Lo sciopero degli sceneggiatori, come ha tempestivamente segnalato Notuno, è terminato. Già in questi giorni numerosi show-runners stanno rimettendosi al lavoro per scrivere nuovi episodi, in modo che la loro realizzazione sia più rapida possibile.
Già erano circolate delle voci circa il futuro di alcune serie Abc, ma ora, dal magazine TvGuide, emergono nuove informazioni più dettagliate su molti telefilm decimati dallo sciopero iniziato a novembre. Sebbene quelle che seguono dopo il salto siano previsioni e nulla sia confermato, molti fan saranno lieti di sapere che presto (entro un mese o due) i loro personaggi preferiti torneranno.
Per “Lost”, invece, che ormai sembra diventato un caso a parte per la grande attesa che lo circonda, manca poco alla conferma delle riprese delle registrazioni per sei nuove puntate che, aggiungendosi alle otto già realizzate, completerebbero la quarta stagione (con 14 episodi invece dei 16 previsti).
Continua a leggere: Lo sciopero è finito- il ritorno dei telefilm (nuove puntate per Lost?)
Addison balla da sola. In tutti i sensi, dato che nel primo episodio della nuova serie “Private practice” la troviamo entusiasta della sua nuova vita a Los Angeles mentre si esibisce appena uscita dalla doccia in una divertente coreografia, mentre il suo vicino di casa nonché collega Sam assiste sbalordito a tutta la scena (potete vederlo nella gallery)…
Questa è, a mio avviso, una delle scene più divertenti della prima puntata dello spin-off di “Grey’s anatomy”, in onda ogni mercoledì sulla ABC.
I personaggi non sono del tutto sconosciuti al pubblico: sono infatti già stati presentati durante gli episodi 22-23 della terza serie creata da Shonda Rimes (che firma anche “Private practice” e che è “colpevole”, tra l’altro, del film con Britney Spears “Crossroads”), intitolati “L’altro lato della nostra vita” (già andati in onda su Sky, a breve su Italia1).
Saranno loro ad animare il Oceanside - Wellness Group, clinica privata (da cui il titolo, che in italiano suonerebbe all’incirca “studio privato” o “libera professione”), specializzata in terapia di coppia e in procreazione assistita (legale in California), con le loro storie professionali e private.
La serie dovrebbe esordire in Italia già dal prossimo dicembre, affiancata dalla quarta stagione della serie madre, su FoxLife (canale 111 di Sky), in attesa di approdare in chiaro su Italia1 (magari in una rinnovata serata Doc?).
Nell’attesa del suo arrivo da noi, scopriamo qualcosa di più sui personaggi e sulle storie che ruotano attorno al noto chirurgo neonatale Addison Forbes Montgomery (Kate Walsh), donna dal carattere forte e determinato, al punto che decide di trasferirsi a Seattle per riconquistare la fiducia del marito Derek (Patrick Dempsey), tradito col migliore amico di lui (Mark, Eric Dane), per poi rinunciare al prestigioso incarico di caporeparto e traslocare a Los Angeles, dove iniziare una nuova vita e, chissà, trovare l’amore.
Continua a leggere: Private Practice, lo spin-off di Grey's Anatomy
Prison Break resta una delle serie tv più interessanti nel panorama del genere. E resta una serie di successo. Per questo, Fox sta ragionando sulla possibilità di uno spin off al femminile.
La nuova serie si intitolerebbe Prison Break: Cherry Hill. Ambientata in una prigione femminile avrà come protagonista un personaggio che ancora non ha fatto la sua comparsa in terza stagione. Per chi vuole qualche notizia in più, c’è la seconda parte del post. Per chi ha paura di spoiler, be’, ci si può fermare qui.
La notizia è freschissima e sta facendo il giro della rete.
L’ambientazione sarebbe decisamente originale, sebbene, a una prima impressione, molto difficile da trattare senza scivolare nello stereotipo. Ci sono, comunque, parecchi prodotti ambientati in un carcere femminile: Cell Block H, una serie australiana, e una comedy della Fox: Women in Prison.
