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Polis: la serie in stop motion di Fusako Yusaki, dal 2 maggio in prima tv su Raitre

pubblicato da Francesca Camerino

Polis: la serie in stop motion di Fusako Yusaki, dal 2 maggio in prima tv su Raitre

Ricordate Fusako Yusaki, la maga della plastilina? L’artista giapponese, designer e scultrice visionaria, tanto cara ai telespettatori di programmi per bambini come L’Albero Azzurro ha appena realizzato una serie in stop-motion prodotta da lei stessa in collaborazione con Rai Fiction. La serie tv, di cui saranno trasmessi i primi sei episodi di 4 minuti ciascuno da domenica 2 maggio alle 8.45 su RaiTre, ha come protagonista Polìs, un simpatico scoiattolino blu di plastilina, goloso di noccioline, ghiande e pinoli che saltella qua e là divertendosi con i personaggi e monumenti delle grandi città d’arte. Anche le ambientazioni curate nei minimi dettagli sono in plastilina. La serie animata ha richiesto un anno certosino di lavorazione, circa 70 scenografie, e centinaia di chili di plastilina per ricostruire i monumenti (60×50x40 centimetri).

In ogni episodio, Polis va alla scoperta di una nuova città e al suo passaggio tutto intorno a lui si trasforma magicamente. A Barcellona una guglia della Sagrada Familia diventa un albero carico di ghiande, a Madrid Picasso e Polìs diventano personaggi della Guernica e mangiano paella. A Venezia (la prima città visitata dal protagonista nell’episodio in onda domenica 2 maggio) tra i canali e piazza san Marco tutte le figure, dal Doge ai piccioni, si mascherano per il Carnevale. A Reims, Giovanna d’Arco accompagna Polìs all’incoronazione al posto di Carlo VII e tra i vigneti di champagne. Poi c’è la meravigliosa Praga con la Torre dell’Orologio, l’affascinante San Pietroburgo con i suoi scacchi e il Palazzo d’Inverno, Amsterdam con i suoi canali, i mulini, i tulipani.
Una serie unica, da non perdere.



Polis, la serie in stop motion di Fusako Yusaki
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Lost in... Paolo Ruffini: anche nell'ultimo Cda si sono dimenticati dell'ex direttore di RaiTre

pubblicato da Stefano Sgambati

Lost in... Paolo Ruffini: anche nell'ultimo Cda si sono dimenticati dell'ex direttore di RaiTreDa quando il direttore di RaiTre Paolo Ruffini è stato “demansionato” per motivi politici il 25 novembre 2009 e sostituito da Antonio Di Bella, in seguito a un diktat del presidente del Consiglio e proprietario di Mediaset Silvio Berlusconi, sono trascorsi circa una ventina di Cda in seno alla Rai. Ciascuno di essi aveva, tra le altre cose, come punto all’ordine del giorno quello di ricollocare, in un modo o nell’altro il buon Ruffini, troppo bravo e pulito per essere gradito al presidentissimo. Niente di niente è stato fatto, ovviamente e ne fa menzione oggi un articolo de L’Unità che ripercorre le tappe in un bell’articolo esaustivo firmato da Natalia Lombardo. Ruffini risulta ad oggi ancora vacante, il che è assolutamente italiano: se uno è bravo non lavora. Ieri c’è stato l’ultimo, ennesimo, consiglio d’amministrazione senza esito.

Il punto è che i signori ai vertici della Rai avevano promesso al “demansionato” Ruffini un posto alla direzione di RaiDigit. Non solo la cosa non s’è mai verificata ma la stessa RaiDigit non è mai propriamente stata varata. Scrive oggi l’Unità:

“A Ruffini fu chiesto un piano che elaborò e presentò, ma rimase lettera morta. Dal dicembre 2009 inizia una sequenza di riunioni rinviate e poi annullate per la nascita di RaiDigit, o altre svoltesi senza di lui. L’ex direttore protesta, il 26 gennaio Marano spiega a Ruffini che la nascita di RaiDigit era «in contrasto con il piano industriale»; Masi smentisce il suo vice, quest’ultimo in una lettera a Ruffini spiega che già prima del 25 novembre aveva espresso la sua contrarietà per la sovrapposizione di competenze. Ruffini infatti gli dà atto della sua «lealtà» e lo ringrazia”.

