
Mentre si attendono ancora notizie certe a proposito della conduzione del Festival di Sanremo 2010 - notizie che difficilmente arriveranno oggi, con la presentazione dei palinsesti RAI - c’è già qualche cantante che si prenota per partecipare alla prossima edizione.
E’ Povia che, reduce da un inatteso - almeno per noi - successo al Premio Mogol (a Bard, in Valle d’Aosta. La cerimonia verrà trasmessa il 22 giugno su RaiUno in seconda serata. Conduce Pupo), si lascia andare, sfogandosi dopo tutte le polemiche che hanno caratterizzato la sua partecipazione allo scorso festival e esulta perché la qualità del suo testo è stata riconosciuta. Ovviamente la cosa suscita polemiche, ma tant’è, il premio è assegnato.
Così, dopo i bambini che fanno oh, il piccione, la sua personalissima visione sull’universo omosessuale, Povia ci riproverà, a toccare temi che facciano breccia sull’opinione pubblica. E dirà la sua, in canzone, su Eluana Englaro, provando a partecipare a Sanremo 2010 proprio col brano che sta scrivendo. In effetti, un filone che ha successo non si deve interrompere. Ma il sottoscritto, che, francamente, il testo di Povia non l’ha particolarmente amato, trovandolo - sono opinioni, beninteso - farcito di una retorica da Bignami di psicologia mal studiato, si permette di chiedersi quale possa essere il contenuto della canzone su Eluana. E trema un po’ all’idea.
Finito il Festival, senza più censure né giochi delle parti, Povia rivela ai microfoni di Rai4 tutta la sua omofobia. Nella puntata di questa sera di Sugo, in onda alle 22.55 sul canale Rai del digitale terrestre, l’interprete di Luca era Gay ha dimostrato che la sua non era solo una canzone, ma una scelta di campo ben precisa. Ecco le sue dichiarazioni, nell’intervista a Christian Letruria di questa sera, che vi anticipiamo in anteprima assoluta:
“Non si deve fare ironia anche perché per fare i figli non si viene dietro. Possono dire quello che vogliono ma per fare figli non si viene dietro”.
Povia ha così risposto alle stesse gag di Paolo Bonolis e Luca Laurenti, che hanno ironizzato sulle polemiche con simpatia. In più si è sentito lusingato dall’articolo in suo difesa dello stesso Walter Siti, intellettuale dichiaratamente omosessuale, sulle pagine de La Stampa:
“L’ho letto, bello finalmente parla di dialogo, come diceva Berlinguer, con il quale si può ottenere tutto e ha chiesto a me, o ad altri, di scrivere una canzone per l’anno prossimo su qualcuno che da etero diventa gay. Sono un cantautore, mi candiderei se ci fosse il partito dell’analisi e del ragionamento. Quando c’è un manifestazione seria nella quale credo, come il Family Day, vado e non me ne fregava nulla se c’erano politici separati, predicatori che razzolavano male. Ci sono andato perché ci credevo, perché credo nella sanità. In quel momento ero di destra. Ora sto scrivendo una canzone contro il governo perché per mia figlia tra qualche anno dovrò spendere venti-trentamila euro per la scuola. In quel momento sarò di sinistra. Per me la sessualità è un pensiero, una mentalità, un’opinione e anche una religione. I film porno li vedo con gli amici. Da solo diventerebbe una droga, invece dopo i concerti…”.
Continua a leggere: Povia su Rai4: "Per fare figli non si viene dietro" (anteprima TvBlog)
Aspettando il vincitore, la serata finale del Festival di Sanremo 2009 comincia qui.
Inizio spettacolare, come al solito. Questa volta, il film di turno è Billy Elliot, colonna sonora Il canto dei cigni, e poi è la volta dell’annunciato omaggio alla danza classica, sulla quale si ironizza elegantemente, grazie a Giuseppe Picone e Caroline Rice, e palloni sul palco, ché l’italianità, quella difesa e elogiata da Bonolis, si consuma anche sul campo da calcio (ma l’Inter, squadra cara a Paolino, ha vinto, ahimé, nuovamente grazie a un palese fallo di mano del suo campione Adriano).
20:53: come d’abitudine, Paolo Bonolis fomenta galleria e platea, cosa buona e giusta, ricorda il perverso meccanismo del televoto e poi annuncia Arisa, che finalmente ha occasione dei presentarsi sul palco dell’Ariston infagottata nel suo vestitino anni ‘30 a un’orario decente. In prima serata. E sarà gagliarda, nella sua Sincerità. Un riff facilmente memorizzabile e fischiettabile, uno swing piacevole - che ricorda un po’ Neffa - una voce piacevole, una cantante-personaggio. Un ritorno al passato che rende tutto piacevole e ai limiti del tormentone.
L’unica cosa difficile è immaginarsi quale altra cosa potrà cantare Arisa, da oggi in poi. Bisognerà ascoltare l’album al più presto. Di seguito, le sue dichiarazioni di ieri, poche ore prima della vittoria (i video che vi proponiamo sono tratti dallo speciale Sanremo di Dada, realizzati da iK Produzioni
21:02: al telefono c’è Antonella Clerici. Questa mattina è nata la piccola Mael, Bonolis l’avrebbe voluta avere, come quattro anni fa, sul palco dell’Ariston - la Clerici, non Mael -, ma la maternità ha reso la cosa impossibile. E così, parte la telefonata. Sarà contento, il direttore Fabrizio Del Noce, che alla Clerici toglierà La Prova del Cuoco.
21:03: Paolo Bonolis cerca di invitare il pubblico a valutare le partiture, la canzone. Ma servirà, questo invito a non lasciarsi contagiare dalla partigianeria? In proposito, ecco che il sorteggio del notaio per l’uscita dei cantanti in gara premia Sal Da Vinci, che si esibisce per primo. Ripescato, primo sul palco, neo-melodico urlatore napoletano con testo di Gigi D’Alessio. Gli ingredienti per arrivare in zona podio, signori miei, ci sono tutti. Peccato che non ci sia anche l’originalità della canzone, che sembra uno scarto di quelle di D’Alessio. Detto tutto.
21:10: Paolo Belli e Pupo, probabilmente, sono riusciti a far desiderare ardentemente a Youssou Ndour di andarsene via dall’Italia al più presto. O perlomeno, di lasciare Sanremo dignitosamente.
Subito dopo l’improbabile trio, ecco uno dei momenti destinati a fare la storia di questo Festival di Sanremo.

