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Lost in... Paolo Ruffini: anche nell'ultimo Cda si sono dimenticati dell'ex direttore di RaiTre

pubblicato da Stefano Sgambati

Lost in... Paolo Ruffini: anche nell'ultimo Cda si sono dimenticati dell'ex direttore di RaiTreDa quando il direttore di RaiTre Paolo Ruffini è stato “demansionato” per motivi politici il 25 novembre 2009 e sostituito da Antonio Di Bella, in seguito a un diktat del presidente del Consiglio e proprietario di Mediaset Silvio Berlusconi, sono trascorsi circa una ventina di Cda in seno alla Rai. Ciascuno di essi aveva, tra le altre cose, come punto all’ordine del giorno quello di ricollocare, in un modo o nell’altro il buon Ruffini, troppo bravo e pulito per essere gradito al presidentissimo. Niente di niente è stato fatto, ovviamente e ne fa menzione oggi un articolo de L’Unità che ripercorre le tappe in un bell’articolo esaustivo firmato da Natalia Lombardo. Ruffini risulta ad oggi ancora vacante, il che è assolutamente italiano: se uno è bravo non lavora. Ieri c’è stato l’ultimo, ennesimo, consiglio d’amministrazione senza esito.

Il punto è che i signori ai vertici della Rai avevano promesso al “demansionato” Ruffini un posto alla direzione di RaiDigit. Non solo la cosa non s’è mai verificata ma la stessa RaiDigit non è mai propriamente stata varata. Scrive oggi l’Unità:

“A Ruffini fu chiesto un piano che elaborò e presentò, ma rimase lettera morta. Dal dicembre 2009 inizia una sequenza di riunioni rinviate e poi annullate per la nascita di RaiDigit, o altre svoltesi senza di lui. L’ex direttore protesta, il 26 gennaio Marano spiega a Ruffini che la nascita di RaiDigit era «in contrasto con il piano industriale»; Masi smentisce il suo vice, quest’ultimo in una lettera a Ruffini spiega che già prima del 25 novembre aveva espresso la sua contrarietà per la sovrapposizione di competenze. Ruffini infatti gli dà atto della sua «lealtà» e lo ringrazia”.

Confusione. Imbarazzo. Sembra evidente che i “capi” della Rai non sanno bene come muoversi in un ambiente politico e istituzionale che pretende d’aver voce in capitolo su mansioni e nomine. In una delibera del 25 novembre si legge che Ruffini avrebbe dovuto “collaborare con il Dg nel passaggio delle attività editoriali da RaiSat a Rai (dopo la fine del contratto con Sky) e sulla costituzione della direzione sui canali digitali”: niente s’è mosso. Al punto che il 26 febbraio scorso, tanto per ripercorrere ancora un minimo la cronistoria di questo “pasticciaccio” italiano, i legali dell’ex direttore hanno mandato un avviso di causa, essendo evidente - si legge ancora nell’articolo de L’Unità - “la non veridicità ed artificiosità della direzione promessa” (quella di RaiDigit, appunto).

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La Rai riorganizza i canali free sul Digitale Terrestre: spuntano Rai5 e Rai6

pubblicato da Gabriele Capasso

Il Messaggero di oggi, in un articolo di Alberto Guarnieri, anticipa il Piano offerta tv 2010-2012 della Rai. Si tratta di un dossier preparato dal vice direttore generale Antonio Marano che delinea le strategie della tv pubblica in vista del completamento dello switch-off previsto entro il 2012. L’obiettivo è quello di mantenere il primato nello share giornaliero detenuto ad oggi con il 41% a fronte di una concorrenza che prevede a regime un 60ina di canali free disponibili per tutti gli italiani.

Questo piano, presentato come rivoluzionario nella ricostruzione del quotidiano, in realtà è più che altro una semplice riorganizzazione dei canali già attualmente attivi, molti dei quali “scesi” dal satellite dopo la rottura dei rapporti con Sky. Andando con ordine ad affiancare i tre canali generalisti RaiUno, RaiDue e Raitre ci sarà la Rai4 di Carlo Freccero, Rai Storia di Giovanni Minoli e il confermato RaiNews 24.

RaiSat Cinema diverrà Rai5 / Movie mentre RaiSat Extra cambierà denominazione in Rai6 / Extra. I canali dedicati agli sport minori diventeranno due RaiSport e RaiSport 2, rimango confermati i due canali RaiSat Yoyo e RaiSat Gulp che perderanno, ovviamente, l’elemento “Sat” del loro nome attuale. Nel piano si parla anche di un canale in alta definizione, occupato via via dall’evento più importante della programmazione Rai.

