Una delle più grandi Signore della Tv italiana ha compiuto 90 anni il 31 luglio. E da parte di Tvblog i doverosi auguri a una delle più grandi protagoniste del piccolo schermo nazionale. Raccontare chi è Franca Valeri è difficilissimo, posso solo dire che nessuna più di lei ha coniugato, talento e intelligenza, riuscendo a portare in televisione caratteri e tipi della donna nazionale. Ecco, non solo è una icona, ma anche un esempio, una strada maestra per quante vogliono fare tv con eleganza, charme, intelligenza e sopratutto studio, tanto studio.
Franca Valeri continua a fare teatro e ciò non deve meravigliare: non potrebbe vivere senza la sua arte. Infatti, la Valeri ha come primo amore proprio il teatro, viene scoperta per la tv solo negli anni ‘60. Ma sono televisivamente parlando anni strepitosi: da Cesira, signorina snob alla popolana Signora Cecioni è un inseguirsi di risate e amare riflessioni su quello che l’Italia e le italiane erano. Infatti, il carattere distintivo di Franca Valeri è sì di aprirti alla risata, ma anche di farti pensare, di farti vedere cosa si è in realtà e proprio per questo riderci sopra: assieme. Dalle scenette del Carosello ai programmi come Studio Uno l’incredibile varietà del talento di Franca Valeri.
Un esempio? Siamo nel 1969, il programma si chiama “Stasera Patty Pravo”, un one woman show dedicato a una delle Signore della canzone italiana (dopo il salto il video). Ebbene, Franca Valeri nel pieno di una rivoluzione Hippie che si stava profilando anche nella nostra società, mette a nudo, proprio letteralmente, le differenze tra lei ragazza normale e Patty Pravo. Apro una piccola parentesi su Patty Pravo che all’epoca, e ancor di più sul finire degli anni ‘70, incarnò una delle icone di rottura con quelli che erano i classici schemi delle cantanti italiane. Non era né la tormentata Rosanna Fratello né la dolce Gigliola Cinguetti: era altera, eterea, camaleontica, assolutamente snob e sopra le righe e dopo qualche anno indossò la divisa alla Ziggy Stardust. Dirompente, perciò Franca Valeri, quando spiega che lei cammina non balla lo shake e che per questo è più avanti.
Allora, alla nostra Tv bastava davvero poco, o meglio bastava l’essenziale per ottenere il miglior risultato, grazie a professionisti che avevano studiato seriamente teatro e recitazione, perché l’improvvisazione era solo una delle tecniche di recitazione e non ha mai costituito il solo ingrediente delle trasmissioni televisive. Perciò, grazie ancora Signora Valeri per il suo splendido esempio di intelligente virtù televisiva.
Continua a leggere: Auguri a Franca Valeri per i suoi splendidi 90 anni
Inizierà tra poco la sesta puntata di Ti lascio una canzone, il varietà musicale condotto da Antonella Clerici, ancora una volta in diretta dall’Auditorium Rai di Napoli. Insieme alle presenze fisse di Barbara De Rossi e Stefano D’Orazio, questa settimana siederanno al tavolo della giuria anche Luca Giurato, Emanuela Aureli e Fiona May. Ospiti della sesta puntata saranno Patty Pravo, Noemi, Peppino Di Capri e Amii Stewart.
Come ricorderete, la settimana scorsa è stata proclamata la canzone vincitrice della terza edizione di Ti lascio una canzone, Amor mio, eseguita da Grazia Buffa. Dalla questa puntata prenderà il via una nuova fase del programma, in cui saranno in gara canzoni interpretate dai protagonisti di tutte e tre le edizioni. Il televoto al 50% e l’orchestra al 50% determineranno le 5 canzoni che accederanno alla finale prevista per l’ottava puntata.
Come al solito, le nostre pagine sono aperte per i vostri commenti e giudizi sulla puntata, che noi riassumeremo con un’ampia fotogallery finale e con il verdetto della serata.
E mentre Antonella Clerici ricorda che “si votano le canzoni, non i ragazzi”, ecco i brani che superano il turno di questa sera: Come saprei, Tanto pe’ cantà, Tu sì ‘na cosa grande, Vent’anni, Almeno tu nell’universo.
Continua a leggere: Ti lascio una canzone - Sesta puntata dell'1 maggio 2010
Parte stasera su RaiUno un nuovo programma condotto da Max Giusti. Il comico e conduttore delle ultime edizioni di Affari Tuoi, anche nella versione (di scarso successo) collegata alla Lotteria Italia, è stabilmente un volto di punta della prima rete Rai che gli ha affidato la conduzione di “Stasera è la tua sera”. Per quattro giovedì questa rielaborazione di un format BBC dal titolo “Tonight’s the Night” sarà protagonista della primavera di RaiUno.
Ve ne avevamo già parlato ad inizio anno, dopo che la notizia era stata anticipata da Sorrisi e Canzoni Tv, e non possiamo che confermare. In sostanza si tratta di un mix fra Carramba e un talent show, una sorta di I Raccomandati con in più l’effetto sorpresa. Giusti permetterà a delle persone comuni, con un particolare talento che per via di “scelte altruistiche e coraggiose” non hanno mai avuto la possibilità di esprimere, di esibirsi su RaiUno senza preavviso.
Stasera è la tua sera si inserisce nello stesso solco de Il Treno dei Desideri della Clerici e del malriuscito I Sogni son desideri, segnale inquietante per la creatività dei format proposti da RaiUno. L’originale inglese era un programma molto diverso, durava 60 minuti ed era, curiosa coincidenza, il programma collegato alla lotteria britannica. Ospiti nella prima puntata Mick Hucknall dei Simply Red, Elisa, Patty Pravo, Malika Ayane, Giancarlo Fisichella e Raimondo Todaro con Giusti nel ruolo di mattatore. Cosa ne verrà fuori? Staremo a vedere. Appuntamento in prima serata su RaiUno.
Successo clamoroso per il primo appuntamento siciliano dell’X Factor Casting Tour a Scoglitti, in provincia di Ragusa: “Con questa tappa arriviamo a circa 30.000 persone provinate - ha detto Nicoletta Berardi, autrice del talent show e selezionatrice dei concorrenti -. I provini vanno avanti fino a poche settimane prima della messa in onda perchè magari il ‘talentone’ lo troviamo al fotofinish. La costante di quest’anno è il livello qualitativo alto, forse proprio grazie al lavoro fatto con il pubblico giovane da X Factor“.
Intanto, dalle colonne de Il Giornale, si apprendono le prime novità della terza edizione, in partenza il 10 settembre (e non il 14, come in un primo momento) per evitare sovrapposizioni con Miss Italia. Come già segnalato da TvBlog, inoltre, il programma verrà piazzato inizialmente di giovedì, per poi tornare al lunedì consueto. Chiusura il 30 novembre. Claudia Mori si occuperà degli over 24, Morgan degli under 24 e Mara Maionchi si ripeterà con i gruppi vocali, sperando di ripetere l’impresa trovata con il lancio dei Bastard Sons of Dioniso.
Cambiano anche due dei tre vocal coach: Morgan ha sostituito Andrea Rodini col musicista e arrangiatore Carlo Carcano. Claudia Mori lavorerà con Roberto Vernetti, musicista e produttore di numerosissimi talenti come Dolcenera, Mina, Patty Pravo, Elio e Le Storie Tese, Irene Grandi e Pacifico. Nessun cambiamento per Mara che sarà sempre al fianco del preparatissimo Gaudi. Sempre Il Giornale assicura che tra i gruppi vocali non c’è nessuno straniero: il pericolo Farias, insomma, per quest’anno sembra scongiurato…
Sarà nuovamente in onda questa sera X Factor 2, il talent-show targato RaiDue e condotto da Francesco Facchinetti. Nonostante il programma sia già giunto alla sua ottava puntata, i concorrenti in gara sono ancora otto grazie agli ingressi in itinere, ultimo quello di Chiarastella della categoria di Morgan, che ha virtualmente sostituito l’eliminato Andrea Gioacchini (da noi intervistato dopo l’uscita). La categoria 25+ di Morgan continua quindi a contare quattro elementi, mentre i 16-24 di Simona Ventura e i gruppi vocali di Mara Maionchi solamente due.
Nel corso della puntata di questa sera interverranno Patty Pravo, recente protagonista del Festival di Sanremo, che si esibirà in un brano a sorpresa accompagnata al pianoforte da Morgan e rimarrà in trasmissione nella veste di “giurato aggiuntivo” e i Finley, che porteranno sul palco loro versione della famosissima Iris dei Goo Goo Dolls. Verrà inoltre presentata la X Factor Anteprima Compilation che contiene 12 tra le cover che i ragazzi hanno realizzato durante questa prima parte del talent show, in vendita da venerdì 27 febbraio.
Ma vediamo insieme quali saranno le esibizioni di questa sera dei concorrenti in gara. Per la categoria gruppi vocali: The Bastard Sons of Dioniso – Ma che colpa abbiamo noi (Rokes); Farias – I’m Not In Love (10 Cc). Per la categoria 25+: Matteo Becucci – Una giornata uggiosa (Lucio Battisti); Enrico Nordio – Once Upon a Long Ago (Paul McCartney); Noemi – La costruzione di un amore (Ivano Fossati); Chiarastella – True Colors (Cindy Lauper). Per la categoria 16-24 infine: Daniele Magro – Another One Bites The Dust (Queen); Juri – Wherever You Will Go (The Calling).
Prima di lasciarvi, un rumor appena appreso: X Factor dovrebbe allungarsi di due puntate, cambiando però giorno di programmazione e spostandosi quindi dal lunedì al mercoledì.
Aspettando il vincitore, la serata finale del Festival di Sanremo 2009 comincia qui.
Inizio spettacolare, come al solito. Questa volta, il film di turno è Billy Elliot, colonna sonora Il canto dei cigni, e poi è la volta dell’annunciato omaggio alla danza classica, sulla quale si ironizza elegantemente, grazie a Giuseppe Picone e Caroline Rice, e palloni sul palco, ché l’italianità, quella difesa e elogiata da Bonolis, si consuma anche sul campo da calcio (ma l’Inter, squadra cara a Paolino, ha vinto, ahimé, nuovamente grazie a un palese fallo di mano del suo campione Adriano).
20:53: come d’abitudine, Paolo Bonolis fomenta galleria e platea, cosa buona e giusta, ricorda il perverso meccanismo del televoto e poi annuncia Arisa, che finalmente ha occasione dei presentarsi sul palco dell’Ariston infagottata nel suo vestitino anni ‘30 a un’orario decente. In prima serata. E sarà gagliarda, nella sua Sincerità. Un riff facilmente memorizzabile e fischiettabile, uno swing piacevole - che ricorda un po’ Neffa - una voce piacevole, una cantante-personaggio. Un ritorno al passato che rende tutto piacevole e ai limiti del tormentone.
L’unica cosa difficile è immaginarsi quale altra cosa potrà cantare Arisa, da oggi in poi. Bisognerà ascoltare l’album al più presto. Di seguito, le sue dichiarazioni di ieri, poche ore prima della vittoria (i video che vi proponiamo sono tratti dallo speciale Sanremo di Dada, realizzati da iK Produzioni
21:02: al telefono c’è Antonella Clerici. Questa mattina è nata la piccola Mael, Bonolis l’avrebbe voluta avere, come quattro anni fa, sul palco dell’Ariston - la Clerici, non Mael -, ma la maternità ha reso la cosa impossibile. E così, parte la telefonata. Sarà contento, il direttore Fabrizio Del Noce, che alla Clerici toglierà La Prova del Cuoco.
21:03: Paolo Bonolis cerca di invitare il pubblico a valutare le partiture, la canzone. Ma servirà, questo invito a non lasciarsi contagiare dalla partigianeria? In proposito, ecco che il sorteggio del notaio per l’uscita dei cantanti in gara premia Sal Da Vinci, che si esibisce per primo. Ripescato, primo sul palco, neo-melodico urlatore napoletano con testo di Gigi D’Alessio. Gli ingredienti per arrivare in zona podio, signori miei, ci sono tutti. Peccato che non ci sia anche l’originalità della canzone, che sembra uno scarto di quelle di D’Alessio. Detto tutto.
21:10: Paolo Belli e Pupo, probabilmente, sono riusciti a far desiderare ardentemente a Youssou Ndour di andarsene via dall’Italia al più presto. O perlomeno, di lasciare Sanremo dignitosamente.
Subito dopo l’improbabile trio, ecco uno dei momenti destinati a fare la storia di questo Festival di Sanremo.

