Questa sera non può mancare su TvBlog il liveblogging de Il più grande, visto che siamo stati i primi (mossi da pura curiosità e non dalle pressioni degli uffici stampa, sia chiaro) a darvi indiscrezioni su questa trasmissione. Alla conduzione del programma che conferirà “la prima laurea ad televotum” - lo ricordiamo - troviamo il discusso Francesco Facchinetti, ormai promosso a divulgatore della cultura a buon mercato, e Martina Stella - dopo la conduzione da cani del Galà della pubblicità, la rinuncia illustre a Le Iene e una forse più lungimirante a Love Bugs.
Inizia intanto la rincorsa ai viventi: avere Fiorello tra i 50 aspiranti era troppo ghiotto per la produzione, per non farle sognare una sua incursione a sorpresa in studio. Di qui il mega-annuncio a pagamento che campeggia sull’ultima pagina del Corriere della Sera:
“Il signor Rosario Fiorello è atteso questa sera alle ore 21.00 presso lo studio 3 di Cinecittà in Roma per importanti comunicazioni che lo riguardano”.
Al sottoscritto l’atmosfera che si sta creando intorno a questo format ricorda molto il caso La pupa e il secchione, ovvero quella di un programma in grado di uscire dalle dinamiche televisive per far discutere la società e i giornali. Non è un caso che, elemento di continuità tra i due show, sia Vittorio Sgarbi, questa sera membro di una giuria d’eccezione composta anche da Pietrangelo Buttafuoco, Tinto Brass, Mara Venier e Giulia Innocenzi.
L’opinionista più onnipresente della tv non poteva risparmiarci una polemica a mezzo stampa prima del debutto:




Con un titolo che ti fa pensare a tutto, tranne a un programma di attualità, quel provocatore doc di Pietrangelo Buttafuoco approda per la prima volta nella seconda serata di RaiDue (stasera dopo il finalone di Er). Lo fa in una palinsesto di rete che non dimentica il telespettatore anche d’estate, con una nuova rubrica di approfondimento in onda per quattro venerdì sera alle 22.55: Il Grande Gioco, appunto.
Il tema è quanto mai originale e spiazzante in una tv generalista: la geopolitica. In quattro puntate si analizzeranno gli equilibri internazionali attraverso un racconto dettagliato del Nord, Sud, Est e Ovest del Pianeta. Il titolo allude al The Great Game di Rudyard Kipling, come spiega meglio lo stesso giornalista in un’intervista al Secolo XIX:
“Cos’è il Grande gioco? L’eterna gara dei presidi imperiali per la conquista del “cuore della terra”. La storia del mondo è la storia di una scacchiera in cui i giocatori, senza esclusione di colpi, si aggiudicano le riserve auree, minerarie ed energetiche per la sopravvivenza dell’umanità. Il titolo si riferisce a una precisa categoria storiografica, quella che dalla fine dell’Ottocento descrive i rapporti di irriducibile inimicizia tra l’idea imperiale Russa e quella britannica per la conquista dell’Asia. Secondo lo schema dell’attualità questo stesso gioco si ripropone oggi seguendo i quattro punti cardinali del pianeta, quattro puntate in cui si può descrivere la competizione delle potenze nella scena internazionale. Dipingeremo un vero e proprio wargame dove la geografia segue le chimere illusorie del Re del Mondo”.