
RaiNews24 sta facendo una copertura live della manifestazione del 15 ottobre a Roma davvero degna del servizio pubblico.
Anche se alcuni toni hanno lasciato pensare che qualche giornalista di RaiNews non sia molto avvezzo alle dinamiche di piazza, RaiNews ha raccontato in maniera molto buona le due storie della manifestazione di oggi: da un lato un grande corteo pacifico, rumoroso, colorato e arrabbiato. Dall’altro, scontri che rappresentano, in qualche modo, quantomeno un’altra anima dell’indignazione e che riguardano comunque, come ci racconta un collega di 06blog.it, non più di 150-200 persone.
Peccato per l’uso del termine black bloc, in grafica, che ormai è privo di alcun senso.
Corradino Mineo lo fa notare quando interviene in studio: ricorda anche che in regia, RaiNews ha solo tre persone, spende parole d’elogio per i suoi e per il giornalismo indipendente. E analizza molto bene la situazione:
Vedo il rischio che la politica si impadronisca dei fatti per fagocitarli nella guerra civile simulata.
Mineo è un signor giornalista, e non vuole cavalcare il concetto dell’indignazione per la violenza, perché sa che la violenza può avere radici in un profondo disagio sociale.

Se la sostituzione di Massimo Liofredi a RaiDue, qualora si configurasse, avrebbe il sapore di un riequilibrio di forze all’interno della maggioranza di governo (per usare un eufemismo), quanto riguarderebbe RaiNews24, be’ sarebbe molto diverso.
E per convincersene è sufficiente leggere il Giornale, che titola, senza mezzi termini: E la Lega soffia Rainews24 alla sinistra.
Già, perché a quanto pare l’altra voce di avvicendamento ai vertici RAI riguarderebbe il canale di informazione e il suo direttore, Corradino Mineo. Che dovrebbe essere sostituito, sempre secondo le voci, da Franco Ferraro (attualmente caporedattore di SkyTg24 e conduttore di Seven), giornalista vicino a Antonio Marano e al carroccio.
Continua a leggere: RaiNews24 - Via Corradino Mineo, dentro Franco Ferraro?

Non tardano, le reazioni alle dichiarazioni di Paolo Romani, secondo il quale il Tg3 fa danni per 30 minuti e RaiNews24 per 24 ore. Secondo il quale la Dandini è “sconfortante” e il Tg1 è da guardare se si vuole essere informati in maniera corretta.
Esce un comunicato ufficiale congiunto dei CdR di Tg3 e RaiNews24, nel quale si legge, a proposito delle parole del viceministro, che queste
Non fanno altro che confermare il fastidio che una certa politica prova nei confronti di un’informazione corretta ed equilibrata […] Vogliamo ricordare al viceministro che informazione è cosa diversa dalla propaganda e, soprattutto nel servizio pubblico, è necessario tenere a mente che un’informazione senza bavagli è fondamentale per la democrazia nel Paese. Anche quando risulta scomoda al governo o a una parte politica. E’ forse a questo che si riferisce Romani quando parla di danni causati dal Tg3 e Rainews24.
I due cdr ricordano anche l’ambigua situazione di “oscuramento” di RaiNews24 (la notizia, un chiarimento e poi l’attacco di FNSI e Usigrai dopo che la situazione non si sbloccava) e invitano Romani
a venire al presidio che si terrà venerdì (domani, 4 giugno, ndR) davanti a Viale Mazzini dalle 10: avrà modo di incontrare molte persone che ancora oggi non riescono a vedere RaiNews24 e di leggere le migliaia di mail di protesta arrivate da tutta Italia e dall’estero. […] Romani se ne faccia una ragione: finché ne avremo la possibilità continueremo a svolgere il compito che ci affida l’articolo 21 della Costituzione italiana
Continua a leggere: Tg3 e RaiNews24 - Le reazioni alle dichiarazioni di Paolo Romani
Chiarezza, sullo scottante caso di RaiNews24, è stata fatta, grazie al nostro Gabriele Capasso. Ora, che il canale è ricomparso regolarmente sul canale 506 della piattaforma satellitare Sky e sul sito Web, restano gli strali di Usigrai e Fnsi. Lo spostamento dal multiplex 3 a quello 1 del digitale terrestre merita, come minimo, secondo le associazioni, una ridda di scuse da parte della proprietà della tv di Stato. Ha detto Carlo Verna:
“La Rai deve chiedere scusa ai telespettatori per l’oscuramento di fatto del canale Rainews24. Ma deve chiedere anche scusa ai giornalisti e ai dipendenti di Rainews24 la cui protesta è stata definita ‘inaccettabile’ e ‘pretestuosa’ dal Direttore Generale e dal Consiglio di Amministrazione”.