Per la prima volta nella sua vita, Maria De Filippi, dopo una breve gag di intrattenimento allo stato puro, con la voice over della popolare conduttrice a imperversare nello studio, senza che lei esca, per la paura di quella benedetta scala, dopo una colonna sonora sbagliata, ecco che con Berry White la De Filippi si palesa. E manifesta il desiderio di fare esclusivamente la valletta. Così, il suo primo ingresso in Rai viene sfruttato per farle annunciare una telepromozione.
Ore 21:23: Franco Schipani è in collegamento da New York, con gli italiani all’estero che commentano il Festival, che quest’anno - musica a parte - è decisamente internazional-popolare.m Momento un po’ autocelebrativo di cui forse si poteva fare a meno. Spunta Jovanotti, cui hanno detto che il livello musicale è molto alto. Forse il fuso orario ha fatto confondere qualcuno.
Ore 21:29: terzo a esibirsi, Povia. Una madre che vuole troppo bene, una separazione, un gay convertito, cose così, messe insieme come nel riassunto di un Bignami di un esame preparato male a Psicologia. Andavo con gli uomini per non tradire mia madre è un verso che dovrebbe essere messo al bando. Gli ansimi della corista Monia Russo hanno un ché di erotico - così come il suo abbigliamento serale -. Il punto è che il ritornello è ammiccante. Quindi, magari qualcuno ci casca. il cartello di questa sera, Ognuno difende la sua verità, è un inno al relativismo che non ha nulla a che vedere con la canzone.
21:34: Maria rientra. Stesso vestitino, ha facoltà di entrare dal retropalco risparmiandosi i sedici gradini della scaletta. E annuncia Patty Pravo, E io verrò un giorno là. E il primo annuncio ufficiale di Maria De Filippi in RAI è impeccabile, persino troppo didascalico.
Impeccabile come riesce a essere la Pravo, che, come aveva promesso, questa sera, finalmente contiene le stecche e interpreta come non l’abbiamo vista fare in questo festival, fino a stasera.
21:40: ritmo frenetico, festival veloce, musica al centro di tutto, come ci piacerebbe vedere spesso. Francesco Renga, tocca a lui e al suo Uomo senza età: la prende altissima, altissima e mostra quanto possa essere un virtuoso della voce. Di seguito, ecco un estratto delle sue dichiarazioni di ieri in conferenza stampa.
Comunque vada, per esecuzione e qualità del pezzo, Francesco Renga è il mio vincitore del Festival.
Luca Laurenti ha diritto al suo momento di gloria e canta Sogni d’oro, una lullaby (anche detta ninnananna) che però ci fa un po’ rimpiangere il Laurenti esecutore di cover. Eppure, Luca resta l’uomo che si trasforma in cigno quando canta, e quando parla torna brutto anatroccolo. Dedica al figlio Andrea, e a tutti i bimbi del mondo.
Ore 21:57: David gandy è il modello della serata, per la gioia delle signore e delle fanciulle. E Bonolis può sfoggiare nuovamente il suo anglo maccheronismo che qui amiamo.
Ore 22:01 è il momento di Marco Carta, che entra fra gli applausi dell’Ariston, visibilmente stanco. Di seguito, le dichiarazioni che ha rilasciato oggi.
Roco e aiutato dai coristi che pompano come non mai, si esibisce comunque contro la febbre, sciolto e a proprio agio. Sorride e ci crede, ed è, decisamente, il favorito per la vittoria finale.

