
Radio 1 celebra la giornata mondiale contro l’Aids, un ciclo di trasmissioni sul tema, ma non può nominare la parola “preservativo” o “profilattico” che dir si voglia. La mail interna inviata da Laura De Pasquale, funzionario della tv pubblica e svelata da Corriere.it, recita:
Carissimi, segnalo che nelle ultime ore il ministero ha ribadito che in nessun intervento deve essere nominato esplicitamente il profilattico; bisogna limitarsi al concetto generico di prevenzione nei comportamenti sessuali e alla necessità di sottoporsi al test Hiv in caso di potenziale rischio. Se potete, sottolineate questo concetto.
Il ministero, guidato dal cattolico Renato Balduzzi, smentisce di aver dato questo input, ed è persino probabile che dicano la verità. La Rai è guidata da equilibrismi politici, l’influenza dei partiti (e delle lobby) arriva anche dove non arriva direttamente. Per citare il memorabile monologo di Corrado Guzzanti nei panni di Rutelli all’Ottavo Nano nel 2001: “A noi er Santo Padre nun ce deve manco telefonà, lo anticipamo“.
Questo è uno di quei casi. Qualcuno avrà pensato “il ministro nuovo è cattolico, non je famo parlà der guanto tutto er giorno suu a radio“. D’altra parte per evitare l’Aids basta “prevenire” i rapporti sessuali, in senso generale, per cui non comprendo le lamentele: abbiamo rischiato di ascoltare una maratona radiofonica che invitava all’astinenza come antidoto alla malattia. Let’s look at the bright side.

Come sta la fiction italiana anche e rispetto a quella d’oltreoceano: perché non riusciamo per esempio a fare grande serialità come gli americani?
Noi veniamo da una impostazione molto vecchia, in Italia è sempre stato difficile pianificare in maniera imprenditoriale vera il meccanismo che porta alla produzione della fiction, va detto però che la situazione negli altri paesi europei non è che sia molto diversa. Si sta iniziando solo adesso a fare qualche cosa pianificando un anno prima i progetti, in modo da svilupparli, mettendo budget e quant’altro. Per quanto riguarda la scelta dei temi, per anni abbiamo pensato a prodotti che potessero andare bene da noi, ma che poi avevano difficoltà ad entrare nel mercato estero. Abbiamo poi in Italia un mercato molto ristretto con praticamente solamente due broadcaster, parlo di Rai1 e Canale5, che trasmettono fiction.
Passando agli Stati Uniti ?
Parlando degli Stati Uniti è tutto più semplice. Loro avendo un bacino di pubblico sterminato hanno la possibilità di ottimizzare al meglio i costi e serie particolari, che qui in Europa sarebbe difficile produrre come per esempio Six Feet Under, là vengono prodotte con anche un buon seguito di pubblico, perché appunto essendo così ampio il bacino si trova sempre una fetta di telespettatori sufficientemente ampia che lo gradisce e che fa guadagnare chi la produce. Se pensa poi che si possono comprare serie americane a 30/40 mila euro a puntata, che sono magari prodotti che costano 2 o 3 milioni di euro a puntata, capisce quanto convenga poi alla fine ad un broadcaster comprare questi tipi di prodotti, a costi che noi come case di produzione non riusciamo a fare per le nostre produzioni
Un mercato quello americano che è diverso dal nostro, quali sono le differenze fra il loro mercato ed il nostro ?

Si è parlato molto, negli ultimi mesi, delle vicende di Parla con me, programma prima confermato nel palinsesto di Rai 3 e poi cancellato dal cda della tv di Stato (con degli intrecci in mezzo talmente intricati che al confronto Beautiful pare un storia lineare). Ma Parla con me non è l’unico ad aver subito questo trattamento. Sebbene meno in vista, anche Passepartout di Philippe Daverio è stato tolto all’ultimo momento dal palinsesto della rete, nonostante le puntate nuove già girate e il buon seguito avuto negli anni. Lo ha annunciato ironicamente l’altro ieri lo stesso conduttore:
E’ improvvisamente mancato Passepartout, nel pieno della sua salute. Lo compiangono la redazione tutta e centinaia di migliaia di affezionati suoi seguaci
Passepartout, in onda all’ora di pranzo della domenica, era un programma davvero ben realizzato, indirizzato non solo agli appassionati d’arte - in tutte le sue varianti -, ma anche ai “comuni spettatori”, grazie ad un linguaggio accessibile e all’entusiasmo che Daverio era in grado di trasmettere con i suoi racconti e i suoi aneddoti sempre originali e curiosi.
Raggiunto telefonicamente da Il Fatto Quotidiano, il conduttore ha spiegato che i motivi della cancellazione del suo programma sono gli stessi che hanno colpito Parla con me: giudirici. Ma si è detto anche fiducioso sul fatto che, magari sotto altre “forme”, Passepartout prima o poi possa andare in onda lo stesso, anche perché ne sono già state realizzate parecchie puntate con argomenti particolarmente interessanti, come quelle dedicate alla mutazione urbanistica della Cina e all’Expo di Shangai.
Daverio ne approfitta per fare una sorta di “punto della situazione” sulla cultura in Rai e, senza peli sulla lingua, dice la sua e critica anche qualche programma insospettabile.