Per la prima volta nella sua vita, Maria De Filippi, dopo una breve gag di intrattenimento allo stato puro, con la voice over della popolare conduttrice a imperversare nello studio, senza che lei esca, per la paura di quella benedetta scala, dopo una colonna sonora sbagliata, ecco che con Berry White la De Filippi si palesa. E manifesta il desiderio di fare esclusivamente la valletta. Così, il suo primo ingresso in Rai viene sfruttato per farle annunciare una telepromozione.
Ore 21:23: Franco Schipani è in collegamento da New York, con gli italiani all’estero che commentano il Festival, che quest’anno - musica a parte - è decisamente internazional-popolare.m Momento un po’ autocelebrativo di cui forse si poteva fare a meno. Spunta Jovanotti, cui hanno detto che il livello musicale è molto alto. Forse il fuso orario ha fatto confondere qualcuno.
Ore 21:29: terzo a esibirsi, Povia. Una madre che vuole troppo bene, una separazione, un gay convertito, cose così, messe insieme come nel riassunto di un Bignami di un esame preparato male a Psicologia. Andavo con gli uomini per non tradire mia madre è un verso che dovrebbe essere messo al bando. Gli ansimi della corista Monia Russo hanno un ché di erotico - così come il suo abbigliamento serale -. Il punto è che il ritornello è ammiccante. Quindi, magari qualcuno ci casca. il cartello di questa sera, Ognuno difende la sua verità, è un inno al relativismo che non ha nulla a che vedere con la canzone.
21:34: Maria rientra. Stesso vestitino, ha facoltà di entrare dal retropalco risparmiandosi i sedici gradini della scaletta. E annuncia Patty Pravo, E io verrò un giorno là. E il primo annuncio ufficiale di Maria De Filippi in RAI è impeccabile, persino troppo didascalico.
Impeccabile come riesce a essere la Pravo, che, come aveva promesso, questa sera, finalmente contiene le stecche e interpreta come non l’abbiamo vista fare in questo festival, fino a stasera.
21:40: ritmo frenetico, festival veloce, musica al centro di tutto, come ci piacerebbe vedere spesso. Francesco Renga, tocca a lui e al suo Uomo senza età: la prende altissima, altissima e mostra quanto possa essere un virtuoso della voce. Di seguito, ecco un estratto delle sue dichiarazioni di ieri in conferenza stampa.
Comunque vada, per esecuzione e qualità del pezzo, Francesco Renga è il mio vincitore del Festival.
Luca Laurenti ha diritto al suo momento di gloria e canta Sogni d’oro, una lullaby (anche detta ninnananna) che però ci fa un po’ rimpiangere il Laurenti esecutore di cover. Eppure, Luca resta l’uomo che si trasforma in cigno quando canta, e quando parla torna brutto anatroccolo. Dedica al figlio Andrea, e a tutti i bimbi del mondo.
Ore 21:57: David gandy è il modello della serata, per la gioia delle signore e delle fanciulle. E Bonolis può sfoggiare nuovamente il suo anglo maccheronismo che qui amiamo.
Ore 22:01 è il momento di Marco Carta, che entra fra gli applausi dell’Ariston, visibilmente stanco. Di seguito, le dichiarazioni che ha rilasciato oggi.
Roco e aiutato dai coristi che pompano come non mai, si esibisce comunque contro la febbre, sciolto e a proprio agio. Sorride e ci crede, ed è, decisamente, il favorito per la vittoria finale.

