sostenetemi! Rivedendomi, non sono neanche male. Inizialmente, quando mi hanno fatto quest’offerta, ho rifiutato: se devo cantare, bene, ma se qualcuno mi incalza, in Tv, a sento riesco a parlare. Finora il video mi ha soprattutto allontanato dalla gente, che non ha capito fino in fondo chi sono”.
Allora perché, alla fine, ha accettato?

Giovedì prossimo - 18 novembre - partirà su Sky Cinema la seconda stagione di Romanzo Criminale, serie innovativa e appassionante che con la sua prima stagione ha ottenuto ampi consensi. La serie, della quale parleremo in modo approfondito nel prossimi giorni, è stata distribuita in molti paesi esteri, e di recente è stata acquistata anche dal network HBO, da sempre garanzia di qualità.
Per l’occasione abbiamo avuto il piacere di intervistare Barbara Petronio e Leonardo Valenti, sceneggiatori e soggettisti della serie tv, che già in vista dell’esordio della prima stagione avevano risposto alle nostre curiosità. Buona lettura.
Sta per partire la seconda stagione di Romanzo Criminale e qualche giorno fa c’è stata la presentazione. Come vi sono sembrate le reazioni del pubblico? Avete riscontrato entusiasmo?
Diremmo proprio di sì. La serie ormai è diventata un fenomeno di massa. Nonostante l’uso forte del dialetto romanesco, conta fan in tutta Italia. Mai come ora le nostre mail sono piene di complimenti, da parte di addetti ai lavori e non. La fine della proiezione del primo episodio è stata accolta da un applauso fragoroso, per non parlare del promo degli episodi successivi!
La prima stagione ha avuto ampi consensi sia da parte del pubblico che dagli addetti ai lavori (anche all’estero). Pensate che la seconda riuscirà a bissare?
Ce lo auguriamo. Siamo convinti che chi ha visto il primo episodio vorrà vedere il resto della serie. E siamo altrettanto convinti che l’estrema popolarità raggiunta dalla serie stuzzicherà la curiosità anche di qualche nuovo spettatore. Proprio per questo abbiamo incentrato buona parte della seconda stagione sulla domanda: “chi ha ucciso il Libanese?” Non sarà un giallo, ché non sarebbe in linea con il formato della serie. Ma la domanda ci sarà, forte, e la risposta potrebbe non essere quella che si aspettano i lettori del libro di De Cataldo e gli spettatori del film di Placido.
Sul successo estero di Romanzo Criminale – la serie, durante le nostre sortite francesi, abbiamo avuto il piacere di vedere con i nostri occhi l’accoglienza entusiastica che ha avuto la serie, diventata anche lì un oggetto di culto.
Rocco Siffredi continua ad infilare… il naso negli affari della televisione. Dopo aver “flirtato” davanti alle telecamere con Lucilla Agosti, essere stato il protagonista di uno dei servizi più irriverenti de Le Iene, aver atto avances professionali alla gieffina Sarah Nile, adesso il re del Porno punta gli occhi su Francesco Montanari, il fantastico Libanese della serie di Sky Romanzo Criminale. Siffredi ha visto l’attore esibirsi nel videoclip Goccia dopo Goccia, del gruppo Le Mani, e ne è rimasto - eterosessualmente, per carità - incantato:
“Ho avuto modo di vedere la sorprendente performance di Montanari in quel videoclip e non escludo di proporgli una parte in un mio film. Un collaboratore mi ha fatto vedere il video su YouTube e per me è stata una rivelazione: ho apprezzato Montanari nella serie ‘Romanzo Criminale’, ma non avrei mai immaginato che potesse essere così convincente anche come divo hard”.
Nello spezzone suddetto, il Libanese si presenta seminudo e e impegnati in atti abbastanza espliciti. Continua Rocco:
“Ce ne fossero di attori così nel mio settore. Mi piacerebbe coinvolgerlo in un mio film. Potrei proporgli una rivisitazione della ‘Banda della Magliana’ in versione hot”.

