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Tutti gli articoli con tag publispei

I Cesaroni 3, Marco ed Eva sono cresciuti. E tra di loro si insinua Il Diavolo veste Prada

pubblicato da Lord Lucas

cesaroni branciamore mastronardi I Cesaroni are coming back! Mentre alla domenica sera impazza il fratello-rivale Tutti pazzi per Amore su RaiUno, il pubblico è altrettanto in fermento per il ritorno della fiction sbanca-ascolti di Canale 5, la cui terza serie partirà venerdì 6 febbraio (chi fosse interessato agli spoiler li trova qui). Tanti i vip chiamati a interpretare se stessi, tra cui il presidente della Lazio Claudio Lotito, “i nobili” Patrizia e Giada De Blanck, il Principe Giovanelli, Ascanio Pacelli e la moglie Katia, i Cugini di Campagna che si esibiranno con Marco in una nuova versione di Anima Mia, Claudio Cecchetto e Linus, che lo aiuteranno a sfondare nel mondo della musica.

Molte anche le partecipazioni straordinarie di attori che entrano in scena interpretando personaggi inediti: tra questi Eleonora Giorgi, cattivissima direttrice della rivista che darà del filo da torcere ad Eva in stile Il Diavolo Veste Prada. Porterà bene il boom di ascolti rilevato ieri sera al primo passaggio in chiaro del film, pure inflazionato tra grande schermo e tv satellitare?

Nel frattempo è già sicura la realizzazione della quarta serie, che sarà con buone probabilità l’ultima per Alessandra Mastronardi, convinta che il personaggio di Eva non possa essere trascinato ulteriormente. Per l’attrice idolo dei ragazzi è tempo di sfide e nuovi stimoli professionali, specie da quando ha interpretato il ruolo di Roberta nella miniserie tv Romanzo Criminale. Stesso dicasi per Matteo Branciamore, che si è ritagliato altre due vetrine televisive nei film tv Piper e Vip, entrambi targati Vanzina. A rappresentare però croce e delizia per i due teen idol è l’invadente merchandising sui Cesaroni, che vede ormai i loro volti condannati nell’immaginario collettivo ai ruoli di Eva e Marco.

I Cesaroni 3 - foto
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Amarcord 2008 - Intervista a Carlo Bixio

pubblicato da Michele Biondi

Amarcord 2008. Carlo Bixio è il produttore che più di tutti sta riscuotendo i maggiori successi con le fiction a lunga serialità indifferentemente su Rai e Mediaset. Sta per partire su Canale 5 la terza attesissima stagione de I Cesaroni mentre sta proseguendo con successo su Raiuno la nuova Tutti pazzi per amore e in tutto questo non va dimenticato il seguito del Medico in Famiglia con tanti personaggi storici. Ecco perchè ho pensato di riproporre l’intervista a lui realizzata, personaggio che non si concede facilmente alla stampa, quindi una piccola chicca per tutti voi lettori.
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Carlo Bixio, presidente PublispeiNei giorni scorsi abbiamo intervistato Carlo Bixio, il produttore di serie di successo come I Cesaroni e Un Medico in Famiglia. L’intervista è stata l’occasione anche per ripercorrere la carriera di Bixio. Pubblichiamo oggi la prima parte, domani la seconda.

Per i nostri lettori che non conoscono Carlo Andrea Bixio, possiamo dare una piccola carta d’identità? Lei nasce come discografico, ricordiamo per esempio il successo di Pippo Franco “Mi scappa la pipì papà”. Cosa l’ha spinta ad entrare nel mondo della produzione di fiction e intrattenimento?

L’incapacità del mondo della discografia di prevedere il crollo delle vendite pur constatando che la tecnologia e i nuovi media sarebbero stati pericolosi alleati. Così, non si è investito in radio e TV, esponendosi ai ricatti ed agli attacchi di chi non ha avuto voglia di rispettare il lavoro degli autori, degli editori e dei discografici.
Ho fatto in tempo però, da editore e discografico, a ricevere dischi d’oro per: Djamballa (il dio serpente), Profondo rosso dei Goblin, Gamma di Enrico Simonetti, Metti una sera a cena di Morricone, che ottenne oltre al Disco d’Oro, il Premio di Qualità, Kalimba de Luna (Tony Esposito), Mi scappa la pipì papà (Pippo Franco), Gomma Gomma (Luca e Manuela), Giù la testa (Ennio Morricone), Mamma (Pavarotti), La notte vola (Lorella Cuccarini), Bolero (Francis Lai) e perfino un successo dance: I can stand it.