22:09 tocca all’altro ripescato, Albano (magari apriamogli il microfono). Altro urlatore ancora in gara grazie al televoto, fa la stessa canzone da dieci anni e francamente, lasciatecelo dire, non se ne può davvero più. Anche dell’amore non corrisposto. Che, facciamocene una ragione, non è amore.
22:14: Maria di bianco vestita torna in scena per un nuovo annuncio. Ma non ha la cartelletta, che - rima baciata Arisa-style - non fa più valletta. Nuova gag, con un Paolo Bonolis che mostra tutta la propria autoironia, e una De Filippi particolarmente divertita. E piumosa. Che annuncia Marco Masini: entra sulle note di T’innamorerai e si prepara a cantare L’Italia. E la cartelletta sostituisce il gobbo elettronico con successo.
Di tutta la canzone di Masini, mi resta un curioso interrogativo, che magari qualche lettore potrà risolvere, illuminandomi. Perché Marco se la prende con Dino Zoff? (è un paese l’Italia / che resta tra i pali / come Zoff).
Maria, raddolcita e sorridente, ci ha preso gusto e rimane accanto a Bonolis: ora annuncia Fausto Leali, che canta i figli che vanno di fretta e che non danno retta. Tematica che francamente, come al primo ascolto, mi pare un po’ stantia. Del resto, di figli parlò già con Anna Oxa, vincendo. E la voce non è più quella di un tempo. Gli urli - già, urlatore anche lui - sono rochi e poco gradevoli.
Altro discorso per Biancaneve di Alexia e Lavezzi. Perché Alexia, la voce ce l’ha eccome, anche in questa sua versione post-punk-atomica. Lavezzi non regge il confronto, ma se non altro è divertito. E la canzone è financo piacevole: a renderla tale, il controcanto e la grinta di Alexia. Una donna che con la voce può fare tutto quello che vuole.
Anche loro sono stati annunciati dalla De Filippi: qualcuno aveva creduto veramente che quest’occasione televisiva sarebbe stata sprecata con le solite quattro uscite striminzite? 
Encomiabile il ritmo per compattare tutti e dieci - si sono già esibiti, straordinario - i finalisti entro le 22:30. Chapeau e nuova nota di merito per Paolo Bonolis.

Festival di Sanremo: è la volta della quarta e penultima puntata. Paolo Bonolis presenta i 12 artisti di fama rimasti in gara, che si esibiscono accompagnati da ospiti speciali. I brani vengono votati con il televoto (e una giuria formata dai direttori d’orchestra). I primi 10 partecipano alla serata finale di domani. Le 10 canzoni delle Proposte vengono votate da una giuria di giornalisti, da una di rappresentanti delle radio e con il televoto. Ed è subito proclamata la vincitrice.
Ad aprire la serata saranno il soprano Dimitra Theodossiou ed il tenore Gianluca Terranova nel segno dell’amore per la lirica divenuto cifra stilistica dell’intero Festival. Ospiti internazionali saranno il fondatore di Playboy Hugh Hefner che porterà con sé le sue Conigliette ed il ballerino Daniel Ezralow (noto al grande pubblico come speciale coreografo di Amici). Il modello e volto di All Music Ivan Olita sarà invece l’incarnazione della bellezza maschile, finalmente tutta italiana e parlante.
Ogni Big, infatti, si esibirà in questo terzo appuntamento della 59esima edizione del Festival di Sanremo con un ospite d’eccezione.
Marco Carta con i Tazenda. Dolcenera con Syria. I Gemelli Diversi con la BMB Marching Band. Fausto Leali con Fabrizio Moro che sul palco dell’Ariston ha visto nascere la sua fortuna.
Patty Pravo con musicisti statunitensi Todd Rundgren, Nathan East e Dave Weckl. Il trio Pupo-Belli- Youssou N’Dour con Gianni Morandi. Alexia e Mario Lavezzi con Teo Teocoli. Francesco Renga con Daniela Dessì. Marco Masini con la compositrice belga Lara Fabian con Francesco Benigno. Povia con il disegnatore Alessandro Matta. Ripescati grazie al televoto: Al Bano Carrisi con l’attore Michele Placido, Sal Da Vinci con l’autore della sua canzone Gigi D’Alessio.

