
Mauro Masi bacchetta i direttori di Tg2 e Tg3 e li richiama al rispetto della par condicio.
I richiami del d.g. Rai - che non conferma e non smentisce la sua partecipazione alla prima de Il mio canto libero, che pure potrebbe slittare ancora - arrivano a Bianca Berlinguer (Tg3) e Mario De Scalzi (Tg2), ma non per questioni che riguardano direttamente i tg, ma per programmi che afferiscono alla loro sfera di controllo.
La Berlinguer si prende un doppio richiamo. Il primo per la puntata di Potere che Lucia Annunziata ha dedicato alla magistratura. Ospiti in studio: i magistrati di Milano Pierluigi Davigo e Armando Spataro, insieme all’ex ministro della Giustizia della Lega, Roberto Castelli. Il secondo per l’ultima puntata di Ballarò, in cui erano ospiti, fra gli altri, il Ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini e il vicesegretario del Pd Enrico Letta. Si parlava di scuola.
Sconcerto dei due conduttori: la Annunziata dice che “La lettera contiene, senza ulteriori specificazioni, un richiamo ai dettami generali previsti dalla par condicio. Vorrei però far notare che in quella puntata non ci sono stati sbilanciamenti, visto che i due giudici sono figure istituzionali e quindi al di fuori della par condicio”.
Floris, dal canto suo, ribatte a Masi: “La puntata è stata corretta ed equilibrata: l’hanno vista in tanti e chi non l’ha vista può farlo su Internet. Tra l’altro non sono stato nemmeno sentito dall’azienda: non credo che un richiamo possa essere varato senza sentire la parte in causa”.
A De Scalzi, invece, bacchettata singola, ovviamente per Annozero. E anche qui, non si capisce bene il perché.
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Secondo l’AgCom la sospensione dei programmi d’informazione della Rai durante la campagna elettorale delle ultime regionali ad amministrative, sospensione che interruppe le trasmissioni di Porta a Porta, Ballarò, Annozero e L’Ultima Parole per 30 giorni, non ha violato i diritti dei cittadini all’informazione così come “dovuta per legge e per contratto di servizio“. Con il consueto tempismo (le prossime elezioni non sembrano poi così lontane) l’Autorità per le Comunicazioni ha respinto i ricorsi che qualche mese fa avevano contestato la chiusura momentanea di tutti gli approfondimenti Rai.
Gongola Mauro Masi, il direttore generale della tv di stato:
Sono molto soddisfatto che l’AgCom, così come già il Tar e il Consiglio di Stato, abbia ritenuto assolutamente corretto il comportamento della Rai in campagna elettorale. Questa decisione è la migliore risposta alla pretestuosità delle critiche rivolte all’Azienda alla vigilia del voto.
L’AgCom, che evidentemente “pesa” l’informazione sulla base del minutaggio e non già della qualità, ha archiviato i ricorsi che le erano stati sottoposti con parole fin troppo sprezzanti:
Le doglianze contenute negli esposti trasmessi all’Autorità si rilevano prive di fondamento ove si consideri dalla lamentata sospensione non è derivato alcun decremento, tanto meno definitivo, dell’offerta informativa dovuta per legge e per contratto di servizio, la quale non è mai risultata sotto la soglia posta dalle disposizioni di legge… . Il diritto/dovere di informazione non puo’ infatti ritenersi pregiudicabile dalla mancata messa in onda, per circa un mese, dei programmi “Porta a Porta”, “Ballarò”, “Anno Zero” e “L’Ultima Parola”, laddove – con particolare riferimento alla campagna elettorale trascorsa – il medesimo è stato assicurato dalla trasmissioni di comunicazione politica trasmesse dalla Rai attraverso i notiziari.
