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Tutti gli articoli con tag patrizia d'addario

X Factor 4 - Una escort fra i concorrenti?

pubblicato da Malaparte

X Factor 4 - Una escort fra i concorrenti?

Patrizia D’Addario spalanca le porte a un’inaudita polemica su X Factor:

Tra pochi mesi uscirà il mio secondo libro e lì dirò tutte la verità che non ho mai detto, sul premier, ma soprattutto sulle mie colleghe, su quelle escort che quella sera erano a palazzo Grazioli e che mi hanno riempito di fango. Su quelle che hanno preso i soldi e che hanno avuto quel che hanno voluto: una ora è a Palazzo Chigi, l’altra è stata selezionata come concorrente per X Factor.

Questo il virgolettato della escort più famosa d’Italia, pubblicato oggi da Il Tirreno.
Sarà una concorrente di questa edizione del talent, quella a cui si riferisce Patrizia D’Addario? Oppure di X Factor 3?

Per il momento non ci è dato saperlo. Ma non sarebbe una cosa originale: a X Factor UK una escort c’è. Dichiarata. E’ Chloe Mafia, diciannovenne di Manchester, giovane ragazza madre che si prostituisce per mantenere la sua famiglia.

2009 in Tv: vince la RAI di Annozero, Ballarò e Porta a porta

pubblicato da Marina

Michele Santoro con Annozero vince la gara Auditel

Ebbene sì, agli italiani in tv piace il talk show e l’informazione sopratutto sui canali RAI. Il dato emerge dal consuntivo di fine anno presentato da Auditel che vede tra i programmi più seguiti Annozero di Michele Santoro, Ballarò di Giovanni Floris e Porta a Porta di Bruno Vespa.

Santoro però sbaraglia tutti con una media, nel ciclo della prima serie di 13 puntate (tornerà con il nuovo ciclo il 7 gennaio), del 21.18% di share, pari a 5milioni 244mila spettatori. La puntata più vista è stata il primo ottobre con ospite Patrizia D’Addario che fece registrare il 28.92% di share cioè oltre 7,3 milioni di telespettatori; seguitissima anche la puntata con tema l’aggressione a Berlusconi con il 24.81% di share pari a 6,1 milioni di telespettatori.

Dà soddisfazione anche Porta a Porta di Bruno Vespa su RaiUno che conferma il suo zoccolo duro di affezionati telespettatori e totalizza il 17.50% e stacca di 7 punti share Matrix che porta a casa il 14.1% di share, cioè 1milione e 33mila spettatori. Anche Ballarò, su RaiTre, che riparte il 12 gennaio 2010, fa registrare il pienone di ascolti e mostra un trend in crescita rispetto allo scorso anno e chiude con il 16.18% di media; la puntata più seguita è del 15 dicembre con tema l’aggressione al premier Berlusconi che ha fatto totalizzare il 21.03% di share pari a 5milioni 165mila spettatori.

L’informazione regge e cresce anche su La7 dove Otto e mezzo di Lilli Gruber fa registrare un interessante 3.3% di media con 884mila spettatori e con Gad Lerner e L’Infedele che chiude al 4.3% e 1milione di telespettatori. La curva di crescita del programma di Lerner è tra le più stupefacenti, +77% rispetto all’edizione dello scorso anno. Infine, buone soddisfazioni per Antonello Piroso con il 3.7% di share e 726 spettaori di Media e Exit di Ilaria D’Amico con il 4.3% di share e 930mila spettatori di media.

Foto | Flickr

Checco Zalone, D'addario, De Andrè e Marinella: W la satira intelligente

pubblicato da Marina

In alto uno degli sketch, a mio parere più divertenti e dissacranti dello Zalone Show andato in onda ieri sera in prime time su Canale5: La canzone di Marinella trasformata nella canzone della D’Addario. Lo spettacolo è stato piacevole, ironico e con un pizzico di satira non premiato, però, dall’audience: 14,68% contro il 13% di Report e il 26,84% di RaiUno che ha presentato la nuova fiction Tutta la Verità con Vittoria Puccini e Daniele Pecci.

