Il Messaggero di oggi, in un articolo di Alberto Guarnieri, anticipa il Piano offerta tv 2010-2012 della Rai. Si tratta di un dossier preparato dal vice direttore generale Antonio Marano che delinea le strategie della tv pubblica in vista del completamento dello switch-off previsto entro il 2012. L’obiettivo è quello di mantenere il primato nello share giornaliero detenuto ad oggi con il 41% a fronte di una concorrenza che prevede a regime un 60ina di canali free disponibili per tutti gli italiani.
Questo piano, presentato come rivoluzionario nella ricostruzione del quotidiano, in realtà è più che altro una semplice riorganizzazione dei canali già attualmente attivi, molti dei quali “scesi” dal satellite dopo la rottura dei rapporti con Sky. Andando con ordine ad affiancare i tre canali generalisti RaiUno, RaiDue e Raitre ci sarà la Rai4 di Carlo Freccero, Rai Storia di Giovanni Minoli e il confermato RaiNews 24.
RaiSat Cinema diverrà Rai5 / Movie mentre RaiSat Extra cambierà denominazione in Rai6 / Extra. I canali dedicati agli sport minori diventeranno due RaiSport e RaiSport 2, rimango confermati i due canali RaiSat Yoyo e RaiSat Gulp che perderanno, ovviamente, l’elemento “Sat” del loro nome attuale. Nel piano si parla anche di un canale in alta definizione, occupato via via dall’evento più importante della programmazione Rai.
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La decisione della Rai di uscire da Sky con i suoi canali Raisat unita al criptaggio di alcuni programmi delle sue reti free, ha acceso parecchie discussioni in questi ultimi tempi. Partiti a favore e partiti contro. Chi ha gridato allo scandalo, chi ha detto che si trattava di una legittima decisione. Approffitando del fatto che i 4 canali Raisat in questo mese di agosto sono stati distribuiti sul digitale terrestre in Sardegna, abbiamo deciso di far parlare i numeri. Ci apprestiamo infatti a comunicarvi in questo pezzo i dati di questo ultimo mese in sardegna delle quattro reti ex Raisat. Dati che troverete rappresentati visivamente nel grafico pubblicato subito dopo il salto. Prima di vedere i numeri, ricordiamo che l’offerta che fu fatta da Sky alla Rai per mantenere le reti del servizio pubblico nel bouquet della televisione di Murdoch fu di 350 milioni di euro per 7 anni, quindi 50 milioni di euro l’anno, ma con l’obbligo da parte della Rai di dare gratuitamente tutti i canali free a Sky compreso il gioiellino Rai4.
Ma non ci limiteremo a fornirvi i numeri relativi alle ex reti Raisat in Sardegna, ma andremo infatti a vedere anche i dati di questo agosto 2009 delle reti della Rai free fra gli abbonati al satellite, rapportandoli allo stesso periodo dello scorso anno, quando le trasmissioni non venivano criptate. Partiamo con i dati di RaiUno che guadagna oltre l’uno per cento di share nella media totale giornata passando dal 17,35% del 2008 al 18,53% di quest’anno. Crolla RaiDue che passa dal 14,30% del 2008 all’attuale 8,22%; va detto però che lo scorso anno c’erano le Olimpiadi. Cala anche RaiTre che passa dal 7,76% del 2008 al 6,78% del 2009.
Leggero aumento per Canale5 che dal 16,54% dello scorso anno passa all’attuale 16,93%. Cala piuttosto drasticamente Italia1 che passa dal 12,44% del 2008 al 9,95% del 2009 con una flessione del 2,49%. Su questo ultimo dato è il caso di fare una riflessione, infatti possiamo legare il risultato negativo di Italia1 al successo della nuova rete Rai diretta da Carlo Freccero che lo scorso anno non era presente. Rai4 infatti fa registrare nel totale giornata di questo agosto 2009 l’ottima percentuale del 2,54% guarda caso la stessa percentuale che viene a mancare alla rete diretta da Luca Tiraboschi. Si rende quindi ancora più che mai necessario da parte di Mediaset il varo della nuova rete giovane Italia2, varo annunciato per la fine di quest’anno.