Continua a leggere: L'AgCom: "Ok la sospensione degli approfondimenti in campagna elettorale"

Bruno Vespa, anche lui fra i “sospesi” della Rai, è d’accordo con il politico nel nome del quale il suo Porta a Porta è finito per rimanere incidentalmente chiuso per un mese. Il giornalista è convinto che la “restrizione della libertà” rappresentata dallo stop ai talk show politici non sia in fin dei conti responsabilità dalla maggioranza di governo, ma di Michele Santoro. Si tratterebbe, quindi, di una risposta sbagliata ad un problema reale causato dalla presenza di una trasmissione come Annozero nei palinsesti Rai. Queste le sue parole contenute in un’intervista rilasciata al settimanale Oggi:
Meglio i ‘pollai’ denunciati da Berlusconi che il silenzio. Gli spettatori sono adulti e responsabili e hanno diritto a formarsi un’opinione. Ma non saremmo onesti se non la dicessimo tutta. Come hanno dovuto riconoscere i corrispondenti stranieri che ci hanno convocato per studiare questo ‘caso italiano’, non esiste Paese al mondo in cui vadano in onda trasmissioni come Annozero che attaccano una sola parte politica. Finché Rai e Autorità di garanzia per le comunicazioni non riusciranno a farle rispettare da tutti, gli eccessi di libertà rischieranno di produrre un’inaccettabile compressione di libertà.
Vespa ha perfettamente compreso, anche alla luce dell’inchiesta di Trani sulle pressioni di Berlusconi per far chiudere Annozero, come la decisione della Vigilanza Rai di sospendere i programmi d’informazione fosse in realtà una strategia per zittire Santoro. Per il conduttore di Porta a Porta è sostanzialmente inevitabile dover sopportare il restringimento complessivo della libertà d’informazione, ma la colpa non è chi reprime, bensì del più ribelle fra i censurati che andrebbe posto fuori dall’agone democratico per i suoi “eccessi”.
Continua a leggere: Il censurato Bruno Vespa in sintonia con Berlusconi: tutta colpa di Santoro

Linea Notte, la rubrica del Tg3 condotta dalla direttrice Bianca Berlinguer, è uno dei pochi programmi d’informazione sopravvissuti alla scure della par condicio e può continuare ad andare in onda. Tolte le ingessate tribune elettorali è praticamente l’ultima trasmissione Rai nella quale si può ritrovare il confronto diretto fra due esponenti politici, ma quanto visto ieri sera non ha fatto rimpiangere i periodi non elettorali.
Il ministro La Russa e Antonio Di Pietro hanno battibeccato prendendo spunto dalla stretta attualità, l’inchiesta di Trani sulle pressioni per far chiudere Annozero, l’intervento degli ispettori del ministro Alfano e le dichiarazioni del Capo dello Stato Napolitano sulla necessità di rispettare sia i magistrati al lavoro che il guardasigilli. Di Pietro, solitamente in grado di reggere alla tecnica dell’interruzione sistematica, perde la calma e lascia la trasmissione.
La Berlinguer cerca di trattenerlo (La Russa ovviamente non vedo l’ora che Di Pietro se ne vada), ma il leader dell’Idv è inamovibile e abbandona lo studio. Pessimi tutti, il Di Pietro che si offende, La Russa che interrompe e la Berlinguer che lo permette.
Continua a leggere: Linea Notte: La Russa fa perdere la calma a Di Pietro che se ne va

Michele Santoro si è accorto che realizzare una trasmissione speciale, stile Annozero, dal Paladozza di Bologna, costa caro. In termini meramente economici, stavolta, e non ideologici. Giovedì 25 marzo, abbiamo visto, verrà messa in onda questa storica puntata per la libertà d’informazione in Italia, probabilmente il Paese, tra quelli cosiddetti sviluppati, sul gradino morale più basso possibile. Condurrà Santoro, ovviamente, il quale ha creato una pagina-evento su Facebook per catalizzare l’importanza di questo evento e, soprattutto, raccogliere fondi richiedendoli direttamente agli spettatori. Questo il testo:
“Cari amici,
per realizzare la manifestazione-trasmissione di giovedì 25 Marzo dal Paladozza di Bologna, giornalisti, cameraman, elettricisti e operai lavoreranno gratis.
