Con il classico ritardo accademico, la Masterclass dedicata a “Lost” all’interno del Roma Fiction Fest è stata una vera e propria celebrazione del serial più discusso degli ultimi anni. Per l’occasione erano presenti, come già annunciato tempo fa, i due autori storici della serie, Carlton Cuse e Damon Lindelof, accompagnati dal regista e produttore Jack Bender e, in seguito, da Matthew “Dr. Shepard” Fox.
Molti i temi affrontati nell’ora e mezza di discussione: si è parlato della realizzazione di un episodio di “Lost”, di come si va d’accordo quando bisogna dirigere così tante persone, delle questioni veramente care agli autori del telefilm e, ovviamente, s’è cercato di estrapolare qualche anticipazione sull’ultima stagione, la numero sei.
Dopo l’accoglienza di Steve Della Casa, che ne ha approfittato per ringraziare la Disney per l’occasione, si è passato alla proiezione del primo di 6 clip realizzati appositamente per l’evento, alcuni dei quali scelti direttamente da Cuse e Lindelof. Proprio quest’ultimo dà il via alla discussione, e chiarisce quale sia secondo lui uno dei punti forti di “Lost”:
“ Il fatto che abbiamo deciso di non parlarne molto e di non rispondere a tante domande è proprio perchè abbiamo pensato che sarebbe stato il pubblico a parlarne con gli amici e su internet. Proprio questo ha reso Lost più interessante”.
Segno dei tempi vuole che, nella serata conclusiva del Roma Fiction Fest, in cui verrà tributato un meritato premio alla carriera a Virna Lisi, a essere consacrati migliori attori dell’anno, a insindacabile giudizio dei lettori di Sorrisi, siano Alessandra Mastronardi e Gabriel Garko. Un verdetto figlio dei tempi, ormai alla mercé dell’acritico fanatismo, che getta fango sul sacro fuoco della recitazione. Dinanzi alla premiazione di due volti-feticcio della fiction di massa, c’è da stupirsi da parte degli stessi diretti interessati, con un atteggiamento che alterna modestia a seria consapevolezza dei propri limiti artistici (tanto è la popolarità che conta).
Prendete Gabriel Garko, uno che recita da anni in esclusiva per i prodotti Janus, di cui rappresenta a pieno il trionfo delle apparenze. E’ grazie alle sue “performances” in Io ti assolvo e Il sangue e la rosa che l’attore è considerato addirittura “il migliore”, migliore dei Tirabassi, dei Flaherty o dei protagonisti di serie di qualità come Squadra antimafia:
“Ero molto perplesso sull’accettare il ruolo di un sacerdote, temevo di essere poco credibile. E Nel Sangue e la rosa ho fatto molto fatica a recitare con un forte accento romanesco”.
Poco credibile, appunto, nonché ridicolo nel tentativo vernacolare e restio ad ammettere che, grazie a quella faccia d’angelo, può permettersi di tutto. Altra miracolata della serialità italiana Alessandra Mastronardi, ormai diventata una vera e propria eroina (nel senso cocainomane del termine) per gli adolescenti. Lei sa di dovere tutto ai Cesaroni, in primis il potersi permettere di recitare biascicando e con un’espressività monolitica. Tant’è che ha subito reagito così alla bella notizia:
“Miglior attrice io? Giuro, sono rimasta di stucco. Non me lo aspettavo”.
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E’ stata presentata ieri sera, al Roma Fiction Fest, alla sala 9 del multisala Adriano una delle fiction in gara per la sezione “Concorso internazionale-lunga serie”. Parliamo dell’argentina “Champs 12″, prodotta da Dori Media e distribuita in Italia, Spagna, Portogallo, Grecia e Turchia da Elastic Rights, che distribuisce anche quello che sta diventando il successo tv italiano di quest’estate, ovvero “Il mondo di Patty”.
