Nel panorama del nuovo prime time del venerdì che da stasera Italia1 propone, oltre ai già noti “C.S.I. Miami” e “Standoff” -gallery-, una novità per la tv generalista, che potremmo definire il primo esperimento di coproduzione tra Sky e Mediaset: “Quo vadis, Baby?” -di cui qui potete trovare la sequenza d’apertura e qui la gallery-.
Andato già in onda la scorsa primavera su Sky Cinema, trattasi di sei lungometraggi di 90 minuti ciascuno, che riprendono la storia già raccontata da Gabriele Salvatores -ora direttore artistico della serie- al cinema nel 2005 e tratta dal romanzo di Grazia Verasani. Ambientata a Bologna, la serie si concentra su diversi casi che hanno come protagonista la provincia italiana, quella fatta di ombre e problemi reali, assumendo quei contorni cupi e controversi a cui si addicono storie di questo tipo.
Protagonista è Giorgia Cantini (Angela Baraldi), investigatrice privata scontrosa, che si oppone alle convenzioni e che sa sempre tenere la testa alta. Una vita segnata, anni prima, dalla misteriosa scomparsa di Sara (Federica Bonani), sua sorella, in circostanze misteriose e che sarà il “filo rosso” conduttore delle sei puntate.
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Gli obiettivi della fiction Mediaset si fanno sempre più ambiziosi: “provare a produrre, con un budget di 250 milioni di euro, almeno 130 prime serate di Canale 5″. Lo dichiara Giancarlo Scheri, da un anno responsabile del settore dopo sette anni di direzione di Retequattro, in un’intervista a Elena Martelli del Venerdì. Come già emerso in una recente conferenza stampa, è ormai ufficiale il prestito di un grande nome della regia cinematografica alla serialità italiana. Stiamo parlando di Gabriele Muccino, direttore artistico di un nuovo pilota per Canale 5 che aprirebbe l’Italia alle porte del mercato internazionale. Sulla falsariga della strategia satellitare, che ormai chiama autori di grido come Gabriele Salvatores e Michele Placido per impegnarli all’occorrenza in spin-off tratti dai loro film, l’apporto mucciniano preannuncia un’apertura alla distribuzione estera, in gara con la Spagna nel ruolo di fortunata esportatrice.
L’esperimento in questione si intitola Four single fathers ed è una commedia romantica incentrata sulle vicende di quattro padri single. Verrà girato in inglese in America durante l’estate e sarà prodotto dall’Indiana dello stesso Muccino. Se riporterà un buon ascolto, da una costola del tv movie nascerà una lunga serie a tutti gli effetti. Ricordiamo che qualche precedente italiano c’è già, se pensiamo a due debùt di successo come Piper e Due imbroglioni e mezzo (dal prossimo gennaio arriveranno sei puntate della fiction diretta dai Vanzina e quattro della serie con la Ferilli e Bisio), mentre non si può dire lo stesso per Un Dottore quasi perfetto (Luca Ward ha perso la sfida lanciata al Dr. House).
E’ importante, in ogni caso, l’investimento in fuoriclasse sinora allergici al tubo catodico o atipici per una tv commerciale. Pensiamo a Margherita Buy, che dopo anni di ostilità al piccolo schermo ha accettato di entrare nel cast di Amiche Mie, produzione Endemol che sbarcherà in autunno sull’ammiraglia del Biscione. Poi c’è Edwige Fenech, nata come attrice di b-movies e poi dedicatasi a tempo piano alla produzione, principalmente di film. Dopo essere stata uno storico volto Rai - tra la fiction e le ospitate nei varietà - produrrà un tv movie per Mediaset. Si tratta di Un amore di strega, il famoso remake di Mia moglie è una strega (se ne parla da diverso tempo e si era fatto inizialmente il nome di Michelle Hunziker). A sorpresa, la sua protagonista sarà Alessia Marcuzzi, che aggiunge all’impegno in una nuova sitcom di Fatma Ruffini l’interpretazione di una wedding planner dotata di poteri speciali.