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Tutti gli articoli con tag programmazione

Cosa vedrai? Prime time di martedì 6 ottobre

pubblicato da Stefano Sgambati

Su RaiUno Un medico in famiglia 6: non potendo mandare Minzolini in onda tutti i sacrosanti giorni, la controprogrammazione dell’ammiraglia di Viale Mazzini punta sul proprio cavallo di razza per arginare le frustate di Canale5. Vedremo chi la spunterà.

Su RaiDue Nebbia e delitti 3: se il riscaldamento globale farà il suo corso come si deve, tempo un paio di anni e di nebbia neanche più l’ombra, figuriamoci di delitti.

Su RaiTre Ballarò: di qualsiasi cosa si parlerà questa sera, nel salottino di Floris, è sicuro che si tratterà di un chiaro progetto eversivo (cit.).

Su Canale5 L’Onore e il rispetto: ultima puntata. Preparate fazzoletti, insulina, frittatona e rutto libero.

Su Italia1 Le Iene Show: non so come la pensiate voi, ma da queste parti si ritengono i tacchi di Ilary Blasi una delle poche cose degne di stima alla voce “Totti”.

Su Rete4 Danni collaterali: più di quelli perpetrati dalla programmazione di Rete4?

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Santoro barricadero: "Situazione insostenibile, sarà il pubblico di Annozero a scendere in piazza"

pubblicato da Gabriele Capasso


Michele Santoro non ci sta. Il conduttore e giornalista di RaiDue interviene a Repubblica Tv per commentare il caso dello spostamento di Ballarò e attacca frontalmente, durante un lungo sfogo, la Rai, il Direttore Generale Masi, il Presidente Berlusconi, il Presidente Garimberti e i consiglieri d’amministrazione del PD. Santoro prima spiega con efficacia, e maggior durezza dello stesso morbidoso Giovanni Floris, l’assurdità della cancellazione di Ballarò per fare spazio allo “speciale” di Porta a Porta sulla consegna delle prime case ai terremotati dell’Abruzzo.

Il quadro è chiarissimo: non bisogna disturbare il manovratore. Il Governo ha bisogno che Vespa abbia tutta la visibilità possibile in prima serata per mostrare agli italiani i grandi risultati della ricostruzione, un gigantesco spot per un evento, la cerimonia di consegna delle chiavi, già programmato da tempo. Porta a Porta ottiene uno spazio in prima serata per raccontare l’evento, anche non in presa diretta, e la concorrenza di Ballarò (notoriamente capace di ottenere ottimi ascolti) deve essere cancellata dal palinsesto.

Santoro viene naturalmente sollecitato a spiegare la situazione di Annozero, il cui esordio è previsto per giovedì 24, ma che di fatto è paradossalmente appeso ad un filo. I contratti dei collaboratori sono in via di definizione (questo significa che da molte settimane decine di operatori e giornalisti lavorano senza la certezza né che il tutto vada in onda né di essere pagati), gli spot non vengono mandati in onda e intanto rimane nella totale incertezza il contratto “più pesante” dal punto di vista politico, quello di Marco Travaglio.

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Bruno Vespa "scalza" Giovanni Floris: martedì puntata speciale di Porta a Porta. Slitta l'esordio di Ballarò, rimandata anche la premiere di Tutti pazzi per la tele: alla faccia del pluralismo...

pubblicato da Stefano Sgambati

Bruno VespaMartedì ci sarà uno speciale di “Porta a Porta”. L’unico uomo capace di spostare, avvicendare, modificare, sovvertire, a proprio piacimento, i palinsesti della televisione pubblica - Bruno Vespa - colpisce ancora e questa volta a farne le spese è “Ballarò” del povero Giovanni Floris. La puntata speciale, tra l’altro, tratterà del terremoto d’Abruzzo, cogliendo l’occasione della consegna (si fa per dire) delle prime case (si fa per dire); Bruno Vespa, insomma, dopo i primi piani dei terremotati, i rallenty appiccicaticci e lacrimosi, la musica di Titanic e gli orsacchiotti di Peluche, torna a parlare di una tragedia umana e ambientale di grandissimo conto, speriamo, per una volta, col giusto rispetto e dovuta responsabilità giornalistica, deontologica e critica, piuttosto che come strisciante megafono del Governo. Tutto questo con buona pace di Floris che si vedrà slittare la prima puntata della nuova stagione della sua “creatura”. Tutto questo in casa Rai, quella che in nome del pluralismo aveva censurato i trailer di Videocracy, documentario sulla tv di Erik Gandini. Bella figura, grande coerenza.