Qualche lettore ci ha domandato, non a torto, per la verità, dove, alla fine della fiera, fosse possibile continuare a guardare i canali RaiSat, starnutiti via da Sky per le note vicende finanziario-politiche. Come già detto in tutte le salse, alcune tra le risorse più interessanti del pacchetto di Viale Mazzini sono al momento consultabili solo in Sardegna, l’unica regione “All digital” della Penisola, e tramite la nuova piattaforma satellitare “TivuSat”, frutto dell’intesa Rai-Mediaset, tuttavia ancora non disponibile nella grande distribuzione.
Per ovviare a tale carestia, la tv di Stato, obbligata anche da un preciso Contratto di Servizio, ha reso disponibili, e gratuitamente, i vari RaiSat Extra, RaiSat Premium, RaiSat Yo-Yo, RaiSat Cinema, RaiNews24, RaiSportPiù, RaiStoria, Rai Edu 1, Rai4 e RaiGulp, sul proprio (meraviglioso) sito Internet Rai.tv, di cui abbiamo già parlato, con tutti gli entusiasmi del caso, in tempi assolutamente non sospetti.
Ho personalmente provato la funzionalità dei vari canali e la resa è perfetta. In circa mezz’ora di visualizzazione non c’è stata mai un’interruzione dovuta al calo dello streaming; la qualità video è ottima, anche a schermo intero, così come quella audio. In attesa di una chiarezza auspicabile e un trattamento migliore per tutti i pagatori regolari di canone, assistiamo, finalmente, a un piccolo passo avanti della Rai nei nostri confronti.

Direttore Generale e Presidente, Mauro Masi e Paolo Garimberti, saranno presenti domani in parlamento per un’audizione di fronte alla Commissione di Vigilanza. L’audizione, la quarta da quando i due hanno assunto ufficialmente la carica, è stata richiesta dal Presidente, Sergio Zavoli. I membri della Commissione avranno così la possibilità di interrogare i due più importanti dirigenti della tv pubblica sui due temi bollenti di questa particolarissima estate.
In primis i parlamentari vogliono capire meglio l’operazione Tivusat, un’operazione che dall’opposizione è stata ritenuta tutt’altro che “tecnica” (con il semplice scopo di fornire copertura totale per tutte l’offerta del digitale terrestre anche in quelle zone difficilmente raggiungibili dall’etere), ma dai pericolosi connotati strategici come un’alleanza de facto Rai-Mediaset contro Sky.
Questo tema, almeno stando alla chiave di lettura sopra esposta, è fortemente intrecciato alla trattativa, che al momento non sembra mai decollata seriamente, fra Sky Italia e la Rai per i canali marcati RaiSat. Come sappiamo bene fra pochissimi giorni questi canali spariranno dal satellite di Sky, che si è già attrezzata per cercare di porvi rimedio, e non mancheranno le richieste di spiegazioni sul perché non ci sia stato mai un vero avvicinamento fra le due parti sempre distantissime sulla valutazione delle cifre necessarie per il rinnovo dal contratto.

Quindici giorni alla scadenza del contratto che lega la Rai, e con i suoi canali RaiSat e i generalisti, a Sky Italia. Lunedì l’incontro, annunciato a Telecamere in un modo che non lasciava intendere nulla di buono dal direttore generale Mauro Masi, ha avuto luogo. Masi si è seduto al tavolo, di fronte a lui l’amministratore delegato di Sky Tom Mockridge. Non sono ancora noti i dettagli del dialogo fra le due parti, soltanto oggi quando Masi riferirà al CDA della tv di stato sapremo qualcosa in più.
Quello che sappiamo già è che Sky si sta preparando all’inevitabile shock che l’ormai imminente scomparsa dei canali RaiSat, e probabilmente anche dei tre generalisti Rai, comporterà sulla sua offerta. Sono da interpretare in questa ottica alcune mosse commerciali ed alcuni cambiamenti che sta apportando sulla sua piattaforma. C’è il lancio dei due canali Fox Retrò e Baby Tv, ma non solo. Sky ha acquistato dalla CBS i diritti per trasmettere il David Letterman Show, programma che rappresenta il fiore all’occhiello della programmazione di RaiSat Extra.
