
L’atmosfera a Uno Mattina Estate si è fatta improvvisamente rovente (e non per le alte temperature). D’altronde è inevitabile che si finisca a rissa, se si mettono a confronto l’onorevole nel mirino Stracquadanio e uno che non le manda a dire come Adinolfi.
Questa mattina è stato invitato Stracquadanio per fare il punto sulla sua pesantissima critica al popolo del web, subito ripresa dai tiggì in quanto successiva al discusso intervento di Brunetta contro i precari d’Italia:
“Perché su Internet noi non vinciamo? Hanno un esercito che alle 2 del pomeriggio va a casa e non fa un cazzo. E voglia il casino che monto in piedi anch’io se sto tutto il giorno dietro a una tastiera”.
A questo punto Adinolfi ha ripreso la dichiarazione con gli stessi termini coloriti, termini che a Uno Mattina generalmente sono banditi:
“Sapete parlare solo così, l’Italia peggiore, quelli che non fanno un cazzo. Vergognatevi. Anche la Rai è tenuta in piedi da precari dell’ente pubblico”.
E’ quindi intervenuto il conduttore Gerardo Greco, confermando di essere la classica acqua cheta che all’occorrenza straripa. Mostrandosi evidentemente dalla parte di Adinolfi nel difendere i lavoratori dell’azienda, il giornalista si è prima dissociato dal clima rissoso, per poi contribuire ad alimentarlo con dichiarazioni tutt’altro che leggere:
Tutti contro YouTube. Il mondo della televisione, in particolare, sembra non gradire particolarmente l’esistenza di questa piattaforma demoniaca, capace di fare quanto e meglio del mezzo catodico tradizionale. Mediaset è sull’orlo di una crisi di nervi, la Rai ha diffidato chiunque carichi sul “Tubo” spezzoni di trasmissioni e programmi non autorizzati. Adesso tocca a… Vittorio Sgarbi. Il celeberrimo uomo televisivo, assurto a gotha del trash grazie alle sue telerisse, croce e delizia (soprattutto delizia) dei contenitori pomeridiani della televisione italiana, ha dato mandato ai propri avvocati di diffidare YouTube per aver violato a mezzo video il suo diritto all’immagine. I video di Sgarbi, infatti, le sue risse, da quelle con Mike Bongiorno, storica, a quelle più recenti orchestrate con il beneplacito di Barbara D’Urso, sono tra i contenuti più cliccati del sito di video sharing. Della cosa si sta occupando l’avvocato di Sgarbi, dottor Giampaolo Cicconi, che esigerà la rimozione delle immagini fisse e in movimento dei programmi in cui compare il proprio assistito. Cicconi - come segnalato da Punto Informatico - ha aggiunto che, laddove i responsabili di YouTube non dovessero provvedere alla rimozione dei video, ci sarà un ricorso presso il Tribunale di Camerino per un risarcimento danni non inferiore a 10mila euro per ogni minuto o frazione di diffusione diretta o indiretta. Così Sgarbi in merito alla sua onnipresenza telematica:
“Me l’hanno detto quelli che se ne intendono: sono tra i più cliccati. Un po’ sotto Berlusconi, tra i più visitati ci sono io. Su YouTube i miei diverbi accesi con la Mussolini o Cecchi Paone vanno alla grande e sono tra i più gettonati”.
Se la questione dovesse trovare terreno fertile, dal punto di vista giuridico, gli intermediari della comunicazione come Youtube, sarebbero obbligati a sorvegliare i contenuti caricati dai propri utenti. Il confine, immaginiamo, tra ciò e la censura sarà sottile.
Dopo il salto qualche celeberrima “performance” di Vittorio Sgarbi.
Cara Barbara D’Urso, sei diventata indifendibile. Senza aver imparato nulla dalle lezioni precedenti intavoli un dibattito sull’omofobia invitando nello stesso salotto ospiti dalle posizioni radicalmente contrapposte. Ed è inevitabile che l’omosessualità diventi per l’ennesima volta un piatto trash da servire sul tavolo dell’Auditel.
Sta facendo il giro del web la rissa che ha visto coinvolti a Domenica Cinque tre personaggi assolutamente al di sopra delle righe: i prezzemolini del talk show Alba Parietti e Alessandro Cecchi Paone, quest’ultimo nella doppia veste di bisex dichiarato, e Maurizio Ruggiero, presentato sin dal principio come cattolico tradizionalista. Era prevedibile che fosse quest’ultimo ad accendere la miccia delle polemiche, dicendo prima alla Parietti:
“Lei pensa di poter parlare solo perché gode dell’approvazione di questi quattro sodomiti?”.
Alba ovviamente ha risposto a tono:
Partiamo dal presupposto che TvBlog non ha padroni né padrini, facili bersagli o conduttori intoccabili. Abbiamo accolto con molto entusiasmo la nuova avventura domenicale di Barbara D’Urso, forte di un eccezionale carisma dimostrato in daytime. La conduttrice ha sempre alternato varie fasi nella sua carriera, passando dalle tronfie esuberanze degne di una vamp al top ai momenti difficili, che l’hanno vista accettare qualche retrocessione pur di non fermarsi. E’ successo ai tempi dei reality flop in prime time, dopo i quali si è “piegata” umilmente alla levataccia mattutina per rivitalizzare la sua immagine. Da quest’anno non ne ha più bisogno e le occhiaie le lascia a Federica Panicucci.
