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Anna e i Cinque 2, fotoromanzo surreale. Cosso di cera, la Ferilli come l'Arcuri

pubblicato da Lord Lucas

strikedownferilli anna cinque
La seconda puntata di Anna e i Cinque 2 vede la famiglia Ferrari funestata dal tracollo finanziario. E già assistere a una scena simile, recitata in modo a dir poco grottesco, nel giorno dell’approvazione della Manovra fa pensare a una gag di Maurizio Crozza.

Sabrina Ferilli, alias Anna Modigliani ex Monamour (un nome che sembra uscito da Tempesta d’amore), è seduta al tavolo con i ragazzi e annuncia a modo suo, bippata dal buon Garrone, l’infausta novella:

“Stiamo con le pezze al cu… Siamo nella m…”.

Il tutto con quell’intercalare burino insopprimibile (non a caso la nuova serie è ambientata a Roma e non più a Milano), che vede la Ferilli caricare anche le scene più drammatiche. Il che poteva passare ai tempi delle varie Commesse e “Provinciali” su RaiUno, dove l’aria della proletaria smunta funzionava sempre. Ma non si può rivederla in tv sempre con le stesse facce basite de Le ali della vita.

Anna e i Cinque - Le foto
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Anna e i cinque 2: Sabrina Ferilli è di nuovo Anna Modigliani (con più dramma)

pubblicato da Lord Lucas

Anna e i Cinque - Le foto

Archiviata la doppia vita di tata di giorno e spogliarellista di notte (addio Nina Monamour), Anna e i Cinque sembra abbandonare la favola e passare alla più consolidata tradizione del melodramma familiare. La seconda serie, girata tra aprile e ottobre 2010 e in onda a tre anni dalla precedente, vedrà Anna Modignani ricevere una telefonata di suor Maddalena (Lydia Biondi).

Il che, pensando alla carriera televisiva di Sabrina Ferilli (qui l’intervista che ci ha appena rilasciato), sembra un ritorno alle Ali della Vita. Le verrà comunicato che sua madre Wilma (Luisa de Santis), dalla quale fu abbandonata bambina in un orfanotrofio e che tutti credevano morta, è in un ospedale romano, gravemente malata. Per non destare preoccupazioni in famiglia Anna racconterà di essere stata scritturata per un film.

Intanto i Ferrari hanno cambiato città: da Milano (ritratta nella prima serie in maniera a dir poco grottesca) hanno traslocato nella più familiare Capitale. Ferdinando Ferrari (Pierre Cosso), il finanziere del quale Anna innamorata, ha deciso di trasferirsi a Roma per allontanare il fantasma della moglie morta e per stare assieme ad Anna, tata dei suoi figli ora anche nel cast della soap opera Sangue Blu.

Anna e i Cinque - Le foto
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Carolina Benvenga e Alberto Galetti prima di Anna e i Cinque
Carolina Benvenga e Alberto Galetti prima di Anna e i CinqueCarolina Benvenga e Alberto Galetti prima di Anna e i CinqueCarolina Benvenga e Alberto Galetti prima di Anna e i CinqueCarolina Benvenga e Alberto Galetti prima di Anna e i Cinque

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Anna e i Cinque: una bolla di sapone tenuta in vita dall'ottimo cast (in primis da Riccardo Garrone)

pubblicato da Lord Lucas

riccardo garroneSulla commedia in tv ci sono due scuole di pensiero. Quella di chi “per carità, vivaddio c’è Distretto di Polizia”. E quella di chi va pazzo per I Cesaroni. Anna e i Cinque (in onda questa sera e domani su Canale 5) si pone in una posizione difficilmente catalogabile. Di comicità all’italiana ne ha ben poca e difende con più orgoglio la matrice d’importazione. In una Milano rarefatta, elevata a scenario di fiaba, prende vita la prima rincorsa italica alla romantic comedy anglo-americana (anche se il format è bizzarramente spagnolo). Dopotutto, se Pretty Woman e Mary Poppins fanno il tutto esaurito all’ennesimo passaggio, perché non provarci anche noi?

Da un punto di vista strettamente tecnico l’esito è indubbiamente grossolano, come rilevò Malaparte nell’anteprima. A contribuire all’effetto bolla di sapone è un’effetto di dissolvenza cromatica, a cui si aggiunge un missaggio audio infelice. Molte le scene ridoppiate, scarso il ritmo narrativo. Ed è davvero un peccato, perché personalmente - dopo che a Tv Talk l’hanno tacciata di inattendibilità e tutti i critici l’hanno massacrata - mi sento di spezzare una lancia a suo favore. Anna e i Cinque sconta il titolo di apripista di un genere meno facile del previsto. Non ha, infatti, nulla a che vedere con le miniserie buoniste di RaiUno e cerca un proprio filone sentimentale tutto giocato sull’ironia della protagonista.

Non poteva che essere Sabrina Ferilli la doppia anima di questa serie: da una parte sex-symbol mozzafiato, dall’altra donna angelica da non lasciarsi scappare in una Milano tutta presa dagli affari e dal cinismo. Pur con qualche indulgenza di troppo alla burinità, riesce ancora una volta a incarnare il valore del calore umano e della semplicità senza sfociare nella retorica. Non fa sganasciare come La Tata dell’omonima sitcom né ti elargisce pedagogia moderna come Tata Lucia. A una come lei, semplicemente, ti ci affezioni subito, senza riserve.