A margine va segnalato che l’arroganza della Rai impedirà anche all’attesa premiere di “Tutti pazzi per la tele” di andare in onda. La stessa è stata posticipata al 22 settembre.

Torrnando alla querelle Ballarò-Porta a Porta, questa la motivazione del vicedirettore generale Antonio Marano:

“C’era la volontà di valorizzare un momento importante per il Paese. Per “Ballarò” non c’è alcun problema, è solo uno spostamento che abbiamo ritenuto opportuno visto il tipo di evento e per non far sovrapporre due programmi di approfondimento”.

La riposta di Floris:

“E’ un atto immotivato ai miei occhi, non riesco a comprenderne le ragioni. Avremmo potuto trattare gli stessi temi dello speciale di Raiuno, non vedo il motivo di sostituirci. Abbiamo un inviato in Abruzzo da due settimane e la cerimonia del 15 settembre era un avvenimento previsto da prima che presentassimo la trasmissione. Naturalmente poi avremmo parlato anche di altro, di attualità politica e di attualità economica”.

La presa di posizione di Bruno Vespa, diffusa da una nota dell’AGI (la dichiarazione completa del conduttore è disponibile in coda all’articolo stesso, dopo il “salto”)

“Raiuno e Porta a porta sono stati indiscutibilmente la rete e la trasmissione leader sul terremoto dell’Aquila”.

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Intuito

pubblicato da Massy


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Sky punta forte su Cult: dall'11 ottobre riparte anche "In Treatment"

pubblicato da Stefano Sgambati

In TreatmentQuanti tra voi stavano aspettando il ritorno dello psicoterapeuta Paul, protagonista de “In treatment”, una delle più brillanti serie tv degli ultimi anni, smetteranno di soffrire in data 11 ottobre, quando comincerà su Cult (canale 319 di Sky) la seconda stagione inedita. Gli attori protagonisti, Gabriel Byrne e Dianne West, sono già stati insigniti di un Golden Globe e di un Emmy per le rispettive interpretazioni. La data di partenza ufficiale è prevista per domenica 11 ottobre alle ore 21.

L’evento ci dà il “la” per parlare di Cult, un canale che è cresciuto enormemente negli ultimi anni di programmazione, tanto da “meritare” il transito da canali ordinari a quelli “Cinema”, per il dispiacere e la rabbia degli abbonati Sky che si sono visti scivolare via una programmazione - fatta di cinema d’autore, documentari e serie tv - a cui si erano affezionati. Giusto in questi giorni è partita la nuova campagna promozionale che anticipa le tematiche dell’imminente stagione televisiva. Tra le novità annunciate, la prima edizione del CSF - Cult Summer Festival 09, con una selezione pregiata di film internazionali che proporrà in televisione numerose pellicole trionfatrici nei festival e che scarso spazio hanno trovato nella distribuzione consueta, almeno per quanto riguarda l’Italia. Da tenere d’occhio Cult, che insieme a Current è forse il canale più interessante dell’intero pacchetto Sky, ormai fin troppo incentrato sulla grande tecnologia dell’alta definizione, sui pop corn movie e su Fiorello.

Rimandato a (fine) Settembre

pubblicato da Massy


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Rai fuori da Sky? Gli ascolti calano. Intanto lo schermo blu è già comparso 168 volte. Adiconsum: "La soluzione è il decoder multiscript"

pubblicato da Stefano Sgambati

Schermo bluIl problema della Rai, quello più svelato, giunti a questo punto della guerra televisiva più cruenta che si ricordi in tempi recenti, è che si comporta precisamente come una tv commerciale. Lei, che dovrebbe essere soprattutto una questione pubblica. Se perfino in Argentina - dove di certo non stanno meglio di noi - la televisione di Stato decide di offrire gratuitamente ai propri abbonati tutto il campionato di calcio, per ovviare alla crisi che lo stava bloccando, capiamo bene come il nostro Paese sia un meraviglioso coacervo di contraddizioni e bugie.