22:09 tocca all’altro ripescato, Albano (magari apriamogli il microfono). Altro urlatore ancora in gara grazie al televoto, fa la stessa canzone da dieci anni e francamente, lasciatecelo dire, non se ne può davvero più. Anche dell’amore non corrisposto. Che, facciamocene una ragione, non è amore.
22:14: Maria di bianco vestita torna in scena per un nuovo annuncio. Ma non ha la cartelletta, che - rima baciata Arisa-style - non fa più valletta. Nuova gag, con un Paolo Bonolis che mostra tutta la propria autoironia, e una De Filippi particolarmente divertita. E piumosa. Che annuncia Marco Masini: entra sulle note di T’innamorerai e si prepara a cantare L’Italia. E la cartelletta sostituisce il gobbo elettronico con successo.
Di tutta la canzone di Masini, mi resta un curioso interrogativo, che magari qualche lettore potrà risolvere, illuminandomi. Perché Marco se la prende con Dino Zoff? (è un paese l’Italia / che resta tra i pali / come Zoff).
Maria, raddolcita e sorridente, ci ha preso gusto e rimane accanto a Bonolis: ora annuncia Fausto Leali, che canta i figli che vanno di fretta e che non danno retta. Tematica che francamente, come al primo ascolto, mi pare un po’ stantia. Del resto, di figli parlò già con Anna Oxa, vincendo. E la voce non è più quella di un tempo. Gli urli - già, urlatore anche lui - sono rochi e poco gradevoli.
Altro discorso per Biancaneve di Alexia e Lavezzi. Perché Alexia, la voce ce l’ha eccome, anche in questa sua versione post-punk-atomica. Lavezzi non regge il confronto, ma se non altro è divertito. E la canzone è financo piacevole: a renderla tale, il controcanto e la grinta di Alexia. Una donna che con la voce può fare tutto quello che vuole.
Anche loro sono stati annunciati dalla De Filippi: qualcuno aveva creduto veramente che quest’occasione televisiva sarebbe stata sprecata con le solite quattro uscite striminzite? 
Encomiabile il ritmo per compattare tutti e dieci - si sono già esibiti, straordinario - i finalisti entro le 22:30. Chapeau e nuova nota di merito per Paolo Bonolis.

