
Ecco che ritorna in Tv Mister Fantasy, alias Carlo Massarini, capostipite dei vj e icona del futuro in tv. Da domani, su RaiSat Extra sei puntate del nuovo programma Mister Fantasy reload&rewind, ogni mercoledì dalle 23,15 con replica il giorno successivo alle 17.45 e la domenica alle 19.4. Accanto a Massarini, il mitico Mario Luzzatto Fegiz che riprenderà lo stile insolito delle sue interviste ai personaggi della musica. Ovviamente spazio alla grafica che ha sempre contraddistinto i programmi di Mr. Fantasy, anche questa volta affidata allo Studio Convertino. Gli autori del programma restano invariati, anzi a Massarini e a Paolo Giaccio si è aggiunto Stefano Pistolini. Location delle riprese le bianche sale del Maxxi, il Museo di arte moderna a Roma, progettato da Zaha Hadid che sarà inaugurato il prossimo maggio e la terrazza dell’Auditorium di Ravello progettato da Oscar Niemeyer.
Per chi, invece, è desideroso di scoprire la cultura musicale, da oggi alle 18,45 e dunque dal martedì al sabato,viene ritrasmessa la collezione delle 120 puntate di Mr.Fantasy che dal 1981 al 1984 tracciarono la storia musicale nella tv italiana.
E veniamo all’intervista a Carlo Massarini avvenuta al telefono qualche ora fa, in cui gli ho fatto delle domande a proposito del suo rientro televisivo e chiesto qualche anticipazione sulla puntata di domani.
Il Messaggero di oggi, in un articolo di Alberto Guarnieri, anticipa il Piano offerta tv 2010-2012 della Rai. Si tratta di un dossier preparato dal vice direttore generale Antonio Marano che delinea le strategie della tv pubblica in vista del completamento dello switch-off previsto entro il 2012. L’obiettivo è quello di mantenere il primato nello share giornaliero detenuto ad oggi con il 41% a fronte di una concorrenza che prevede a regime un 60ina di canali free disponibili per tutti gli italiani.
Questo piano, presentato come rivoluzionario nella ricostruzione del quotidiano, in realtà è più che altro una semplice riorganizzazione dei canali già attualmente attivi, molti dei quali “scesi” dal satellite dopo la rottura dei rapporti con Sky. Andando con ordine ad affiancare i tre canali generalisti RaiUno, RaiDue e Raitre ci sarà la Rai4 di Carlo Freccero, Rai Storia di Giovanni Minoli e il confermato RaiNews 24.
RaiSat Cinema diverrà Rai5 / Movie mentre RaiSat Extra cambierà denominazione in Rai6 / Extra. I canali dedicati agli sport minori diventeranno due RaiSport e RaiSport 2, rimango confermati i due canali RaiSat Yoyo e RaiSat Gulp che perderanno, ovviamente, l’elemento “Sat” del loro nome attuale. Nel piano si parla anche di un canale in alta definizione, occupato via via dall’evento più importante della programmazione Rai.
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Stando così le cose, ancora qualche anno di ulteriore Regime e la Rai chiuderà i battenti. Almeno quella intesa nel senso di “servizio pubblico”. I lavori, allora, fervono sul campo digitale e telematico. I vicedirettori Giancarlo Leone e Antonio Marano stanno organizzando, a quanto riferisce un’agenzia Ansa, “la riorganizzazione dell’offerta tematica” di Viale Mazzini “con un progetto che entro fine anno sarà presentato dal direttore generale in cda”. Nell’annunciarlo, lo stesso Leone svela che tra le ipotesi allo studio ci sono anche due nuovi canali, “Rai 5 e Rai 6″, che potrebbero prendere il posto di due reti già presenti nel bouquet (Raisat Extra e Premium). Queste le dichiarazioni specifiche del vicedirettore:
“Rai 5 potrebbe essere un canale di intrattenimento o dedicato all’audiovisivo italiano e europeo. Alcuni canali saranno confermati, altri potrebbero invece cambiare. I diritti degli altri sport, diversi dal calcio, che la Rai possiede, potrebbe giustificare una simile scelta. Nel complesso non si supererà il numero delle 12-13 reti tematiche, sia per rispettare il limite del 20% dei canali digitali imposto dalla legge, sia per motivi di budget. In più, la Rai punta a realizzare un canale in alta definizione”.