21.09 Apertura, come annunciato, prima ispirata dal mitico Federico Fellini e poi all’insegna della grande lirica. Benvenuti a una nuova serata di estasi musicale regalataci dal babelico Bonolis, che ha dimostrato di padroneggiare i più svariati linguaggi della comunicazione e dello spettacolo di qualità. Da Memory a We are the Champions: a coreografare ed esibirsi è il grande Daniel Ezralow, che ha vera fama internazionale (altro che Amici): è lui ad aver costruito il mitico Across dei Universe, film con la colonna sonora dei Beatles. Da notare il look più casual di Bonolis, previsto per questa serata di consacrazione del “giovane” vincitore.

21.15 Bonolis annuncia i codici per i Big che concorrono alla gara. Due verranno fatti fuori e non arriveranno a domani.

21.19 Solo posti in piedi sul palco dell’Ariston. Al trio dei patetici Pupo Belli e N’Dour ci mancava solo Gianni Morandi (storico amico e creditore del prossimo conduttore dei Raccomandati). All’oratorio apprezzeranno di sicuro. NON LI SALVO e come voto do un 4. Più che ‘Si può dare di più’ non potevamo vederci più?

21.28 Patty Pravo continua a stonare e deludere, con la differenza che musicisti internazionali della portata di Todd Rundgren, Nathan East e Dave Wecklper devono prestarsi a questa lagna tremenda. Voto 4.5 (la ragazza del Piper non doveva farci questo).

21.36 Bonolis e Laurenti questa sera hanno il tipico spirito godereccio di chi va a putt… ehm a conigliette. Sulle note di Like a Virgin, fin troppo vestite, arrivano le playboncine… E che bocconcine. Si chiamano Sarah Nile, Micol Ronchi e Cristina De Pin ma per ora non conta: neanche le microfonano. C’è qualche intoppo con l’audio e Bonolis ne approfitta per scherzarci su con la solita ironia da vero professionista. Poi dà alla moglie della miglior coniglietta che ci sia: mai complimento fu più sexy.
Sugo, il magazine di Rai4 saltato questa settimana per non scontrarsi con il Festival, prepara gli artigli per la puntata di martedì prossimo alle 23.00. Il principale argomento a tener banco, manco a dirlo, sarà proprio Sanremo. Ci sarà una rilevazione originale fatta dalla redazione sulle canzoni in gara scaricate – illegalmente o quasi – dai principali “peer to peer”: un bilancio tanto sgradito dai discografici (pesantemente danneggiati dai download su internet) quanto curioso per gli interpreti.
Stando a quanto comunicatoci in anteprima sono state prese in considerazione quelle che in gergo tecnico si chiamano le “fonti complete”: files ricavati dalla registrazione televisiva del festival e messi a disposizione da utenti singoli per scaricarle. E Il risultato non farà certo piacere ai numerosi detrattori soprattutto della comunità queer: è proprio Povia, con il suo Luca era gay, il più scaricato (per i curiosi aggiungiamo che la brava corista che lo accompagna è Monia Russo, a sua volta in gara a Sanremo Giovani 2006 con il pezzo Un mondo senza parole).
Alle ore 15 di oggi su “eMule”, il principale software di peer to peer, le “fonti complete” disponibili della canzone di Povia erano 15.741. Seguivano i Gemelli Diversi (a dispetto di chi dice peste e corna su di loro) con 13.439 fonti, Marco Carta (è indicativo che sul legale Dada.it invece sia in cima) con 10.241 fonti e Francesco Renga con 6189 fonti. E i numeri crescono di minuto in minuto. A questo punto viene da domandarsi dove siano i tanto “televotati” Al Bano e Sal Da Vinci… Ah, già, i loro “fan” non saprebbero neanche cos’è Emule e si fanno “sentire” per altre vie…

