
Questa sera alle 21.10 circa su La7 riparte Gli Intoccabili, il programma di Gianluigi Nuzzi del quale si è tanto parlato alla fine dello scorso anno. Dopo alcune inchieste scomode che hanno avuto particolare risalto sulle varie testate, il programma ripartirà con un vero argomento “bomba”: si parlerà delle finanze del Vaticano, delle reti di potere (non solo ecclesiastiche) che ne determinano i meccanismi, dei rapporti di forza che interagiscono all’interno delle stanze vaticane, delle congiure e dei conflitti degli ultimi anni, ricostruiti con rivelazioni, interviste e documenti inediti ed esclusivi.
A dare il via all’indagine del programma è una lettera scritta nel 2011 a Papa Ratzinger da Carlo Maria Viganò, sacerdote che nel 2009 era stato nominato segretario del Governatorato del Vaticano, l’organismo di potere esecutivo del piccolo Stato che gestisce gli appalti e le forniture. Nella lettera, Viganò scrive tra le altre cose:
Beatissimo Padre, un mio trasferimento in questo momento provocherebbe smarrimento e scoramento in quanti hanno creduto fosse possibile risanare tante situazioni di corruzione e prevaricazione da tempo radicate nella gestione delle diverse Direzioni

L’uscita di scena di Aldo Busi da L’Isola dei Famosi 7 è stata burrascosa, esattamente come il copione prevedeva. Forse gli autori e la Ventura speravano di trattenerlo in Nicaragua ancora qualche settimana, ma sono stati costretti a raccogliere il picco di share dell’inevitabile sfogo dello scrittore già ieri sera. Poco male, per loro. La rabbia di Busi, come dettagliatamente ricostruito dal nostro Lord Lucas, ha travolto un po’ tutti: Berlusconi, la credibilità del reality, la “rifatta” Mara Venier e il Papa Benedetto XVI.
Il pontefice è stato coinvolto da Busi in riferimento all’omofobia, senza grossa originalità indicata come la tendenza tipica degli “omosessuali repressi“. In modo decisamente più edulcorato, ma in diretta su RaiDue, il suo affondo ha ricordato il celebre intervento di Sabina Guzzanti durante la manifestazione dell’8 Luglio 2008 quando, sul palco di Piazza Navona, l’attrice augurò al Papa omofobo il dantesco contrappasso di finire all’inferno tormentato da “diavoli gay”. In quell’occasione la Guzzanti si guadagnò l’accusa di “vilipendio ad un capo di stato estero” prima che il ministro Alfano la graziasse stabilendo il non luogo a procedere.
Lorenzo Cesa, segretario dell’Udc, ha chiesto l’intervento della Vigilanza Rai su L’Isola dei Famosi:
La maggioranza, in Commissione di Vigilanza e nel Cda Rai, ha fatto di tutto in questi giorni per imbavagliare i talk show e perché in tv venissero bandite la politica e le critiche al governo. È singolare che altrettanto zelo non venga dimostrato nel controllo dei contenuti di altri programmi del servizio pubblico. Da Busi è stata dileggiata senza ritegno davanti a milioni di telespettatori la guida spirituale dei cattolici nel mondo. L’azienda e la Vigilanza tolgano il paraocchi e guardino cosa succede negli altri programmi.

Paga, anche se non in maniera esemplare, il vaticanista del Tg3 Roberto Balducci reo di aver firmato il servizio nel quale ha quantificato le persone “che hanno la pazienza e il coraggio di seguire” Papa Benedetto XVI con la proverbiale espressione “quattro gatti“. Dopo 2 anni non seguirà più le cronache dal Vaticano per il Tg3, non un licenziamento, ma la rimozione dall’incarico.
La decisione, comunicata al comitato di redazione del telegiornale dal direttore Antonio Di Bella, arriva dopo la giornata di ieri nella quale c’era stata una certa tensione con la richiesta di maggior rispetto arrivata dal Vaticano e l’attacco di Giorgio Merlo, vicepresidente della Vigilanza Rai. Merlo aveva parlato, andando decisamente sopra le righe, di “anacronistica, e volgare, deriva anticlericale“. Di Bella aveva difeso il proprio giornalista che è rimasto fermo sulla propria versione: non era sua intenzione offendere il Papa, la frase è stata fraintesa. Il senso era opposto a quello che ad una prima lettura appare denigratorio? Questa ha affermato Balducci in una lettera indirizzata al suo direttore, questo ha ripetuto Di Bella. Oggi giunge però la notizia della rimozione decisa dal direttore, che per quanto dettata da ragioni di opportunità appare a mio giudizio troppo punitiva, almeno se si vuole dare credito alla tesi del semplice malinteso.
Voi cosa ne pensate?