Il volontariato, tuttavia, non basterà a coprire i costi necessari alla realizzazione dell’evento.
Vi chiedo perciò di contribuire donando 2 euro e 50 ciascuno e mi auguro che siate più di cinquantamila ad aiutarci a realizzare la nostra iniziativa.
Raggiungere questo obiettivo sarà la prima importante risposta alla censura. Fate dunque girare questo appello tra i vostri amici e ringraziateli da parte mia per il loro aiuto”.
Ognuno può pensarla come crede.
Personalmente condivido molto l’idea della puntata speciale, ma credo che non dovrebbe essere a carico del contribuente, già vessato dal canone Rai. Il plauso vada ai tecnici, ai cameraman e alla redazione, che lavorerà gratis per una puntata; ma i conduttori e i giornalisti, strapagati (e giustamente, attenzione: ogni singolo soldo che va a questi signori è legittimo e perfettamente in linea con le cifre relative al mondo della televisione) dalla stessa Rai, ecco trovo che dovrebbero essere loro, eventualmente, a sobbarcarsi gli oneri, in qualità di imprenditori di loro stessi e di mezzi autentici attraverso cui veicolare un grande messaggio di libertà.
L’iniziativa, comunque, sembra avere successo. Tra alti e bassi. Dopo il salto, qualche commento degli spettatori particolarmente significativo tra quelli arrivati alla stessa pagina.

Mentre all’esterno di Viale Mazzini si teneva l’ennesimo sit-in di protesta del popolo viola il Cda Rai, convocato per stamani dal Presidente Garimberti, ha confermato con un voto a maggioranza la sospensione dei talk show in applicazione del regolamento sulla par condicio approvato dalla Vigilanza Rai. Non rivedremo dunque in onda prima delle elezioni del 27 e 28 marzo i programmi d’informazione della Rai Annozero, Porta a Porta, Ballarò e L’Ultima Parola.
Dopo la decisione del Tar di sospendere il regolamento dell’Agcom che imponeva gli stessi limiti previsti per la Rai anche alle tv private era stato proprio Galimberti a chiedere che il tema venisse riesaminato alla questione alla luce della novità, ma non è bastato per far cambiare idea ai consiglieri che avevano già votato lo stop ai talk show.
C’è però ancora uno spiraglio: il Cda ha infatti contestualmente dato mandato al Dg Mauro Masi di presentare la questione alla Vigilanza Rai, secondo l’opinione di 5 consiglieri su 9 la tv di stato non può che applicare il regolamento votato dalla commissione parlamentare, solo in caso di modifica dello stesso i talk show potranno ripartire. La palla passa dunque ai parlamentari, il PDL dovrà assumersi direttamente la responsabilità di tenere in piedi un provvedimento che di fatto crea una situazione di paradossale disparità fra la tv di stato e le tv private. Non dovrebbe essere un problema, per loro.
Rai: le foto del sit-in del popolo viola
Continua a leggere: Il Cda Rai conferma la sospensione dei Talk Show

L’entusiasmo attorno alla sospensiva del Tar, almeno per quanti ritengono liberticida la sospensione dei talk show Rai nei 30 giorni che precedono le elezioni amministrative, è per il momento ingiustificato. Chiariamo: Annozero, Ballarò, Porta a Porta e L’Ultima Parola restano in stand-by. Non va fatta confusione: il tribunale amministrativo ha accolto il ricorso di Sky e Telecom Italia Media sospendendo il regolamento dell’Agcom che imponeva le stesse limitazioni della Rai alle emittenti private, nulla di più.