Quanto al digitale, in casa Rai sono molto soddisfatti dei risultati raggiunti in Sardegna. Sempre Leone:
“Ad agosto viaggiavamo nell’intera giornata sul 41% di share, due punti in più rispetto al resto d’Italia, con un 33-34% concentrato sull’offerta generalista e circa l’8% sugli altri canali. Quanto ai canali di Rai Sat che sono usciti dall’offerta Sky, da soli in Sardegna raggiungono già il 2%, con buone performance in particolare per Cinema e YoYo. In base al piano presentato dal direttore generale Masi in cda, il 2% era l’obiettivo da raggiungere nel giro di due anni. Dalla Sardegna arriva dunque un segnale interessante: stiamo evidentemente colmando un’offerta che non c’era”.


La decisione della Rai di uscire da Sky con i suoi canali Raisat unita al criptaggio di alcuni programmi delle sue reti free, ha acceso parecchie discussioni in questi ultimi tempi. Partiti a favore e partiti contro. Chi ha gridato allo scandalo, chi ha detto che si trattava di una legittima decisione. Approffitando del fatto che i 4 canali Raisat in questo mese di agosto sono stati distribuiti sul digitale terrestre in Sardegna, abbiamo deciso di far parlare i numeri. Ci apprestiamo infatti a comunicarvi in questo pezzo i dati di questo ultimo mese in sardegna delle quattro reti ex Raisat. Dati che troverete rappresentati visivamente nel grafico pubblicato subito dopo il salto. Prima di vedere i numeri, ricordiamo che l’offerta che fu fatta da Sky alla Rai per mantenere le reti del servizio pubblico nel bouquet della televisione di Murdoch fu di 350 milioni di euro per 7 anni, quindi 50 milioni di euro l’anno, ma con l’obbligo da parte della Rai di dare gratuitamente tutti i canali free a Sky compreso il gioiellino Rai4.
Ma non ci limiteremo a fornirvi i numeri relativi alle ex reti Raisat in Sardegna, ma andremo infatti a vedere anche i dati di questo agosto 2009 delle reti della Rai free fra gli abbonati al satellite, rapportandoli allo stesso periodo dello scorso anno, quando le trasmissioni non venivano criptate. Partiamo con i dati di RaiUno che guadagna oltre l’uno per cento di share nella media totale giornata passando dal 17,35% del 2008 al 18,53% di quest’anno. Crolla RaiDue che passa dal 14,30% del 2008 all’attuale 8,22%; va detto però che lo scorso anno c’erano le Olimpiadi. Cala anche RaiTre che passa dal 7,76% del 2008 al 6,78% del 2009.
Leggero aumento per Canale5 che dal 16,54% dello scorso anno passa all’attuale 16,93%. Cala piuttosto drasticamente Italia1 che passa dal 12,44% del 2008 al 9,95% del 2009 con una flessione del 2,49%. Su questo ultimo dato è il caso di fare una riflessione, infatti possiamo legare il risultato negativo di Italia1 al successo della nuova rete Rai diretta da Carlo Freccero che lo scorso anno non era presente. Rai4 infatti fa registrare nel totale giornata di questo agosto 2009 l’ottima percentuale del 2,54% guarda caso la stessa percentuale che viene a mancare alla rete diretta da Luca Tiraboschi. Si rende quindi ancora più che mai necessario da parte di Mediaset il varo della nuova rete giovane Italia2, varo annunciato per la fine di quest’anno.

Direttore Generale e Presidente, Mauro Masi e Paolo Garimberti, saranno presenti domani in parlamento per un’audizione di fronte alla Commissione di Vigilanza. L’audizione, la quarta da quando i due hanno assunto ufficialmente la carica, è stata richiesta dal Presidente, Sergio Zavoli. I membri della Commissione avranno così la possibilità di interrogare i due più importanti dirigenti della tv pubblica sui due temi bollenti di questa particolarissima estate.