Sarebbe tutto frutto di un fraintendimento, almeno stando a quello che sostiene il direttore del Tg3 Antonio Di Bella nel difendere il giornalista Roberto Balducci. La Santa Sede, dopo la protesta del pomeriggio, abbozza di fronte al comunicato del direttore, sostiene di “fidarsi del Tg3” e chiude il caso, ma il mistero resta. Facciamo un passo indietro e cerchiamo di capire l’accaduto. In un servizio dell’edizione delle 19 del Tg3 andato in onda domenica Balducci chiude raccontando che il Papa è pronto a partire per le vacanze estive in montagna:
…domani Papa Ratzinger va in vacanza, dove lo attende il fresco delle montagne, un pianoforte nuovo, un barbecue e un grande ombrellone dove mangiare, leggere e riposare. Ci saranno anche due gatti, uno bianco e nero, e uno grigio e anche un po’ malandato, ma che gli strapperanno un sorriso, almeno quanto i proverbiali quattro gatti (forse un po’ di più) che hanno ancora il coraggio e la pazienza di ascoltare le sue parole.
Qui potete riascoltare con le vostre orecchie questo passaggio. Il Vaticano in giornata fa trapelare un certo nervosismo, avendo interpretato la frase come è immaginabile in molti abbiano fatto; vale a dire come un’osservazione ferocemente sarcastica sul numero di fedeli che seguono le indicazioni del Papa ed ammonisce “il Tg3 si impegni in una linea di rispetto e attenzione per quanto riguarda la figura del Santo Padre“. Il vicepresidente della Commissione di Vigilanza Rai, il deputato PD Giorgio Merlo, è più duro e attacca: “è singolare ed inconsueto che una testata importante come il Tg3 scivoli in questa anacronistica, e volgare, deriva anticlericale“.
Partita da sei giorni YouDem, la social television del Partito Democratico, sale alla ribalta per un possibile caso di “censura”. Andiamo con ordine. Per chi non lo sapesse YouDem è il nuovo canale televisivo legato dal partito guidato da Walter Veltroni, ospitato sulla piattaforma Sky Italia (Canale 813), è visibile sul sito ufficiale e sui cellulari di ultima generazione.
Il progetto è ispirato alla filosofia Web 2.0, partecipazione e condivisione con gli utenti/autori, trasmissioni confezionate con il contributo della community attiva attraverso internet. Il sistema di questa nuova forma di tv, la Televisione Comunitaria, è slegato sia dal concetto di Tv di servizio sia da quello di Tv commerciale. Il progetto ricalca quello di respiro internazionale di Al Gore con la sua Current. La critica più scontata a questo progetto, oltre che la più condivisibile, è che la libertà d’espressione intrinseca nel sistema di social television, rischia di smarrirsi se vi è una gestione direttamente legata ad un partito politico che considera questo mezzo di comunicazione legittimamente “suo”.
Nel giorno del lancio il sito di YouDem (in versione Beta) è saltato per via del numero di accessi, ad oggi risulta pienamente funzionante. Cominciano ad arrivare i primi contenuti creati dagli utenti, destinati ad essere disponibili via Internet, e, nel caso vengano ritenuti “validi” per essere trasmessi sulla tv vera e propria. Qualche giorno fa un video aveva raccolto l’attenzione di Luca Sofri, il giornalista/blogger di Wittgenstein: una provocatoria parodia di Papa Benedetto XVI che “suona” una canzone dei Sex Pistols.
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