Raoul Bova è stato eletto il più bello d’Italia secondo un sondaggio commissionato da Di Tutto (nr.27) a Ekma Ricerche su un campione di 1000 donne intervistate telefonicamente. E dunque non ci resta altro che aspettare il 7 settembre e la sua prossima fiction, Intelligence, targata TaoDue per ammirarlo. Il promo su Canale5 è partito proprio ieri e Bova, come anticipato al Mediaset Night, interpreterà un agente segreto, Marco Tancredi.
La regia è di Alexis Sweet (nel video in alto il backstage e molte interviste), lo stesso regista di R.I.S. e Raoul Bova sarà un ex militare, un parà ingaggiato, a seguito dell’uccisione della moglie, nell’intelligence e per sei puntate vivrà e ci farà vivere ogni genere d’avventura. Nella fiction, costata 16milioni di euro recitano anche Ana Caterina Morariu, Massimo Venturiello e Dino Abbrescia.
Per ritornare al sondaggio è da dire che Bova (17,9%) ha surclassato bellezze maschili quali, Riccardo Scamarcio (10,4%), Alessandro Preziosi (8,6%), Kim Rossi Stuart (5,6%), Luca Argentero (5,1%), Gabriel Garko (4,2%) Tiziano Ferro (3,7%), Stefano Accorsi (3,5%) Fabrizio Corona (2,5%), Daniele Liotti (2,3%), altri (31,8%).
Dopo i successi di R.I.S e Squadra Antimafia torna Giulia Michelini e veste i panni di una giovane specializzanda in medicina nella fiction “La scelta di Laura” in onda su Canale5 per sei puntate da mercoledì 17 giugno.
TaoDue, così, sceglie il bel viso di Giulia, la sua esperienza e la sua carica interpretativa per rituffarsi nel medical division dopo la batosta di Crimini Bianchi. Con lei Giorgio Pasotti reduce dal successo di David Copperfield su RaiUno, Camilla Filippi e Ivan Franek.
La storia si svolge tra le corsie di un ospedale di medie dimensioni, divisione pronto soccorso e vede Laura (Giulia Michelini) fresca laureata in medicina alle prese con la dura realtà del lavoro che ha scelto. Con lei c’è anche Rebecca (Camilla Filippi) raccomandata, viziata e poco incline al sacrificio. Le due avranno anche, come fiction impone, le loro storie d’amore, rispettivamente: Laura con Fabio (Giorgio Pasotti) e Rebecca con Jonas (Ivan Franek).
All’inizio il titolo della serie doveva essere “Chirurgia d’urgenza” ma poi si è optato per “La scelta di Laura” che forse potrebbe attirare maggiormente il telespettatore e addolcisce l’impatto sempre duro che si ha verso gli ospedali. Curiosa anche la scelta di programmarla in estate: si spera di attutire l’impatto di un possibile flop? O dopo Dr.House le storie dei medici nostrani sembrano banali e magari il medical division come genere ha anche stancato?
Un libro su TvBlog? Dice: e che c’entra? C’entra! Il tomo in questione, che passiamo volentieri per una disamina più prettamente letteraria, ai colleghi di Booksblog, si intitola “Rai, addio” e già questo potrebbe bastare per capire dove stiamo per andare a parare. Il punto, ancora più focale, è che la firma sulla copertina è quella di Carlo Rognoni, ex consigliere d’amministrazione di Viale Mazzini, uno che di cose legate all’amatissima e tribolatissima tv di Stato ne sa a profusione. Quale momento storicamente migliore per segnalare un prodotto del genere, se non questo presente, cioè immediatamente successivo alla fumata bianca post Nomine?
Il volume si articola in 101 episodi, ciascuno dei quali racconta in maniera distinta l’azienda Rai: dal ritorno di Bonolis al Festival di Sanremo ai trionfi del commissario Montalbano, passando per Vladimir Luxuria vincitrice dell’Isola dei Famosi, ai record di AnnoZero e Ballarò. Preconizza l’autore nella prefazione:
“Tempo tre anni, giusto gli anni del prossimo consiglio di amministrazione, e poi la Rai rischia di impantanarsi, di continuare a camminare quando è l’ora di volare”.
Il tono di Rognoni non è ottimistico, né positivista. Secondo l’autore, che se ne intende, ripetiamo, il futuro di Mamma Rai continua ad essere complicatissimo, addirittura sul sottilissimo filo dell’autodistruzione.