Confusione. Imbarazzo. Sembra evidente che i “capi” della Rai non sanno bene come muoversi in un ambiente politico e istituzionale che pretende d’aver voce in capitolo su mansioni e nomine. In una delibera del 25 novembre si legge che Ruffini avrebbe dovuto “collaborare con il Dg nel passaggio delle attività editoriali da RaiSat a Rai (dopo la fine del contratto con Sky) e sulla costituzione della direzione sui canali digitali”: niente s’è mosso. Al punto che il 26 febbraio scorso, tanto per ripercorrere ancora un minimo la cronistoria di questo “pasticciaccio” italiano, i legali dell’ex direttore hanno mandato un avviso di causa, essendo evidente - si legge ancora nell’articolo de L’Unità - “la non veridicità ed artificiosità della direzione promessa” (quella di RaiDigit, appunto).

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Cda Rai: Rinviata la decisione sul nuovo ruolo di Paolo Ruffini

pubblicato da Gabriele Capasso


Paolo Ruffini, ex direttore di RaiTre, non ha ancora trovato una nuova collocazione. Il Cda della Rai, convocato ieri, ha rinviato la decisione in merito non dando seguito alle indiscrezioni che vorrebbero Ruffini nominato direttore dei canali digitali, una competenza che rientra nell’ampio mandato del vice direttore Antonio Marano. Non è comunque da escludere che dopo le festività pasquali, nel Cda convocato per il 14 aprile, questa mini telenovela non trovi una soluzione.

Il consiglio ha infatti dato mandato al Dg Mauro Masi di formulare una proposta per un ruolo adeguato al profilo professionale di Ruffini, alla direzione della terza rete Rai dal 2002 al 2009 prima di essere stato sostituito da Antonio Di Bella. Di fatto, pur in un contesto del tutto nuovo visto l’uscita dei canali RaiSat da Sky, Ruffini andrebbe a ricoprire il ruolo che fu di Carlo Freccero dal luglio 2007 al luglio 2008 prima del suo trasferimento alla direzione di Rai4.

Intanto il Cda ha stabilito che Giovanni Minoli sarà il coordinatore delle trasmissioni Rai in vista delle celebrazioni per i 150 anni dell’Unità d’Italia.

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La Rai riorganizza i canali free sul Digitale Terrestre: spuntano Rai5 e Rai6

pubblicato da Gabriele Capasso

Il Messaggero di oggi, in un articolo di Alberto Guarnieri, anticipa il Piano offerta tv 2010-2012 della Rai. Si tratta di un dossier preparato dal vice direttore generale Antonio Marano che delinea le strategie della tv pubblica in vista del completamento dello switch-off previsto entro il 2012. L’obiettivo è quello di mantenere il primato nello share giornaliero detenuto ad oggi con il 41% a fronte di una concorrenza che prevede a regime un 60ina di canali free disponibili per tutti gli italiani.

Questo piano, presentato come rivoluzionario nella ricostruzione del quotidiano, in realtà è più che altro una semplice riorganizzazione dei canali già attualmente attivi, molti dei quali “scesi” dal satellite dopo la rottura dei rapporti con Sky. Andando con ordine ad affiancare i tre canali generalisti RaiUno, RaiDue e Raitre ci sarà la Rai4 di Carlo Freccero, Rai Storia di Giovanni Minoli e il confermato RaiNews 24.

RaiSat Cinema diverrà Rai5 / Movie mentre RaiSat Extra cambierà denominazione in Rai6 / Extra. I canali dedicati agli sport minori diventeranno due RaiSport e RaiSport 2, rimango confermati i due canali RaiSat Yoyo e RaiSat Gulp che perderanno, ovviamente, l’elemento “Sat” del loro nome attuale. Nel piano si parla anche di un canale in alta definizione, occupato via via dall’evento più importante della programmazione Rai.