Festival di Sanremo: è la volta della quarta e penultima puntata. Paolo Bonolis presenta i 12 artisti di fama rimasti in gara, che si esibiscono accompagnati da ospiti speciali. I brani vengono votati con il televoto (e una giuria formata dai direttori d’orchestra). I primi 10 partecipano alla serata finale di domani. Le 10 canzoni delle Proposte vengono votate da una giuria di giornalisti, da una di rappresentanti delle radio e con il televoto. Ed è subito proclamata la vincitrice.
Ad aprire la serata saranno il soprano Dimitra Theodossiou ed il tenore Gianluca Terranova nel segno dell’amore per la lirica divenuto cifra stilistica dell’intero Festival. Ospiti internazionali saranno il fondatore di Playboy Hugh Hefner che porterà con sé le sue Conigliette ed il ballerino Daniel Ezralow (noto al grande pubblico come speciale coreografo di Amici). Il modello e volto di All Music Ivan Olita sarà invece l’incarnazione della bellezza maschile, finalmente tutta italiana e parlante.
Ogni Big, infatti, si esibirà in questo terzo appuntamento della 59esima edizione del Festival di Sanremo con un ospite d’eccezione.
Marco Carta con i Tazenda. Dolcenera con Syria. I Gemelli Diversi con la BMB Marching Band. Fausto Leali con Fabrizio Moro che sul palco dell’Ariston ha visto nascere la sua fortuna.
Patty Pravo con musicisti statunitensi Todd Rundgren, Nathan East e Dave Weckl. Il trio Pupo-Belli- Youssou N’Dour con Gianni Morandi. Alexia e Mario Lavezzi con Teo Teocoli. Francesco Renga con Daniela Dessì. Marco Masini con la compositrice belga Lara Fabian con Francesco Benigno. Povia con il disegnatore Alessandro Matta. Ripescati grazie al televoto: Al Bano Carrisi con l’attore Michele Placido, Sal Da Vinci con l’autore della sua canzone Gigi D’Alessio.