Il presidente della Fnsi Roberto Natale:
“Da tempo aspettavamo di sentire dal Direttore Generale Mauro Masi la parola ‘inaccettabile’ su quanto accade in Rai e intorno alla Rai. Ieri lo abbiamo sentito però rivolto ai colleghi di Rainews24, che invece vanno ringraziati per il loro lavoro e la loro passione”.
Al di là dello sciopero indetto per il 31 maggio, da parte della redazione di RaiNews24, l’Usigrai e il Cdr di Rainews24 organizzeranno nei prossimi giorni anche una manifestazione per consegnare al Direttore Generale della Rai le migliaia di e-mail di protesta ricevute dai telespettatori. Insomma, un caso che non sembra affatto risolto.

Il caso del presunto oscuramento di RaiNews (ex RaiNews 24) merita un approfondimento. La denuncia della rappresentanza sindacale dei giornalisti, e dello stesso Direttore Corradino Mineo, è solo parzialmente giustificata. Restiamo ai fatti, che in questo caso necessitano di un approfondimento tecnico per essere compresi. Per quanti non lo sapessero il segnale digitale Rai viene trasmesso nelle zone già coinvolte da switch-off e switch-over attraverso i vari Mux 1, Mux 2, Mux 3 e Mux 4 mentre nel resto del paese, ancora fermo all’analogico, è diffuso dai Mux A e B.
Cosa ha fatto la Rai per causare l’impressione dell’oscuramento di RaiNews? Ha semplicemente spostato il canale, presente fino a ieri nel Mux 2 e nel Mux B, rispettivamente nel Mux 1 e nel Mux A. Tanto per intenderci da questa mattina la rete all news della Rai è andata a fare compagnia ai tre generalisti: RaiUno, RaiDue e RaiTre mentre il suo posto veniva preso dalla debuttante RaiSport2, il secondo canale sportivo della tv di stato. Nella forma si tratta di una “promozione”, nella sostanza in molte zone d’Italia (in gran parte del Veneto, della Romagna e della Toscana) significa far sparire RaiNews almeno fino a quando non ci sarà lo switch-off.
Perché? Nelle zone non digitalizzate il segnale del Mux A ha una copertura ed una qualità paradossalmente minore di quella del Mux B, la ragione è semplice: i tre canali generalisti in quelle zone sono ancora diffusi in analogico, non c’è l’assoluta necessità di aumentarne la potenza. Questo, sia chiaro, non è sempre vero tant’è che, ad esempio, RaiNews è ora tranquillamente visibile nella città di Genova mentre fino a ieri risultava invisibile a causa della mancata copertura del Mux B nel capoluogo ligure. Insomma, è stata fatta una scelta che sarebbe stato più prudente diversificare a seconda delle situazioni: portare RaiNews sul Mux 1 nelle aree digitalizzate e lasciarla sul Mux B in quelle ancora analogiche o, in estrema ratio, creare un doppione con la trasmissione su entrambi i Multiplex.