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Anna e i Cinque: Sabrina Ferilli su Canale5 per una nuova fiction

pubblicato da Debora Marighetti

Anna e i cinque, la nuova fiction con Sabrina Ferilli (foto di Pier Francesco Bruni)

Volto della fiction nostrana per eccellenza, con tutti i pro e i contro che ne conseguono, Sabrina Ferilli tornerà stasera su Canale5 con Anna e i cinque (gallery), una nuova fiction in sei puntate prodotte da RTI e realizzate da Magnolia fiction che avevamo già visto e valutato per voi in occasione del RomaFictionFest. Una storia basata sulla serie televisiva Ana y los siete, da un’idea originale di Ana G. Obregon realizzata per la tv spagnola S.A.U.. Protagonista è Anna Modigliani, nome d’arte Nina Monamour (Sabrina Ferilli), stella che illumina le notti del Chicago, il locale milanese dove si esibisce ogni sera come stripteuse. Dopo anni di faticoso lavoro ha deciso di rilevare la licenza del locale insieme il fidanzato-impresario Tony (Raul Cremona), lo showman del Chicago che per lei farebbe qualsiasi cosa.

Tony spera in un colpo di fortuna che gli permetta di saldare il suo debito con il Secco (Franco Castellano), un balordo di mezza tacca che ha comprato il night club con la speranza di guadagnarsi così le attenzioni di Anna. Ma ancora una volta Tony punta su quello sbagliato e ad Anna non resta che rimboccarsi le maniche: deve tirar fuori dai guai il fidanzato. Anna è perfino disposta a smettere i panni della spogliarellista e indossare l’abito ben più castigato dell’istitutrice, facendosi assumere come tata a casa di Ferdinando Ferrari (Pierre Cosso), un affascinante uomo d’affari. Questo è l’unico modo per mettere insieme la somma che potrebbe garantirle la licenza del locale, dove lavorano anche i suoi amici più cari: la cameriera Sharon (Barbara Folchitto), la sarta Gina (Paola Tiziana Cruciani) e il barman Sax (Yari Gugliucci).

Per Ferdinando, vedovo da un paio d’anni, tirar su i cinque figli sta diventando difficile: Lucia (Matilde Diana), la più piccola, non parla più dalla morte della mamma; Carolina (Laura Glavan), la maggiore, è una ragazza superficiale e viziata; il quindicenne Filippo (Matteo Urzia) è talmente introverso che, seppur dotato di un grande talento musicale, viene ignorato dalle sue coetanee. E poi ci sono i gemelli di undici anni: Giovanna (Chiara Spadaro), che nonostante il fisico non proprio atletico cerca di diventare una ballerina classica per esaudire il sogno della madre, e Giacomo (Nicolò Diana), il cui carattere esuberante e ribelle lo porta spesso ad essere in conflitto con il padre.

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Roma Fiction Fest - Visti per voi - Amiche mie - Anna e i cinque

pubblicato da Malaparte

Amiche Mie Dopo le parole entusiastiche che ho speso nei confronti di Romanzo Criminale, è giunto il momento di tornare con i piedi per terra. E lo dico, credetemi, senza entusiasmo. Perché - anche in questo caso la premessa è necessaria - vorrei parlar bene della fiction italiana. Vorrei, ma certe volte è davvero complicato.

Intendiamoci, di Amiche Mie si è visto solo un trailer (8 minuti. Personalmente ritengo siano sufficienti per farsi un’idea di quel che ci si può aspettare da una serie). Non è un brutto prodotto, ci mancherebbe altro. Probabilmente potrebbe anche andare bene in termini di ascolti. Il cast è interessante: Margherita Buy, Cecilia Dazzi, Luisa Ranieri, Elena Sofia Ricci. I registi, Paolo Genovese & Luca Miniero, sono bravi. Cristiana Farina, produttrice creativa è in gamba - e meriterà un discorso a parte la sua richiesta ai produttori: date credito agli autori italiani -.

Però. Però c’è almeno un però. E’ nel concept, nell’idea stessa di questa serie: quattro splendide quarantenni che si ritrovano single e si rimettono in gioco. E possiamo sbandierare finché si vuole il fatto che è un’idea originale e non un format. Benissimo Ma è anche un balzo nel passato, un viaggio a ritroso di 10 anni, un dejavù, un già visto, rivisto, stravisto, almeno per chi ama e studia la lunga serialità estera. Poi, ci sono altri però, ci sono i miei dubbi sul mood un po’ troppo sopra le righe - come sempre, ormai, nella comedy all’italiana -, supportato da questa fotografia bella ma immotivatamente pop. Insomma, no, per quel che mi riguarda non ci siamo. Eppure, le carte in regola per fare bene c’erano tutte, almeno la sufficienza era a portata di mano. Laddove, la sufficienza è il livello minimo che ci proviene dagli States.


E - la cattiveria avanza - mi vedo costretto a bocciare anche Anna e i cinque. Che probabilmente andrà bene, che probabilmente è per famiglie e bla bla. Ma la sufficienza è ben lontana. Tanto per cominciare, siamo di fronte a un format spagnolo, un riadattamento, com’è prassi, come se non si potesse creare, in Italia. Come se non ci fossero idee.

Poi, la splendida Sabrina Ferilli spogliarellista in un night dove non mostra neanche il seno - un night, quindi, concepibile nelle fantasie degli anni ‘50 forse. O forse nemmeno - è ai limiti dell’incredibile.

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