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Gianni Boncompagni a TvBlog: "La Rai di viale Mazzini? La immagino abbandonata e occupata da extracomunitari"

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Gianni Boncompagni a TvBlog: La Rai di viale Mazzini? La immagino abbandonata occupata da extra comunitari

Capita di parlare, per un progetto che abbiamo in cantiere per TvBlog con un guru della televisione italiana quale è Gianni Boncompagni. L’inventore di “Pronto Raffaella?”, delle “Domeniche In” degli anni ’80, di “Non è la Rai” e dei tanti varietà della televisione italiana: da “Sotto le stelle” fino a “Macao”. Insomma uno che la Tv l’ha fatta e la conosce bene e che, pur avendo lavorato molto anche per la televisione commerciale, nel sangue ha certamente la Rai. La Rai di cui tanto si parla in questi giorni dopo le parole del primo ministro Monti da Fazio e che lo stesso Boncompagni chiama “Mamma Rai”, con cui ha iniziato a lavorare e con la quale ha certamente un rapporto speciale, infatti ci dice subito :

“Prima cosa che ci tengo a dire è che è dal 1961 che ho iniziato a lavorare alla Rai, un’azienda che io amo molto e che per me è veramente una mamma, perché mi ha insegnato tutto. Ho lavorato con grandi professionalità, per fare qualche nome: Emmanuele Milano, Brando Giordani, Paolo De Andreis. Detto questo, parlando della Rai di adesso, vedo in onda certi programmi e mi chiedo se c’è qualcuno che in Rai li guarda prima di mandarli in onda. Nelle mega riunioni al settimo piano di Viale Mazzini mi immagino tutti questi dirigenti che parlano ed il gran capo, disinformato ovviamente, che dice: Per alzare gli ascolti da febbraio facciamo tutti i programmi a colori! E tutti che applaudono…”

Come capita quasi sempre al personaggio, il paradosso prende il sopravvento. Sentite cari lettori di TvBlog, cosa immagina Boncompagni della Rai di adesso e precisamente della sede di viale Mazzini, patria dei dirigenti del servizio pubblico radiotelevisivo :

“Io immagino che la sede Rai di viale Mazzini sia vuota. Un enorme capannone desolatamente vuoto, con qua e là dei fuocherelli accesi perché non c’è riscaldamento e fa freddo. La immagino con tanta polvere ed occupata da alcuni extracomunitari che vi alloggiano, bivaccano, mangiano, dormono, con dei televisori accesi che diffondono le immagini dei programmi che vanno in onda e che nessuno guarda nè prima nè durante la messa in onda. Quindi per esempio non c’è nessuno che vedendo una cosa come “Mettiamoci all’opera” dice: ma che è sta roba? Un programma da arresti domiciliari. Una specie di terra di nessuno, in cui tutto è possibile e niente è possibile.”

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Lorenza Lei: “Prime serate da un ora. Si ai divi ma coinvolti nella strategia dei costi. Santoro? Presenti progetti, valuterò. La Gabanelli rimarrà a Rai3”

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Lorenza Lei: “Prime serate da un ora. Si ai divi ma coinvolti nella strategia dei costi. Santoro mi faccia proposte e la Gabanelli rimarrà a Rai3”

Tempo di bilanci di fine anno anche per il direttore generale della Rai Lorenza Lei che oggi in un lungo colloquio con Paolo Conti pubblicato sul Corriere della sera, ha parlato della sua direzione, passata, presente e futura. Davvero interessanti alcuni passi di questa lunga intervista che vanno a toccare, oltre che questioni tecnico-economiche che riguardano il bilancio dell’ente pubblico radiotelevisivo, anche questioni che interessano direttamente ciò che va in onda in Rai, a partire da un intendimento che riguarda la “lunghezza” dei programmi d’intrattenimento di prima serata. Una proposta quest’ultima che sarebbe davvero utile e che guardiamo con estremo interesse, viste le durate monstre di queste trasmissioni di prima serata che partono sempre più tardi e terminano di conseguenza in orari quasi notturni e che in pratica si “mangiano” la seconda serata, ormai praticamente quasi sparita, per non parlare della terza. Un’idea questa di accorciare i programmi di prima serata che permetterebbe anche di far nascere nuove proposte per la seconda. Ma ecco cosa dice la Lei a questo proposito :

“Con la costituzione della direzione intrattenimento abbiamo posto le premesse per la realizzazione di un nuovo modello editoriale produttivo…Puntiamo a slot da un ora/settanta minuti: andrà a vantaggio dei canali che ritroveranno seconde e terze serate”

A proposito dei “divi” e dei loro compensi ecco cosa dice il direttore generale della Rai :

“I divi ci saranno, ma con loro anche le immagini e non solo lo studio. Basta studi sontuosi, pensiamo a collegamenti esterni per raccontare l’Italia e aprire finestre sul mondo. In un buon progetto poi l’artista è coinvolto nella strategia e nei costi.”