Ma il gruppo di scrittura e produzione che lavorerà al pilot è lo stesso che si è occupato di Prison Break, ovviamente. Una garanzia di qualità, se un prodotto Fox ne ha veramente bisogno.
Continua a leggere: Prison Break: Cherry Hill - lo spin off al femminile
Della messa in onda in Italia della seconda stagione di Prison Break non si sa ancora nulla, ma con molta probabilità non sarà trasmessa - salvo sorprese, ma ne dubito - su Italia1 prima dell’autunno (per il momento si parla di settembre).
Negli Stati Uniti la seconda stagione è invece ormai agli sgoccioli e come succede sempre nei periodi pre-finale si pensa ad un rinnovo o ad un’eventuale sospensione.
Prison non deluderà i suoi fan: se nelle scorse settimane sono partite petizioni affinché ne fosse prodotta una terza stagione, proprio ieri è arrivata la conferma dalla Fox, network americano che la trasmette, del rinnovo della serie tv per un’altra stagione.
Il creatore del telefilm, Paul Scheuring, ha anticipato solamente che ci sarà una sorta di “ritorno all’origine”, il che può far pensare ad una nuova incarcerazione dei fratelli Scofield. E’ solamente una mia supposizione, anche perché ho smesso di seguire la serie dopo il finale della prima stagione - non per scarso interesse, ma perché ho preferito dedicarmi, per ora, ad altri telefilm - e delle dinamiche attuali so poco/niente, se non ciò che ho letto distrattamente in giro.
Ricordo a tutti gli Sky-muniti, che attualmente su Fox sono in onda le repliche della prima stagione, ogni lunedì alle 21.00. Se non avete visto la serie su Italia1 o se vi siete persi, comprensibilmente, qualche puntata a causa della programmazione ballerina, fate in tempo a recuperare.
Quante volte avete desiderato che la vostra serie tv preferita non finisse mai? E che avreste voluto chiedere alla produzione di continuare con almeno un’altra stagione? Il 3 marzo è partita ufficialmente una petizione per la terza serie di Prison Break. Come avevamo già scritto lo stesso Paul Scheuring il creatore del prisonal ha parlato di un’ipotetica continuazione della serie e come ci ha spiegato Malaparte l’arte del cliffhanger e i numerosi intrecci narrativi permettono a questa serie di continuare ancora per molto.
Le cose interessanti, a riguardo, sono che il tutto avvenga all’interno del myspace ufficiale della serie tv (il che la dice lunga sul marketing televisivo statunitense) e che ormai ogni personaggio ha un proprio myspace aperto dagli spettatori che si sono immedesimati nei loro protagonisti preferiti: il cattivo T-Bag, la dolce dottoressa Sara Tancredi, l’agente Paul Kellerman,
il mafioso John Abruzzi, per non parlare dei numerosi myspace che hanno Michael Scofield e suo fratello Lincoln Burrows.

Alla voce cliffhanger l’Oxfordparavia cita:colloq. (film) film m. mozzafiato; (story) racconto m. mozzafiato; (situation) situazione f. ricca di suspense.
Wikipedia dedica al cliffhanger un’intera pagina, colma di case history, citazioni, esempi di cliff, e un elenco di “ganci narrativi irrisolti”.
Per amor di definizione, diciamo che il cliffhanger è un punto ben preciso del plot di una storia, un film, un qualsiasi prodotto di fiction. In quel plot-point, la storia si interrompe e genera uno o più punti interrogativi, generalmente relativi a situazioni pericolose a carico del protagonista. La lunga serialità americana, letteralmente, vive di cliffhanger, che si presentano regolarmente, più o meno forti, più o meno significativi, più o meno forzati, alla fine di ogni episodio e - ahimé - alla fine delle varie stagioni.