La decisione del Cda Rai di mettere in ghiaccio i talk della Rai, e ancora prima il regolamento della Vigilanza Rai che di fatto suggeriva questa decisione, non sono stati toccati. Il Tar ha anche esaminato un ricorso di Federconsumatori che impugnava la delibera della Vigilanza, ma tale ricorso è stato respinto in quanto l’organo “ha natura parlamentare” e non amministrativa. In sostanza il Tar si è dichiarato incompetente sulla materia.
In tanti, gli stessi che si erano stracciati le vesti al momento della chiusura dei programmi Rai, compresi gli organizzatori della protesta prevista il 25 marzo al Paladozza di Bologna, ora chiedono una marcia indietro alla tv di stato. Ripensare allo stop sarebbe teoricamente possibile, ma spetta al Cda Rai, prontamente convocato con urgenza dal Presidente Garimberti nella giornata di lunedì.
Continua a leggere: Il Tar non ha riaperto i Talk Show Rai, ci prova il Presidente Garimberti
Il Tar del Lazio ha accolto la richiesta di Sky e Telecom Italia Media a favore della sospensione del regolamento varato dall’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni che disciplina la par condicio in vista delle elezioni Regionali. Tradotto: i talk show possono andare in onda. Le richieste sono state discusse davanti alla III sezione ter del Tribunale amministrativo regionale, presieduta da Maria Luisa De Leoni.
Prime reazioni da parte del Pd:
“E’ una chiara bocciatura della norma-bavaglio imposta dalla destra in commissione di Vigilanza. Ora la Rai deve intervenire, e il Cda di Viale Mazzini, che il presidente Garimberti si è impegnato a convocare immediatamente dopo la sentenza, non può che prendere atto dell’interpretazione del giudice amministrativo. I programmi giornalistici devono riprendere subito”.
Intanto Il Fatto quotidiano ha rivelato oggi in prima pagina alcune intercettazioni clamorose che dimostrano come il Premier Silvio Berlusconi, ormai sempre più abbandonato da cortigiani e cani da riporto, volesse scientificamente mettere il bavaglio ad Annozero e altri programmi attigui, “chiacchierando” dalle stanze del potere con Giancarlo Innocenzi (membro dell’Agcom) e Augusto Minzolini.
“Silvio Berlusconi voleva “chiudere” Annozero. Un membro dell’Agcom - dopo aver parlato con il premier - sollecitava esposti contro Michele Santoro. Il direttore del Tg1 Augusto Minzolini - al telefono con il capo del governo - annunciava d’aver preparato speciali da mandare in onda sui giudici politicizzati. E le loro telefonate sono finite in un fascicolo esplosivo. Berlusconi, Minzolini e il commissario dell’Agcom Giancarlo Innocenzi: sono stati intercettati per settimane dalla Guardia di Finanza di Bari, mentre discutevano della tv pubblica delle sue trasmissioni”.

I giornalisti sono una bestia rara assai, lo avevo scritto qualche post fa, che non ammette ingerenze e riesce a malapena a tollerarle solo se provengono da quelli della sua stessa razza. Ecco dunque la rivolta alla par condicio e allo stop ai talk show in tv benedetta nientemeno che dalla FNSI che si concretizzerà il 25 marzo al PalaDozza di Bologna con lo show serale Rai per una notte condotto da Michele Santoro e a cui ha aderito tra gli altri anche Giovanni Floris. La trasmissione andrà in onda via web e sarà costruita basandosi sul format di Annozero, con la partecipazione della redazione, ma non sarà una puntata di Annozero.