Sul nuovo canale “All News” in arrivo :

“Il canale nascerà con l’accorpamento di Rai News, Televideo e la parte giornalistica di Rai Italia. Offrirà informazione continua nazionale, regionale, internazionale e sarà di supporto agli approfondimenti giornalistici delle singole testate e dei canali”

Questione fiction e cambiamenti in arrivo :

“Anche qui riordineremo il modello produttivo. In quanto alle storie di attualità, punteremo sulla famiglia, sui suoi valori e problemi, sul dialogo genitori-figli, senza abbandonare la tradizione della grande fiction storica”

Si parla anche dell’aumento del canone :

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Rai: che cosa è servizio pubblico? Cosa paghiamo con il canone Rai?

pubblicato da Michele Biondi

Rai Siamo alle soglie del 2012 e come ogni anno scade l’abbonamento al servizio pubblico radiotelevisivo, il cosiddetto Canone, che come annunciato aumenterà di 1,5 euro. Ma per cosa paghiamo tutti noi cittadini questa tassa, definita nei sondaggi tra le più odiate dal popolo italiano? Ci viene incontro un’interessante analisi di un allievo del Prof. Simonelli, Giorgio Scorsone, ripresa oggi dal giornalista Francesco Specchia del quotidiano Libero. Tra le ovvie presenze di programmi informativi, non mancano le sorprese, alcune delle quali davvero incredibili. Vediamole insieme (La lista dei programmi è reperibile dopo il salto. Qui invece trovate il documento redatto dalla Direzione Marketing Rai con l’intera Composizione dell’Offerta nel periodo 1/6-30/6 2011).

    Update: quando si parla di programmi fìnanziati dal canone non è chiaro se lo siano in toto o solo in parte. Non c’è modo di sapere quale sia la quota dei programmi di servizio pubblico sostenuti dal canone e quale quella finanziata dalla pubblicità.

Innanzitutto, cosa si intende con servizio pubblico? Sono quei programmi, inclusi nel Contratto di Servizio tra Viale Mazzini e lo Stato che vengono sovvenzionati con il canone. E se per la Rai servizio pubblico è Il Commissario Montalbano, lo è anche lo spettacolo musicale di Gigi D’Alessio, Tu vuò fa l’americano, così come il Concerto del 1° Maggio, le Estrazioni del Lotto o I Fatti Vostri di Michele Guardì.

Scorsone, che è stato anche uno degli analisti di Tv Talk oltre che attuale blogger di Digital-Sat, ha preso in mano il grosso elenco di voci incluse nel Contratto di Servizio e ne ha tratto delle notizie davvero sorprendenti. In questo volume la Rai, per ottenere i soldi del canone, divide i programmi in 6 categorie: “Informazione e approfondimento“, “Programmi di servizio“, “Programmi e rubriche di promozione culturale“, “Informazione e programmi sportivi“, “Programmi per minori” e “Produzioni audiovisive italiane ed europee”. In base al Contratto, la Rai ha l’obbligo di trasmettere questi programmi su una delle tre reti generaliste e comunicarli tramite una “dettagliata informativa sul volume dell’offerta” sul proprio sito Internet. Fin qui niente di strano, perchè Viale Mazzini fa tutto questo, anche se inserendo dei programmi che lasciano spazio a margini interpretativi di tutto rispetto…

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Enrico Vaime contro tutti ?

pubblicato da Hit

Vaime su Mentana: “E’ un cialtrone ignorante” sulla Rai “Il 90% sono imbecilli” e su La7 “Fra qualche mese diventerà una piccola Rai”

Enrico Vaime ed il giallo del libro “A sinistra della foto” uscito da Aliberti editore e che ora lo stesso Vaime ha chiesto, attraverso il suo avvocato di ritirare perché ne sono stati alterati «la lettera, lo spirito e la stessa stesura» ed i cui contorni vi terremo aggiornati nelle prossime ore, con testimonianze dei diretti interessati. Ma cosa ci sarebbe scritto in questo libro? Si parlerebbe del direttore del Tg La7 Enrico Mentana , della Rai di oggi e de La7, aziende per le quali lo stesso Vaime, fra i più prolifici e prestigiosi autori della televisione italiana, attualmente lavora.