Il Cdr di RaiNews24 è sempre più preoccupato. Dopo le lamentele di qualche mese fa ci sono altre due decisioni della dirigenza che destano sconcerto fra i giornalisti del canale allnews della Rai. Innanzitutto il “taglio” di mezzora del palinsesto di RaiTre che trasmetteva sino alle 7.30 i programmi d’informazione di RaiNews24: ora il segnale sarà diffuso sulla terza rete Rai solo fino alle 7 e si salva per un pelo, ma in una versione ridotta e tagliata, “Il Caffè di Corradino Mineo“, la rubrica quotidiana del direttore, che va in onda dalle 6.30.
Il canale all-news della Rai perde uno storico spazio di visibilità in chiaro su Raitre dalle 7 alle 7.30 che da oggi 3 maggio verrà sostituito con un programma della Testata regionale. Un altro colpo mentre, pur in assenza di adeguate risorse e mezzi, Rainews24continua a fare ottimi ascolti. Siamo all’ennesima prova dell’assenza di un progetto editoriale per Rainews24. Il quadro si fa ancora più confuso con le voci non confermate, ma neanche smentite, di ‘prove tecniche di all-news’ da parte della Tgr.
Altra novità poco gradita è il nuovo logo e il nuovo nome, il cui esordio è previsto per il 18 maggio, che perde il suffisso “24“. Così prosegue la nota diffusa dal Cdr:
La confusione diventa totale quando la Rai senza chiarirne i motivi cambia anche il nome e il logo del canale che dal 18 maggio si chiamerà solo Rainews, perdendo il numero ‘24′ che ormai è il tratto distintivo delle all news di tutta Europa. Il Cdr di Rainews24 chiede ancora una volta che il Direttore Generale e il Consiglio di Amministrazione della Rai chiariscano il ruolo e la missione editoriale del canale all-news, e risposte sulle risorse e mezzi indispensabili a garantire la competitività della Rai sull’informazione all news, anche in vista dell’arrivo sul digitale terrestre di Sky e dell’all-news di Mediaset. Di fronte a questo colpevole silenzio continuiamo a pensare che le decisioni sulla Rai vengano prese non più a Viale Mazzini, ma altrove.
Cambio di rotta, questo in sintesi quello che ci mostra la radiografia auditel della serata di ieri che possiamo dire, senza far quali proclami, ha segnato un punto di svolta nel panorama televisivo italiano. L’analisi auditel che ci apprestiamo a mostrarvi ne è l’esatta fotografia che subito andiamo a commentare. L’inizio della serata è quanto di più classico si possa vedere, la curva blu di RaiUno che naviga al comando durante la sfida dei Tg vicino alla linea dei 7 milioni di telespettatori con la curva arancione del Tg5 che segue da vicino.
L’access time con il testa a testa fra le due curve delle ammiraglie con quella arancione di Canale5 che stavolta prevale di pochissimo, poi c’è il prime time. Un prime time che si apre subito con l’impennata della curva nera del satellite vera protagonista di tutta quanta la serata di ieri che ha dominato. Parte infatti dai 3 milioni di telespettatori circa delle ore 20 per poi salire gradualmente fin oltre i 5 milioni durante il primo tempo di Napoli-Juventus. La linea nera poi, dalle ore 21 circa in poi con la partenza su Current, Sky Tg24 e Rainews 24 (i canali rilevati da auditel nel minuto per minuto) del programma condotto da Michele Santoro Rai per una notte vola fino ad oltre i 6 milioni di telespettatori, raggiungendo un picco di 6.597.000 telespettatori alle ore 21:33.
