
Alla fine, la puntata di Wanted qui segnalata, con protagonista Antonella Clerici, meritava davvero. La conduttrice si è raccontata come non mai direttamente da casa sua. E ha regalato al pubblico dei telemaniaci un documento televisivo di grande interesse. Non fosse altro che si sente il taglio da addetti ai lavori, visto che la conduttrice parla del suo agente Lucio Presta con disinvoltura, o interloquisce via telecamera direttamente con l’ideatore del format, ovvero lo stesso Gregorio Paolini con cui ha condiviso Tutti pazzi per amore.
Lo stesso Paolini le ha fatto un dispettuccio, mostrando a tutti un filmato inedito con la conduttrice in sala di registrazione, mentre incideva le sigle tv della sua compilation stonando come una campana. Vi consiglio di recuperare il frame su Rai Replay: è davvero esilarante.
Ma andiamo per ordine di importanza. Nel ripercorrere la carriera della conduttrice, tra le levatacce a Uno Mattina e il passato da giornalista sportiva, si è spesso insistito su un nodo dei più intriganti, ovvero il flop di A tu per tu con Maria Teresa Ruta su Canale 5, che ha visto quest’ultima perdersi per strada e la Clerici trovare il più grande riscatto ne La prova del cuoco. La conduttrice ha citato il nome di Marco Bassetti, che fu il primo ad investire sull’esperimento:
“Marco Bassetti, allora capo di Endemol Italia, mi disse che voleva proporre un programma alla Rai. A lui piaceva il mio modo di condurre, mi ha detto che avevo avuto la sfortuna di avere un programma fallimentare. La prova del cuoco, all’inizio, era un programma molto piccolo per me, l’ho fatto crescere ed è diventato il mezzogiorno come i fagioli della Carrà”.
La Clerici si è, così, presa una rivincita con l’allora direttore di Canale 5 Giorgio Gori, che di fornelli in tv non voleva proprio sentir parlare:
Da sabato 30 luglio alle 21.00 su Rai 5, per sette puntate, andrà in onda una nuova produzione dal titolo Il teatro in Italia, una sorta di viaggio nella storia millenaria del teatro del nostro paese, raccontata attraverso i luoghi, le memorie e gli incontri dei due protagonisti: Giorgio Albertazzi e Dario Fo. Un teatro raccontato, ma soprattutto recitato, con assoli e duetti inediti.
Il racconto segue una scansione che unisce epoche e generi, passato e presente; la tradizione è messa in relazione con l’attualità, gli spettacoli storici con quelli ancora oggi in scena. I due maestri partono dalle domande che si sono posti in oltre mezzo secolo di carriera e svelano le risposte in maniera originale, facendo scuola e aggiungendo nuove esperienze alla tradizione.
Il viaggio è allo stesso tempo reale e virtuale; ogni puntata ha un set principale in esterni: un teatro, una piazza, una corte, dove i due protagonisti accompagnano gli spettatori a “toccare” la materia di cui è fatto il teatro – mattoni, marmi, legno, velluti… – e dove risuonano le parole che ne hanno rappresentato l’anima. Ma il contenitore complessivo del programma è uno studio virtuale, un “limbo”, grazie al quale Giorgio Albertazzi e Dario Fo collegano esterni e interni, riproponendo anche testimonianze tratte dal ricchissimo archivio Rai.
Continua a leggere: Albertazzi e Fo su Rai 5 per raccontare Il teatro in Italia

Annunciato più volte, sta finalmente arrivando il nuovo canale Rai per il digitale terrestre: Rai 5. La tv, nelle intenzioni una semigeneralista con un occhio di riguardo per la cultura, dovrebbe debuttare il 26 novembre prossimo in corrispondenza con lo switch-off più atteso, quello della città di Milano. Il canale ha l’ambizione di sfruttare, sarebbe il primo caso per qualcosa prodotto dalla Rai, una fortissima interazione con la rete attraverso il suo sito web, una community di telespettatori attivi. Lo dimostrano anche le notizie sui contatti con Carlo Massarini per un nuovo programma. Tutto sulla carta, per il momento, tranne l’evocativo promo (caricato su Youtube da Digital-sat.it) che vi proponiamo qui.