E “Champs 12″ (di cui dopo il salto vi proponiamo un trailer) cerca proprio di agguantare lo stesso pubblico della teen soap con Laura Esquivel, proponendo una storia che unisce una passione prettamente maschile come il calcio a quella per la musica e il ballo, tutta per il pubblico femminile. Protagonista è Charlotte (Liz Solari, vista nella versione argentina di “High School Musical”), timida ragazzina, classico “brutto anatroccolo” che a 18 anni decide di vendicarsi del torto subito 6 anni prima dal bel Gonzalo (Tomas De Las Heras, “Lalola”), promettente calciatore nonchè sciupafemmine incallito.
Charlotte, presto sposa di un ricco impenditore, riuscirà non solo a diventare una bellissima ballerina, ma sarà anche presidente del club in cui Gonzalo gioca, rendendogli la vita insopportabile, o almeno provandoci. Così le strade dei due si reincontrano, e tra partite, scherzi, litigi e canzoni il lieto fine si annusa a miglia di distanza. Come “Il mondo di Patty”, anche “Champs 12″ ha un considerevole numero di episodi alle spalle, ben 120, da 42 minuti l’una, andati in onda dallo scorso 16 marzo su America Tv, prima alle 20 e poi, causa bassi ascolti, alle 23:15.
Da oggi all’11 luglio, Roma è doppiamente capitale: la città eterna ospita infatti la terza edizione del Roma Fiction Fest, quest’anno ancora più internazionale grazie all’ampia presenza di attori ed addetti ai lavori del settore telefilmico non solo nazionale (Lord Lucas ce ne ha già parlato ieri, mentre su Blogapuntate trovate altre info).
Molti i titoli in presentazione, tante le anteprime, numerosi gli incontri con il pubblico, previsti all’Auditorium della Conciliazione ed alla multisala Adriano. Tra tutti, ricordiamo l’evento di mercoledì sera con Eric Dane e Justin Chambers -Dr. Sloane e Dr. Karev- di “Grey’s anatomy”, l’incontro di venerdì 10 con Lisa Edelstein di “House” e, soprattutto, l’attesa Masterclass che avrà come protagonisti gli autori di “Lost” Carlton Cuse e Damon Lindelof (foto).
Insieme al produttore esecutivo nonchè regista Jack Bender, i due terranno una particolare lezione di sceneggiatura, ispirandosi chiaramente alla loro creazione, di cui è attesa da gennaio la sesta ed ultima stagione. Si parlerà di questo ma, perchè no, potrebbe anche trapelare qualche spoiler sui nuovi episodi (in attesa dell’incontro annuale al Comic Con di San Diego di fine luglio). Il Roma Fiction Fest, allora, dà l’opportunità a tutti i fan della serie che non potranno essere presenti all’evento di gustarselo via internet, in diretta dalle 11 di domani sul sito ufficiale della manifestazione.
Alla vigilia della settimana che vedrà la partenza della quinta stagione di Lost (il 6 aprile), e nel giorno dello speciale trasmesso da Fox (canale 110 di Sky) dal titolo “Lost, alla ricerca del tempo perduto” (un viaggio con gli sceneggiatori Carlton Cuse e Damon Lindelof nel quale vengono ripercorsi i momenti clou delle stagioni precedenti con una breve analisi dei personaggi) non potevamo non segnalare la presenza proprio delle due menti di cui sopra al prossimo RomaFictionFest.
Ai due sarà consegnato il Premio speciale RomaFictionFest 2009, con la seguente motivazione:
“Una serie televisiva diventata di culto in tutto il mondo in cui le suggestioni di un progetto ambizioso ed innovativo si fondono con la tradizione e la qualità della grande televisione americana. LOST è una pietra miliare della TV mondiale che basa la sua forza su idee e sceneggiature originali, rese alla perfezione da uno stile narrativo nuovo e appassionante: un punto di riferimento imprescindibile per la produzione dei prossimi decenni”.