La D’Urso viene da due stagioni vincenti, che l’hanno vista regina dei Record in prime time e trionfatrice nella sfida di una conduttrice donna al timone delle daily news. Quest’anno la sua nuova scommessa si chiama Domenica Cinque e, alla vigilia del debutto, la Barbarella nazionale ci aveva promesso un contenitore gioioso e mai trash (litigando per questo con “la parte in causa” Paola Perego). Peccato che anche lei non abbia saputo resistere alla tentazione e, diciamo la verità, se l’è anche un po’ cercata.
Domenica Cinque, che per ora non brilla di appeal anche negli ascolti, sta scontando - così come Mattino e Pomeriggio Cinque - la mancanza del Grande Fratello. Nei periodi in cui il reality riposa il chiacchiericcio dei salotti di Canale 5 è costretto ad alimentare da sè motivi di polemica seriale, per assicurarsi un indotto sensazionalista di sicura presa sul pubblico. La differenza tra i gossip a regola d’arte del Gf e quelli dei periodi extra-Gf è che, in quest’ultimo caso, sono i contenitori quotidiani gli unici responsabili del trash che mandano in onda.
La pagina degli Spettacoli di Repubblica propone un’interessante, seppur l’ennesima, inchiesta sulla tv volgare, con spunti molto condivisibili su certa ipocrisia della programmazione nostrana. Da un lato c’è la Bbc, che ha dichiarato guerra alle parolacce raccomandando il divieto alle oscenità fino alle 22 e l’obbligo di oscurare le scurrilità con i beep a partire dalle 21: la minaccia per chi non si adegua è di perdere il posto. Al contrario in Italia si è calcolata una media di tre turpiloqui all’ora, con tanto di giustificazioni poco credibili da parte di chi con i toni pepati ci marcia quotidianamente. Non fanno onore alla brava Barbara D’Urso le dichiarazioni rilasciate al quotidiano, in merito alla sua responsabilità da conduttrice rispetto ai singoli casi:
“Il conduttore può adottare vari gradi di reazione alle volgarità. Io ho tolto definitivamente la parola a chi ha bestemmiato, come fece Guido nel Grande Fratello. Sono stata durissima con il concorrente-contadino di 1, 2, 3 Stalla che sosteneva che le donne vanno maltrattate, racconta la D’Urso. Ma ammette che in diretta può capitare che a qualcuno scappi la parolina. E allora dipende dall’ospite che sgarra. Se hai di fronte Vittorio Sgarbi, magari è meglio adottare il rimprovero soft, per non sottolineare la cosa, per non rischiare il raddoppio dell’insulto. Non conosco le regole di Bbc, ma per il linguaggio io seguo l’insegnamento di mio padre, penso sempre al telespettatore da casa”.
Che lezione dovrebbe trarre il telespettatore da casa da queste parole, che esiste un trattamento di favore anche nella maleducazione? C’è chi può permettersi di tutto in tv, perché rinunciarvi comporterebbe una perdita di ascolti, e chi per farsi scappare un’espressione poco ortodossa è costretto a sparire per sempre dagli schermi? E’ successo al ghettizzato Guido Genovesi del Grande Fratello 5, come al bel modello Mirko Sozio del Grande Fratello 8. Entrambi i “bestemmiatori” sono stati epurati senza possibilità di appello, mentre il “pittoresco” Massimo Ceccherini continua a essere a piede libero dopo l’esclusione dall’Isola e a fare della trivialità un segno particolare del suo curriculum.

Anche a Uomini e Donne scatta la rissa. La corteggiatrice di Federico Mastrostefano, Eliana Michelazzo, si è resa protagonista di un’ “uscita secca, netta e infelice”, a detta della stessa Maria De Filippi, ai danni dell’opinionista Tina Cipollari. Stando a delle indiscrezioni la registrazione della puntata sarebbe stata interrotta per poi riprendere, dopo un vistoso taglio, solo quando gli animi si sono placati.
Tutto è cominciato da pesanti insinuazioni rivolte da Eliana sul passato di Tina. Sentendosi continuamente giudicata dall’opinionista, Eliana le ha detto di vergognarsi di cosa ha fatto in passato in tv, ritenendolo ben peggiore della sua attuale condotta e arrivando addirittura a parlare di “schifezze”. A questo punto Tina ha dato prima ad Eliana della vipera e poi ha minacciato di uscire dallo studio per rivolgersi al suo avvocato, con cui avrebbe messo a punto una bella querela.
La Cipollari si è difesa ricordando per filo e per segno i suoi trascorsi a Uomini e Donne. I maniaci della trasmissione ricorderanno che Tina è nata come vamp alla corte del primo tronista della storia, Roberto, un signore attempato a caccia di una compagna nella vita. Lui non la scelse - negandole il prezioso anello in palio - ma lei divenne da subito un personaggio popolarissimo, dividendo il trono per sette mesi con l’opinionista Claudia Montanarini.