
Era lunedì 29 gennaio 2007. Silvio Berlusconi si presentava all’una del mattino alla cena di gala per la penultima edizione andata in onda dei Telegatti. Il Cavaliere svolazzava di tavolo in tavolo, in una delle sue ultime apparizioni “aziendaliste”, ma anche nel primo grande ritorno post-depressione elettorale (così la definì lui stesso). Citando Repubblica, si era illuminato al tavolo del Bagaglino, dov’erano seduti il pigmalione Pier Francesco Pingitore, Leo Gullotta e, soprattutto, le tre primedonne Pamela Prati, Valeria Marini e Aida Yespica.
Quest’ultima, che ritroveremo presto nel cast di Sognando Hollywood su RaiUno, condotto da Mara Venier, gli aveva detto: “Presidente, con lei andrei su un’isola deserta”. E il premier ribatteva: “Io con te andrei ovunque”.
Può considerarsi l’antefatto di Vallettopoli, con l’ex moglie del Premier, Veronica Lario, che mandò subito dopo una lettera a Repubblica di cui riportiamo a seguire uno stralcio:
“Scrivo per esprimere la mia reazione alle affermazioni svolte da mio marito nel corso della cena di gala che ha seguito la consegna dei Telegatti, dove, rivolgendosi ad alcune delle signore presenti, si è lasciato andare a considerazioni per me inaccettabili: ‘Se non fossi già sposato la sposerei subito’ (tale affermazione era rivolta a Mara Carfagna, prima che diventasse Ministro per le pari opportunità, ndr), ‘Con te andrei ovunque’. Sono affermazioni che interpreto come lesive della mia dignità, affermazioni che per l´età, il ruolo politico e sociale, il contesto familiare della persona da cui provengono, non possono essere ridotte a scherzose esternazioni. A mio marito ed all´uomo pubblico chiedo quindi pubbliche scuse”.
Le scuse di Silvio arrivarono, ma da lì a breve la Lario - visto il precipitare degli eventi - chiese il divorzio, coniando l’emblematica espressione “ciarpame senza pudore” e accanendosi contro i messaggi culturali del Bagaglino stesso: “Con questo clima da Bagaglino, con le battute e le barzellette, si è un po’ imbastardito il discorso sulla presenza femminile in politica”.
Perdonateci questo lungo preambolo. Ora arriva la notizia, riportata da Marco Molendini del Messaggero senza tutte le dovute premesse: dopo 46 anni di ininterrotta attività teatrale, e la soppressione in tv nel 2009, chiude il Bagaglino.
Continua a leggere: Chiude il Bagaglino, croce e delizia di Silvio Berlusconi

Metti il Bagaglino orfano di un divorzio consensuale, quello di Leo Gullotta, e di una scomparsa improvvisa, quella di Oreste Lionello (questa sera ricordato al margine dello show in seconda serata). Le due colonne portanti del marchio se ne vanno insieme, Pippo Franco farà quel che può - con la promozione a capocomici di Martufello e Maurizio Mattioli - e la differenza la fa la gnocca. Tante primedonne come non le abbiamo mai viste: è questo il nuovo segreto di Bellissima, da stasera in onda per quattro sabati (flop permettendo) su Canale 5.
La nuova formula dello storico varietà firmato da Pingitore sta nella rispolverata di Non è la Rai in salsa d’annata: le bionde contro le more (ai tempi della conduzione familiare di Enrica Bonaccorti: video). Le brune Nina Moric, Pamela Prati, Antonella Mosetti e Silvia Burgio sfideranno le bionde Valeria Marini, Manila Nazzaro, Justine Mattera e Angela Melillo. Showgirl storiche del Salone Margherita e altre appena arrivate, come l’ex trans reduce dal Gf, si alterneranno sul palco tenendo alta la bandiera del gentil sesso come non mai.