Il direttore artistico della kermesse dedicata alla fiction televisiva, Steve Della Casa, ha annunciato i nomi dei primi ospiti della terza edizione che si terrà a Roma all’Auditorium Conciliazione e alla Multisala Adriano. Oltre a Lindelof e Cuse, presenti anche Hill Harper (Sheldon Hawkes), uno dei protagonisti di CSI New York, oltre a una retrospettiva dedicata al genere giallo (tra il 1954 e il 1977), dal titolo Giallo in Bianco e nero, curata da Fabrizio Accatino, Alessandro Boschi, Claudio De Pasqualis, Rai Teche, RaiSatPremium e l’Associazione Museo Nazionale del Cinema.
E’ stato inoltre annunciato che il primo evento ufficiale del RomaFictionFestival avrò luogo il 28 aprile, occasione in cui verrà trasmessa in anteprima (presente il cast al completo in sala) la fiction su Pinocchio, interpretata da Bob Hoskins, Robbie Kay, Luciana Littizzetto,Violante Placido, Margherita Buy e diretta da Alberto Sironi.
Le premesse ci sono tutte.
TvBlog, ovviamente, sarà presente.
Cari lettori, come sapete il nostro TvBlog è molto seguito anche dagli addetti ai lavori. Sperando di fare a lettori e addetti cosa gradita, approfittando del nostro seguito e del Roma Fiction Fest, ho cercato di instaurare un rapporto privilegiato - per noi e per voi - con gli sceneggiatori italiani, ben sapendo che dietro a quei nomi che molti dimenticano o non leggono nei titoli di testa - o magari nei tagliatissimi titolo di coda - ci sono ottimi professionisti. Approfittando della presentazione di Cachemere Mafia, che ha una serie di caratteristiche tali da renderlo un caso emblematico - ben fatto, ma flop in America, e poi comprato per la televisione generalista italiana - ho cercato di costruire un piccolo dibattito sullo stato dell’arte della fiction in Italia. Per non lasciarlo fra i commenti, ve lo ripropongo, nel nostro Di cosa parliamo quando parliamo di televisione.
Il primo intervento è degli sceneggatori - fra l’altro - dell’atteso Romanzo Criminale, Barbara Petronio e Leonardo Valenti. Ecco il loro punto di vista.
Il buon Malaparte ci ha invitato ad intervenire e lo facciamo volentieri. Per chi non lo sapesse (la maggior parte dei bloggers) siamo Barbara Petronio e Leonardo Valenti, ex sceneggiatori di RIS - Delitti imperfetti (fino alla 4 stagione) e Distretto di Polizia (fino alla 6 stagione) ed ora tornati in pista con Romanzo Criminale - la serie.
E’ difficile tracciare uno stato dell’arte della fiction italiana, proprio perché una delle arti che la compongono, ovvero la scrittura, continua ad essere poco considerata e valorizzata. Lo dimostra il continuo ricorrere ad idee acquistate da fuori e soprattutto il rapporto con i network generalisti, poco inclini a lasciare spazio alla voce degli scrittori.
Sì perché, che vi piaccia o meno, gli sceneggiatori sono scrittori, al pari dei romanzieri. Abbiamo tecniche diverse, ma il materiale di partenza, le idee, rimane lo stesso.
Vi immaginate se Faletti fosse costretto a riscrivere un romanzo di King “ma stando attento a non metterci troppo horror chè poi non vende abbastanza?”. O se Camilleri fosse incatenato a riadattare un legal di John Grisham “mettendoci però un po’ di sapore italiano?”. O peggio ancora se un editore si mettesse a dire a Baricco quale sarà l’argomento del suo prossimo libro, indicandogli pagina per pagina come dovrebbe scriverlo, persino lo stile da usare?
Eh già, la situazione della scrittura televisiva italiana è questa.
Malaparte dice, giustamente, che in America la Farina avrebbe il titolo created by. Sì, perchè lì dove le cose funzionano, lì dove il mercato e i profitti comandano, lo scrittore, primo movens di qualsiasi progetto, ha la giusta centralità.