Il season ending più famoso di tutti i tempi con un cliff da far tremare i polsi è il celeberrimo Who shot J.R.?, chiusura della terza stagione di Dallas: era il 1980, e l’interrogativo divenne, letteralmente, un’ossessione nazionale negli States. Leggende metropolitane circolavano in merito: si disse addirittura che vennero girate tre risoluzioni alternative, in modo che nemmeno gli attori sapessero davvero chi avesse sparato a J.R.
L’episodio risolutivo, 21 Novembre 1980, si intitolava Who Done It?. Si tratta di uno degli eventi televisivi più seguiti di tutti i tempi: fu visto da oltre 41 milioni di spettatori e totalizzò il 76% di share. (Se non sapete chi ha sparato a J.R., lo trovate nel “continua”*)
Oggi il pubblico è avvezzo al cliff (anche perché, se non lo fosse ci sarebbe di che temere per le coronarie di chiunque segua serie tv), divenuto un vero e proprio accalappia-ascolti. Tutte le serie di maggior successo ne fanno un uso che a volte rasenta lo stucchevole.
Mai stucchevoli, a giudizio del sottoscritto, sono i cliffhanger di Prison Break. (Attenzione: segue spoiler)
Quasi scontato il consiglio odierno di TvBlog: Prison Break, straordinaria serie tv che in America è appena arrivata allo stop “pre-natalizio” della seconda stagione, è al suo ultimo episodio della prima, in Italia, su Italia1 alle 22:55. L’episodio si intitola L’Ultimo Miglio (titolo originale: Flight).
Sembrerebbe quasi fatta, per il manipolo di evasi dal Fox River. Manca solo l’aereo che aspetta Michael, suo fratello e il raffazzonato gruppo di compagni di fuga. Ma il cliffhanger di fine stagione è di quelli da cardiopalma. Buona visione.
Prima della pausa che priverà i fan di Prison Break di nuove puntate della seconda, straordinaria stagione fino a gennaio, (e visto che il sottoscritto è finalmente riuscito a pareggiare la programmazione americana) sembra giusto dedicare un post riassuntivo che permetta ai fan di Michael Scofield di fare quattro chiacchiere anche qui.
Inutile dire che quanto segue è spoiler per chiunque stia seguendo la prima stagione, in dirittura d’arrivo su Italia1.
Continuate, dunque, a vostro rischio e pericolo.
Oggi su Italia 1 va in onda il penultimo episodio di Prison Break, il telefilm labirinto, che ha letteralmente imprigionato milioni di tele-abitanti del pianeta. La puntata si intitola “CI SIAMO” e verrà seguita il 30 novembre dall’episodio, che come abbiamo già scritto, farà cambiare prospettiva alla serie. Nonostante i continui balletti dei giorni di programmazione il fenomeno dei Prison Breaker ha attecchito anche in Italia. Negli USA la mania è alle stelle: lunedì andrà in onda la puntata finale prima della pausa che solitamente coinvolge le serie e tutto è diventato all’insegna di Prison Break: myspace, sponsor e siti promozionali. Della serie sono stati prodotti anche dei mobisodes per i cellulari. A noi invece non ci resta che aspettare la terza serie.
La notizia circola in rete da un bel po’ di tempo ed è arrivato il momento di scriverla anche qui: Paul Scheuring, il creatore di Prison Break, sta pensando ad una terza stagione per la fortunata serie che vede tra i protagonisti principali Wentworth Miller e Dominic Purcell. Il prisonal, come lo ha definito MarcusDaly, continua a mietere successi Oltreoceano e nel Regno Unito.
Scheuring nelle varie interviste rilasciate ha fatto intendere che la seconda serie sarebbe stata anche l’ultima per lui. Alcuni interni alla produzione, invece, hanno confidato che la terza serie sarebbe già stata scritta e che le linee narrative subiranno ancora una volta un cambiamento drastico.
Come era avvenuto con il passaggio dalla prima alla seconda serie, se verrà confermata la produzione della terza serie il telefilm cambierà punto di vista o comunque la storia si focalizzerà soltanto su alcuni personaggi.