Sarà il televoto a decretare la Bellissima di questa 28a edizione del varietà annuale del Bagaglino, quest’anno slittato in primavera e in piena garanzia. Con un piccolo giallo su Valeria Marini. Secondo quanto pubblicato su Sorrisi e Canzoni Tv, la diva più capricciosa dello spettacolo italiano avrebbe promesso una partecipazione da guest star limitata a due puntate, visto che la attenderebbe un progetto di lavoro a Los Angeles. Pingitore, però, non demorde e starebbe premendo per averla fino alla fine, salvo sostituirla in extremis.
Non sarà facile, in ogni caso, fare comicità (satira è una parola grossa) dopo una settimana così tragica per il nostro Paese, alla luce del terremoto che ha colpito l’Abruzzo. Non a caso la stessa conferenza stampa dello show, prevista giovedì, è stata annullata. Siamo sicuri che la cosa non passerà sotto silenzio anche stasera, confidando che si faccia intrattenimento leggero senza dimenticare troppo in fretta. E ricordando che dall’altra parte c’è un osso duro da combattere: l’invincibile corazzata di Ti lascio una canzone guidata da Antonella Clerici.
Continua a leggere: Bellissima: da stasera il Bagaglino è Non è la Rai "per tardone"
![]()

Dinanzi a un collega giornalista che in quanto a commenti al vetriolo supera nettamente il sottoscritto, non c’è che da ritirarsi in buon ordine. Perciò il servizio sulla discriminazione maschile in tv continua con la proposizione di un contributo integrale del critico di Tgcom Alberto D’Amico, noto per i suoi editoriali cattivissimi. Ne dice di tutti i colori, perciò preparatevi a sorridere e riflettere insieme. Sin da quando gli facciamo notare che è partito tutto dal caso Massimiliano Ossini, ritenuto inadatto a un prime time dal direttore Del Noce, la sua provocazione è un fiume in piena e lo vede prendere di mira anche Fabio Canino, il primo a essere qui interpellato sull’argomento:
“L’appello è stato lanciato da Ossini? Beh, è significativo che non sapesi neppur chi fosse. Per fortuna c’è Google… D’istinto, il primo commento che mi viene in mente è che l’unico vero uomo che c’è in tv è Maria De Filippi. Che non vuol essere assolutamente una battuta. La De Filippi rappresenta l’autorità, l’indipendenza, il coraggio e la forza. Il coraggio di poter dire ciò che vuole, di poter andare a Sanremo anche se ha un contratto che la lega a Mediaset, l’indipendenza di avere carta bianca sui suoi programmi, la forza di tenere sotto di sé un esercito di manager direttori e direttucoli che, quando c’è di mezzo lei, non muovono un dito senza la sua approvazione.
Perché c’è qualcuno che in Carlo Conti, Massimo Giletti, Michele Cucuzza, Francesco “Simo” Facchinetti, o Enrico Papi intravede qualcosa di maschile? Gente che pur di apparire in video condurrebbe anche le previsione del tempo. Gente che pur di “esserci” è disposta ad accettare di condurre programmi come l’Arena, che un uomo di buon senso eviterebbe come la peste. Ma appunto, parliamo di uomini. Per non parlare di Tiberio Timperi e Milo Infante disposti a commuoversi a comando, come due bambolotti qualsiasi. Appunto, artefatti come due reginette di bellezza.
Quando le avevano chiesto i suoi progetti per il futuro aveva espresso di voler fare il Bagaglino. E’ stata esaudita. Sarà Silvia Burgio, la discussa trans del Grande Fratello 8, all’anagrafe Giuseppe ma ora operata, a diventare primadonna del varietà di Pingitore. Visto il suo passato da ex-cubista non le sarà difficile esibirsi sul palco più guardone d’Italia, ereditando la vetrina che fu di Aida Yespica.