Continua a leggere: Di cosa parliamo quando parliamo di fiction italiana

Liveblogging dalla conferenza stampa di chiusura del Roma Fiction Fest. Comunichiamo in anteprima assoluta tutti i vincitori delle sezioni in concorso e sottolineiamo da subito il grande successo di Boris 2 (certo, contro certi mostri sacri come C.S.I.: New York, Dexter e via dicendo, aiutato dall’italianità).
Vince il Premio RomaFictionFest Diamon Award, per il miglior prodotto in assoluto, 10 Days to War di Bruce Goodison e David Belton (BBC Two)
Menzione speciale per Boris 2 (Wilder per Fox Channels Italy)
Categoria Lunga Serie
- Miglior prodotto televisivo: Boris 2
- Miglior regista: Omar Madha per Spooks (Stagione 6, episodio 1)
- Miglior attore protagonista: Michael C. Hall per Dexter
- Miglior attrice protagonista: Julianna Margulies per Canterbury’s Law
- Menzione speciale per la sceneggiatura: Clara Sheller
Categoria Miniserie
- Premio RomaFictionFest per il miglior prodotto televisivo: Hong Gil-Dong, The Hero
- Miglior produttore e broadcaster: Korean Broadcasting System
- Miglior regista: Cathy Verney per Hard
- Miglior attore protagonista: Francesco Falchetto per Sonetaula
- Miglior attrice protagonista: Sun Li per Iron Road
- Menzione speciale per la miglior attrice: Natacha Lindinger per Hard

Bisogna ammettere che I segreti dell’Isola di Koré ha un titolo un po’ respingente (forse era meglio l’originale, La tomba dei giganti, di cui si trova ancora traccia nell’url del sito ufficiale?). Ma è necessario, per giudicare, lasciar da parte le apparenze e osservare.
Tanto per cominciare, bisogna sottolineare una cosa: in Albatross sanno fare le presentazioni - ah, la magica arte del pitching. Bisognerebbe studiarla di più, in Italia - e sanno fare i trailer. Il promo che si è visto al Roma Fiction Fest funziona, intriga, interessa. Che altro serve per una buona presentazione?
I segreti dell’Isola di Koré è un tentativo di aprire a un genere un po’ misconosciuto nell’Italia contemporanea: il mistery. Si cita, in sala - con indubbio piacere da parte del sottoscritto - un cult italiano di un bel po’ di tempo fa: Il segno del comando.
Si assiste a uno scontro fra il razionale - rappresentato dal personaggio di Adriano Giannini (il commissario Vasco Brandi) - e l’irrazionale che in qualche modo si fa strada nell’animo di Romina Mondello (che interpreta Maria Grimaldi), nella suggestiva cornice di un’isola che non riesce più a vivere del suo lavoro, che ha perso i suoi giovani, che ha perso il suo rapporto col mare, sulla quale incombe una maledizione, una leggenda. Il tutto inizierebbe con un’aria di festa - l’imminente matrimonio di Maria - che però viene guastata da un fatto di sangue.
Continua a leggere: Roma Fiction Fest - Visti per voi - I segreti dell'Isola di Koré

E così siamo arrivati all’ultimo giorno di proiezioni e presentazioni del Roma Fiction Fest, prima della serata finale di domani, 12 luglio, con la premiazione delle serie in concorso condotta da Fabio Fazio all’Auditorium, ore 19.
Oggi al Festival arriva, per gradire, il cast di C.S.I.: New York (orario ancora imprecisato… pare ci siano ritardi, cosa abbastanza consueta in questi giorni). Sbarcheranno sull’orange carpet del Cinema Adriano
Alle 18 in Sala 6, come sapete, Albatross presenta I segreti dell’isola di Koré, ospiti in sala Ricky Tognazzi, Adriano Giannini, Romina Mondello.
