
Barbara Matera è stata eletta al Parlamento Europeo nelle liste del Pdl. L’ex letteronza, attrice, annunciatrice Rai ed unica “candidata velina“, sopravvissuta dopo che il ciclone Veronica Lario si era abbattuto lanciando strali sulle candidature del partito guidato dal marito che aveva definito “ciarpame senza pudore“, ha letteralmente sbancato conquistando un numero di preferenze da far invidia ai big della politica.
“Matera Barbara” nata a Foggia il 09/12/1981 è stata indicata ben 130.233 volte nella circoscrizione sud nella quale era candidata per il Pdl. Meglio di lei ha fatto solo lo stesso Silvio Berlusconi, capace di portare a casa oltre 700 mila preferenze. Un successo indiscutibile e devastante per l’unica rappresentante superstite di una nuova classe dirigente che il Premier si era preoccupato di far formare in un workshop durante il quale le candidate “veline” avevano assistito alle lezioni di Renato Brunetta e del ministro degli esteri Franco Frattini.
Dopo l’esperienza come letteronza e come attrice nella fiction Carabinieri e in Don Matteo Barbara rappresenterà l’Italia al Parlamento Europeo. Non avrà il titolo di dottoressa in Scienze Politiche che Berlusconi le aveva attribuito (ha studiato, senza arrivare alla laurea, Scienze della Formazione a Roma), ma l’essere fidanzata con “il figlio di un prefetto amico di Gianni Letta” e l’avere un volto noto ai cittadini/telespettatori da spendere la catapulta a Strasburgo in un batter d’occhio. Auguri a lei, graziosa rappresentante della nostra telecrazia, a all’Italia intera.
Elezioni Europee ed Amministrative del 2009 protagoniste dell’informazione in queste ore, non solo sul nostro PolisBlog, ma ovviamente un po’ di tutti i palinsesti televisivi. Tg scatenati per fornire in diretta risultati con il contorno degli estenuanti commenti dei politici ospiti in studio. Non fa naturalmente eccezione il Tg5 che in collegamento dal Viminale schiera Gioacchino Bonsignore. Lo storico autore della rubrica Gusto è ritratto in un fuori onda che è comparso su YouTube poche ore fa.
Bonsignore è alle prese con i primi risultati e si domanda se il Pdl, il partito del Premier, è in calo rispetto alle Politiche dello scorso anno. Pur non particolarmente ferrato sui temi politici (si domanda più volte, senza trovare risposta, se la stessa sigla era presente alle Elezioni del 2008) Bonsignore ha il legittimo sospetto che quel 35,3% che si attribuisce al Pdl rappresenti un leggero arretramento, ma non riesce a trovarne conferma fra i suoi collaboratori.
La parte divertente è il suo commento, volto quasi a giustificarsi: “è una curiosità nostra, non penserai mica che lo voglia dire in onda“. Per carità, figurarsi se può essere legittimo riferire del calo percentuale del Pdl. Sarebbe proprio un’imprudenza, come conferma ridacchiando un’ignota collaboratrice: “No, anche perché ci strozzano“. Per i telespettatori si tratta di un fuori onda molto utile a comprendere un clima di paciosa intimidazione che circonda alcune notizie sul principale Tg di Mediaset. Dopo il continua il video tratto da YouTube.

“Ringrazio Dario Franceschini e Gianni Letta per l’offerta di presiedere la Rai, azienda patrimonio del Paese. Un incarico di grande prestigio per il quale mi ero reso disponibile. Dopo attenta riflessione ho però deciso di restare dove sono: a fare solo il giornalista”.
Così Ferruccio De Bortoli ha rinunciato alla presidenza della Rai, in un primo momento data per scontata, e ha annunciato la scelta di rimanere direttore del quotidiano Il Sole24Ore. Si va pertanto adesso verso la conferma di Claudio Petruccioli. Fonti del Partito Democratico hanno spiegato ad Affaritaliani che a questo punto “l’unica strada percorribile è la riconferma dell’attuale presidente”. Da Palazzo Chigi arriva il via libera del Popolo della Libertà e della maggioranza a Petruccioli. (nella foto)
Sempre AffariItaliani, per tentare di spiegare i motivi dell’imprevedibile passo indietro, propone alcune tesi che riporto perché mi sembrano interessanti ed esaustive. Il primo scenario:
“Potrebbe non aver trovato un accordo sugli aspetti contrattuali. Sembra proprio che l’offerta economica presentata dalla Rai non fosse soddisfacente e del resto non si fa mistero sulle cifre notevoli che prende come direttore del Sole 24 Ore. Del resto, ben presto in Rai non si potranno superare i 350mila euro annui di compenso, e De Bortoli - oltre che al Sole - potrebbe guadagnare molto di più al Corsera piuttosto che a Repubblica”.
La seconda possibilità paventata da AffariItaliani:
“Mercoledì potrebbe essere la data decisiva per le sorti della direzione del Corriere della Sera. Che si sia aperta la strada verso la relizzazione del più grande sogno di Ferruccio De Bortoli? Dalle sue parole, ‘Dopo attenta riflessione ho però deciso di restare dove sono: a fare solo il giornalista’, sembrerebbe interessato a ricandidarsi per un ruolo giornalistico”.
C’è che guardare la televisione, ancora oggi, per questo scampolo di giornata in cui non si può fare - per legge - propaganda elettorale, potrebbe essere quasi piacevole, o comunque riservar sorprese.
Non che la sostanza della programmazione e dei palinsesti cambi di molto, sia chiaro. Ma sarebbe bene godersela, fino alle 15, finché dura, finché l’unica cosa che la televisione può dire a proposito delle elezioni è il dato dell’affluenza alle urne (accompagnato da poche altre amenità. Tipo l’elettore che mangia la scheda: peccato non esistano immagini, sarebbe stato un colossale momento catodico. Avrebbe dovuto pensarci, l’elettore, cui vanno i migliori auguri per la sua digestione).
Perché la politica così tanto fuori dalla tv non la vedremo di nuovo per un po’ - ammesso e non concesso che il pareggio non ci riporti, fatalmente, lentamente - alla deriva di nuove elezioni anticipate. Perché fino alle 15, prima che si scateni la bagarre degli exit poll e dei commenti, a caldo e a freddo, con le solite, scontate reazioni, il clima di invasione televisiva della propaganda elettorale permanente è sospeso.
Tutto questo per dire che se dalle 15 vorrete informarvi a dovere, il consiglio del sottoscritto, almeno per quanto riguarda la tv generalista, è quello di seguire lo speciale elezioni di La7: una maratona televisiva di 18 ore, misto di informazione e intrattenimento, condotta da Antonello Piroso, direttore del Tg.
Per quanto riguarda internet, invece, il consiglio è scontato: maratona elettorale su Polisblog (le prime voci, i primi rumors che ipotizzani i risultati più disparati sono già online in questo post o in quest’altro a tema automobilistico).
Continua a leggere: Il silenzio elettorale e la maratona-elezioni, su La7 e su Polisblog