Antonio Marano, Vicedirettore Generale Rai, ha dichiarato:
Rai5 arricchisce l’offerta RAI su digitale terrestre ed in particolare riscopre nella sua offerta il concetto di narrazione. E’ indirizzato ad un pubblico consapevole, padrone dei nuovi strumenti della comunicazione, un pubblico che è disposto a investire il suo tempo e a concedere la sua attenzione solo se il prodotto che si propone ha connotazioni di novità ma anche di autorevolezza, un pubblico interessato alla cultura ed alle culture.
Tutto molto bello, aspettiamo qualche settimana di trasmissione e di dare un’occhiata ai palinsesti per farci un giudizio.

Dal 18 maggio cambiano dopo 10 anni tutti i loghi dei canali Rai. Una data strategica che coincide con l’avvio del processo di switch over in Lombardia, Piemonte orientale, Parma e Piacenza. Operazione doppia: nuovo brand, nuovi nomi (quello di RaiNews24 che perde il “24″ non è piaciuta al Cdr del canale all news) ed una diversa organizzazione dei contenuti soprattutto per i tanti canali RaiSat da qualche mese sul digitale terrestre dopo essere nati e cresciuti sul satellite all’interno del bouquet di Sky.
Sono 13 i canali della tv di stato: Rai 1, Rai 2, Rai 3, Rai 4, Rai News, Rai Storia, Rai Sport 1, Rai Movie (ex Raisat Cinema), Rai Yoyo (già Raisat Yoyo), Rai Gulp (per i ragazzi), Rai Sport 2, Rai Hd (prime trasmissioni per i Mondiali di Calcio) e Rai 5 (il canale dedicato alle culture che sarà realizzato a Milano e darà spazio all’Expo 2015 senza diventare “la rete del nord”, come ha specificato il Presidente Garimberti oggi).
La prima impressione è che i nuovi loghi puntino sull’omogeneità, niente più personalizzazioni e colori a distinguere i brand fra loro. Si tratterà di un rettangolo diviso in due quadrati, nel primo la scritta Rai, che si alternerà per alcuni momenti con la storica “farfalla“, nel secondo il nome del canale.
Vi piacciono?
Continua a leggere: Nuovi Loghi Rai: il lancio per il 18 maggio (Immagini e Video)

Non ci sarà nessuna rete Rai da considerare come “di riferimento per il nord Italia“. Il Presidente della Rai, Paolo Garimberti, blocca le pretese della Lega Nord che vedeva nel prossimo lancio di Rai 5 l’occasione di confezionare un canale televisivo su misura delle presunte esigenze specifiche del settentrione.
Rai 5 non ha ancora un direttore e nessuno ha deciso che vocazione avrà. Per ora ha una destinazione molto generica di canale culturale. Ognuno ha la sua visione di come si declina un canale culturale. Io ho la mia e non è nord-centrica, ma italo-centrica. E’ chiaro, però, che in prospettiva Rai 5 potrà diventare uno dei canali di riferimento di Expo 2015.
Destinate, inevitabilmente, a scatenare polemiche non ci sono solo queste parole, ma anche la bizzarra idea di una “pay tv” marchiata Rai. A margine della quinta conferenza nazionale sul digitale terrestre Garimberti ha anche aperto alla possibilità che la Rai possa concepire una sua “offerta pay”. Si tratta di un’uscita spericolata che non avrà alcun seguito, questa la mia previsione, che è stata liquidata dal presidente di Mediaset Fedele Confalonieri con una battuta efficace: “Pagando il canone, pero’, la Rai e’ gia’ un po’ pay tv“.

All’inizio di dicembre avevamo riportato le indiscrezioni pubblicate da Il Messaggero sul Piano Offerta Tv 2010-12 della Rai. Nel dossier redatto dal vice direttore generale Antonio Marano si delineava anche il futuro della Rai sul Digitale Terrestre. Si trattava di una riorganizzazione con il cambio di brand di alcuni dei canali ex RaiSat, senza specificare i tempi di lancio di questo restyling.