Poi, alle 19 viene presentata al pubblico la terza stagione de I Cesaroni, con la partecipazione del cast al gran completo. Per la gioia dei giovanissimi, Matteo Branciamore e la splendida Alessandra Mastronardi - come sapete, anche fra i protagonisti di Romanzo criminale - alle 16:30 incontreranno i fan in Sala8, in un interessante incontro dal punto di vista degli appassionati: Serial Instinct: sulle tracce del Fandom. Oggetto della ricerca: 6000 interventi sui forum di 6 serie tv (Lost, Grey’s Anatomy, Sex and The City, I Cesaroni, I Liceali, Distretto di Polizia). Ovvero: come internet modifica e modula l’approccio dei fan alla lunga serialità.
Per i nottambuli, ore 22 Sala6, lo splendido In Treatment.
Continua a leggere: Roma Fiction Fest, 11 luglio 2008 - Da C.S.I. a I Cesaroni 3
Dopo le parole entusiastiche che ho speso nei confronti di Romanzo Criminale, è giunto il momento di tornare con i piedi per terra. E lo dico, credetemi, senza entusiasmo. Perché - anche in questo caso la premessa è necessaria - vorrei parlar bene della fiction italiana. Vorrei, ma certe volte è davvero complicato.
Intendiamoci, di Amiche Mie si è visto solo un trailer (8 minuti. Personalmente ritengo siano sufficienti per farsi un’idea di quel che ci si può aspettare da una serie). Non è un brutto prodotto, ci mancherebbe altro. Probabilmente potrebbe anche andare bene in termini di ascolti. Il cast è interessante: Margherita Buy, Cecilia Dazzi, Luisa Ranieri, Elena Sofia Ricci. I registi, Paolo Genovese & Luca Miniero, sono bravi. Cristiana Farina, produttrice creativa è in gamba - e meriterà un discorso a parte la sua richiesta ai produttori: date credito agli autori italiani -.
Però. Però c’è almeno un però. E’ nel concept, nell’idea stessa di questa serie: quattro splendide quarantenni che si ritrovano single e si rimettono in gioco. E possiamo sbandierare finché si vuole il fatto che è un’idea originale e non un format. Benissimo Ma è anche un balzo nel passato, un viaggio a ritroso di 10 anni, un dejavù, un già visto, rivisto, stravisto, almeno per chi ama e studia la lunga serialità estera. Poi, ci sono altri però, ci sono i miei dubbi sul mood un po’ troppo sopra le righe - come sempre, ormai, nella comedy all’italiana -, supportato da questa fotografia bella ma immotivatamente pop. Insomma, no, per quel che mi riguarda non ci siamo. Eppure, le carte in regola per fare bene c’erano tutte, almeno la sufficienza era a portata di mano. Laddove, la sufficienza è il livello minimo che ci proviene dagli States.

E - la cattiveria avanza - mi vedo costretto a bocciare anche Anna e i cinque. Che probabilmente andrà bene, che probabilmente è per famiglie e bla bla. Ma la sufficienza è ben lontana. Tanto per cominciare, siamo di fronte a un format spagnolo, un riadattamento, com’è prassi, come se non si potesse creare, in Italia. Come se non ci fossero idee.
Poi, la splendida Sabrina Ferilli spogliarellista in un night dove non mostra neanche il seno - un night, quindi, concepibile nelle fantasie degli anni ‘50 forse. O forse nemmeno - è ai limiti dell’incredibile.
Continua a leggere: Roma Fiction Fest - Visti per voi - Amiche mie - Anna e i cinque

Romanzo Criminale, la serie per la tv, è una produzione che ti riconcilia con il mondo della fiction televisiva italiana.
Questa la doverosa premessa che segue alla visione della presentazione della serie tratta dal libro di Giancarlo De Cataldo (che ne cura la direzione editoriale) e dal film di Michele Placido (che cura, invece, la direzione artistica). E chi legge abitualmente queste pagine, può immaginare cosa voglia dire questa premessa per il sottoscritto, avvezzo alla critica.
