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Tutti gli articoli con tag riccardo villari

Roberto Saviano - Villari: perché produce Endemol?

pubblicato da Malaparte


Riccardo Villari, in questi giorni di tormento che riguardano Roberto Saviano e il suo Vieni via con me - lo scrittore, come annunciato, sarà ospite in collegamento da Berlino nella puntata di domani di Annozero - fa sentire la sua voce in maniera decisamente asincrona rispetto al coro e solleva una questione per nulla marginale.

Ecco cosa si chiede Riccardo Villari, senatore del gruppo misto:

Perché la trasmissione di Roberto Saviano è stata appaltata dalla Rai a una ditta esterna? Visto il profilo del programma, la tv pubblica sarebbe perfettamente in grado di produrlo con le proprie risorse interne.

E l’ex presidente della Commissione di Vigilanza Rai argomenta:

Le quattro serate della trasmissione di Fazio e Saviano prevedono i monologhi dello scrittore su temi importanti dell’attualità e le ospitate di alcuni personaggi di primo piano del mondo dello spettacolo. Non sembra di essere di fronte ad un format particolare, ma a delle serate evento che la Rai potrebbe tranquillamente gestire in prima persona, attingendo alle tante professionalità che si trovano all’interno dell’azienda. A maggior ragione considerando che, a quanto scrivono i giornali, la parte tecnica riguardante lo studio e gli operatori resta comunque a carico della Rai. Che senso ha, allora, pagare un appalto milionario a una società esterna? Perché la Rai non ingaggia direttamente Saviano, protagonista del ciclo della trasmissione Vieni via con me, senza l’intermediazione di Endemol?

Villari continua, parlando della Rai.

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Fazio si difende dalle accuse: "Da destra rifiutano i miei inviti, la politica non è il mio editore"

pubblicato da Gabriele Capasso

Fabio Fazio non ci sta e in un’intervista concessa a Repubblica si sfoga contro le accuse piovute dalla maggioranza di governo durante l’audizione alla Commissione di Vigilanza Rai del Presidente Petruccioli. Il conduttore della trasmissione Che Tempo Che Fa, anche stasera impegnato nei primi di una serie di speciali in prima serata (prova che la rete crede molto nel programma), è finito nell’occhio del ciclone dopo una richiesta esplicita di Maurizio Gasparri perchè il Presidente della Vigilanza Rai, Riccardo Villari, si occupasse della “sproporzione” fra ospiti del centrosinistra e ospiti del centrodestra intervistati nel programma.

Fazio sembra avere ottimi argomenti per “difendersi”, non solo la semplice osservazione sul numero degli ospiti esponenti del PD ospiti fino ad ora in questa stagione (solo 2, Veltroni e Soru), ma anche la rivelazione che sono stati già 3 i politici legati al governo che hanno rifiutato l’invito per via di altri impegni.

Gasparri, per quanto mi riguarda, ha perfettamente ragione, i numeri sono quelli. In questa stagione sono venuti in trasmissione due politici, dico due, ed entrambi di centrosinistra. Veltroni e Soru, ma ne abbiamo invitati anche di centrodestra, e per un motivo o per l’altro hanno rimandato la loro partecipazione. Sono certo che entro maggio rispecchieremo i numeri che ci hanno contraddistinto in questi anni, con una sostanziale parità di presenze tra centrosinistra e centrodestra.

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Polemiche su Fabio Fazio - Petruccioli lo difende, ma la maggioranza attacca: "A Che tempo che fa solo ospiti di sinistra"

pubblicato da Gabriele Capasso

Fabio Fazio è nell’occhio del ciclone. Dopo l’invito giunto da Maurizio Gasparri, Presidente dei senatori del Pdl, sono iniziate oggi le audizioni di un’istruttoria aperta sulla trasmissione Che Tempo che fa, l’accusa rivolta dalla maggioranza è che il programma di Fazio sia “al servizio del Pd”. Le polemiche sono scoppiate dopo l’audizione di oggi con il Presidente della Rai Claudio Petruccioli che ha difeso Fazio e la più recente gestione della tv di stato, proprio rispetto alla questione del pluralismo.