Analizzando poi le curve dei valori assoluti dei canali satellitari nel grafico dedicato, vediamo come la curva amaranto di SkySport1 s’impenni fino ad oltre un milione di telespettatori durante la fine del primo tempo di Napoli-Juventus, mentre fra i canali rilevati nel minuto per minuto da auditel che hanno trasmesso la serata di Bologna, notiamo come sia la curva blu relativa a Current ad avere il sopravvento sulle altre decollando dalla partenza del programma “Rai per una notte” fin sopra alla linea dei 600.000 telespettatori, mentre la curva verde di SkyTg24 si posiziona subito sotto, anch’essa però raggiungendo e spesso superando i 600.000. C’è poi la curva azzurra relativa al canale diretto da Corradino Mineo Rainews 24 che naviga attorno ai 200.000 telespettatori. Il totale delle tre reti satellitari…
RaiNews24 è uno straordinario servizio di informazione 24ore al giorno. Puntuale, efficace, senza fronzoli: la notizia, quando c’è, viene data come deve essere data. Uno degli ultimi esempi è stato il terremoto abruzzese: pochi minuti dopo la catrastrofe, RaiNews24 era sul posto con inviati, corrispondenti, notizie e, soprattutto, immagini. Tuttavia, se per caso stavate cercando notizie su un’altra catastrofe naturale capitata di recente, quella di Haiti, vi sarete forse accorti che RaiNews24 non ha offerto lo stesso tipo di servizio. Negligenza? Distrazione? Scelta editoriale? Niente di tutto ciò: agitazioni interne dovute alla mancata attenzione nei confronti della Testata da parte della dirigenza.
Si legge in un comunicato pubblicato sul sito ufficiale:
“L’assemblea di Rainews24 - svoltasi alla presenza del Segretario Usigrai, Carlo Verna - denuncia che la Rai è stata più volte sollecitata dalla redazione a dare risposte urgenti al canale all-news per permetterci di affrontare al meglio la sfida digitale. Ma aldilà di qualche generica manifestazione di attenzione, i vertici proseguono nel loro assoluto silenzio. Con il passare del tempo le emergenze di Rainews24 si aggravano: ci viene impedito di avere un inviato ad Haiti per seguire una delle più grandi catastrofi umanitarie, veniamo esclusi dalle discussioni sulle sedi di corrispondenza (pur essendone i principali utilizzatori), si autorizzano nuove iniziative editoriali su Internet in apparente contrasto con atti di indirizzo del Consiglio di Amministrazione che affida a Rainews24 un ruolo centrale sull’informazione sul web, viene negato il riconoscimento di redazione ai nostri colleghi che da anni lavorano a Milano, nessun intervento viene fatto sulle disfunzioni del nuovo sistema Sonaps (che perdipiù resta ancora un progetto incompiuto) a fronte della scelta di un altro sistema per il Tg2, la struttura organizzativa resta senza un vice direttore, ci viene negato il via libera per la costruzione del nuovo studio televisivo e il ripristino di spazi di lavoro vivibili”.
Un disastro redazionale e lavorativo per un servizio pubblico finalmente efficace e competente. Perché la Rai si ostina ad investire milioni di euro per paccottiglia mediatica come Il più grande - una fatica di mediocrità di cui non si sentiva francamente la necessità (leggere il pezzo di Dipollina su Repubblica di oggi 22 gennaio per ulteriori dettagli…) - e non accenna nemmeno un briciolo di attenzione per prodotti realmente necessari?
Rainews24 trasmette via satellite e con il digitale terrestre. Per 32 ore la settimana, il segnale, dal venerdì al sabato dalle 2 della notte fino alle 7.29 del mattino e poi dalle 8 alle 8.15, viene diffuso anche “in chiaro”, dalla terza rete.
Continua a leggere: Disagi a RaiNews24: la redazione sottosopra. "Ci impediscono di lavorare"

Le reazioni all’aggressione a Silvio Berlusconi, un evento che sta scuotendo le coscienze degli italiani, dimostra sempre di più quanto la realtà virtuale del social network Facebook sia divenuta rilevante, istericamente rilevante. Il Ministro Maroni si scaglia contro le centinaia di gruppi che in qualche modo “celebrano” lo psicolabile aggressore del premier Massimo Tartaglia, i giornali e i mezzi d’informazione più in generale fanno la conta a quanti aderenti abbia una determinata fanpage rispetto ad un’altra come se la cosa fosse un termometro degli umori dei cittadini. La questione è controversa, ma tant’è.