Per quel che si è potuto vedere al Roma Fiction Fest - una ventina di minuti, incluso backstage, più un bel trailer - la serie nelle sue premesse funziona, il cast è azzeccato, la scrittura è buona, la fotografia funzionale alla storia, la regia senza sbavature ma con il valore aggiunto delle giuste pretese per cercare di fare qualcosa che si collochi a metà fra la televisione e il cinema - con uno sguardo verso quest’ultimo -, il montaggio fluido e serrato.
Insomma, questa produzione SKY Cinema-Cattleya-RTI ha tutte le carte in regola per risultare alla prova dei fatti - la messa in onda. Si parla di novembre, ovviamente su SKY Cinema - una serie interessante e competitiva. In Romanzo Criminale si osa. Si parla di violenza, c’è erotismo e ricerca psicologica nella costruzione del personaggio, c’è mestiere e arte, c’è tutto quel che serve per distinguersi prepotentemente dalle logiche perverse e normalizzate della fiction nostrana e ambire anche a mercati internazionali.
Continua a leggere: Roma Fiction Fest - Visti per voi - Romanzo Criminale la Serie
Mentre pubblico questo post Amarcord, si celebra al Roma Fiction Fest un evento senza precedenti per la lunga serialità vintage: per celebrare l’uscita in dvd di due serie culto della fantascienza, L’uomo da sei milioni di dollari e La donna bionica, vengono proiettati i primi episodi, Dalla luna al deserto (60′) e Bentornata Jamie (45′).
Organizzata da Universal Pictures Italia, la serata vede insieme Lee Majors e Lindsay Wagner assistere a questa storica proiezione.
Con l’occasione, celebriamo a modo nostro questo amarcord proponendovi, per la serie Com’era la sigla di…, i due opening. Il primo è quello dell’Uomo da sei milioni di dollari, serie andata in onda sulla ABC dal 1974 al 1978 di cui esistono ben 100 episodi e 6 tv movie. Dopo il salto, parliamo un po’ della sigla, e vediamo quella dell’alter ego al femminile di Steve Austin (questo il nome del colonnello dell’areonautica interpretato da Lee Majors).
Continua a leggere: L'uomo da sei milioni di dollari e La donna bionica
Altra giornata di grande interesse, quella di oggi al Roma Fiction Fest. Alle 20 all’Auditorium di Via della Conciliazione verranno presentate le due serie Amiche mie e Anna e i cinque, con Sabrina Ferilli, ospite intervistata, nel corso della serata, dal direttore artistico della kermesse Steve Della Casa.
Alle 22:30 (Sala 4 Cinema Adriano) spazio alla sperimentazione con la presentazione di Romanzo Criminale. La serie, prodotta da SKY cinema e Cattleya (in associazione con RTI), si avvale della direzione artistica del regista del film da cui è tratta (a sua volta, dall’opera letteraria omonima di Giancarlo de Cataldo) Michele Placido, ed è diretta da Stefano Sollima. Nel cast, che ripropone le criminose gesta della Banda della Magliana per il satellite, Vinicio Marchioni, Alessandra Mastronardi, Alessandro Roja, Francesco Montanari, Marco Bocci e Daniela Virgilio. Ospiti in sala, oltre al cast al gran completo
Fra le altre chicche che vi segnaliamo per questa giornata di Festival, per la sezione in concorso lunga serialità, Big Bang Theory di Andrew D. Weyman e Mark Chendrowski (ore 18, Sala 5, Cinema Adriano) e Hermanos & Detectives, serie spagnola di Alberto Ruiz Rojo.
Sempre alle 22:30 ma in Sala 3, un amarcord di gran classe: The six million dollar man e a seguire The Bionic Woman. Ospiti in sala i due attori protagonisti degli storici telefilm: Lee Majors e Lindsay Wagner.