Come si apprende da un articolo di Repubblica, a firma Aldo Fontanarosa, in 19 giorni - cioè tra il 2 e il 20 agosto - sono stati ben 168 i programmi Rai oscurati: nello specifico 19 eventi di RaiUno; 23 eventi di RaiTre; addirittura 126 di RaiDue. Si tratta di cartoni animati, serie televisive, film e partite di calcio. In tal senso, basti ricordare la mancata diretta di Lazio-Elfsborg, match di Europa League programmato su Rai3, così come la finale di Supercoppa a Pechino, l’amichevole della Juve con il Villarreal, la partita della Nazionale italiana con la Svizzera e così via. Un’overdose bulimica che lascia interdetti i corretti pagatori e gli osservatori del settore.

Citiamo direttamente dall’articolo di Fontanarosa:

“L’oscuramento ha invaso tre fasce orarie. Quella mattutina di RaiDue, intanto. Tre le 7 e 30 e le 10 e 45, non si vendono più sei serie di cartoni animati (dalla “Sirenetta” a “I miei amici Tigro e Pooh”). Colpita anche la fascia pomeridiana di RaiDue, da cui sono sparite serie di telefilm come “Streghe” e “Law & Order”. Ma è soprattutto RaiTre a pagare un prezzo alto. L’8 agosto, ad esempio, la Terza Rete ha subìto un oscuramento totale che è iniziato alle 21 (con il film “Collateral”) ed è proseguito alle 23,30 con il film “Carter”. Stesso copione il 15 agosto, quando il doppio colpo di spugna ha cancellato prima “La banda degli onesti”, a seguire “Getaway” con Steve McQueen”.

Tutto ciò con un collasso degli ascolti. La seconda rete - sempre secondo l’articolo di Repubblica - perde lo 0,8% in termini di share. Tale crisi sfiora l’1% nella fascia dei telefilm (tra le 14 e le 18); mentre la perdita di RaiTre (in prima serata, tra le 21 e le 23) arriva all’1,4%.

“Chi invece difende l’opportunità del divorzio potrà aggrapparsi ad un altro dato dell’Auditel, stavolta favorevole alla tv di Stato. Parla di una tenuta, anzi di un progresso di RaiUno (che aumenta ad agosto fino al 2,9% in prima serata). E’ come se molti italiani - trovando lo schermo blu su RaiDue oppure su RaiTre - abbiano riparato intanto su RaiUno”.

Da qui si torna a bomba: la Rai decide, per una questione di pura economia, di non rendere disponibile una parte della propria programmazione semplicemente a chi non è “cliente” diretto (un abbonato Sky, per esempio). Questa deviazione diabolica è alla base del più ovvio meccanismo commerciale, appunto.

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David Letterman non finisce con RaiSat. Da domani, martedì 11 agosto, il "lateshow" torna in onda su Sky Uno

pubblicato da Stefano Sgambati

LettermanMeno male che c’è Sky. Fuoriuscito il pacchetto Raisat dalla piattaforma di Murdoch, uno dei programmi più visti, cioè il David Letterman Show, non muore, non si perde e, soprattutto, come già annunciato, non necessiterà di qualche altra diavoleria tecnica per essere visto. Da domani, martedì 11 agosto, infatti, il più famoso “late show” della televisione americana (e probabilmente mondiale) sarà trasmesso in esclusiva su SkyUno (canale 109), tutti i giorni alle 23, a poche ore di differita dalla normale messa in onda americana. Una possibilità importante, per tutti gli abbonati Sky che temevano perduto un appuntamento fisso della programmazione serale, di seguitare a guardare uno show che “vive” da oltre 27 anni, 4500 puntate e 14.700 ospiti (tra cui anche molti italiani. Ricordiamo, per esempio, la storica ospitata di Maurizio Costanzo e Roberto Benigni che scatenò il delirio in studio in una maniera che poi avrebbe conosciuto tutto il mondo durante la cerimonia di consegna degli Oscar più di un decennio dopo).

Buona visione a tutti gli appassionati, naturalmente.
Dopo il salto, un video su tutti, sottotitolato in italiano: la ripresa dello show dopo gli attentati dell’11 settembre. Ricordando che il programma va in onda proprio da New York, sede delle Torri Gemelle, questo è forse lo spezzone più commovente, sentito e, inevitabilmente serio (anche se non troppo, come vedrete…) della storia di David Letterman.

