Logo Blogo

Tutti gli articoli con tag quelli dell intervallo

Piccoli teen idol crescono: Jacopo Sarno

pubblicato da Lord Lucas

jacopo sarnoQuanti di noi si sono affezionati ai piccoli attori delle serie anni ‘90 (per citarne alcuni le gemelline di Nonno Felice o Spillo di Amico Mio)? Rivederli dopo tanto tempo provoca sempre un certo shock, come se il piccolo schermo ne bloccasse la crescita, immortalandoli nelle nostre memorie catodiche come eterni bambini.

E’ il caso di Jacopo Sarno, ragazzo prodigio che ha appena raggiunto la maggiore età e si candida a teen idol di grido del panorama italiano. Il suo debutto è avvenuto nel ‘95 al fianco di Gerry Scotti: era Paolino in Io e la mamma. Ma il curriculum del giovane Sarno spazia in diversi settori, dalla conduzione di Destinazione kid’s choice award allo spot della Kinder con la regia di Maurizio Nichetti.

Poi ha anche preso parte al cast fisso di Don Luca e ha avuto un cameo ne Il Mammo. La sitcom pare essere la sua terra d’adozione, visto che è tra i nuovi personaggi della serie Quelli dell’intervallo di Disney Channel. Il suo ruolo è quello della popstar Jaki, che deve frequentare la scuola e comportarsi come un ragazzo normale.

Continua a leggere: Piccoli teen idol crescono: Jacopo Sarno

Tinelli alias Matteo Leoni, il teen-idol made in Italy

pubblicato da Lord Lucas

Matteo Leoni alias Tinelli di Quelli dell'Intervallo 1

Che per diventare un teen-idol non bisogna essere necessariamente belli ne è la prova Matteo Leoni con il suo Tinelli. Ovvero il personaggio più amato dalle telespettatrici di Quelli dell’intervallo, divenuto talmente famoso da meritarsi uno spin-off sulla sua vita domestica, Fiore e Tinelli (Fiore è la sua amichetta dirimpettaia che lo affianca sulla scena, assieme a un cast di adulti capitanato dal comico Max Pisu, Mauro Serio di Solletico e la mitica nonnina dei Quattro Salti in padella).
Già il cognome Tinelli, in quanto a fenomenologie maccheroniche made in Italy, è tutto un programma (fantozziano).
Se in più ci aggiungete la foto qui in alto, con la scusante degli esordi che non gli fanno molto onore, la caduta di un mito è compiuta.
D’altronde, è davvero dura essere dei piccoli divi in piena tempesta ormonale, senza un filo di barbetta alla Scamarcio, con brufoli a profusione e la voce stridula da sbarbatello. Ma per fortuna ci sono le sfegatate fan, che di fronte a un imbranato logorroico come Tinelli (un po’ il Seth Cohen de’noantri) sanno acriticamente dire: quant’è bello!!!!!!
Ironia a parte, l’attore che interpreta Matteo Leoni è a un passo dalla maggior età ma è diventato una vera e propria icona della generazione teen di Disney Channel. E finalmente non per competere con le manie di divismo di Hanna Montana, ma portando in scena i problemi dei ragazzi della sua età e la sua genuina spontaneità.

Continua a leggere: Tinelli alias Matteo Leoni, il teen-idol made in Italy

Disney Channel alla deriva (per colpa di Hanna Montana & Co)

pubblicato da Lord Lucas

hanna montana disney channel italia 1C’è chi accusa la televisione generalista di inculcare falsi miti e modelli negativi nelle nuove generazioni, costretti a confrontarsi quotidianamente con una serie di fenomeni costruiti a tavolino.
Eppure, da qualche tempo a questa parte, con quel pizzico di maturità di chi ha superato da poco la tenera età ma ha anche il fresco ricordo di quegli anni, mi sintonizzo frequentemente su Disney Channel.
La rete che tutti i vip dichiarano di far vedere ai propri figli, convinti di lasciarli in buone mani.
Ma sono proprio sicuri di fare la cosa giusta?
Ricordo che quando mi sono abbonato a Sky Disney Channel era un altro pianeta. Cartoni di Topolino a go go, sequel di grandi film di animazione e programmi artigianali condotti da ragazzi acqua e sapone, come Massimiliano Ossini - ora conduttore di Linea Verde - e Renato Sannio ex Amici.
Tutt’al più potevi imbatterti nella conduttrice ricciolona coi capelli rossi che faceva incontrare al bambino di turno il proprio idolo, ma senza troppi fronzoli.
Ora i contenitori autoprodotti sono spariti e si ricorre per larga parte all’importazione di telefilm e serie tv a sfondo talent.
Insomma, è il trionfo del piccolo divismo. Basta guardare gli ammiccanti bumper trasmessi con frequenza martellante e avere una età inferiore ai 18 per venir plagiati dalla successo-mania.
A parte il fenomeno High school musical, che preso individualmente può anche lanciare dei messaggi positivi ma sta andando incontro alla deriva sensazionalistica dei suoi protagonisti, nel palinsesto della rete è un tripudio di aspiranti popstar, piccole veline smaliziate e sbarbatelli pronti a tutto pur di diventare famosi.
E’ una campagna subliminale, quella propagandata tutti i santi giorni da Disney Channel, che con l’alibi della bontà del marchio sta costruendo un vero e proprio business sui sogni di gloria dei ragazzini.