In primis i parlamentari vogliono capire meglio l’operazione Tivusat, un’operazione che dall’opposizione è stata ritenuta tutt’altro che “tecnica” (con il semplice scopo di fornire copertura totale per tutte l’offerta del digitale terrestre anche in quelle zone difficilmente raggiungibili dall’etere), ma dai pericolosi connotati strategici come un’alleanza de facto Rai-Mediaset contro Sky.
Questo tema, almeno stando alla chiave di lettura sopra esposta, è fortemente intrecciato alla trattativa, che al momento non sembra mai decollata seriamente, fra Sky Italia e la Rai per i canali marcati RaiSat. Come sappiamo bene fra pochissimi giorni questi canali spariranno dal satellite di Sky, che si è già attrezzata per cercare di porvi rimedio, e non mancheranno le richieste di spiegazioni sul perché non ci sia stato mai un vero avvicinamento fra le due parti sempre distantissime sulla valutazione delle cifre necessarie per il rinnovo dal contratto.

Quindici giorni alla scadenza del contratto che lega la Rai, e con i suoi canali RaiSat e i generalisti, a Sky Italia. Lunedì l’incontro, annunciato a Telecamere in un modo che non lasciava intendere nulla di buono dal direttore generale Mauro Masi, ha avuto luogo. Masi si è seduto al tavolo, di fronte a lui l’amministratore delegato di Sky Tom Mockridge. Non sono ancora noti i dettagli del dialogo fra le due parti, soltanto oggi quando Masi riferirà al CDA della tv di stato sapremo qualcosa in più.
Quello che sappiamo già è che Sky si sta preparando all’inevitabile shock che l’ormai imminente scomparsa dei canali RaiSat, e probabilmente anche dei tre generalisti Rai, comporterà sulla sua offerta. Sono da interpretare in questa ottica alcune mosse commerciali ed alcuni cambiamenti che sta apportando sulla sua piattaforma. C’è il lancio dei due canali Fox Retrò e Baby Tv, ma non solo. Sky ha acquistato dalla CBS i diritti per trasmettere il David Letterman Show, programma che rappresenta il fiore all’occhiello della programmazione di RaiSat Extra.
Letterman finirà così su SkyUno, sul canale di punta dell’offerta generalista d’intrattenimento di Sky. Altra mossa è l’acquisto del pacchetto produttivo e dei programmi del Gambero Rosso, così da sostituire RaiSat Gambero Rosso con un probabile Sky Gambero Rosso dagli identici contenuti. La dipartita di RaiSat Cinema verrà invece affrontata con la “promozione” di Cult, canale già molto apprezzato che passerà alla posizione 319, nella “zona” dei canali del cinema e modificherà il proprio palinsesto dando la priorità ai lungometraggi, senza ignorare le serie che ne costituiscono parte della programmazione.

Dopo diverse settimane di silenzio spuntano nuove dichiarazioni del Dg Rai Mauro Masi sul tema spinoso della trattativa fra la tv di stato e Sky per il rinnovo del contratto che in questi anni ha garantito la presenza nel bouquet della pay tv di Murdoch dei canali RaiSat. Intervistato sul tema durante la registrazione della puntata di Telecamere che andrà in onda domenica Masi non è decisamente apparso preoccupato dalla situazione:
La trattativa tra Rai e Sky è in corso da tempo: la Rai ha disdetto il contratto e quindi è un rapporto che si va a chiudere alla fine del mese se le cose non cambiano. Si tratta di una trattativa puramente commerciale. Lunedì i vertici Rai incontreranno il direttore di Sky Italia e se non si troverà un accordo la Rai uscirà dai canali Sky. Noi ovviamente difendiamo gli interessi della Rai e del servizio pubblico.
Insomma, per Masi il contratto è chiuso, e nonostante in ballo ci siano moltissimi soldi (qualunque sia la cifra di cui stiamo parlando, sia quella offerta da Sky sia quella ben più importante rappresentata dal rilancio della Rai) non sembra voler fare carte false per raggiungere un compromesso. Il direttore è convinto, comunque, di operare “nell’interesse della Rai e del servizio pubblico“. Staremo a vedere.

