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Roberto Giovalli la butta lì: "Se Sky o La7 volessero fare vera concorrenza a Rai e Mediaset, tornerei a lavorare in tv"

pubblicato da Stefano Sgambati

Roberto GiovalliDi Roberto Giovalli non si sente più parlare o quasi. Qualche tempo fa fu vittima di una pesante aggressione a Formentera: ancora prima l’ex direttore di Italia Uno (e non solo) tornò a far parlare di sé grazie a un’intervista barbarica da Daria Bignardi che rese chiaro come possa essere un peccato che certi cervelli debbano stare a riposo, in un mondo televisivo che è ormai seppellito da cariatidi produttive senza idee e creatività. Giovalli continua a fare il pensionato di professione, ma lancia un avviso - attraverso le pagine del settimanale “Chi” - che potrebbe smuovere le acque torbide della concorrenza televisiva:

“Se Sky o La7 volessero fare davvero concorrenza a Mediaset e Rai, la sfida sarebbe stimolante. In questo caso potrei tornare a lavorare per la tv”.

Pensare a un autore e a un direttore come Giovalli in sella a Sky è stimolante. La creatura di Murdoch difetta proprio da questo punto di vista: sebbene continui a lanciare e rilanciarsi con nuovi programmi, canali, tecnologie e volti frizzanti, l’impressione è che si potrebbe fare qualcosa di più dal punto di vista dell’anima. Difficile pensare che la gente possa appassionarsi e innamorarsi esclusivamente del “nuovo” (si fa per dire) quiz di Mike Bongiorno o delle nuove risorse in alta definizione. C’è bisogno - urgentissimo - di contenuti: considerato che il capolavoro di contenuto fatto da Sky nell’ultimo anno ha partorito il “Fiorello Show”, quindi non certo un cavallo di razza quanto a originalità, si capisce come un uomo di ingegno e di esperienza potrebbe fare bene al colosso australiano.

Roberto Giovalli commenta l'aggressione a Formentera, buen retiro del nudismo vip

pubblicato da Lord Lucas

roberto giovalli

L’ex dirigente tv Roberto Giovalli, poco conosciuto al grande pubblico, ha fatto prendere un brutto spavento ai piani alti. L’aggressione che lo ha viso vittima giovedì 11 giugno a Formentera, luogo in cui trascorre buona parte del suo pensionamento volontario, ha sfiorato la tragedia: ignoti lo hanno massacrato di botte e, una volta escluso il movente del furto, resta sconosciuta la vera causa. Per fortuna il peggio è stato scongiurato: per quanto Giovalli abbia dei tubicini nel naso, occhi gonfi e viso irriconoscibile è sano e salvo. E a rassicurarci sulle sue condizioni in ogni caso sofferte (ha le costole incrinate), è un’intervista da lui rilasciata sulle pagine di Oggi, in cui vengono chiarite le dinamiche dell’accaduto:

“Ho visto tempi migliori. Tornavo a casa da solo in auto verso l’una di notte. Erano in quattro. Ho avuto solo il tempo di scorgerne uno. Parlava spagnolo. Mi ha colpito in testa con un bastone grosso così. Poi mi hanno legato le mani con un filo della luce strappato all’entrata. Mi hanno avvolto la testa in un paio di miei pantaloni trovati in cortile. E hanno cominciato a colpirmi, in silenzio. Dappertutto: in faccia, sulla testa, sul corpo”.

Quando gli chiedono se si fosse trattato di un regolamento di conti o di un messaggio mafioso Giovalli lo esclude, non avendo mai avuto proprietà o iniziative economiche a Formentera ed essendo ancora in affitto dopo vent’anni:

“Assieme ad altri avevo aperto un chiringuito, il 10, 7, ma lo hanno subito rivenduto”.

Peccato che, stando al parere di qualche amico più allarmista, Giovalli ha rischiato grosso di essere ucciso, perché “se fosse stato solo un avvertimento avrebbero mirato a gambe e braccia e lui è stato fortunato ad avere un fisicaccio compatto”.

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Roberto Giovalli, ex-dirigente tv, aggredito in villa a Formentera

pubblicato da Lord Lucas

roberto giovalliRoberto Giovalli è stato brutalmente aggredito nella sua villa a Formentera. Il noto ex-direttore di Italia Uno, poi dirigente per un breve periodo di La7, è ricoverato nell’ospedale Cán Misses di Ibiza, dove gli sono state riscontrare diverse fratture e lesioni al volto e al costato. Per ora si mantiene lo stretto riserbo sulle sue effettive condizioni di salute.

Stando a quanto riporta l’Adnkronos, Giovalli sarebbe rimasto vittima giovedì notte di un tentativo di rapina: indiscrezioni vogliono che sarebbe stato attirato con un pretesto fuori dalla sua residenza. Ad attenderlo quattro malviventi che, dopo averlo trascinato in casa, lo avrebbero legato, incappucciato e poi selvaggiamente picchiato. La dinamica dell’accaduto resta, tuttavia, oscura in molti punti.

