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Tutti gli articoli con tag raimondo mesiano

Brachino: "La mia sospensione è una condanna politica"

pubblicato da Gabriele Capasso


Claudio Brachino non ci sta. La sospensione per due mesi dall’Ordine dei Giornalisti della Lombardia (potremmo definirla poco più di un buffetto sulla guancia?) a seguito del servizio di Annalisa Spinoso sul giudice Mesiano, sotto la responsabilità e la supervisione dello stesso Brachino, è per il direttore di Videonews inaccettabile. La sua reazione è da manuale (”quale” lo lascio dire a voi), si tratterebbe di una “condanna politica“.

L’ex conduttore di Mattino Cinque ritiene ingiusta la decisione dell’Odg perché, a suo parere, non sono stati presi in considerazione i rilievi difensivi. In sostanza la sospensione è ingiusta perché lui si ritiene innocente, ergo non può che trattarsi di una condanna di chiara matrice politica. Non fa una grinza che sia una, indubbio. Brachino si era ritenuto abbondantemente auto assolto dopo le scuse al giudice Mesiano andate in scena a Mattino Cinque in un suo editoriale (lo ritrovate qui) qualche giorno dopo. Incredibilmente l’Ordine dei Giornalisti ha ritenuto che non bastasse. Sorpresa.

Ecco il testo della sua dichiarazione:

Farò immediato ricorso contro un provvedimento che giudico profondamente ingiusto. Mi limito a far notare che subito dopo la trasmissione in un editoriale anche autocritico ho analizzato a freddo quanto accaduto, ponendo una serie di domande sul merito della vicenda sottostante il servizio, a cui nessuno si è preso la briga di rispondere. Nonostante il linciaggio mediatico a cui sono stato sottoposto, ho risposto tempestivamente alla convocazione dell’Ordine discutendo la questione con impegno e serietà. Per tutti questi motivi non posso non pensare che si tratti di una condanna simbolica e tutta politica da parte dell’organismo che dovrebbe tutelare, al netto di ogni calcolo di convenienza ed opportunità, la libertà della categoria.

Claudio Brachino sospeso per 2 mesi dopo il servizio sul Giudice Mesiano

pubblicato da Gabriele Capasso


Claudio Brachino è stato sospeso per 2 mesi dall’Ordine dei Giornalisti della Lombardia in relazione alla messa in onda a Mattino Cinque il 15 ottobre del 2009 del servizio filmato che ritraeva Raimondo Mesiano, il giudice che aveva appena condannato Mediaset a pagare 750 milioni di euro di risarcimento alla Cir di De Benedetti, in momenti della sua vita privata con una telecamera nascosta.

Il servizio, a firma di Annalisa Spinoso, aveva lo scopo di screditare il giudice, descritto come una persona inquieta, stravagante (leggendario il riferimento ai famosi “calzini turchesi“). In tanti, compreso il sottoscritto, ritennero scandalosa la condotta della giornalista e di Brachino in quanto direttore responsabile di Videonews: impossibile non interpretare quel breve video come un’autentica aggressione a mezzo televisione nei confronti di Mesiano. L’Odg lombardo, a distanza di 6 mesi, convidide questa chiave di lettura e condanna Brachino per la diffusione di immagini che rappresentano “una violazione dell’art. 2 della Legge istitutiva dell’Ordine, la n. 69 del 3 febbraio 1969 nonché degli art. 137 Dlgs 196/2003 e 6 del Codice deontologico“.

Nella motivazione della sospensione si legge:

al fine di screditare la reputazione del protagonista del video e delegittimare agli occhi dell’opinione pubblica la sentenza da lui emessa in precedenza nei confronti di Fininvest. Con immagini non essenziali e prive in sé di interesse pubblico in quanto notizia, il servizio ha prodotto un effetto diffamatorio nel suo insinuare presunte stravaganze e stranezze del personaggio, fino a sfiorare il vero e proprio dileggio. Immagini non essenziali (addirittura il colore dei calzini) costituiscono l’unico contenuto del servizio e sono sostenute da un commento in stile gossip. Risulta quanto meno fuorviante alimentare dubbi sulle inchieste di un giudice in virtù della scelta del colore dei suoi calzini.