La migliore serie televisiva “criminale” italiana (e non solo, a mio modesto parere) sta per tornare sugli schermi. Pochi mesi, novembre per l’esattezza, e la storia, liberamente ispirata alle vicende della Banda della Magliana, tornerà sui piccoli schermi per la griffe di Sky Cinema. Prodotta da Cattleya e diretta dal bravissimo Stefano Sollima, la serie Romanzo Criminale ha ammaliato tantissimi spettatori nel corso della prima stagione, grazie soprattutto a una sceneggiatura strepitosa, a una recitazione sorprendente e una caratterizzazione di Roma e della romanità a dir poco perfetta. Commenta Giancarlo De Cataldo, autore dell’omonimo libro che ha dato il via alla celebrazione narrativa della criminalità:
“In Romanzo criminale 2 ci saranno sorprese: racconteremo gli anni ‘80, recuperando parti del romanzo ma anche fatti veri per descrivere il rapporto perverso che si creò tra la banda della Magliana e i terroristi e i pezzi deviati dello stato. Tutta la nuova serie avrà come tema ‘Chi ha ucciso il libanese?’ e la risposta non sarà scontata. Romanzo Criminale viene dopo 20-30 anni di cattiva tv, una narcosi inaudita che fa brillare fiction di coraggio come questa”.
Un commento anche del regista Sollima:
“E’ chiaro che l’empatia si può generare nello spettatore, ma prima o poi entra in conflitto con quello che fanno. E a chi già nella prima serie mi chiedeva del fascino di criminali esaltati, rispondo ‘aspetta di vedere tutta la serie’. Per noi infatti Romanzo Criminale 2 è il secondo tempo della prima serie: se prima erano simpatici, caciaroni e facevano cose bizzarre, ora mettono paura”.

La serie tv Romanzo Criminale è stata un successo, di critica e di pubblico in Italia e all’estero.Una produzione coraggiosa, di qualità, promossa da Sky Italia. Il riscontro ottenuto ha convinto a dare il via ad una nuova stagione che andrà in onda da novembre sempre su Sky e per la quale è previsto anche il rinnovo della partnership con Mediaset che con tutta probabilità proporrà anche queste nuove puntate in chiaro.
I 400 mila spettatori di media sintonizzati su Sky e gli ascolti vicini al 11% di media su Italia 1 sono valsi una riconferma che poteva non risultare scontata per una serie che ha smosso le acque nel panorama delle fiction italiane divenendo anche oggetto dell’accusa di “istigazione a delinquere”. Stefano Sollima, il regista, e il cast composto da attori ancora poco noti al grande pubblico è già al lavoro da qualche giorno per le prime riprese. La prima stagione ha raccontato l’ascesa della banda negli anni ‘70 e si è conclusa con la morte del Libanese, proprio da qui si ripartirà con il decennio successivo a fare da sfondo.
Nella nuova stagione si approfondiranno proprio agli intrecci dietro l’esecuzione del personaggio interpretato da Francesco Montanari, intrecci che porteranno ad una maggiore comprensione del ruolo della Banda nei misteri italiani di quegli anni. Giancarlo De Cataldo, autore dei romanzi che hanno ispirato il film di Michele Placido e la serie stessa, è anche in questo caso editor della produzione. La continuità è comunque assoluta nel cast tecnico, interamente confermato. Non ci resta che aspettare novembre.




Un 2009 fortunatissimo per la fiction all’italiana di Sky. Da Romanzo Criminale, passando per il sempreverde Boris, sorvolando sul mediocre Non pensarci, procedendo con il più che discreto Mostro di Firenze, finendo con Moana, la miniserie di prossima trasmissione che è riuscita a diventare un cult ancor prima d’essere vista. Rischioso, certamente: una grande aspettativa presuppone una grande responsabilità. Intanto tutte le attenzioni si sono concentrate sulla protagonista Violante Placido che interpreterà la più grande pornostar italiana di tutti i tempi. A pochi giorni dalla prima puntata (l’1 e il 2 dicembre), l’attrice si è confessata al settimanale Donna Moderna:
“Non è facile interpretare una persona realmente esistita, che ha fatto scelte estreme, un’icona per tanta gente che la ricorda ancora. Per fortuna dentro di me c’è un pizzico di follia: quando lavoro cambio: divento meticolosa, perfezionista e organizzata. Mentre giravo Moana ho sempre cercato di dare il massimo. Non ho mai ceduto alla stanchezza, anche se sono stati mesi faticosi. In realtà nella vita di tutti i giorni sono l’opposto: sono pigra e disordinata. Non riesco a stare dietro a nulla”.
Il cammino produttivo dell’opera è stato lungo e travagliato, tra svenimenti di Maurizia Paradiso, cambi in corsa di regista, alle foto osé fatte trapelare a mezzo stampa, alla causa milionaria intentata da Ilona Staller. Finalmente (finalmente?) ci siamo:
“Trovavo il progetto coraggioso e interessante. Qualche dubbio mi è venuto, ma alla fine mi sono fatta travolgere da Moana, dalla sua vita, dal suo esibizionismo, dal suo desiderio di essere amata, per il suo mestiere. E nonostante il suo mestiere”.