All’epoca il disco d’oro veniva riconosciuto a chi vendeva un milione di copie certificate; oggi ne bastano diecimila! Posso dire con orgoglio di aver portato la mia società al primo posto nelle hit parade di Italia, Francia e Stati Uniti per 107 settimane.
In quegli anni firmai tre importanti esclusive: con la Titanus, con l’Euro International Film e infine con la Rizzoli. Ed il gruppo ottenne così la leadership nel genere colonne sonore. Iniziammo così le fortunate collaborazioni con registi di fama internazionale.
Ma soprattutto ho fatto in tempo a godere del privilegio di avere un padre speciale, sia come uomo che come genio creativo. La canzone italiana è mia parente stretta. Infatti, Cesare Andrea Bixio, mio padre, è stato anche il “papà” della canzone italiana, componendo le più belle e famose melodie dagli anni ’20 fino agli anni ’50
.”

Che ricordi ha di Gianni Ravera, suo socio in Publispei e colui che la fondò nel 1974?

Un grande ed immenso rispetto per le sue innate doti di organizzatore e grande talent-scout. Ci capiva davvero. Gianni Ravera è in parte responsabile del mio graduale spostamento di ruolo.
Eppure, come è strana la vita. Gianni e Marco Ravera, suo figlio, colpiti entrambi prematuramente da una malattia devastante. Fino a pochi giorni prima di morire li ho visti lavorare per ciò che era loro più cara: la musica. Per me è stato come veder spegnere il primo atto della mia vita
.”

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Marco Brenno è Emanuele Del Fiore in Tutti Pazzi per Amore, il figlio di Michele Placido nella vita

pubblicato da Lord Lucas

marco brenno tutti pazzi per amoreVisto il successo crescente di Tutti Pazzi per Amore conosciamo meglio i giovani protagonisti della serie, destinati a competere con i colleghi (Publispei) Cesaroni nei cuori dei telespettatori. Partiamo da Marco Brenno, l’interprete di Emanuele Del Fiore (gallery), figlio della protagonista Laura impersonata da Stefania Rocca. In pochi sapranno che questo è solo un nome d’arte, visto che il suo cognome è parecchio ingombrante: Brenno Placido, ovvero il figlio diciottenne di Michele Placido, nato dal matrimonio dell’attore e regista con l’attrice Simonetta Stefanelli. Brenno, ovviamente, è anche fratello di Violante Placido, altra attrice di successo lanciatissima sia sul grande schermo che su RaiUno.

Il suo Emanuele è un sedicenne ipocondriaco e intollerante, nonché il classico primo della classe un po’ perfettino. Le dinamiche seriali lo vedono costantemente in combutta con la compagna di banco - e vicina di casa - Cristina, una ragazzina alternativa e trasandata che è degna figlia di suo padre, lo stralunato Paolo interpretato da Emilio Solfrizzi. Ecco come commenta il suo personaggio l’attore stesso, in un’intervista a Rai.tv:

“E’ molto studioso, superiore agli altri, legge molto, si ispira a filosofi come Schopenhauer. E’ un secchione maniaco delle pulizie, che disinfetta la sua stanza e non sopporta gli acari. E’ un po’ femminuccia da questo punto di vista, perché non è da tutti. Interpretarlo mi è servito a imparare meglio l’italiano. Lui usa un linguaggio molto da adulto, specifico. Talvolta mi trovavo in situazioni in cui non sapevo il senso della battuta”.

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Carlo Bixio (Publispei) a TVBlog: "Troppa pubblicità nelle serie: proviamo puntate da 70 minuti"

pubblicato da Michele Biondi

Carlo Bixio, presidente PublispeiConcludiamo la nostra intervista a Carlo Bixio, presidente della Publispei, la casa di produzione di tante fiction di successo tra le quali Un medico in Famiglia e I Cesaroni. Qui potete leggere la prima parte.

Secondo lei non sarebbe forse meglio trasmettere le serie sempre con un episodio per volta, in modo da non sprecare il prodotto in poco tempo (+ giornate a settimana) e fidelizzare di più lo spettatore magari con prodotti più vicini tra loro?

Bisognerebbe calibrare meglio la pubblicità. Non si possono inserire 19 minuti di pubblicità in una trasmissione di 50 minuti. Il pubblico gradisce oggi, ma non è detto che resista domani.
Probabilmente la fascia di prima serata è diventata troppo frammentata e se io lavorassi ad un palinsesto farei proprio il contrario, cercando fedeltà con prodotti di qualità dallo spirito commerciale. Un buon compromesso potrebbe verificarsi con puntate da 70 minuti
.”

Rispetto ad altre case di produzione, lei è uno dei pochi che lavora in egual proporzione per Rai e Mediaset. Quali sono le richieste differenti delle due aziende nel momento in cui le commissionano una nuova serie?

Sostanzialmente le richieste sono le stesse con una differenza: Mediaset (Canale 5) ha un pubblico più giovane e Rai 1 uno zoccolo duro composto da un pubblico più maturo. La novità è che Sky Italia tende ad appropriarsi di una parte del pubblico di Mediaset. A sua volta Canale 5 ricerca il pubblico di Rai 1 per non perdere ascolti.
In sostanza, per ora spetta a noi, produttori indipendenti, interpretare la tendenza del mercato
.”