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Ascolti Tv: a ottobre Canale 5 agguanta Raiuno in prima serata e la supera nelle 24 ore. Sky aumenta in prime time ma cala nelle 24 ore

pubblicato da Michele Biondi


Il mese di ottobre ribalta la situazione di Settembre e sorride più alle reti Mediaset rispetto alla Rai che, a sua volta, ottiene ancora brillanti numeri e la vede primeggiare come gruppo rispetto al Biscione. E’ Canale 5 ad avere la meglio nell’intera giornata tra le reti generaliste, arrivando al pareggio in prime time con Raiuno e guadagnando rispetto al mese precedente. E anche per Sky il riscontro Auditel è molto positivo con il raggiungimento complessivamente del 9,9% nel giorno medio.

Il gruppo di canali di Sky ottiene il 2,74% e 269.000 telespettatori nel giorno medio (perdendo rispetto ad un anno fa) e il 3,50% con 932.000 in prima serata. Il risultato quindi è inferiore rispetto al mese di settembre quando la tv satellitare che fa capo a Rupert Murdoch raggiunse quasi il 4% nell’intera giornata. La causa di questo calo è da attribuire senz’altro ad un’offerta più competitiva della tv generalista che ha guadagnato complessivamente telespettatori.

Rai 4, la rete diretta da Carlo Freccero raggiunge la media dello 0,41% con 39.000 telespettatori nel giorno medio e dello 0,32% con 85.000 in prima serata. Meglio fa il canale gratuito del digitale terrestre Mediaset, Boing, con 76.000 telespettatori e lo 0,78% nel giorno medio e ben 118.000, 0,44% in prime time.

Per quanto riguarda le reti minori, La7 registra un aumento portandosi al 3,04% in prima serata con 774.000 telespettatori mentre 7 Gold ottiene in prime time 189.000 e all’incirca 1 punto percentuale.

Dopo il salto, tutte le griglie, comprese anche i singoli canali Rai, Sky e Digitale Terrestre.

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Il Cda Rai blocca il contratto di Bruno Vespa: troppi 1.6 mln di euro

pubblicato da Gabriele Capasso


Il consiglio d’amministrazione della tv di stato chiede a Mauro Masi di riconsiderare l’accordo per il nuovo contratto di Bruno Vespa. La questione, sollevata dai consiglieri Angelo Maria Petroni e Nino Rizzo Nervo, è stata rinviata al prossimo consiglio, ma è da registrare la resistenza all’aumento previsto per il nuovo contratto di Vespa. Il conduttore di Porta a Porta per le 100 puntate annuali incassa già oggi 1.2 milioni di euro, extra esclusi, e si apprestava a firmare un rinnovo con un corposo aumento.

Proprio sull’aumento del 20%, che porterebbe il suo ingaggio a 1.6 milioni di euro, sembrano esserci le più grosse perplessità. Con la Rai in difficoltà nella raccolta pubblicitaria e destinata a chiudere in rosso il proprio bilancio un “premio” del genere non sembra compatibile con il piano di contenimento dei costi.

La questione verrà riconsiderata nel Cda convocato per mercoledì prossimo, vedremo se per quella data Masi porterà un contratto diverso, più contenuto per Vespa. Nella seduta di oggi è stata anche discussa, ed approvata, l’incorporazione di RaiSat con la conseguente liquidazione di RCS Mediagroup che possiede una quota di minoranza del 5%. L’impegno è quello di mantenere i livelli di occupazione.

Masi contro la Digital Key di Sky: viene da chiedersi, "perché?"

pubblicato da Gabriele Capasso


Un punto sembrava chiaro fino a qualche mese fa: il concorrente naturale di Sky è Mediaset con la sua offerta Premium. I contenuti “chiave” (il calcio, le serie tv e i film) sono in mano ai due network sulle piattaforme pay, un po’ sul digitale terrestre e un po’ di più sul satellite. Qualcosa è cambiato da quando Mauro Masi è diventato il dg della Rai. Improvvisamente il conflitto si è acceso fra la tv di stato e Sky e qualche maligno si è addirittura permesso di paragonare la tv di stato ad uno di quei ragazzini che gli ayatollah iraniani costringevano a camminare di fronte ai carrarmati per “scovare” le mine.