Il vicedirettore generale Rai Antonio Marano (in foto con la sua ex-pupilla Super Simo) e il neo-direttore di RaiDue Pasquale D’Alessandro hanno fatto il punto sulla rete nel dopo-Santoro. Al margine del Prix Italia a Torino il primo ha anticipato che RaiDue avrà un nuovo programma d’informazione in prima serata, ma non prima del 2012:
“L’anno prossimo Rai Due tornerà con un programma informativo in prima serata. Non so con chi, non so come. Ci vuole tempo. Lo deciderà’ il nuovo direttore, che penserà a riportare un programma informativo per la prossima stagione. I palinsesti sono già stati approvati. Non dico la grande battaglia, ma la grande prospettiva della Rai sarà l’informazione, che è uno dei grandi cardini dell’azienda”.
Marano esclude la possibilità che l’erede di Santoro possa essere Paragone, visti i magri risultati dello speciale in prime time de L’ultima parola (6.98%), nonostante il collegamento con Di Pietro e la festa dell’idV a Vasto:
“Ha chiesto ai vertici di andare in prima serata una volta, ci è andato, secondo me ha fatto un programma equilibrato, ma per questa stagione non è ancora in grado di fare questo modello televisivo. Questo nell’interesse dell’offerta complessiva della Rai”.
Marano ci ha tenuto a elogiare l’operato del nuovo direttore, che gli è subentrato dopo Liofredi alla direzione della sua cara RaiDue:

La Rai non ha gradito l’intervista nella quale Giorgia Palmas spiegava di non aver ancora ricevuto i 100 mila euro del premio che le spetta come vincitrice dell’Isola dei Famosi. La conduttrice di Paperissima Sprint non era stata polemica, l’avevamo raccontato anche noi, ma aveva semplicemente risposto ad una domanda sul come avesse speso i soldi del premio. La Rai non ha gradito, forse anche per il titolo scelto dal settimanale, ed ha emesso questo comunicato:
In merito alle dichiarazioni dell’ultimo vincitore della trasmissione ‘L’Isola dei famosi’ la Rai ricorda che la finale del programma è andata in onda lo scorso 26 aprile. In data 5 maggio è stata inviata una lettera raccomandata al primo classificato per la conferma della vincita. In allegato vi erano le norme generali di partecipazione ai giochi e ai concorsi a premio, dove all’articolo 13 è stabilito che il pagamento in denaro sarà effettuato entro il termine di 180 giorni dalla data di conferma della vincita. Pertanto, a tutt’oggi, non è decorso il temine, che scadrà il prossimo 31 ottobre, data entro la quale si provvederà al pagamento di quanto dovuto
La Palmas è stata così costretta a replicare, ribadendo l’ovvio:
Mi spiace essere stata fraintesa dalla Rai, ci tengo a sottolineare che la dichiarazione sull’incasso del premio de ‘L’Isola dei famosi’ non voleva essere né una lamentela né una polemica nei confronti della Rai, a cui sono assolutamente grata, ma una semplice risposta alla domanda di una giornalista sul modo in cui avessi già impiegato una somma tanto importante.
Caso chiuso.