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Carlo Bixio (Publispei) a TvBlog: "Gireremo diversi finali per I Cesaroni 3"

pubblicato da Michele Biondi

Carlo Bixio, presidente PublispeiNei giorni scorsi abbiamo intervistato Carlo Bixio, il produttore di serie di successo come I Cesaroni e Un Medico in Famiglia. L’intervista è stata l’occasione anche per ripercorrere la carriera di Bixio. Pubblichiamo oggi la prima parte, domani la seconda.

Per i nostri lettori che non conoscono Carlo Andrea Bixio, possiamo dare una piccola carta d’identità? Lei nasce come discografico, ricordiamo per esempio il successo di Pippo Franco “Mi scappa la pipì papà”. Cosa l’ha spinta ad entrare nel mondo della produzione di fiction e intrattenimento?

L’incapacità del mondo della discografia di prevedere il crollo delle vendite pur constatando che la tecnologia e i nuovi media sarebbero stati pericolosi alleati. Così, non si è investito in radio e TV, esponendosi ai ricatti ed agli attacchi di chi non ha avuto voglia di rispettare il lavoro degli autori, degli editori e dei discografici.
Ho fatto in tempo però, da editore e discografico, a ricevere dischi d’oro per: Djamballa (il dio serpente), Profondo rosso dei Goblin, Gamma di Enrico Simonetti, Metti una sera a cena di Morricone, che ottenne oltre al Disco d’Oro, il Premio di Qualità, Kalimba de Luna (Tony Esposito), Mi scappa la pipì papà (Pippo Franco), Gomma Gomma (Luca e Manuela), Giù la testa (Ennio Morricone), Mamma (Pavarotti), La notte vola (Lorella Cuccarini), Bolero (Francis Lai) e perfino un successo dance: I can stand it.

All’epoca il disco d’oro veniva riconosciuto a chi vendeva un milione di copie certificate; oggi ne bastano diecimila! Posso dire con orgoglio di aver portato la mia società al primo posto nelle hit parade di Italia, Francia e Stati Uniti per 107 settimane.
In quegli anni firmai tre importanti esclusive: con la Titanus, con l’Euro International Film e infine con la Rizzoli. Ed il gruppo ottenne così la leadership nel genere colonne sonore. Iniziammo così le fortunate collaborazioni con registi di fama internazionale.
Ma soprattutto ho fatto in tempo a godere del privilegio di avere un padre speciale, sia come uomo che come genio creativo. La canzone italiana è mia parente stretta. Infatti, Cesare Andrea Bixio, mio padre, è stato anche il “papà” della canzone italiana, componendo le più belle e famose melodie dagli anni ’20 fino agli anni ’50
.”

Che ricordi ha di Gianni Ravera, suo socio in Publispei e colui che la fondò nel 1974?

Un grande ed immenso rispetto per le sue innate doti di organizzatore e grande talent-scout. Ci capiva davvero. Gianni Ravera è in parte responsabile del mio graduale spostamento di ruolo.
Eppure, come è strana la vita. Gianni e Marco Ravera, suo figlio, colpiti entrambi prematuramente da una malattia devastante. Fino a pochi giorni prima di morire li ho visti lavorare per ciò che era loro più cara: la musica. Per me è stato come veder spegnere il primo atto della mia vita
.”

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E' ufficiale: si farà un film sui Cesaroni

pubblicato da Paolino

Matteo Branciamore Alessandra MastronardiLa conferma arriva dal produttore Carlo Bixio sulle pagine di “Telepiù”: dopo due stagioni e un successo prevedibilmente in crescita con la terza stagione già in cantiere, “I Cesaroni” sono pronti a sbarcare sul grande schermo, con un film la cui sceneggiatura sarà pronta a breve.

Protagonisti della pellicola i due idoli dei più giovani, ovvero Matteo Branciamore ed Alessandra Mastronardi (Eva e Marco), anche se non si esclude la presenza dei loro amici Roberta Scardola e Ludovico Fremont -a cui Share ha dedicato una bella intervista proprio oggi-, oltre che di alcuni membri della famiglia più in voga del momento.

Il produttore di Publispei ha garantito che il film svilupperà una storia che poco o nulla avrà a che fare con la trama del telefilm, ma che sarà una derivazione delle vicende fino ad oggi raccontate. Inoltre, sono previste alcuni importanti guest star, così come è già avvenuto in televisione. Bixio ha molta fiducia nelle due giovani neo star del tubo catodico: “Cercheremo di sfruttare al meglio le capacità interpretative dei due protagonisti. Credo che Alessandra e Matteo abbiano un forte potenziale espressivo”.

Una bella dichiarazione verso due attori, in un periodo in cui si punta poco sui giovani in tv -figuratevi al cinema, che oltre ai soliti Vaporidis, Capotondi e Crescentini non osa andare-. Certo resta il rischio di incentivare troppo un “marchio” che già sta dando soddisfazioni, spremendolo in maniera eccessiva e con storie non più all’altezza della situazione. Qual è la vostra opinione?

[Via Il Messaggero]