Letterman finirà così su SkyUno, sul canale di punta dell’offerta generalista d’intrattenimento di Sky. Altra mossa è l’acquisto del pacchetto produttivo e dei programmi del Gambero Rosso, così da sostituire RaiSat Gambero Rosso con un probabile Sky Gambero Rosso dagli identici contenuti. La dipartita di RaiSat Cinema verrà invece affrontata con la “promozione” di Cult, canale già molto apprezzato che passerà alla posizione 319, nella “zona” dei canali del cinema e modificherà il proprio palinsesto dando la priorità ai lungometraggi, senza ignorare le serie che ne costituiscono parte della programmazione.

Dopo diverse settimane di silenzio spuntano nuove dichiarazioni del Dg Rai Mauro Masi sul tema spinoso della trattativa fra la tv di stato e Sky per il rinnovo del contratto che in questi anni ha garantito la presenza nel bouquet della pay tv di Murdoch dei canali RaiSat. Intervistato sul tema durante la registrazione della puntata di Telecamere che andrà in onda domenica Masi non è decisamente apparso preoccupato dalla situazione:
La trattativa tra Rai e Sky è in corso da tempo: la Rai ha disdetto il contratto e quindi è un rapporto che si va a chiudere alla fine del mese se le cose non cambiano. Si tratta di una trattativa puramente commerciale. Lunedì i vertici Rai incontreranno il direttore di Sky Italia e se non si troverà un accordo la Rai uscirà dai canali Sky. Noi ovviamente difendiamo gli interessi della Rai e del servizio pubblico.
Insomma, per Masi il contratto è chiuso, e nonostante in ballo ci siano moltissimi soldi (qualunque sia la cifra di cui stiamo parlando, sia quella offerta da Sky sia quella ben più importante rappresentata dal rilancio della Rai) non sembra voler fare carte false per raggiungere un compromesso. Il direttore è convinto, comunque, di operare “nell’interesse della Rai e del servizio pubblico“. Staremo a vedere.

Nulla di fatto, nessuno sviluppo e preoccupazione crescente fra gli abbonati a Sky che rischiano di veder sparire fra meno di un mese dall’offerta satellitare della pay-tv di Murdoch non solo i canali RaiSat, ma anche i canali generalisti RaiUno, RaiDue e RaiTre. Nonostante la presa di posizione del presidente Garimberti, che aveva dato mandato al Dg Mauro Masi di affrontare la trattativa con Sky per arrivare ad una soluzione, ancora nulla si è mosso nella direzione di una conclusione positiva della querelle.
Fra i due litiganti c’è un gelo sostanziale, nessun incontro determinante ed una calma apparente che non può nascondere ancora a lungo il nervosismo che il countdown, ormai agli sgoccioli, per la scadenza del contratto porta con sé. Il 31 luglio, non dovesse succedere nulla, i canali RaiSat spariranno dal satellite (non si sa bene per finire dove, se sul Digitale Terrestre oppure nel dimenticatoio) e la Rai potrebbe anche decidere di “spegnere” i suoi tre generalisti.
Certo, si tratta della prospettiva più cupa, ma nemmeno il realizzarsi della “semplice” chiusura definitiva del contratto fra Sky e Rai per i canali di RaiSat può essere considerato uno scenario idilliaco. Con la crisi economica in atto e il calo degli introiti pubblicitari, la tv di stato dovrebbe rinunciare ai milioni di euro che Sky gli ha garantito (e gli garantirebbe) per i prossimi anni, con le inevitabili ricadute economiche ed occupazionali. La convinzione diffusa che alla fine un accordo si troverà comincia a lasciare spazio all’angoscia di una deadline ormai prossima.

L’unica certezza sulla trattativa fra Sky Italia e la Rai per il pacchetto di canali RaiSat, a poco più di un mese dalla data in cui si dovrà irrevocabilmente prendere una decisione in merito, è che la tv di stato ha ratificato la bocciatura dell’offerta della pay tv satellitare. I 50 mln di euro l’anno per 7 anni sono pochi, pochissimi se si considera l’ipotesi che una rottura sull’accordo con RaiSat potrebbe portare alla scomparsa dei tre generalisti Rai dal satellite nonché la totale esclusione dell’ipotesi che i canali free del digitale terrestre marcati (RaiStoria, Rai 4, RaiSportPiù e RaiGulp) possano in futuro approdare anche sul satellite di Sky.