La giuria demoscopica del Festival di Sanremo ha decretato i tre esclusi della seconda serata: sono Sal Da Vinci, Al Bano e Niki Nikolai & Stefano Di Battista, questi tre artisti dovranno contendersi i due “ripescaggi” insieme a Tricarico, Afterhours e Iva Zanicchi eliminati ieri. Il meccanismo voluto da Bonolis sembra funzionare, i 6 che hanno patito il giudizio della giuria presente all’Ariston avranno la possibilità di rientrare appellandosi al “popolo” attraverso il televoto nella puntata di domani, fair enough.
Dopo gli ascolti piuttosto confortanti dell’esordio (ma era difficilissimo fare peggio di Baudo e non c’era controprogrammazione Mediaset), e giudizi della critica sulla confezione del Festival più che lusinghieri, Bonolis si conferma anche in questa serata. Il Festival scorre piuttosto rapido, gli intermezzi non sono mai noiosi e stravince l’idea di portare la coppia con Laurenti alla ribalta su RaiUno.
Personalmente non sono fra quelli che si sarebbe stracciato le vesti dopo un flop di Sanremo ed un suo conseguente ridimensionamento televisivo, inutile negarlo, ma questo Bonolis II sorprende in positivo. L’istrionica capacità del conduttore si unisce a qualche licenza rispetto all’impostazione classica del Festival, per una volta le canzoni suonano, pur se non originalissime, quantomeno ben equilibrate in un mix sapiente.

Mentre Max Giusti apre gli ultimi pacchi di Affari Tuoi, o meglio “li scavicchia” (cit.) per poi aprirli, siamo pronti per seguire la seconda serata del Festival di Sanremo chiamata a replicare il successo negli ascolti di ieri, stasera però Mediaset non ci va morbida e propone il talent Amici. Bonolis saprà difendersi dalla sua futura ospite? (Fotogallery della seconda puntata)
21.08 - Altra partenza anomala, spezzone di Amadeus, il film di Milos Forman dell’84 che racconta la vita di uno dei geni della storia della musica: Wolfgang Amadeus Mozart. Le immagini del film, con Salieri che cerca di seguire la dettatura del Requiem di un Mozart malato. Sfuma la sequenza del film e si entra nel teatro Ariston, arrangiamento rock che diventa un omaggio ai Pink Floyd. Azzeccatissimo, chissà cosa ne penserebbero però i due giganti Mozart e Pink Floyd di ritrovarsi proiettati sullo stesso palco di Povia e dei Gemelli Diversi.
Bonolis entra in scena e difende la Zanicchi, in qualche modo “vittima” del monologo di Benigni. Roberto scherzava, ma può aver avuto un effetto nocivo sul giudizio della giuria demoscopica, il conduttore “non vuole influenzare nessuno”, però lo fa. Giustamente.
Partono le 13 esibizioni della serata, con Alexia e Mario Lavezzi. Il duetto anomalo funziona, il pezzo è scritto con Mogol e riesce ad esaltare le cose migliori dei due interpreti. Il conduttore spiega il senso della giuria demoscopica in sala per stilare questa classifica: “con il televoto i cantanti che si esibiscono dopo hanno a disposizione un pubblico minore…la gente va a letto“. Ecco, magari si potrebbe farlo durare meno, no?
Entra Eleonora Abbagnato, la ballerina italiana che ricopre il ruolo della “bella” di serata. Dall’Opéra di Parigi arriva e ringrazia Bonolis per aver confessato che il suo accento francese “lo attizza”. Complimenti allo spirito d’adattamento.
21.30 - Riecco Povia, il pubblico in sala gradisce in maniera “anomala” con tanto di battimano sulla strofa “rappata”. La canzone è bruttina, il testo di una banalità irritante, manca solo che Luca amasse i fiori e i fiorai quando era adolescente. Lui raccoglie l’applauso anticipato e abbandona il palco lasciando al suo posto il cartello “Nessuno ha sempre ragione”. Le polemiche gli stanno montando la testa.
Al Bano è uguale a se stesso, ma stavolta appare particolarmente “confuso”, urla con sforamenti nella lirica messe lì un po’ a caso. C’è a chi piace. Bonolis è letteralmente osannato da tutto il teatro Ariston, con i giurati in galleria a fare gli ultras, non sarà un po’ presto? Arriva anche il momento di Luca Laurenti che abbandona nuovamente il suo consueto farsetto da vittima di Bonolis per cantare New York, New York di Frank Sinatra. Furbescamente modera l’assolo finale, troppo difficile. Altro super applauso, potrebbe diventare fastidioso alla lunga.