Et voilà, la polemica servita su un piatto d’argento: secondo i PM Roberto Scarpinato, Antonio Ingroia (alla Procura di Palermo) e Raffaele Marino (alla Procura di Torre Annunziata), magistrati che per mestiere conoscono la mafia vera, le fiction tv strizzano un po’ troppo l’occhio alla cupola tanto da renderla bella, affascinante e desiderabile.
L’accusa partirà dalle pagine della rivista i duellanti che ha dedicato uno speciale all’argomento in edicola dal 2 settembre. Lo speciale è il risultato degli atti di un convegno tenuto lo scorso giugno a Palermo e sta iniziando ad accendere con discussioni e pareri questa coda d’estate, limbo d’attesa alla nuova stagione televisiva fatta di distretti di polizia, carabinieri, squadre, malavitosi, mafiosi e camorristi, senza dimenticare ‘ndrangheta e sacra corona.
Leggo sul sito de I duellanti:
Uno dei problemi maggiori riscontrati da Antonio Ingroia è l’errore compiuto dagli stessi sceneggiatori, che tendono a rendere le “figure del male” accattivanti e affascinanti. E fa l’esempio della fiction Il Capo dei Capi (su Riina), che veicola «una certa idea dell’immutabilità e dell’eternità della mafia stessa, difficile da vincere in una terra incline al fatalismo come la Sicilia». Tuttavia lo stesso Ingroia è costretto a riconoscere che comunque una parte di cinema si sia impegnato a restituire « la complessità e la ferocia dei comportamenti mafiosi senza cedere a indulgenze celebrative o facili ammiccamenti». Il merito va riconosciuto a due film recenti, Gomorra e Il Divo che - secondo il pm - sono riusciti a cogliere questo intento. «Basta volerlo, assumersi qualche rischio e qualche responsabilità».
Ad un anno dall’acclamata messa in onda su Sky, arriva su Italia1 la serie più anticonformista e coraggiosa della tv italiana: Romanzo Criminale. La seconda miniserie prodotta da Sky Cinema (e Cattleya in associazione con RTI-Mediaset) dopo Quo Vadis, Baby?, a sua volta tratta da un omonimo film, debutta sulla generalista lunedì 7 settembre, in cui andrà in onda per sei venerdì a partire dalle 23.10.
Mediaset preferisce, dunque, andare sul sicuro con una seconda serata, confermando la strategia già adottata con la riproposizione - a dire la verità non troppo felice - di Quo Vadis, Baby?. La storia, tratta dall’omonimo romanzo di Giancarlo De Cataldo, narra, come è noto, di una banda di delinquenti romani che, negli anni ’70, si posero l’obiettivo di diventare i padroni della malavita capitolina, ‘conquistando’ Roma attraverso il controllo dello spaccio della droga. La regia è di Stefano Sollima che è stato coadiuvato dalla consulenza artistica di Michele Placido, regista a sua volta dell’omonimo film uscito nelle sale.
Quel che stupisce, della scelta di programmazione, è, in realtà una sovrapposizione decisamente penalizzante. I primi episodi di Romanzo Criminale, infatti, inizieranno in contemporanea con la fine di Intelligence su Canale 5. In questo caso stiamo parlando della fiction Mediaset più ambiziosa (e costosa) della prossima stagione, che guarda caso si occupa di servizi segreti, spionaggio e azione adrenalinica, contenuti affini a quelli di Romanzo Criminale. Il pubblico non rischierà di disperdersi tra le due reti, con l’ovvio svantaggio per Romanzo Criminale di arrivare dopo? In compenso, visto che si tratta di dodici episodi da cinquanta minuti l’uno distribuiti in sei serate, Romanzo Criminale sarà finito prima dell’inizio di Grande Fratello su Canale 5, previsto per il lunedì 19 ottobre.
Ci sono i tacchi a spillo, ci sono le labbra rosse e gonfie, c’è la spudoratezza, c’è l’eros, c’è il dramma, ci sono le lacrime, ci sono i baci saffici: se il buongiorno si vede dal mattino, il rosso fuoco che si percepisce dal trailer di “Moana”, la fiction prodotta da Sky e prevista su SkyCinema1 in autunno, non lascia scampo ai moralisti. Le due puntate dirette da Alfredo Peyretti saranno evidentemente da bollino rosso, sebbene lo spazio alla trama e all’impegno recitativo delle due protagoniste, Violante Placido e Giorgia Wurth, non sarà da meno, come la stessa interprete di Ilona Staller ha rivelato agli amici di CineBlog.