Ad affiancarla nella prossima edizione, come riportato da Cinemotore e confermato da Tgcom, saranno anche l’ex Miss Italia Manila Nazzaro e le showgirl Antonella Mosetti e Justine Mattera.
Resta solo da capire in che collocazione verrà proposto lo show di Pippo Franco & co. Visto il crollo di ascolti della scorsa edizione, allo sbaraglio di sabato sera contro gli invincibili Migliori Anni, è prevedibile che ritorni come strenna natalizia in collocazione infrasettimanale.
Continua a leggere: Silvia Burgio, la prima trans del Bagaglino
Vieni avanti cretino è la storica espressione dei fratelli Bebè e Ciccio De Rege, la più celebre coppia di avanspettacolo tra le due guerre, riutilizzata con successo dal duo Walter Chiari e Carlo Campanini prima, e dal regista Luciano Salce poi come titolo del famosissimo film del 1982 con Lino Banfi. Da domani sera sarà anche il titolo di una trasmissione che Rete4 proporrà in prima serata e cui mattatori saranno Pino Insegno e Roberto Ciufoli, la metà maschile della Premiata ditta (sulla quale ci siamo espressi tutt’altro che positivamente in passato). Del programma, abbiamo parlato già ieri presentandovi la gentil donzella che accompagnerà Insegno e Ciufoli, Emy Bergamo. Quest’oggi ci occuperemo più approfonditamente del contenuto.
Il titolo non è casuale, visto che il programma vorrebbe proprio ricreare, almeno sulla carta, le atmosfere di avanspettacolo del dopoguerra. E cosa meglio di una citazione storica? In voga in Italia soprattutto tra il 1930 e il 1950, l’avanspettacolo consisteva in numeri di varietà, ballo e scenette comiche, eseguiti a integrazione di una proiezione cinematografica in sale di seconda e terza visione; una breve serie di numeri comici e illusionistici, allietati dalla presenza di ballerine e cantanti, che precedevano il film. All’origine, la mutazione del varietà avvenuta nel periodo in cui i teatri a questo destinati furono occupati dalla crescente produzione cinematografica autarchica e propagandistica del fascismo.
Il progetto è forse un po’ pretenzioso, ma la stessa Emy Bergamo, primadonna del varietà, è intervenuta ieri per spiegarci che nulla è lasciato al caso:
Non capisco questo accanimento gratuito nei nostri confronti. Per la prima volta si riporta in televisione il vero varietà, che non ha nulla a che veder con il bagaglino. Canterò e ballerò dal vivo…come si faceva nel passato, proviamo 13 ore al giorno per donare a voi spettatori qualcosa di nuovo e divertente. Citeremo Walter Chiari, Campanini, canzoni di Gabriella Ferri e tanti altri. Pino e Roberto sono due persone fantastiche che lavorano in modo umile e divertente
Continua a leggere: Vieni avanti cretino, da domani sera su Rete4
“Voglio il mio cd, voglio il dvd, voglio uscire con Raoul Bova”.… Ehm, no comment! Dove avevamo lasciato il Ciclone Boldi? A un cross-over, a dire il vero passato molto più inosservato di quello dei Cesaroni. Se Amendola e parentado sono finiti dritti a C’è posta per te, il genero del Fumagalli senior aveva vinto il Grande Fratello, con tanto di cameo di Alessia Marcuzzi. Vista la fama dirompente ottenuta da Adriano Dominici, il suocerino interpretato da Boldi ne aveva approfittato non solo per un condono edilizio dopo aver costruito su terreno abusivo, ma persino per un posto in prima fila come onorevole alla Camera (non prima di aver mediato per l’elezione del sindaco di Menaggio).
Un magna-magna destinato a degenerare ha così trasformato lo spiritoso capofamiglia in un politico cinico e calcolatore, una sorta di macchietta dei peggiori film tv di Pingitore. A metà tra Paparazzi e Commedia Sexi di Bonolis, il nuovo Ciclone si è messo in testa di fare satira sul potere, arruolando come sfottò a Vallettopoli le varie Giulia Montanarini e sfoticchiando il governo nello stesso stile del Bagaglino. Risultato? Rivederli sugli schermi si è rivelato più fallimentare e indigesto di come li avevamo lasciati.