Niki Nikolai con Stefano Di Battista, la canzone di “Lorenzo Cherubini” risulta molesta con la sua forzata solarità, peccato per il musicista vero con Di Battista. Innocua, non pare in grado di andare lontano, né al Festival né nelle classifiche. Sal Da Vinci, la “tassa” che il Festival deve pagare alla musica neomelodica campana, servirà ma non è certamente un valore aggiunto.
Quando Fabrizio Del Noce annunciò che a Sanremo 2009 sarebbe mancata la consueta appendice del Dopofestival qui su TvBlog storcemmo il naso: nel naufragio dell’edizione 2008 il meglio lo diede proprio il “dopo” condotto da Lucilla Agosti e animato dall’ironia e la capacità istrionica di Elio e le Storie Tese. La conferma a priori che questa scelta sia la più forte candidata per essere la peggiore della gestione Del Noce - Bonolis arriva in maniera indiretta da un’esibizione offerta dallo storico gruppo musicale nella puntata di sabato scorso di Parla con me.
Gli Elii hanno deciso di reinterpretare il contestato pezzo di Povia “Luca era gay“, la loro versione è assolutamente esilarante oltre a contenere delle autentiche bordate al cantante divenuto famoso con “I bambini fanno oh“, canzone scelta nel 2005 per una campagna di solidarietà a sostegno dei bambini del Darfur. Nel loro testo Elio e le Storie Tese non mancano di tornare sulla polemica lanciata dall’ex agente di Povia che lo ha accusato di aver donato solo 35 mila euro alle ONG che si occupavano dell’assistenza ai bambini coinvolti nel conflitto africano.
In attesa della partenza del Festival, con l’esibizione di Povia naturalmente fra le più attese (per le polemiche più che per il valore artistico della canzone), la canzone interpretata da Elio è un gustoso antipasto che non poco fa rimpiangere l’assenza della loro ironia all’interno della kermesse di quest’anno. Dopo il continua il video tratto da YouTube.
Continua a leggere: Elio e le Storie Tese cantano "Luca era gay": bordate su Povia

Si sta svolgendo la conferenza stampa di presentazione della 59° edizione del Festival della Canzone Italiana. Presenti, oltre al conduttore e direttore artistico Paolo Bonolis, anche Luca Laurenti, storica spalla del conduttore, Fabrizio Del Noce, direttore di Rai Uno, e Gianmarco Mazzi, direttore artistico e musicale (che ha raccontato i retroscena della “convocazione” di Mina) e il capo struttura Rai Giampiero Raveggi.
Paolo Bonolis: “Sarà una 59° edizione che sono convinto che piacerà. In particolare sottolineo il lavoro dello staff Rai, mai vista tanta empatia per realizzare un lavoro. Sarà un Festival che parlerà lingue diverse. Avremo sul palco Kevin Spacey giovedì sera. Ogni sera avrà una caratteristica differente nel percorso della gara. A livello di sceneggiatura ci sarà un minimo comun denominatore, quello di sottolineare l’eccellenza italiana in vari campi. Per il mio compenso mi farebbe piacere che, sulle tasse che verranno applicate, lo Stato facesse in modo che lo Stato Sociale potesse fare il proprio operato. Per quanto riguarda la “questione Benigni” credo che ci divertiremo molto. Sarà anche l’unico “fraseggio” imponente che probabilmente occuperà parecchio tempo. Le canzoni dei big verranno ascoltate fin da subito ma spezzare i tempi tra una canzone e l’altra sono necessari. Spero di stare nei tempi ma a me piace il ritmo e spero di gestirlo al meglio”.
Fabrizio Del Noce: “Le polemiche che sono montate negli ultimi giorni, da un lato mi hanno fatto piacere perché, le attenzioni anche critiche alla manifestazione fanno bene. Sulla retribuzione sono rimasto stupito dalle polemiche, pensando anche agli anni scorsi. Gli accordi presi con Bonolis e con il Comune sono stati presi mesi fa, prima di questa crisi sopraggiunta. Il Festival, lo ricordo, è un avvenimento nazional-popolare ma anche un business. Senza pensare al giro d’affari che c’è a Sanremo. Tutto questo non può non tenere conto negli emolumenti e poi non bisogna pensare a Bonolis come lavoro di una singola settimana. Ma non è così: la prima riunione fatta con Bonolis risale al giugno scorso e, da allora lui ha cominciato a lavorare sulla manifestazione. Nessuno parla ad esempio dei giocatori, che ricevono stipendi al netto delle tasse. Qui ci si accanisce su una situazione anziché sul quadro generale. Una situazione molto ‘italiana’ ma discutibile. La crisi è sopraggiunta ad ottobre e, al tempo abbiamo subito pensato a molti tagli, che non fanno piacere a nessuno ma andavano fatti. Il risparmio finale sarà di mezzo milione rispetto all’anno scorso: sicuramente considerevole rispetto ad un bilancio non faraonico. E dobbiamo anche pensare agli ascolti: quest’anno o otteniamo dei risultati oppure è crisi. Il diritto di trasmettere le immagini comprate e che riguardano Benigni è imprescindibile. Il Festival avrà comunque le connotazioni artistiche che abbiamo dato, con un giusto mix tra cantanti conosciuti e nuovi, con la grande innovazione del web, che ha ottenuto grande successo. La prima serata, quella di domani, sarà sicuramente di grande richiamo con Mina e Benigni e ci aspettiamo un grande festival”.
Il direttore ha anche ammesso gli enormi meriti di Bonolis in merito alle recenti fortune Rai: “Quando ho preso in mano Rai Uno non posso dimenticare che la ripresa degli ascolti è arrivata proprio con lui e con ‘Affari tuoi’. Anche se il rapporto di lavoro si è interrotto è rimasta sempre una grande amicizia e stima. Bonolis è il conduttore che mi dà, in questo momento, le più ampie garanzie per questa manifestazione in questo momento”.