La FNSI, giusto per chiarire come stanno le cose ha inviato una lettera firmata da Franco Siddi ai vertici RAI, Garimberti e Masi in cui si specifica che:
L’informazione, la circolazione delle idee, il confronto delle voci non si possono interrompere. La Federazione Nazionale della Stampa Italiana ha deciso di promuovere iniziative e manifestazioni per sostenere la libera informazione e assicurare la circolazione di punti di vista e di espressioni culturali e professionali. Nell’ambito di questa iniziativa sindacale, vi comunichiamo che per il 25 marzo si terrà a Roma o a Bologna una pubblica manifestazione da noi indetta avente ad oggetto la difesa della libertà di informazione. Ad essa parteciperanno, su nostra richiesta e a titolo gratuito, anche giornalisti aventi con voi rapporti contrattuali, come ad esempio Giovanni Floris ed altri nelle sue condizioni e la redazione di Annozero nel suo insieme. La Fnsi e l’Usigrai – Organismo sindacale di base dei giornalisti Rai - metteranno a disposizione su internet le riprese video e audio della manifestazione e consentiranno a tutti coloro che vorranno di riprendere e trasmettere in Tv o per radio l’intero evento.
Via | FNSI

Mentana condicio, questo il nome del il ritorno di Enrico Mentana alla conduzione di un talk show. Su che canale? Su Corriere TV, quindi solo sul web. La scelta dell’ex direttore editoriale di Mediaset è quindi quella di sbarcare su internet, nel caldissimo periodo pre-elettorale, per sfruttare la libertà concessa alla rete dopo l’entrata in vigore della par condicio ha fermato tutti i talk tradizionali della tv italiana.
Lo slogan stesso (”Vietati in tv, liberi sul web“) della trasmissione, in onda da oggi alle 15.30 e che si concluderà il 29 marzo prossimo con un commento dopo l’esito delle Elezioni Amministrative, è un j’accuse contro la norma (o meglio l’interpretazione della norma data dalla Vigilanza Rai) che ha chiuso tutte le trasmissioni di approfondimento per un mese. Così scrive Mentana in una lettera al direttore del Corriere della Sera pubblicata oggi sul quotidiano di Via Solferino:
Il giornalismo libero e l’opinione pubblica possono confrontare, ad esempio, Formigoni e Penati, la Bresso e Cota, la Bonino e la Polverini, unici possibili vincitori nelle loro regioni. In tv no, è vietato, al massimo ci potranno essere delle pletoriche tribune politiche, o le dichiarazioni in pillole cui saranno costretti i tg. Insomma, proprio nel momento in cui il passaggio al digitale e l’allargamento del satellitare ci hanno dato l’illusione di una formidabile crescita dell’offerta a nostra disposizione, possiamo vedere come lo strumento televisivo sia stato brutalmente sterilizzato in un suo settore cruciale. Gli ottimisti dicono sempre che ogni situazione difficile ci regala un’opportunità: e in questo caso hanno ragione. Perché la legge e le norme sulla par condicio non possono bloccare l’informazione via web. Tutte quelle trasmissioni che adesso sono vietate in tv possono andare in onda ogni giorno, fino alla data delle elezioni, attraverso Internet. E allora la sfida è questa: facciamolo noi un programma libero e rispettoso solo dei doveri e dell’interesse giornalistico, con la grande credibilità e autorevolezza del Corriere della sera, con il fresco e meritato successo del suo sito, e - più in piccolo - con quel che ancora credo di poter fare, dopo quest’annetto di pausa ristoratrice. Mettiamolo tutti i giorni in Rete, e ognuno potrà seguirlo in diretta o all’ora che vuole. Chissà che dal male di un provvedimento poco lungimirante non nasca qualcosa di utile per tutti coloro che hanno a cuore il nostro mestiere e il valore dell’informazione…
Continua a leggere: Enrico Mentana torna, ma sul web: da oggi su Corriere TV
Sarà il Marco Travaglio ideale per i detrattori, quello che andrà ospite di Victoria Cabello martedì sera alle 23.30 su La7 durante la prima puntata della trasmissione Victor Victoria: l’opinionista di Annozero, infatti, sarà muto per la gioia di chi non lo può soffrire. E’ l’ultima trovata, piuttosto divertente, va detto, del dissacrante programma dell’ex Iena: Travaglio, “zittito” dalla par condicio e dalle ultime polemiche, comparirà solo in camerin0, completamente muto, nell’atto di fare cruciverba, mangiare una mela, comporre puzzle e leggere, rullo di tamburi, l’ultimo libro di Bruno Vespa. Una pantomima azzeccata e ironica che fa riferimento agli ultimi fatti che hanno colpito la Dittatura Italiana con lo spegnimento dei talk show in fase pre-elettorale. “Visto che non apro bocca, spero che nessuno mi denunci, sarebbe la prima volta”, ha detto lo stesso Travaglio: “Lo faccio per la mia amica Victoria, non so dirle di no. E’ un modo divertente per rimarcare che in Italia, in questo momento, non si può parlare, come negli uffici postali del Ventennio”. Ospiti della prima puntata anche Luciana Littizzetto e Alessandro Preziosi.