La questione RaiSat, con il braccio di ferro (in realtà con l’intenzione chiarissima di non concedere a Sky i canali Rai seppur pagati 50 milioni di euro l’anno), è stata interamente un’invenzione di Masi. Si è detto, pur di giustificarlo, che quei soldi erano pochi, che troppo era il vantaggio ottenuto da Sky nel poter inserire nel suo bouquet anche quei canali. Fatto sta che la Digital Key, pur essendo tutt’altro che una rivoluzione come abbiamo cercato di spiegare nel nostro piccolo, ha scatenato rabbiosa la reazione del direttore generale Rai pronto ad una dichiarazione nel Cda della tv di stato che più che contro la tv di Murdoch appare come la classica excusatio non petita.

Il tutto ha i connotati di un’abile campagna promozionale e di marketing che di una reale messa a disposizione a tutti i propri abbonati della programmazione digitale terrestre in chiaro. Merita un attento approfondimento, anche dal punto di vista legale e regolamentare, la eventuale immissione dei canali della piattaforma terrestre all’interno dell’Epg (la guida elettronica dei programmi, ndr) di Sky. Potrebbe essere in conflitto con le disposizioni delle Autorità di garanzia che limitano l’utilizzo da parte di Sky del sistema digitale terrestre. L’utilizzo di questo strumento sarà, anche nel tempo, circoscritto a un ristretto numero di abbonati. La limitazione dell’uso della chiavetta ai decoder Sky di nuova generazione e in particolare a quelli in Hd restringe ancor di più il numero di abbonati serviti dalla Digital Key poiché questi dovranno essere dotati di un televisore Full Hd. Notoriamente tutti i nuovi televisori sono obbligatoriamente provvisti di un decoder digitale terrestre integrato: la visione del digitale terrestre integrale è dunque già garantita dal televisore. Inoltre occorre aggiungere che parte significativa dei televisori in Hd già venduti prima dell’obbligo del decoder integrato era già in grado di ricevere il digitale terrestre a causa dell’elevato costo del televisore e della relativa necessità di dotarlo di tutti gli strumenti tecnologicamente più aggiornati, compreso il decoder per il digitale terrestre.

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La Rai punta sul digitale e sul telematico. Il vice Leone: "Presto in arrivo Rai5 e Rai6"

pubblicato da Stefano Sgambati

Dtt raiStando così le cose, ancora qualche anno di ulteriore Regime e la Rai chiuderà i battenti. Almeno quella intesa nel senso di “servizio pubblico”. I lavori, allora, fervono sul campo digitale e telematico. I vicedirettori Giancarlo Leone e Antonio Marano stanno organizzando, a quanto riferisce un’agenzia Ansa, “la riorganizzazione dell’offerta tematica” di Viale Mazzini “con un progetto che entro fine anno sarà presentato dal direttore generale in cda”. Nell’annunciarlo, lo stesso Leone svela che tra le ipotesi allo studio ci sono anche due nuovi canali, “Rai 5 e Rai 6″, che potrebbero prendere il posto di due reti già presenti nel bouquet (Raisat Extra e Premium). Queste le dichiarazioni specifiche del vicedirettore:

“Rai 5 potrebbe essere un canale di intrattenimento o dedicato all’audiovisivo italiano e europeo. Alcuni canali saranno confermati, altri potrebbero invece cambiare. I diritti degli altri sport, diversi dal calcio, che la Rai possiede, potrebbe giustificare una simile scelta. Nel complesso non si supererà il numero delle 12-13 reti tematiche, sia per rispettare il limite del 20% dei canali digitali imposto dalla legge, sia per motivi di budget. In più, la Rai punta a realizzare un canale in alta definizione”.