“Va aperto subito un enorme, trafficato e indaffarato cantiere. La Rai così come è oggi è come un jumbo tram. Non serve a prendere il volo. Va smontato, va salvata la materia prima, ne va immessa di nuova e pezzo dopo pezzo va costruito non un altro super tram ma un vettore del tutto nuovo, adatto ad affrontare lo spazio virtuale”.
Pena, si evince chiaramente, la scomparsa dell’azienda. Il libro, secondo le stesse parole di Rognoni, è composto in quattro parti:
“Nella prima si racconta quella balorda estate del 2008, nella seconda l’eredità lasciata dal vecchio consiglio, nella terza che cosa vuol dire lavorare con un direttore generale ‘incompatibile’, nella quarta i due anni di una nuova direzione che passa dalla luna di miele alla separazione in casa. E, da ultimo, si racconta come sarà la televisione di domani e di dopodomani”.


Essendosi già consumata a inizio settimana la serata “Amici”, il Mercoledì di Canale5 rimane così privo di sfide di canto e di ballo, sostituite con le avventure della squadra della sezione scientifica dei Carabinieri. La fiction dei RIS, con Lorenzo Flaherty e Romina Mondello, propone l’ultima serata della sua quinta edizione scontrandosi in prime time con il ventunesimo film della saga di James Bond: il campione di incassi cinematografici Casinò Royale, con Daniel Craig già in Dvd dal maggio 2007 che su Raiuno sembra non avere lo stesso appeal ottenuto nei cinema.
Dopo la vittoria del Tg1 sul Tg5 la serata prosegue nell’access con un bellissimo testa a testa fra la curva blu di Affari tuoi e quella arancione di Striscia la notizia che salgono, salgono, salgono fino a toccare il 33% di share a fine trasmissione. In termini di valori assoluti vediamo entrambi i programmi superare brillantemente i 9 milioni di telespettatori. Passando al prime time vediamo la curva arancione di Canale5 con l’ultima puntata della serie odierna dei RIS primeggiare fra il 20 ed il 25%.
Mentre in seconda serata tocca e supera la linea del 30%. La curva blu dell’ottimo film “Casinò Royale” viaggia sulla linea del 15% con un ascolto in valori assoluti partito sui 4 milioni e mezzo di telespettatori, che nel corso della serata calano fin verso i 3 milioni. D’altro canto la curva dei RIS in valori assoluti cattura nel prime time circa 6 milioni di telespettatori, mentre in seconda serata sui 5 e mezzo.
Continua a leggere: Analisi Auditel - I RIS vincono al Casinò

Dopo i Ris, i Ros. Non è uno scioglilingua ma il prossimo progetto targato Mediaset. Per la produzione della Taodue di Pietro Valsecchi, già mente e portafoglio dietro le cinque serie dei “Ris” e quasi tutte le serie di ficiont griffate Biscione, farà il suo debutto televisivo la vicenda drammatica e professionale dei Ros, appunto, ovvero il Raggruppamento Operativo Speciale dell’Arma, organo investigativo con competenza sia sulla criminalità organizzata che sul terrorismo e che dipende direttamente dal Comando generale: il tutto verrà trasmesso da Canale5. Queste le parole di Valsecchi rilasciate all’AdnKronos:
“Attualmente la prima serie di sei puntate è in fase di scrittura. Dovrebbe andare sul set all’inizio del 2010. E in onda su Canale 5 nell’ottobre 2010. Il protagonista? Ancora non lo abbiamo scelto, stiamo parlando con molti attori che lavorano con noi. Come sempre ci faremo assistere dai veri Ros. Per ora stiamo lavorando sulle storie nella consapevolezza che il poliziesco è un genere molto amato, soprattutto in questo periodo. Il pubblico lo ama anche perché infonde quella sicurezza sulle grandi istituzioni, che è fondamentale soprattutto i momenti di crisi come quello attuale”.
Valsecchi sussurra qualche indiscrezione pure sulla prossima stagione di “Ris”, ventilando una vera e propria rivoluzione drammatica:
“Il ‘Ris 6′, che verra’ girato in estate per andare in onda su Canale 5 all’inizio del 2010, sara’ tutto nuovo, con una protagonista donna a capo del Ris. Da Parma la scena si sposterà a Roma. Il capitano Venturi interpretato da Lorenzo Flaherty uscirà di scena e sarà una nuova serie molto al femmile. Ma non posso ancora fare i nomi degli attori…”.