Quelle di Fazio sono interviste realizzate con grande attenzione e legate ai fatti. Alla fine del ciclo si potrà giudicare sull’equilibrio. Ma devo dire che a Fazio è stato rinnovato da poco il contratto per i prossimi anni dal consiglio di amministrazione di Viale Mazzini con un solo voto contrario. Sono assolutamente convinto che questi ultimi anni nella storia della Rai potranno essere iscritti come anni nei quali c’è stato più pluralismo. Non esiste un caso Fazio. Lui è il nostro Letterman.

Il centrodestra non ha gradito la presa di posizione di Petruccioli, e non per il paragone (francamente sacrilego) fra Fabio Fazio e David Letterman. I membri della Commissioni di Vigilanza Rai che fanno riferimento alla maggioranza, tutti presenti con l’esclusione dell’Idv di Di Pietro che non intende partecipare ai lavori finchè il contestato Riccardo Villari non si sarà dimesso, hanno pesantemente attaccato il Presidente della Rai.

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Gasparri chiede istruttoria su Fabio Fazio, Villari si attiva

pubblicato da Gabriele Capasso

Il contestatissimo Presidente della Commissione di Vigilanza Rai, Riccardo Villari, in carica ed ufficialmente sfiduciato da tutte le forze politiche, compreso il suo partito che ha proceduto ad espellerlo nelle scorse settimane, si prepara ad avviare il suo primo atto ufficiale: un’istruttoria sulla trasmissione di Fabio Fazio “Che Tempo che fa“.

La sollecitazione, chiamiamola così, è arrivata direttamente da Maurizio Gasparri, presidente dei senatori del Pdl che ha diffuso un comunicato stampa di denuncia nei confronti di Fazio:

Il Presidente Villari chiarisca a chi risponde Fazio: a Cappon o a Veltroni? Chiedo a Villari, presidente della commissione di Vigilanza, di sapere che regole siano in vigore alla Rai. Mi sembrava infatti d’aver capito che il direttore generale avesse stabilito che i politici non dovessero andare nei programmi di intrattenimento. Ma Fazio, a ” Che tempo fa”, su Rai Tre, invita chi vuole. Prima Veltroni. L’altra sera il presidente della Sardegna, Soru. Fazio, mi chiedo, risponde ai suoi padroni del Pd o a chi? Chiedo perciò a Villari interventi immediati contro gli abusi in atto.

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Analisi Auditel - Le curve di venerdì 5 Dicembre 2008: Testa a testa fra Paperissima ed I Migliori Anni, in seconda serata Riccardo Villari porta alla vittoria Matrix

pubblicato da Hit


Paperissima ed I migliori anni si dividono la famiglia televisiva
Nella consueta gara del venerdì Sera, Raiuno continua a cavalcare il suo cavallo vincente proponendolo anche in replica. I vari scontri appassionanti contro Paperissima nelle passate settimane si sono così esauriti con la messa in onda di un Greatest Hits de I Migliori Anni che è riuscito a tenere a sè molti dei fedeli telespettatori del programma. L’altro scontro della serata si consumava nel frattempo tra Raidue e Italia1 a colpi di telefilm, dalla quale esce vincitore l’ormai sicuro CSI: MIAMI. Andiamo con le nostre curve a vedere nel dettaglio come si è comportato il pubblico televisivo.

Curve che ci consegnano un testa a testa davvero appassionante in prime time, con la curva arancione di Canale5 che prevale di poco su quella blu di RaiUno. Risultato comunque notevole per “I migliori anni” considerando che si trattava di una puntata riassuntiva. Puntata che ha raccolto davvero un ottimo risultato, a conferma quindi della bontà di questo prodotto, che come vedremo riscuote ottimi numeri in tutti target. E partendo dal target 15-24 vediamo la curva di “Paperissima” che svetta per tutta la serata su livelli fra il 35 ed il 40%. Ma con la curva blu di RaiUno, evento raro per questo target, al secondo posto attorno al 20%.

Target 25-44 anni vinto dalla programmazione di Canale5 che fa navigare la curva arancione fra il 30 ed il 35%. Subito sotto si conferma la curva blu dello show amarcord condotto da Carlo Conti che cattura oltre il 20% dell’audience, con punta finale che sfiora il 30%. Dal target 45-64 anni c’è il sorpasso della curva blu dei “I migliori anni” su quella arancione di “Paperissima”. La prima infatti viaggia fra il 25 ed il 30%, mentre la seconda fra il 15 ed il 22%.