Lungi dall’essere il canale libero per eccellenza, anche La7 non se la passa benissimo in quest’ultimo periodo di Allegra Dittatura. Saltata la puntata de L’Infedele dedicata la caso Telecom-FastWeb “per non inficiare le indagini”, rientra l’allarme legato alle presunte dimissioni del conduttore Gad Lerner che s’era visto così improvvisamente derubato del suo legittimo programma. Pur continuando a disapprovare ufficialmente la decisione di Telecom Media, azienda proprietaria del network, il giornalista ha fatto sapere di essere intenzionato a non mollare la barca in un momento in cui, tra l’altro, non è da dare così tanto per scontata la sua eventuale ricollocazione altrove (vedi caso Mentana).
Ancora La7: torna Daria Bignardi. Dovrebbe essere questione di poco tempo, ma la conduttrice de Le Invasioni Barbariche e L’Era Glaciale sarà nuovamente all’ovile prima dell’inizio della prossima stagione televisiva. Fallita, ma era inevitabile, visto il comando e controllo esercitato sui contenuti Rai e l’assurdo orario a cui veniva mandata in onda, l’ultima creatura della Nostra, si rendono favorevoli le condizioni per un ritorno a La7, appunto, rete su cui si è consacrata. Possibilmente ritornando al prime time.
Anche Corrado Augias, compostamente e garbatamente si unisce al coro delle proteste per quanto sta accadendo in queste ore, rispetto alle scelte della RAI di censurare i programmi di informazione politica, in nome della par condicio. La lettura del comunicato è andata in onda a sorpresa durante la puntata di ieri di Le Storie di RaiTre.
A condurre, ognuno secondo il proprio temperamento, la battaglia per la libertà dell’informazione, i giornalisti. Oh bella! Si dirà! I giornalisti, proprio quegli stessi professionisti che in un modo o nell’altro andavano, fino a qualche giorno fa, a braccetto con quegli stessi politici che oggi gli stanno mettendo il bavaglio? Ebbene la corporazione dei giornalisti è una belva rara assai. E’ saccente, mercenaria, snob, acchiappatutto, ma non tollera che a mettere bavagli non sia uno della sua stessa razza (e spesso neanche quello, vedi il caso Maria Luisa Busi).
Stranamente i giornalisti avrebbero tollerano ingerenze da altri giornalisti, ma non dai politici. I giochi in tv si sono spinti oltre? E chi può dirlo? Chi dall’esterno di quella corporazione conosce gli equilibri messi in atto per tutelare, nonostante tutto, la libertà di informazione? Se non vi fosse stata libertà allora un provvedimento del genere non si sarebbe reso necessario. Dire oggi che la corporazione dei giornalisti è corrotta e ha contribuito all’attuale stato delle cose è dire una mezza verità. L’altra parte della verità è che i giornalisti hanno sempre fatto il loro mestiere sporcandosi le mani. E l’approvazione del decreto Milleproroghe che spazza via con effetto retroattivo dal 2009, emittenti e radio locali, togliendo loro, quelli che sono i normali rimborsi previsti per l’editoria, ne è la riprova, semmai ce ne fosse bisogno.