Del direttore del TgLa7, Vaime direbbe: “E’ un cialtrone, è ignorante. Non ha studiato, non c’è un … da fare. Bisogna studiare!” Poi però c’è un giudizio, stavolta positivo sulla confezione del Tg La7 : “Lui fa molto bene il telegiornale, ma solo quello, perché il telegiornale è fatto molto bene, è impaginato bene, buon artigianato. Così si fa il telegiornale. Quando lui esce dal contesto del telegiornale fa dei danni

Vaime però, come detto, non si fermerebbe a Mentana e ce n’è anche per la Rai, con la quale pure collabora nel programma del sabato notte di Rai1 “Di che talento sei” condotto da Maurizio Costanzo : “In Rai l’unico bravo era Ruffini, per il resto il novanta per cento sono delle teste di…”

E a proposito del duopolio Rai-Mediaset che avrebbe sacrificato quanto di buono c’era nell’azienda pubblica, Vaime ha le idee chiare : “La Rai era già orientata al sacrificio estremo, pullulava di imbecilli, poi è arrivata la politica che l’ha massacrata. La politica prima ha ammazzato la Rai come azienda, le ha tolto l’orgoglio di fare bene le cose, ha messo lì dei politicanti e ha cominciato a magnà. Poi il fatto che è arrivato Berlusconi ha influito poco, poteva arrivare chiunque e le cose sarebbero andate così ugualmente. Se devo essere sincero Berlusconi, contrariamente a quello che può pensare la gente, non ha fatto qualcosa contro la Rai

Sempre dalle pagine del libro “A sinistra della foto” , c’è ancora tempo per una previsione su quello che sarà de La7, l’emittente per cui Vaime collabora: “La7 è la Rai non ancora invasa, però sta per essere invasa anche lei. Basta aspettare qualche mese e diventa una piccola Rai”

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Mario Monti e la Rai - Riforma e privatizzazione?

pubblicato da Malaparte


Mario Monti aveva incontrato Paolo Garimberti e Lorenza Lei per parlare della Rai, a margine della sua apparizione televisiva a Porta a porta il 6 dicembre. In quell’occasione, il presidente e la d.g. del servizio pubblico televisivo hanno consegnato al premier, alle prese con il decreto salva-Italia, un dossier che illustrava le varie problematiche della Rai.

Secondo Repubblica il nuovo esecutivo metterà sicuramente mano alle leggi che riguardano l’organizzazione di Viale Mazzini. Stando a quanto si apprende, secondo Monti la legge Gasparri sarebbe completamente da rivedere. Del resto, i problemi della Rai sono sotto gli occhi di tutti: e il primo è la lottizzazione politica che, attraverso un consiglio di amministrazione profondamente ed endemicamente politico (le nomine sono di espressione partitica), ha paralizzato le strategie dell’azienda. Ed è anche, verosimilmente, una delle cause dei conti in rosso.

L’idea di Monti sarebbe quella di ridurre il Cda Rai a tre soli membri e di dare più poteri all’amministratore delegato, trasformando il d.g. in un vero e proprio “capo” per l’azienda, che possa firmare contratti, nominare direttori tg e via dicendo, senza passare attraverso i vincoli di un cda politico.

E come avverrebbero le nomine? Repubblica scrive:

«Monti coltiva l’ipotesi di consiglieri nominati uno a testa dai presidenti del Consiglio, di Camera e Senato. “Ma si possono trovare altre strade”.»

Il che, ne converrete, non esclude affatto il dominio della politica sull’azienda, ma la sposta a un’espressione governativo-istituzionale. Rendendola, probabilmente, più allineata ancora alle posizioni di chi governa, visto che la prassi dell’era berlusconiana ha escluso l’altra prassi che prevedeva di affidare la presidenza di una delle due camere (generalmente, la Camera dei Deputati) all’opposizione.

Il canone nel 2012 potrebbe aumentare (altra tassa per risanare i conti, non solo quelli Rai?).
E poi, il bocconiano, non può che avere una grande tentazione: la privatizzazione.