Lo show è stato registrato a settembre al Teatro Ariston di Sanremo, quello mitico del Festival e Checco Zalone ne ha approfittato per cantare un po’ con tutti, dividendosi in collaborazioni con cantanti in carne e ossa e con quelli da lui stesso imitati ma sopratutto, non ha perso l’occasione per una sana satira politica. Non erano ancora i tempi delle polemiche Santoro-AnnoZero-intervista D’Addario, ma Luca Medici, alias Checco Zalone, ha saputo sfottere talmente bene da risultare attualissimo. Era da tempo che mancava dalla tv una satira politica così intelligente e tagliente senza per questo risultare offensiva. Ci sono le parolacce, non dico di no, ma nell’insieme di una parlata con cadenza barese, ecco non stonano e gliele perdoni. Bravissima anche Teresa Mannino a reggere per quasi due ore il ruolo della spalla.

Mitico lo sfottò a Marco Materazzi a proposito delle sua capacità di paroliere e dell’unica parola detta a Zidane o della creazione delle ronde leghiste con Balotelli… Marco non è un personaggio incline allo scherzo, anzi è un tipetto permaloso (ricordate la querela all’ispettore Coliandro?), ma con Checco Zalone cede e canta il Nabucco, Inno nazionale della Lega. Dopo il salto il video. A voi le considerazioni.

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David Letterman come Santoro: il sexy scandalo fa sbancare la Cbs

pubblicato da Stefano Sgambati

Lo “scandalo” (tra virgolette, siamo uomini…) che ha colpito il guru della Cbs David Letterman è noto. Una scappatella diventata oggetto di ricatto e una vicenda giudiziaria risolta brillantemente ancor prima di cominciare: la dimostrazione che, a volte, rispondere alle domande può portare molti più benefici del silenzio. Nella puntata di ieri (ieri per l’Italia), David Letterman ha fatto l’unica cosa degna di intelligenza, cioè ha domandato scusa anzitutto alla moglie e quindi allo staff:

“Quando accade qualcosa di questo tipo, se ferisci una persona ed è colpa tua, devi cercare di rimediare. E a quel punto possono accadere solo due cose: o fai passi avanti e aggiusti le cose o non riesci a farlo. E quindi lasciatemi dire gente che ho un bel po’ da fare. Lo staff mi ha sostenuto in modo meraviglioso, non solo in questa emergenza, ma in tutti gli anni in cui siamo stati in televisione e soprattutto tutti gli anni alla Cbs e quindi ancora una volta grazie allo staff per avere sopportato la stupidaggine in cui mi sono lasciato coinvolgere”.

Uscito brillantemente dalla situazione con un colpo di reni degno di Buffon, il conduttore del Late Show più famoso della storia della televisione ha centrato, più o meno consapevolmente, un altro obiettivo mica male: l’impeachment sfiorato, infatti, si è rivelato una miniera d’oro per gli ascolti del network, evenienza, questa, che ricorda il boom di Annozero con la D’Addario ospite. Circa 5,7 milioni di telespettatori hanno seguito, infatti, le scuse di Letterman. Audience, sottolinea la Cbs, del 36 per cento in più rispetto al “Late Show” del lunedì precedente e del 19 per cento in più rispetto alle medie della stagione in corso che sono di 4.8 milioni di spettatori. Il magazine Daily Variety sottolinea anche che lo share della puntata ha superato tutta la contro-programmazione della Nbc in prime time compreso il ritorno della serie Heroes, della nuova serie ospedaliera Trauma e il The Jay Leno Show.