Quanto al digitale, in casa Rai sono molto soddisfatti dei risultati raggiunti in Sardegna. Sempre Leone:

“Ad agosto viaggiavamo nell’intera giornata sul 41% di share, due punti in più rispetto al resto d’Italia, con un 33-34% concentrato sull’offerta generalista e circa l’8% sugli altri canali. Quanto ai canali di Rai Sat che sono usciti dall’offerta Sky, da soli in Sardegna raggiungono già il 2%, con buone performance in particolare per Cinema e YoYo. In base al piano presentato dal direttore generale Masi in cda, il 2% era l’obiettivo da raggiungere nel giro di due anni. Dalla Sardegna arriva dunque un segnale interessante: stiamo evidentemente colmando un’offerta che non c’era”.

La Rai su Sky non cripta più (anche) la Nazionale: Italia - Bulgaria in chiaro

pubblicato da Gabriele Capasso


Inutile prendersi in giro, si tratta di una guerra. Abbiamo sprecato il fiato per anni parlando della concorrenza fra Mediaset e Sky ed abbiamo scoperto che il vero acerrimo nemico di Murdoch è la Rai (almeno, e non “curiosamente“, da Masi in poi). Il non rinnovo del contratto per RaiSat, il lancio di TivùSat proprio insieme a Mediaset (quelli con le reti generaliste come “core business“), la minaccia di ulteriori ritorsioni non concretizzatasi nella sparizione anche di RaiUno, RaiDue e RaiTre dal satellite di Sky ma nell’improvvisa “scoperta” di avere un sacco di programmi da criptare quando passano dal satellite.

La lista settimanale dei programmi per i quali la Rai si è accorta di non “avere i diritti per l’estero” è sempre più lunga e risponde ad una logica di pura contrapposizione spiegata benissimo dall’ex presidente della Vigilanza Mario Landolfi: “Se Sky ha un accesso senza costi a Rai e Mediaset, acquisisce una posizione di vantaggio e diventa tv generalista. La Rai sta tutelando il proprio ruolo e i propri bilanci: la concorrenza che non è più tra emittenti ma tra piattaforme.

La scusa dei “diritti” è e rimane tale (anche TivùSat “trasmette all’estero” e Sky opera solo in Italia), fortuna che arrivano i politici a spiegarci con sincerità un po’ naive la vera ragione di queste manovre. La questione degli oscuramenti ha comunque un impatto relativo sui telespettatori, almeno fino a quando non viene toccato il calcio. Essì perché la Rai si è messa ad oscurare anche eventi calcistici, dalla finale di Supercoppa Italiana alle partite della Nazionale, compresa l’ultima gara di qualificazione mondiale contro la Georgia.

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Analisi Auditel – Dal laboratorio Sardo buone notizie per la Rai: Rai4 ruba pubblico a Italia 1 e le ex reti Raisat superano il 2% di share

pubblicato da Hit



La decisione della Rai di uscire da Sky con i suoi canali Raisat unita al criptaggio di alcuni programmi delle sue reti free, ha acceso parecchie discussioni in questi ultimi tempi. Partiti a favore e partiti contro. Chi ha gridato allo scandalo, chi ha detto che si trattava di una legittima decisione. Approffitando del fatto che i 4 canali Raisat in questo mese di agosto sono stati distribuiti sul digitale terrestre in Sardegna, abbiamo deciso di far parlare i numeri. Ci apprestiamo infatti a comunicarvi in questo pezzo i dati di questo ultimo mese in sardegna delle quattro reti ex Raisat. Dati che troverete rappresentati visivamente nel grafico pubblicato subito dopo il salto. Prima di vedere i numeri, ricordiamo che l’offerta che fu fatta da Sky alla Rai per mantenere le reti del servizio pubblico nel bouquet della televisione di Murdoch fu di 350 milioni di euro per 7 anni, quindi 50 milioni di euro l’anno, ma con l’obbligo da parte della Rai di dare gratuitamente tutti i canali free a Sky compreso il gioiellino Rai4.