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Brava Rai, finalmente una mossa azzeccata: i canali "Sat" visibili gratis su Rai.tv

pubblicato da Stefano Sgambati

RaisatQualche lettore ci ha domandato, non a torto, per la verità, dove, alla fine della fiera, fosse possibile continuare a guardare i canali RaiSat, starnutiti via da Sky per le note vicende finanziario-politiche. Come già detto in tutte le salse, alcune tra le risorse più interessanti del pacchetto di Viale Mazzini sono al momento consultabili solo in Sardegna, l’unica regione “All digital” della Penisola, e tramite la nuova piattaforma satellitare “TivuSat”, frutto dell’intesa Rai-Mediaset, tuttavia ancora non disponibile nella grande distribuzione.

Per ovviare a tale carestia, la tv di Stato, obbligata anche da un preciso Contratto di Servizio, ha reso disponibili, e gratuitamente, i vari RaiSat Extra, RaiSat Premium, RaiSat Yo-Yo, RaiSat Cinema, RaiNews24, RaiSportPiù, RaiStoria, Rai Edu 1, Rai4 e RaiGulp, sul proprio (meraviglioso) sito Internet Rai.tv, di cui abbiamo già parlato, con tutti gli entusiasmi del caso, in tempi assolutamente non sospetti.

Ho personalmente provato la funzionalità dei vari canali e la resa è perfetta. In circa mezz’ora di visualizzazione non c’è stata mai un’interruzione dovuta al calo dello streaming; la qualità video è ottima, anche a schermo intero, così come quella audio. In attesa di una chiarezza auspicabile e un trattamento migliore per tutti i pagatori regolari di canone, assistiamo, finalmente, a un piccolo passo avanti della Rai nei nostri confronti.

Masi e Garimberti convocati in Vigilanza: domani chiarezza su Tivusat e accorto RaiSat?

pubblicato da Gabriele Capasso


Direttore Generale e Presidente, Mauro Masi e Paolo Garimberti, saranno presenti domani in parlamento per un’audizione di fronte alla Commissione di Vigilanza. L’audizione, la quarta da quando i due hanno assunto ufficialmente la carica, è stata richiesta dal Presidente, Sergio Zavoli. I membri della Commissione avranno così la possibilità di interrogare i due più importanti dirigenti della tv pubblica sui due temi bollenti di questa particolarissima estate.

In primis i parlamentari vogliono capire meglio l’operazione Tivusat, un’operazione che dall’opposizione è stata ritenuta tutt’altro che “tecnica” (con il semplice scopo di fornire copertura totale per tutte l’offerta del digitale terrestre anche in quelle zone difficilmente raggiungibili dall’etere), ma dai pericolosi connotati strategici come un’alleanza de facto Rai-Mediaset contro Sky.

Questo tema, almeno stando alla chiave di lettura sopra esposta, è fortemente intrecciato alla trattativa, che al momento non sembra mai decollata seriamente, fra Sky Italia e la Rai per i canali marcati RaiSat. Come sappiamo bene fra pochissimi giorni questi canali spariranno dal satellite di Sky, che si è già attrezzata per cercare di porvi rimedio, e non mancheranno le richieste di spiegazioni sul perché non ci sia stato mai un vero avvicinamento fra le due parti sempre distantissime sulla valutazione delle cifre necessarie per il rinnovo dal contratto.

Trattativa RaiSat: oggi Masi riferisce al CDA. Sky si prepara al peggio, Cult promosso e Letterman su SkyUno

pubblicato da Gabriele Capasso


Quindici giorni alla scadenza del contratto che lega la Rai, e con i suoi canali RaiSat e i generalisti, a Sky Italia. Lunedì l’incontro, annunciato a Telecamere in un modo che non lasciava intendere nulla di buono dal direttore generale Mauro Masi, ha avuto luogo. Masi si è seduto al tavolo, di fronte a lui l’amministratore delegato di Sky Tom Mockridge. Non sono ancora noti i dettagli del dialogo fra le due parti, soltanto oggi quando Masi riferirà al CDA della tv di stato sapremo qualcosa in più.