Rai - Va dato conto dell’accordo giunto mentre iniziava lo scorso weekend. Un accordo importante, per alcuni addirittura storico. E che fosse importante, lo dimostra la trattativa, condotta fino a notte inoltrata, con trattative immaginiamo estenuanti.
Il punto è questo: oltre 1600 persone - tanti sono i precari in Rai - vedranno finalmente regolarizzata la loro posizione entro il 2017. In sostanza, rientrano in questa procedura di stabilizzazione tutti coloro che hanno totalizzato 1095 giorni lavorativi con la Rai a tempo determinato (il cosiddetto Bacino A) e tutti coloro che ne hanno accumulati almeno 300 (il bacino B, sola garanzia di lavoro con contratto a termine dovrebbero poi scivolare nel bacino A, maturati i 36 mesi di lavoro, ma è previsto un successivo incontro tra le parti). Chi già attendeva l’assunzione, verrà stabilizzato con un anno di anticipo. L’accordo riguarda tutti coloro che hanno fino a 58 anni di età: programmisti, assistenti ai programmi o alla regia, montatori e operatori di ripresa di tutte le sedi Rai, oltre che dei Centri di Produzione di Milano, Torino, Napoli, e delle reti Radio e Tv.
Ogni anno la Rai verificherà automaticamente il raggiungimento della soglia di 1095 giorni lavorativi e provvederà alle assunzioni fino ad esaurimento.
E’ previsto anche un nuovo metodo di ingresso in Rai: l’apprendistato, che - almeno sulla carta - dovrebbe garantire trasparenza e criteri precisi per le selezioni.
La d.g. Lorenza Lei si è detta molto soddisfatta:
L’importante esito dell’accordo tra la Rai e le Organizzazioni Sindacali è l’epilogo di una trattativa cominciata a maggio. .Questo nuovo accordo sui precari e sul contratto di apprendistato, consente di sanare una situazione annosa che viveva l’ Azienda e che riguardava centinaia di lavoratori:oggi possiamo finalmente gettare le basi per stabilizzare più di mille precari e per consentire il futuro rinnovamento degli organici aziendali attraverso l’apprendistato. Sono grata dunque alle Organizzazione Sindacali per il senso di responsabilità dimostrato in questi mesi, ma ringrazio soprattutto i lavoratori che hanno creduto nella Rai e che finalmente ne diventeranno parte a pieno titolo.
Ora c’è un altro nodo da sciogliere (i nodi in Rai non finiscono mai): il contratto collettivo di lavoro, scaduto da oltre un anno e mezzo.

Il mese di luglio volge al termine, un mese estivo inevitabilmente infarcito di repliche, con qualche piccolo sussulto originale, oltre che di edizioni di programmi rimodulati per l’estate come per esempio la serie estiva di Unomattina, l’arrivo della versione “calda” di Vita in diretta, ovvero Estate in diretta, il prolungamento di Pomeriggio 5, tanto per fare alcuni nomi. A margine di tutto questo c’è l’offerta delle altre reti digitali che assieme alle pay tv hanno, come vedremo con la nostra analisi auditel, dominato la scena. E’ quindi il mese del sorpasso per queste realtà sulla televisione generalista.
Partiamo dai dati dell’intera giornata televisiva nel totale individui che ci dicono di una prevalenza di Rai1 su Canale5 con il 16,81% a fronte del 15,37% dell’ammiraglia Mediaset. Qui vediamo come il totale delle altre reti digitali sommate alle pay guadagnino il primo posto con il 21,85% di share. Fra le altre reti vediamo Italia1 che sorpassa Rai2 con l’8,99% a fronte dell’8,11% per la seconda rete di stato. Fascia della prima mattina 7-9 vinta da Rai1 con il 23,55, segue Canale5 con il 20,12%, ottimo il 5,39% per La7, nella fascia 9-12 prevale Rai1 con il 17,55 su Canale5 che totalizza l’11,95%, qui il dominio delle Dig+Pay è totale nella misura del 31,03% di share.
Passiamo ora alla fascia del mezzogiorno 12-15 dove vediamo prevalere Canale5 con il 16,96% a fronte del 15,87% di Rai1, mentre le Dig+Pay toccano il 17,95%. La fascia pomeridiana 15-18 vede prevalere Canale5 con il 15,76% contro il 14,36% di Rai1, mentre il dato delle Dig+Pay tocca il 27,13%. Il preserale 18-20:30 rimane ancora la roccaforte di Rai1 che prevale toccando il 21,51% a fronte del 15,06% di Canale5 e con il dato delle Dig+Pay che tocca il 19,41%, mentre La7 totalizza il 4,95%. Il prime time viene vinto da Rai1 con il 17,31% a fronte del 15,64%, con il dato delle Dig+Pay al 18,60%. Chiudiamo con la seconda serata che vede un quasi pareggio fra Rai1 e Canale5, la prima al 13,18% e la seconda al 13,24%, mentre le Dig+Pay dominano al 24,50%.
Dopo il continua la tabella con tutti i dati rete per rete.