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Tutti contro Mamma Rai: il presidente Napolitano inferocito, Zavoli umilia Garimberti e Masi: "Riaprite subito la trattativa con Sky". Noi proviamo a fare un po' di chiarezza...

pubblicato da Stefano Sgambati

Pizza e mandolino: l'italiaPiù che tv, la Rai è diventata un affare di Stato. S’è arrabbiato anche il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. L’eletto al Colle ha impugnato la situazione e si è rivolto con cipiglio alle alte cariche di Viale Mazzini per esprimere il proprio disappunto per quanto accaduto in seno all’affare Sky: secondo Napolitano, la situazione così composta andrebbe definitivamente a rovinare un’azienda già in gravissimo deficit economico. Noblesse oblige: presidente e direttore generale hanno piegato il capo, pur senza combinare granché. Certamente il silenzio risulta assai più costruttivo di certe dichiarazioni, come per esempio quella di Garimberti, secondo il quale l’uscita della Rai dalla piattaforma di Murdoch risulterebbe perfino conveniente. Finanza creativa, accipicchia.

Quest’oggi altri tuoni. Sergio Zavoli, eminenza grigia e capo della Commissione di Vigilanza Rai, ha guardato in cagnesco i principali responsabili di questa debacle economica e morale, Garimberti e Masi, imponendo, nientemeno, la riapertura della trattativa con Sky:

“I giudizi via via più stringenti attorno a questa inopinata querelle, primo fra tutti quello del Presidente Napolitano, esigono di riaprire la trattativa finché non sia inconfutabilmente palese la convenienza, non solo aziendale, del sistema televisivo e quindi dell’interesse nazionale, di dirla conclusa. L’auspicio è esteso a Sky che mi auguro non disinteressata a un’equa soluzione del problema”.

Ancora Zavoli:

“Riportare i canali Rai e RaiSat sulla piattaforma Sky credo corrisponda, oltre che alla richiesta di un’utenza sempre più vasta, anche a criteri di utilità imprenditoriale e industriale, considerando che i canali di Rai Sat, cancellati dalla programmazione di Sky, non sono più ricevibili altrove. La Rai potendosi mettere nella condizione di ricevere questo invito, darebbe una prova inequivocabile di voler essere, com’è sua prerogativa e dovere, un autentico, reale servizio pubblico, cioè rispondente alla legge costitutiva e agli indirizzi della Commissione parlamentare”.

La partita, a questo punto, risulta evidentemente appuntita su almeno tre fronti:

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Fantashare e Cosa vedrai? Prime time del 30 giugno 2009

pubblicato da Stefano Sgambati

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Su RaiUno: Alice Nevers - Professione Giudice: una nuova serie tv giudiziaria che speriamo non disturbi troppo la regolare programmazione di REPLICHE.

Su RaiDue Ghost Whisperer: nuova puntata della celeberrima serie in cui la protagonista può parlare coi morti e scoprire, per esempio, chi ha ammazzato Michael Jackson.

Su RaiTre Da Wall Street a Gran Torino: un documentario che racconta la crisi economica, la caduta di Wall Street e lo sbarco della Fiat a Detroit con il titolo più “paravento” del mondo. Un po’ di “Wall Street”, un pizzico di Clint Eastwood e il gioco è fatto.

Su Canale5 Mystere: miniserie fantasy francese che proverà a fare luce laddove anche gli X Files fallirono: com’è possibile che Carla Bruni abbia sposato Sarkozy?

Su Italia1 Eli Stone: tornano le avventure dell’avvocato che vede George Michael ballare in sala da pranzo. Per molto meno a noi comuni mortali ritirerebbero come minimo la patente: a questo qui, invece, gli fanno pure tenere le udienze.

Su Rete4 A rischio della vita: con Van Damme. Un’ottima alternativa all’elettroshock.

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Fantashare e Cosa vedrai? Prime time del 13 giugno 2009

pubblicato da Stefano Sgambati

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Su RaiUno L’ultimo sogno: catastrofe disumana in cui un tizio perde tutto, casa, lavoro, donna e scopre di avere un tumore. Solo allora l’ex moglie si muoverà a pietà e tornerà con lui fino alla fine. Da vedere solo se in casa v’è rimasta una buona scorta di gin.

Su RaiDue McBride: serie tv statunitense dalle tinte gialle.

Su RaiTre Troppo Forte: senza se e senza ma uno dei più grandi film italiani del Novecento. E qui ci metto un punto democratico.

Su Canale5 Scherzi a parte Story: Teo Mammucari, Belen Rodriguez e Claudio Amendola insieme. Mancano due nani, un elefante, quattro clown, la donna cannone, il bambino del Sesto Senso e Barbara D’urso per completare il circo.