21.09 Apertura, come annunciato, prima ispirata dal mitico Federico Fellini e poi all’insegna della grande lirica. Benvenuti a una nuova serata di estasi musicale regalataci dal babelico Bonolis, che ha dimostrato di padroneggiare i più svariati linguaggi della comunicazione e dello spettacolo di qualità. Da Memory a We are the Champions: a coreografare ed esibirsi è il grande Daniel Ezralow, che ha vera fama internazionale (altro che Amici): è lui ad aver costruito il mitico Across dei Universe, film con la colonna sonora dei Beatles. Da notare il look più casual di Bonolis, previsto per questa serata di consacrazione del “giovane” vincitore.

21.15 Bonolis annuncia i codici per i Big che concorrono alla gara. Due verranno fatti fuori e non arriveranno a domani.

21.19 Solo posti in piedi sul palco dell’Ariston. Al trio dei patetici Pupo Belli e N’Dour ci mancava solo Gianni Morandi (storico amico e creditore del prossimo conduttore dei Raccomandati). All’oratorio apprezzeranno di sicuro. NON LI SALVO e come voto do un 4. Più che ‘Si può dare di più’ non potevamo vederci più?

21.28 Patty Pravo continua a stonare e deludere, con la differenza che musicisti internazionali della portata di Todd Rundgren, Nathan East e Dave Wecklper devono prestarsi a questa lagna tremenda. Voto 4.5 (la ragazza del Piper non doveva farci questo).

21.36 Bonolis e Laurenti questa sera hanno il tipico spirito godereccio di chi va a putt… ehm a conigliette. Sulle note di Like a Virgin, fin troppo vestite, arrivano le playboncine… E che bocconcine. Si chiamano Sarah Nile, Micol Ronchi e Cristina De Pin ma per ora non conta: neanche le microfonano. C’è qualche intoppo con l’audio e Bonolis ne approfitta per scherzarci su con la solita ironia da vero professionista. Poi dà alla moglie della miglior coniglietta che ci sia: mai complimento fu più sexy.

A poche ore dall’inizio della quarta serata del Festival di Sanremo, nei lanci di agenzia, nelle trasmissioni televisive e dietro le quinte, sui divanetti comodi riservati ai Vip, si parla spesso e volentieri della rivoluzione delle attempate, dell’urlo delle senatrici, del graffio delle stagionate. La verità è che una delle cose più trash e inaspettate di quest’ultima bellissima edizione di Sanremo è proprio questa specie di rissa tra le “vecchiette” in gara e mi scuseranno il termine, perché è con simpatia e devozione che l’ho scelto. Arriva Iva Zanicchi, anni 68, a cantare quello che già sappiamo, per la verità anche i sassi ormai lo sanno, l’inno ad un sesso senza amore, l’elegia di un atto libidinoso e duraturo, peccaminoso e diretto, senza fronzoli, senza marchingegni seduttivi (per la verità anche i Pooh avevano cantato qualcosa di simile qualche anno fa ma, si sa, che certe cose in bocca agli uomini fanno meno effetto).
Spunta Patty Pravo, anni 61, che cantando, sul palco dell’Ariston, ha mostrato i seni all’aria; dice: “Iva? A una certa età è meglio lasciar perdere certe cose”. E il nude look?, le si fa notare in giro: “Che problema c’è? Si è visto il seno, ma l’importante è non farlo da zozzona. Se io lo mostro con naturalezza non posso attirarmi critiche”.
Attenzione. Udite udite: “I fan della Zanicchi sono rimasti delusi da questa canzone. Io sto sempre molto attenta ai testi e Iva ha sbagliato ad andare a Sanremo con una canzone così. Al Festival ogni nota e ogni parola viene messa sotto esame”. Firmato Orietta Berti, 65 anni di età e anche lei una voce in capitolo per quanto concerne i fatti sanremesi. Per fortuna, almeno per il momento, da parte sua non sono arrivate notizie circa una deriva “zozzona”, per dirla, di nuovo, con le parole della Pravo.