Il martedì sera di Raiuno sembra ormai dedicato alle Del Noce’s Angels: da oggi è il turno di Veronica Maya e di Incredibile!, programma alla ricerca di talenti speciali. Non so voi, ma io sento puzza di già visto…
Ma non era domenica la serata crime di Raidue? Evidentemente Marano c’ha preso gusto, ed ecco, anche di martedì, altri due telefilm tra i poliziesco ed il procedural: Senza Traccia in prima serata, Law & order in seconda.
Questa crisi esiste davvero? Se lo chiede Floris a Ballarò, che ospita una nuova tappa del Post Matrix Tour di Enrico Mentana, ospite della serata insieme ad Antonio Di Pietro ed Antonio Tabacci.
Ancora una settimana e l’agonia di Ris 5 sarà terminata. E alla notizia della realizzazione di una sesta stagione, noi tutti potremo esclamare: Incredibile! A seguire, un Matrix tutto live con il ministro Brunetta che si fa intervistare (?) dal pubblico a casa.
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Il prime time del Martedì incolla i tifosi del calcio a Raiuno per l’ennesima settimana. Questa volta con la semifinale di andata di Coppa Italia erano la Juventus e la Lazio a cercare di rubare telespettatori ai RIS di Canale5 che in quest’annata hanno avuto risultati altalenanti. Si fa inoltre sempre più spazio all’interno dell’offerta televisiva di mezza settimana la comedy night di Italia1 firmata Ale&Franz con Gialappa’s a seguito, che traghetta il giovane telespettatore verso Chiambretti e i suoi ospiti.
Si parte dunque con la nostra analisi della serata di ieri grazie alle nostre esclusive curve dello share e dei valori assoluti minuto per minuto, come sempre rappresentate nei grafici pubblicati subito dopo il continua. La serata parte con una zampata della curva arancione di Canale5, che raggiunge quasi il 35% di share, grazie a Striscia la notizia, mentre dall’altra parte la curva blu si era stabilizzata attorno al 25%. In prime time, dopo il crollo di RaiUno dovuto all’intervallo della partita di calcio Lazio-Juventus, registriamo una curva blu vincente su livelli fra il 25 ed il 30% di share. Dall’altra parte la curva dei RIS scorre stabilmente sulla linea del 20% in prima serata, fino a toccare il 30% attorno alle 23:30.
In termini di valori assoluti, c’è il picco di 10 milioni di telespettatori di Striscia la notizia alle 21:09, mentre la curva blu di RaiUno si appoggia sulla linea degli 8 milioni a fine primo tempo di Lazio-Juve. Nel seguito della serata la curva blu di RaiUno tocca nuovamente gli 8 milioni a fine match di coppa Italia, mentre quella arancione di Canale5 si ferma poco sotto i 6 milioni. Fra le altre reti segnalo l’ottima curva verde di RaiTre che in prime time supera piuttosto nettamente quella azzurra di Italia1, registrando picchi di oltre il 15% di share, mentre la linea del programma di Ale & Franz sta ben al di sotto di questa cifra.
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Vinicio Marchioni non è Freddo. Lo è, limitatamente alla brillante interpretazione televisiva che l’attore romano ha confezionato per la serie Romanzo Criminale, ma sulle assi del palcoscenico teatrale, ecco che quello che viene fuori è puntualmente un calore umano, virtuoso e attoriale proprio dei grandissimi talenti. Al “Cometa Off”, storico teatro testaccino di Roma, con “La più lunga ora”, Marchioni è in scena - dal 3 all’8 febbraio - con un suo sentitissimo monologo ispirato al poeta “maledetto” Dino Campana, morto il 1 marzo 1932 nel manicomio di Castel Pucci dopo una reclusione durata quattordici anni. “Mi sono chiesto - dice l’attore 33enne - quante volte puo’ morire un uomo, un poeta per di piu’, durante tanti anni di manicomio. Quante e quali cose gli sono potute mancare. E quanto e’ costato a quell’uomo aver inseguito per tutta la sua vita, meno gli ultimi quattordici anni, la poesia. Naturalmente non ho risposte: La piu’ lunga ora e’ il frutto di queste domande”.