L’ex direttore di diverse reti Fininvest-Mediaset aveva fatto perdere a lungo le sue tracce. “Auto-esiliatosi” dalla televisione, potendosi permettere di vivere di rendita per la sua oculatezza, ha vissuto negli ultimi anni tra Formentera, dove risiede quattro mesi all’anno, e i Caraibi, in cui si rilassa per altri tre mesi; per il resto dell’anno si divide ancora tra la Svizzera e Milano (che però sembra non amare molto). Ha trascorso il tanto tempo libero a disposizione dedicandosi alle sue letture, alla passione per il cinema e per la musica, commentando le motivazioni del suo pre-pensionamento volontario nel 2006 ad Italia Oggi:

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Love Bugs 4: arrivano Federica Panicucci e Laurenti

pubblicato da Lord Lucas

laurenti panicucciPer dovere di cronaca, seppur con qualche ritardo, aggiorniamo il capitolo della sitcom italiana con una notizia passata giustamente inosservata: la nuova coppia al timone di Love Bugs. Nonostante i bassi ascolti da iniziale soppressione della terza serie, con due protagonisti interessanti come Emilio Solfrizzi e Giorgia Surina, Italia 1 si gioca la carta del riciclaggio televisivo. Saranno, infatti, i conduttori Federica Panicucci e Luca Laurenti a interpretare la serie, di ritorno ad inizio 2009.

La loro speranza è di ereditare i fasti del debutto, onorato da una coppia ormai cinematograficamente vincente come Michelle Hunziker e Fabio De Luigi (c’è stata poi al fianco di lui Elisabetta Canalis, ma meglio dimenticare).

Per entrambi si conferma ancora una volta - scusateci se siamo ripetitivi - la tesi esposta da Roberto Giovalli al Telefilm Festival: due personaggi fuori dal giro che onorano il loro contratto con un simpatico riempitivo. Da una parte abbiamo una conduttrice in panchina, finché non ritorna il suo comedy show con la variante pupo-secchiona (forse nel febbraio 2009). Dall’altra una spalla orfana del capocomico, che dopo aver perso Il Senso della Vita colleziona flop a destra e a manca: da Don Luca, altra sitcom naufragata con il passaggio al prime time di Italia 1, a Fantasia, che non l’ha visto formare una coppia memorabile con Barbara D’Urso.

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Analisi Auditel: Italia 1 Decennio 1998-2007

pubblicato da Hit

Analisi Auditel Italia 1 1998-2007Seconda puntata del nostro viaggio dentro i dati auditel degli ultimi dieci anni, questa volta ci occupiamo di Italia 1 la seconda rete Mediaset. Come sempre trovate il grafico riepilogativo subito dopo il salto, ma cominciamo fin d’ora a citare alcuni dati. Partiamo dal 1998, anno in cui il direttore di rete era Giorgio Gori, attualmente produttore indipendente a capo di Magnolia, società che realizza fra gli altri: L’Isola dei Famosi, XFactor, Ricomincio da qui, Piloti. Ricordo che anche in questo post come nel precedente che riguardava RaiDue, citiamo i dati del totale individui e del target 15-24, quello a cui maggiormente si rivolge anche la rete azzurra di Mediaset.

Dicevamo quindi del 1998, epoca Gori, la rete totalizza nella media totale annuale la cifra dell’ 11,27% nel totale individui, ed il 20,37% nel target 15-24. Già da questa rilevazione possiamo notare come il canale avesse una vocazione prettamente giovanile, infatti nei target più adulti faceva registrare l’8,25% fra i 45 ed i 64 anni e si fermava al 5,07% negli ultrasessantacinquenni. Nell’anno successivo, il 1999 in cui ci fu la staffetta fra Gori ed il nuovo direttore: Roberto Giovalli, la rete ebbe un leggero calo in entrambe i target presi in esame, si registrava infatti l’11,49% nel totale individui ed il 19,99% fra i giovani. Calo che prosegue anche l’anno successivo, il 2000 in cui la rete totalizza l’11,3% nel totale individui ed il 19,25% fra i giovani.

Ma proprio nel 2000 Roberto Giovalli lascia Mediaset per cominciare l’avventura nel nuovo canale La7 di Telecom che stava vedendo la luce in quel periodo, avventura per altro finita molto presto per l’ex dirigente Mediaset, che comunque ha potuto poi godersi i frutti del proprio lavoro, prendendo dimora fra Formentera e i Carabi. Nel 2000 quindi la rete giovane di Mediaset cambia il direttore ed arriva sul ponte comando Stefano Magnaghi, autore fra l’altro con Paolo Bonolis di Ciao Darwin attualmente in onda su Canale 5. Per Magnaghi il lavoro si annuncia subito difficile, infatti nel 2001 la rete cala ulteriormente nel totale individui raggiungendo il 10,31%, in calo anche nel target 15-24 dove abbiamo il 18,79%, in assoluto il valore più basso tra tutti quelli di questo decennale.