Nulla di fatto, nessuno sviluppo e preoccupazione crescente fra gli abbonati a Sky che rischiano di veder sparire fra meno di un mese dall’offerta satellitare della pay-tv di Murdoch non solo i canali RaiSat, ma anche i canali generalisti RaiUno, RaiDue e RaiTre. Nonostante la presa di posizione del presidente Garimberti, che aveva dato mandato al Dg Mauro Masi di affrontare la trattativa con Sky per arrivare ad una soluzione, ancora nulla si è mosso nella direzione di una conclusione positiva della querelle.
Fra i due litiganti c’è un gelo sostanziale, nessun incontro determinante ed una calma apparente che non può nascondere ancora a lungo il nervosismo che il countdown, ormai agli sgoccioli, per la scadenza del contratto porta con sé. Il 31 luglio, non dovesse succedere nulla, i canali RaiSat spariranno dal satellite (non si sa bene per finire dove, se sul Digitale Terrestre oppure nel dimenticatoio) e la Rai potrebbe anche decidere di “spegnere” i suoi tre generalisti.
Certo, si tratta della prospettiva più cupa, ma nemmeno il realizzarsi della “semplice” chiusura definitiva del contratto fra Sky e Rai per i canali di RaiSat può essere considerato uno scenario idilliaco. Con la crisi economica in atto e il calo degli introiti pubblicitari, la tv di stato dovrebbe rinunciare ai milioni di euro che Sky gli ha garantito (e gli garantirebbe) per i prossimi anni, con le inevitabili ricadute economiche ed occupazionali. La convinzione diffusa che alla fine un accordo si troverà comincia a lasciare spazio all’angoscia di una deadline ormai prossima.

L’unica certezza sulla trattativa fra Sky Italia e la Rai per il pacchetto di canali RaiSat, a poco più di un mese dalla data in cui si dovrà irrevocabilmente prendere una decisione in merito, è che la tv di stato ha ratificato la bocciatura dell’offerta della pay tv satellitare. I 50 mln di euro l’anno per 7 anni sono pochi, pochissimi se si considera l’ipotesi che una rottura sull’accordo con RaiSat potrebbe portare alla scomparsa dei tre generalisti Rai dal satellite nonché la totale esclusione dell’ipotesi che i canali free del digitale terrestre marcati (RaiStoria, Rai 4, RaiSportPiù e RaiGulp) possano in futuro approdare anche sul satellite di Sky.
La novità è questa: Sky con il contratto di 7 anni per RaiSat voleva anche includere l’obbligo per la tv di stato a diffondere tutti i suoi canali riservati al Dtt (attuali, futuri come Rai 5, e futuribili) sulla sua piattaforma. Proprio questo elemento ha dato maggiore consapevolezza alla nuova dirigenza Rai della forza contrattuale in loro possesso. Sky teme il digitale terrestre e vuole accaparrarsi quanti più contenuti possibili per continuare a poter avere un’offerta ovviamente più costosa per gli abbonati, ma completa.
Nonostante i tempi stringano al momento restano in campo tutte le ipotesi, da quella più favorevole a Sky con la Rai disposta ad accettare un accordo che gli garantisca tutta l’offerta della tv di stato a quella tragica della sparizione (totale o parziale con criptaggio delle trasmissioni di eventi sportivi e film in prima visione) dei canali della tv di stato sul satellite. Da Viale Mazzini le bocche sono cucite, nulla si sa, nulla sembra poter trapelare. Questo nonostante oggi sia il dg Mauro Masi che il presidente Garimberti abbiano parlato, dando segnali solo apparentemente contrastanti. La parola d’ordine della dirigenza Rai è chiara: “ottenere di più”. Quanto, se 200 mln l’anno o 70, lo deve stabilire Sky a cui spetta l’onere di una nuova offerta.