Vinicio Marchioni è un brillante attore, curiosamente “scoperto” dalla tv commerciale. La sua bravura, già dimostrata, si palesa definitivamente dalla visione del suo spettacolo teatrale. Tante qualità le aveva già mostrate al grandissimo pubblico durante le 12 puntate di “Romanzo Criminale - la Serie”, trasmesse da SkyCinema, dove interpretava il Freddo, elemento fondamentale della banda criminale cosidetta “della Magliana”, resa celebre, oltre che dalla cronaca reale, anche e soprattutto dal romanzo omonimo di Giancarlo De Cataldo e dal film di Michele Placido; ne “La più lunga ora”, che si sviluppa effettivamente per la durata di sessanta minuti circa, Marchioni, da solo in scena, si muove su un tappeto di fogli scritti che sono le poesie di Dino Campana, da lui stesso interpretato. La storia è proprio quella del poeta che, parlando in prima persona, racconta tra lampi di follia e genio, la propria discesa in quel “male oscuro” che l’ha portato alla reclusione manicomiale fino alla fine dei suoi giorni.
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La scorsa serie di “Ris-Delitti imperfetti” non aveva brillato nè in originalità, nè in termini di ascolto. Mancavano i grandi numeri dei primi anni, l’aura di “serie evento” si era ormai affievolita, e le storie iniziavano a stancare. L’uso di trame tratte dall’attualità -un caso su tutti: la vicenda di Erba che diventa fonte di ispirazione-, non sempre hanno quindi garantito al crime di Canale5 di mantenere le aspettative.
Nonostante tutto ciò, “Ris 5″ (gallery) è pronto al debutto, questa sera, con 20 nuovi episodi e dieci prime serate all’insegna del Reparto Investigazioni Scientifiche di Parma e di nuovi casi che richiedono il loro intervento. Ancora una volta, protagonista sarà il Capitano Venturi (Lorenzo Flaherty), che ogni anno sfida un grande cattivo, elemento comune dell’arco narrativo di ogni serie. Stavolta -l’attualità domina ancora- si tratta di una setta di giovani disposti a tutto pur di portare a termine l’obbiettivo del loro guru, uno scrittore morto suicida che predicava un pensiero razzista ed eugenetico.
La cosiddetta “Setta degli Eletti” inizierà a farsi notare già dal primo episodio di stasera, in cui Venturi e soci ritrovano il cadavere di una ragazza in un bosco. Sarà quest’omicidio ad aprire la linea gialla della quinta serie, che si presenta inquietante e pronta a coinvolgere i protagonisti fino all’ultimo episodio. Riuscirà a coinvolgere anche i telespettatori?

Prima dei palinsesti ufficiali del nuovo periodo di garanzia, è l’informatissima Laura Rio de Il Giornale a offrirci le prime anticipazioni sui “programmi che contano”. Archiviato dicembre, mese di letargo ormai assimilabile all’estate delle repliche, a gennaio tornano le grandi sfide della tv che vedono protagoniste, prima di tutto, le reti ammiraglie RaiUno e Canale 5. Ricordiamo che per la tv di stato l’inizio del secondo periodo di garanzia dell’anno, cioè quello dell’ultima parte di stagione su cui si concentrano gli investimenti pubblicitari, è generalmente legato alla tempistica del Festival di Sanremo, che quest’anno gioca d’anticipo a metà febbraio. Per questo la Rai, rispetto a Mediaset, può permettersi di riscaldare i motori a gennaio, mentre Canale 5 vuole recuperare subito le gravi perdite del primo periodo di garanzia, risollevato soltanto dalla Maria dei Miracoli e da Antonio Ricci.
Partendo da RaiUno, non è un caso che, come avvenuto per le prime serie di Butta la Luna e Raccontami, decida di programmare sin dal prossimo mese, per poi prolungarla sino a febbraio, una fiction di lunghissima serialità. Anche nelle domeniche del periodo di festa andrà in onda una romantic comedy (composta di ben tredici puntate) intitolata Tutti pazzi per amore, che vede due vicini di casa inizialmente sconosciuti l’uno all’altro, alla soglia dei quarant’anni, innamorarsi al di fuori delle loro abitazioni: a interpretarli Stefania Rocca ed Emilio Solfrizzi. Al lunedì a dicembre arriva l’eroina Artemisia Sanchez (interpretata da Michelle Bonev), mentre da gennaio torna invece Rex con Kaspar Capparoni. Nelle stesse sere, da gennaio, Canale 5 programmerà un riposato Dr. House e il Grande Fratello 9, confermando le rispettive collocazioni.