Analisi Auditel - Il debutto di Che Dio ci aiuti fra X Factor 5 e Servizio Pubblico

pubblicato da Hit

Analisi Auditel - Il debutto di Che Dio ci aiuti fra X Factor 5 e Servizio Pubblico

Mentre X Factor, quinta edizione, continua velocemente la propria corsa verso la finale di questa prima annata su Sky ha debuttato ieri su Rai1 la nuova fiction “Che dio ci aiuti“. Dopo lo strepitoso successo di “Don Matteo 8″, Terence Hill ha lasciato il testimone a Elena Sofia Ricci che ha raccolto fin dalla prima puntata uno strepitoso successo. Un riscontro ottimo che si contrappone allo scarso risultato registrato da Canale5 con il film in prima Tv “Io & Marilyn” con Leonardo Pieraccioni.

La serata del giovedì è come accade ultimamente ricca di proposte alternative alle classiche emissioni delle reti tradizionali. Su Sky vanno in onda infatti gli appuntamenti con X Factor e Servizio pubblico e grazie alle nostre curve dei valori assoluti e dello share minuto per minuto, fotografiamo l’andamento auditel della serata, che vedeva anche il debutto della nuova fiction di Rai1 “Che Dio ci aiuti“, partendo però dalla classica sfida dei Tg delle ore 20. Qui vediamo vincente il “nuovo” Tg1 di Alberto Maccari che spinge la curva blu vicino alla linea del 25% di share, per la verità una curva calante nel corso dell’edizione. Percorso inverso per la curva arancione del Tg5 che parte al 20% e chiude al 22%. Ancora buono l’effetto dimissioni di Enrico Mentana al Tg La7, che spinge la curva nera dal 10% di inizio edizione, fin verso il 13%.

Access time con una prevalenza della curva arancione di Striscia la notizia che si porta dal 14% iniziale fin verso il 25% finale, che tradotto in valori assoluti vuol dire, dai 5 fino ai 7 milioni di telespettatori. La curva blu di Soliti ignoti scorre di un paio di punti al di sotto. Prime time con la vittoria netta della nuova fiction “Che Dio ci aiuti” che fa scorrere la linea blu di Rai1 al comando appena sopra alla linea del 25% di share, costante per tutto il prime time, fin verso il 31% finale, che tradotto in valori assoluti significa di una curva blu vicina agli 8 milioni in prime time fin verso i 6 milioni di fine emissione. Segue la curva arancione di Canale5 con la pellicola “Io e Marilyn” che scorre vicina alla soglia del 15% di share.

Passiamo ora ad occuparci dei due appuntamenti “alternativi” del giovedì sera, vale a dire X Factor 5 su SkyUno e SkyUno+1 e “Servizio pubblico” su Sky Tg24 Eventi ed in multipiattaforma nelle varie emittenti locali che hanno aderito all’iniziativa. Il dato medio ci dice di oltre 1.600.000 telespettatori ed il 7% circa di share per Servizio pubblico, con la linea viola nei nostri grafici che rappresenta il totale delle reti che han trasmesso il programma di Michele Santoro, che parte dal 5% iniziale ed arriva sul finale a sfondare il muro del 10%. Mentre X Factor 5, con la curva marrone rappresentata in fondo al grafico, ottiene su SkyUno e SkyUno+1 una media di poco superiore ai 500 mila telespettatori ed uno share che supera di poco il 2%.

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Telethon 2011: Da stasera sulle reti Rai con Fabrizio Frizzi, Arianna Ciampoli e Paolo Belli. Ecco programma e ospiti

pubblicato da Hit


“Noi abbiamo il coraggio di chiamarli Eroi”

Questo è il claim di questa edizione, la numero 22 della maratona televisiva Telethon dedicata alla raccolta fondi per combattere la distrofia muscolare e le altre malattie genetiche, che sarà anche quest’anno punteggiata da tante storie: quelle degli Eroi, della speranza, della raccolta e della ricerca. Fabrizio Frizzi, Paolo Belli, Arianna Ciampoli e Mara Venier, con tanti ospiti che vi anticipiamo in questo pezzo, saranno i conduttori dallo studio centrale, il numero 6 della Dear in Roma , da dove stasera in collegamento con il Tg1 delle ore 20, daranno il via al numeratore. Il momento è un po’ difficile per raccogliere denaro, ma il fine di queste iniziative è molto nobile e all’interno della macchina organizzativa di Telethon 2011 si spera che anche quest’anno il numeratore salga molto in alto. Come sappiamo Telethon si spalma all’interno dei palinsesti della Rai per abbracciare quante più anime televisive possibile, ci sarà inoltre un “Backstage online” in onda sul sito Rainet condotto da Francesco Rapetti Mogol, Claudia Andreatti ed Elisa Silvestrin, che arricchirà l’offerta multimediale di questa nuova edizione del Telethon.