Dice che i lettori de IlSole24Ore hanno scelto X Factor, come loro programma preferito, anziché Sanremo. Allora mi sono messo lì a pensare, occhieggiando il Festival forse migliore degli ultimi trent’anni: c’è un comune denominatore tra le due trasmissioni, al di là della musica e del marchio Rai?
Prime cose che mi sono venute in mente: Sanremo tiene i quattrini e gli effetti speciali, X Factor, che certo povero non è, punta sui cantanti gggiovani che fanno presa sul pubblico. Sanremo si è acchiappato il conduttore con le palle più cubiche d’Italia, X Factor c’ha il meccanismo dei tre giudici incazzati che funziona anche più delle Conigliette di Playboy. E poi? Mi sono spremuto le meningi e ho capito che un paragone, sebbene difficile e strumentale, forse potrebbe azzardarsi. Se non altro perché, volendo proprio tirare la corda intorno al sacco, a mio parere sono soltanto due gli elementi di raccordo che stanno decretando il successo dell’uno e dell’altro e questi due elementi sono il talento delle nuove proposte e la sincerità della confezione televisiva.
X Factor è un programma “sincero”, in cui succede quello che deve succedere senza il filtro dello spettacolo pecoreccio, come, per esempio, avviene in Amici. X Factor non nutre velleità pedagogiche, non ha “maestri”, ha agenti discografici; non porta sul palco Platinette varie o De Filippi, nani da circo e mangiatori di fuoco; X Factor inizia con una canzone e finisce con una canzone. Al massimo si concede il lusso di un superospite alla settimana, lunedì ci sarà la Pausini, una che con Sanremo, guarda caso, ha molto da spartire; per il resto niente concessioni alle distrazioni, nessun ammiccamento alle esigenze di share. Almeno apparentemente ma è ciò che conta. Ci sono i ragazzi sul palco, che devono cantare, e tanto succede. I giovani cantano. Punto e basta. Uno dopo l’altro, divisi in due manches, introdotti dal rispettivo “allenatore” e fatti seguire da un breve dibattito, questo sì, ogni tanto farcito di appuntiti litigi. Non a caso, alla luce di tutto questo, X Factor, contrapposto ad Amici, perde inesorabilmente la gara dell’audience. E’ normale. Perfino il “daytime”, in X Factor, è sincero: dura una manciata di minuti durante i quali si vedono, ancora una volta, i ragazzi cantare, i ragazzi provare, i ragazzi suonare. Fine. Altro non c’è. L’originalità assoluta di X Factor sta lì, nella sincerità.
San Remo 2009 non ha confini ed e’ arrivato anche negli Stati Uniti. Certo non ne parlano al telegiornale della sera o sul New York Times, ma ho trovato un’interessante intervista realizzata a Paolo Bonolis ieri, 17 febbraio (probabilmente a margine della conferenza stampa) e pubblicata sul sito internet del celebre settimanale musicale americano Billboard.
Ve la riporto integralmente di seguito, in italiano (sempre per la serie “come ci vedono all’estero”). Il servizio e’ a cura di Mark Worden, corrispondente dall’Italia per la testata e notiamo (di nuovo) come vi siano alcune imprecisioni e inesattezze.
La 59esima edizione del Festival di San Remo inizia stasera (17 febbraio) e andra’ in onda per cinque serate sul canale di stato principale Rai 1. Nella gara canora, i 16 concorrenti includono Dolcenera, Patty Pravo, Francesco Renga, mentre gli artisti internazionali contano su nomi come Kate Perry e Annie Lennox. Quest’anno il conduttore e direttore artistico e’ Paolo Bonolis, che e’ una delle personalita’ piu’ popolari della televisione italiana, sebbene il suo background non abbia molto a che vedere con la musica. Bonolis ha gia’ presentato il suo primo Festival nel 2005 ed e’ ritornato dopo 4 anni di assenza. Ha raccontato quindi a Billboard le sfide affrontate nella preparazione di questo evento popolare e controverso. L’intervista a Bonolis subito dopo il salto.

La giuria demoscopica del Festival di Sanremo ha decretato i tre esclusi della seconda serata: sono Sal Da Vinci, Al Bano e Niki Nikolai & Stefano Di Battista, questi tre artisti dovranno contendersi i due “ripescaggi” insieme a Tricarico, Afterhours e Iva Zanicchi eliminati ieri. Il meccanismo voluto da Bonolis sembra funzionare, i 6 che hanno patito il giudizio della giuria presente all’Ariston avranno la possibilità di rientrare appellandosi al “popolo” attraverso il televoto nella puntata di domani, fair enough.
Dopo gli ascolti piuttosto confortanti dell’esordio (ma era difficilissimo fare peggio di Baudo e non c’era controprogrammazione Mediaset), e giudizi della critica sulla confezione del Festival più che lusinghieri, Bonolis si conferma anche in questa serata. Il Festival scorre piuttosto rapido, gli intermezzi non sono mai noiosi e stravince l’idea di portare la coppia con Laurenti alla ribalta su RaiUno.
Personalmente non sono fra quelli che si sarebbe stracciato le vesti dopo un flop di Sanremo ed un suo conseguente ridimensionamento televisivo, inutile negarlo, ma questo Bonolis II sorprende in positivo. L’istrionica capacità del conduttore si unisce a qualche licenza rispetto all’impostazione classica del Festival, per una volta le canzoni suonano, pur se non originalissime, quantomeno ben equilibrate in un mix sapiente.