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Nora Amile, ci voleva la gnocca per svecchiare Don Luca?

pubblicato da Lord Lucas

nora amile don lucaBastava dirlo prima. A noi che ci chiedevamo come avrebbe fatto, la geriatrica Don Luca, a ringiovanire per Italia1, la risposta è servita: con lo gnocca style. Da luglio, ogni giovedì alle 22.00 dopo il Ciclone in Famiglia 2, Don Luca c’è (e la pupa pure), visto che sarà Nora Amile, reduce dal comedy show con protagonisti i secchioni, uno dei nuovi acquisti del cast. Il suo ruolo sarà quello di una ex spogliarellista, ora redenta cassiera del bar di quartiere. Già viene naturale domandarsi se le risulterà difficile calarsi nella parte, più che altro della redenta… Contemporaneamente, infatti, come anticipato da Tgcom, la vedremo campeggiare in Lucignolo tra le calendar girls, forte dell’esperienza fatta a Candid Camera Show.

Tornando alla nostra serie, avrà proprio una formula tutta nuova, che vanta tra le new entry “giovani talenti” del calibro di Giovanna Civitillo, nelle vesti di vigilessa. Ma allora è proprio vero, caro Roberto Giovalli, che recitare in una sitcom non si nega a nessuno?

Diretti da Duccio Forzano e curati da Fatma Ruffini, i 20 episodi della nuova sitcom Don Luca C’è costituiscono un vero e proprio spin-off della versione attempata di Canale 5. Non a caso, due mostri sacri come Paolo Ferrari e Marisa Merlini, rispettivamente il parroco e la perpetua, sono stati congedati per anzianità di servizio.

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Telefilm Festival 2008: produttori a confronto

pubblicato da Michele Biondi

Workshop 2008
Ieri mattina al Telefilm Festival si è tenuta la prima sessione di Workshop che ha visto dibattere i maggiori produttori italiani e i top manager sulla produzione e programmazione dei telefilm in italia e all’estero. Hanno preso parte al tavolo Alessandro Ippolito (Videomedia Italia), Elisa Ambanelli (All Music), Paolo Bassetti (Endemol Italia), Giorgio Gori (Magnolia), Marina Loi (Raiuno), Giovanni Modina (RTI-Mediaset), Lorenzo Mieli (Wilder) e Jonathan Shiff (H2O ). Il moderatore dell’incontro è stato Paolo Martini, giornalista de La Stampa.

Il primo relatore che ha preso la parola è stata Elisa Ambanelli, direttore di All Music, la rete del Gruppo Espresso in forte espansione di pubblico che negli ultimi tempi ha dedicato una fetta della propria programmazione alla docu-fiction autoprodotta:

Su All Music, oltre alle serie di oltreoceano abbiamo deciso di programmare un genere a metà tra documentario e fiction, per l’appunto docu-fiction. E un altro contenuto presente è quello dei cartoon. Il motivo per cui abbiamo scelto la docu-fiction è presto spiegato: due anni fa volevamo affrontare la tematica dei sentimenti però volevamo parlare di sesso e di amore non attraverso un talk ma semplicemente a partire dalle testimonianze del nostro pubblico. Abbiamo costruito così con l’autore-regista di film Alberto d’Onofrio un’idea che si basava sulla raccolta di una serie di testimonianze in giro per l’Italia e il rapporto con il sesso nel mondo odierno, tre per ogni puntata. Abbiamo recentemente trasmesso e va tutt’ora in onda un’altra docu-soap, Albakiara, e l’ultimo esperimento è stato Cash, una docufiction che ha per protagonista una banconota. Abbiamo raccolto un reportage che abbiamo montato con le modalità tipiche del film. Abbiamo preso due banconote da 10 Euro, impresse le impronte digitali del regista e poi mandate in giro per l’Italia. Li abbiamo chiamati Romeo e Giulietta e abbiamo seguito il loro percorso nel passaggio di mano in mano“.

Prende la parola successivamente Paolo Bassetti, presidente e amministratore delegato di Endemol Italia.

Facciamo i produttori di mestiere, non decidiamo dove vadano i prodotti nè contro cosa vadano. Da tempo ci chiediamo come mai in America i telefilm funzionino e da noi no: c’è una differenza sostanziale soprattutto di programmazione della prima serata, che risulta più spezzettata rispetto al mercato italiano (sitcom-comedy-drama). E’ colpa dei produttori se da noi ci siano ancora miniserie da 1 ora e mezza o più che non permettano questa frammentazione. Tra l’altro in Italia solo Raiuno e Canale 5 usano il prodotto nazionale, produce qualcosa Raidue ma Italia 1 e le altre reti non hanno il budget per realizzare queste serie.”

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