Tornando però alla classica maratona televisiva, si parte dunque stasera all’interno del Tg1 delle ore 20 e si prosegue poi venerdì mattina con Unomattina condotta come sempre da Franco Di Mare ed Elisa Isoardi. Avanti così nel palinsesto di Rai1 dove troviamo alle ore 11 Alessandro Di Pietro e il suo Occhio alla spesa, a cui segue il tradizionale appuntamento culinario di Rai1 con La prova del cuoco di Antonella Clerici. Alle ore 14 poi si passa allo studio centrale della Dear, il numero 6, l’ex studio di Annozero, dove Fabrizio Frizzi, affiancato da Paolo Belli ed Arianna Ciampoli, accoglierà ospiti, testimonianze e le “storie Telethon”, una di queste la trovate in un video dopo il continua.

Appuntamento a seguire con Mara Venier e Marco Liorni e con la Vita in diretta dal loro studio in via Teulada. In seconda serata su Rai2 ne “La notte degli Eroi” poi ci si concentrerà su 12 ritratti di chi vive in prime persona la condizione di ammalato. Nel corso di questo spazio poi, alcuni degli eroi di Telethon saranno premiati in diretta . Al fianco di Fabrizio Frizzi e dei suoi ospiti verrà presentato il mondo della ricerca, del volontariato e delle famiglie costrette a convivere con una malattia genetica in casa. Sabato la giornata inizia con Unomattina in famiglia con Tiberio Timperi e Miriam Leone a cui segue, dalle ore 11 sempre su Rai1 un appuntamento condotto da Giancarlo Magalli, con uno speciale sulla distrofia muscolare.

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Morgan e il vero o finto

pubblicato da Massy


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In Rai non si può dire "preservativo", lo chiede il Ministero, ma non c'era bisogno

pubblicato da Gabriele Capasso


Radio 1 celebra la giornata mondiale contro l’Aids, un ciclo di trasmissioni sul tema, ma non può nominare la parola “preservativo” o “profilattico” che dir si voglia. La mail interna inviata da Laura De Pasquale, funzionario della tv pubblica e svelata da Corriere.it, recita:

Carissimi, segnalo che nelle ultime ore il ministero ha ribadito che in nessun intervento deve essere nominato esplicitamente il profilattico; bisogna limitarsi al concetto generico di prevenzione nei comportamenti sessuali e alla necessità di sottoporsi al test Hiv in caso di potenziale rischio. Se potete, sottolineate questo concetto.

Il ministero, guidato dal cattolico Renato Balduzzi, smentisce di aver dato questo input, ed è persino probabile che dicano la verità. La Rai è guidata da equilibrismi politici, l’influenza dei partiti (e delle lobby) arriva anche dove non arriva direttamente. Per citare il memorabile monologo di Corrado Guzzanti nei panni di Rutelli all’Ottavo Nano nel 2001: “A noi er Santo Padre nun ce deve manco telefonà, lo anticipamo“.

Questo è uno di quei casi. Qualcuno avrà pensato “il ministro nuovo è cattolico, non je famo parlà der guanto tutto er giorno suu a radio“. D’altra parte per evitare l’Aids basta “prevenire” i rapporti sessuali, in senso generale, per cui non comprendo le lamentele: abbiamo rischiato di ascoltare una maratona radiofonica che invitava all’astinenza come antidoto alla malattia. Let’s look at the bright side.