Quello che sappiamo già è che Sky si sta preparando all’inevitabile shock che l’ormai imminente scomparsa dei canali RaiSat, e probabilmente anche dei tre generalisti Rai, comporterà sulla sua offerta. Sono da interpretare in questa ottica alcune mosse commerciali ed alcuni cambiamenti che sta apportando sulla sua piattaforma. C’è il lancio dei due canali Fox Retrò e Baby Tv, ma non solo. Sky ha acquistato dalla CBS i diritti per trasmettere il David Letterman Show, programma che rappresenta il fiore all’occhiello della programmazione di RaiSat Extra.

Letterman finirà così su SkyUno, sul canale di punta dell’offerta generalista d’intrattenimento di Sky. Altra mossa è l’acquisto del pacchetto produttivo e dei programmi del Gambero Rosso, così da sostituire RaiSat Gambero Rosso con un probabile Sky Gambero Rosso dagli identici contenuti. La dipartita di RaiSat Cinema verrà invece affrontata con la “promozione” di Cult, canale già molto apprezzato che passerà alla posizione 319, nella “zona” dei canali del cinema e modificherà il proprio palinsesto dando la priorità ai lungometraggi, senza ignorare le serie che ne costituiscono parte della programmazione.

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Mauro Masi sulla trattativa Rai-Sky: "Il contratto è scaduto, ma lunedì ci incontreremo"

pubblicato da Gabriele Capasso


Dopo diverse settimane di silenzio spuntano nuove dichiarazioni del Dg Rai Mauro Masi sul tema spinoso della trattativa fra la tv di stato e Sky per il rinnovo del contratto che in questi anni ha garantito la presenza nel bouquet della pay tv di Murdoch dei canali RaiSat. Intervistato sul tema durante la registrazione della puntata di Telecamere che andrà in onda domenica Masi non è decisamente apparso preoccupato dalla situazione:

La trattativa tra Rai e Sky è in corso da tempo: la Rai ha disdetto il contratto e quindi è un rapporto che si va a chiudere alla fine del mese se le cose non cambiano. Si tratta di una trattativa puramente commerciale. Lunedì i vertici Rai incontreranno il direttore di Sky Italia e se non si troverà un accordo la Rai uscirà dai canali Sky. Noi ovviamente difendiamo gli interessi della Rai e del servizio pubblico.

Insomma, per Masi il contratto è chiuso, e nonostante in ballo ci siano moltissimi soldi (qualunque sia la cifra di cui stiamo parlando, sia quella offerta da Sky sia quella ben più importante rappresentata dal rilancio della Rai) non sembra voler fare carte false per raggiungere un compromesso. Il direttore è convinto, comunque, di operare “nell’interesse della Rai e del servizio pubblico“. Staremo a vedere.

Trattativa RaiSat - Sky ancora ferma: -27 alla scadenza

pubblicato da Gabriele Capasso


Nulla di fatto, nessuno sviluppo e preoccupazione crescente fra gli abbonati a Sky che rischiano di veder sparire fra meno di un mese dall’offerta satellitare della pay-tv di Murdoch non solo i canali RaiSat, ma anche i canali generalisti RaiUno, RaiDue e RaiTre. Nonostante la presa di posizione del presidente Garimberti, che aveva dato mandato al Dg Mauro Masi di affrontare la trattativa con Sky per arrivare ad una soluzione, ancora nulla si è mosso nella direzione di una conclusione positiva della querelle.

Fra i due litiganti c’è un gelo sostanziale, nessun incontro determinante ed una calma apparente che non può nascondere ancora a lungo il nervosismo che il countdown, ormai agli sgoccioli, per la scadenza del contratto porta con sé. Il 31 luglio, non dovesse succedere nulla, i canali RaiSat spariranno dal satellite (non si sa bene per finire dove, se sul Digitale Terrestre oppure nel dimenticatoio) e la Rai potrebbe anche decidere di “spegnere” i suoi tre generalisti.

Certo, si tratta della prospettiva più cupa, ma nemmeno il realizzarsi della “semplice” chiusura definitiva del contratto fra Sky e Rai per i canali di RaiSat può essere considerato uno scenario idilliaco. Con la crisi economica in atto e il calo degli introiti pubblicitari, la tv di stato dovrebbe rinunciare ai milioni di euro che Sky gli ha garantito (e gli garantirebbe) per i prossimi anni, con le inevitabili ricadute economiche ed occupazionali. La convinzione diffusa che alla fine un accordo si troverà comincia a lasciare spazio all’angoscia di una deadline ormai prossima.