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Vigilanza Rai: Villari non si dimette, la soluzione Zavoli resta al palo. Ora a rischio l'elezione del Presidente Rai

pubblicato da Gabriele Capasso

Rischio paralisi per la Commissione di Vigilanza Rai. Riccardo Villari, Presidente eletto con un colpo di mano dalla maggioranza che non voleva accettare la candidatura di Orlando dell’Idv, non ha nessuna intenzione di dimettersi dalla carica. Questo nonostante nei giorni scorsi avesse più volte dichiarato che “di fronte ad una soluzione condivisa fra Pd e Pdl” avrebbe lasciato spazio.

La soluzione condivisa, partorita dopo una lunga trattativa condotta da Gianni Letta, ora ci sarebbe con Sergio Zavoli pronto a subentrare nella carica, ma l’insubordinazione di Villari blocca tutto. Curiosamente, mentre i vertici del Partito Democratico criticano ferocemente il loro senatore e si preparano ad espellerlo dal gruppo già in queste ore, i membri del Pdl sostengono che il Presidente “democraticamente eletto” stia mostrando grande coraggio nel resistere alle pressioni.

Il gioco politico rende così evidente la duplice spaccatura interna sia al Pd che al Pdl con Villari ad assumersi l’onere di apparire come il “cattivo di turno” e che rischia ora di bloccare i lavori della Commissione di Vigilanza, compresa l’elezione del Presidente della Rai che dovrebbe succedere a Claudio Petruccioli. Per protesta contro Villari, infatti sia i membri del Pd e probabilmente quelli dell’Udc non parteciperanno alle prossime riunioni convocate dall’ormai transfugo senatore eletto in Campania.

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Lo scoop di Striscia era veritiero: Piroso mostra il "pizzino" Latorre - Bocchino

pubblicato da Gabriele Capasso

Lo scoop di Striscia La Notizia sul “pizzino” passato dal Senatore del Pd Nicola Latorre a Italo Bocchino, deputato del Pdl, che conteneva un suggerimento per rispondere alle obiezioni di Massimo Donadi dell’Italia dei Valori in diretta tv su La 7 era veritiero e fondato. Antonello Piroso, Direttore del Tg La 7, ha infatti mostrato il bigliettino, ricostruito con l’abbondante ausilio di scotch, che Latorre ha passato a quello che avrebbe dovuto essere un suo avversario politico.

Il testo è inequivocabile e ricalca esattamente le parole che Bocchino pronuncia, dopo aver ricevuto il biglietto, per replicare a Donadi: “Io non posso dirlo, ma il precedente della Corte? Pecorella?“. Latorre è consapevole di “non poter” citare il precedente di Pecorella, il candidato alla Corte Costituzionale della maggioranza poi accantonato di fronte alle resistenze di Pd e Italia dei Valori, perchè si tratta del principale argomento che sostiene la legittimità della scelta del Pdl di rifiutare la candidatura di Leoluca Orlando alla Vigilanza Rai contro la prassi parlamentare.

Il Senatore fa però parte del Partito Democratico, partito che seguendo i dettami del segretario Walter Veltroni, si è speso fortemente sia per evitare che Pecorella entrasse nella Corte Costituzionale sia perchè Orlando venisse eletto nella commissione di vigilanza. L’intervento di Striscia ha così reso palese a tutti gli italiani una corrente interna al PD che rema “contro” Veltroni per mettere in crisi rapporti fra lui e Antonio Di Pietro, senza disdegnare per questo “pericolose relazioni” con la maggioranza di governo.

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Vigilanza Rai: Sergio Zavoli è la soluzione condivisa, ma Villari prende ancora tempo

pubblicato da Gabriele Capasso

Sergio Zavoli, prossimo (probabile) presidente della Commissione di Vigilanza RaiL’ingarbugliato caso della Vigilanza Rai sembra aver trovato un punto di svolta: dopo le dimissioni polemiche dei due membri della Commissione dell’Italia dei Valori, l’ormai ex candidato dell’opposizione alla Presidenza Leoluca Orlando e Pancho Pardi, Partito Democratico e PDL si sono accordati informalmente sul nome di Sergio Zavoli. Il giornalista, classe ‘23, senatore del PD per la terza legislatura consecutiva sarebbe gradito alla maggioranza.