Luca Barbareschi a TvBlog: "Vorrei si investisse sui nostri autori». «L'Italia è tutta lottizzata»

pubblicato da Hit

Luca Barbareschi a TvBlog:

    Nell’ambito dello SPECIALE fiction italiana, che oggi si arricchirà di altri due ottimi contributi al di fuori dei confini di TvBlog, dopo aver già ospitato il parere dei colleghi di Italiansubs, oggi TvBlog propone un’intervista a un personaggio piuttosto discusso, soprattuto da queste parti - ma anche nel panorama dell’intrattenimento televisivo e della politica. Si tratta di Luca Barbareschi, uno che la tv l’ha cavalcata e attraversata in svariate sfaccettature e che poi è finito a sedere fra i banchi del Parlamento. Da C’eravamo tanto amati a oggi, con un occhio agli U.S.A. L’occhio di Barbareschi, ovviamente. Che comunque la si metta fa discutere. Anche e soprattutto quando parla della lottizzazione o degli svantaggi che avrebbe ricevuto dalla politica. Spazio al Barbareschi pensiero, dunque

Come sta la fiction italiana anche e rispetto a quella d’oltreoceano: perché non riusciamo per esempio a fare grande serialità come gli americani?

Noi veniamo da una impostazione molto vecchia, in Italia è sempre stato difficile pianificare in maniera imprenditoriale vera il meccanismo che porta alla produzione della fiction, va detto però che la situazione negli altri paesi europei non è che sia molto diversa. Si sta iniziando solo adesso a fare qualche cosa pianificando un anno prima i progetti, in modo da svilupparli, mettendo budget e quant’altro. Per quanto riguarda la scelta dei temi, per anni abbiamo pensato a prodotti che potessero andare bene da noi, ma che poi avevano difficoltà ad entrare nel mercato estero. Abbiamo poi in Italia un mercato molto ristretto con praticamente solamente due broadcaster, parlo di Rai1 e Canale5, che trasmettono fiction.

Passando agli Stati Uniti ?

Parlando degli Stati Uniti è tutto più semplice. Loro avendo un bacino di pubblico sterminato hanno la possibilità di ottimizzare al meglio i costi e serie particolari, che qui in Europa sarebbe difficile produrre come per esempio Six Feet Under, là vengono prodotte con anche un buon seguito di pubblico, perché appunto essendo così ampio il bacino si trova sempre una fetta di telespettatori sufficientemente ampia che lo gradisce e che fa guadagnare chi la produce. Se pensa poi che si possono comprare serie americane a 30/40 mila euro a puntata, che sono magari prodotti che costano 2 o 3 milioni di euro a puntata, capisce quanto convenga poi alla fine ad un broadcaster comprare questi tipi di prodotti, a costi che noi come case di produzione non riusciamo a fare per le nostre produzioni

Un mercato quello americano che è diverso dal nostro, quali sono le differenze fra il loro mercato ed il nostro ?

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Anche Philippe Daverio fuori da Rai3, ma pochi ne parlano. Lui: "In Rai programmi per un target da supermercato"

pubblicato da Debora Marighetti

Philippe Daverio
Si è parlato molto, negli ultimi mesi, delle vicende di Parla con me, programma prima confermato nel palinsesto di Rai 3 e poi cancellato dal cda della tv di Stato (con degli intrecci in mezzo talmente intricati che al confronto Beautiful pare un storia lineare). Ma Parla con me non è l’unico ad aver subito questo trattamento. Sebbene meno in vista, anche Passepartout di Philippe Daverio è stato tolto all’ultimo momento dal palinsesto della rete, nonostante le puntate nuove già girate e il buon seguito avuto negli anni. Lo ha annunciato ironicamente l’altro ieri lo stesso conduttore:

E’ improvvisamente mancato Passepartout, nel pieno della sua salute. Lo compiangono la redazione tutta e centinaia di migliaia di affezionati suoi seguaci

Passepartout, in onda all’ora di pranzo della domenica, era un programma davvero ben realizzato, indirizzato non solo agli appassionati d’arte - in tutte le sue varianti -, ma anche ai “comuni spettatori”, grazie ad un linguaggio accessibile e all’entusiasmo che Daverio era in grado di trasmettere con i suoi racconti e i suoi aneddoti sempre originali e curiosi.

Raggiunto telefonicamente da Il Fatto Quotidiano, il conduttore ha spiegato che i motivi della cancellazione del suo programma sono gli stessi che hanno colpito Parla con me: giudirici. Ma si è detto anche fiducioso sul fatto che, magari sotto altre “forme”, Passepartout prima o poi possa andare in onda lo stesso, anche perché ne sono già state realizzate parecchie puntate con argomenti particolarmente interessanti, come quelle dedicate alla mutazione urbanistica della Cina e all’Expo di Shangai.

Daverio ne approfitta per fare una sorta di “punto della situazione” sulla cultura in Rai e, senza peli sulla lingua, dice la sua e critica anche qualche programma insospettabile.