Ma non ci limiteremo a fornirvi i numeri relativi alle ex reti Raisat in Sardegna, ma andremo infatti a vedere anche i dati di questo agosto 2009 delle reti della Rai free fra gli abbonati al satellite, rapportandoli allo stesso periodo dello scorso anno, quando le trasmissioni non venivano criptate. Partiamo con i dati di RaiUno che guadagna oltre l’uno per cento di share nella media totale giornata passando dal 17,35% del 2008 al 18,53% di quest’anno. Crolla RaiDue che passa dal 14,30% del 2008 all’attuale 8,22%; va detto però che lo scorso anno c’erano le Olimpiadi. Cala anche RaiTre che passa dal 7,76% del 2008 al 6,78% del 2009.

Leggero aumento per Canale5 che dal 16,54% dello scorso anno passa all’attuale 16,93%. Cala piuttosto drasticamente Italia1 che passa dal 12,44% del 2008 al 9,95% del 2009 con una flessione del 2,49%. Su questo ultimo dato è il caso di fare una riflessione, infatti possiamo legare il risultato negativo di Italia1 al successo della nuova rete Rai diretta da Carlo Freccero che lo scorso anno non era presente. Rai4 infatti fa registrare nel totale giornata di questo agosto 2009 l’ottima percentuale del 2,54% guarda caso la stessa percentuale che viene a mancare alla rete diretta da Luca Tiraboschi. Si rende quindi ancora più che mai necessario da parte di Mediaset il varo della nuova rete giovane Italia2, varo annunciato per la fine di quest’anno.

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Raisat non sarà abbandonata. Il direttore Carlo Freccero è al lavoro sul restyling della piattaforma, tra novità e fusioni

pubblicato da Stefano Sgambati

Carlo FrecceroIl settimanale economico “Il Mondo” ha pubblicato un’intervista all’attuale presidente di RaiSat Carlo Freccero, l’uomo che al momento comanda quella che è forse la “piattaforma” televisiva più chiacchierata d’Italia, considerata l’uscita da Sky che tante polemiche ha portato. Il dirigente si è sbilanciato nel tentativo di far capire come esistano dei precisi progetti per rilanciare alla grande il marchio e la struttura di RaiSat, i cui canali, lo ricordiamo, sono al momento visibili su Rai.tv, oltre che liberamente in Sardegna, unica regione all digital d’Italia.

“Raisat aveva ottimi ascolti, era la terza piattaforma dopo Sky e Fox. Cinema, Extra e Premium erano le tre reti che facevano più audience. Gambero Rosso, vista l’incertezza e l’impossibilità di poter rinnovare il contratto con Raisat, è corsa ai ripari in tempo e ha pensato di condurre la trattativa separatamente con Sky. Anche la chiusura del canale Smash era necessaria. Era un doppione. Per razionalizzare le reti si è pensato di puntare sul canale giovanile Yoyo e di mantenere il canale Gulp, sempre dedicato ai ragazzi, sulla piattaforma del digitale terrestre”.

Un argomento fondamentale, poco dibattuto purtroppo, ma in realtà in cima alla lista delle attenzioni di un’azienda seria, è quello relativo ai circa 80 dipendenti di RaiSat che rischiano il posto dopo l’uscita da Sky. Freccero assicura:

“Verranno dislocali in Rai e sui nuovi canali”.

Ce ne ricorderemo.

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Brava Rai, finalmente una mossa azzeccata: i canali "Sat" visibili gratis su Rai.tv

pubblicato da Stefano Sgambati

RaisatQualche lettore ci ha domandato, non a torto, per la verità, dove, alla fine della fiera, fosse possibile continuare a guardare i canali RaiSat, starnutiti via da Sky per le note vicende finanziario-politiche. Come già detto in tutte le salse, alcune tra le risorse più interessanti del pacchetto di Viale Mazzini sono al momento consultabili solo in Sardegna, l’unica regione “All digital” della Penisola, e tramite la nuova piattaforma satellitare “TivuSat”, frutto dell’intesa Rai-Mediaset, tuttavia ancora non disponibile nella grande distribuzione.