Va detto, infatti, che questo Ciclone in Famiglia 4 nasce come deriva(zione) di una terza stagione che ha floppato nel primo periodo di garanzia. L’idea, in partenza, era quella di gestirne la messa in onda all’americana, mandando prima quattro episodi in autunno e poi gli ultimo quattro, di post-produzione, a gennaio.
Continua a leggere: Un Ciclone in Famiglia 4, ovvero la deriva(zione) del 3
Il classico sabato sera all’italiana sta per tornare. Da una parte, sull’ammiraglia Rai, un varietà-amarcord condotto da Carlo Conti, dall’altra, sulla principale rete Mediaset, l’immancabile Bagaglino: il nome scelto per lo spettacolo di quest’anno è Gabbia di matti.
Accanto alla veterana Aida Yespica (gallery), nel ruolo di primadonna si è aggiunta a sorpresa qualche giorno fa Hoara Borselli (gallery), vincitrice della prima edizione di Ballando con le stelle in coppia con Simone Di Pasquale e ormai lanciatissima come attrice di musical (proprio con Di Pasquale è stata la protagonista della versione teatrale de La febbre del sabato sera).
Non dev’essere stata particolarmente felice Aida di questa new-entry, visto che, stando a quanto si leggeva sulle pagine di qualche giornale un paio di mesi fa, l’essere l’unica primadonna era per lei una bella soddisfazione. E invece dovrà fare i conti con una collega che, bella e brava, cercherà di ritagliarsi un proprio spazio all’interno del programma. Nemmeno la Borselli comunque subodorava una chiamata al Bagaglino:
Continua a leggere: Aida Yespica e Hoara Borselli le primedonne del Bagaglino
Che Pingitore abbia, incluso nel suo contratto, quella fiction o due all’anno è cosa abbastanza nota e evidente (ricorderete l’ultimo esperimento che al solo pensiero mette i brividi: Di che peccato sei?). Che non si potesse fare a meno, dopo vallettopoli di una fiction sui paparazzi è cosa altrettanto evidente.
Mettete insime le due evidenze e nascerà Vita da paparazzo, fiction per Mediaset di cui è stato battuto il primo ciak proprio oggi a Roma. Il protagonista maschile, Pino Insegno non si nasconde dietro a un dito:
Il film può avere collegamenti con la vicenda di Fabrizio Corona ma racconta un arco di tempo ampio, che va dall’epoca d’oro dei paparazzi d’assalto fino ad oggi. Le due puntate, per questo, saranno ricche di flashback. Del resto, il regista Pingitore conosce molto bene tutto quel periodo degli anni ‘60 perche’ lo ha vissuto come giornalista
La produzione è targata Janus International. Deo gratias, Fabrizio Corona non farà parte del cast, completato invece, fra gli altri, da vecchie conoscenze della tv nostrana: Milena Miconi, Lorenzo Crespi e Benedetta Valanzano (nell’immagine), della scuderia Emamanagement, già vista nel film di Jerry Calà “Vita Smeralda” e in Ho sposato un calciatore.
… E io pago! poteva andare peggio e invece se l’è cavata, confermando la tendenza di Canale5 ad andare sul sicuro (quantomeno al sabato sera). Si dà il caso, infatti, che ormai i grandi numeri non se li aspetti più nessuno e riuscire a reggere l’urto del varietà tradizionale di Raiuno (sempre più in caduta libera) sia la sola prerogativa che conta.