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D'Alessandro: "RaiDue va avanti senza colonne". Marano: "L'informazione in prime time nel 2012, senza Paragone"

pubblicato da Lord Lucas

marano ventura
Il vicedirettore generale Rai Antonio Marano (in foto con la sua ex-pupilla Super Simo) e il neo-direttore di RaiDue Pasquale D’Alessandro hanno fatto il punto sulla rete nel dopo-Santoro. Al margine del Prix Italia a Torino il primo ha anticipato che RaiDue avrà un nuovo programma d’informazione in prima serata, ma non prima del 2012:

“L’anno prossimo Rai Due tornerà con un programma informativo in prima serata. Non so con chi, non so come. Ci vuole tempo. Lo deciderà’ il nuovo direttore, che penserà a riportare un programma informativo per la prossima stagione. I palinsesti sono già stati approvati. Non dico la grande battaglia, ma la grande prospettiva della Rai sarà l’informazione, che è uno dei grandi cardini dell’azienda”.

Marano esclude la possibilità che l’erede di Santoro possa essere Paragone, visti i magri risultati dello speciale in prime time de L’ultima parola (6.98%), nonostante il collegamento con Di Pietro e la festa dell’idV a Vasto:

“Ha chiesto ai vertici di andare in prima serata una volta, ci è andato, secondo me ha fatto un programma equilibrato, ma per questa stagione non è ancora in grado di fare questo modello televisivo. Questo nell’interesse dell’offerta complessiva della Rai”.

Marano ci ha tenuto a elogiare l’operato del nuovo direttore, che gli è subentrato dopo Liofredi alla direzione della sua cara RaiDue:

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Premio non pagato alla Palmas? La Rai se la prende, lei: "Sono stata fraintesa"

pubblicato da Gabriele Capasso


La Rai non ha gradito l’intervista nella quale Giorgia Palmas spiegava di non aver ancora ricevuto i 100 mila euro del premio che le spetta come vincitrice dell’Isola dei Famosi. La conduttrice di Paperissima Sprint non era stata polemica, l’avevamo raccontato anche noi, ma aveva semplicemente risposto ad una domanda sul come avesse speso i soldi del premio. La Rai non ha gradito, forse anche per il titolo scelto dal settimanale, ed ha emesso questo comunicato:

In merito alle dichiarazioni dell’ultimo vincitore della trasmissione ‘L’Isola dei famosi’ la Rai ricorda che la finale del programma è andata in onda lo scorso 26 aprile. In data 5 maggio è stata inviata una lettera raccomandata al primo classificato per la conferma della vincita. In allegato vi erano le norme generali di partecipazione ai giochi e ai concorsi a premio, dove all’articolo 13 è stabilito che il pagamento in denaro sarà effettuato entro il termine di 180 giorni dalla data di conferma della vincita. Pertanto, a tutt’oggi, non è decorso il temine, che scadrà il prossimo 31 ottobre, data entro la quale si provvederà al pagamento di quanto dovuto

La Palmas è stata così costretta a replicare, ribadendo l’ovvio:

Mi spiace essere stata fraintesa dalla Rai, ci tengo a sottolineare che la dichiarazione sull’incasso del premio de ‘L’Isola dei famosi’ non voleva essere né una lamentela né una polemica nei confronti della Rai, a cui sono assolutamente grata, ma una semplice risposta alla domanda di una giornalista sul modo in cui avessi già impiegato una somma tanto importante.

Caso chiuso.

Rai - L'accordo sui precari e la Lei

pubblicato da Malaparte

Precari Rai - Raggiunto l'accordo

Rai - Va dato conto dell’accordo giunto mentre iniziava lo scorso weekend. Un accordo importante, per alcuni addirittura storico. E che fosse importante, lo dimostra la trattativa, condotta fino a notte inoltrata, con trattative immaginiamo estenuanti.

Il punto è questo: oltre 1600 persone - tanti sono i precari in Rai - vedranno finalmente regolarizzata la loro posizione entro il 2017. In sostanza, rientrano in questa procedura di stabilizzazione tutti coloro che hanno totalizzato 1095 giorni lavorativi con la Rai a tempo determinato (il cosiddetto Bacino A) e tutti coloro che ne hanno accumulati almeno 300 (il bacino B, sola garanzia di lavoro con contratto a termine dovrebbero poi scivolare nel bacino A, maturati i 36 mesi di lavoro, ma è previsto un successivo incontro tra le parti). Chi già attendeva l’assunzione, verrà stabilizzato con un anno di anticipo. L’accordo riguarda tutti coloro che hanno fino a 58 anni di età: programmisti, assistenti ai programmi o alla regia, montatori e operatori di ripresa di tutte le sedi Rai, oltre che dei Centri di Produzione di Milano, Torino, Napoli, e delle reti Radio e Tv.