Per ovviare a tale carestia, la tv di Stato, obbligata anche da un preciso Contratto di Servizio, ha reso disponibili, e gratuitamente, i vari RaiSat Extra, RaiSat Premium, RaiSat Yo-Yo, RaiSat Cinema, RaiNews24, RaiSportPiù, RaiStoria, Rai Edu 1, Rai4 e RaiGulp, sul proprio (meraviglioso) sito Internet Rai.tv, di cui abbiamo già parlato, con tutti gli entusiasmi del caso, in tempi assolutamente non sospetti.

Ho personalmente provato la funzionalità dei vari canali e la resa è perfetta. In circa mezz’ora di visualizzazione non c’è stata mai un’interruzione dovuta al calo dello streaming; la qualità video è ottima, anche a schermo intero, così come quella audio. In attesa di una chiarezza auspicabile e un trattamento migliore per tutti i pagatori regolari di canone, assistiamo, finalmente, a un piccolo passo avanti della Rai nei nostri confronti.

David Letterman non finisce con RaiSat. Da domani, martedì 11 agosto, il "lateshow" torna in onda su Sky Uno

pubblicato da Stefano Sgambati

LettermanMeno male che c’è Sky. Fuoriuscito il pacchetto Raisat dalla piattaforma di Murdoch, uno dei programmi più visti, cioè il David Letterman Show, non muore, non si perde e, soprattutto, come già annunciato, non necessiterà di qualche altra diavoleria tecnica per essere visto. Da domani, martedì 11 agosto, infatti, il più famoso “late show” della televisione americana (e probabilmente mondiale) sarà trasmesso in esclusiva su SkyUno (canale 109), tutti i giorni alle 23, a poche ore di differita dalla normale messa in onda americana. Una possibilità importante, per tutti gli abbonati Sky che temevano perduto un appuntamento fisso della programmazione serale, di seguitare a guardare uno show che “vive” da oltre 27 anni, 4500 puntate e 14.700 ospiti (tra cui anche molti italiani. Ricordiamo, per esempio, la storica ospitata di Maurizio Costanzo e Roberto Benigni che scatenò il delirio in studio in una maniera che poi avrebbe conosciuto tutto il mondo durante la cerimonia di consegna degli Oscar più di un decennio dopo).

Buona visione a tutti gli appassionati, naturalmente.
Dopo il salto, un video su tutti, sottotitolato in italiano: la ripresa dello show dopo gli attentati dell’11 settembre. Ricordando che il programma va in onda proprio da New York, sede delle Torri Gemelle, questo è forse lo spezzone più commovente, sentito e, inevitabilmente serio (anche se non troppo, come vedrete…) della storia di David Letterman.

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Tutti contro Mamma Rai: il presidente Napolitano inferocito, Zavoli umilia Garimberti e Masi: "Riaprite subito la trattativa con Sky". Noi proviamo a fare un po' di chiarezza...

pubblicato da Stefano Sgambati

Pizza e mandolino: l'italiaPiù che tv, la Rai è diventata un affare di Stato. S’è arrabbiato anche il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. L’eletto al Colle ha impugnato la situazione e si è rivolto con cipiglio alle alte cariche di Viale Mazzini per esprimere il proprio disappunto per quanto accaduto in seno all’affare Sky: secondo Napolitano, la situazione così composta andrebbe definitivamente a rovinare un’azienda già in gravissimo deficit economico. Noblesse oblige: presidente e direttore generale hanno piegato il capo, pur senza combinare granché. Certamente il silenzio risulta assai più costruttivo di certe dichiarazioni, come per esempio quella di Garimberti, secondo il quale l’uscita della Rai dalla piattaforma di Murdoch risulterebbe perfino conveniente. Finanza creativa, accipicchia.

Quest’oggi altri tuoni. Sergio Zavoli, eminenza grigia e capo della Commissione di Vigilanza Rai, ha guardato in cagnesco i principali responsabili di questa debacle economica e morale, Garimberti e Masi, imponendo, nientemeno, la riapertura della trattativa con Sky:

“I giudizi via via più stringenti attorno a questa inopinata querelle, primo fra tutti quello del Presidente Napolitano, esigono di riaprire la trattativa finché non sia inconfutabilmente palese la convenienza, non solo aziendale, del sistema televisivo e quindi dell’interesse nazionale, di dirla conclusa. L’auspicio è esteso a Sky che mi auguro non disinteressata a un’equa soluzione del problema”.