Fra poco più di due ore avrà luogo l’atteso incontro fra Mauro Masi, Dg della Rai, e i vertici di Sky Italia per discutere uno dei contratti la cui conclusione (o meno) rischia di mutare in maniera significativa il panorama televisivo del nostro paese. Stiamo parlando, naturalmente, del rinnovo che dovrebbe garantire la presenza dei canali RaiSat sulla piattaforma satellitare di Murdoch. Come noto le difficoltà nel raggiungere un accordo hanno diffuso un allarme generalizzato tra abbonati a Sky, vertici della pay-tv e consiglieri d’amministrazione in quota PD che denunciano un possibile danno per entrambe le aziende che finirebbe per favorire Mediaset.
Se quest’ultima prospettiva è oggettivamente vera non c’è da sottovalutare i dettagli di una proposta fatta da Sky che, almeno stando a quanto riferisce l’agenzia di stampa Il Velino, ha tutti i margini dell’irricevibilità. Secondo le indiscrezioni la prima offerta sarebbe di 350 milioni per sette anni per il bouquet RaiSat (Extra, Prem1um, Cinema, Smash Girls, YoYo), la stessa del contratto firmato del 2003. Ovvio che a Viale Mazzini si aspettassero un aumento, altrettanto ovvio che hanno molto più da offrire dei pur validissimi 5 canali pay.
In ballo c’è la presenza del satellite di Sky dei canali free: RaiUno, RaiDue e RaiTre, Rai4, la prossima Rai5, RaiStoria, RaiSportPiù, RaiGulp e RaiNews24. Perderli tutti sarebbe un colpo durissimo, ma lo sarebbe ancora una volta per entrambi i contendenti. La Rai non può permettersi di perdere il bacino d’utenza degli abbonati alla pay tv satellitare e, secondo un’interpretazione rigida del Contratto di Servizio non potrebbe nemmeno farlo, anche potendo contare sulla nascente piattaforma TivùSat.
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Scelta controcorrente della Rai che ha deciso (ma la notizia è ancora ufficiosa) di rinunciare alla piattaforma Sky e quindi di trasferire il suo “abito” satellitare altrove, cioè il digitale terrestre. I canali a cui stiamo facendo riferimento sono quelli notissimi marchiati “RaiSat”, cioè Extra, Premium, Cinema, Gambero, Smash, Yoyo e per i quali il gruppo Murdoch paga, udite udite, a viale Mazzini un canone annuo di circa 57 milioni, ai quali vanno aggiunti altri 7 di entrate pubblicitarie. Fatevi il conto e leccatevi i baffi, prima di lasciare che un legittimo punto interrogativo gommoso spunti sopra le vostre testoline mentre vi domandate perché mai Viale Mazzini scelga di rinunciare a tale introito sicuro.
Ufficiosità, dicevamo. Fra poco più di due mesi, il 30 giugno, scadrà l’accordo con Sky che i vertici della tv di Stato avrebbero deciso di non rinnovare: allora vedremo se le voci rispondono al vero oppure no. Certo è che il nuovo vertice Rai, ancora da consolidarsi appieno, non ha ancora parlato della questione, tutto preso com’è a censurare legittime opinioni di trasmissioni politiche; per il momento possiamo avvalerci solo di segnali, sebbene fortissimi e grandemente interessanti dal punto di vista mediatico e giornalistico. Il David Letterman Show, per esempio, il più famoso dei “late show” del pianeta, direttamente da Broadway fino alle nostre case grazie proprio a Raisat da oltre dieci anni (prima su Raisat show poi su Raisat extra), traslocherà: un monumento del canale, tra i più seguiti in assoluto. L’opzione concessa dalla Cbs scade a brevissimo termine e nessuno sembra intenzionato ad apporre nuove firme sul rinnovo: in questo caso, però, il volere non è solo quello di Mamma Rai, anzi.
Sembra, infatti, che la stessa Sky, vogliosissima di lanciare coi reattori SkyUno, abbia deciso di portare proprio il Letterman Show sul nuovo canale generalista di Mr. Murdoch, già illuminato (più o meno) dalla rumorosa presenza di Fiorello che proprio nel suo show dedica al celeberrimo talkshow americano una piccola parodia. La Rai, ovviamente, potrebbe partecipare all’asta e mettersi in concorrenza con Sky per portare il Late Show sul digitale terrestre, ma sembra che la risposta della Cbs sia stata composta da notevolissimi zeri. Troppi.