Annozero: perché il boom d'ascolti è necessario a questo Paese e a questa tv

pubblicato da Stefano Sgambati

Per la seconda settimana consecutiva, mezza Italia ha seguito Annozero di Michele Santoro, la prima COSA giornalistica de-Minzolinizzata e de-Vespizzata della nostra recentissima storia democratica. Questo fatto, non la trasmissione in sé, il fatto che mezza Italia abbia deciso di piazzarsi davanti alla televisione, su RaiDue, e di non cambiare canale fino alla fine, è qualcosa di importante, di rassicurante, di necessario per un paese come il nostro, negli ultimi mesi messo alla berlina dai suoi stessi governanti e condotto in una specie di vuoto cosmico intellettuale da cui sarà complicatissimo venire fuori con dignità. Il successo del progetto di Michele Santoro dovrebbe essere una goduria fisica assolutamente bipartisan, perché la libertà d’informazione è qualcosa, come scrive oggi Roberto Saviano su la Repubblica, che tutti dovremmo tenere a cuore: naturalmente non andrà così. E’ ovvio che gli elettori di centrodestra, quasi per induzione inerziale, dovranno forzatamente dire male della puntata di Annozero, prendendo a schierarsi al fianco di gente come Vespa e Belpietro e scodinzolare al fianco del padrone, riportando ogni tanto, semmai, pure il bastone. Ed è altrettanto ovvio che gli elettori di centrosinistra (o quel che ne rimane) adesso sceglieranno improvvisamente la via del rumore, della voce alta, adotteranno l’apologia del “ve l’avevamo detto”, “avevamo ragione noi”, innalzeranno una escort a paladina e, semmai, sabato pomeriggio, in occasione della manifestazione per la libertà d’espressione, spunterà pure qualche inutile bandiera di Che Guevara, mandando completamente in pappa il significato stesso della riunione. Purtroppo la strumentalizzazione politica, quella di bassissimo profilo, in Italia è inevitabile: da questo punto di vista abbiamo esattamente la classe politica che ci rappresenta.

Eppure il successo totale della puntata di Annozero di ieri dovrebbe farci uscire tutti dalle case a braccetto: l’Italia non è “libera”, ovviamente, ci vorranno decenni e almeno un’altra generazione (possibilmente anche de-Tronistizzata) perché questa coltre di pochezza idiota che ci è calata sopra si dissipi. Però oggi, stamattina, l’Italia è un Paese che non ha più alibi. L’amplesso censorio e lecchino, perpetrato dalle varie direzioni dei telegiornali e da Bruno Vespa, per un paio d’ore si è trasformato in un brusco coitus interruptus: improvvisamente l’italiano si è trovato davanti alla Verità. Una verità per forza di cose patinata, gossipara, volgare, di basso profilo, certamente, è proprio così, è questo il quadro che viene fuori, perché di tale portata è la pellicola che il governo italiano ha srotolato sopra ogni cosa: gossipara, volgare e di basso profilo. E’ la politica che dovrebbe essere più “elegante” della stampa, non il contrario. Il problema non è una escort in studio: il problema è una escort nel letto di Putin nella notte dell’elezione di Obama. Il problema non è una escort intervistata: il problema è una escort candidata alle elezioni Europee. La trasmissione di ieri di Santoro ha ridato un nome alle cose: chi è che deve vergognarsi e perché? Scrive oggi Curzio Maltese, in maniera lucidissima:

“Sembra una canzone di Fabrizio De Andrè, questa storia della prostituta cercata di notte e ripudiata alla luce dei riflettori. Santoro non trova un politico di centrodestra disponibile a frequentare la stessa trasmissione inquinata da ‘quella là’. Eppure nessuno di loro s’è mai sentito in imbarazzo a presentarsi nelle liste elettorali accanto a Patrizia e le altre. Nessuno ha chiesto spiegazioni al capo”.