Su Italia1 Un allenatore in palla: commedia di Steve Carr divertente e godibile, almeno fino a quando non vi rendete conto che è sabato sera e siete soli a casa.

Su Rete4 Criminal Intent: solito telefilm, solita programmazione, solito tutto. Un altro buon motivo per accogliere lo spegnimento del canale per lo switch over senza troppi patemi d’animo.

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Fantashare e Cosa vedrai? Prime time del 15 maggio 2009

pubblicato da Stefano Sgambati

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Su RaiUno Affari tuoi - Speciale per due. La trasmissione dei Pacchi, per non diventare un pacco, propone il solito festino in prime time per ravanare un po’ d’ascolti in tempi di carestia. Si può scegliere il cambio?

Su RaiDue E.R. Medici in prima linea. Giunta al suo 145esimo anno di programmazione, la serie medica più famosa della televisione rischia di passare dalle corsie ospedaliere ai corridoi delle case di riposo. Il successo, tuttavia, è sempre assicurato.

Su RaiTre Mi manda RaiTre: non vogliamo nemmeno sapere dove.

Su Canale5 Piper. Miniserie in 6 puntate che ripercorre le sorti dell’Italia degli anni Sessanta, cioè quando si stava peggio e quindi molto meglio.

Su Italia1 Le Iene Show: La signora Totti si prende il consueto venerdì sera libero dal marito mentre Luca e Paolo conducono la trasmissione.

Su Rete4 Don’t Say a Word: thriller psicologico in cui un medico della mente tenta a tutti i costi di fare emergere dalla memoria di una paziente un numero che fa gola a moltissimi: il cellulare di Belen Rodriguez?

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La Rai in profondo rosso. Il dg Masi: "La situazione è critica". I problemi sono la scarsa pubblicità e l'evasione del canone

pubblicato da Stefano Sgambati

Mauro MasiPartiamo da un presupposto: la Rai - televisione di Stato italiana - nell’ultimo anno, almeno dal punto di vista dei contenuti e del rapporto col pubblico, ha fatto giganteschi passi avanti. Almeno è questa l’opinione di chi scrive: il Festival di Sanremo è stata una ventata d’aria fresca, le ultime proposte di fiction e di film tv sono state tutte vincenti, nonostante qualche polemica - legittima, per carità - dei puristi. Senza contare l’avvento, avveniristico e pioneristico, di Rai.tv, il portale di consultazione e diretta - streaming e on demand - dell’intera programmazione Rai, inclusi i canali presenti sul bouquet Sky, che ha sancito un’autentica rivoluzione nel modo di rapportare la televisione al Web. Non solo foglie d’alloro, naturalmente: le polemiche innescate sul territorio delle nomine Rai discusse a Palazzo Grazioli, davanti a un Silvio Berlusconi non propriamente super partes, è stata francamente l’apologia dell’imbarazzo. Senza contare l’aumento del canone di 1,5 euro e la scelta di “staccarsi” dalla piattaforma Sky rinunciando così a una cifra esorbitante di denaro.

Nel frattempo, il Direttore Generale Mauro Masi ha scelto di non nascondersi e, seppure tra le righe necessarie, ha parlato di “crisi” relativamente alla situazione finanziaria di Mamma Rai:

“La situazione economico-finanziaria è oggettivamente critica. Affrontarla è una priorità. Tuttavia la Rai e’ una azienda sana e solida, pronta a rispondere a tutti i grandi temi aperti sul campo. E’ prioritario adesso individuare il percorso per fronteggiare il peggioramento dei conti aziendali, a cominciare da una impellente azione per il recupero del canone”.

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Nasceva 25 anni fa Videomusic, la prima tv musicale d'Europa. Storia di una rivoluzione fagocitata dal progresso

pubblicato da Stefano Sgambati

VideoMusicSapevate che è stata la prima tv videomusicale d’Europa? Sapevate che ha “sdoganato” la musica nera, mandando in onda, come primo video in assoluto, “All Night Long” di Lionel Richie, anticipando di molto tempo Mtv? Sapevate che venne prima, molto prima, della tv musicale di Richard Branson in Inghilterra? Sapevate che fece conoscere agli italiani il video di “Rock the Casbah” dei Clash? Sapevate che, come televisione, diede, per prima, l’appoggio a Nelson Mandela con una maratona di 18 ore sui temi dell’apartheid e dei diritti civili? Sapevate che i grandi discografici stranieri si rivolsero a loro per sapere se il disco sul Live Aid era da pubblicare? Sapete che la major telefonarono agli studi per sapere se un signore come Bruce Springsteen fosse o meno da lanciare in Italia? Sapevate che il “Live in Rome” dei Nirvana, fu interamente realizzato da questa incredibile realtà televisiva?