Fedeli allo slogan “la fuga è solo l’inizio”.
Questa sera alle 22:35 Italia1 riprende la programmazione Prison Break, il prisonal - come lo definì MarcusDaly in questa recensione, poi ripresa da più parti - che in America ha già visto la messa in onda delle prime due puntate della seconda stagione. Ora, qui occorre fare una scelta di campo.
Tanto per cominciare, se state seguendo la stagione uno evitate come la peste il sito ufficiale (vi risparmio anche il link), perché è spoiler fin dalla home page.
Per quello che ci riguarda, cercheremo di seguire entrambe le stagioni, con l’accortezza di non rovinare la festa a chi è legato alla programmazione su Italia1.
I due episodi che andranno in onda questa sera sono L’Inizio della Fine e Piano di Fuga. Questi i corrispettivi americani: Episode 107 -
Riots, Drills and The Devil Part 2 of 2, messo in onda per la prima volta il 03/102005, e Episode 108 - The Old Head, 24/10/2005.
Vi prego di notare l’enorme differenza fra i titoli italiani e quelli originali.
Si riprende da dove ci si era interrotti per non sprecare una serie di sicuro successo nei mesi estivi: il carcere di Fox River, dove Michael Scofield sta cercando di far evadere il fratello Lincoln Burrows condannato alla sedia elettrica per l’omicidio del fratello del Presidente degli U.S.A., è in balia dei detenuti, nel bel mezzo di una rivolta. Il piano di Michael, che già si scontra con la necessità di allargare il numero dei fuggiaschi e con l’imprevisto che non puoi tatuarti addosso, rischia di essere mandato a monte dalla rivolta, dal suo interesse particolare per la dottoressa Tancredi, da troppi fattori esterni.
Abbiamo lasciato Michael che cerca di pensare a come salvare la dottoressa dall’assalto dei detenuti che stanno per invadere l’infermeria. Veronica Donovan - la bella avvocatessa innamorata di Linc - che ha risolto in parte i suoi dubbi nei confronti di Nick e sta per andare a rintracciare una telefonata anonima impossibile che aveva contribuito a incastrare Burrows per l’omicidio. T-Bag che vuole unirsi alla fuga contro il parere di Abruzzi. E un’altra serie di cliffhanger niente male che si risolveranno nei due episodi di questa sera per lasciar spazio a nuovi momenti di pura adrenalina.
Nell’ambito della nostra iniziativa TvBlogger per l’estate (a proposito, scriveteci i vostri pezzi!, riceviamo e pubblichiamo una recensione di Prison Break a firma Salvatore Ditaranto
Negli anni in cui andava in onda Twin Peaks la domanda fondamentale che tutti si ponevano era “chi ha ucciso Laura Palmer?”, altri si chiedevano guardando Dallas “chi ha ucciso J.R.?”, oggi invece con le Desperate Housewives ci si chiede “perché Mary Alice Young si è suicidata?”. Domande macabre, si potrebbe pensare, le quali diventano, però, le questioni drammaturgiche fondamentali che stanno alla base di telefilm di successo.
Ogni buona storia, a voler parafrasare Chris Vogler e il suo viaggio dell’eroe, deve avere alla base buoni interrogativi che obblighino il lettore/spettatore a seguire tutte le vicende dei protagonisti perchè più sono costruite bene più si resta incatenati ai fili narrativi.
Prendiamo Prison Break che narra la storia del giovane e promettente ingegnere Scofield mentre si fa arrestare per liberare suo fratello che rischia la pena di morte per un omicidio che non ha commesso. Lasciamo stare la trama e cerchiamo di analizzare una delle complicate tecniche di narrazione che vi si ritrovano dentro. Per prima cosa vorrei riflettere su quelle che abbiamo chiamato le questioni drammaturgiche: in Prison Break sono molteplice e ben concatenate e direi che quella fondamentale è “cosa si è disposti a fare perché trionfi la giustizia?”. La risposta del serial è: “tutto, senza se e senza ma”.