In questa isterica caccia si inserisce anche il Tg5 che, in maniera peraltro sacrosanta, stigmatizza quelle pagine che esaltano le imprese di Tartaglia. L’unico dato consolante in questo marasma di “Massimo Tartaglia Fan Club” e “Pena di morte per Massimo Tartaglia” che si evidenzia nel servizio di Carmelo Sardo, cito testualmente, “è il numero di iscritti più elevato” per una precisa fanpage dal titolo “Sosteniamo SILVIO BERLUSCONI contro i FAN di massimo tartaglia“.
Come segnalato anche dai colleghi di DownloadBlog questa pagina, con 390 mila iscritti, era stata creata molto tempo fa con il titolo “Made in Italy” e ha cambiato denominazione durante la notte ha cambiato più volte denominazione per attrarre più iscritti possibile (in origine prometteva di “trovare antenati illustri o di nobile casato“) e diventare così strumento per spammare gli utenti. Un caso simile, ancora più paradossale, è quello di una fanpage che derideva la Questura di Roma per il conteggio dei partecipanti al No B Day che ha assunto la stessa identica denominazione facendo arrabbiare quanti avevano aderito fino a ieri. Lo scivolone del Tg5 è immaginabile come involontario, noi ve lo segnaliamo per dovere di cronaca, ma rimane grave perché finisce per favorire spregiudicati spammers.
Continua a leggere: I gruppi di Facebook fake pro Berlusconi: il Tg5 ci casca

Update 2: Massimo Tartaglia, protagonista dell’aggressione al Premier è solo omonimo dell’animatore del movimento politico LegaSudLombardia. L’aggressore non risulta iscritto ad alcun movimento politico.
Update: Copertura su tutti i Tg della sera che è arrivata a sfiorare i 15 minuti per ogni edizione. Il Tg5 ha dato per primo la notizia che riguarda il profilo dell’aggressore, Massimo Tartaglia, che sarebbe in cura psichiatrica da oltre 10 anni. Il TgLa 7 ha fornito il filmato con il punto di vista privilegiato sull’accaduto: si vede chiaramente la statuetta del Duomo di Milano che arriva dall’alto e colpisce sul viso Berlusconi. (Il video qui)
Su Facebook spuntano i fan club, da quello di Massimo Tartaglia con oltre 7000 fans a quello delle statuette souvenir del Duomo.
L’aggressione a Silvio Berlusconi, di cui tutti i siti d’informazione stanno dando conto in questi minuti, non ha sconvolto i palinsesti tv. I due telegiornali generalisti che erano in onda in quel momento, Tg3 e Tg4, non hanno stravolto le loro scalette. Su Rete 4 Emilio Fede si è concesso un improvvisato editoriale in chiusura dell’edizione, grandi protagonisti dell’informazione sull’attentato al premier sono state naturalmente le due reti allnews italiane: SkyTg24 e RaiNews24. La Rai è stata la più rapida a mostrare filmato e ad avviare una diretta sull’accaduto.
Su Sky c’è voluto qualche minuto, al momento la copertura è naturalmente totale, ma si provava un certo disagio nel vedere “normali” servizi su altri eventi della giornata quando tutti i siti d’informazione riportavano già notizie sull’accaduto. Al momento stanno scorrendo a ripetizione le immagini dell’aggressione con collegamenti telefonici che coinvolgono tutti i maggiori leader politici, compreso quell’Antonio Di Pietro già al centro di furiose polemiche dopo la dichiarazione “Deploro la violenza, ma Berlusconi è l’istigatore di questo clima d’odio.”
Si attende ora l’apertura dei telegiornali serali più importanti, dal Tg1 al Tg5. Le notizie sull’aggressione riportano il nome del fermato, Massimo Tartaglia, 42 anni. Non è ancora chiaro che si tratti dello stesso “Massimo Tartaglia” che su Facebook pare essere l’animatore di un quasi omonimo movimento politico “Lega Sud Tartaglia“.