Mentre Max Giusti apre gli ultimi pacchi di Affari Tuoi, o meglio “li scavicchia” (cit.) per poi aprirli, siamo pronti per seguire la seconda serata del Festival di Sanremo chiamata a replicare il successo negli ascolti di ieri, stasera però Mediaset non ci va morbida e propone il talent Amici. Bonolis saprà difendersi dalla sua futura ospite? (Fotogallery della seconda puntata)
21.08 - Altra partenza anomala, spezzone di Amadeus, il film di Milos Forman dell’84 che racconta la vita di uno dei geni della storia della musica: Wolfgang Amadeus Mozart. Le immagini del film, con Salieri che cerca di seguire la dettatura del Requiem di un Mozart malato. Sfuma la sequenza del film e si entra nel teatro Ariston, arrangiamento rock che diventa un omaggio ai Pink Floyd. Azzeccatissimo, chissà cosa ne penserebbero però i due giganti Mozart e Pink Floyd di ritrovarsi proiettati sullo stesso palco di Povia e dei Gemelli Diversi.
Bonolis entra in scena e difende la Zanicchi, in qualche modo “vittima” del monologo di Benigni. Roberto scherzava, ma può aver avuto un effetto nocivo sul giudizio della giuria demoscopica, il conduttore “non vuole influenzare nessuno”, però lo fa. Giustamente.
Partono le 13 esibizioni della serata, con Alexia e Mario Lavezzi. Il duetto anomalo funziona, il pezzo è scritto con Mogol e riesce ad esaltare le cose migliori dei due interpreti. Il conduttore spiega il senso della giuria demoscopica in sala per stilare questa classifica: “con il televoto i cantanti che si esibiscono dopo hanno a disposizione un pubblico minore…la gente va a letto“. Ecco, magari si potrebbe farlo durare meno, no?
Entra Eleonora Abbagnato, la ballerina italiana che ricopre il ruolo della “bella” di serata. Dall’Opéra di Parigi arriva e ringrazia Bonolis per aver confessato che il suo accento francese “lo attizza”. Complimenti allo spirito d’adattamento.
21.30 - Riecco Povia, il pubblico in sala gradisce in maniera “anomala” con tanto di battimano sulla strofa “rappata”. La canzone è bruttina, il testo di una banalità irritante, manca solo che Luca amasse i fiori e i fiorai quando era adolescente. Lui raccoglie l’applauso anticipato e abbandona il palco lasciando al suo posto il cartello “Nessuno ha sempre ragione”. Le polemiche gli stanno montando la testa.
Al Bano è uguale a se stesso, ma stavolta appare particolarmente “confuso”, urla con sforamenti nella lirica messe lì un po’ a caso. C’è a chi piace. Bonolis è letteralmente osannato da tutto il teatro Ariston, con i giurati in galleria a fare gli ultras, non sarà un po’ presto? Arriva anche il momento di Luca Laurenti che abbandona nuovamente il suo consueto farsetto da vittima di Bonolis per cantare New York, New York di Frank Sinatra. Furbescamente modera l’assolo finale, troppo difficile. Altro super applauso, potrebbe diventare fastidioso alla lunga.

Niki Nikolai con Stefano Di Battista, la canzone di “Lorenzo Cherubini” risulta molesta con la sua forzata solarità, peccato per il musicista vero con Di Battista. Innocua, non pare in grado di andare lontano, né al Festival né nelle classifiche. Sal Da Vinci, la “tassa” che il Festival deve pagare alla musica neomelodica campana, servirà ma non è certamente un valore aggiunto.

Perché negarlo? Fin da quand’ero bambino, l’uscita di Tv Sorrisi e Canzoni la settimana precedente al Festival di Sanremo - che seguiremo, ovviamente, di concerto con i colleghi di Soundsblog - era un piccolo evento: la curiosità di leggere i testi, magari - ma decisamente meno forte - la curiosità di leggere qualche dichiarazione da parte dei cantanti. Anche oggi, dunque, si consuma quel rito.
E permettetemi di farvi sorridere, il verso che voglio citare in apertura di questo editoriale settimanale è quello della canzone di Iva Zanicchi, Ti voglio senza amore: fai quello che ti piace, però non finire presto. Sì, avete capito bene: si parla proprio di quello, di sesso. E non c’è niente di male, anche se il verso lo citiamo col sorriso perché ci immaginiamo donne che si accompagnano a presunti grandi amatori ad annuire, a questa dichiarazione zanicchiana. Questi sono i veri problemi della vita.
Non certo come Marco Masini, che se la prende con L’Italia - ah, quante volte lo si fa anche qui - e apre con un perentorio E’ un Paese l’Italia dove tutto va male. Ma niente paura, il finale è quasi consolatorio: si chiude con storia d’amore. E poi. E poi c’è il luogocomunismo del trio Pupo-Belli-N’Dour, il finto maledettismo dei Gemelli Diversi, la scontata dichiarazione d’amore di Marco Carta, le fragole di Tricarico (ma quelle di Sally, santocielo, erano meglio), e il dilegua o notte di Renga che omaggia Pavarotti, e l’amore ovviamente abbandonato di Patty Pravo e il sole che cita De André di Nicky Nicolai e Stefano Di Battista (testo di Jovanotti), di nuovo amore (unico) per Dolcenera e quella che non te la dà per Sal Da Vinci. Scontri generazionali per Fausto Leali (ma non ci avevano già provato i Facchinettis’?). E poi l’amore - e daje - di Al Bano e l’amore - favolistico - di Alexia col big boss Mario Lavezzi.
Il testo che mi sembra, a naso, più interessante, è quello degli Afterhours, vera anomalia di questo Festival. Per le nuove proposte, be’, ne parliamo più in là.
Come dite? Vorreste conoscere il testo della canzone di Povia che ha suscitato tanto scalpore prima ancora di essere reso noto, se non altro per il titolo Luca era gay, e per certe dichiarazioni del cantante - nonché per le prese di posizione sulla fiducia da parte dell’Arcigay? Be’, non vi è dato saperlo, perché Povia ha deciso di non farlo pubblicare.
Continua a leggere: Editoriale - Aspettando il Festival di Sanremo ecco i testi