Da tre giorni sono sospese le trasmissioni dei due canali tematici di Juventus e Roma. I tecnici e i collaboratori di Juventus Channel e Roma Channel sono stati “esonerati” dal lavoro della stessa azienda che li aveva assunti, la Blind Turn, dopo un paio di mesi nei quali non gli sono stati garantiti gli stipendi. Da dove nasce la questione?
Questi due canali, come noto, sono realizzati per Sky dalla Rai che aveva subappaltato alla Filmmaster di Filippo Chiusano (figlio dell’avvocato Vittorio storico presidente della Juventus). A marzo sono iniziati i problemi quando per salvare queste due attività la società, coinvolta nell’azionariato di Dahlia e nella sua produzione, si è trasformata nella Blind Turn.
La Rai non ha riconosciuto a questa nuova azienda la legittimità di ereditare il contratto sottoscritto con la Filmmaster e ha sospeso i pagamenti creando la situazione di stallo con i lavoratori pagati regolarmente per altri due mesi prima della sospensione dello stipendio. La vicenda ora è ingarbugliata, da una parte c’è la Rai, dall’altra la Blind Turn e in mezzo Sky e gli abbonati che pagano 8 euro al mese per due canali che da giorni non trasmettono. Nei prossimi giorni, giocoforza, bisognerà trovare una soluzione.

Roma Channel e Juventus Channel, i due canali tematici della società giallorossa e di quella bianconera torinese, hanno sospeso le loro trasmissioni. I dipendenti sono senza stipendi da maggio, pare insanabile la crisi della Blind Turn, la società che produce i due canali per conto della Rai, e dopo alcune settimane di trasmissioni andate in onda grazie agli sforzi dei tecnici non ci sono più le condizioni per andare avanti.
Su Roma Channel la crisi aziendale ha impedito persino alla tv ufficiale di seguire i giallorossi nel ritiro di Brunico, un autentico controsenso per il canale tematico ufficiale di una squadra di calcio. Meglio è andata agli abbonati di Juventus Channel, ma al momento la situazione è identica per tutti gli abbonati che sborsano 7 euro al mese per vedere i canali attraverso la piattaforma Sky: trasmissioni sospese.
Non è ancora chiara la ragione di questa inadempienza di Blind Turn nei confronti dei suoi dipendenti, ma certamente né Juventus e Roma né la Rai né (senza responsabilità dirette) Sky Italia stanno facendo una bella figura.