“Moana” racconterà la vita della più nota e controversa pornodiva italiana, scomparsa prematuramente all’Hotel de Dieu di Lione il 15 settembre del 1994 all’età di 33 anni per un tumore al fegato: la fiction ha conosciuto un cammino creativo a dir poco difficoltoso con “l’epurazione” del regista Cristiano Bortone a pochi giorni dall’inizio delle riprese per motivi non ancora chiariti, sebbene sia chiaro che la produzione pretendesse una patina ben più “hot” di quella che stava srotolandosi sul copione: da qui la decisione di cambiare e affidare il tutto ad Alfredo Peyretti. Qualche ulteriore spunto polemico è arrivato quando lo stesso regista ha parlato di fiction “arrapante”, scatenando le ire di Violante Placido (Moana). Vale la pena ricordare, infine, l’interpretazione (brillante, a dir poco, già dal trailer) di Fausto Paravidino (Riccardo Schicchi), già “Ranocchia” in “Romanzo Criminale” e autentico talento attoriale e autoriale del nostro teatro. Dopo il salto, naturalmente, il trailer di “Moana”.
Non è da tutti i giorni, purtroppo, ricevere dei complimenti all’estero per una produzione televisiva tutta italiana. Vale doppio, quindi, la notizia che “Romanzo Criminale- la serie” , trasmessa in Francia da poche settimane su Canal+, non solo sta ottenendo buoni ascolti, ma anche la stampa d’oltralpe è rimasta incantata dalla serie tratta dal film di Michele Placido.
Se sul fronte televisivo gli ascolti sono in aumento puntata dopo puntata, è sorprendente leggere come i giornalisti francesi abbiano definito la serie di Sky Cinema e Cattleya “l’evento tv dell’estate 2009”.
A dirlo, per esempio, il prestigio “Le Figaro”, che ricorda come “Romanzo criminale” non sia “né americana, né francese, né inglese, bensì italiana”, mentre “Le Monde” riconosce che “sono pochissime le serie televisive europee belle e meritevoli di essere segnalate”, inserendo la nostra tra queste.
Continua a leggere: Romanzo Criminale è un successo anche in Francia

Le ultime due serate del Roma Fiction Fest sono state, come previsto, all’insegna delle premiazioni. Suddivise in due giorni, ieri sera all’Auditorium della Conciliazione è stata premiata la fiction italiana, tra registi, sceneggiatori ed attori protagonisti e non. Stasera, invece, nello stesso posto toccherà alla fiction internazionale. Siamo però già in grado di comunicarvi i titoli vincitori di questa terza edizione ricchissima del Festival in entrambe le sezioni. Ieri sera, dicevamo, la giuria composta da Enrica Bonaccorti, Arnaldo Colasanti e Maurizio Gianotti ha decretato i vincitori del Concorso Fiction Italiana Edita, valido per documentari, fiction e docufiction trasmessi in Italia tra il 1° settembre 2008 ed il 30 aprile 2009.
Tra i vincitori, Massimo Ghini per “Dr. Clown”, Angela Finocchiaro per “Due mamme di troppo” e Sonia Bergamasco per “Tutti pazzi per amore”. Ma non possiamo non rilevare l’importanza che la tv satellitare ha acquistato in un solo anno, grazie a produzioni tutte made in Italy che si sono guadagnate non solo l’attenzione del pubblico ma anche della critica: parliamo, in particolare, di “Donne assassine” (Miglior regia e Miglior Attrice), “Romanzo Criminale” (Miglior Attore) e “Non Pensarci” (Premio Best Imaging). Quest’ultima, ha anche ricevuto un Premio Speciale dalla Giuria Internazionale per la Lunga Serie.