La novità è questa: Sky con il contratto di 7 anni per RaiSat voleva anche includere l’obbligo per la tv di stato a diffondere tutti i suoi canali riservati al Dtt (attuali, futuri come Rai 5, e futuribili) sulla sua piattaforma. Proprio questo elemento ha dato maggiore consapevolezza alla nuova dirigenza Rai della forza contrattuale in loro possesso. Sky teme il digitale terrestre e vuole accaparrarsi quanti più contenuti possibili per continuare a poter avere un’offerta ovviamente più costosa per gli abbonati, ma completa.
Nonostante i tempi stringano al momento restano in campo tutte le ipotesi, da quella più favorevole a Sky con la Rai disposta ad accettare un accordo che gli garantisca tutta l’offerta della tv di stato a quella tragica della sparizione (totale o parziale con criptaggio delle trasmissioni di eventi sportivi e film in prima visione) dei canali della tv di stato sul satellite. Da Viale Mazzini le bocche sono cucite, nulla si sa, nulla sembra poter trapelare. Questo nonostante oggi sia il dg Mauro Masi che il presidente Garimberti abbiano parlato, dando segnali solo apparentemente contrastanti. La parola d’ordine della dirigenza Rai è chiara: “ottenere di più”. Quanto, se 200 mln l’anno o 70, lo deve stabilire Sky a cui spetta l’onere di una nuova offerta.

Fra poco più di due ore avrà luogo l’atteso incontro fra Mauro Masi, Dg della Rai, e i vertici di Sky Italia per discutere uno dei contratti la cui conclusione (o meno) rischia di mutare in maniera significativa il panorama televisivo del nostro paese. Stiamo parlando, naturalmente, del rinnovo che dovrebbe garantire la presenza dei canali RaiSat sulla piattaforma satellitare di Murdoch. Come noto le difficoltà nel raggiungere un accordo hanno diffuso un allarme generalizzato tra abbonati a Sky, vertici della pay-tv e consiglieri d’amministrazione in quota PD che denunciano un possibile danno per entrambe le aziende che finirebbe per favorire Mediaset.
Se quest’ultima prospettiva è oggettivamente vera non c’è da sottovalutare i dettagli di una proposta fatta da Sky che, almeno stando a quanto riferisce l’agenzia di stampa Il Velino, ha tutti i margini dell’irricevibilità. Secondo le indiscrezioni la prima offerta sarebbe di 350 milioni per sette anni per il bouquet RaiSat (Extra, Prem1um, Cinema, Smash Girls, YoYo), la stessa del contratto firmato del 2003. Ovvio che a Viale Mazzini si aspettassero un aumento, altrettanto ovvio che hanno molto più da offrire dei pur validissimi 5 canali pay.
In ballo c’è la presenza del satellite di Sky dei canali free: RaiUno, RaiDue e RaiTre, Rai4, la prossima Rai5, RaiStoria, RaiSportPiù, RaiGulp e RaiNews24. Perderli tutti sarebbe un colpo durissimo, ma lo sarebbe ancora una volta per entrambi i contendenti. La Rai non può permettersi di perdere il bacino d’utenza degli abbonati alla pay tv satellitare e, secondo un’interpretazione rigida del Contratto di Servizio non potrebbe nemmeno farlo, anche potendo contare sulla nascente piattaforma TivùSat.
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L’avanzamento dei canali satellitari nel loro complesso è sotto l’occhio di tutti, ma quanta di questa fetta globale ciascuna rete si accaparra? Grazie al fatto che auditel negli ultimi mesi ha iniziato a rilevare l’audience di ciascun canale siamo in grado di proporvi una sorta di classifica delle reti da quelle più viste a quelle meno viste (periodo 1 settembre/31 dicembre 2007) adottando come scelta, in stile elettorale lo sbarramento dei 5.000 telespettatori di media giornaliera. Quello che ne è uscito lo potete leggere in questo post, rappresentato visivamente dai grafici divisi per fasce, che trovate pubblicati subito dopo il consueto salto.Partiamo ovviamente con il dato relativo all’intera giornata (7-2) qui vediamo come la rete più vista sia SkySport 1 con una media di 55.000 telespettatori seguita subito a ruota da FoxCrime con 49.000; di seguito Sky Cinema 1 con 36.000 e via via le altre fino ad arrivare ai 9.000 di RaiSat Cinema.