Ogni anno la Rai verificherà automaticamente il raggiungimento della soglia di 1095 giorni lavorativi e provvederà alle assunzioni fino ad esaurimento.
E’ previsto anche un nuovo metodo di ingresso in Rai: l’apprendistato, che - almeno sulla carta - dovrebbe garantire trasparenza e criteri precisi per le selezioni.

La d.g. Lorenza Lei si è detta molto soddisfatta:

L’importante esito dell’accordo tra la Rai e le Organizzazioni Sindacali è l’epilogo di una trattativa cominciata a maggio. .Questo nuovo accordo sui precari e sul contratto di apprendistato, consente di sanare una situazione annosa che viveva l’ Azienda e che riguardava centinaia di lavoratori:oggi possiamo finalmente gettare le basi per stabilizzare più di mille precari e per consentire il futuro rinnovamento degli organici aziendali attraverso l’apprendistato. Sono grata dunque alle Organizzazione Sindacali per il senso di responsabilità dimostrato in questi mesi, ma ringrazio soprattutto i lavoratori che hanno creduto nella Rai e che finalmente ne diventeranno parte a pieno titolo.

Ora c’è un altro nodo da sciogliere (i nodi in Rai non finiscono mai): il contratto collettivo di lavoro, scaduto da oltre un anno e mezzo.

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Analisi Auditel – Rapporto Luglio 2011

pubblicato da Hit

Analisi Auditel – Rapporto Luglio 2011

Il mese di luglio volge al termine, un mese estivo inevitabilmente infarcito di repliche, con qualche piccolo sussulto originale, oltre che di edizioni di programmi rimodulati per l’estate come per esempio la serie estiva di Unomattina, l’arrivo della versione “calda” di Vita in diretta, ovvero Estate in diretta, il prolungamento di Pomeriggio 5, tanto per fare alcuni nomi. A margine di tutto questo c’è l’offerta delle altre reti digitali che assieme alle pay tv hanno, come vedremo con la nostra analisi auditel, dominato la scena. E’ quindi il mese del sorpasso per queste realtà sulla televisione generalista.

Partiamo dai dati dell’intera giornata televisiva nel totale individui che ci dicono di una prevalenza di Rai1 su Canale5 con il 16,81% a fronte del 15,37% dell’ammiraglia Mediaset. Qui vediamo come il totale delle altre reti digitali sommate alle pay guadagnino il primo posto con il 21,85% di share. Fra le altre reti vediamo Italia1 che sorpassa Rai2 con l’8,99% a fronte dell’8,11% per la seconda rete di stato. Fascia della prima mattina 7-9 vinta da Rai1 con il 23,55, segue Canale5 con il 20,12%, ottimo il 5,39% per La7, nella fascia 9-12 prevale Rai1 con il 17,55 su Canale5 che totalizza l’11,95%, qui il dominio delle Dig+Pay è totale nella misura del 31,03% di share.

Passiamo ora alla fascia del mezzogiorno 12-15 dove vediamo prevalere Canale5 con il 16,96% a fronte del 15,87% di Rai1, mentre le Dig+Pay toccano il 17,95%. La fascia pomeridiana 15-18 vede prevalere Canale5 con il 15,76% contro il 14,36% di Rai1, mentre il dato delle Dig+Pay tocca il 27,13%. Il preserale 18-20:30 rimane ancora la roccaforte di Rai1 che prevale toccando il 21,51% a fronte del 15,06% di Canale5 e con il dato delle Dig+Pay che tocca il 19,41%, mentre La7 totalizza il 4,95%. Il prime time viene vinto da Rai1 con il 17,31% a fronte del 15,64%, con il dato delle Dig+Pay al 18,60%. Chiudiamo con la seconda serata che vede un quasi pareggio fra Rai1 e Canale5, la prima al 13,18% e la seconda al 13,24%, mentre le Dig+Pay dominano al 24,50%.

Dopo il continua la tabella con tutti i dati rete per rete.

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