Rai: oggi un Consiglio d’amministrazione di fuoco, che dovrà deliberare su una quantità di argomenti caldissimi: Struttura Delta, Michele Santoro, Milena Gabanelli e la tutela legale ai giornalisti, Fabio Fazio e il suo contratto. Insomma, roba che l’estate di Lorenza Lei si preannuncia davvero rovente.
LA STRUTTURA DELTA
Partiamo dalla Struttura Delta: un nome giornalisticamente accattivante per definire, in sostanza, un gruppo di persone con ruoli d’altissimo profilo in RAI che avrebbero agito (si veda in merito l’ampia inchiesta di Repubblica, il cui dossier si arricchisce ogni giorno) approfittando dei loro ruoli nel servizio pubblico televisivo per favorire il premier Silvio Berlusconi, occultare notizie e via dicendo. La Lei ha dato il via a un’indagine interna - su spinta del consigliere Alessio Gorla, che avrebbe fatto parte (o farebbe parte ancora oggi) della struttura delta. Gorla sosterrà che vi è già stata un’audizione interna a proposito di queste vicende, legate alle indagini sul fallimento della società Hdc del sondaggista Luigi Crespi. E che non ci sono elementi di novità.
La Lei ha fatto sapere che vuole chiarezza in merito. Ma non processi sommari.
MICHELE SANTORO
Il caso di Michele Santoro è di quelli complessi. Ora la vicenda torna in Consiglio d’amministrazione. Lorenza Lei ha messo a disposizione della segreteria tutti i documenti riguardanti l’accordo e la transazione con il giornalista. Ora tocca al collegio sindacale pronunciarsi a proposito di una questione che potrebbe sembrare di lana caprina, ma che invece complica tutto: l’accordo rientrava nelle competenze del dg? Oppure doveva essere coinvolto il CdA?
Intanto, fra Tuttiinpiedi, La7 che arriva e che salta, botta e risposta con Mentana, Freccero che vorrebbe far con lui una tv libera, su Santoro si è detto di tutto e non si sa assolutamente nulla.
MILENA GABANELLI
Qui, la questione riguarda non solo la giornalista di Report, ma tutta la Rai.
Continua a leggere: RAI - Cda di fuoco. Struttura Delta, Santoro, Gabanelli, Fazio
Neppure il tempo di lanciare la volontà del direttore di Rai2 di mettere al timone di Quelli che il calcio la coppia Francesco Facchinetti e Caterina Balivo ed ecco appena arrivato un comunicato della direzione generale della Rai :
“Victoria Cabello sbarca in Rai e condurrà la prossima edizione di “Quelli che il calcio” su Rai2. Sarà legata con un contratto di esclusiva per i prossimi due anni.”
Tra le tante possibilità è ricaduta quindi su Victoria Cabello la scelta della nuova conduttrice di “Quelli che il calcio”, una decisione che apparentemente potrebbe far felice molti. Victoria sbarcherà su Rai2 al timone di una, immaginiamo, rivoluzionata edizione del programma festivo di Rai2 per dieci anni rimasto nelle mani di Simona Ventura e la sua squadra.
Continua a leggere: Victoria Cabello a Quelli che il calcio, contratto in esclusiva Rai per due anni
La straordinaria tenacia del nuovo direttore generale Rai Lorenza Lei non è certamente passata inosservata in queste prime settimane dalla sua nomina, che ricordiamo aveva riscosso praticamente consenso unanime, tanto da venire eletta allo scranno più alto di viale Mazzini con il voto favorevole di tutti i consiglieri di amministrazione dell’azienda pubblica. Il punto più alto, almeno per quello che concerne la visibilità di questi giorni di direzione, corrisponde con la vicenda Santoro, per l’uscita di quest’ultimo dal servizio pubblico, una questione di cui si sono spesi fiumi di inchiostro, virtuale e non, di cui non vogliamo ora più parlare, anche se Santoro non è ovviamente della stessa idea, a cui si aggiunge la lettera di Fabio Fazio di lunedì a Repubblica, missiva che non sarebbe piaciuta al direttore.
Nei corridoi dell’azienda pubblica, i cui spifferi sono celebri, si sentono voci, più o meno confermate, delle gesta del nuovo direttore generale Rai. In particolare si dice, a proposito della permanenza di Simona Ventura a Quelli che il calcio, di una delicatissima trattativa fra il direttore di Rai2 Massimo Liofredi e la stessa Lorenza Lei, una trattativa che vedrebbe coinvolta di striscio, probabilmente in maniera inconsapevole, Monica Setta.
E’ noto infatti di come il direttore di Rai2 volesse sostituire la conduttrice di Chivasso, con la coppia formata da Caterina Balivo, ora tornata su Rai1 a Domenica in e Belen Rodriguez, ora tornata a Mediaset per il varietà Colorado. La direzione generale Rai però come sappiamo, era di tutt’altro avviso, al timone del varietà della domenica pomeriggio di Rai2 doveva rimanere Simona Ventura, i cui rumors dicono di un rinnovo del contratto con Rai di 3 anni, per 3 milioni di euro. Sembrerebbe, da queste voci che circolano, che la Lei avrebbe fatto capire a Liofredi che se avesse presentato un palinsesto con Simona Ventura la domenica, ci sarebbe stato posto nel day time pomeridiano della seconda rete, per un vecchio cruccio di Liofredi, vale a dire Monica Setta ed il suo programma di costume e politica, importante secondo il direttore di Rai2 per fare da traino al nuovo “Magazine sul 2” della coppia Infante-Bianchetti, un programma quest’ultimo più adatto a Sat 2000 che a Rai2, dicono nei corridoi del secondo canale.
Continua a leggere: Lorenza Lei, il direttor “sottile” della Rai, che sfianca gli avversari