Vi ricordiamo che, oltreché su TvBlog, potete seguire le cronache dal Roma Fiction Fest anche insieme ai colleghi di Blogapuntate.it.
Una premessa doverosa, a questa annunciata cronaca della serata di premiazione denominata Gran Premio Della Fiction Italiana (sic) va fatta: Lorella Cuccarini è una straordinaria professionista. Brava, veloce - anche troppo, a furia di parlar sugli applausi si rischia di non farsi capire -, elegante - nonostante il tubino nero da cocktail - e si merita un voto altissimo. Non si capisce perché non la si possa vedere spesso in tv.
Detto ciò, parliamo della serata. Si comincia con mezz’ora di ritardo. Mezz’ora abbondante, che permette di capire che ci sono più o meno tutti quelli che ci devono essere, che il red carpet è orange - ok, ok l’arancione è il colore del Roma Fiction Fest. Ma ci vuole tanto a capire che orange carpet non è nient’altro che un rosso slavato e fa subito versione sfigata del red carpet? Farlo blu? - e che la serata rischia di essere l’ennesima noiosa premiazione all’italiana. E pensare che c’è bisogno, in Italia, di eventi come il Roma Fiction Fest, e di persone che ci credano veramente, in quello che fanno.
Ecco, anche questa potrebbe essere una premessa degna, che vi prego di non cogliere come provincialismo dell’ultim’ora. Generalmente, le premiazioni in Italia sono l’evento più imbarazzante che si possa immaginare. In America, studiano, per l’evento. Lo provano, lo scrivono, ci sono testi, filmati, musica: c’è il gusto per lo showbiz. Da noi no.
Da noi c’è l’aria dimessa di chi sa che, sì, facciamo la fiction ma non siamo poi così à la page. Un’aria dimessa che è la stessa aria che aleggia sulla produzione nostrana e su tutto questo festival romano, che spinge a presentare i trailer delle serie italiane che verranno come filmatini (sentito dire oggi in sala), che ignora l’arte del pitching e che non lascia ben sperare per il futuro, fatte salve poche eccezioni.
Questa sera si tiene nell’ambito del Roma Fiction Fest il Gran Galà condotto da Lorella Cuccarini che assegnerà i premi della fiction già diffusi da qualche giorno. In attesa del resoconto della serata che pubblicherà il nostro Malaparte inviato a Roma, ripetiamo qui di seguito i vincitori per le rispettive categorie.
L’elenco è pubblicato anche sul settimanale Tv Sorrisi e Canzoni, sponsor e partner della manifestazione. Sorrisi inoltre ha assegnato premi “propri” grazie alle votazioni dei lettori che hanno espresso le proprie preferenze.
Il vincitore assoluto della serata è stata Flavio Insinna che si è aggiudicato il premio come Miglior Attore Protagonista, Miglior Fiction Genere Commedia “Ho sposato uno sbirro” e Miglior Fiction assoluta. Per le donne invece si è distinta Gabriella Pession come Miglior Attrice per “Capri“. Riconoscimenti sono andati poi a Maria Amelia Monti, la più votata tra le attrici di sitcom e a Carola Stagnaro, Miglior Attrice Soap “Vivere“. Premiati tra gli uomini anche Pietro Sermonti per “Boris” e Danilo Brugia per “Cento Vetrine“.
E’ stato inoltre assegnato il premio Attore Rivelazione dell’Anno a Claudio Gioè, eccellente protagonista della fiction di successo “Il Capo dei Capi“. Miglior fiction genere Storico/Costume è stata giudicata La Figlia di Elisa-Ritorno a Rivombrosa, migliore genere Poliziesco, “RIS 4 Delitti Imperfetti“, Miglior Soap è stata giudicata “Incantesimo” e Miglior Sitcom “Buona la Prima” con Ale&Franz.
Continua a leggere: Roma Fiction Fest: i vincitori del Gran Premio della Fiction Italiana