Ora non resta che attendere le prossime mosse di una corporazione che dopo anni di intorpidito abbuffamento sta scoprendo che deve nonostante tutto riprendersi il potere di dire la verità alla gente. E Corrado Augias, come moli altri ha iniziato a farlo con garbo.

Mentre di fronte alla sede Rai di Via Teulada l’FNSI manifesterà contro la sospensione dei programmi d’informazione per un mese, all’interno dei palazzi della tv di stato si lavora per sostituire Annozero e Ballarò bloccati prima dal regolamento approvato dalla Vigilanza Rai, poi dalla decisione a maggioranza del Cda di ieri.
Stasera, al posto di Giovanni Floris e del consueto dibattito, una puntata de “La Grande Storia” con un tema scelto a caso dagli archivi di RaiTre: “La Dittatura“. Non potendo parlare di quella attuale quei bolscevichi della terza rete piazzano un documentario sull’ascesa e la caduta del Fascismo, davvero sottile. Anche martedì prossimo sarà sempre La Grande Storia a colmare il vuoto lasciato da Ballarò, il tema non è stato ancora stabilito. Suggerimenti? Qualcosa sulla Resistenza ci starebbe bene.
Su RaiDue già pronti anche a sostituire Annozero con due film per la famiglia: “La Carica dei 101” giovedì 4 e “La Carica dei 102” giovedì 11. Insomma, cani al posto di Santoro. Anche qui un pizzico d’ironia nella rete gestita dalla Lega Nord?
Update: Giunge notizia in questo momento della variazione anche per Porta a Porta ed è particolarmente curiosa anche questa. Invece di Bruno Vespa potremo goderci due puntate del Commissario Rex. Anche qui cani, perfetta par condicio con Santoro.

Il silenzio assoluto non è il contrario di faziosità. Il silenzio assoluto, come tutti gli estremi, le schiavitù e le dannazioni, è esso stesso una faziosità. Così il blocco totale imposto dalla Vigilanza (e quindi dal Governo) alla Rai per questo mese di par condicio elettorale fa parlare, fa discutere, aizza più di qualsiasi talk show politico. Tremano anche Mediaset e La7 (Gad Lerner ha minacciato di lasciare l’azienda dopo che la sua ultima puntata de L’Infedele, dedicata al caso Fastweb-Telecom, è stata sospesa per motivi, spiegano, niente affatto inerenti alla par condicio). Per questa sera, martedì 2 febbraio, alle ore 20 presso gli studi Rai di Via Teulada 66 è prevista una manifestazione, indetta da “quelli di” Annozero con l’appoggio incondizionato di Fnsi, il sindacato, Giovanni Floris, Gianluigi Paragone e Vespa, addirittura, proprio lui che ha accusato Santoro di aver contribuito a costruire il clima di fuoco che adesso sta portando l’Italia alla censura totale.
Proprio il conduttore di Annozero ha rilasciato un’intervista molto piena e onesta a la Repubblica che parte dall’accostamento di questo momento storico a quello che portò all’editto bulgaro:
“Ma la Rai oggi, come soggetto editoriale, è più debole di prima. E’ un’azienda che sta morendo. E non l’ho detto io, l’ha detto il presidente Garimberti. Che gli spazi di autonomia di tutta la televisione sono ancora più stretti perché ai partiti non è rimasto niente dell’eredità della Prima repubblica: ideologia e cultura. Sono gruppi di potere e basta. Mentre eravamo tutti agitati per il regolamento uscito dalla commissione, il Direttore Generale della Rai stava in vacanza. E’ chiaro: non aveva bisogno di essere qui. La decisione era già stata presa e non a Viale Mazzini. La par condicio è un pretesto, come le elezioni regionali. La questione è più grande. Da un po’ assistiamo a un attacco senza precedenti ai poteri di controllo: la magistratura, l’informazione, la burocrazia, come nel caso della Protezione civile. Cercano una militarizzazione della società. Di questo disegno Berlusconi è il principale architetto. Ma non agisce da solo”.