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Un Tapiro D'Oro (con calzini turchesi) a Claudio Brachino

pubblicato da Michele Biondi

Tapiro Claudio BrachinoQuesta sera, nel corso di Striscia la Notizia Claudio Brachino riceverà da Valerio Staffelli il Tapiro d’Oro con calzini turchesi.

Update: Questo è quanto dichiarato da Brachino durante la consegna del tapiro:

“Quella dei calzini era una battutaccia, forse non felice, ma doveva essere una battuta. Invece è diventata una tendenza, nessuno l’ha chiesto, nessuno l’ha voluto ma io credo che il segretario del PD che indossi i calzini del colore che è lo stesso colore del simbolo del Pdl , forse non lo so, forse i politologi o gli psichiatri potranno fare delle riflessioni. Noi non l’avevamo voluto questo…”

Il direttore di Videonews ha poi aggiunto:

“Io oggi mi sono scusato con il Giudice se si è offeso, perché quando uno si offende va al di là del diritto di cronaca, personaggio pubblico o meno e del diritto alla privacy; di questo io mi sono scusato anche con il pubblico di Mattino 5. Forse quelle immagini viste con più calma potevano non essere trasmesse e le ho tolte dall’ archivio, però ho anche rivendicato l’ impianto giornalistico in cui ho trasmesso quelle immagini e le domande che ho fatto al giudice Mesiano, hanno una dignità professionale e vorrei che il giudice venisse in quello stesso spazio con lo stesso tempo a rispondermi. Sono immagini che arrivano dall’ esterno, da agenzie esterne: le ho viste le ho pubblicate con un commento nostro come se fosse un po’ un gossip anche se all’interno di una rubrica politica.”

Durante la puntata odierna del tg satirico di Antonio Ricci, il direttore di Videonews Claudio Brachino, entrato nell’occhio del ciclone dopo il servizio mandato in onda giovedì all’interno di Mattino Cinque nel quale si dileggiava il giudice Raimondo Mesiano, verrà raggiunto da Staffelli per ricevere un “premio” agghindato per l’occasione. Ironizzando su quanto veniva detto nel filmato, il tapiro sarà vestito con calzini turchesi.

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Claudio Brachino sul Caso Mesiano: scuse e contrattacco

pubblicato da Gabriele Capasso


Claudio Brachino interviene a Mattino Cinque sul Caso Mesiano. Weekend di fuoco, lo sconcertante servizio filmato mandato in onda giovedì all’interno del contenitore di Canale 5 sulle “stravaganze” del giudice Raimondo Mesiano, autore della sentenza che stabilisce in 750 milioni di euro il risarcimento che la Fininvest dovrebbe pagare alla Cir di De Benedetti. Un’alzata di scudi senza precedenti, capace di alimentare il mai sopito conflitto fra il Governo e l’Associazione Nazionale Magistrati.

Partiamo da un punto, fondamentale, Brachino si scusa per il servizio e con signorilità si assume la responsabilità dello stesso nella sua veste di direttore di Videonews. Il suo monologo non è però una semplice assunzione di responsabilità e le sue scuse sono rivolte nello specifico al giudice Mesiano, non certo ai tanti mezzi d’informazione (La Repubblica in primis) che hanno letteralmente massacrato il lavoro firmato dalla giornalista Annalisa Spinoso.

Brachino, questo l’elemento più importante, è consapevole di aver toppato: ridicolizzare, o almeno provare a farlo, “l’uomo Mesiano” per le sue presunte “abitudini stravaganti” ha di fatto disinnescato quelle che nelle intenzioni volevano essere le legittime (l’avevamo detto anche noi pur nello sconcerto di un’operazione mediatica di quel tipo) critiche al “magistrato Mesiano”. Le tre domande al magistrato (Repubblica docet) prendono corpo, si allontanano da quella deleteria chiave gossippara alla Alfonso Signorini:

Primo, la promozione di Mesiano è meritata professionalmente o come sostengono molti è un premio politico per una sentenza che di fatto va contro il premier? Secondo, le idee politiche di un giudice, per quanto legittime, come agiscono sulla sua serenità e sulla sua indipendenza? Terzo, è vero che nel processo civile non serve un collegio di tre magistrati, ma non è “stravagante” decidere su una somma di 750 milioni di euro senza avvalersi di tecnici e consulenti?