Al martedì, su RaiUno, viene incredibilmente promosso in garanzia lo show Dimmi la verità, esperimento di scarso riscontro dello scorso maggio. Caterina Balivo si aggiudica così il suo primo prime time in periodo di garanzia, non accettando di sfigurare dinanzi a Eleonora Daniele, valorizzata nella più ambiziosa serata del venerdì sera con il suo numero zero di successo, Ciak, si canta! Contro i due varietà Canale 5 schiera fiction: al martedì due rischiosi prodotti di Valsecchi, ovvero i vecchi R.I.S. in caduta libera e il nuovo Intelligence, e al venerdì i mitici Cesaroni.
Giornata di presentazioni ufficiali per la lunga serialità all’italiana, quella di oggi al Roma Fiction Fest. Non avendo il dono dell’ubiquità ci si concentra sul terzetto proposto in Sala 5 del Multisala Adriano.
Si comincia con Il bene e il male. Il promo è accattivante, la serie appare ben girata e strutturata. L’impressione globale è di una serie che sta provando a fare qualcosa di diverso, sicuramente di diverso rispetto al pubblico di RaiUno cui è dedicata (messa in onda prevista a gennaio 2009). Una scommessa, come sottolineano un convincente Gianmarco Tognazzi e una Bianca Guaccero evidentemente molto coinvolta nel progetto, per una produzione che tenta di seguire la strada maestra tracciata dai fratelli maggiori americani, con producer molto presenti sul set e story editor ringraziati a scena aperta dal duo di attori protagonisti. Ci si augura che le aspettative siano confermate con la messa in onda.
Non altrettanto positiva l’impressione delle due produzioni made in Valsecchi che seguono: R.I.S. 5, la cui linea orizzontale appare reggersi sulla fantomatica setta degli eletti. Siamo alle solite, nessun elemento di novità - se non per quanto riguarda il cast - un buon Dighero - anche come intrattenitore per il pubblico in sala - e tutto il resto che rientra nel panorama del già visto. Incluso il fatto che non si capisce per quale motivo R.I.S. dovrebbe scimmiottare 24. Incluso il fatto che non è girato né scritto né recitato come C.S.I. Ma questo si sapeva. Il cast fa il suo, partecipa alla presentazione come chi si trova per il quinto anno a fare un prodotto che sì, insomma, tutto sommato diverte ma si trascina.
Dolenti note, almeno a giudicare dal promo proiettato oggi, anche per il medical prossimo venturo: Chirurgia d’urgenza. Se in R.I.S. c’era una forte sensazione di dejavù, qui siamo al clone del clone del clone, con tutto il repertorio dell’italianità: schiaffi e insulti, medici eroi e emozioni più descritte che provate, per una regia senza infamia e senza lode, un compitino che nulla ha a che vedere con i grandi modelli di Grey’s Anatomy e Dr. House.
Leggo su Il giornale una notizia che mi ha fatto sorridere, perché fortunatamente non ha avuto un epilogo così tragico.
Attori e troupe - 30 persone in tutto - della serie tv di Canale5 RIS - Delitti Imperfetti, sono finiti al pronto soccorso del Policlinico Umberto I, lo stesso nel quale stavano girando delle puntate della prossima stagione. I motivi? Leggiamoli:
qualcuno deve aver esagerato nell’uso di sostanze chimiche. Così, mentre davanti alla cinepresa la bella anatomopatologa (Gea Lionello, ndr) descriveva al maresciallo Ugo Dighero e alla carabiniera new entry Giorgia Surina i risultati di un referto autoptico, s’è capito subito che qualcosa non andava nell’aria. Non era una questione di calore legata ai proiettori. Risultato: riprese sospese (si riprende a settembre), tre giorni di malattia per tutti, parecchia paura e tanto malumore per quanto è accaduto.
La sala nella quale si stavano svolgendo le riprese era stata per anni inutilizzata e quindi “rimessa a nuovo” - col Viakal - proprio per la serie tv su incarico della Taodue. Chissà in che condizioni era ridotta, per aver bisogno di una pulizia così “profonda”…
Qualche simil-scottatura e intossicazione per i “feriti”, ma nessun danno grave.
Si sa, lavorare nei Ris non è mica una passeggiata. Voi comunque non esagerate col Viakal, che non si sa mai.