L’oroscopo dell’anno con Paolo Fox insieme alla cricca di “Mezzogiorno in famiglia” più che un appuntamento è una brutta notizia. I motivi sono presto detti: se la Rete ha cercato con le unghie e con i denti di svecchiarsi arrivando come massimo risultato alla chiusura di Scalo 76 Cargo, la risposta innovativa è la riproposizione di uno show di un sapore posticcio che persino Forum e Sottovoce son riusciti a togliersi nonostante la secolare stagionatura.
Nello snocciolare le previsioni segno per segno, Paolo Fox diventa voce con la morte attorno. Ospiti che guardano la tovaglia di fronte a loro pensando a quando tutto questo strazio finirà, Giancarlo Magalli e Marcello Cirillo che si fanno i fatti loro in un angolino e Adriana Volpe che ormai è talmente impostata che manco Loredana Di Cicco (in Mediashopping) nei tempi d’oro. Ma vogliamo parlare degli strategici stacchi per le esibizioni musicali (e non) registrate visibilmente in un altro momento? E di Patty Pravo che rovina qualsiasi barlume di attesa del suo ritorno sanremese bruciandosi in uno show che anticipa stancamente il capodanno?
Insomma, bastava vedere i volti delle miss che portavano l’abito dedicato al segno zodiacale per capire qual’era lo stato emotivo di tutto questo impianto televisivo: noia e occhi che stanno per chiudersi dal sonno intervallati da applausi rinforzati dalla regia. E’ controproducente mettere dei centrini di lana su un divano che dovrebbe essere di moderno design: l’effetto stride. Ma soprattutto confonde e la confusione allontana.
Per conoscere la lista di ospiti presenti alla serata, vi rimando alla fonte Apcom: un connubio tra patti contrattuali da rispettare, amicizie che diventano debiti emotivi e qualche volto riesumato per l’occasione che spera in futuro migliore. Un futuro dove pensano di poter ancora lavorare (nel senso vero del termine) in televisione.

Sono stati resi noti poco fa i nomi dei cantanti in gara al prossimo Festival di Sanremo, l’edizione numero 59 per la precisione, che vedrà la sapiente guida di Paolo Bonolis (coadiuvato da Gianmarco Mazzi). Parecchie le conferme tra i nomi che giravano in queste ultime settimane ed una grossa novità: il numero di partecipanti alla categoria degli Artisti non è 15 come precedentemente annunciato, ma 16, mentre le 10 Proposte 2009 da 8 sono state portate a 10. Per questo motivo, nella serata di venerdì 20 febbraio verranno eliminati 2 artisti della categoria Artisti anziché 1. Ricordiamo che la nuova edizione sarà in onda dal 17 al 21 febbraio 2009.
Come avrete modo di vedere, sono molti i concorrenti provenienti dai nostri talent show - Marco Carta, Silvia Aprile e Karima Ammar - così come sono molti anche i “figli di”: Irene, figlia di Zucchero Fornaciari e Chiara Canzian, un’altra figlia dei Pooh (di Red Canzian, naturalmente).
Ecco tutti i nomi:
AFTERHOURS, Il paese è reale
AL BANO, L’amore è sempre amore
ALEXIA feat. Mario Lavezzi, Biancaneve
MARCO CARTA, Dentro ad ogni brivido
DOLCENERA, Il mio amore unico
GEMELLI DIVERSI, Vivi per un miracolo
FAUSTO LEALI, Una piccola parte di te
MARCO MASINI, L’Italia
NICKY NICOLAI & STEFANO DI BATTISTA, Più sole
PATTY PRAVO, E io verrò un giorno là
POVIA, Luca era gay
PUPO – BELLI – YOUSSOU’N DOUR, L’opportunità
FRANCESCO RENGA, L’uomo senza età
SAL DA VINCI, Non riesco a farti innamorare
TRICARICO, Il bosco delle fragole
IVA ZANICCHI, Ti voglio senza amore