Passando alla fascia della prima mattina (7-9) vediamo come il canale più visto sia SkyTg24 con 16.000 telespettatori, seguito da FoxCrime con 12.000, all’ultimo posto in coabitazione RaiSat Cinema con Raisport satellite. Fascia 9-12 qui la supremazia dopo due secondi posti, va a FoxCrime con 19.000 telespettatori, seguito da FoxLife con 16.000 a pari merito con SkyVivo, all’ultimo posto Raisat Cinema con 3.000.
Fascia 12-15: al primo posto ancora una volta FoxCrime con 40.000 telespettatori, seguito a ruota da SkySport 1 con 35.000 e Fox con 33.000, in fondo Raisat Cinema con 7.000. Passiamo ora al pomeriggio (15:00-17:59) dove la supremazia rimane ancora una volta a FoxCrime con 63.000 telespettatori, ben distante con 44.000 SkyVivo e quindi SkySport 1 con 42.000, all’ultimo posto questa volta c’è SkySport 2 con 10.000 telespettatori. Nella fascia preserale, quella che va dalle 18 alle 20:30 il primo posto va a SkyVivo con 63.000 telespettatori seguito da SkySport 1 con 59.000 e FoxCrime con 54.000, all’ultimo posto Raisat Cinema con 7.000.

Carlo Freccero, Presidente di Raisat, perde le staffe e si scaglia contro Sky che gli impedisce di programmare Alias, il telefilm di J.J. Abrams, su Raisat Cinema. La questione è spinosa, non sono del tutto chiare le ragioni per le quali Sky si dovrebbe preoccupare di inviare una diffida scritta alla Rai per bloccare la trasmissione di una serie tv. Ragioni di opportunità? La scelta potrebbe essere “stilistica”. Evitare che un canale di “cinema” trasmetta un telefilm?
Possibile, ma Freccero non ci sta e sottolinea prontamente come i canali di Sky Cinema non disdegnino spesso la trasmissione di serie tv come Tsunami, Thief o l’oppportunità di lanciarsi nella produzioni originali tratte da Quo vadis, baby? di Salvatores e Romanzo criminale di Michele Placido. Secondo l’ex direttore di Raidue l’obiettivo di Sky è piuttosto quello di “tarpare” l’audience dei canali di Raisat.
Francamente io non capisco questa subalternità dell’azienda ai desiderata di Sky. Il fatto che l’editore australiano versi nelle casse della Rai 50 milioni di euro non può bastare a condizionare fino a questo punto la nostra programmazione. Raisat gode di una propria autonomia o deve essere pensata al totale servizio di Sky? Il rilancio di ascolti e visibilità di Raisat è un fatto positivo o negativo nell’equilibrio generale della Rai?
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Carlo Freccero, l’indimenticato direttore di Raidue, ha aperto “un nuovo file della sua sua vita” e dice di divertirsi moltissimo.
Dopo cinque anni di esilio televisivo, “per colpa del berlusconismo ma non solo”, è stato eletto presidente di Raisat per rivoluzionare i canali satellitari targati Rai.
C’è chi pensa sia un contentino in confronto alla sua carriera (ha costruito i palinsesti della tv commerciale, da Canale5 a Italia1 passando per laCinqu, ha lasciato l’impronta a France2 e France3, fino dulcis in fundo a dirigere con ottimi risultati Raidue dal 1996 al 2002).
Il diretto interessato non nega un leggero malcontento in un’interessante intervista rilasciata a Repubblica:
“Ho qualche risentimento. Con il mio curriculum pensavo di meritare RaUno (ma lì vanno i sagrestani del potere) o RaiCinema: il cinema è il riferimento primario di chi fa tv. RaiSat come porta di servizio? Loro pensano che così non sporco il video. Invece anche qui si può fare molto. Ho trovato gente in gamba, dei precari bravissimi”.