Continua a leggere: Disney Channel alla deriva (per colpa di Hanna Montana & Co)

Quelli dell'intervallo in estate? Come bruciare un successo

pubblicato da Lord Lucas

quelli dell'intervallo sitcom raidueRaidue non ne azzecca nemmeno una. Prima manda allo sbaraglio Votantonio in periodo di ostracismo elettorale, poi affida Balls of Steel a un Mazzocchi qualsiasi a stagione ormai conclusa. Ora assistiamo all’errore di valutazione più clamoroso: la messa in onda di Quelli dell’intervallo… in piena estate (tutti i sabati alle 9.50 nel contenitore Random).
Per la serie, prendi una serie ambientata tra i banchi di scuola e bruciala come un tappabuchi qualsiasi quando i ragazzi non vogliono neanche sentir parlare di ricreazione. Tra l’altro, stiamo parlando di una sitcom di grande successo, che ha fatto sfracelli a livello internazionale e rappresenta una delle poche serie tutti italiane di esportazione.
La creatura tutta nostrana, realizzata da Disney Channel in Italia, ha preso piede anche in Spagna, dove la serie si chiama Cambio de Clase, in Germania con il nome di Kurze Pause, in Francia dal titolo Trop la Classe e in Regno Unito con il titolo As the Bell Rings (Quando suona la campanella). Inoltre nei prossimi mesi il format verrà esportato anche negli Stati Uniti ed in Asia.
Quelli dell’Intervallo è persino finito sul Wall Street Journal, pur senza godere di effetti speciali e con attori quasi immobili, visto il rigoroso ricorso alla camera fissa, ma soprattutto con un intervallo tipicamente italiano di una scuola media tipicamente italiana rappresentata da un busto di Manzoni. E chissà che non sia questa una delle chiavi del successo, dopo intere generazioni cresciute a teen series made in Usa.
Nell’ambito della produzione televisiva italiana, questa è la prima serie incentrata esclusivamente su ragazzi delle scuole medie. Prodotta da Grundy Italia SpA, ha per protagonisti tredici ragazzi che durante l’intervallo scolastico si ritrovano davanti alla finestra del corridoio dell’istituto.

Continua a leggere: Quelli dell'intervallo in estate? Come bruciare un successo

Quelli dell'intervallo, sitcom diseducativa

pubblicato da Lord Lucas

quelli dell'intervallo disneyIn questi giorni di calma piatta della tv generalista, non si può far altro che recuperare quelle novità satellitari di cui si è rimasti all’oscuro.
E in certi casi verrebbe da dire “per fortuna”…
Perdonatemi l’espressione da Moige, ma trovo la sitcom Quelli dell’intervallo in onda su Disney Channel altamente diseducativa.
La cornice artigianale-dilettantesca, che vede aperto il casting a qualsiasi bambino normale (se ancora ce ne fossero) senza guizzi da talento prodigio, fa sì che i meccanismi ricalchino perfettamente quelli di un teen reality, in cui viene reclutato chi fa più smorfie di tutti.
Se a questo ci aggiungete una sceneggiatura che procede per stereotipi e pregiudizi, il clone Pupa e Secchione in formato seriale è servito. C’è la strafiga che se la tira, il bulletto che sfrutta il suo ascendente per imporsi nel gruppo, l’imbranatello che cerca a sua volta l’approvazione del capobranco, il ciccione etichettato come cacciatore di merendine e, dulcis in fundo, la secchia (si chiama proprio così) perennemente sottomessa al dileggio collettivo.
Finchè queste cose accadono in un comedy show passi, ma che le si faccia passare per un surrogato di realtà mettendo come sfondo i banchi di scuola, diventa decisamente più grave…
Sinceramente, certe dinamiche interpersonali evidenziate da questa serie per ragazzi non si distanziano molto, ad una visione distaccata, da quegli episodi di bullismo-cameratismo che imperversano nelle nostre scuole.
E molto spesso non basta che in classe ci sia un down per segnalare il problema, visto che anche i cervelloni o gli adolescenti con qualche chilo di troppo, di certi sfottò, ci soffrono sul serio…