Attenzione, segue un potenziale spoiler.
Scelta estrema degli autori del Grande Fratello inglese, giunto alla sua settima edizione.
Il Big Brother di Channel Four è al suo settantesimo giorno e i suoi concorrenti hanno ricevuto una di quelle sorprese che ti fa passare la voglia di fare un reality: anziché in una casa, o meglio, in due (tapini e nababbi), i concorrenti - parte di essi, almeno - sono stati rinchiusi in una vera e propria prigione, all’interno della quale si trova una mappa indispensabile per scoprire la via di fuga. Un altro gruppo fa invece la parte delle guardie: essi possono controllare i prigionieri, ma solo in certe ore del giorno, tramite monitor (il reality nel reality).
Guardie e ladri? Oppure gli autori si sono ispirati a Prison Break?
I concorrenti in prigione sono in uniforme da detenuti, due devono dividere una cuccetta mentre gli altri, più fortunati, hanno a disposizione letti singoli. E’ un’ennesima frontiera abbattuta. La redazione della BB7 dichiara:
L’angusta cella ha tutto per rendere i concorrenti frustrati e claustrofobici: aspettatevi di vedere gente molto affamata.
E’ cosa nota: Chanel 4 ci va pesante, ma - ammesso e non concesso che sia tutto vero, cosa che gli spettatori comuni non sapranno mai - questa volta vuole spingersi oltre e vedere quali sono le reazioni di un gruppo sottoposto a condizioni e stimoli a dir poco esasperanti.
A casa nostra, il Grande Fratello 7 continua i casting. Si ispirerà ai cugini britannici o si troverà a dover osare di meno?
[Sito ufficiale del Grande Fratello Britannico]
L’interruzione della messa in onda della prima stagione di Prison Break da parte di Italia 1 mi pone in un grosso imbarazzo. Da un lato, ci sarà più tempo per analizzare insieme i singoli episodi. Dall’altro, ho grosse difficoltà a parlare dei rumors che riguardano la seconda stagione, la cui premiere è prevista per il 29 agosto negli States.
Quindi, la procedura sarà questa, per quanto possibile: da un lato cercherò di dare qualche chicca accettabile a chi si deve ancora gustare la prima stagione - il comportamento di Italia1, comunque, è chiara istigazione al download di torrent o via eMule, checché ne dica chiunque -, dall’altro, cliccando sull’ormai noto continua, chi vorrà potrà dedicarsi con il sottoscritto a scoprire le novità della seconda stagione.
Per tutti, ecco un bel filmato che presenta il carcere che ha ospitato le riprese di questa bellissima serie - il Joliet Correctional Center, Illinois, lo vedete nell’immagine in una veduta dalle Google Maps -, attraverso gli occhi di un cicerone molto particolare: Robert Knepper, alias T-Bag, che porta a spasso per il carcere una giornalista. Indovinate come? Ma facendole prendere il risvolto interno della sua tasca, ovviamente.
[Via il bel blog Che c’è stasera? - Grazie a Gianluca per la segnalazione]
E ora veniamo alla seconda stagione.
Ormai tutti i fans della meravigliosa serie Prison Break lo sapranno già, ma se ci fosse ancora qualcuno disinformato sullo scherzetto che Italia1 sta per fare ai suoi spettatori, ci penso io: stasera andrà in onda l’ultima puntata prima della “pausa” estiva.
Già, un telefilm la cui prima stagione dura 22 puntate, verrà interrotta per almeno 2 mesi (forse 3, chissà) dopo la messa in onda della puntata numero 8, Piano di fuga.
Possiamo trovare tutte le “giustificazioni” che vogliamo per questa rete che ormai ci ha abituati ai più brutti colpi bassi della storia della Tv, possiamo pensare che forse in questo modo vuole preservare chi va in vacanza e si sarebbe dovuto perdere una o due puntate…ma non possiamo non notare come per l’ennesima volta veniamo presi in giro e maltrattati.
Lascio gli eventuali altri commenti a voi.