Fiorello non perde colpi ma neanche vizi. Si è fatto desiderare a lungo in tv, annunciando prima di partire il 9 gennaio, poi posticipando tutto al 14 per problemi di scenografia (e qualche risentimento per lo scarso battage promozionale) e poi rinviando la data ufficiale del debutto al 21.
Ora la stessa antifona ricapita in radio. Doveva tornare il 21 gennaio, a Viva Radio 2 minuti preventivamente conclusa. Poi ha rimandato tutto al 4 febbraio. E poi ancora all’11. Stavolta la data definitiva, salvo ulteriori ripensamenti, dovrebbe essere il 18 febbraio. Fiorello e Marco Baldini, dopo l’annuncio fatto in tv del primo slittamento dal 4 all’11, erano fermamente convinti che avrebbero avuto tutto il tempo per mettere a punto la loro rentrée radiofonica. Ma non è stato così.
Intanto, fino ai nastri di partenza (vera e propria), il gruppo autoriale ha pensato a un qualcosa che dovrebbe chiamarsi Prove per una trasmissione: da lunedì prossimo, infatti, andranno in onda 10 minuti al giorno di un programma che sarà l’anticamera del nuovo W Radio 2. Non è ancora chiaro se si tratti di pillole tratte dallo show televisivo - una specie di meglio di - o un collage di imitazioni delle edizioni passate.
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Da che pulpito viene la predica: il veterano più monocorde dell’etere che incita al nuovo. Del buon vecchio Maurizio Costanzo si parla sempre meno ma ciò non vuol dire che non conti più nulla. Da quando non fa la tv in prima linea (ma esercita il suo potere sul palcoscenico, nelle vesti di direttore artistico del Parioli, Brancaccio e del teatro di Latina), ha più tempo per fare il telespettatore. E le trasmissioni che guarda gli danno a noia, come emerge da un’intervista rilasciata a Laura Rio per Il Giornale:
“Non so che dire, ovunque mi giro continuo a vedere gli stessi programmi. Si ripescano show visti e rivisti, la chiamano Tv classica, ma per me è mancanza di coraggio di sperimentare”.
Ovviamente, il giornalista coi baffi rivendica il carattere sperimentale del proprio programma, Stella, che va in onda nel più completo anonimato e senza lasciare traccia nella mattina di Sky Vivo. Per il solo fatto che ha deciso di puntare sulle webcam, alla sua veneranda età, si aspetta di essere definito un avanguardista. E rivendica la propria intuizione di competitor mattutino, ora che il day time sta per essere presidiato dalla D’Urso e Brachino:
“A me piaceva pure andare in onda al mattino, uno spazio che sull’ammiraglia Mediaset andava riempito, tanto che ora ci provano con Mattino 5″.
Continua a leggere: Costanzo che incita al nuovo. E dice addio a Mediaset?
Fervono i preparativi per la prossima edizione di Amici, che ogni anno ci riserva gustose novità.
Oltre alla sinergia con Verissimo, che dedicherà una finestra a tutti programmi della De Filippi dopo essersi già occupato del serale di Amici, scatta un’importante partnership radiofonica.
Tutti i giorni R101 manderà in onda Amici-radio (il titolo è provvisorio), una sorta di diario di bordo di mezz’ora nel quale gli allievi della scuola potranno interagire con gli ascoltatori-telespettatori.
Sempre su R101 verrà lanciato il concorso Cercasi Dj, un casting in collaborazione con Amici. A fine anno scolastico, la trasmissione, oltre al vincitore tradizionale, eleggerà il suo dj.
Archiviato il capitolo della ginnastica artistica, le altre discipline sono confermate, assieme al corpo docenti e alla possibilità di fare degli stage con star internazionali della danza.
Altro importante canale da non sottovalutare è quello di Sky Vivo, che oltre a mandare in onda la diretta e la striscia quotidiana riproporrà il meglio delle selezioni estive.
Insomma, un fenomeno sempre più globale e multimediale si appresta a invadere la nuova stagione televisiva, da sabato 20 ottobre su Canale5.