Altri numeri: Il Sole24Ore ha stimato in cento milioni la perdita pubblicitaria che deriverebbe dall’abbandono di quei quattro milioni e settecento mila abbonati Rai che vedono i programmi sul bouquet Sky.
Avranno mica in mente di aumentare il canone?
Chi non ricorda L’Altra Domenica? Lo storico varietà datato 1976, nato da una costola del programma radiofonico Alto gradimento, è stato riesumato in occasione del Bellaria Film Festival di Rimini, con uno speciale intitolato La tv dell’altro mondo. Ma la vera sorpresa è arrivata domenica sera, quando RaiSat Extra ha programmato in coda al documentario in questione il film Pap’occhio di Renzo Arbore.
Il motivo dello stupore sta nel fatto che, dopo ben 28 anni, è caduto il tabù su un film fortemente discusso, persino sequestrato per vilipendio. Si trattava, infatti, del primo esempio di dichiarata satira italiana contro la Chiesa. Così Renzo Arbore, che ha diretto e interpretato il film con gran parte dei compagni dell’Altra Domenica, ha commentato su Repubblica l’inaspettata scelta satellitare:
“La messa in onda è stata decisa proditoriamente da quelli di RaiSat Extra, a mia insaputa. Hanno fatto questo blitz e non so nemmeno io come siano riusciti a trasmetterlo: m’è arrivato un bigliettino mentre mi trovavo sul palco al Festival di Bellaria, ero un po’ incredulo ma l’ho annunciato. Mi ha fatto molto piacere: l’ho rivisto a casa mia con un gruppo di amici tra cui Vincenzo Mollica e Roberto D’Agostino che mi hanno confessato di averlo capito più ora che allora. Credo che fosse un film avanti sui tempi, il pubblico non era abituato a quel tipo di ironia, a quello sberleffo anche se bonario. Uscì in anni in cui non si poteva neanche pronunciare la parola Papa senza incorrere in censure, figuriamoci farci un film presentandolo come un uomo prima che come un pontefice”.
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Comincia domenica 14 ottobre alle 21:30, ovviamente su RaiTre, la nuova stagione di Report, uno dei pochi programmi di pura inchiesta che ancora si aggira dalle parti della nostra povera tv generalista.
La puntata in questione, che sarà replicata anche su Raisat Extra canale 120 piattaforma Sky, propone un’inchiesta di Stefania Rimini che si intitola Il banco vince sempre (seguendo il link, già disponibile il testo integrale).
L’inchiesta riguarda la gestione allegra dei debiti da parte delle strutture pubbliche. In sostanza, Comuni, Regioni, Province, per sopperire al loro bisogno endemico di fondi, fanno prestiti, mutui, obbligazioni. Poi le banche, con operazioni di finanza strutturata - come quelle di cui avrete sentito tutti parlare ai tempi non lontani della crisi dei mutui - posticipano il debito che così ricade sulle giunte future. Ovviamente, c’è chi lucra e chi ci perde. La sostanza, in definitiva, è sempre la stessa e sembra persino banale dirlo.
Ovviamente non manca il Com’è andata a finire. Si parla, guarda un po’, di stipendi di parlamentari. Nel 2003 lo stipendio dei parlamentari era di 14.200 euro, a fine anno 2004 aumentò di 800 euro. Oggi dopo i tagli del governo Berlusconi e il blocco di Bertinotti è di 14.500 netti più i benefit. Cosa accadrà con la finanziaria 2008?
La Good news, invece, non è in Italia: si sbarca in Olanda, per vedere come funzionano i trasporti in un paese in cui per il 50% ci si muove in… bicicletta.
Carlo Freccero, l’indimenticato direttore di Raidue, ha aperto “un nuovo file della sua sua vita” e dice di divertirsi moltissimo.
Dopo cinque anni di esilio televisivo, “per colpa del berlusconismo ma non solo”, è stato eletto presidente di Raisat per rivoluzionare i canali satellitari targati Rai.