Il Premier è al momento ricoverato al San Raffaele, dove rimarrà in osservazione per 24 ore dopo essersi sottoposto ad una Tac. Il Tartaglia lo avrebbe colpito lanciandogli un oggetto tagliente (pare una riproduzione del Duomo di Milano) sul volto da distanza ravvicinata.




Continua a leggere: Aggressione a Silvio Berlusconi: SkyTg24 e RaiNews24 sul pezzo

Ieri Rainews24, unica in Italia, ha dedicato il proprio palinsesto pomeridiano alla diretta della manifestazione No Berlusconi Day. Il che ha ovviamente generato critiche e repliche. Eccole, brevemente.
Antonio Verro, consigliere RAI lato PDL dichiara:
Una brutta pagina dell’informazione italiana, un pessimo esempio di servizio pubblico con un palese atteggiamento di compiacenza verso i contenuti della manifestazione e senza volontà di contraddittorio.
La questione del contraddittorio, peraltro, fa piuttosto sorridere, giacché quando accade, RaiNews24 segue, con le stesse modalità, manifestazioni del PDL. E proprio su questo, Corradino Mineo, direttore di Rainews24, risponde a tono:
Non so quale film abbia visto Verro, gli inviati hanno raccontato il No-B day senza alcuna compiacenza. Non ci siamo mai sognati di chiamare Bersani o Di Pietro per le tante manifestazioni del PDL che abbiamo seguito in diretta. Noi raccontiamo quel che succede ogni giorno, 365 giorni l’anno. E’ il nostro pluralismo
Il Messaggero di oggi, in un articolo di Alberto Guarnieri, anticipa il Piano offerta tv 2010-2012 della Rai. Si tratta di un dossier preparato dal vice direttore generale Antonio Marano che delinea le strategie della tv pubblica in vista del completamento dello switch-off previsto entro il 2012. L’obiettivo è quello di mantenere il primato nello share giornaliero detenuto ad oggi con il 41% a fronte di una concorrenza che prevede a regime un 60ina di canali free disponibili per tutti gli italiani.
Questo piano, presentato come rivoluzionario nella ricostruzione del quotidiano, in realtà è più che altro una semplice riorganizzazione dei canali già attualmente attivi, molti dei quali “scesi” dal satellite dopo la rottura dei rapporti con Sky. Andando con ordine ad affiancare i tre canali generalisti RaiUno, RaiDue e Raitre ci sarà la Rai4 di Carlo Freccero, Rai Storia di Giovanni Minoli e il confermato RaiNews 24.
RaiSat Cinema diverrà Rai5 / Movie mentre RaiSat Extra cambierà denominazione in Rai6 / Extra. I canali dedicati agli sport minori diventeranno due RaiSport e RaiSport 2, rimango confermati i due canali RaiSat Yoyo e RaiSat Gulp che perderanno, ovviamente, l’elemento “Sat” del loro nome attuale. Nel piano si parla anche di un canale in alta definizione, occupato via via dall’evento più importante della programmazione Rai.
Continua a leggere: La Rai riorganizza i canali free sul Digitale Terrestre: spuntano Rai5 e Rai6
Eravamo in debito di un paio di nomine Rai. Meno di due settimane fa si parlava di terremoto annunciato e preventivo in seno a RaiTre con la “caida” del direttore Paolo Ruffini per motivi esclusivamente, espressamente, definitivamente, ineluttabilmente politici; ebbene, niente da fare, slitta tutto di una settimana. Manca, a quanto sembra, l’intesa complessiva sul pacchetto di nomine previste nel cda: all’ordine del giorno stavano la nomina, appunto, della nuova direzione di RaiTre (Di Bella?), di quella di RaiNews24 e della Sipra (concessionaria pubblicitaria). Il nuovo appuntamento è fissato per mercoledì prossimo 25 novembre.