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Il servizio su Raimondo Mesiano - Anm scrive a Napolitano, il garante valuterà e Brachino si difende

pubblicato da Malaparte

Raimondo Mesiano

Raimondo Mesiano è stato protagonista inconsapevole di un servizio quantomeno singolare andato in onda su Mattino 5, di cui abbiamo dato conto questa mattina. Naturalmente, il servizio ha suscitato reazioni, ed è giusto pubblicarle.

L’Associazione Nazionale Magistrati ha definito l’episodio inqualificabile e ha scritto al Presidente della Repubblica,

che è anche presidente del Csm, per segnalare questo episodio di denigrazione senza precedenti. Intervenga anche il Garante della privacy.

Il Garante per la privacy fa sapere che

valuterà la segnalazione di Anm e l’apertura di un’istruttoria.

Nel frattempo, Brachino, conduttore di Mattino5 e direttore di Videonews abbozza un’arringa difensiva:

Sono io l’unica vittima di pestaggio mediatico. Nel servizio non c’era alcuna malizia, volevamo solo dare un volto a un personaggio che la gente non conosce. E poi Canale 5 non ha pedinato nessuno. Ci siamo occupati del caso del giorno, esercitando il diritto di cronaca. Il pezzo non ha valutazioni politiche né di altro tipo. C’è solo la parola “stravagante”, di cui si può parlare ma non mi sembra un insulto. Poi possiamo discutere anche se il calzino è di buono o cattivo gusto. Ma non mi sembra una cosa per cui ricevere accuse di aggressione mediatica.

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Mattino Cinque pedina lo "stravagante" giudice del Lodo Mondadori

pubblicato da Gabriele Capasso

Lo stravagante giudice Raimondo Mesiano
Berlusconi l’aveva promesso “su quel giudice ne sentirete delle belle“. Tradotto in italiano si sarebbe potuto leggere “inizia l’opera di demolizione del giudice e dell’uomo che mi vuole mettere nei guai“. Puntuali come nemmeno in Svizzera arrivano notizie e retroscena sul giudice Raimondo Mesiano, l’uomo dei 750 milioni di euro di risarcimento. Fin qui, per carità, tutto assolutamente legittimo. Legittimo che Il Giornale, seppur su commissione, ritrovi testimonianze di una misteriosa cena durante la quale Mesiano avrebbe “brindato alla fine di Berlusconi“, in Italia di dossier contenenti sconcertanti rivelazioni incrociate ne abbiamo letti a iosa, ma cosa c’entra quello che abbiamo visto ieri mattina su Canale 5? (Qui il video)

A Mattino Cinque Claudio Brachino lancia un esclusivo servizio filmato sul giudice. Le riprese, rubate che nemmeno con Paris Hilton, di Mesiano che esce di casa sono commentate in maniera incalzante da Annalisa Spinoso. L’obiettivo è quello di inventare l’immagine di un uomo “stravagante“, nonostante nessuno l’avesse mai visto prima per la Spinoso addirittura “siamo abituati alle sue stravaganze“. La più classica delle attese di un fumatore di fronte al proprio barbiere, sigaretta fra le dita, diventa quasi inquietante, roba da Rain Man…”è impaziente, non riesce a star fermo, avanti e indietro, si ferma, aspira la sua sigaretta e poi ancora avanti e indietro…lui va avanti e indietro, avanti e indietro“.

Strano questo Mesiano, proprio strano, mentre passeggia dirigendosi al parco con il suo stravagante calzino turchese si ferma “solo due volte, al semaforo (ndr incredibile) e per accendersi l’ennesima sigaretta“. Mesiano, lo ricordiamo ai più, aveva ricevuto telefonate di insulti (il suo numero pare sia sull’elenco telefonico) dopo la pubblicazione della sentenza Mediaset. Cosa dovrebbe rappresentare questo servizio, fra l’altro in un contesto del tutto inappropriato come Mattino Cinque? Qual è il messaggio che si vuole far passare?

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