Il direttore tutto genio e sregolatezza - così lo definisce il giornalista Leandro Palestini - punta a ‘ruminare’ il meglio delle generaliste:
“Tutte. A Confalonieri ho chiesto di avere, su Premium, alcune fiction di Mediaset. Amalgamiamo la nostra offerta al bouquet di Murdoch. Entriamo davvero nella grande famiglia Sky. Il budget è basso ma non mi deprimo: sto vendendo alla grande gli spazi pubblicitari”.
Freccero rivela di curare molto l’aspetto manageriale e che questo insegnamento gliel’ha impartito il Berlusconi televisivo. Visto che nel suo piccolo anche RaiSat produrrà qualcosa, ha deciso di dar sfogo alla sua creatività con una serie all’italiana sulla falsariga di Boris: una sorta di commedia sulla vita della politica italiana in dodici puntate, di mezz’ora ciascuna.
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Fra star, luci, colori e quello che, a sentir le critiche, sembra un buon film - Atonement, Espiazione. Il romanzo l’ho adorato - c’è stata la performance di Ambra Angiolini.
Criticata, odiata, amata - interessante il dibattito in corso nei commenti di TvBlog - l’Ambra miracolata ironizza sul suo ruolo.
Arriva presto al Lido, d’Armani vestita (come annunciato), e scherza sui titoli usciti sui giornali: Ma che ci faccio io qui? e Che ho fatto io per meritare questo?
E se ci scherza lei, cosa dovremmo fare noi? Visibilmente emozionata - se n’è accorto sia chi c’era sia chi ha dovuto accontentarsi della televisione (cogliamo l’occasione per ricordarvi della copertura di RaiSat Cinema) -, Ambra ha ricoperto il suo ruolo - un ruolo minore, gonfiato dai polemisti d’ogni dove. Un ruolo che andava bene ricoperto da qualcuno che si potesse definire ancora giovane, da qualche speranza, secondo chi scrive - in maniera più che degna, con gli occhi di tutte le faine pronte a darle addosso puntati su di lei.
Discreta e bella, magari tornerà per anni nel dimenticatoio, ma la sua gallery di immagini si arricchisce degli scatti della Laguna. E poi, vedremo come sarà, con la Comencini.
Accade che la televisione si occupi di cinema. Accade che questo venga fatto nel migliore dei modi dal satellite. E’ il caso di quello che si vedrà su RaiSat Cinema fra dieci giorni esatti, a partire dalle ore 18 del 29 di agosto.
La cerimonia di apertura della 64esima Mostra del Cinema di Venezia (cui i colleghi di Cineblog dedicheranno ampia copertura), con la sua inedita madrina Ambra Angiolini, avrà copertura televisiva in diretta proprio da parte del canale satellitare tematico della Rai, che è anche la tv ufficiale del Festival del Lido.
Su RaiSat Cinema, dunque, per dieci giorni, si troverà tutto quel che si potrà voler sapere di questa edizione della Mostra, nuovamente diretta da Marco Muller. Oltre alla diretta della cerimonia di apertura, sono previsti quattro appuntamenti giornalieri.
Alle 13:15 una specie di blob del Meglio di quel che si è visto al Lido.
Alle 20:20 gli inviati (Luca Vasile, il nostro mitico Italo Moscati, Sergio Gamberale e Virginie Vassart - nell’immagine) si occuperanno degli aggiornamenti, dei commenti sulle ultime proiezioni, delle interviste, nello spazio Passerella.
Alle 23 la diretta dal Palazzo del Cinema.
Ultimo appuntamento per i nottambuli alle 2:15.
Le telecamere di RaiSat seguiranno passerelle, backstage, conferenze stampa e si occuperanno di fornire allo spettatore commenti critici e interviste ai protagonisti del Festival.
Inoltre, via web, sul sito Raisatwebchannel.it (mettetelo nei vostri bookmarks, sarà attivo solo a partire dal 29 agosto) si potranno vedere in chiaro le conferenze stampa, i servizi fotografici, i trailer dei film in concorso.
[Sito ufficiale della Mostra del Cinema di Venezia]