Ancora Zavoli:

“Riportare i canali Rai e RaiSat sulla piattaforma Sky credo corrisponda, oltre che alla richiesta di un’utenza sempre più vasta, anche a criteri di utilità imprenditoriale e industriale, considerando che i canali di Rai Sat, cancellati dalla programmazione di Sky, non sono più ricevibili altrove. La Rai potendosi mettere nella condizione di ricevere questo invito, darebbe una prova inequivocabile di voler essere, com’è sua prerogativa e dovere, un autentico, reale servizio pubblico, cioè rispondente alla legge costitutiva e agli indirizzi della Commissione parlamentare”.

La partita, a questo punto, risulta evidentemente appuntita su almeno tre fronti:

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Georgia Luzi: Un sorriso con tanta voglia di mettersi in gioco e crescere

pubblicato da Hit

Georgia Luzi intervistata in esclusiva da TvBlog

Il vero volto nuovo dell’estate di RaiUno, bello, giovane, solare e anche splendidamente pulito. E’ Georgia Luzi e a dire il vero per essere un volto nuovo ha già una bella gavetta alle spalle, fatta di conduzioni di programmi per bambini sulle reti satellitari e sul digitale terrestre, di fiction televisive, di spot per telefonini e di tanto altro. Negli ultimi tempi è stata impegnata nel programma di RaiDue “Ragazzi c’è Voyager” mentre ora è sul set di RaiUno nell’appuntamento del week end “Sabato & Domenica Estate”, dove l’abbiamo incontrata e dove abbiamo raccolto le sue impressioni, le sue aspettative e i suoi desideri professionali. In questo colloquio esce l’onesta volonà di una ragazza del giorno d’oggi che vuole arrivare con le proprie forze a cavalcare i propri sogni e lo fa in maniera chiara e limpida senza sgomitare. Una boccata d’ossigeno per RaiUno, di cui speriamo davvero il nuovo direttore Mauro Mazza tenga conto.

Ora fai parte della squadra del weekend mattutino di Raiuno in “Sabato & Domenica Estate” ma l’inizio è avvenuto nel 2000 su una altra rete rai per ragazzi con una tipologia di pubblico molto diversa.

“L’inizio è stato con Raisat Ragazzi con un programma per ragazzi e l’avventura tuttora continua su RaiGulp. La considero la mia isola felice perché i bambini sono senza filtri, ti dimostrano nel bene e nel male quello che pensano. Sono sinceri, calorosi e ti possono dire senza mezzi termini che non gli piaci come sei vestita o farti i complimenti su come sei. Con loro si riesce ad avere uno specchio reale di come ti poni.”

Come è stato l’inizio di questa lunga avventura?

“E’ stato un caso perché il mio primo provino in assoluto è stato per RaiSat Ragazzi che cercava una conduttrice per un programma nuovo per i bambini. Ero convinta che non mi avrebbero mai presa, vista la mia non esperienza ed invece mi ritrovai in quello studio televisivo 9 anni fa e da allora ininterrottamente proseguo con la tv per i ragazzi.”

Dal canale satellitare alla rete generalista. Come è avvenuto il passaggio?

“Roberto Giacobbo cercava una inviata per “Ragazzi c’è Voyager” mentre io lavoravo con un suo altro inviato, Dado Coletti, su RaiSat Ragazzi. Dado me lo disse e io mi presentai al provino. Mi scelse e mi mandò in giro per l’Italia ad occuparmi di misteri. In due anni credo di aver visto il paesino anche più remoto. Veramente una bella esperienza che mi ha fatto conoscere posti che poi ho visitato nuovamente in vacanza.”

Girando l’Italia ti sei trovata poi negli studi di Saxa Rubra con uno spazio in un programma importante per la rete.

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