Perché negarlo? Fin da quand’ero bambino, l’uscita di Tv Sorrisi e Canzoni la settimana precedente al Festival di Sanremo - che seguiremo, ovviamente, di concerto con i colleghi di Soundsblog - era un piccolo evento: la curiosità di leggere i testi, magari - ma decisamente meno forte - la curiosità di leggere qualche dichiarazione da parte dei cantanti. Anche oggi, dunque, si consuma quel rito.
E permettetemi di farvi sorridere, il verso che voglio citare in apertura di questo editoriale settimanale è quello della canzone di Iva Zanicchi, Ti voglio senza amore: fai quello che ti piace, però non finire presto. Sì, avete capito bene: si parla proprio di quello, di sesso. E non c’è niente di male, anche se il verso lo citiamo col sorriso perché ci immaginiamo donne che si accompagnano a presunti grandi amatori ad annuire, a questa dichiarazione zanicchiana. Questi sono i veri problemi della vita.
Non certo come Marco Masini, che se la prende con L’Italia - ah, quante volte lo si fa anche qui - e apre con un perentorio E’ un Paese l’Italia dove tutto va male. Ma niente paura, il finale è quasi consolatorio: si chiude con storia d’amore. E poi. E poi c’è il luogocomunismo del trio Pupo-Belli-N’Dour, il finto maledettismo dei Gemelli Diversi, la scontata dichiarazione d’amore di Marco Carta, le fragole di Tricarico (ma quelle di Sally, santocielo, erano meglio), e il dilegua o notte di Renga che omaggia Pavarotti, e l’amore ovviamente abbandonato di Patty Pravo e il sole che cita De André di Nicky Nicolai e Stefano Di Battista (testo di Jovanotti), di nuovo amore (unico) per Dolcenera e quella che non te la dà per Sal Da Vinci. Scontri generazionali per Fausto Leali (ma non ci avevano già provato i Facchinettis’?). E poi l’amore - e daje - di Al Bano e l’amore - favolistico - di Alexia col big boss Mario Lavezzi.
Il testo che mi sembra, a naso, più interessante, è quello degli Afterhours, vera anomalia di questo Festival. Per le nuove proposte, be’, ne parliamo più in là.
Come dite? Vorreste conoscere il testo della canzone di Povia che ha suscitato tanto scalpore prima ancora di essere reso noto, se non altro per il titolo Luca era gay, e per certe dichiarazioni del cantante - nonché per le prese di posizione sulla fiducia da parte dell’Arcigay? Be’, non vi è dato saperlo, perché Povia ha deciso di non farlo pubblicare.
Continua a leggere: Editoriale - Aspettando il Festival di Sanremo ecco i testi
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Continua la preziosa sinergia tra TvBlog e il magazine di Rai4 Sugo, che non finiremo mai di consigliarvi per l’ottima capacità di coniugare immagine (vero must del Gregorio Paolini style) e contenuti (più intelligentemente pop rispetto al cazzeggio di Pirati su RaiDue). Dalla redazione del programma ci segnalano ancora interessanti anticipazioni IN ESCLUSIVA ASSOLUTA, questa volta riguardanti la puntata di domani sera (sempre intorno alle 23.00, su Rai4 visibile sul digitale terrestre).
Tra gli intervistati, infatti, un incontenibile Morgan continua non solo a sputare sul piatto che gli dà da mangiare - e per cui ha raggiunto una popolarità mai ottenuta come cantante - ma anche a dare addosso a Maria De Filippi, apostrofata per l’ennesima volta con modi impietosi:
“X Factor mi sta rovinando la vita! Vorrei avere una tv attenta alla cultura come quella di Sergio Zavoli. I nostri direttori non hanno la forza di decidere cosa mandare in onda: sono tutti debolucci, debosciati, non hanno la forza di difendere le idee perché sono tutti prezzolati. L’unica idea che c’è è il denaro, che non è un’idea. Pippo Baudo si è autopensionato. La De Filippi? Educa alla violenza. La Dandini? Appartiene alla comicità del tormentone, non mi piace, è ripetitiva. Preferisco chi costruisce le cose al momento. Chiambretti a Italia 1? Mi fa paura l’idea di vedermi su Italia 1. Fiorello? Mi piace il suo lato non consolatorio, non dice cose buone o buoniste. La Ventura? Ormai su di lei non sono obiettivo, ma non guardo i suoi programmi. Se voglio sapere come sta la chiamo al telefono”.