[Fonte Sorrisi e Canzoni Tv]
La televisione che nasce come servizio culturale, erogato potenzialmente a tutti i cittadini e articolato in radio e tv, gestite entrambe dalla stessa impresa pubblica, ha un classico emblema di riferimento: la Bbc.
Nelle parole di sir John Reith, il suo primo storico direttore, era ben chiaro l’intento della British Broadcasting Corporation: educare, informare e intrattenere, in rigoroso ordine di importanza.
Questa formula, nota come triade reithiana, ha avuto larga importanza nella storia del piccolo schermo, laddove educare significava prolungare presso gli adulti l’istruzione scolastica, informare equivaleva al dare le notizie anche ai cittadini esclusi dalla lettura dai giornali e dalla politica, intrattenere (to entertain) comprendeva non solo il divertimento fine a se stesso, ma il coinvolgimento emotivo mediato dal cuore (in una priorità marginale rispetto al perseguimento degli obiettivi precedenti).
Come riporta Wikipedia,
la BBC è sempre stata ritenuta, anche fuori dalla sua patria, uno dei più autorevoli operatori radiotelevisivi del mondo, anche in ragione delle tradizionalmente rigorose modalità di produzione dei dati giornalistici che l’hanno resa un punto di riferimento per la categoria.
Nonostante sia attualmente gestita da un consiglio nominato dalla Regina su consulenza dei ministri del governo britannico, la BBC risulta del tutto libera da influenze politiche e commerciali.
Eppure, il marchio di autorevolezza di cui si è sempre fregiata ha incominciato ad appannarsi. Cinquantanove spettatori su cento si fidano meno della Bbc che in passato, secondo un sondaggio realizzato da The Guardian e ripreso oggi da Repubblica. La fiducia crolla fra gli ultra65enni, con il 67% di delusi. Tre inglesi su quattro sono ormai rassegnati perché credono che molte cose in tv siano “drammatizzate, anche se sembrano reali”.
Insomma, qui si sta mettendo in dubbio la reputazione di uno degli operatori più cari del mondo, visto che il canone costa 135 sterline e 50 pence, cioè più di 200 euro. Tra l’altro per il 58% dei cittadini ormai non c’è più differenza tra la Bbc e i canali di Sky.

Gerry Scotti è stato nominato presidente di Radio 101.
A suo tempo, Soundsblog stilò una lista dei personaggi televisivi che trovano (ampio) spazio nelle emittenti radiofoniche nostrane, ma qui la situazione è decisamente differente. Scotti, che era già vicepresidente della radio di Mondadori, ora assume un ruolo ancora più importante che giustifica - come già aveva anticipato il conduttore in una sua intervista rilasciata a Panorama, dal titolo Datemi una factory tutta per me - la sua assenza da questo scampolo di stagione televisiva, chiusa trionfalmente grazie a La Corrida e ai buoni ascolti di Chi vuol esser milionario?. Un biglietto da visita straordinario, anche in vista del contratto con Mediaset che scadeva il 26 maggio scorso e che dovrà essere rinnovato entro le prossime due settimane.
Voci passate di passaggi in RAI sembrano solo le ciarle di qualche comare del paesino: il rapporto fra Scotti e Mediaset è forte e solido, al punto che il conduttore può permettersi di dichiarare che
Non abbiamo difficoltà né di soldi né di “quantità di esposizione”. Quello che invece chiedo è una sorta di autodeterminazione in tutto ciò che mi accadrà nei prossimi anni di carriera. Voglio una mia struttura composta dai miei autori e curatori di sempre. Capisco però che struttura è una parola che spaventa.
Una factory, su modello americano. La storia, fra poco, dirà se Scotti sarà stato accontentato. Nel frattempo, può permettersi il lusso di fare il presidente di Radio101 e di lasciarsi andare all’utopia: gli piacerebbe avere con sé Fiorello, dice.
Be’, la struttura magari Mediaset la concederà, al suo conduttore di punta. Ma ci permettiamo di dubitare di poter sentire Fiorello ai microfoni di Radio101.