Secondo quanto rivelato RaiSat Cinema, già attualmente in onda sul digitale, sarebbe dovuta divenire Rai5. Ora il magazine economico Il Mondo conferma che il quinto canale Rai dovrebbe essere attivato entro Aprile, probabilmente in contemporanea con un’altra novità già prevista nel piano offerta: la partenza di RaiSport 2 un nuovo canale dedicato agli sport minori che si affiancherà all’attuale RaiSport+ che verrà rinominato semplicemente come RaiSport.
Non è chiaro se nello stesso momento saranno messe in atto le stesse modifiche previste da Marano con la sparizione di tutti le denominazioni “Sat” per i vari canali, mentre sembra slittare la trasformazione dell’attuale “RaiSat Extra” in Rai6. L’intero piano sembra comunque sostanzialmente a costo zero e senza significativi miglioramenti complessivi della qualità e della quantità dell’offerta.
Il Messaggero di oggi, in un articolo di Alberto Guarnieri, anticipa il Piano offerta tv 2010-2012 della Rai. Si tratta di un dossier preparato dal vice direttore generale Antonio Marano che delinea le strategie della tv pubblica in vista del completamento dello switch-off previsto entro il 2012. L’obiettivo è quello di mantenere il primato nello share giornaliero detenuto ad oggi con il 41% a fronte di una concorrenza che prevede a regime un 60ina di canali free disponibili per tutti gli italiani.
Questo piano, presentato come rivoluzionario nella ricostruzione del quotidiano, in realtà è più che altro una semplice riorganizzazione dei canali già attualmente attivi, molti dei quali “scesi” dal satellite dopo la rottura dei rapporti con Sky. Andando con ordine ad affiancare i tre canali generalisti RaiUno, RaiDue e Raitre ci sarà la Rai4 di Carlo Freccero, Rai Storia di Giovanni Minoli e il confermato RaiNews 24.
RaiSat Cinema diverrà Rai5 / Movie mentre RaiSat Extra cambierà denominazione in Rai6 / Extra. I canali dedicati agli sport minori diventeranno due RaiSport e RaiSport 2, rimango confermati i due canali RaiSat Yoyo e RaiSat Gulp che perderanno, ovviamente, l’elemento “Sat” del loro nome attuale. Nel piano si parla anche di un canale in alta definizione, occupato via via dall’evento più importante della programmazione Rai.
Continua a leggere: La Rai riorganizza i canali free sul Digitale Terrestre: spuntano Rai5 e Rai6
Il progetto di RaiSat è ambizioso: crescere nell’offerta producendo contenuti per il Digitale Terrestre (quindi gratuiti) finanziandosi con i proventi del contratto con Sky per la fornitura dei canali RaiSat (Extra, Cinema e Premium), con la pubblicità e la razionalizzazione dei costi.
Dovrebbero nascere così fra il prossimo anno e il 2009 due nuovi canali per DTT che non brillano certo per “fantasia” in quanto alla denominazione: Rai 4 e Rai 5.
Secondo quanto riporta Il Sole 24 Ore, la nomina di Carlo Freccero alla presidenza ha lo scopo di favorire e guidare “la trasformazione di RaiSat, della quale la Rcs ha una quota del 5% del capitale, in Rai-Digit, la factory digitale del servizio pubblico“. Lorenzo Vecchione, l’AD della società, fissa obiettivi e illustra i programmi dando atto della positiva gestione ereditata dal luglio di quest’anno:
Il nostro obiettivo è di aumentare gli ascolti del 40% nel 2008 mentre la pubblicità dovrebbe passare da otto a 15 milioni. Rai 4 sarà un canale rivolto ai giovani. Sarà in parte finanziato con le risorse di Rai Utile (destinato alla chiusura, ndr) e sarà, lanciato entro il 2008. Rai 5 dovrà essere pronto entro il 2009. RaiSat è l’unica società del gruppo Rai che si autoalimenta, grazie ai proventi del contratto con Sky e alla pubblicità. Siamo qui da luglio: abbiamo trovato un’azienda sana e ottenuto buoni frutti su ascolti e ricavi.
Continua a leggere: RaiSat cresce e si trasforma: Rai 4 e Rai 5 in arrivo sul DTT