E’ appena terminata la stagione televisiva di questa prima parte del 2011 ed è quindi tempo di bilanci sul fronte Auditel. Lasciando perdere i vari comunicati ufficiali dei network, che vanno ad assomigliare sempre di più alle dichiarazioni dei politici post-elezioni, TvBlog vi presenta in questo pezzo le elaborazioni autoprodotte su dati Auditel, relative a questo periodo televisivo (gennaio-maggio 2011) nel totale individui. Come sempre partiremo dalle cifre relative al totale giornata, fino poi ad addentrarci nelle varie fasce orarie. Le tabelle con tutti i dati le trovate dopo il continua.
La rete più vista nel totale giornata è Rai1 con il 20,02%, seguita da Canale5 che realizza il 17,76%. Terzo posto per Rai2 che con l’8,78% per un soffio precede Rai3 che totalizza l’8,72%. Quinto posto per Italia1 con l’8,17%, sesta è Rete4 con il 6,80%, chiude La7 con il 3,53%, in rialzo rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso del 0,76%. Il dato nel totale individui del totale di tutte le altre reti digitali nazionali, sommate alle pay tv è del 17,09%. Addentriamoci ora nelle varie fasce orarie partendo da quella del mattino 7-9, da sempre roccaforte di Unomattina. Anche in questo caso infatti è Rai1 la rete che fa registrare lo share più alto con il 24,83%, a cui segue Canale5 con il 19,40%. Terzo posto per Rai3 con il 7,36%, mentre le digitali più pay totalizzano il 17,68%.
La fascia della mattina 9-12 è vinta ancora da Rai1 con il 22,84%, seguita da Canale5 che si ferma al 14,50%, ottimo 22,20% per le digitali più pay. Fascia del mezzogiorno vinta per poco da Rai1 che fa registrare il 18,42% a fronte del 18,23% di Canale5, segue al terzo posto Rai2 con il 12,06%, mentre il dato delle digitali più pat è del 14,18%. La fascia del pomeriggio 15-18 è vinta da Rai1 con il 18,45%, seguita da Canale5 che totalizza il 17,77%, ma fa meglio di entrambe il totale delle digitali più pay che tocca il 21,69% di share. Preserale 18-20:30 vinto ancora da Rai1 che tocca in questi primi 5 mesi del 2011 il 23,39% a fronte del 17,83% di Canale5, terzo posto occupato da Rai3 con il 9,88%. La7 fa registrare il suo dato più alto della giornata proprio in questa fascia (grazie ovviamente al Tg diretto da Enrico Mentana) con il 4,47% di share, in crescita dell’1,94% rispetto allo stesso periodo del 2010.

E’ mancato ieri Biagio Agnes, ex direttore generale della Rai negli anni ottanta, i cui funerali si terranno domani mattina alle ore 9 presso la chiesa della Gran Madre di Dio a Ponte Milvio, Roma. Agnes è stato probabilmente fra i direttori generali che hanno amministrato la Rai, insieme a Ettore Bernabei, quello che ha lasciato l’impronta più profonda. E’ nata con lui la televisione del mezzogiorno con “Pronto Raffaella” e quella del mattino con “Unomattina”. Ha fatto nascere la Rai3 di Angelo Guglielmi ed il Tg3 di Alessandro Curzi, portando in televisione personaggi come Corrado Augias, Giuliano Ferrara, Michele Santoro, Maurizio Mannoni, Bianca Berlinguer solo per citarne alcuni. Si è trovato a dover combattere con la nascente televisione commerciale, dando molta visibilità televisiva a personaggi del calibro di Raffaella Carrà, Adriano Celentano, Pippo Baudo che con i loro varietà del sabato sera tenevano testa alla programmazione della televisione del biscione. TvBlog ha chiesto proprio ad una persona che lo conosceva bene: Pippo Baudo un ricordo di Agnes, ecco il saluto del presentatore siciliano all’ex direttore generale della Rai:
Caro Biagio
Sei stato un grande direttore generale della Rai, il tuo ricordo non passerà. Hai operato sempre per il bene dell’azienda, perché l’hai ritenuta un’azienda molto importante per il nostro paese. Per la Rai ti sei battuto sino in fondo, anche quando eri in pensione, pensavi sempre alla tua cara vecchia Rai. Quando ci vedevamo mi dicevi sempre “ma per questa Rai cosa si dovrebbe fare? Cosa si dovrebbe inventare?”. Sei stata una persona molto seria, molto composta e hai navigato in mezzo a battaglie politiche, in mezzo ai vari schieramenti e ne uscivi sempre fuori rispettando il concetto di democrazia, nel senso che tutti durante la tua direzione hanno potuto parlare e far sentire la propria voce.Il ricordo che mi porterò dentro di me della tua persona è assolutamente affettuoso, appassionato, commosso. Ti ho visto proprio pochi giorni fa, sembravi in ottima forma e ricordo ancora con grande piacere quando due anni fa abbiamo festeggiato al mare i tuoi ottanta anni ed eri pieno di vita. Per me è come avere perso un fratello maggiore, anzi quasi un padre, anche se la differenza di età fra me e te non è così notevole, però sento di chiamarti padre, perché nelle mie evoluzioni ed esperienze televisive, hai avuto un ruolo importante.
Continua a leggere: Addio ad Agnes - TvBlog raccoglie il ricordo di Pippo Baudo