Aprire gli occhi per lanciarsi, per un giorno, nel mondo prima dell’ultima festività, a meno di non aver optato per il ponte lungo, potrebbe essere molto utile per stare spenti ancora un po’.
A dire il vero, a volerne cercare, di fatti per scrivere questo editoriale, il primo del 2009 - Buon Anno, in ritardo, Cari Lettori e Cari Redattori - ce ne sarebbero a iosa. Tanti da riempirne una dozzina, di editoriali. Per esempio, bisogna ricordare, una volta di più, che da oggi in Francia parte la rivolozione Sarkozy: reti pubbliche senza spot dalle 20 in avanti (e completamente private della pubblicità entro il 2012).
Per esempio, che Vittorio Sgarbi si è infuriato, bontà sua, perché il suo brano è stato escluso dal Sanremo di Bonolis, e per gradire ha pure detto che è da sfigati sottoporsi al giudizio di uno come Bonolis.
Continua a leggere: Editoriale - Una macedonia di fatti televisivi che inducono a stare spenti
Luca era gay. Questo il titolo della canzone di Povia, che parteciperà a Sanremo 2009 fra gli artisti (del resto, fu proprio Paolo Bonolis a lanciarlo nel suo primo sanremo, con I bambini fanno oh.
Ne parlano, giustamente, anche i colleghi di Queerblog. Perché l’Arcigay è in prima linea, pronto a schierarsi contro la canzone.
Il presidente Aurelio Mancuso ha dichiarato:
Se Bonolis e il suo direttore musicale intendono mandare in scena uno spottone clerical-reazionario contro la dignità degli omosessuali, sappiano che la nostra reazione sara’ durissima, rumorosa e organizzata.
Del resto, come riporta La Stampa citando la nota diramata dall’ufficio stampa dell’Arcigay:
Effettivamente ricordiamo molto bene come Povia non sia del tutto nuovo a nette prese di posizioni pubbliche su questioni del mondo LGBT. Ormai celebre è rimasta una sua intervista a Panorama in cui dichiarava: “Gay non si nasce. Lo si diventa in base a chi frequenti. Anche io ho avuto una fase gay: è durata sette mesi, poi l’ho superata. E ho anche convertito due miei amici che credevano di essere gay e invece adesso sono sposati”.
Eppure, a suo tempo, con Ma tu sei scemo, le posizioni di Povia sembravano molto diverse. Dopo il salto, il video della canzone.

Sono stati resi noti poco fa i nomi dei cantanti in gara al prossimo Festival di Sanremo, l’edizione numero 59 per la precisione, che vedrà la sapiente guida di Paolo Bonolis (coadiuvato da Gianmarco Mazzi). Parecchie le conferme tra i nomi che giravano in queste ultime settimane ed una grossa novità: il numero di partecipanti alla categoria degli Artisti non è 15 come precedentemente annunciato, ma 16, mentre le 10 Proposte 2009 da 8 sono state portate a 10. Per questo motivo, nella serata di venerdì 20 febbraio verranno eliminati 2 artisti della categoria Artisti anziché 1. Ricordiamo che la nuova edizione sarà in onda dal 17 al 21 febbraio 2009.
Come avrete modo di vedere, sono molti i concorrenti provenienti dai nostri talent show - Marco Carta, Silvia Aprile e Karima Ammar - così come sono molti anche i “figli di”: Irene, figlia di Zucchero Fornaciari e Chiara Canzian, un’altra figlia dei Pooh (di Red Canzian, naturalmente).
Ecco tutti i nomi:
AFTERHOURS, Il paese è reale
AL BANO, L’amore è sempre amore
ALEXIA feat. Mario Lavezzi, Biancaneve
MARCO CARTA, Dentro ad ogni brivido
DOLCENERA, Il mio amore unico
GEMELLI DIVERSI, Vivi per un miracolo
FAUSTO LEALI, Una piccola parte di te
MARCO MASINI, L’Italia
NICKY NICOLAI & STEFANO DI BATTISTA, Più sole
PATTY PRAVO, E io verrò un giorno là
POVIA, Luca era gay
PUPO – BELLI – YOUSSOU’N DOUR, L’opportunità
FRANCESCO RENGA, L’uomo senza età
SAL DA VINCI, Non riesco a farti innamorare
TRICARICO, Il bosco delle fragole
IVA ZANICCHI, Ti voglio senza amore