Ricorre in questi giorni il venticinquennale di Videomusic, come già detto, la prima videotelevisione d’Italia e d’Europa. Oggi, laddove la rete venne fondata, cioè in Lucchesia, Toscana, sorge invece un gigantesco resort chiamato “Music Hotel”, fondato da quella stessa Marialina Marcucci che a metà degli anni Ottanta, insieme al padre noto imprenditore, mise su l’azienda della grande M verde, dando il “la” a un impero che conobbe, negli anni, somme fortune, cali organici e collassi irrecuperabili. Commenta lei stessa, interpellata da La Stampa:

“Rifuggo dalle nostalgia, ma so che ci sono fanzine e anche un sito costruito sul ricordo. Videomusic ha svolto un ruolo, ha fatto scoprire il pubblico giovanile, ha dato dignità alla musica. Fummo i primi a dare speranza ai neri: Mtv era nata per i giovani, ma forse per l’America benpensante il black non andava agli inserzionisti e solo dopo molto tempo ospitò artisti neri. Lionel Richie fu così riconoscente con noi che, quando anni dopo le reti si combattevano a colpi di esclusive, e Richie imbroccò un altro hit, decise di darlo a noi, proprio perché eravamo stati i primi a ospitare un nero”.

La Marcucci è un’imprenditrice rampante, figlia di cotanto padre, classe 1954, ex vicepresidente della Regione Toscana, editore dell’Unità e attualmente presidente della Fondazione Europea Robert Kennedy, una onlus no profit. Al di là di ogni intuito, la rivoluzione dietro l’epopea VideoMusic fu quella di consegnare dignità, potere ed eccellenza a una categoria che al tempo non contava nulla, commercialmente, e che oggi invece, nel bene e nel male, detta le leggi della moda e della tendenza e fa aguzzare le antenne a chi si occupa di piazzare prodotti sul mercato: i giovani.

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Isteria da auditel: le fiction tutte di lunedì. Massimo Ghini: "Come se dovessi recitare Neruda in discoteca"

pubblicato da Stefano Sgambati

Massimo Ghini

Quanti programmi di qualità ci risulta complicato seguire perché posizionati in settori strategici per ragioni di auditel? Mi spiego: al momento, uno dei giorni della settimana più agguerriti dal punto di vista dell’accalappiamento dello spettatore, sabato a parte, è il lunedì sera.

X Factor da una parte, Grande Fratello dall’altra: il reality show della Marcuzzi sbanca tutte le settimane e la Rai prova a rosicchiare punti piazzando sulla Rete principale programmi forti dal richiamo tenace. Fiction come Il Bene e il Male, “Puccini” e compagnia bella hanno provato a smuovere qualcosa nel fondale sabbioso e immoto dello share italiano.

Adesso è la volta del tv-movie “Sui tuoi passi”, con Massimo Ghini, anch’esso destinato ad essere trasmesso fatalmente di lunedì, cioè a partire dal prossimo 9 marzo, in concomitanza con programmi ben più radicati e commerciali. C’est la vie, si dirà, e infatti così è, se vi pare e pure se non vi pare, perché le eminenze grigie del tubo catodico ne sanno una più del diavolo e allora tanto vale tacere e chinare il capo davanti cotanta esigenza di profitto.

Però, certo, il dubbio viene: questo tentativo disperato di frammentazione dell’auditel è anche una condanna per chi volesse seguire i propri talent e reality show preferiti del lunedì, senza doversi alambiccare per fare la spola anche con le fiction di successo. Può succedere: certo è che lo spettatore medio del Grande Fratello difficilmente potrà incuriosirsi alla storia di Giacomo Puccini, ma non è detto. Poco probabile non vuol dire impossibile. L’impressione è che sul campo di battaglia dei numeri televisivi, qualche volta ci finiscano riversi e morti pure i gusti dello spettatore, il quale è destinato ad accontentarsi di una programmazione schizofrenica in cui moltissime delle cose di maggiore richiamo vengono accumulate tutte negli stessi giorni.

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