Il successo di ascolti di Annozero è la prova che c’è una sete di verità ben più forte di quella soddisfatta dai “dopo festival” organizzati da Bruno Vespa (una specie di pluralismo a progetto, evocato solo in una direzione). Mezza Italia, finalmente, a seguire una trasmissione in dubbio fino all’ultimo, con l’opinionista di punta senza contratto, in nero, e il conduttore diffidato, senza ospiti di uno schieramento politico e con direttori di rete quasi minacciati dagli esponenti del governo in carica: uno scenario, torno a dire, distopico, à la Orwell, al quale sembrava che ci fossimo bellamente abituati. Otto milioni di persone, solo tra quelle conteggiabili, è un numero che sta a dire che è quasi così ma non è esattamente così. Non c’è ancora salvezza all’orizzonte, ma da questa mattina siamo un Paese senza più alibi. Siete stati appena de-Minzolinizzati: approfittatene.

Annozero: ringhia anche Tarantini (dagli arresti domiciliari): "Fermate la puntata". Stasera (forse) la D'Addario in studio

pubblicato da Stefano Sgambati

Patrizia D'AddarioSarà il gioco dell’inverno: prova anche tu a bloccare una puntata di Annozero! Ricchi premi e cotillons: in palio il regime dell’informazione italiana. Niente di nuovo sul fronte occidentale, cioè il nostro, sebbene di “occidente” sembra che se ne abbia sempre di meno, almeno quanto a democrazia e libertà: il numero dei SUV, per carità, quello è in costante crescita, parimenti a quello dei falsi in bilancio. Niente di nuovo, si diceva: perciò, al Gioco dell’Inverno ha pensato bene di partecipare anche Gianpaolo Tarantini - o Tarantino (cit.) - il quale ha inviato una tosta lettera di diffida ai vertici della Rai, al governo, al garante delle Comunicazioni e alla Commissione parlamentare di vigilanza “perché prendano provvedimenti riguardo alla trasmissione del 24 settembre scorso e perché nella nuova trasmissione non vengano tenuti ulteriori comportamenti antigiuridici, in alcuni casi anche penalmente rilevanti”. Ne dà menzione in questi minuti il Corriere della Sera.

Vale la pena di sottolineare che il signore che parla di “comportamenti antigiuridici” e di “casi penalmente rivelanti” è attualmente in regime di arresti domiciliari con l’accusa di corruzio­ne, cessione di cocaina e favoreggiamento della prostituzione per aver reclutato escort da portare alle feste di Silvio Berlusconi. Questo tanto per fare una cosa che la stampa minzolinizzata non fa più da alcuni mesi, cioè dare pane al pane e chiamare le cose col loro nome.

Il ricorso di Tarantini, firmato dai difensori Nico D’Ascola e Nicola Quaranta, stigmatizza, in particolare, “la lettura di un lungo brano dell’interrogatorio la cui pubblicazione su un quotidiano era già stato oggetto di una specifica denuncia”. In più: “L’intervento del dottor Marco Travaglio si è concretizzato in una sorta di assolo durato quasi dieci minuti e di altrettanto notevole durata è stata l’intervista rilasciata dalla signora D’Addario. L’intera trasmissione ha seguito una strada precostituita senza che vi fosse alcuna possibilità di ribaltare o comunque modificare una sorta di realtà precostituita. Gli ospiti invitati per ragioni di par condicio, il dottor Maurizio Belpietro e l’onorevole Italo Bocchino, non erano infatti in al cun modo in grado di interloquire sulla posizione processuale del dottor Tarantini dal momento che la ignorano del tutto”.

Quindi il colpo finale:

“Quanto accaduto rende evidente la disinformazione e la strumentalità politica della trasmissione e, di rimando, il contrasto con la finalità del pubblico interesse che è propria della televisione pubblica. In altri termini, così facendo, si finisce per utilizzare il denaro pubblico per fini di parte perseguiti mediante un’attività che è illecita nella parte in cui la trasmissione è retta su atti non conoscibili e non pubblicabili”.

Questa sera alle 21, su RaiDue, scopriremo coi nostri occhi se Anno Zero sarà in onda o se sarà sostituito da un pluralissimo cartone animato.