Peccato che il direttore di Canale5 Massimo Donelli, ancora una volta, non riesca ad esimersi dalle sviolinate, che investono i risultati commerciali ma anche le qualità artistiche dei prodotti da lui approvati…
”Pingitore ha festeggiato con una sequenza di risultati eccellenti i vent’anni del Bagaglino. La sesta e ultima puntata di …E Io Pago! consegna agli archivi del Salone Margherita una stagione brillantissima impreziosita dalla conquista del Telegatto. E conferma il talento di Pingitore nel saper intercettare e rendere in chiave satirica, anno dopo anno, gli umori della pubblica opinione. Un bravo, infine, a tutti gli attori, che con maestria e passione hanno regalato caricature indimenticabili”.
Continua a leggere: Donelli dispensa complimenti... a Pingitore & Co
Ebbene sì, anche guardare un programma come E io pago! può riservare le sue soddisfazioni. Soprattutto se ad emergere a furor di popolo, nel duello politico della serata, è un’incantevole ninfa che ci era sfuggita.
Insomma, al Bagaglino è nata una stella.
Una che è passata con disinvoltura dal set di Tinto Brass al teatro, dal Riccardo III di Shakespeare alla ruspante Rosetta del Rugantino. E da un anno ha fatto il grande salto verso la tribuna politica, come la linea del cavaliere comanda: dal palco al parlamento.
Lei è l’avvenente Fiorella Rubino, al secolo Fiorella Ceccacci, 31 anni, origini laziali, deputata di Forza Italia alla Camera nel collegio del Lazio. E’ un’altra bellezza notevole prestata alla politica (azzurra), insomma, se pensate che la leadership nel settore era data a Mara Carfagna, candidata in Campania.
Le armi usate per conquistare i suoi elettori e che, siamo sicuri, continueranno a far parlare di lei? Seduzione e sensualità innanzitutto. Basta dare un occhio al suo sito web per accorgersene: su www.fiorellarubino.net si fa fotografare in pose da calendario più che da locandina teatrale.
Continua a leggere: Fiorella Ceccacci Rubino, è nata una stella
Ormai è una tradizione: rispolverare ad inizio di stagione, sugli schermi di Canale5, l’irriducibile compagnia del Bagaglino.
Per l’iniziativa Prime time con Tvblog questa sera testeremo (è il caso di dirlo) un nuovo esperimento: due web-dirette in contemporanea. Malaparte seguirà per voi il nuovo sabato sera di Raiuno, a colpi di test e quozienti intellettivi. Il sottoscritto, invece, commenterà la consueta mascherata pre-carnevalesca di Pippo Franco e soci, ripercorrendo in diretta bagordi e battutacce della sempiterna compagnia di Pingitore. Il tutto in attesa di cambiare completamente sipario, ritrovando (si spera) con Bonolis un Senso della vita (e della televisione) più edificante.
Insomma, di cosa tratterà E Io pago?
Basta guardare l’irritante spot pubblicitario trasmesso a tamburo battente per trovare una conferma ai propri orridi sospetti. E’ la solita minestra di sempre, che differisce dalle edizioni precedenti unicamente per il titolo e qualche prevedibile intuizione dell’ultimo minuto come la parodia della Finanziaria.
La gnocca, almeno per quest’anno, è confermata e stiamo tutti più tranquilli: Aida Yespica.
Ma la vera novità, se così si può chiamare, consiste in un duello a colpi di battute, balli e brani recitati tra due personaggi politici scelti tra gli schieramenti opposti. Stasera, per esempio, Fiorella Ceccacci Rubino (al posto della prevista Daniela Santanchè) sfiderà sul palco il verde Alfonso Pecoraro Scanio. Se prima erano di scena le torte in faccia a chi perdeva il consenso del pubblico, questa volta si confida in una gara più soft e distensiva (peccato che Mastella, dopo l’imbarazzante esperienza dell’annata passata, abbia gentilmente declinato l’invito assieme ai colleghi Veltroni e D’Alema).
Continua a leggere: E io pago, ultimo atto della storia del Bagaglino