Ad ogni modo è proprio la figura chiave di Ruffini a destabilizzare il consiglio: ancora non si capisce quale dovrebbe essere il nuovo incarico da affidare al brillante “capo” di RaiTre, di fatto l’unica rete di Viale Mazzini capace di migliorare se stessa negli anni, eppure al centro del mirino della speculazione politica. Serve, ormai è chiaro, una poltrona in tutti i sensi accomodante sia per Ruffini stesso sia per l’opinione pubblica: la sua sostituzione, è chiaro, dovrà quasi sembrare una promozione. Del tipo: mica ce ne vogliamo liberare, di questo eccezionale uomo di televisione, signore e signori, cari abbonati, anzi! Agiamo per il suo bene professionale e carrieristico. Nodo al fazzoletto: a risentirci tra una settimana.
Qualche lettore ci ha domandato, non a torto, per la verità, dove, alla fine della fiera, fosse possibile continuare a guardare i canali RaiSat, starnutiti via da Sky per le note vicende finanziario-politiche. Come già detto in tutte le salse, alcune tra le risorse più interessanti del pacchetto di Viale Mazzini sono al momento consultabili solo in Sardegna, l’unica regione “All digital” della Penisola, e tramite la nuova piattaforma satellitare “TivuSat”, frutto dell’intesa Rai-Mediaset, tuttavia ancora non disponibile nella grande distribuzione.
Per ovviare a tale carestia, la tv di Stato, obbligata anche da un preciso Contratto di Servizio, ha reso disponibili, e gratuitamente, i vari RaiSat Extra, RaiSat Premium, RaiSat Yo-Yo, RaiSat Cinema, RaiNews24, RaiSportPiù, RaiStoria, Rai Edu 1, Rai4 e RaiGulp, sul proprio (meraviglioso) sito Internet Rai.tv, di cui abbiamo già parlato, con tutti gli entusiasmi del caso, in tempi assolutamente non sospetti.
Ho personalmente provato la funzionalità dei vari canali e la resa è perfetta. In circa mezz’ora di visualizzazione non c’è stata mai un’interruzione dovuta al calo dello streaming; la qualità video è ottima, anche a schermo intero, così come quella audio. In attesa di una chiarezza auspicabile e un trattamento migliore per tutti i pagatori regolari di canone, assistiamo, finalmente, a un piccolo passo avanti della Rai nei nostri confronti.

Direttore Generale e Presidente, Mauro Masi e Paolo Garimberti, saranno presenti domani in parlamento per un’audizione di fronte alla Commissione di Vigilanza. L’audizione, la quarta da quando i due hanno assunto ufficialmente la carica, è stata richiesta dal Presidente, Sergio Zavoli. I membri della Commissione avranno così la possibilità di interrogare i due più importanti dirigenti della tv pubblica sui due temi bollenti di questa particolarissima estate.
In primis i parlamentari vogliono capire meglio l’operazione Tivusat, un’operazione che dall’opposizione è stata ritenuta tutt’altro che “tecnica” (con il semplice scopo di fornire copertura totale per tutte l’offerta del digitale terrestre anche in quelle zone difficilmente raggiungibili dall’etere), ma dai pericolosi connotati strategici come un’alleanza de facto Rai-Mediaset contro Sky.
Questo tema, almeno stando alla chiave di lettura sopra esposta, è fortemente intrecciato alla trattativa, che al momento non sembra mai decollata seriamente, fra Sky Italia e la Rai per i canali marcati RaiSat. Come sappiamo bene fra pochissimi giorni questi canali spariranno dal satellite di Sky, che si è già attrezzata per cercare di porvi rimedio, e non mancheranno le richieste di spiegazioni sul perché non ci sia stato mai un vero avvicinamento fra le due parti sempre distantissime sulla valutazione delle cifre necessarie per il rinnovo dal contratto.