Trattativa RaiSat ancora al palo, i tempi stringono ma Garimberti avverte: "La Rai è concorrente di Sky"

pubblicato da Gabriele Capasso


L’unica certezza sulla trattativa fra Sky Italia e la Rai per il pacchetto di canali RaiSat, a poco più di un mese dalla data in cui si dovrà irrevocabilmente prendere una decisione in merito, è che la tv di stato ha ratificato la bocciatura dell’offerta della pay tv satellitare. I 50 mln di euro l’anno per 7 anni sono pochi, pochissimi se si considera l’ipotesi che una rottura sull’accordo con RaiSat potrebbe portare alla scomparsa dei tre generalisti Rai dal satellite nonché la totale esclusione dell’ipotesi che i canali free del digitale terrestre marcati (RaiStoria, Rai 4, RaiSportPiù e RaiGulp) possano in futuro approdare anche sul satellite di Sky.

La novità è questa: Sky con il contratto di 7 anni per RaiSat voleva anche includere l’obbligo per la tv di stato a diffondere tutti i suoi canali riservati al Dtt (attuali, futuri come Rai 5, e futuribili) sulla sua piattaforma. Proprio questo elemento ha dato maggiore consapevolezza alla nuova dirigenza Rai della forza contrattuale in loro possesso. Sky teme il digitale terrestre e vuole accaparrarsi quanti più contenuti possibili per continuare a poter avere un’offerta ovviamente più costosa per gli abbonati, ma completa.

Nonostante i tempi stringano al momento restano in campo tutte le ipotesi, da quella più favorevole a Sky con la Rai disposta ad accettare un accordo che gli garantisca tutta l’offerta della tv di stato a quella tragica della sparizione (totale o parziale con criptaggio delle trasmissioni di eventi sportivi e film in prima visione) dei canali della tv di stato sul satellite. Da Viale Mazzini le bocche sono cucite, nulla si sa, nulla sembra poter trapelare. Questo nonostante oggi sia il dg Mauro Masi che il presidente Garimberti abbiano parlato, dando segnali solo apparentemente contrastanti. La parola d’ordine della dirigenza Rai è chiara: “ottenere di più”. Quanto, se 200 mln l’anno o 70, lo deve stabilire Sky a cui spetta l’onere di una nuova offerta.

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Masi incontra Sky: la Rai vuole un miliardo e mezzo di euro

pubblicato da Gabriele Capasso


Fra poco più di due ore avrà luogo l’atteso incontro fra Mauro Masi, Dg della Rai, e i vertici di Sky Italia per discutere uno dei contratti la cui conclusione (o meno) rischia di mutare in maniera significativa il panorama televisivo del nostro paese. Stiamo parlando, naturalmente, del rinnovo che dovrebbe garantire la presenza dei canali RaiSat sulla piattaforma satellitare di Murdoch. Come noto le difficoltà nel raggiungere un accordo hanno diffuso un allarme generalizzato tra abbonati a Sky, vertici della pay-tv e consiglieri d’amministrazione in quota PD che denunciano un possibile danno per entrambe le aziende che finirebbe per favorire Mediaset.

Se quest’ultima prospettiva è oggettivamente vera non c’è da sottovalutare i dettagli di una proposta fatta da Sky che, almeno stando a quanto riferisce l’agenzia di stampa Il Velino, ha tutti i margini dell’irricevibilità. Secondo le indiscrezioni la prima offerta sarebbe di 350 milioni per sette anni per il bouquet RaiSat (Extra, Prem1um, Cinema, Smash Girls, YoYo), la stessa del contratto firmato del 2003. Ovvio che a Viale Mazzini si aspettassero un aumento, altrettanto ovvio che hanno molto più da offrire dei pur validissimi 5 canali pay.

In ballo c’è la presenza del satellite di Sky dei canali free: RaiUno, RaiDue e RaiTre, Rai4, la prossima Rai5, RaiStoria, RaiSportPiù, RaiGulp e RaiNews24. Perderli tutti sarebbe un colpo durissimo, ma lo sarebbe ancora una volta per entrambi i contendenti. La Rai non può permettersi di perdere il bacino d’utenza degli abbonati alla pay tv satellitare e, secondo un’interpretazione rigida del Contratto di Servizio non potrebbe nemmeno farlo, anche potendo contare sulla nascente piattaforma TivùSat.

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