C’è chi pensa sia un contentino in confronto alla sua carriera (ha costruito i palinsesti della tv commerciale, da Canale5 a Italia1 passando per laCinqu, ha lasciato l’impronta a France2 e France3, fino dulcis in fundo a dirigere con ottimi risultati Raidue dal 1996 al 2002).
Il diretto interessato non nega un leggero malcontento in un’interessante intervista rilasciata a Repubblica:
“Ho qualche risentimento. Con il mio curriculum pensavo di meritare RaUno (ma lì vanno i sagrestani del potere) o RaiCinema: il cinema è il riferimento primario di chi fa tv. RaiSat come porta di servizio? Loro pensano che così non sporco il video. Invece anche qui si può fare molto. Ho trovato gente in gamba, dei precari bravissimi”.
Il direttore tutto genio e sregolatezza - così lo definisce il giornalista Leandro Palestini - punta a ‘ruminare’ il meglio delle generaliste:
“Tutte. A Confalonieri ho chiesto di avere, su Premium, alcune fiction di Mediaset. Amalgamiamo la nostra offerta al bouquet di Murdoch. Entriamo davvero nella grande famiglia Sky. Il budget è basso ma non mi deprimo: sto vendendo alla grande gli spazi pubblicitari”.
Freccero rivela di curare molto l’aspetto manageriale e che questo insegnamento gliel’ha impartito il Berlusconi televisivo. Visto che nel suo piccolo anche RaiSat produrrà qualcosa, ha deciso di dar sfogo alla sua creatività con una serie all’italiana sulla falsariga di Boris: una sorta di commedia sulla vita della politica italiana in dodici puntate, di mezz’ora ciascuna.
Per fortuna, le serate di abbruttimento estivo davanti alla tivvù possono essere parcellizzate con cura. Ma ogni tanto succede che, anche nel bel mezzo delle vacanze, si ceni al volo facendo zapping, alla ricerca di qualcosa che tenga compagnia a tavola.
Considerato che i telefilm sono da riservare a occasioni migliori, in piena tranquillità e senza distrazioni, va a finire che si ripieghi sullo satellite e, nello specifico, sui due canali Raisat che possono offrirti dell’intrattenimento mordi e fuggi.
Collegandosi su Extra alle 22.00 di una domenica sera, non si può dire di avere l’imbarazzo della scelta. Se ad allietare (?!?) la colazione era Ballando con le stelle, in prime time danno giusto un programma a caso, cioè Ballando con le stelle. La stessa puntata, per giunta.
Un reality soft che doveva prendersi un anno sabbatico e farci disintossicare tutti ci ammorba anche d’estate, rendendosi ancora più sgradevole ad una visione clinica in differita. Sorbirsi per l’ennesima volta Simone Di Pasquale, vincitore della prima edizione con Hoara Borselli, con quell’aria assorta da sala operatoria ci fa pentire di avergli dato il pane per tre anni (dopotutto, paghiamo il canone per vederlo ballare il sabato sera e potevamo farne a meno).
Poi ci sono i vip che si prendono terribilmente sul serio, perché se fai Ballando sei dieci spanne sopra tutti gli altri e puoi permetterti di tirartela con la storia dei sacrifici e dell’impegno.
Ogni esibizione è un cammino verso il patibolo.
Ma nella replica trasmessa stasera ho avuto modo di recuperare in presa diretta un episodio davvero trash. Il cast del programma si è, infatti, opposto alla volontà degli autori, che avevano introdotto la novità di eliminare un componente della coppia facendo restare in gara il partner, minacciando di ammutinarsi. A poco è servito l’aplomb di Milly Carlucci che, con la sua voglia forzata e smielata di riportare la pace, fa rimpiangere chi in queste cose ci bagna il pane (suvvia, la tv è fatta anche di questo ed è ridicolo fare gli gnorri).
Prima la conduttrice è stata istigata da una voce autorale fuori campo a stringere perché doveva andare in onda la pubblicità, poi la telecamera ha ripreso improvvisamente un autore che ha esclamato per ben due volte, in modo piuttosto esagitato, ‘ma vaffa…’.
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