Riccardo Villari non ha però ancora ufficializzato le sue dimissioni, al contrario prende tempo (a questo punto senza alcuna giustificazione formale), ed ha incontrato oggi il Presidente della Camera Gianfranco Fini. La sua posizione è sempre più difficile, ma essendo la sua elezione assolutamente regolare ed avendo già convocato la Commissione per domani ci si aspetta in quella sede la sua dimissione da Presidente.

Questo atto dovrebbe mettere in moto un meccanismo virtuoso che porterebbe Zavoli prima all’interno della Commissione, con le dimissioni di Nicola Latorre (al centro delle polemiche per il “suggerimento” all’avversario politico Italo Bocchino scoperto da Striscia), e la sua conseguente elezione bipartisan di tutti i membri.

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Striscia smaschera Latorre che "imbocca" Bocchino, Villari non si dimette e conferma l'inciucio sulla Vigilanza Rai

pubblicato da Gabriele Capasso

La puzza di una pericolosa convergenza era già piuttosto forte quando qualche giorno fa Striscia La Notizia aveva mostrato il senatore del Pd Nicola Latorre che, almeno a dare retta alle apparenze, “suggeriva” le contromosse al teorico “avversario” Italo Bocchino del Pdl in un dibattito televisivo su La7 nel quale l’esponente dell’Italia dei Valori, Massimo Donadi, protestava per l’elezione del Presidente della Vigilanza Rai. Le ultime notizie, dopo l’incontro fra l’eletto Riccardo Villari e il segretario del Pd Walter Veltroni, sembrano confermare le manovre in atto.

Nel filmato trasmesso dal Tg satirico di Antonio Ricci sembrava che Latorre fosse impegnato nel tentativo, andato a segno, di suggerire a Bocchino le argomentazioni da opporre ad uno scatenato Donadi che stigmatizzava il colpo di mano della maggioranza nell’elezione per la Presidenza della Commissione di Vigilanza. La circostanza, piuttosto inquietante per la leadership del Partito Democratico e per la reale influenza del Segretario Veltroni, avvalorava l’ipotesi che all’interno del principale partito d’opposizione ci fosse una “corrente” che aveva deciso di scaricare il candidato designato, Leoluca Orlando dell’Idv, per arrivare ad una soluzione condivisa con la maggioranza.

Oggi Riccardo Villari ha incontrato Veltroni, comunicandogli di non avere alcuna intenzione di dimettersi (come gli era stato più volte chiesto) e di non temere per questo un’espulsione dal partito. In questo modo la mossa della maggioranza di eleggerlo si rivela doppiamente efficace: viene bocciato Orlando, inviso al Governo, e viene messo in crisi il PD che esce con le ossa rotte dalla vicenda. In mezzo a tutto questo la Rai, la cui Commissione di Vigilanza dovrebbe essere l’organo sovrano di garanzia, sulla cui pelle si gioca una delle battaglie politiche più sporche e anomale della recente storia parlamentare.

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Bufera sulla Vigilanza Rai: il PDL non accetta Orlando e vota Villari, opposizione in rivolta

pubblicato da Gabriele Capasso

Ancora apertissimo il conflitto istituzionale sulla nomina del Presidente della Commissione di Vigilanza Rai. Lo stallo legato al rifiuto della maggioranza di eleggere Leoluca Orlando, il nome indicato dal Partito Democratico e dall’Italia dei Valori come imposto dalla prassi parlamentare, è maturato in una frattura per via del “colpo di mano” avvenuto oggi. Nella votazione è stato infatti eletto un esponente della minoranza, il piddino Riccardo Villari, ma non Orlando.

La mossa della maggioranza ha scatenato la reazione dei due leader dell’opposizione, Walter Veltroni e Antonio Di Pietro che hanno parlato il primo di “un atto inimmaginabile da regime, non da democrazia“, il secondo ancora più esplicito di un “atteggiamento tipico di una dittatura argentina, ultimo atto di una deriva antidemocratica“.

La carica di Presidente della Commissione di Vigilanza Rai è da sempre assegnata alla minoranza parlamentare, essendo la Commissione un organo di garanzia particolarmente delicato. Tanto per fare un esempio era stata ricoperta da Claudio Petruccioli, attualmente Presidente della Rai, ai tempi del Governo Berlusconi nato dalle elezioni del 2001, ma questa volta il meccanismo si è inceppato perchè non c’è verso di far convergere i voti necessari della maggioranza per far eleggere Leoluca Orlando.

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