A questo proposito, tra i premi internazionali, a spuntarla sono soprattutto tre prodotti: il primo è un film-tv, “Buddenbrooks”, tratto dall’omonimo romanzo del 1901 di Thomas Mann, grazie a cui l’autore vinse il Premio Nobel nel 1929. Girato tra Francia, Germania ed Austria, si porta a casa le statuette (nelle categorie TvMovie) per Miglior Prodotto Televisivo, Miglior Regia e Miglior Musica. Il moderno “La journée de la jupe”, francese che racconta il sequestro di una classe da parte della sua insegnante depressa, vince i premi (categoria TvMovie) come Miglior Attrice Protagonista (Isabelle Adjani), Migliore Sceneggiatura secondo i giurati S.A.C.T. e trasversale. La miniserie inglese “Burn Up” -storia di potere legata a temi ambientalisti e petroliferi-, infine, ha meritato i riconoscimenti nel settore Miniserie come Miglior Prodotto, Miglior Prodotto in assoluto e Miglior Attore non protagonista tra tutte le categorie. Tra i premiati, anche un’attrice del cast di “Skins”. Dopo il salto, l’elenco completo dei vincitori italiani e stranieri, compresi i premi speciali.
Nel precedente post vi abbiamo spiegato in dettaglio il palinsesto di Canale 5 (fonte Publitalia) per il prossimo autunno e ora chiariamo meglio come sarà strutturato quello di Italia 1, la rete giovane di Mediaset. La novità più importante è lo spostamento de Le Iene Show alla domenica e di Colorado al venerdì mentre le serie americane saranno presenti in diversi giorni della settimana. Ecco il dettaglio.
Domenica: dal 20 settembre alle 21:30, tornerà il programma dissacrante e d’informazione Le Iene Show condotto in diretta da Luca e Paolo e Ilary Blasi a cui farà seguito, alle 0:30, una nuova edizione di Poker1Mania.
Il daytime non varierà rispetto alla precedente stagione con Grand Prix la mattina, Guida al Campionato (in una veste rinnovata), film del ciclo Vertigo e Fantastica Avventura e la novità, dal 4 ottobre, dei film d’animazione alle 17:00. Alle 18:30 il consueto appuntamento con Studio Aperto a cui farà seguito un altro film.
Lunedì: dal 7 settembre al 12 ottobre andranno in onda dei film mentre dal 19 ottobre torneranno le serie C.S.I. Miami e CSI NY a cui faranno seguito in una serata tutta Crime, The Closer e Saving Grace, tutti in onda con le nuove stagioni in prima tv. All’una di notte, secondo appuntamento con Poker1Mania.
Il mattino dal lunedì al venerdì sarà sempre caratterizzato dalle serie cult. Dopo i cartoni animati di Caffelatte dalle 7:00 alle 10:00, torneranno Happy Days, A-Team, Starky & Hutch e per la prima volta su Italia 1, The Sentinel. A seguire, Secondo Voi e la prima edizione di Studio Aperto, a sua volta seguita da Studio Sport. Subito dopo i cartoni animati e alle 15:00 proseguirà l’appuntamento con Dawson’s Creek e Il Mondo di Patty. Dalle 16:45 alle 18:25 i cartoni di Bim Bum Bam e alle 18:30 la seconda edizione di Studio Aperto, a sua volta seguita da Studio Sport. Alle 19:00 tornerà il telefilm La vita secondo Jim a cui faranno seguito prima la sitcom Così Fan Tutte con Alessia Marcuzzi e Debora Villa e da ottobre I Simpson. Alle 20:30 la novità della stagione, Il Colore dei Soldi, quiz condotto da Enrico Papi, in onda dal lunedì al venerdì.
Sempre durante Mediaset Night, è stato presentato il ricco palinsesto d’autunno di Italia 1, la rete giovane del gruppo confermatasi nel 2008 terza rete assoluta nelle 24 ore dopo le due ammiraglie Raiuno e Canale 5. La rete diretta da Luca Tiraboschi presenta un nutrito numero di serie in prima tv assoluta, un ritorno e alcune nuove produzioni che andiamo ad elencare qui di seguito.
Update: a questo link è possibile rivedere tutto il video del red carpet di Mediaset Night
Con il claim coniato per l’occasione, “Musica per i tuoi occhi“, da un juke box fantomatico escono i prodotti che caratterizzanno l’autunno di Italia 1.
LE SERIE
Innanzitutto torneranno le nuove stagioni di “Grey’s Anatomy“, “Dexter“, “C.S.I.: Miami“, “C.S.I.:NY“, “The Closer“, “Saving Grace“, “Life” e “Californication“. Inoltre debutteranno le nuovissime e attese “The Mentalist” e “Fringe“, il nuovo telefilm diretto da J.J. Abrams il creatore di Lost. Dopo il successo su Sky, arriverà finalmente in chiaro la serie “Romanzo Criminale” e tornerà una serie cult come “E.R.” con le primissime puntate interpretate da George Clooney.